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IN USCITA IL LIBRO SULLA BATTAGLIA A CURA DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Venerdì, 10 Ottobre 2014
by webmaster

PARMA- Stampato il libro sulla Battaglia di El Alamein dal titolo

El Alamein
Rivisitazione del campo
di battaglia tra mito e attualità

risultato di 10 mesi di lavoro editoriale del Professor Aldino Bondesan con il contributo di tutto il suo staff. Si tratta di una opera riassuntiva con documenti e rivelazioni INEDITE.
496 pagine 200 illustrazioni a colori. L'opera riassume gli eventi, le forze in campo, gli equipaggiamenti, le dinamiche belliche e scopre dettagli militari dei due fronti sinora taciuti. . Le tavole pubblicate sono quell erelative agli itinerari del Parco storico che viene accuratamente descritto nel libro con testi, esiti delle ricerche, mappe e fotografie ad alta qualità. Il costo di vendita e le modalità per prenotarlo saranno pubblicate a breve, unitamente alla recensione .



 
 
 
 
 
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MISSIONI DI CENSIMENTO E SCAVO NEL DESERTO: PARLA UNO DEI PARTECIPANTI
Domenica, 29 Giugno 2014
by webmaster


PARMA- Luca Fanetti è un paracadutista dell'ANPDI di Firenze, che ora risiede tra Livorno e l'Isola d'Elba. Ha una particolare predisposizione a "raccontare" la realtà con scritti e foto; come premio, IL TIRRENO di Livorno gli ha pubblicate alcuni scatti sul calendario cittadino 2014.
Gli abbiamo chiesto di trasferire "elettronicamente" gli appunti di viaggio della XII Missione che avevamo letto sul quaderno a righe che compilava giorno per giorno.


LEGGETELO CLICCANDO SULLA FOTO





 
 
 
 
 
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IL PARCO STORICO DELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN
Martedì, 15 Aprile 2014
by webmaster


PARMA- Per rispondere ai numerosi quesiti che ci giungono dai visitatori del giornale e della pagina Facebook del Progetto El Alamein, abbiamo predisposto due documenti, la cui lettura sarà molto utile a coloro che vorranno approfondire i primi risultati e partecipare alle future missioni :


IL PARCO STORICO DELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN

DOMANDE E RISPOSTE SUL PARCO STORICO

ARTICOLO SUL PARCO STORICO PUBBLICATO SULLE RIVISTE CONGRESSUALI ITALIANE ( ESISTE ANCHE LA VERSIONE IN INGLESE)


 
 
 
 
 
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APERTE LE ISCRIZIONI ALLA XVIII MISIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Lunedì, 17 Febbraio 2014
by webmaster




PARMA- Il Progetto El Alamein informa che la XVIII MIssione partirà per il Fronte della Battaglia entro il 15 Giugno (segue data esatta)

A differenza delle precedenti, le nuove missioni hanno guadagnato un giorno senza alcun sovrapprezzo, grazie ad una differente gestione dei voli:
- partenza il Mercoledì notte anzichè il giovedì mattina
- rientro alle ore 19 della domenica anzichè alle 1620

La nuova formula di viaggio usa la notte del mercoledì, che tutti avrebbero passato "in bianco" oppure in spostamento verso l'aereoporto. Giungendo al Cairo nelle primissime ore del mattino si raggiungerà il campo nella tarda mattinata anzichè la sera del Giovedì. La Domenica, giorno di partenza, ci sarà molto più tempo per la visita al Sacrario, fino alle 14 anzichè alle 10.30.-


OBIETTIVI DELLA XVIII MISSIONE
Manutenzioni del parco
Censimento e ripristino delle postazioni nei pressi dei cippi del Parco Storico.
Quelle attualmente identificate sono 1586 , quelle ripristinate , tra grandi e piccole, 396.

IMPORTANTI NOVITA': IL PROGETTO CONTRIBUIRA' A RIAVERE LA PROPRIETA' DEL TERRENO DEL SACRARIO
Il Parco storico creato dai 284 volontari e dai 104 donatori dei cippi memoriali nel deserto di El Alamein sarà inserito nel "pacchetto" di contropartite che il Governo italiano proporrà a quello egiziano nella trattativa per ottenere la proprietà del terreno su cui insiste il Sacrario Italiano, che,come è noto, rimane l'unico tra quelli presenti a El Alamein a non averla.

Obiettivo della "donazione" del parco al Governo Egiziano è di stimolare il turismo culturale e storico nell'area, che sembra essere la seconda vocazione di El Alamein dopo quella dei soggiorni sul mare.
In questa fase così critica dell'Egitto, la nostra amichevole offerta per collaborare a risollevare le sorti turistiche è stata molto apprezzata, dandoci la sensazione di avere rafforzato i già cordiali legami tra il Progetto e le autorità locali e centrali egiziane. Il Progetto El Alamein ha contato anche sull'apprezzamento e dei nostri organi consolari, che hanno compreso la finalità etica del lavoro dei paracadutisti.

LA SICUREZZA IN EGITTO: ALCUNI BUONI MOTIVI PER RIPRENDERE LE MISSIONI
Nonostante le tensioni, i tafferugli e le azioni anche molto violente che si sono registrate nelle passate settimane, bisogna ricordre che queste sono circoscritte in specifiche piccole aree cittadine, lontane dai luoghi dove opera il progetto.
La zona di El Alamein,poi, gode della "luce verde" della Farnesina, che l'ha inserita tra le località visitabili che non ha mai registrato alcun episodio di violenza.

