Cerca tra le notizie:
 
RAID DI 40 CHILOMETRI SULLA NEVE DEL CADORE
Domenica, 15 Gennaio 2012



TREVISO- Francesco Saoner, paracadutista trevigiano,a nome dell'ANPDI di Treviso, attivissimo nel paracadutismo FDV e TCL e nell'addestramento a terra , ci propone un raid con ciaspole ai piedi, nelle nevi del Cadore.

SABATO 11 FEBBRAIO 2011,ALLE ORE 08.30 -ORONZO DI CADORE- sul percorso di una gara denominata CIASPALONGA si terrà il RAID DELLE DOLOMITI.
La partenza è fissata per le ore 08.00 dal parcheggio degli impianti di risalita di Auronzo.
Il percorso del Raid sarà di 30km .
Il pernottamento è previsto in truna se lo spessore del manto nevoso lo permettera', altrimenti si farà un i bivacco in tenda o telo.
Il pasto sarà presso il rifugio Ciareido Quota 1969 tel043576276.7 Chi lo desidera potra' eventualmente pernottare al coperto.
Il percorso non presenta difficolta' tecniche particolari, e non è esposto a pericolo di valanghe. La stessa mattina, due ore prima, sullo stesso percorso si svolgerà la gara della "ciaspalonga" che vbatterà tutti i sentieri-

Si raccomanda abbigliamento invernale, lampada e attrezzatura da vì bivacco.

La partecipazione è riservata a chi condivide lo spirito e gli ideali e le tradizioni dei Paracadutisti.Non è una gita, ma un addestramento.

Francesco Saoner
telefono cellulare 3400542388..
indirizzo e-mail saonerfrancesco@yahoo.it

nota:
In quella occasione stiamo organizzando una uscita di alcuni del TEAM FOLGORE PARACADUTISTI,che correranno nella gara abbinata all'addestramento, se impegni e stato dell'allenamento lo permetteranno.





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
RICCO BILANCIO ANCHE PER LA SEZIONE ANPDI DI VERBANIA
Lunedì, 2 Gennaio 2012



PARMA- C'è un altro gruppo di Paracadutisti dell'ANPDI di VERBANIA capitanati dal lombardo "DOC" Mario Locatelli : Buratti Alberto, Troito Rocco, Manti Maurizio, Volpe Vincenzo, Meles Stefano, Locatelli Alain, Del Ponte Giacomino, che hanno al loro attivo una significativa attività addestrativa di livello tecnico elevato:
(nella foto sopra, in prima fila con tre della sua squadra, da destra Locatelli Mario, Locatelli Alain, Stefano Meles e Buratti Alberto )

Gennaio 2011, ciaspolata con bivacco notturno, Bellano, cima monte Muggio, Bellano, dislivello 1500 mt

Febbraio 2011, Dolomiti raid sulla neve, Cortina, Sexto Braies, Cortina, bivacco in truna, 40 km dislivello 2000 mt

Marzo 2011 Solbiate Olona, esercitazione della Brughiera, piazzamento a metà classifica,

Aprile 2011, Val Brona, pattuglia Viscontea, due squadre partecipanti, terzo e sesto posto su venti squadre.

Maggio 2011, Vergiate, pattuglia Italian Raid Commando, 15esimo posto su 40 squadre

Giugno 2011, gara internazionale di tiro a Tirano (SO) con piazzamenti medi su 250 concorrenti

Luglio 2011, Reggio Emilia/Tradate, triathlon nazionale del paracadutista, primo posto

Agosto 2011, trekking alta via della Valsassina, bivacchi in quota, 60 km dislivello 5000 mt

Settembre 2011, Olanda, Arnhem, lancio storico della Market Garden

Ottobre 2011, Egitto, El Alamein, ripristino postazioni, staffetta nel deserto di 114 km

Novembre 2011, triathlon Roma/Tuscia Sud, primo posto

Dicembre 2011, Svizzera, lancio in quota valle Ritom 2000 mt, con pattuglia di rientro di 15 km

Il capo pattuglia ci segnala che hanno già in programma parecchi appuntamenti per il 2012.

Primo fra tutti il lancio TCL in val Roseg ( St Moritz), sulla neve, con pattuglia di rientro all'aeroporto di Samedan, 12 km.

Anche a loro: COMPLIMENTI!

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
QUALCHE NOTIZIA IN PIU' SUL NUCLEO OPERATIVO PARACADUTISTI DI BRESCIA
Giovedì, 29 Dicembre 2011



PARMA- Abbiamo chiesto al portavoce del Nucelo Opeerativo Paracadutisti di Brescia di inviarci un profilo ed un riassunto dell eloro attività, perchè possano essere di esempio per altri nostro lettori che vogluano mantenersi in attività. Ecco cosa ci scrive:


BRESCIA- Il NOP attinge i suoi compoenti dalla Sezione ANPD'I di Brescia.

I componenti in attività , che hanno superato le severe prove di ammissione sono:


Luigi Gelmini (comandante)
Luigi Lodigiani (vicecomandante)
Gianfranco Battagliola
Giuliano Festa
Daniele Cacioppo
Roberto Facuetti
Massimo Ghirardi
Bartolo Nuciforo
Andrea Tognati (allievo uff. Modena)
Fabbro Danny
Antonio Peverada
Michele Giacomelli (aspirante)
Giuseppe Mammoliti(aspirante)


RIEPILOGO DELLE ATTIVITA' NEL 2011


30 gennaio: marcia zavorrata invernale da Magasa a Malga Tombea (1900 m. s.l.m.)
in Val Vestino.

Febbraio - Marzo - Aprile :corso SUB (1°Liv.18m.) (C.C.R. oltre i 60m.)

5-6 marzo: esercitazione Val Palot in preparazione alla Brughiera 2011

18-19-20 marzo: gara per pattuglie Brughiera 2011. Premiata come migliore team in gara

1°maggio: esercitazione Alpina sulle ferrate di Casto

13-14-15 Maggio : gara per pattuglie Viscontea 2011 . Esercitazione impegnativa in Val Camonica

20-21-22 maggio: gara per pattuglie Lombardia 2011. Il N.O.P. ha inviaton due pattuglie, una delle quali si è piazzata a metà classifica alta. presenti quaranta pattuglie di dodici nazioni

20-21-22-23 giugno: a Seedorf un componente del N.O.P. supera le prove per il conseguimento del brevetto militare di paracadutismo tedesco.
25-26 giugno: gara per pattuglie Grifo 2011, in Umbria.Tre pattuglie.

3-4 settembre: addestramento in continuativa di 2 g.g., a Reggio Emilia con lanci vincolati e in tecnica di caduta libera, sull’Appennino Parmense per l’orientamento di pattuglie e bivacco notturno ,al poligono di Pralboino (BS)per tiro con vari modelli
d’arma

10-11 settembre: a Novi Ligure la squadra NOP è seconda classificata al campionato di precisione con paracadute emisferico.

30 settembre 1-2 Ottobre: gara per pattuglie Veneto 2011- presenti con tre team

15 ottobre: formazione di un picchetto al raduno interregionale degli alpini a Palazzolo

10-11 dicembre : marcia zavorrata dalla Val Palot a cima Monte Campione (1850 m slm)

Si tratta di un notevole impegno per il mantenimento del livello addestrativo, che migliorano le loro doti psicofisiche e la grande
dedizione a questo tipo di attività. Talmente incalzanti e severe, che persino il reporter non è riuscito a seguirli.
Daniele Nizzola

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ADDESTRAMENTO INVERNALE DEI PARACADUTISTI ROMANI E BRESCIANI
Martedì, 29 Novembre 2011


sopra: marcia notturna e la Vetta del Monte Velino all'alba


PARMA- Due tra le sezioni ANPDI più operatove hanno iniziato la preparazione invernale alla stagione 2012: Roma per la corsa in montagna e Brescia per partecipare a prestigiose gare di pattuglia internazionali e individuare nuove palestre per i propri allievi aspiranti membri del Nucleo Operativo Paracadutisti.

ANPD'I Roma ha organizzato sul monte Velino in Abruzzi ( 2450 metri slm,ndr) un trekking veloce notturno con un gruppo di Paracadutisti che si stanno allenando al CRO MAGNON 2012, mentre quella di Brescia ha saggiato la ferrata dela Corna di Savallo ( 1500 mslm circa) : si tratta di una delle pareti più belle, che dal “Canale del Solc” sale alla croce per poi giungere al rifugio Nasego.

La nuova via denominata “Nasego” ha un dislivello superiore ai 500 metri con cinque singole ferrate in sequenza tra loro.
Lunga circa 1200 metri si colloca tra una delle più panoramiche vie prealpine. La vista del lago di Garda e altre cime famose come il Guglielmo , l'Adamello la Corna Blaka il Baldo ed un'eccezionale esposizione al sole, la rende praticabile anche nella stagione fredda.

Gli istruttori del Nucleo Operativo Paracadutisti di Brescia intendono includerla tra le prove di crescente difficoltà previste per l'ammissione al team.

In tutti e due i casi si tratta di attività complementari che dovrebbero essere "pane quiotidiano"dei paracadutisti. Un esempio da seguire.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I paracadutisti dell’ANPDI Sez. Nord Friuli e dell’Unuci Schio protagonisti alla 24° VENETO 2011
Domenica, 9 Ottobre 2011

Da sinistra: Alp. par. Giorgione C. - C.le Alp. par. Grillo M. - Cap. par. Garello A. - CM. Tirapelle M. - Cap. par. g. r. Olivieri N. - C.le par. Pasquali C. - App. CC par. Pellegrino Mauro - C.le par. Vattolo Luca


LE ALTRE FOTO

a cura di
ANPDI – Sez. Nord Friuli
par. Roberto Pecile


Tarcento (UD) - Nei giorni 30 settembre, 1 e 2 ottobre si è svolta la 24^ VENETO 2011 - GARA INT. DI MARCIA ORIENTAMENTO E TIRO PER PATTUGLIE, organizzata dall’UNUCI Sezione di VERONA nella zona del Monte Baldo (medio Garda) con base a Caprino Veronese.
Alla competizione hanno partecipato ben 28 squadre sia italiane che estere, 13 composte da personale in servizio attivo e 15 appartenenti alla riserva. La nutrita rappresentanza estera era composta da squadre provenienti dalla Lettonia, dalla Scozia, dall’Inghilterra, dalla Francia e Stati Uniti d’America.
La Sezione Nord Friuli ha partecipato all’esercitazione con due squadre, ingaggiate in uno scenario che simulava un vero teatro operativo di notevoli difficoltà tecniche.
L’esercitazione, che vedeva impegnata la pattuglia da combattimento nelle operazioni di peace enforcing, è stata di tipo valutativa e continuativa, con prove in bianco e a fuoco ed era articolata in una fase notturna e una diurna per totali 30 km circa.
Di particolare rilievo e molto realistiche sono state sia la prova notturna, relativa all’acquisizione obiettivo (infiltrazione, recon ed esfiltrazione) che la prova diurna, relativa ad una attività in ambiente NBC con maschera indossata, giudicata dai nostri partecipanti molto coinvolgenti.
Dalle difficoltà della gara, affrontate dalle squadre con la giusta determinazione agonistica e lealtà, è emerso lo tutto spirito di cameratismo che lega e affratella il personale militare delle diverse nazioni.
La squadra composta dal C.le par. Vattolo Luca e dall’App. CC par. Pellegrino Mauro, si è piazzata al 3° posto nella classifica riservisti.
L’altra squadra, composta dal C.le Alp. par. Grillo Marco e dall’ Alp. par. Giorgione Christian, si è ben distinta classificandosi davanti alle altre tre squadre ANPDI presenti.
Segnaliamo che anche quest’anno al primo posto riservisti si è classificata una pattuglia UNUCI Schio, composta dai paracadutisti Cap. par. Garrello Antonio e C.le par. Tirapelle Marco, con i quali le nostre due squadre si sono complimentate e hanno posato insieme per una foto ricordo.
L’intervento conclusivo del delegato regionale del Veneto e Trentino Gen. D. Antonio Leoci e la consegna dei premi hanno chiuso la manifestazione che ancora una volta ha messo in mostra la grande preparazione e professionalità degli organizzatori ed il grande entusiasmo dei partecipanti.

La squadra ANPDI - Sez. Nord Friuli piazzata al 3° posto nella classifica riservisti. App. CC par. Pellegrino Mauro - C.le par. Vattolo Luca

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TROFEO DI TIRO IN ONORE DEI CADUTI IN AFGANISTAN: LA CRONACA DI UN COORDINATORE DEL FORUM DI CONGEDATIFOLGORE CHE ERA NELLO STAFF COME COMMISSARI DI TIRO
Venerdì, 23 Settembre 2011

il cap art par ( ris) Giancarlo Ragusa, autore dell'articolo e comissario di tiro, con il Generale di divisione paracadutista, Cirneco, uno dei partecipanti più qualificati


Nota della redazione: pubblichiamo con due giorni di ritardo a causa di un problema elettronico.



PISA- Sabato 17 e domenica 18 settembre si è svolto presso il poligono di Sassuolo il trofeo Pegaso 2011, organizzato da Unuci Firenze in collaborazione con il Giglio Rosso shooting Club.
Il memorial di tiro era dedicato ai Caduti in Afganistan.

La gara di tiro militare consisteva di 6 "missioni" e ha registrato 140 tiratori.
Grande è stato l'impegno dello staff, che aveva preparato la gara trasferendosi nel poligono sin dal giovedì.

La novità più importante è stato il regolamento creato ad hoc. Una azione che ha avuto solo consensi e potrebbe diventare unico per le Associazioni d'Arma: Unuci Firenze lo ha adottato permanentemente pe rle proprie gare.

Ai tiratori è stata offerta la possibilità di sparare con armi assai diverse tra loro, dalla pistola fino all'AK47,versione civile.
La gara prevedeva anche l'uso di giubbotti antiproiettile e l'ingresso in una killing house con fucile e torcia tattica.

Si è trattato , quindi, di due giorni intensi, con migliaia di colpi sparati.

Primi ad essere piacevolmente sorpresi sono stati i partecipanti, che hanno apprezzato gli scenari e le armi proposte.
La meteo, con caldo afoso di sabato e pioggia la domenica, non ha ritardato le operazioni: tutti hanno potuto sparare e i più bravi guadagnare la premiazione -ricchissima-.
Lo staff, dopo avere lavorato sul progetto per mesi, si è dichiarato molto soddisfatto dai commenti dei tiratori, molti dei qualiappartenenti alle Forze dell'ordine e Forze Armate, arrivati da molti parti d'Italia.
Appuntamento al prossimo anno.
Le classifiche seguiranno

LE FOTO


Cap.art.ris. Giancarlo Ragusa





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
OPERAZIONE MARKET GARDEN: LANCIO DI MASSA IN OLANDA E BREVETTO INGLESE PER UN PLOTONE ANPDI
Giovedì, 22 Settembre 2011



di Mario Locatelli

MILANO-Ho avuto la fortuna di partecipare all'operazione Market Garden, svoltasi in Olanda nella zona di Arnhem nei giorni dal 14 al 19 settembre.

C'è stata la rievocazione storica del lancio di massa avvenuto il 17 settembre 1944: circa 12.000 paracadutisti inglesi, canadesi, americani, polacchi, vennero lanciati "sulla testa" di 5 brigate tedesche. Fu una strage: si salvarono in poco più di 2000 e ci furono migliaia di morti anche tra i civili olandesi.

È la prima volta che paracadutisti Italiani vengono invitati. Hanno riosposto 19 unità in rappresentanza delle sezioni anpd'I di Monza, Roma, Cremona, Cuneo, Genova, Firenze, Saronno e Verbania.
Le nazioni partecipanti: America, Canada, Germania, Polonia, Belgio, Olanda e Inghilterra.

Gli italiani sono stati ospitati in una caserma di paracadutisti Olandesi situata nei pressi di Karlsberger; una struttura imponente immersa nei boschi di pini e faggi, dove si snoda un percorso di guerra e d'ardimento di circa 6km, con poligoni di tiro interni, piste ciclabili, palestre complete, saune, ristoranti, bar, torri dardimento, campi di calcio e da tennis, piccoli musei di compagnia, e tanto altro ancora.

I primi 2 giorni, guidati da un ufficiale olandese addetto alla nostra accoglienza, sono stati dedicati all'ambientamento con visita alla zona di lancio, che era una immensa distesa erbosa con cespugli di erica,leggermente ondulata, di circa 8 x 8 kmt e circondata da boschi di pini e faggi secolari.

Istruttiva la visita al museo , che riproduceva le zone di battaglia e permetteva di visionare filmati d'epoca in proiezione continua e poi armi , mezzi, divise, mappe, foto: due ore di visita a bocca aperta.

Alla vigilia del lancio siamo stati sottoposti al ricondizionamento compresa la visione del materiale in dotazione ai parà inglesi che avremmo usato il giorno dopo.

