SETE
28 Aug 2003
Autore: Par. EMILIO CAMOZZI


SETE



Questa me l'ha raccontata Padre Basso, nostro Capellano da Tarquinia fino a quando i Nostri di lassù pretesero che era ora stesse con loro per l'eternità. A noi, ancora quaggiù in attesa, non restano che i ricordi di questo meraviglioso frate che chiamavamo Padre perchè per noi tale era.

Era riuscito a procurarsi una bottiglia di vino da usare per la S.Messa. Glielo aveva portato un siciliano da Marsala, assicurandolo che era un vino lavorato appositamente per uso liturgico.

Alla messa domenicale lo usava con estrema parsimonia e con parsimonia ancora maggiore aggiungeva l'acqua.

Affermava, con un sorriso, che lo faceva solo per risparmio, ma agli amici confidava poi che il peccato vero era l'aggiungere anche poche gocce di acqua ad un vino così buono. Quando giungeva il momento dell'Offertorio, gli occhi di tutti erano puntati sulle due ampolle che di prezioso non avevano altro che il contenuto, e, malgrado la disidratazione incombente, l'acquolina cercava di inumidire le labbra riarse,con gran gioia delle mosche sempre presenti ad ogni accenno di umidità .

L'emozione mistica del Capellano era evidente al momento dell'Offerta, scambiata dai fedeli presenti per soddisfazione per il liquido che gli scorreva in gola.

Deformazioni psicologiche indotte dalla sete, che possono far comprendere e perdonare i due che il giorno dopo si appropriarono della bottiglia di vino nella postazione del sacerdote.

Padre Basso era disperato, un po' per la perdita del vino ma soprattutto perchè non aveva il tempo di procurasene altro per la messa della domenica dopo. Il vino fu degustato con devoto piacere dai due che, almeno per un giorno, riuscirono a tenere a bada la sete.

Però il rimorso del malfatto cominciò a torturarli, e decisero di riparare. Al venerdì chiesero ed ottennero di uscire in pattuglia.

I nostri comandanti concedevano volentieri questi permessi perchè ogni volta qualcosa di buono e di utile i pattugliatori riportavano.

A notte inoltrata si udirono degli spari provenienti dalle trincee inglesi, si accesero vari riflettori, e poco dopo nel varco del campo minato, si videro i due che, avanzando di corsa, spingevano davanti a loro due inglesi con le mani alzate.

Padre Basso rientrando in tenda il giorno dopo, trovò una bottiglia di whisky vicino alla boraccia.

Si commosse, recitò la formula dell'assoluzione, e la domenica fece messa usando il vino morchia della mensa ufficiali, che se l'avesse visto un superiore una scomunica non gliela toglieva neanche il papa.

I due rimasero convinti di avere rimediato alla grande al loro furto, e penso che, quando due giorni dopo mancarono all'appello, anche S.Pietro li abbia lasciati passare senza fare troppo domande e fidando della loro buona fede.

E.C.

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