Il giorno 17, D-Day, siamo stati trasportati all'aeroporto di Eindhoven, dove ci sono stati consegnati nuovissimi Irvin LLP con emergenza a maniglia centrale.
Sulla pista ci attendevano gli aerei, 2 C47 Dakota americani, 1 Transall C160 tedesco, 1 Hercules C130J inglese e 4 Hercules 130J americani.

L'operazione ha richiesto 3 sortite per un totale di circa 1260 paracadutisti lanciati nell'area dove 67 anni prima era avvenuto il catastrofico tentativo di far terminare la guerra entro la fine del '44 .

Decollo alle 12.30, seconda sortita: 66 parà, tra italiani, olandesi, inglesi e tedeschi, apriva la fila. Il C160 e i 4 C130 ci seguivano distanziati di circa 500 metri; in poco più di un'ora di volo tattico siamo stati lanciati in 22 per ogni passaggio, uscita dalle porte laterali a 360 metri dal suolo. L aquota così bassa era stata decisa a causa di un vento ben oltre il limite consentito. Numerose le collisioni in aria e i trascinamenti a terra.
L' operazione Market Garden non poteva essere fermata: lo stesso pensiero di chi aveva organizzato l'operazione 67 anni prima.Quegli sfortunati paracadutisi di certo erano più impegnati ad evitare il piombo nemico che il terreno accidentato.

Il vicino punto di soccorso ha avuto una ventina di interventi non gravi ma anche qualche frattura.

La statistica ci insegna che su un totale di 1260 paracadutisti lanciati in sei ore, la media è molto bassa.

Nessun danno agli Italiani tutto bene,tranne qualche escoriazione e qualche atterraggio durissimo a causa dei 10 metri al secondo di vento a raffiche ed ai cespugli di erica molto "abrasivi".

Ai lati di questa immensa zona lancio era schierata una lunghissima fila di mezzi dell'epoca. Tanti veterani di allora ci guardavano con gli occhi umidi dall'emozione, ricordando la loro impresa.
I megafoni suonavano dei motivi di allora e uno speacker dava informazioni sull'operazione in corso.
Sembrava di essere tornati indietro nel tempo.
ESPERIENZA UNICA
L'operazione Market Garden ci ha riservato un'esperienza che è andata ben oltre la nostra immaginazione. I partecipanti mi incaricano di pubblicare un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati per pianificare la missione che ha permesso a paracadutisti Italiani di farsi apprezzare dai camerati dei tutte le altre nazioni che hanno reso unico questo evento storico.

LE FOTO DELLA GIORNATA


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I PARACADUTISTI DELLE MARCHE SODDISFATTI DELLA PARTECIPAZIONE AL THRIATLON INTITOLATO A TESEO TESEI
Domenica, 18 Settembre 2011

SAN GENESIO - Anche quest'anno e' stata effettuata una giornata addestrativa da parte dei paracadutisti delle Marche, completata dalla partecipazione della Sezione di Velletri, intitolata ' 2 memorial Giovanni Tesei'.

Condizioni meteo ottimali hanno offerto la possibilita' di effettuare i lanci f.v. e tcl sull'altipiano di Pian di Pieca (MC), alle pendici del Parco Nazionale dei Sibillini.

E' seguita poi la marcia zavorrata ad orientamento, con quesiti topografici e riconoscimento mezzi, per terminare nel locale poligono per esercitazioni di tiro.

Rispetto alla precedente edizione, e' stata voluta una maggiore incisivita' della parte topografica e orientativa con l'inserimento, nello staff organizzativo, di validi ufficiali e amici dell UNUCI sez. di Camerino ed Ancona che hanno anche garantito il controllo dei partecipanti alla gara nei vari punti di controllo.

Si sono distinti in modo particolare: il Mar Par. Alfredo Russo per la precisione f.v., la squadra di Velletri 2 per la migliore performance nella zavorrata e quiz topografici, il Cap Budini ed il Par. Verdicchio per i tiri al poligono.

Lo svolgimento della giornata addestrativa e' stato completato dalla massima disponibilita' degli appassionati locali di auto 4x4, del personale della C.R.I, il tutto coordinato da una validissima maglia radio.

Particolarmente professionale e super partes la collaborazione dei colleghi UNUCI che voglio ringraziare e nominare singolarmente:

1'Cap Magnalardo Paolo, Cap. Budini Franco (il killer!!), Ten Grandoni Mauro, Ten Vescia Michele, Ten Massili Riccardo, Serg. Lillini Mirko e C.M. Mandolini Francesco.

Va da se che il sottoscritto si sente completamente appagato dall'esempio dato dai partecipanti, dalla correttezza nei comportamenti sportivi dimostrata e dalla soddisfazione raccolta dai commenti degli intervenuti.

Ultima, ma non meno importante, la deposizione di corone di alloro e squilli di tromba all'ultima dimora del compianto Giovanni Tesei con tanto di ricordo, altrettanto commosso, del Sindaco di San Ginesio.


San Ginesio, 17/09/2011


Magg. Par Marco Andreani

Presidente della sezione ANPdI di Ancona


TUTTE LE FOTO OFFERTA DA ANPDI DI ANCONA

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I SOTTUFFICIALI IN CONGEDO PROPONGONO UN ADDESTRAMENTO DI SEI GIORNI AL CADMI
Venerdì, 16 Settembre 2011


IL PROGRAMMA COMLETO


Programma Addestrativo Settimanale CADMI
ns. contatti telefonici sono:
Serg. f.alp. cpl cgd Lucchesi Ermanno (responsabile Progetto)
348-5106833
Serg. MMI cpl Piemonte Italo
Coadiutore Progetto Formazione Continua
331-6531878





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CORSO BASICO PER OPERATORI DELLA SICUREZZA E APPASSIONATI DI TECNICHE DI DIFESA PASSIVA ED ATTIVA
Martedì, 13 Settembre 2011

MILANO- Inizierà ad Ottobre il II Corso basico per operatori della sicurezza, i cui istruttori sono provenienti anche da reparti speciali delle Forze Armate.

Alfaomegateam e ISI INvestigazioni sono i contitolari della organizzazione delle attività che hanno già avviato alle nozioni base che devono essere nel bagaglio di chi vuole avvicinarsi alla professione di addetto alla sicurezza.




LEGGETE LA BROCHURE ILLUSTRATIVA

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LA SEZIONE ANPDI DI ANCONA ORGANIZZA UN TRIATHLON PER PARACADUTISTI
Venerdì, 9 Settembre 2011


MONTEGIORGIO ( AP)
LA SEZIONE ANPD'I DI ANCONA ORGANIZZA UN TRIATHLON CHE PREVEDE ATTERRAGGIO - ZAVORRATA E POLIGONO NELLA STESSA AREA



La caratteristica dell'addestramento di lancio di precisione con tondo , zavorrata 10 kg e gara ti tiro, in previsione il 17 Settembre a Montegiorgio (AP) è quella di avere sia la zona di atterraggio ( collinare)che il percorso della zavorrata e il poligono , nello stesso perimetro, consentendo ai partecipanti di effettuare un addestramento senza interruzioni o percorsi in auto.

L'area si presta ad atterraggi con il tondo e con il paracadute ad ala. Il decollo avviene dall'aviosuperfice di Montegiorgio, che è a 5 minuti di strada dalla zona di esercitazione.


LEGGETE IL REGOLAMENTO E ISCRIVETEVI


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ARTIGLIERIA E LANCI DI PRECISIONE... PER GIOCO
Venerdì, 19 Agosto 2011


"ESERCITAZIONE DI ARTIGLIERIA

E DI LANCI COL PARACADUTE


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ALTA VIA VALSASSINA: ITINERARIO AFFASCINANTE
Giovedì, 18 Agosto 2011




PARMA- Pochi giorni di vacanza per Mario Locatelli, paracadutista lombardo che con il Figlio minore ci ha spedito immagini fantastiche di una uscita sulle montagne delle sue zone.,Una via di mezzo tra la preparazione fisica -che Mario cura con severità per gareggiare costantemente in pattuglia- ma anche una breve vacanza con il Figlio. Ecco il suo "rapporto":


di Mario Locatelli

VARESE- Nei pochi giorni di ferie a cavallo di ferragosto, approfittando di un provvidenziale vento da nord che ha tenuto lontane piogge e temporali, ho deciso con mio figlio Alain di arrampicarci sull l'Alta Via della Valsassina. Si tratta di 60 chilometri impegnativi, con un dislivello totale ( positivo + negativo) di 5000 mt.

Partenza da località Roccoli Lorla a 1400 metri, dove si sale al monte Legnone (2610 mt). Dopo il ristoro si ridiscendere ai laghi del Deleguaggio ( 2050 mt), per poi risalire al Pizzo Alto a 2512 mt.
Uno splendido passaggio in cresta. Al Pizzo Alto abbiamo bivaccato.

Tenda, cambio di indumenti,un pasto scaldato con il fornelletto della razione Kappa, e un sonno di piombo, con le gambe provate da 11 ore di cammino.

Il vento teso da Nord ci ha fatto benedire i sacchi a pelo. La mattina abbiamo perfino trovato la tenda ricoperta di ghiaccio.


Dopo una colazione da...muratori paracadutgisti, abbiamo ricominciato la escursione, sendendo fino alla bocchetta di Taeggio a 2201 mt, per poi risalire al Pizzo Rotondo a 2496 mt.

Tappa ristoro per affrontare con le giuste energie la bocchetta di Stavello a 2293 mt, passando per il sentiero Cadorna: durante la prima guerra mondiale erano stati costruiti fortini e trincee per timore di uno sfondamento austriaco dalla Valtellina.

Alla bocchetta di Trona il secondo bivacco a 2122 mt: 13 ore di cammino ci hanno steso: dopo la pasta e fagioli, siamo crollati.

La mattina del terzo giorno abbiamo affrontato il Pizzo dei Tre Signori a 2558 mt, dove la giornata tersa ci ha concesso un quadro con i monti piùbelli del mondo: Bernina, Disgrazia, Adamello, Rosa, Cervino, Grigna, Jungfrau, Badile, Cengalo, Stella e tanto altro.

La esfiltrazione era prevista in Val Biandino a circa 1200 mt, dove ci aspettava il mio figlio maggiore Angelo, che ci aveva anche accomapgnato alla partenza. Anche se 20 chili di zaino ci hanno lasciato le impronte sulle spalle, questi tre giorni di fatica e sudore per la sola gioia di vedere un tramonto o lo spettacolo che la natura regala, ritempra il corpo e la mente. Niente cellulari e televisioni ma solo il fischio della marmotta oppure i versi indispettiti del camoscio infastidito.Poi ritorni nello stress della vita di tutti i giorni e ti senti più forte. NOn saranno i problemi quotidiani a intimorire chi ha avuto il, privilegio di vedere quello che abbiamo visto io e mio figlio.

TUTTE LE FOTO



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
GARA DI TIRO ACCADEMICO ORGANIZZATA DA ANPDI DI BRESCIA
Lunedì, 8 Agosto 2011


PARMA- La attivissima sezione ANPD'I di Brescia ha organizzato una gara di tiro accademico. Il Nucleo operativo di sezione dispone di ottimi tiratori. Chi vuole sfidarli?


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
FORMAZIONE CONTINUA: AMBIZIOSO PROGRAMMA DELL'UNSI
Sabato, 6 Agosto 2011

PARMA- L'UNSI ( Unione sottufficiali in congedo) , persegue da diversi anni l'obbietivo di un addestramento costante dei propri quadri in congedo, attraverso corsi e stage professionali con i massimi patrocini, a cui partecipano molti paracadutisti.
LEGGETE IL PROGRAMMA ADDESTRATIVO
ISCRIVETEVI





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ALPI APUANE 2011 : PIU' REALISTICA DI COSI'......
Venerdì, 8 Luglio 2011


a cura di
Cap.art.par .ris. Giancarlo Ragusa



RAPIMENTO - INTERROGATORIO - ESFILTRAZIONE- FUGA CON ORGANIZZAZIONE DI "ESPERTI" DEL SETTORE

sabato 2 e domenica 3 luglio si è svolta la 17ma edizione delle Alpi Apuane,nello splendido scenario del Pasquilio, nelle montagne prospicienti il mare carrarese.

Sette pattuglie hanno affrontato una gara improntata sul massimo realismo dell'esercitazione.


Le pattiglie sono state catturate,immobilizzate e sottoposte ad un tour de force assolutamente verosimile e ,in parte,inaspettato., anche se il briefing della gara aveva fatto vedere un esempio pratico di quello che avrebbero potuto subire.
La sicurezza grazie è stata curata dalla associaizone AMICI DI COSIMO, all'interno della quale ci sono elementi in servizio di varie forze speciali italiane, che hanno funto da attivatori.
Anche un gruppo soft air ha contribuito a fornire personale e mezzi per la realizzazione di un'altra prova, decisamente difficile di liberazione ostaggio.
Il percorso di gare era -manco a dirlo- durissimo: non a caso è chiamato dai locali la lizza dell'Inferno. Le pendenze hanno raggiunto valori elevati, che hanno sfiancato i partecipanti, che hanno successivamente affrontato altre prove classiche come la discesa a corda doppia, assistita dagli amici del soccorso alpino. Prove di topografia ,tiro sniper,sanità e altre ancora hanno reso le ore di gara un vero tour de force.

Anpd'I Monza vince, ma i complimenti vanno a tutti i concorrenti, tra cui ben tre squadre del Capar. Un grazie speciale ad Unuci Massa che ha il coraggio di organizzare una prova interessante e "difficile" in un ambiente bellissimo e condividendo valori comuni.
Sabato mattina il personale si è schierato e ha commemorato i caduti del Check Point Pasta e,purtroppo,dell'ultima vittima di venerdi scorso.
Il nostro sito era rappresentato dallo scrivente, che si è occupato della prova sniper e di quella della liberazione degli ostaggi.

Abbiamo collaborato volentieri col Presidente UNUCI di Massa, il Ten.CC (ris.) Paolo Chianese che è riuscito nell'intento di amalgamare Riservisti,personale in servizio,una squadra di rugby e una di soft air per creare una esercitazione di buon livello mescolando mondi diversi ma accomunati dal senso di cameratismo e di forte gioco di squadra.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
MININAJA IN BELGIO. LANCI DA MONGOLFIERA
Martedì, 5 Luglio 2011

CORSO DI PARACADUTISMO E LANCIO DA MONGOLFIERA PER GIOVANISSIMI

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I PARACADUTISTI A "BIVACCO 2011"
Venerdì, 24 Giugno 2011




ALLENAMENTO E COESIONE
Bivacco 2011 – Relazione finale


di Umberto Bordon, paracadutista, Trieste



MONTAGNANA-VR- Si sono svolti con risultati superiori alle aspettative i tre giorni di attività lancistica , cui hanno partecipato 29 paracadutisti delle sezioni di Basso Piave, Rovigo, S.Lucia di Piave, Treviso, Trieste, Verona e Vicenza, quattro dei quali hanno effettuato il ricondizionamento ed uno il riesame, per un totale di 52 lanci effettuati.

Questi sono i numeri di "BIVACCO 2011" ,una attività lancistica e di addestramento ANPd’I per il Triveneto organizzata dalle sezioni di Trieste e Verona in collaborazione con la scuola ANPd’I di Montagnana.
Non grandi numeri: quello che conta è stata l’eccellente qualità dei partecipanti, a dimostrazione dell’ottimo lavoro di scrematura compiuto dai presidenti delle sezioni al momento delle iscrizioni.

Siamo stati insieme a gente seria, preparata e motivata, con la documentazione in regola, in ordine con abbigliamento ed equipaggiamento.

Paracadutisti che hanno fatto ben figurare le sezioni di appartenenza e hanno facilitato il compito degli organizzatori.

Il nome “Bivacco” è stato mutuato da un’attività dei Paracadutisti Tedeschi e che indica il campo, anche a livello di Brigata, della durata di una settimana, in cui vengono effettuati lanci di addestramento. L’attività vera e propria è iniziata venerdì 17 maggio con l’allestimento del campo, seguito dall’alzabandiera.





Successivamente sono stati formati due gruppi: il primo, per coloro che dovevano ricondizionarsi al lancio, ha effettuato un ripasso generale su tutto il corso di paracadutismo (teoria, capovolte e uscita dall’aereo) con esame-quiz finale sull’argomento,; Il secondo ha seguito un briefing tenuto dal Col. Par. Piero Dal Fiume sulle procedure di sicurezza e atterraggio e subito dopo ha iniziato i lanci di addestramento.


Lezione al campo

Nel pomeriggio -durante la sosta dell’attività lancistica- il Ten. CC. Par.(ris) Valter Sergo ha tenuto una lezione di argomento tecnico militare. Al termine della giornata una bella cena che ha aumentato l'aggregazione. Immancabili i canti dei paracadutisti.
Da queste pagine vorrei ringraziare il bar-locanda dell’aviosuperficie di Montagnana: pasto ottimoe abbondante
, condito con tanta disponibilità e cortesia.

PREPARAZIONE GINNICA
Sabato mattina, 18 Giugno: preparazione fisica, con corsa e ginnastica, colazione e alzabandiera. Poi tutti all’imbracatura sospesa per ripassare comportamento in volo e apertura dell’emergenza per tutti i ricondizionati. Entrambe le attività costituivano parte della prova d’esame per l’ammissione al lancio.




Landi a partire dalle 1030. Tra i paracadutisti ricondizionati anche il vicepresidente nazionale, Par. Paolo Rossi, che da paracadutista sportivo in attività, ha voluto riprendere anche l'attività lancistica sotto controllo militare.
Emozione e gioia per i 3 paracadutisti ( il quarto non ha potuto effettuare il lancio per problemi di tempo).

Una conferma che "Bivacco", pensata appunto per dare la possibilità di tornare al lancio, di quanto possa essere utile e aggregante ripeterla all’interno della nostra Associazione.






Il Segretario Tecnico Nazionale, Lamberto Serenelli e il Consigliere Nazionale della 3^ zona, Guido Barbierato, insieme ai presidenti di alcune delle sezioni partecipanti all’addestramento, hanno salutato personalmente gli intervenuti.
Sabato pomeriggio le condizioni meteo sono peggiorate e hanno causato alla sospensione dell’attività lancistica fino al tardo pomeriggio di domenica. In totale è stato possibile fare solo 4 lanci di addestramento.
Il lungo prolungarsi dell’inattività ha suggerito agli organizzatori, per il futuro, di prevedere anche un "piano B", conattività acessorie che possano occupare utilmente il tempo di attesa.Lo hanno ufficialmente confermato durante i saluti.
Sabato sera è finita tardissimo , a tavola, lasciandoci senza voce.


domenica alle ore 12 e 30 l'esercitazione è terminata: tre splendide giornate di duro ed intenso lavoro senza intoppi o conflitti.L’attività lancistica è un collante formidabile, che , unito al cameratismo, ha permesso ai molti intervenuti di "rompere il ghiaccio" e stringere nuove amicizie tra paracadutisti.

Un grazie speciale va ai ripiegatori della Scuola di Montagnana che con un incessante lavoro hanno fornito paracadute per ogni lancio, senza interruzioni.

E per finire: grazie a tutti i Paracadutisti he sono intervenuti. E' stato un piacere ed un onore addestrarmi con Voi..
Arrivederci all’edizione di giugno 2012 di “Bivacco”.

FOLGORE! NEMBO! MAI STRACK!





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
PREALPI 2011: EDIZIONE CHE PROMETTE DI SVILUPPARSI
Martedì, 14 Giugno 2011



PISA- Sabato 11 giugno si è svolta a Cordignano ( Treviso) la gara di pattuglia denominata PREALPI 2011 organizzata dalla Federazione Nazionale Riservisti.
5 pattuglie, 3 straniere,dalla Germania e dall'Olanda,2 italiane che hanno affrontato un percorso molto impegnativo,sotto la pioggia per un buon periodo della gara.
In programma prove di acquisizione e attacco a obiettivo presidiato, primo soccorso,tiro sniper,topografia,procedure UXO/IED,riconoscimento Stanag,prove rigorosamente eseguite seguendo le dottrine e le ultime procedure per aggiornare il personale e verificarne la conoscenza.
Il maltempo ha disturbato e fatto annullare la prova di corda doppia per alcune squadre, ma tutte le pattuglie hanno affrontato le altre prove. La FNR ha ricevuto il plauso dei partecipanti e ,alla premiazione,il Sindaco di Cordignano ha apprezzato la presenza dei pattugliatori e si è mostrato molto interessato alla manifestazione.
La edizione 2011 è stata preziosa per migliorare e mettere a punto l'organizzazione del 2012.

Unuci Schio ha vinto l'edizione 2011 della gara. Molti i baschi amaranto presenti,sia tra i concorrenti che nella DE, dove il team Forum CongedatiFolgore ha messo insieme ben 4 elementi



Cap.art.par. (ris) Giancarlo Ragusa

Vice Presidente Comitato promotore FNR

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
DUE GARE MOLTO ATTESE DAI PARACADUTISTI
Mercoledì, 8 Giugno 2011


PARMA- Pubblichiamo le locandine di due manifestazioni competitive molto attese dai paracadutisti dell'ANPDI.
Tutte le sezioni territoriali hanno già ricevuto regolamento e informazioni. A Tradate ci sarà l'unica competizione che comprende tutte le abilità di un paracadutista : lancio fdv, marcia zavorrata e tiro; proposte in modo che siano accessibili a tutti i nostri soci in allenamento. Organizzata da ben 6 sezioni del Gruppo Regionale Lombardia,il premio è attualmente detenuto dai paracadutisti romani.

Interessante anche la prima edizione del Campionato Nazionale di aviolancio di precisione con paracadute a calotta emisferica apertura fdv, organizzato dalla sezione di Pavia, presso l’aeroporto di Novi Ligure, in collaborazione con la sezione di Saronno, nei giorni 16 e 17 luglio prossimi. Anche questa iniziativa vede la Lombardia in primo piano, e vero motore trainante di tutta
l’attività paracadutista e atletica in campo nazionale: Il campionato rappresenta una piacevole novità, alla quale potranno partecipare tutti i nostri paracadutisti che effettuano lanci con
paracadute emisferico, ad apertura vincolata.
La classica efficienza organizzativa lombarda è una garanzia di ottima riuscita.





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ANCHE IL MINISTRO DELLA DIFESA SI COMPLIMENTA CON I PARACADUTISTI DELLA ITALIAN RAID COMMANDO
Giovedì, 26 Maggio 2011



PARMA- Alla Italian Raid Commando del 20-21-22 Maggio hanno partecipato tre formazioni di Paracadutisti dell'ANPD'I : quelli di Verbania e due squadre di Brescia, più singoli paracadutisti inseriti nelle squadre. Ecco il resoconto del caposquadra di Verbania, il Sergente Maggiore Paracadutista Mario Locatelli:




MILANO- Nei giorni 20-21-22 maggio si è svolta la competizione per pattuglie militari denominata Italian Raid Commando, edizione speciale dedicata al 150° anniversario dell'Unità d'Italia.

La sezione ANPD'I di Verbania ha partecipato con la propria unità operativa composta dal capo pattuglia Sergente Maggiore Paracadutista Locatelli Mario, Sergente Maggiore Alpino Paracadutista Buratti Alberto, Caporale Paracadutista Meles Stefano, Allievo Locatelli Alain ( secondogenito del capo pattuglia).

L'esercitazione si è sviluppata nella zona di Vergiate/Somma Lombardo, con 50 squadre provenienti da Cipro, Grecia, Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra, Finlandia, Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Stati Uniti e Italia.

Le prove sono iniziate il venerdì pomeriggio con il tiro al poligono di Somma Lombardo: tito con pistola 9x21: 10 colpi a 25mt; Fal inglese 7,62: 5 colpi a 100mt; fucile Benelli 5,56: 5 colpi a 200mt; fucile M16: 3 colpi a 300mt.

Oltre al punteggio per la classifica generale,la prova permetteva di acquisire il brevetto di tiro individuale. Buratti e Locatelli si sono guadagnati lo stemma d'argento avendo totalizzato più dell'ottanta per cento dei punti ottenibili.

La notte del Venerdì è iniziata l'esercitazione sul terreno, con ricognizione e rastrellamento,passo del leopardo tra rovi e ortiche, in territorio interdetto. Si trattava di intercettare basi terroristiche, con rientro per la stesura del rapportto. Seguivano prove a difficoltà crescente:
una seconda ricognizione di un deposito di armi
sminamento di una diga
riconoscimento di mine antiuomo
richiesta aerea di lancio armamenti
guado del fiume Ticino in tenuta da combattimento con zaino reso galleggiabile
primo pronto soccorso su ferito
marcia commando cronometrata ,di 1500 mt
osservazione e rilevazione topografica
superamento valle su ponti di fune tipo tibetano
himalaiano e del legionario
prova a sorpresa dove si veniva caticati su jepp e fatti prigionieri, successivamente perquisiti ed interrogati, riuscendo a fuggire con successo.



Il tempo totale dell'intera operazione è stato di circa 15 ore notturne e diurne continuative, su circa 40 km di percorso quasi interamente pianeggiante, ma fortemente infestato da insaziabili e moleste zanzare che hanno salassato tutti. Inutile dire che era obbligatorio avere almeno 10 kg di zaino controllato a sorpresa durante la gara.
Una doccia rivitalizzante ci ha rimesso in sesto per goderci al meglio la serata di gala in un ristorante della zona, dove abbiamo abbondato con birra e spiedini di carne di vario tipo ottimamente cucinati dal personale brasiliano del locale.
Finale con musica e ballerine che si esibivano nei tipici costumi del carnevale di Rio, dove abbiamo potuto famigliarizzare con le altre pattuglie italiane e straniere con molte foto ricordo.

Domenica mattina ritrovo alle 09,00 in piazza del Duomo a Milano, al passo scandito dalla banda dell'Accademia: da lì è partita la sfilata verso il Castello Sforzesco, dove seguite le varie allocuzioni delle autorità tra cui spiccava la figura del Ministro della Difesa Ignazio La Russa.

La premiazione ha visto la squadra dell'ANPd'I Verbania classificarsi al 15° posto assoluto.
Molta soddisfazione per il team Verbano, considerando la caratura degli avversari, molte della quali in servizio attivo o della riserva, ma tutte molto ben preparate.
Bravi gli stranieri: la Italian Raid Commando 2011 è stata vinta da un team Svizzero!
Davanti al Castello Sforzesco ci ha fermato l'Onorevole Ignazio La Russa in compagnia del Colonnello Zizzo già comandante del 186mo Reggimento,suo assistente da qualche mese, congratulandosi con noi.
Ammira molto i paracadutisti, ci ha detto, accetatndo di fare una foto insieme a noi. Una giornata ricca di soddisfazioni che si è chiusa con una foto memorabile.-




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
PARACADUTISTI BRESCIA: IMPEGNO, ADDESTRAMENTO E RISULTATI
Mercoledì, 25 Maggio 2011



Per un disguido elettronico avevamo trascurato di parlare di un risultato eccellente dei Paracadutisti di Brescia, che hanno partecipato alla BRUGHIERA 2011, della quale abbiamo dato conto solo parzialmente.

Rimediamo in ritardo con l'articolo che avremmo voluto scrivere:


NUCLEO OPERATIVO PARACADUTISTI - BRESCIA
tutti soci della sezione ANPD'I
Trove di ammissione
Tutti brevettati almeno con il paracadute tondo
Subacquei
Esperti di topografia
Addestramento a cadenze prefissate
---------------------

PARMA- I volti del comandante e del vice comandante del Nucleo Operativo Paracadutisti sono noti ai nostri lettori: Luigi Gelmini e Luigi Lodigiani hanno partecipato a Marcia o crepa, pastoria commando ed altre gare di pattuglia nazionali ed internazionali, tra le quali la famosa SWISS RAID COMMANDO.

Si deve a loro la creazione di un gruppo specializzato in seno alla sezione, sempre più numeroso. Si tratta di paracadutisti che si mantengono costantemente in attività di carattere militare con una forte componente fisica e addestrativa evoluta ( sulla falsariga del RAO) e si assoggettano ad una extra-selezione per appartenere al "NOP" ( Nucleo Operativo Paracadutisti). Zavorrate , montagna, tiro, orientamento, brevetto subacqueo sono alcune delle qualifiche che i componenti devono volta per volta superare.

Una realtà , quella bresciana , che è stata capace di "trattenere" in sezione molti neo- brevettati che avrebbero altrimenti diluito la loro partecipazione alla vita di sezione, per mancanza di stimoli. La sezione conta su 14 elementi competitivi a livello nazionale ed un numero cospicuo di aspiranti.

Hanno riassunto il loro impegno nel motto “ Qui se exercet vincit”.




"CAPPOTTO" ALLA BRUGHIERA 2011
Il 18, 19 e 20 marzo otto di loro hanno gareggiato nella competizione per pattuglie “Brughiera 2011” che si è svolta in provincia di Varese, nei comuni di Lonate Pozzolo e Ferno. Erano per l’esattezza Luigi Gelmini (comandante), Luigi Lodigiani (vicecomandante), Gianfranco Battagliola, Daniele Cacioppo, Giulio Festa, Michele Giacomelli, Bartolo Nuciforo e Antonio Peverada.

Il risultato è stato di quelli che non si dimenticano:

1° POSTO TIRO AR 70 cal.222 - FUCILE A POMPA cal.12 - PISTOLA cal.9x21

1° POSTO TECNICHE PRATICHE DI DIFESA PERSONALE

1° POSTO RICOGNIZIONE E PATTUGLIAMENTO

1° POSTO BONIFICA EDIFICI (A PARI MERITO CON IL 1° RGT NRDC-IT)

LA PATTUGLIA DEL NOP DI BRESCIA E’ STATA PREMIATA COME MIGLIORE PATTUGLIA DELLA GARA “BRUGHIERA 2011”.


ITALIAN RAID COMMANDO

Due squadre del NOP -otto elementi in tutto- hanno partecipato il 20-21-22 Maggio all'ITALIAN RAID COMMANDO. Le classifiche sono in corso di elaborazione, ma da indiscrezioni ci risulta che su quaranta squadre che hanno partecipato, dovrebbero essere entro i primi 20. Se alcune penalità saranno modificate, potrebbero essere settimi assoluti.


Parleremo ancora di loro , intanto visitate il loro sito




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
MONTE KALI 2011: ANPDI NORD FRIULI SUL PODIO, E NON SOLO
Mercoledì, 11 Maggio 2011





ANPDI NORD FRIULI: MASSICCI E... COMPETITIVI


di Roberto Pecile

PORDENONE- Gli otto membri del team Nord Friuli sono partiti giovedì sera 5 maggio per la Monte-Kali International Cup Shooting, senza dubbio una delle più grandi e prestigiose Gare di Tiro Militare Europea per numero di partecipanti.
Quest’anno la gara è stata organizzata dalla 1st. U.S. Armored Division e dai riservisti tedeschi del RK-Giesel presso il Wackernheim Regional Range Complex, a circa 45 km a nord di Francoforte.
Tutto è accaduto in tre giorni scarsi: un "tour de force" di 2000 km andata e ritorno a bordo di un minivan. Due giorni intensi di competizione con fucili SIG 550, messi a disposizione dall'esercito svizzero, e di brevetti di tiro con MP5, Glock 17, HK, Sig Sauer, Beretta 92, M4 e Mauser K98.
Tempo per riposare? Molto poco!!

Non meno (goliardicamente) impegnativa è stata la festa organizzata dai Riservisti tedeschi RK-Giesel il venerdì sera. Una classica. Fiumi di birra e canti militari. Un clima nel quale ci tuffiamo volentieri, perchè avverti il cameratismo internazionale che ti costringe.... a fare la tua parte.

La competizione si è conclusa sabato pomeriggio, ma dopo abbiamo deciso di rimandare la partenza di alcune ore per assistere alla premiazioni.

Bene abbiamo fatto! Leggendo le classifiche ci rendiamo conto di avere realizzato un insperato 9° posto su 249 squadre internazionali iscritte.

Oltre un migliaio di concorrenti tra Riservisti e in servizio attivo, provenienti da tutta Europa e dalla U.S. Army!

Ed ora , qualche numero per gli amanti delle statistiche:

9° posto su 249 squadre iscritte.
2° posto classifica squadra internazionale.
Unica Sezione ANPDI e PRIMA delle oltre dieci squadre italiane partecipanti, in maggioranza UNUCI ma anche una di personale in servizio attivo.

4 soci della Nord Friuli nelle prime 13 posizioni di classifica individuale internazionale.

La Sez. Nord Friuli sale quindi nuovamente sul podio della Monte-Kali International Cup Shooting, bissando il successo di due anni fa che già ci aveva portato sulla ribalta in campo internazionale. Missione compiuta, quindi.

Una foto di gruppo insieme a tutte le altre squadre italiane presenti alla premiazione, che intonano l’Inno Nazionale sotto la nostra amata bandiera, conclude la nostra sortita in terra tedesca; anche questo è un bel modo di celebrare il 150.mo dell’Unità d’Italia.

Il Direttivo e tutti i soci della sezione Nord Friuli si complimentano con gli otto partecipanti:

C.le Alp. par. Grillo Marco, C.le par. Del Medico Emilio, Alp. par. Giorgione Christian, par. Buttazzoni Oscar, App. CC par. Pellegrino Mauro, C.m. par. Romano Gianfranco, C.le par. Pecile Roberto e par. Artico Sergio, nuovo arrivato in squadra al quale diamo il nostro benvenuto .
Altre foto sul sito della sezione: www.nordfriuli.org



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CATANIA: ESERCITAZIONE AIRONE
Giovedì, 28 Aprile 2011



GARA CON ARMI SOFTAIR




CATANIA Nei giorni 8, 9 e 10 aprile 2011 si è svolta nei pressi di San Cataldo (CL) l’esercitazione denominata AIRONE organizzata dall’UNUCI di Caltanissetta che ha visto impegnate dieci squadre appartenenti a varie associazioni d’arma, UNUCI e softair
Su invito della sezione UNUCI di Caltanissetta ha preso parte all’esercitazione anche una pattuglia costituita con soci della sezione ANPDI di Catania.
L’attività, svoltasi sulle colline antistanti San Cataldo, ha visto le varie unità impegnate in una gara di pattuglia e delle dieci squadre partecipanti misuratesi nelle diverse discipline che riguardavano trasmissioni, topografia, riconoscimento mezzi, simbologia NATO ed emergenza medica, una buona metà non è riuscita a completare tutte le prove per faticose e stressanti prove notturne.
Alla fine dell’esercitazione la sezione di Catania si è classificata quarta vincendo anche il premio speciale per la prova topografia.
La pattuglia ANPDI di Catania, addestrati da un “GRIFO” Par. Nicola Buonpane e sostenuta dalla presenza del Presidente della sezione Tommaso Daidone e dal Vice Presidente Claudio Russo che hanno ritirato il meritato premio, era composta dai soci: Giuseppe De Luca – aggregato, e dai soci simpatizzanti Marco Gimillaro, Salvatore Fragapane, Danilo Basile, mentre il socio ordinario Claudio Lino, faceva parte dell’organizzazione, in qualità di giudice di gara inquadrato con il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana.

Par. Antonio Serra

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
AUTODIFESA A ORIO AL SERIO
Giovedì, 7 Aprile 2011


Seminari Lombardia, Metodo Dinamico Antiaggressione

Date le numerose richieste da parte di diversi enti riguardanti l’organizzazione dei corsi di Difesa Personale, il M° Guido Gervasoni, tecnico di fama internazionale e D.T. della Scuola Nazionale Metodo Dinamico Antiaggressione street fighting, terrà nel corso dell’anno accademico, 8 seminari con la collaborazione di tecnici specializzati nel settore.

Presenzierà il Presidente della Scuola Nazionale MDA.
M° Gianfranco Iorio.

Il quinto seminario è previsto per domenica 10 aprile presso la palestra delle scuole elementari di Orio al Serio in Largo XXV aprile, dalle 9:30 alle 12:30.

Le date dei seminari successivi sono pubblicate sul sito www.mdascuolanazionale.it

La Scuola Nazionale MDA si avvale della collaborazione di professionisti e maestri altamente qualificati ed è uno studio basato su tecniche scientifiche non convenzionalmente marzialistiche, dinamiche e accessibili a tutti, atte ad affrontare situazioni di pericolo che si possono presentare nella realtà quotidiana.

Difendersi non è uno scherzo per strada non si combatte per una coppa o per una medaglia, i criminali non hanno armi finte e spesso non c’è una seconda possibilità.

Il Metodo proposto dalla Scuola Nazionale MDA è apprezzato e diffuso nel campo della sicurezza personale, per addestramento civile e militare, con percorsi formativi unici nel suo genere.

Partecipando a 4 seminari, verrà rilasciato l’attestato di 1° LIVELLO, completando tutti gli 8 meeting, si raggiungerà la qualifica di 2° LIVELLO.

Per tutti coloro che sono già qualificati al 2° LIVELLO, è fondamentale la partecipazione, oltre che ai seminari, a corsi di aggiornamento da concordarsi con il Direttivo della Scuola per raggiungere i livelli superiori che daranno la possibilità di diventare MAESTRO (5° livello).

La partecipazione ha un costo di € 30 ed è gradita una mail di conferma per poterlo organizzare al meglio.

In allegato modulo di partecipazione da consegnarsi compilato e firmato ai seminari.

Per ulteriori informazioni contattare il Maestro Guido al n° 3347634144
Oppure il Presidente M° Gianfranco Iorio al n° 339 4221842

e-mail: segreteria@mdascuolanazionale.it
links: www.guidogervasoni.it
www.mdascuolanazionale.it

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
IL TRIVENETO CHIAMA l'ADUNATA DEI PARACADUISTI PER IL LANCIO DI RICONDIZIONAMENTO
Mercoledì, 6 Aprile 2011


PARACADUTISTI DEL TRIVENETO: ALLA PORTA!!!
APPUNTAMENTO LANCISTICO PRESSO LA AVIOSUPERFICE DELLA SCUOLA ANPDI DI MONTAGNANA-VR-
17-18-19 GIUGNO 2011


Il 3° gruppo regionale Triveneto organizza una attività lancistica rivolta ai Paracadutisti delle sezioni del 3° Gruppo Regionale Triveneto e riservata ai Paracadutisti già muniti di Brevetto o abilitazione al lancio.

Oltre che ad un bel momento di ritrovo e coesione l' attività ha lo scopo di mantenere i paracadutisti addestrati al lancio mediante il rinnovo annuale dell’abilitazione, permettere a chi non è più in attività di ricondizionarsi con i nuovi materiali e le nuove disposizioni tecniche.

Programma dell’attività:

Giovedì 16 Giugno pomeriggio :
ritrovo, organizzazione e montaggio campo

Venerdì 17 Giugno
sveglia, attività ginnica, colazione

Fino alle 9 arrivi e iscrizioni
Ore 9 alzabandiera
9 e 30 inizio attività, briefing generale

Per i paracadutisti da ricondizionare: divisione in gruppi di lavoro, che a rotazione si alterneranno nelle postazioni di lavoro: imbracatura sospesa con apertura dell’ausiliario, indossamento e recupero dei materiali, ripasso delle procedure di emergenza e uscita dall’aereo civile, capovolte. Tardo pomeriggio possibilità di sessioni di riesami Possibilità di apertura simulata dell’ausiliario dall’imbracatura sospesa e registrazione sul libretto lanci, Per tutti gli altri paracadutisti in regola con la documentazione: giornata di lanci.
Cena e fuoco di bivacco.

Sabato 18 Giugno
sveglia, attività ginnica, colazione.
Ore 8 e 30 alzabandiera e inizio attività
Sessione di esami per i paracadutisti ricondizionati o da riesaminare.
Giornata dedicata ai lanci dei paracadutisti ricondizionati o riesaminati
Possibilità di apertura simulata dell’ausiliario dall’imbracatura sospesa e registrazione sul libretto lanci per i riesami,
Cena e fuoco di bivacco

Domenica 19 Giugno
sveglia, attività ginnica, colazione.
Ore 8 e 30 alzabandiera e inizio attività Sessione di esami per i paracadutisti ricondizionati e riesami per quelli con abilitazione scaduta. Possibilità di apertura simulata dell’ausiliario dall’imbracatura sospesa e registrazione sul libretto lanci per i riesami.Lanci fino alle ore 12
Rancio sociale e fine esercitazione “ufficiale”
Festeggiamenti.

PARTECIPANTI: per il primo anno (fase sperimentale) acciglieremo massimo 40 paracadutisti regolarmente iscritti alle sezioni del Triveneto, con obbligo di prenotazione e iscrizione.

Le iscrizioni si demandano ai presidenti di sezione, i quali dovranno far pervenire la lista dei paracadutisti presso l’indirizzo:
Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia - Sezione di Verona - Stradone Porta Palio 47/B - 37122 Verona,
( pierodalfiume@live.it)
per conoscenza al Consigliere Nazionale Cav. Par. Guido Barbierato(anpdivicenza@libero.it)
e alla sezione di Trieste
(anpditrieste@libero.it) entro lunedì 6 Giugno

La lista dovrà specificare per ogni paracadutista il tipo di attività da svolgere (addestramento, riesame e ricondizionamento) il numero di lanci che intende eseguire, i giorni di permanenza e se intende usufruire delle strutture della scuola per i ranci.
Tutta l’attività (ad esclusione di quella ginnica) verrà effettuata in uniforme (possibilmente vegetata), con scudetto ANPDI regolamentare. Si raccomanda ai paracadutisti partecipanti di mantenere un comportamento decoroso e marziale, in quanto si tratta di un’attività intesa come addestramento militare e non come una
scampagnata.



AVVISI AI PARTECIPANTI

questa attività non sostituisce il corso di paracadutismo! Ne costituisce l’appendice finale: sarà l’opportunità per i paracadutisti in ricondizionamento di esercitarsi praticamente sui materiali e sulle procedure, che dovranno aver appreso precedentemente, e di
essere sottoposti ad esame da parte di una commissione di Istruttori di Paracadutismo. Sarà cura dei paracadutisti interessati all’attività prepararsi anticipatamente prendendo visione dell’ultima versione del manuale del corso di paracadutismo disponibile sul sito dell’ ANPd'I nazionale.
Verranno effettuate prove ginniche: presentarsi in idonea forma fisica per il superamento dei test fisici di ammissione alla
Brigata, 1500 m, 5 trazioni etc..
Le spese di assicurazione ed i lanci sono a carico dei paracadutisti partecipanti.

Il costo dei lanci viene fissato in 35 Euro cadauno.

Per i partecipanti che intendono utilizzare le strutture dell’aeroporto per i ranci la spesa giornaliera sarà di circa euro 25 - 27 (colazione, pranzo, cena)


SCARICATE IL DEPLIANT PREDISPOSTO DAI PARACADUTISTI TRIESTINI


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
INIZIATO IL PRIMO CORSO PER OPERATORI DELLA SICUREZZA
Martedì, 29 Marzo 2011




di Paolo Belligi e Cristiano Locci

MILANO- Il 12 e 13 Marzo è iniziato il Corso basico di 1 livello per Operatori della Sicurezza organizzato dalla AOT&ISI (AlfaOmega Team e ISInvestigation) che terminerà nel mese di Luglio 2011. Al corso si sono iscritti ex militari della Folgore, Alpini paracadutisti, Alpini, Guardie Giurate, Carabinieri e operatori della sicurezza o aspiranti ad entrare in questo particolare e difficile settore.

Come da programma, con molta serenità e serietà, abbiamo cominciato l’addestramento partendo dalle tecniche di base, movimenti e difesa personale Krav Maga. La prima sessione si è svolta in una località alle porte di Milano3, caratterizzando la seconda giornata da una addestramento svolto sotto una fitta pioggia.

Le successive fasi si svolgeranno presso la nuova base addestrativa situata in provincia di Varese, in prossimità del confine elvetico.


RIFLESSIONE DEGLI AUTORI

Scopo del corso è di mettere ordine in un settore, quello della formazione in ambito civile, troppo spesso gestito da persone senza alcuna esperienza professionale e prolungata nel tempo in reparti d’elite o comunque governativi. E non parliamo dei costi, per niente contenuti. In pochi giorni assicurano di diventare istruttori a livello nazionale, europeo e addirittura internazionale, nonché incursori esperti su obiettivi sensibili come aerei, navi e … perfino basi spaziali!

Purtroppo, questo grande numero d’improvvisati o di fantomatici veterani passati in pochi giorni da semplici buttafuori ad esperti militari, istruttori di tecniche speciali (quali addirittura l’ambito della evasione e fuga, di esclusiva competenza dei reparti incursori) fino a diventare, di recente, scrittori di libri di fantasecurity, sta creando molta, anzi troppa confusione a quei tanti appassionati della sicurezza che vogliono sviluppare le proprie capacità già acquisite o che per ragioni diverse non hanno potuto servire la patria in reparti militari o di polizia. La formazione deve avere il compito di provvedere alla formazione militare, morale e professionale degli aspiranti, preparando il personale dai saldi principi morali e di qualità personali,militari e professionali che siano di supporto alla vita e allo sviluppo della nostra società. La formazione non è un gioco!

Approfittare della ingenuità altrui per semplici obiettivi economici e di fama non costituiscono solo un tradimento al giuramento prestato (semmai lo abbiano prestato), ma è incompatibile con quella speciale ed unica filosofia che accompagna la vita e la crescita continua del soldato. Costoro danneggiano l’onore dei militari e di tutti gli addetti alla sicurezza, di chi crede in questa splendida e difficile scelta di vita e cerca di svolgerla nel migliore dei modi nonostante le debolezze e le problematiche.

I paracadutisti, per la loro umiltà e dedizione all’Onnipotente, ben consapevoli che oltre alla tenacia nell’addestramento, bisogna sempre essere affiancati dal divino, hanno scelto come patrono della specialità San Michele Arcangelo. Che grande valutazione! San Michele Arcangelo ha difeso la fede di Dio contro il tradimento di Lucifero e coloro che lo avevano seguito per raggiungere obiettivi personali e contro la buona fede delle persone. Beh, sono stati sconfitti dal nostro patrono e hanno fatto una brutta fine precipitando negli inferi.

Il concetto di Onore sembra aver perso importanza nel moderno Occidente secolare, venendo considerato un concetto relativo. L’Onore è un sentimento altissimo che non si guadagna aprendo di continuo la bocca e giocando alla play-station. E’ un sentimento serio che si guadagna con l’esempio e il sacrificio sul campo.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TROFEO CIARDELLI - TIRO D'ORDINANZA ORGANIZZATO DA UNUCI FIRENZE
Martedì, 22 Marzo 2011


PARMA- Un amministratore del forum di Congedati Folgore, il cap.art.par (ris)Giancarlo Ragusa, sarà uno dei responsabili della linea di tiro di memorial in onore dei Caduti in Iraq, intitolato al Maggiore Ciardelli.
Una occasione da non perdere.




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ANPDI DI TREVISO A PONTE DI VEJA: NELLA "TANA" DEGLI ACQUISITORI UN ADDESTRAMENTO PER PARACADUTISTI
Venerdì, 11 Marzo 2011




ANPDI TREVISO DA' APPUNTAMENTO IL 21 - 22 MAGGIO A PONTE DI VEJA - VR


E' stato programmato un addestramento per discesa in corda doppia a Ponte di Veia, il "nido" addestrativo del B.A.O.

La sezione ANPd'I di treviso con l'esperienza e l'assistenza dell'alpino paracadutista Guido Zanata, ha organizzato un addestramento per discesa in corda doppia dal ponte naturale di Veia.

programma

sabato 21 dalle 15.00 ore 16,00
saluto ai partecipanti
acquartieramento con tende personali

16.30 inizio attivita
conoscenza uso materiali e prime discese

19.00 fine attività

19.30 cena al ristorante
costo 22€
a disposizione griglie autogestite

domenica 22
07.00 sveglia
08.00 inizio attivita addestrativa.
12.30 fine attivita ammaina bandiera

aperitivo di commiato

l'attivita' e aperta anche a coloro che sono alle prime armi.
Il materiale a disposizione consente di assistere 15/20 persone.


COSTO DI PARTECIPAZIONE: ZERO


ABBIGLIAMENTO

uniforme vegetata senza contrassegni militari
basco
stivaletti.

per informazioni scrivere a saonerfrancesco@yahoo.it

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ADDESTRAMENTO SULLE DOLOMITI
Lunedì, 7 Marzo 2011



nota della Redazione:

A causa dei noti fatti accaduti in Afganistan,di comune accordo con gli autori abbiamo ritardato la pubblicazione del servizio su un addestramento di un gruppo di Paracadutisti del nord.

di Francesco Saoner e Mario Locatelli
foto degli autori

Treviso-26-27 Febbraio -Il tempo è splendido nil giorno in cui ci siamo dati appuntamento al npunto di raccolta: un impianto sportivo di Cortina.E' il giorno del RAID che arriva dopo alcuni accurati sopralluoghi. Ci troviamo con gli amici di Verbania, Lecco e Milano, quest'ultimo con la figlia 17enne.
Si riorganizzano gli zaini e ci incamminiamo per malga Ra Stua, punto di partenza del parco delle dolomiti di Sexsto e Braies.
Siamo in 9. Si sale tra boschi e distese di neve immacolata fino a quota 2160m e si fa tappa alla malga Sennes.
Le prime 4 ore di marcia sono passate velocemente e il peso degli zaini ancora non si è fatto sentire. Dopo una breve pausa si riparte per il rifugio Pederu' a Q 1500mt in 2 ore, attraverso una ripida discesa. Durante questo tragitto abbiamo attravcersato un bellissimo borgo alpino adibito a riparo estivo per il bestiame.

Ci sembra di essere all'interno di quelle belle foto che si vedono nei libri o nelle cartoline illustrate. Dal rifugio Pederu' si deve risalire a Q 2060mt dove pernotteremo nelle vicinanze del rifugio Fanes.

Mancano ancora quasi 7 km e Mario propone una marcia forzata stile raid. Bisogna affrettarsi l'oscurita' calera' presto e bisogna organizzare le trune.Organizziamo le trune a lume di torcia.
Il materiale che alcuni di noi avevano usato durante le missioni ad EL ALAMEIN come i vanghetti e le torce da tenere in testa fanno anche qui il loro dovere. La coppia formata da Alberto e Mario riesce ad scavare la migliore truna, ma da un geometra e un architetto, era scontato! Alle 20.00 prendiamo un pasto caldo alla malga e programmiamo sulla cartina l'indomani.Per finire si canta tutti assieme le nostre canzoni e si conclude con un forte Folgore che avra' di sicuro svegliato qualche ospite. Il termometro è a 10 gradi sottozero, ma pensiamo ai nostri alpini sul Don e in Albania o qui su queste vette durante la prima guerra mondiale.Loro non avevano le atrezzature moderne che abbiamo noi e che ti fanno sentire come se dormissi nel tuo letto di casa.Il mattino ci accoglie con una forte nevoicata. Ci mettiamo in marcia verso il monte Limo a 2200mt.
In vetta abbiamo dispiegato la nostra bandiera e fatto un minuto di raccoglimento per i nostri caduti. Di seguito la preghiera del paracadutistan e un pensiero di buon auspicio per la Brigata in partenza per l'Afganistan. Il cammino è tutto in discesa e anche se molto lungo ci portera' direttamente al parcheggio che abbiamo lasciato il giorno precedente. All'una siamo arrivati, felici di aver fatto la conoscenza di persone che condividono gli stessi ideali, lo stesso amor di patria e il piacere di misurarsi in una iniziativa impegnativa in un ambiente così severo. A tutto il gruppo va il mio apprezzamento e il saluto con un fortissimo FOLGORE.



sotto: l'organizzatore Francesco Saoner (Treviso),a sinistra, e Mario Locatelli (Lecco). Ci hanno inviato foto e cronaca consentendoci di invidiarli per ciò che hanno fatto



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
COME ESSERE UN BUON "GUERRIERO"
Martedì, 15 Febbraio 2011


I sette principi del Bushidō, che potrebbero rappresentare un aggiuntivo codice etico per un Paracadutista.




義, Gi: Onestà e Giustizia

Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

勇, Yu: Eroico Coraggio

Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.

仁, Jin: Compassione

L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una.

礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.

誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore

Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CORSI DI SOPRAVVIVENZA TENUTI DA OPERATORI EX DEL TUSCANIA
Venerdì, 11 Febbraio 2011



PARMA- Un'altra interessante iniziativa della ISI INVESTIGAZIONI E ALFAOMEGA, fondate da paracadutisti:


CORSO DI SOPRAVVIVENZA

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ARTI MARZIALI AL 185mo REGGIMENTO RAO
Lunedì, 7 Febbraio 2011


SPORT E DIFESA PERSONALE AL 185mo RAO DELLA BRIGATA PARACADUTISTI FOLGORE

Al 185mo RAO è in funzione una palestra modernamente attrezzata per la difesa personale

Gli impegni internazionali dei Reggimenti della Folgore e in particolare del 185° RAO, richiedono un costante addestramento sul terreno e , come vediamo dalle foto di questo servizio, anche in palestra.

All’efficienza fisica che richiede un impiego prolungato fuori area, in zone ostili – e non solo per il clima- si deve abbinare la conoscenza di tecniche di difesa individuale e lo sviluppo di “reazioni istintive” proporzionate, che consentano agli operatori di affrontare e risolvere a proprio vantaggio situazioni di pericolo per sé e per i colleghi.

Ecco perché al 185° Reggimento RAO è stata creata una palestra perfettamente e modernamente attrezzata per praticare arti marziali , dove un team di istruttori insegnano ai colleghi le più recenti tecniche di difesa attiva, diffuse e praticate presso tutti i centri di addestramento per le forze speciali. Una struttura fortemente voluta e che lavora a pieno ritmo. Ed è così che al 185mo Reggimento RAO si fanno ore di “tatami”, che si associano ad esercitazioni esterne con armi lunghe e corte , con gli operatori completamente equipaggiati. Da qualche tempo, seguendo l’esempio di altri reparti speciali italiani, è stato introdotto anche l’uso di speciali “armature” plastiche, che consentono di portare a segno i colpi di difesa/offesa usando la forza che si userebbe nella situazione reali e consentendo all’operatore di acquisire la sensazione del proprio stato di allenamento e dell’energia difensiva che è in grado di sviluppare.
Il nostro giornale, il cui direttore ha avuto l’onore di appartenere al 185° Reggimento artiglieria Paracadutisti, ha aderito a suo tempo -e lo farà in futuro- al programma di ammodernamento tecnico che la direzione sportiva della palestra ha in mente di seguire. Lo faremo in segno di amicizia nei confronti di questi Colleghi in servizio che sono diventati così rapidamente una punta di diamante delle Forze Armate . Gli “ex” artiglieri paracadutisti si sono velocemente e abilmente modernizzati: ora dirigono il fuoco delle altre forze in campo, svolgendo missioni lunghe, faticose, pericolose infiltrandosi in profondità in territori ostili e dialogando elettronicamente con forze aeree, marittime e terrestri. Ognuno di loro calpesterà il tatami ed userà le attrezzature sportive della palestra del 185mo per aumentare il proprio livello di qualità militare e sportiva e farci sentire così orgogliosi per come dimostrano di essere Paracadutisti con la “P” maiuscola.















 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CORSO PER ISTRUTTORI ANPDI- LE RIFLESSIONI DI UN CANDIDATO
Venerdì, 28 Gennaio 2011





di Fabio Carmignani

Sabato 22 gennaio ’11 si è concluso il primo corso per istruttori ANPDI concepito dal nuovo direttore tecnico nazionale Lamberto Serenelli .
Partiti in circa quaranta, già il primo giorno, venerdì 14 gennaio, il numero degli aspiranti alla qualifica si è ridotto a 15. Per noi, da quel giorno, il corso è stata una totale immersione nel mondo del paracadutismo militare.

Agli aspiranti IP/FV veniva richiesta la ottima conoscenza del manuale, con l'bbiettivo di acquisire la sua corretta esposizione con terminologia esatta e un linguaggio appropriato, tenendo bene in mente il mantenimento di un alto livello di attenzione da parte degli allievi paracadutisti, attraverso una espozione interessante e chiara, anche supportata da grafica.

In altre parole, gli aspiranti IP/FV si sono trovati ad assimilare un sistema didattico comprensivo di tecniche di comunicazione, sviluppato da Aldo Falciglia, composto da una traccia espositiva precisa per ogni area del "manuale di addestramento al lancio con paracadute ad apertura automatica e calotta emisferica" ( la nostra "Bibbia" .

Si è trattato di un corso di otto giorni -anche di sabato e domenica- dove i momenti di relax sono stati rarissimi.

La nostra giornata-tipo:

MATTINO: attività ginnica,tanto per non scordare che un paracadutista deve essere fisicamente efficiente.
Anche CORRENDO E FACENDO GINNASTICA, ognuno di noi veniva chiamato a ripetere parti della didattica affrontata nella giornata precedente.

Nella seconda parte della mattinata,c'era la sistematica lezione di un’area didattica, da parte di Domenico Aloi, sempre molto professionale

3) Dopo la pausa pranzo si dava corso alla esposizione da parte degli allievi, della lezione della mattina,seguendo rigorosamente la traccia del metodo didattico. I livelli di forte concentrazione ( quasi stress) in questo frangente sono stati molto elevati perché le imprecisioni nella terminologia oppure dimenticanze non venivano tollerate. La giornata si concludeva intorno alle ore 19,30

Nei primi giorni non sono pochi coloro che, preoccupati e frustrati per le loro lacune volevano rinunciare. Ma proprio chi persegue lo sforzo di migliorarsi altro non può che migliorare.

Così, giorno dopo giorno, gli aspiranti IP/FV hanno sensibilmente colmato le proprie mancanze(a detta del corpo docente).

Perdendo la cognizione del temposi è arrivati velocemente al momento dell’esame: attesa che per alcuni ha voluto dire veglia notturna di stidio oppure sveglia ad ore antelucane nell’intento di rifinire la prova che lo attendeva.

Poi , finalmente, l'esito:


Benatti Alberto sezione di Mantova promosso IP

Bonaccini Giovanni sezione di Modena promosso IP

Bonisoli Giancarlo sezione di Cremona promosso IP

Camignani Fabio sezione di Villanova di Albenga promosso IP

Corsi Daniele sezione di Ascoli Piceno promosso IP

De Gennaro Giuseppe sezione di Bari promosso IP

Gallo Giuseppe sezione di Varese promosso IP

Gancia Flavio sezione di Cuneo promosso IP

Grassi Jacopo sezione di Firenze promosso IP

Muro Enzo sezione di Viareggio promosso IP


Nanni Tiziano sezione di Varese promosso IP

Pittui Davide sezione di Sassari promosso IP

Sorrentino Luigi sezione di Catania promosso IP

Tassone Enzo sezione di Cuneo promosso IP

Testai Roberto sezione di Alessandria promosso IP


Sappiamo bene, noi paracadutisti,. che non c'è nulla come un’ obiettivo comune e tanta volontà e sforzi individuali per
amalgamare un gruppo disomogeneo, come era il nostro all’inizio del corso .

Sono certo che ora ormai a casa, con le proprie famiglie, ognuno di noi penserà con nostalgia a chi ha incontrato all'aereoporto di Reggio Emilia e a quell’esperienza destinata a pochi.



 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TREVISO: RAID SULLA NEVE DI 30 KMT
Giovedì, 27 Gennaio 2011


a cura di Francesco Saoner

TEREVISO- Il 24 e 25 Febbraio 2011, la sezione ANPd'I di Treviso organizza un raid nel parco delle dolomiti di Sexto e Braies (foto),con ausilio di ciaspole.

Il percorso di 30km totali prevede il passaggio ad una quota massima di 2200mt. La difficolta' del percorso è media sia dal punto di vista fisico che per i passaggi tecnici. Non si paserà mai su tratti esposti a valanghe. Al termine della prima giornata si terrà anche una lezione su come approntare una truna( pernottamento nella neve) e alcuni cenni di soppravivenza in terreno innevato.

Il pernottamento alternatovo al bivacco sarà nel rifugio Fanes.


Per ulteriori informazioni scrivere a saonerfrancesco@yahoo.it

Le adesioni si riceveranno fino al 20 Febbraio.
Le spese sono quelle di pernottamento e l'eventuale noleggio delle ciaspole per chi ne fosse sprovvisto.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CORSI PER OPERATORI DI SICUREZZA NAZIONALI ED INTERNAZIONALI
Giovedì, 27 Gennaio 2011


MILANO- La ISI Investigazioni e un team di esperti e referenziati istruttori, ha organizzato un corso rivolto esclusivamente a coloro che intendono iniziare la professione di OPERATORE della SICUREZZA, una delle figure che i nuovi decreti del Ministero dell'Interno hanno rigidamente regolamentato, obbligando gli aspiranti a corsi di qualificazione e aggiornamenti continui.

Scaricate la brochure, che contiene tutte le informazioni
CORSO BASICO DI PRIMO LIVELLO PER OPERATORI DI SICUREZZA

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LANCI ANPDI A TAMPA IN FLORIDA CON IL COMANDO DELLE OPERAZIONI SPECIALI USA
Mercoledì, 29 Dicembre 2010



di Marco Solaroli

FAENZA- Nel mese di settembre dell'anno corrente il Presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia , Gen.B.Par.Giovanni Fantini , riceveva un formale invito da parte del Soccent (Special Operation Command Central) di partecipare ad una sessione di lanci insieme a militari delle forze speciali dell'Esercito degli Stati Uniti d'America.

Il Soccent che ha sede presso la base MacDill AFB in Florida , è un comando unificato subordinato allo US Central Command (USCENTCOM). E' responsabile della pianificazione delle operazioni speciali in tutta l'area di responsabilità e conduce in tempo di pace attività di addestramento e formazione per le operazioni speciali. La sua base operativa ( Soccent Fwd - CFSOCC) si trova a Al Udeid in Qatar. Il Gen.B.Giovanni Fantini delegava il responsabile tecnico della Sezione A.N.P.d'I. di Faenza , paracadutista Solaroli Marco , della organizzazione del gruppo che avrebbe rappresentato l'Associazione e l'Italia in quell'evento.
La rappresentativa italiana partiva il giorno 4 dicembre con destinazione Tampa.
Dopo le formalità doganali gli italiani venivano accolti dal Maggiore Jhonny W.Paul , ufficiale medico del Soccent e delle forze speciali, pluridecorato per meriti di guerra in Iraq e Afghanistan.
Dopo alcune giornate di intenso addestramento ai lanci militari secondo le procedure americane dell'Esercito e della Marina , hanno preso avvio le operazioni di aviolancio da un C 130 dell'USAF e da due elicotteri multiruolo UH 60 Blackhawk.
A cinque italiani già qualificati per la caduta libera , è stata offerta l'opportunità di effettuare uno spettacolare lancio da 4 mila metri di altezza utilizzando il paracadute MC 4 destinato unicamente alle forze speciali americane .
Al termine delle operazioni ha avuto luogo la cerimonia di consegna dei brevetti e degli attestati. Tutti i componenti del gruppo hanno conseguito il brevetto dell'Esercito e della Marina degli Stati Uniti.
Nell'occasione informale ed amichevole gli italiani hanno scambiato con gli organizzatori della emozionante manifestazione alcuni regali che faranno bella mostra nella sede dell'A.N.P.d'I. e negli uffici del Comando SOCCENT.
L'11 dicembre gli Italiani rientravano in Patria portando con sé il ricordo indelebile di una splendida esperienza.








 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
UNUCI TIVOLI ORGANIZZA UN CORSO SCI E SOPRAVVIVENZA IN MONTAGNA
Martedì, 28 Dicembre 2010

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
CORSO DI TOPOGRAFIA E ORIENTAMENTO -DEI SOTTUFFICIALI IN CONGEDO DELL'UNSI
Sabato, 18 Dicembre 2010


PARMA- In occasione dell'annuncio di un corso di topografia, cartografia e orientamento da parte della Unione Nazionale Sottufficiali Italiani , abbiamo anche ricevuto alcune righe di accompagnamento che ci hanno fatto molto piacere,perchè dimostrano di apprezzare il nostro lavoro di divulgazione e di circolazione delle notizie, indirizzate a coloro che ritengono l'esperienza militare e il mantenimento delle nozioni tecniche e della forma fisica, come indispensabili attività formative.
Ecco cosa ci scrivono:

Con la presente inviamo al Sig. Amatobene Walter i nostri più sentiti ringraziamenti per quanto fatto, consapevoli che quanti si sono iscritti al 2° Corso Formazione Continua, in buona parte lo hanno fatto tramite l'informazione avuta per mezzo di "Congedati Folgore".
Saluti
Serg. MMI cpl Piemonte Italo
(Coadiutore Progetto Formazione Continua)



SCARICA LA BROCHURE DEL CORSO
SCARICA IL MODULO DI ISCRIZIONE AL CORSO



<

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
TIRO OPERATIVO A LUCCA
Martedì, 7 Dicembre 2010



di Giancarlo Ragusa

LUCCA- sabato 20 novembre u.s. si è svolto presso il TSN Lucca il corso di secondo livello di tiro operativo,riservato a coloro che già avevano effettuato il primo livello.

Nonostante la giornata piovosa la sessione addestrativa si è svolta regolarmente e gli allievi hanno tecniche di tiro, di risoluzione di inceppamenti, di tiro in copertura.

Fulcro dell'incontro è stato quello di aiutare gli allievi a sviluppare la capacità di sfruttare la mente prima dell'arma, con esercizi mirati dove gli istruttori hanno creato situazioni particolari che l'allievo doveva inquadrare mentalmente prima di ingaggiare la sagoma.

Al termine della sessione di tiro generale, si è tenuto un briefing riservato alle sole operatrici dei Vigili Urbani presenti,dove sono state mostrate alcune tecniche di ammanettamento e quelle di difesa e di disarmo.
In un vicino futuro verranno effettuati corsi di tiro basici per coloro che vogliono aggiungere espereinze oltre al tiro accademico: si eseguiranno stage di tiro operativo così come di uso dell'arma per difesa abitativa e di tiro dinamico. Propedeutico, quest'ultimo, per il raggiungimento del livello bronzo richiesto per partecipare alle gare.

Le date saranno pubblicate su questa rubrica.

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
LA FOLGORE A MONTEROMANO SI PREPARA DEL L'AFGANISTAN
Sabato, 27 Novembre 2010


MONTEROMANO-VT: una suggestiva foto di un momento della esercitazione PEGASO 2010 che coinvolge un plotone mortai. Cortesia relazioni pubbliche Brigata Folgore




MONTEROMANO ( VT)- E' in pieno svolgimento da otto giorni a Monteromano -e continuerà per quasi tutta la prossima settimana- la esercitazione PEGASO 2010, organizzata dal Comando della Brigata Paracadutisti Folgore, in attesa dell'impiego in Afganistan previsto sin dai primi mesi del 2011. Operazioni sul terreno che avvengono a poche settimane dalla partenza delle prime aliquote di Paracadutisti per la "presa di contatto" a Herat in preparazione dell'arrivo del grosso del contingente,
Una sorta di "ripasso" operativo -i profani lo chiamerebbero di "rifinitura"- che giunge al termine di alcuni mesi assai intensi di preparazione alla Missione.

MESSA IN SICUREZZA DI UN VILLAGGIO SOTTO MINACCIA DEGLI INSORGENTI
A Monteromano la FOLGORE ha schierato tutti i Reggimenti, che hanno affrontato una serie di simulazioni operative che nel teatro afgano si presenteranno frequentemente.

Uno dei "percorsi" di valutazione prevedeva l'attivazione da parte del comando ISAF di compagnie della Folgore in supporto a truppe afgane, a loro volta chiamate in un villaggio minacciato da insorgenti. Ai veicoli "bianchi" dell'esercito afgano si sono affiancati quelli del contingente "italiano", formando convogli che si muovevano ricevendo gli ordini della sala operativa.
L'itinerario dei mezzi è stato costellato di eventi addestrativi: alcuni passaggi "obbligati" prevedevano contatti con I "KEY LEADERS", cioè con le autorità tribali, per concordare le azioni di ingresso, aiuto o bonifica.I Paracaduitisti hanno affrontato, con il massimo grado di realismo, una serie di minacce di varia gravità: dall'ordigno lungo il ciglio della strada,bonificato dagli specialisti dell'8° Reggimento, sino al conflitto a fuoco -quando non una vera imboscata- con insorgenti che tentavano l'assalto ai veicoli in movimento. Amalgama, conoscenza delle procedure, reazioni automatiche ad eventi stressanti: sono solo alcuni degli obbiettivi di questi addestramenti, a cui si somma la valutazione da parte del Comando della lucidità dei comandanti di compagnia, sul terreno.

A seguito di simulazione di situazioni di emergenza sono state attivate le procedure per il MEDEVAC: una rapida evacuazione medica con elicottero, sempre preceduta dagli interventi di primo soccorso sugli uomini colpiti. Coordinamento, lucidità ed esecuzione perfetta delle procedure di chiamata e difesa del velivolo rappresentano momenti delicatissimi ed importanti e dalla cui corretta e rapida esecuzione potrebbe dipendere la vita di un Collega.In afganistan spesso il MEDEVAC è fornito da altri contingenti, che si attengono tutti alle procedure standard ISAF.

I COMANDANTI DI COMPAGNIA INTERAGISCONO CON TUTTE LE PEDINE DELLA MISSIONE
L'operazione PEGASO 2010 è anche un test per i Comandanti di compagnia che hanno dovuto gestire contemporaneamente sia gli uomini in movimento che la comunicazione con tutte le altre componenti del dispositivo. L'addestramento ha coinvolto, infatti, ognuno dei protagonisti che sono normalmente presenti in teatro operativo: dai plotoni mortai in fase di fuoco, alla richiesta e successiva presenza in area di elicotteri Mangusta o caccia AMX,all'atterraggio di un Medevac sino al movimento e al fuoco dei mezzi corazzati.


SCAMBIO COSTANTE DI INFORMAZIONI TRA I REPARTI IMPEGNATI NEI TEATRI E QUELLI PRONTI A PARTIRE
Una esercitazione come la PEGASO 2010 è uno dei tanti momenti che venGono utilizzati dalle Forze Armate per sommare alle esperienze della grande Unità in fase di impiego, le informazioni che giungono costantemente dai teatri di operazione.
Non c'è bisogno di sottolineare quanto prezioso sia questo continuo scambio di informazioni - che vengono tradotte in addestramenti specifici- e che consente di inviare in Missione unità perfettamente amalgamate e aggiornate sulla situazione che troveranno sul terreno.

VALIDAZIONE DEL COMANDO
Anche lo staff del Comando Brigata si sottoporrà la prossima settimana ad un test di "validazione" presso il centro di simulazione e validazione dell'Esercito ( CESIVA), di Civitavecchia: un severo percorso che valuta le capacità dei singoli di interagire con il resto del contingente.


NOTA: ALCUNI SERVIZI TELEVISIVI GIRATI OGGI ANDRANNO IN ONDA NEI TG RAI A PARTIRE DALLE 20 DEL 26 NOVEMBRE 2010


TUTTE LE FOTO - cortesia Brigata Folgore





 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
VIDEO DI PROPAGANDA ESERCITO INGLESE.
Venerdì, 26 Novembre 2010




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
COME SI DIVENTA PARACADUTISTI DELLA FOLGORE - PRIMA PUNTATA
Giovedì, 25 Novembre 2010



Come si diventa Paracadutista della Folgore


ESCLUSIVO


DODICI SETTIMANE COL FIATONE COSTANTE


di Walter Amatobene

Qualche anno fa, un depliant stampato dalla Folgore mostrava alcune foto di un paracadutista in acqua durante un guado e mentre marciava con uno grosso zaino sulle spalle, arma tra le braccia, col volto sudato e contratto dalla fatica. La didascalia diceva “per chi non teme il fiatone costante e l’acqua gelata giù nella schiena”, per descrivere le attività a cui i Paracadutisti devono essere pronti dopo un lancio. Riassumeva in due parole un preciso indirizzo addestrativo sempre adottato alla Folgore, che da qualche anno è sfociato in un vero e proprio Corso di Specialità, che molti lettori non conoscono in dettaglio. Grazie al Comando Brigata e a tutta la linea gerarchica superiore ne abbiamo seguito uno dall’inizio alla fine, per illustrarvelo.
Rimarrete sorpresi.


LIVORNO- I volontari che hanno chiesto di entrare nelle Folgore dopo i primi due mesi di passaggio ai RAV ( Reggimenti Addestramento Volontari), oppure ufficiali e sottufficiali assegnati alla Folgore, prima del corso lanci e prima di calzare il basco amaranto, frequentano, senza nessuna eccezione, un selettivo ed impegnativo “Corso di Specialità” che incrementa il livello di addestramento precedente.

Giunti al Centro di Addestramento di Paracadutismo a Pisa, vengono incorporati nel reparto corsi e sottoposti alle visite mediche di specialità. Dopo un test in palestra, che include anche il lancio simulato dalla torre, gli aspiranti paracadutisti idonei vengono inviati alla Caserma Lustrissimi, dove soggiorneranno per l’intera durata del corso.

Il nostro reportage seguirà ogni fase del loro percorso, fino all’ingresso del neo-paracadutista nel Reggimento di destinazione.

Dedichiamo la prima puntata a un briefing con gli ufficiali che seguono il corso sin dalle prime battute e che ne curano l’aggiornamento costante e la didattica.



Il tenente colonnello Giua,a destra,Capo della sezione addestramento dell'Ufficio operazioni e addestramento della Folgore, con il Capitano Vignola. Il corso è attualmente sotto il loro controllo e pianificazione


STANDARDIZZAZIONE DELLE PROCEDURE E APPROFONDIMENTI DEGLI ASPETTI TECNICI E OPERATIVI DELLA VITA DEL SOLDATO


Ci dice il capo sezione: “Nel 2004 il Comando Brigata ha scelto di accentrare l’addestramento di base del paracadutista, fino ad allora gestito dai Reggimenti. Gli obbiettivi erano diversi: inizio con la volontà di dare ai frequentatori una idea quanto più reale possibile di cosa sarà la loro vita da soldati alla Folgore. Attività quanto mai utile, visto che gli abbandoni avvengono proprio nei primi giorni, non appena il frequentatore si rende conto di cosa lo aspetterà, e diminuiscono drasticamente dopo le prime due-tre settimane. Un ulteriore positivo effetto collaterale lo abbiamo notato nel corso lanci successivo: superato il corso di specialità, solo raramente c’è chi non arriva in fondo. Il corso di Specialità serve anche per standardizzare ed uniformare ogni procedura e conoscenza delle tecniche individuali di comportamento operativo o di combattimento del soldato, fornendo alla Brigata Folgore il bacino dal quale potrà attingere per la formazione dei Reggimenti.


il primo giorno alla Lustrissimi: registrazione e prima adunata


“In 8 o dodici settimane ( l’ allungamento della durata dipende da particolari esigenze operative, ndr) affrontiamo ogni dettaglio–continua il captano Vignola-: da come si affardella uno zaino, fino alle procedure per la cura di armi e materiali, topografia sino ai livelli più tecnici, segnalazioni, comportamenti tattici, difesa personale e tanto altro, abituandoli progressivamente alla fatica fisica e mentale”.

Il capitano è stato per tre anni sul campo, alla Lustrissimi, ed ora si occupa di pianificazione e controllo.
Pratica e grammatica 24 ore al giorno per otto settimane, insomma: ecco il “ tormentone” di questa importante attività

Continua il capo sezione:

“La durata del corso è cambiata e potrebbe ancora allungarsi, perché le numerose esperienze che raccogliamo in missione vengono immediatamente trasmesse al nostro Ufficio e trasformate in procedure di sicurezza ed operative. Un po’ come succede nelle corse in auto: la vettura in gara serve a migliorare la qualità delle auto di produzione, così i nostri paracadutisti di rientro da missioni o esperienze professionali operative, portano le loro conoscenze nel corso, in qualità di istruttori. L’obbiettivo è quello di ottenere un livello di efficienza, autostima e uniformità di conoscenze e di comportamenti professionali che rappresenteranno una garanzia di sicurezza sia individuale che dell’Unità dove sarà impiegato. Le richieste di entrare nella Folgore sono in aumento e questo consente di avere un costante afflusso di frequentatori. Il corso in fase di svolgimento e che seguiremo da oggi si compone di 150 unità, divise in due sezioni , assistite da 26 istruttori. Ne vengono tenuti tre all’anno, ma qualche volta, per una o due settimane, abbiamo la presenza contemporanea di due gruppi, ognuno dei quali con un corpo istruttori dedicato.



OBBIETTIVO PRIMARIO: AVERE UN PARACADUTISTA SICURO, CAPACE E PERFETTAMENTE INSERITO NELLA SUA UNITA’


“I frequentatori sono i nostri “gioielli” – dice il Capo Sezione-, ovvero la preziosa materia prima della Brigata Folgore. Il nostro compito non è di eliminare chi non è idoneo, ma di identificare per il successivo impiego chi dimostra di avere le caratteristiche del paracadutista. Il corso agisce sulla qualità fisica e psicologica degli individui e sulla loro determinazione e capacità di miglioramento. Vogliamo portarli tutti alla fine e non cerchiamo le rinunce, ma, al contrario, motiviamo i ragazzi perché stringano i denti. Non ci interessano i “rambo”, perché il paracadutista moderno è un “mix” di resistenza, forza e cognizioni tecniche di alto profilo. Ognuno di loro è protagonista della Missione e dei compiti affidati all’intera squadra.
La percentuale di abbandoni è intorno al 23%, mentre dal 2004 ad oggi sono stati formati ben 1700 Paracadutisti .

Lo spirito giusto potrei riassumerlo in un piccolo esempio recente: un frequentatore con una piccola ferita guaribile in sette giorni mi ha segnalato , con soddisfazione, che due giornate di riposo cadevano di sabato e domenica, consentendogli di non superare le 5 assenze per malattia, che sono motivo di sospensione. Avrebbe avuto la possibilità di ripeterlo dall’inizio, ma ha preferito insistere.
Tutti i nuovi ingressi in Brigata siano Ufficiali o sottufficiali di ritorno da un corso, fino al medico- transitano da noi , senza distinzione di grado e senza eccezioni, mi spiega il Capitano della pianificazione.
Questa regola –osserva - crea anche un positivo effetto collaterale di affermazione di leadership, perché è risaputo che i Paracadutisti , dal Generale all’ultimo cuciniere, fanno tutti le stesse cose, quando necessita. Gli ufficiali o i comandanti di squadra operativi, in aggiunta, sono particolarmente stimati dai loro uomini. Un altro effetto “collaterale” che il corso ottiene è quello della coesione di squadra, che è un ingrediente fondamentale per il buon esito di ogni missione. Una attitudine che continuerà quando i frequentatori si ritroveranno nello stesso plotone”.


Caserma Lustrissimi: il corso di didattica per gli istruttori. Il rapporto con gli allievi è di uno a sei. Per diventare istruttori devono essere segnalati dal reggimento, avere esperienze operative e possedere una buona capacità di esposizione. Anche a loro viene riservato un periodo di istruzione, per uniformarsi alla didattica voluta dalla pianificazione e controllo

MERITOCRAZIA PER ALLIEVI E ISTRUTTORI


E’ il Capitano Santamarianova, che abbiamo incontrato a fine giornata a Valle Ugione, alla vigilia dell’inizio del nostro reportage, a seguire sul campo le attività addestrative, dall’inizio alla fine. Risiede alla Lustrissimi, coordina gli istruttori e organizza e pianifica le fasi addestrative giorno per giorno, con uno staff di Paracadutisti, Sottufficiali e Ufficiali a rotazione. Un impegno h 24. Il corso – ci conferma - ha come obbiettivo il perfezionamento del singolo. Avremo modo di capire meglio questo concetto, seguendo sul campo le varie fasi.
Gli ingredienti che formano la didattica del corso – conclude- sono la meritocrazia, la motivazione di chi lo frequenta e la passione e capacità degli istruttori.

un gruppo di istruttori. Durante il corso, giorno e notte, sono riconoscibili dalla pettorina arancione

UN ISTRUTTORE OGNI 6 FREQUENTATORI


La misura di quanto sia considerato importante il corso, la dà il grande impiego di personale per la didattica. Lo staff di quello che seguiremo è composto da 26 Istruttori provenienti dai Reggimenti di arma base. Vengono scelti a rotazione, e dopo un periodo di permanenza a Valle Ugione –uno o due turni massimo- rientrano al Reggimento. Anche per loro c’è un seminario che li seleziona: solo i più preparati e che comunicano con più chiarezza, continuano l’attività. Ricambio continuo, quindi, e istruzione che proviene dalla “base operativa”, che trasmette nozioni acquisite sul campo. Manca un’ora al nostro inserimento in zona addestrativa, dove ci muoveremo al seguito del team di istruttori. Prima di muovere, Santamarianova ci illustra la loro giornata tipo:

“Durante la settimana i frequentatori e i loro istruttori vivono a Valle Ugione. Da qui partono e rientrano dalle zavorrate notturne e da ogni altra esercitazione. Sveglia, ginnastica, teoria e… zaino in spalla. Non ci sono ricoveri, se non alcune tettoie. I ragazzi devono calzare l’elmetto per tutto il tempo e comportarsi come se fossero costantemente in operazione, anche durante il riposo e i pasti. Niente gradi nè contrassegni. Il copricapo è ancora il berrettino da Caserma: il basco amaranto gli sarà concesso solo alla fine. Un particolare che rende l’idea della intensità delle prove: abbiamo preferito dare fondo alla scorta di vecchie mimetiche con la chiazzatura woodland, tanta è l’usura a cui sono sottoposte e la necessità di cambiarle due tre volte in una settimana.


gli istruttori seguono costantemente i frequentatori, in ogni fase didattica e operativa, giorno e notte

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI


Ogni frequentatore viene sottoposto a test verbali e scritti, con cadenza giornaliera, settimanale e alla fine del corso. Spesso la prova è a sorpresa, in piena zavorrata o subito dopo una lezione di topografia. Per ognuno di loro viene tenuta una scheda valutativa che ne registra i progressi. In otto settimane si riesce a individuare i loro punti di merito che segnaleremo ai loro Comandanti, affinchè possano impiegarli secondo le loro capacità ed attitudini. Conclude il capitano: “ Non vogliamo perdere nessun frequantatore. Per questo il team di istruttori lavora costantemente sul recupero di chi dimostra qualche lacuna. Ogni Venerdì, ad esempio, è dedicato ai “ripassi”. Il nostro compito è di portare tutti gli uomini allo stesso livello operativo. Sappiamo che una buona squadra è fatta da ottimi singoli operatori, e lavoriamo intensamente su ognuno di loro. Succede spesso che gli istruttori lascino la Lustrissimi il Venerdì solo dopo che l’ultimo allievo ha terminato il recupero, a volte anche a tarda sera, s enon in piena notte”.

Ogni settimana ha un tema preciso. Teoria e pratica vengono immediatamente applicate nella stessa giornata oppure – a sorpresa- anche durante le ore notturne. Insomma: ne vedrete e ne leggerete delle belle. E’ ora: la AR90 mi aspetta. Inizia l’avventura ...


il webmaster con il capitano Santamarianova, durante il briefing tenuto prima dell'inizio delle operazioni notturne




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
COME SI DIVENTA PARACADUTISI DELLA FOLGORE .- SECONDA PUNTATA
Giovedì, 25 Novembre 2010
blockquote>


CORSO DI SPECIALITA’ – SECONDA PUNTATA
di Walter Amatobene

foto:
Mar.Vincenzo Di Canio
Walter Amatobene
Cap. Marco Santamarianova




PARMA- Il 25mo corso che stiamo seguendo durerà otto settimane. Ognuna di queste è stata dedicata alla trattazione di un capitolo addestrativo teorico e pratico. Ogni settimana successiva vengono immediatamente messe in pratica le nozioni acquisite il ciclo precedente, aumentando gradualmente la difficoltà tecnica e fisica del corso. Sotto elenchiamo alcuni degli argomenti trattati. Vengono frequentemente aggiornati in base a specifiche risultanze o esigenze operative.

Molti giovedì e tutti i venerdì sono dedicati alla pulizia di tutti i materiali e delle armi e al de-briefing di allievi e istruttori, compresi eventuali ripassi di argomenti dove alcuni frequentatori si fossero dimostrati carenti. Tutti i moduli addestrativi settimanali prevedono ogni giorno un test di controllo degli allievi, scritto e verbale, anche in piena zavorrata o marcia di orientamento, di giorno o di notte, senza differenze:

Prima settimana

INCORPORAZIONE – PREPARAZIONE ATLETICA – DOTAZIONI PERSONALI- CONDIZIONAMENTO MATERIALI ED EQUIPAGGIAMENTI

Seconda settimana

PREPARAZIONE ATLETICA – USO E MANUTENZIONE DEGLI EQUIPAGGIAMENTI
USO- MANUTENZIONE – TARATURA DELLE ARMI – SEGNALAZIONI DI SQUADRA-
USO ED PROCEDURE DI IMBARCO SU MEZZI ROTABILI

Terza settimana

PREPARAZIONE ATLETICA - POLIGONO - TOPOGRAFIA- INIZIO DELLE MARCE ZAVORRATE DI ORIENTAMENTO (DI SQUADRA) DIURNE E NOTTURNE – BIVACCO

Quarta settimana

PREPARAZIONE ATLETICA– TOPOGRAFIA- MARCE TOPOGRAFICHE ZAVORRATE DIURNE E NOTTURNE DI SQUADRA E A COPPIA – SUPERAMENTO OSTACOLI PERICOLOSI

Quinta settimana

PREPARAZIONE ATLETICA CONDOTTA EVASIVA – ORIENTAMENTO INDIVIDUALE DIURNO E NOTTURNO

Sesta settimana

PRAPARAZIONE ATLETICA –
ADDESTRAMENTO NBC – COMBATTIMENTO E BONIFICA

Settima settimana

PREPARAZIONE ATLETICA
DIFESA POSTAZIONI–SEGNALAZIONI–NOZIONI DI COMBATTIMENTO INDIVIDUALE E DI SQUADRA

Ottava Settimana

PREPARAZIONE ATLETICA
SIMULAZIONE DI AVIOLANCIO- RIORDINAMENTO-MARCIA ZAVORRATA NOTTURNA
MARCIA FINALE CONTINUATIVA CON RIASSUNTO DI TUTTE LE NOZIONI ACQUISITE

LIVORNO - Lunedì - Le due sezioni di frequentatori ( Lo staff di istruttori li chiama così, ma io preferirei chiamarli aspiranti paracadutisti, alla vecchia maniera) –55 persone cadauna- sono in adunata. Dopo la corsa e la ginnastica di potenziamento hanno quaranta minuti di tempo per lavarsi, prepararsi e fare colazione. Poi, l’immancabile zaino in spalla, di solito fino a giovedì sera.


Arma imbracciata ed elmetto in testa, sempre. Nessuno di loro conosce nel dettaglio le fasi operative della settimana. Venerdì scorso gli era stato preannunciato solo l’argomento generale: marcia, orientamento, topografia, resistenza. Il "tormentone" del corso,
Tutti hanno già appreso le modalità per compilare gli spostamenti con autoveicoli, comprese le procedure per assegnare la posizione a bordo, sia agli uomini che ai materiali, secondo precisi ordini di salita. Dettagli importanti per avere squadre omogenee, procedure comuni e operazioni rapide, che diventeranno automatiche e che servono a fare più velocemente e ordinatamente. E sono utili anche per la sicurezza: in caso di incidente, conoscere il posto a bordo dell’aspirante paracadutista , sarà utile ai soccorritori; oppure abbandonando d’emergenza il mezzo, ognuno saprà dov’è il proprio zaino.

corso di specialità: una settimana "col fiatone". Invece dei mezzi, a sorpresa, gli spostamenti verso l'area addestrativa saranno a piedi


La prima e la seconda settimana l’hanno passata imparando anche l’uso dei materiali in dotazione e hanno ricevuto i consigli degli istruttori sulla cura personale per non soffrire di vesciche ai piedi e alle spalle o gli altri disagi di chi deve operare con scarsità di acqua, camminando con lo zaino a pieno carico su ogni terreno e ogni clima. Consigli preziosi di chi ci è già passato.Poca teoria, molta pratica.

Ognuno dei frequentatori usa solo materiali in dotazione standard, senza eccezioni: calzettoni, magliette, cuffie, mimetiche, borracce e stivaletti da lancio del vecchio tipo. Perfino lo zaino è quello che hanno dal giorno dall’incorporazione. Fra un po’ lo cambieranno con quelli più tecnici in dotazione ai Reggimenti e si sentiranno più a loro agio, ma per adesso "questo passa il convento". Il Capitano Santamarianova e gli istruttori indossano le stesse cose degli “allievi”, anche se alcune dotazioni di Reggimento, per loro, sarebbero più comode. Facile capire il motivo. Predicano bene e "razzolano" altrettanto bene, e gli allievi lo notano.

una delle prime lezioni del corso: come affardellare lo zaino e quali materiali stivare. Seguiranno le istruzioni per la cura dei materiali e la loro manutenzione




Tutti hanno appreso, nel primo periodo di permanenza, le procedure per azzerare e tarare la propria arma, prima con simulacri che assomigliano a quelli utilizzati nel softair -ma molto più tecnologici- poi al poligono della Lustrissimi, a fuoco vero: una struttura all’avanguardia, nuova, con postazioni elettroniche, che consente di sparare con arma lunga fino a 50 metri. Da quello che ho visto la settimana passata, sono diventati anche esperti di smontaggio, pulizia e rimontaggio.


il tunnel del poligono situato all'interno della Lustrissimi, a Livorno


Mi dice un istruttore – tenente del 186mo Reggimento, temporaneamente prestato al corso- che viene chiesto spesso agli aspiranti paracadutisti di smontare e rimontare al buio, soprattutto quando sono in esterno, magari in bivacco e dopo 5 ore di zavorrata. Gli istruttori armaioli verificano puntualmente l’apprendimento con prove scritte e orali. Ogni venerdì, alla riconsegna dell’ arma, sono particolarmente rigorosi nel pretenderla pulita perfettamente. E non si va a casa se non si raggiunge lo standard richiesto. Non è raro che la sessione di pulizia si prolunghi fino a tarda sera. “Inutile spiegare perché tanta attenzione ai dettagli nella cura della propria arma”-conclude il Tenente- “lo capiscono da soli e lo fanno volentieri”

Mi affaccio per pochi minuti nell’ufficio del Comando del Corso, in moduli abitativi nuovi, posti all'interno del centro addestrativo Lustrissimi e vedo sullo schermo del PC e su una tabella appesa al muro, la griglia che racchiude i nomi e i volti dei frequentatori e la cronologia delle sessioni addestrative. Vedo diversi “go” ( una faccina verde che sorride) a fianco di molti nomi, e qualche “bollino rosso” che il Capitano Santamarianova aggiorna – a volte toglie- ogni settimana. Tutti hanno ricevuto una matricola semplificata, per agevolare le comunicazioni scritte e verbali sul campo. Mentre sono nella loro stanza, un istruttore relaziona il responsabile del corso su una lacuna relativa alla interpretazione dei segnali di movimento notturno e preannuncia che venerdì si ritroveranno alle 14 per "ripassare" con 3 frequentatori. Fuori, nei corridoi delle camerate, cartelloni didattici illustrano materiali, uniforme e zaino “esploso” con le decine di oggetti che ci devono entrare. Da una parte la foto di gruppo dei corsi già terminati e la “stecca” con le targhette in ottone, arrivate al numero 24. Un numero, un corso. “ABITUO A TEMPI PIU’ DIFFICILI” è il motto che campeggia sopra.

sotto: prima del pasto serale e dopo la prima zavorrata di avvicinamento, le sezioni controllano equipaggiamento e camouflage. Prima di partire saranno controllati singolarmente


Le operazioni di camouflage sono quasi terminate. Nessun centimetro di pelle deve rimanere bianco, anche dietro il collo e sotto le cinghie dell’elmetto. Gli istruttori passano attraverso le file e danno qualche consiglio. Centouno persone equipaggiate e a pochi metri non si sentono nemmeno. Altro che risse alla Clint Eastwood: gli istruttori non urlano e i frequentatori si scambiano solo le frasi necessarie. Sono tutti concentrati. Sanno che sono in arrivo cinque giorni di fatica. C’è da risparmiare il fiato.
Poco prima di imbarcare sui mezzi, arriva a sorpresa il nuovo ordine: a Valle Ugione si andrà a piedi. Niente camion. Già: una delle caratteristiche del corso sono le "sorprese", per mettere alla prova l’equilibrio e lo spirito di adattamento degli aspiranti paracadutisti. A volte arriva una sveglia notturna con partenza in un' ora, altre volte cambiamenti di percorso. Oggi è toccato ai mezzi. Sono le 11 circa e ci vorranno quattro ore, a piedi. Con una serie di passaggi a raso della provinciale, fatti correndo a coppia, penetrano nella vegetazione. Saliscendi e rovi. Le squadre sono spalmate e distanziate. Ognuna con la cartina e un percorso assegnato. Ancora una volta silenzio. L’atteggiamento è tattico e le comunicazioni avvengono tramite gesti delle mani e delle braccia. La radio serve solo per sicurezza, e non si deve usare se non in caso di emergenza. Non devono essere visti dalla strada, ovviamente. Lungo il cammino ci sono postazioni di istruttori.In un paio di casi vengono assegnate nuove coordinate, a sorpresa. Un caposquadra viene fatto "morire" e il comando viene dato ad un componente a caso. Nella squadra c’è una donna. Nessuno sconto, nè prima, durante ginnastica e preparazione, nè adesso: 25/28 kg di zaino anche per lei.

marcia forzata di avvicinamento. Dopo alcuni tratti di carraia, ci si infilerà nel bosco



Alle 16 siamo a Valle Ugione, la immensa area addestrativa di cui dispone la Folgore, già deposito di munizioni -ora dismesso- e preziosa palestra nella quale ogni paracadutista che si rispetti ha lasciato un pezzo di mimetica o guadagnato qualche vescica.

Nonostante una leggera pioggerellina del mattino , che ha fatto pantano, non useranno “aule”. Lezione al campo.Gli istruttori stanno terminando l’organizzazione della zavorrata notturna insieme agli allievi. A volte stanno con le squadre sotto qualche tettoia, ma non spesso e non oggi.




Il pasto del pomeriggio viene ritirato da nuclei che si staccano raggiungendo i punti concordati per il ritiro dei contenitori (foto sopra). Avevano dovuto precedentemente “ordinarlo”, stando bene attenti alle quantità. Come fosse un aviorifornimento. Ogni contenitore ha un sigla internazionale NATO. Quello che era stato richiesto dai caposquadra, si trova. Quello dimenticato, non ci sarà: chi ha sottostimato le quantità farà digiuno o cameratesche divisioni con gli altri. Un modo per responsabilizzare chi comanda la pattuglia, che non è sempre il più alto in grado. Gli istruttori controllano che l’ avvicinamento e il rientro al bivacco siano silenziosi e occulti. Ultimi controlli di squadra. Ogni istruttore si fa ripetere l’itinerario ad alta voce e passa la parola a tutti. Insiste a lungo e si trattiene una mezz'ora di più. Si tratterà di fare 15 chilometri, con differenti punti di partenza, usando sentieri diversi e con punti di controllo orario. Il percorso è difficile e non c'è luna. Si aspettano i primi verso le cinque del mattino.

il pasto serale, prima di partire per la notturna



Ogni squadra ha prodotto un “plastico” del percorso della missione, fatto con un telo mimetico, spaghi, pezzi di legno e quello che si trova, riproducendo curve di livello e ostacoli, dimostrando all’istruttore, prima di partire, di conoscere perfettamente l’itinerario. Così dovranno fare in futuro, in Afganistan o in Iraq o in Libano o dove li porterà la Folgore, quando saranno in emergenza, se avranno perso GPS, radio e bussola. Dovranno tornare alla base con le loro forze. E non è una eventualità remota.Prepariamo a tempi più duri, che molti loro colleghi in questo momento stanno vivendo in missione.

Siamo alle 20 circa. La notte sarà lunga. Gli istruttori e il Capitano Santamarianova decidono che si può iniziare.

una cura speciale viene dedicata alla topografia: ogni paracadutista deve essere in grado, da solo, di raggiungere gli obbiettivi assegnati e di rientrare,anche senza strumentazione elettronica. Gli istruttori verificano continuamente che i frequentatori abbiano ben compreso segnali, coordinate e tecniche di valutazione della posizione, con interrogazioni continue e prove scritte e orali, giornaliere




Iniziano le operazioni di imbarco sui mezzi. Tutti sanno dove e come salire. In pochi minuti siamo pronti a partire. Seguo la colonna di CM a bordo della AR90 del Capitano Santamarianova. Sono le 20,30 e la temperatura si sta abbassando fino a sette gradi. Il cielo nuvoloso non promette niente di buono. So già che dopo la notturna di oggi li aspetta un’altra giornata non-stop a valle ugione, con un ulteriore livello di topografia applicata e la seconda zavorrata di orientamento, stavolta a coppia. 2 notti senza dormire, con test scritti e verbali, anche lungo il cammino.





sopra: tra gli istruttori del corso, capita di trovare anche donne. Nella foto un frequentatore ripassa la missione notturna. Gli istruttori si alternano a rotazione, ogni 24 ore. Mentre un primo gruppo lavora con gli allievi, un secondo predispone la giornata o la settimana successiva, per dare sempre assistenza "fresca" e non interrompere le esercitazioni



"Ci vorrà fisico e testa", dice il Capitano Santamarianova, parlando del ciclo di zavorrate, alcune in tenuta NBC, che aspetta gli allievi nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Anche stamattina , come ogni giorno, gli istruttori scattano fotografie in dettaglio a quei frequentatori che hanno assestato male lo zaino o l’equipaggiamento o che brandeggiavano l’ arma scorrettamente.

Ogni foto sarà oggetto di un promemoria sulla "griglia" del responsabile del corso e di una successiva azione correttiva, sia immediata che nella giornata di venerdì.

sotto:le foto scattate dagli istruttori durante le prime ore di corso, che evidenziano alcuni degli errori più frequenti commessi dagli allievi.





I responsabili del corso devono ottenere il massimo risultato: cura dei dettagli e interventi immediati, sul terreno. Hanno il compito di portare tutti alla fine. Giorno dopo giorno sono i migliori ad emergere.

una squadra in partenza. Lo zaino pesa circa 25 chili. Prima di muovere hanno fatto una prova di corsa per verificarne la stabilità e l'aderenza alla schiena. I materiali utilizzati sono ancora quelli della prima incorporazione


Siamo sulle colline a svariati chilometri da Valle Ugione. Le pattuglie partono silenziosamente, al buio, velocemente. Questa notte dovranno raggiungere posizioni prefissate, ottenere nuove coordinate e raggiungere il punto di ritrovo nel minor tempo possibile. Sei-sette ore, in media. Non c’è luna e il cielo è nuvoloso. Trovare azimut , punti di riferimento e orientarsi, non sarà facile. Meno ancora cambiare sentiero al ritorno. Non conoscono le zone e non servirà lasciare segni di passaggio, perchè transiteranno sempre in punti differenti. Non si incroceranno con le altre squadre, se non raramente.

L'obbiettivo di ogni settimana è di aumentare notevolmente la capacità di orientamento senza strumentazione elettronica, curare la forza fisica, la lucidità e le capacità personali e sviluppare le conoscenza dei propri punti di debolezza, fisici e mentali. Siamo ancora nel primo periodo e gli abbandoni potrebbero ancora arrivare. Già 31 ragazzi, in 15 giorni, hanno capito che quella vita così intensa, destinata ai paracadutisti militari, non faceva per loro.

sotto: per non disturbare le pattuglie col flash, il "combat camera" della Folgore, il maresciallo paracadutista Vincenzo Di Canio, ha usato un visore notturno sovrapposto all'obbiettivo.Gli allievi non hanno strumenti oltre la bussola. Nessun visore, ovviamente


Hanno tutti un kit di emergenza, nel caso smarrissero la strada: razzi, corpetto catarifrangente, numeri di emergenza da chiamare dissigillando il cellulare e pronto soccorso.

Nella lezione sull'affardellamento, ai frequentatori viene chiesto, dopo averlo confezionato, di correre un tratto di strada, zaino in spalla, per valutarne l’assestamento, il fissaggio alla schiena e il bilanciamento. Visto che ogni settimana percorrono almeno 30/40 chilometri di marcia, anche questo dettaglio fa la differenza, compresa la rumorosità e la visibilità degli oggetti applicati alla buffetteria.

la mimetizzazione deve essere sempre massima, soprattutto di giorno, anche se si è appena rientrati da una marcia. Gli istruttori passano attraverso i bivacchi per verificare che non ci siano tracce del passaggio: nè rami spezzati o vegetazione schiacciata, focolari e buche o rifiuti involontari.



Lascio le squadre e gli istruttori al loro lavoro. Non li distraggo con chiacchiere e flash. I primi iniziano a rientrare alle quattro del mattino. Volti stanchi e qualche sorriso. Appoggiano gli zaini, si asciugano il sudore. Possono preparare un bivacco "freddo", senza buche. Allestiscono una tendina bassa. Dentro, una coppia. Intorno le sentinelle; metà della forza fa sicurezza, metà riposa. Dopo un ora, cambio.
Sono quasi invisibili nel bosco. Nessun rumore.Solo alcuni puntini luninosi che scompaiono oltre 30 metri indicano la presenza di qualcuno. Le casacche fluorescenti dei loro "mentor" servono ai frequentatori per sentirsi sempre in “territorio ostile”.

Gli ultimi arrivano con la luce del giorno. Meno di sette ore per tutti, nonostante i dislivelli e la distanza, che supera abbondantemente i 19 chilometri,"sorprese"incluse. Pochissimo riposo. Alle otto ricomincia la giornata addestrativa. C’è solo il tempo di farsi un caffè liofilizzato e mangiare tutto quello che capita sotto mano.Qualche vescica da curare e poi zaino in spalla fino a Giovedì mattina.

LE ALTRE FOTO DELLA SECONDA PUNTATA

La prossima puntata sarà pubblicata il 3 Maggio 2010 e parlerà di

ADDESTRAMENTO NBC - CONDOTTA EVASIVA – SUPERAMENTO OSTACOLI PERICOLOSI –COSTRUZIONE E DIFESA DI POSTAZIONE






 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
COME SI DIVENTA PARACADUTISTI DELLA FOLGORE - TERZA PUNTATA
Giovedì, 25 Novembre 2010





TERZA PUNTATA
SESTA-SETTIMA SETTIMANA

LA PARTE PIU’ DURA


Siamo quasi alla fine del corso. Mancano meno di 3 settimane: le più dure.

Alla fine della sesta-come avete letto nelle due puntate precedenti- tutti i frequentatori hanno già acquisito nozioni approfondite di combattimento, topografia, tiro, tecniche di sopravvivenza e tanto altro.
L’ultimo periodo servirà a mettere in pratica tutto, contemporaneamente, fino ad arrivare al test individuale di ogni argomento.



La nostra cronaca finora ha semplificato le descrizioni, per brevità, ma i frequentatori sono stati costantemente impegnati ogni giorno nelle attività aggiuntive di manutenzione, pulizia armi ed equipaggiamenti, preparazione delle zavorrate e de-briefing delle precedenti, a cui vengono aggiunti settimana per settimana gli argomenti didattici programmati per il periodo.

Insomma: non c’è un minuto libero di giorno e per la maggioranza delle notti. Pochissime le ore di sonno, da Lunedì a Venerdì, al 90% in bivacco, per giunta.
Le brandine della Lustrissimi non si consumano di certo.

ADDESTRAMENTO NBC




Molte ore sono state dedicate alle tecniche di protezione NBC:pericolo quanto mai esistente in tutti i teatri di operazione.

Le quattro sezioni sono state addestrate per una settimana intera ad operare con tutta l’attrezzatura indossata: tuta, maschera antigas, cuffie, calzascarpe. Pattuglie e interdizioni fatte con zaino e protezioni individuali, più bonifiche della svestizione e allarmi. Tutta l’attrezzatura è sempre nello zaino, dall’inizio del corso: adesso sanno usarla alla perfezione, compresa la prova in ambienti chiusi e bui, invasi dal fumo. Le temperature diurne non hanno facilitato, visto che la perfetta tenuta stagna degli indumenti faceva diventare gli esercizi una sauna.

Anche in questo caso, i frequentatori hanno sostenuto esami scritti e verbali ogni giorno con l'immancabile test finale, il giovedì sera ( e notte).





DIFESA POSTAZIONI


La penultima settimana inizia con la solita, immancabile zavorrata notturna, dopo un Lunedì passato a programmarla. Chilometri, zaino, sudore, peso, tattiche di mimetizzazione, segnalazioni di squadra e poi, dopo una notte in marcia, si arriva in una ampia zona alberata di Valle Ugione. L’ordine è di presidiare e difendere le postazioni. I comandanti di sezione devono programmare gli angoli di copertura, effettuare un piano di scavo,disponendo le buche in modo da proteggere quelle vicine e articolarsi con le altre seguendo uno schema costruttivo che, come vedremo nelle foto , ricorda molto quello usato dei nostri Leoni di El Alamein.


Ad ogni capo sezione -e ogni singolo capo squadra- viene chiesto di riportare su un foglio la disposizione e la valutazione degli angoli di tiro, così come la scheda dell’intera zona circostante, buca per buca, con le coordinate.

La buca, in particolare, che di solito ospita quattro uomini, deve avere la classica forma ad “U”, dove la parte frontale è dedicata al fuoco di difesa e alla sicurezza e quella posteriore al riposo.
I frequentatori iniziano a scavare.Ne avranno per 24 ore.



E’ Martedì mattina inoltrata. Duro scavare dopo una notte in bianco. Il terreno è pieno di radici e in molti casi gli scavi si riempiono di acqua. Non ci si sposta: bisogna tamponare con rami e foglie e continuare a scavare con l’attrezzatura individuale. C’è solo un badile per sezione, che viene passato a turno buca per buca. Il resto si fa con la dotazione individuale. Lo scavo impiega il 50% della forza, il resto riposa. Poi, cambio. Ininterrottamente per tutta la giornata e tutta la notte, ora dopo ora, i 104 aspiranti paracadutisti "scompaiono" progressivamente nel terreno. Da lontano cominciano a diventare invisibili. Ottimo lavoro. La buca va presidiata: 50% della forza fa la sentinella e il resto che risposa.



Gli istruttori controlleranno, di notte e di giorno, che le buche siano ben fatte e in grado di restistere al fuoco nemico. I parapetti e i sostegni per le armi individuali devono tenere. La profondità deve anche consentire il ricovero di quattro uomini e la scomparsa dei materiali , e tutto a raso terra. Un lavoro ciclopico. Tute infangate, scarponi appesantiti e tanta fatica. Le due aspiranti paracadutiste lavorano come i loro colleghi. Nessun segno di cedimento. Complimenti.


Alla fine della fortificazione, dopo le prove valutative scritte, i frequentatori rimarranno in attesa di ordini. Tra questi ci sarà quello di abbandonare le postazioni, che saranno smantellate e ricoperte. Poi rientro alla Lustrissimi per una profonda opera di pulizia armi ed equipaggiamenti.

Oltre al fatto fisico, al disagio, la veglia e il lavoro di squadra fatto in situazione di stress, l’esercitazione fornisce ai frequentatori le nozioni base per gestire al meglio, in pochi, la “copertura” a difesa di un’area. I capi sezione devono accordarsi e lavorare coordinandosi. Requisito essenziale in missione.
Mercoledì notte, dopo alcune attivazioni civetta, arriva l'ordine di rientrare ( a piedi) alla Lustrissimi. Le sezioni sono pronte a muovere all'alba, dopo avere riempito e reso invisibili i lavori e bonificando l'intera area persino dalle cartine di caramelle.








ULTIMA SETTIMANA
PROVA RIASSUNTIVA FINALE - 72 ORE - la foto di fine corso

PARMA- Siamo gli ultimi quattro giorni dil corso, allo scadere della nona settimana.

Il "menu" della settimana è un riassunto di tutto quanto imparato sino a questo momento.

Ecco il piano di operazioni:

- Infiltrazione con aviolancio simulato
- zavorrata 30 chilometri a peso pieno ( 35kg)
- prove individuali ogni 3-5 ore incluso :
- Bivacco diurno e notturno invisibile
- smontaggio e rimontaggio armi al buio
- individuazione di luoghi con coordinate polari
- cambio di ordini, direzione, sentiero improvvisi
- cambio di comandante di squadra
- contatto con truppe amiche
- osservazione di territorio ostile
- condotta evasiva senza carta ma solo con schizzi a penna
- appuntamenti di controllo ( marcia forzata)
- controllo totale dell'equipaggiamneto ( zaino incluso)


Partenza Martedì notte, fine prova il Giovedì successivo alle 12.

Alla fine, recupero con autocarri e pulizia-ricondizionamento armi e materiali. Venerdì cerimonia di saluto ai corsisti.

Il 12mo Corso termina con 91 aspiranti paracadutisti che saranno inviati al CA.PAR per il corso palestra.

Un dato che conferma il livello qualitativo che raggiungono i corsisti: dopo le nove settimane di addestramento NON si sono mai registrati rifiuti al lancio o respinti al corso.
Gli aspiranti paracadutisti, incorporati nella Compagnia addestramento, avevano già sostenuto , prima del corso di specialità, l'addestramento alla torre, con falsa carlinga, per saggiarne la confidenza col vuoto.

LA FOTO DEL CORSO - CLICCATE QUI


LE FOTO DELLE PRIME ORE DI ESERCITAZIONE

 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
I PARACADUTISTI DI CATANIA "ALL'ASSALTO"
Giovedì, 18 Novembre 2010



di Marco Pernice



Operazione Creta 2 conclusa con un gran successo.


CATANIA- I Paracadutisti Catanesi capitanati dal Presidente Tommaso Daidone e il socio "Grifo" Nicola Buonpane, hanno concluso l'operazione addestrativa tattica denominata " Creta 2".

Numerosi i partecipanti, tutti della sezione A.N.P.d.I, che si sono ritrovati in una zona boschiva a quota 1000 mt, sulle pendici del vulcano Etna, per simulare l'infiltrazione di una pattuglia in territorio ostile col compito di svolgere una attività di ricerca e neutralizzazione di un campo base e relativa sala radio, presidiato da consistenti forze nemiche, con successiva esfiltrazione.

Il campo era stato allestito in anticipo, nel pomeriggio di sabato 13 novembre, per non ritardare la successiva operazione durata 12 ore in notturna.

Durante l'addestramento sono state ripassate alcune nozioni che riguardavano trasmissioni, simbologia NATO, allestimento di un check point e nozioni NATO circa l'emergenza medica.

Per rendere più realistica l'intera sessione addestrativa, dopo averne segnalato come di legge la presenza alla locale Stazione dei Carabinieri, i partecipanti hanno imbracciato fucili elettrici da SOFTAIR




 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
STAGE DI TIRO OPERATIVO A LUCCA
Lunedì, 8 Novembre 2010


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
ADDESTRAMENTO DEI PARACADUTISTI CATANESI SULL'ETNA
Domenica, 7 Novembre 2010



di Tommaso Daidone

CATANIA- Anche la sezione ANPdI di Catania, ormai da un anno, sta perseguendo la strada della formazione continua.

E in quest'ottica si deve inquadrare l'attività addestrativa, "Creta 2", che verrà svolta tra il 13 e 14 novembre, da parte di molti soci della sezione.

Una intensa 12 ore, in notturna, che vedrà come scenario una zona boschiva alle pendici dell'Etna, a oltre 1000 m di quota.
L'attività tattica sarà svolta mediante l'infiltrazione di una pattuglia, in territorio ostile, al fine di svolgere una attività di ricerca e neutralizzazione di un campo base e relativa sala radio, presidiato da consistenti forze nemiche, con successiva esfiltrazione.

Inoltre verranno svolte delle lezioni teorico pratiche sui seguenti argomenti: Trasmissioni, simbologia NATO, allestimento di un check point e TCCC.
Non mancherà, ovviamente, alla fine della attività un momento di unione conviviale.

Seguirà il debreafing e relativo servizio fotografico.


 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
UNSI E MINISTERO DIFESA PER LA FORMAZIONE MILITARE DEI RISERVISTI
Mercoledì, 27 Ottobre 2010



PARMA- Riceviamo da Lucca la documentazione per una iniziativa addestrativa coordinata dal Ministero della Difesa e da varie associazioni d'Arma.

IL BANDO DI PARTECIPAZIONE CON LE CARATTERISTICHE DEL CORSO
IL BANDO DI PARTECIPAZIONE CON LE CARATTERISTICHE DEL CORSO (2)

IL MODULO DI RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE







 
 
 
 
 
Cerca tra le notizie:
 
DRAGON RECON 2010 : L'IMPEGNO E I RISULTATI DEI PARACADUTISTI DI NAPOLI
Mercoledì, 20 Ottobre 2010

Testo
par. Vincenzo Di Guida
Foto
C.le Vincenzo Siviero





Persano (SA) li, 18/10/2010: Dragon Recon, vince la Folgore.
ANPD'I Napoli non sfigura e porta a casa un importante trofeo e una eccellente prestazione nella prova di tiro.


Dopo 30 ore di prove massacranti, vince il team 1 del 187° Rgt. della Folgore.



La pattuglia “Team 1” del 187° Rgt. vincitrice della XII Dragon Recon


Secondo il team del 3° Reparto SMOM e terzo il 1° Rgt. Bersaglieri.
La Sezione A.N.P.d’I. di Napoli, presente per la prima volta all’importante evento addestrativo, che il Gen. C.A. par. Franco de Vita, già Comandante della Brigata Folgore ed attuale Presidente dell’UNUCI Napoli (oltre che Direttore dell’esercitazione), non ha avuto esitazione a definire come la competizione addestrativa per pattuglie militari in servizio e in congedo più importante d’Italia, ha prevalso su tutti nella prova di tiro a fuoco accaparrandosi con largo margine il relativo trofeo di prova.




Una rappresentanza della pattuglia ANPdI Napoli 1




Tra le trentuno pattuglie presenti (delle quali una poi si è ritirata nel corso della notte tra venerdì e sabato), anche due team inglesi dei Royal Marines che si sono posizionati a mezza classifica.





La pattuglia "Liverpool" dei Royal Marines





La XII edizione della “Dragon Recon” è stata caratterizzata da prove molto tecniche e da cattive condizioni metereologiche che hanno accentuato, se possibile, la difficoltà intrinseche di tutti i test disseminati sul percorso che dal mare ha portato le pattuglie partecipanti alla missione di infiltrazione sin dentro al comprensorio militare di Persano.
Insomma, la Dragon Recon non è la solita marcia topografica ma una vera e propria esercitazione militare alla quale partecipano, ben volentieri, anche reparti di punta delle nostre Forze Armate e di altri paesi NATO.


Tra le prove più difficili, lo sbarco notturno dai barchini veloci dell’Esercito, la prova dell’agguato ad una colonna nel quale vi era un mezzo “Lince” per il quale veniva simulato il danneggiamento per l’esplosione di un IED con ferimento di un componente della pattuglia (prova tristemente attuale) con richiesta medevac inviata via radio secondo la procedura NATO “nine line” (spettacolare l’azione del team 1 del 187° Rgt. in questa prova), l’attività CIMIC e di polizia per la cattura di un pericoloso generale nemico.


Assalto al Lince



cattura del generale




Novità di quest’anno, è stata anche l’armamento delle pattuglie con veri fucili Beretta SCS 70/90, sia pure disattivati onde consentire alle pattuglie di poter attraversare taluni punti posti al di fuori delle aree militari, la presenza di mitragliatrici “minimi” con caricamento a salve onde rendere realistici al massimo, pur nella massima sicurezza, gli agguati e gli scontri tra le pattuglie e le forze di contro interdizione, apparecchiature radio spalleggiabili e palmari che hanno consentito una perfetta magliatura radio oltre ai mezzi già presenti nelle precedenti edizioni (fuoristrada VM90 Torpedo e Land Rover AR90, cingolato VCC, quattro barchini a scafo rigido).

Tale livello di qualità e di complessità organizzativa è frutto di un grosso lavoro preparatorio da parte del gruppo dirigente dell’UNUCI Napoli che, in circa 12 mesi di lavoro, riesce ogni anno a proporre temi sempre attuali, rispettosi delle più recenti dottrine NATO.

Il gruppo dirigente dell'UNUCI Napoli


Inoltre la presenza su ogni prova di valutatori qualificati per gli specifici ambiti, rende i risultati affidabili e un vero riscontro per valutare la preparazione delle pattuglie presenti.
L’ottimo piazzamento di numerose compagini di riservisti e di militari afferenti ai Corpi Militari Ausiliari CRI e SMOM, spesso prevalenti sulle pattuglie di militari in servizio attivo (che sulla carta avrebbero dovuto stracciare i colleghi in quiescenza), testimonia come vi siano potenziali umani, spinti dai più nobili valori motivazionali, che potrebbero dare ancora molto alle Forze Armate italiane.