Il ministro egiziano per il turismo ha assicurato anche a Milano, durante il BIT "BORSA ITALIANA DEL TURISMO", che i visitatori italiani sono un loro prezioso capitale, che hanno intenzione di salvaguardare con l' imponente azione di controllo del territorio che gli esperti di Egitto ben conoscono.

La cronaca, inoltre, non registra alcun atto ostile, nè attentato contro turisti in generale, così come nessun episodio nell'area dove ci muoveremo.
La popolazione, le Dogane, la Polizia e l' Esercito egiziani hanno dimostrato , anche recentemente, grande cordialità e cortesia nei confronti degli italiani.

La Apple Tour, nostra assistente nelle missioni, con i suoi 35 anni di attività nel deserto anche nelle aree "calde" come il Sinai, ha dimostrato di conoscere perfettamente i luoghi e le persone dove opera il Progetto ed è in grado di offrire adeguate garanzie di professionalità ed esperienza.

PERSONALE AFFIDABILE IN EGITTO
Per i motivi sopra esposti legati alla affidabilità ed esperienza dei nostri assistenti "locali" è indispensabile continuare a rivolgersi ad un professionista non improvvisato, che disponga di personale fidato , ben disposto, conosciuto ed esperto, con mezzi di trasporto idonei.


COSA AVREBBERO FATTO I NOSTRI LEONI DI EL ALAMEIN AL NOSTRO POSTO?

Il compito che ci siamo dati non può fermarsi per qualche cattiva notizia proveniente da quel paese. Abbiamo preso un impegno morale con i nostri Caduti.Loro avrebbero rispettato la parola data, ad ogni costo. E noi?


Qui sotto troverete il programma e le informazioni necessarie per il viaggio, inclusi i costi.
IL PARCO

PROGRAMMA DELLA XVIII MISSIONE


INFORMAZIONI GENERALI



 
 
 
 
 
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LA SITUAZIONE DELLA SICUREZZA AL CAIRO ED EL ALAMEIN
Martedì, 11 Febbraio 2014
by webmaster


LA SITUAZIONE DELLA SICUREZZA AL CAIRO ED EL ALAMEIN
Lunedì, 28 Ottobre 2013
by webmaster



di Walter Amatobene

PARMA- La XVII Missione del progetto El Alamein, che includeva la V Staffetta per i leoni della Folgore, aveva anche lo scopo di verificare la situazione della sicurezza in Egitto.

Per questo motivo c'è stata una attenta selezione dei Tedofori, che sono stati informati dei rischi ai quali si esponevano.
Ecco la cronaca di quanto ho riscontrato di persona:

UNICI EUROPEI A BORDO DEL VOLO ALITALIA E IN AEREOPORTO AL CAIRO

Il volo verso il Cairo era occupato da soli cittadini egiziani. I tedofori erano gli unici europei a bordo. All'aereoporto del Cairo, lo stesso: nemmeno un turista tra i passeggeri che sbarcavano dagli altri voli, ma soltanto fedeli islamici di ritorno dal pellegrinaggio alla Mecca, a conclusione della solenne festa dell' EID, successiva al Ramadan, a centinaia.
Nel volo di ritorno, al contrario, erano numerosi gli italiani verso Milano. Non ho approfondito se definitivamente oppure no.

POLIZIA DOGANALE CORDIALE E DISPONIBILE
L'atteggiamento della Polizia, sia in uniforme che in borghese, è stato estremamente cordiale e sorridente. In pochissimi minuti abbiamo superato il controllo dei passaporti e della dogana, con una sola ispezione con lo scanner del mio baule, più voluminoso degli altri. Per il resto, sorrisi e "buongiorno" in italiano con segni della mano che ci dicevano di passare. Il numero di poliziotti e di soldati è visibilmente aumentato.

Fendendo la folla all'uscita e, successivamente, in attesa del mezzo che ci doveva prelevare, non ho avvertito alcuna ostilità negli sguardi e nei gesti delle decine di egiziani che abbiamo incontrato. La popolazione del Cairo è abituata agli stranieri.

INGHIOTTITI DALLA CITTA'
Una volta nel traffico infernale , caotico e disordinato della metropoli,che conta 25 milioni di abitanti, siamo "scomparsi" tra le migliaia di auto che strombazzavano, si sfidavano, si sorpassavano da tutte le parti a velocità folli, anche contromano.
Siamo stati completamente ignorati, come succede in ogni altra megalopoli del mondo.

Ho avuto la sensazione,però, di un sensibile incremento di "burka" e chador femminili e di vestiti tradizionali per gli uomini tra le gente che camminava sui marciapiedi e seduta nei pulmini che sostituiscono i mezzi publici , inesistenti.

PROTETTI DAL NOSTRO CORRISPONDENTE AL CAIRO
Un cordiale benvenuto ce l'ha dato il personale della APPLE TOUR, che ci conosce da tempo : con loro i rapporti sono sempre stati più che buoni, a maggior ragione stavolta, che portavamo un pò di soldi europei, dopo le cancellazioni fino al 75% dei loro programmi. Con il nostro gruppo janno dimostrato un atteggiamento prudente e molto protettivo.

ESERCITO SCHIERATO DAPPERTUTTO
Lungo le strade ci sono numerosissime postazioni dell'esercito, a presidio di obbiettivi sensibili e quartieri residenziali, con carri armati, blindo cingolate e personale con kalashnikov imbracciato, difesi anche da mitragliatrici di grosso calibro, protette da sacchi di sabbia.
I distributori di benzina sono presidiati in armi. Le forze armate circolano poco sulle strade, ma prendono possesso delle città e delle artierie cittadine nella imminenza del coprifuoco, che è in vigore dalle 24 alle 5 di ogni giorno.
Il personale della Ambasciata italiana ci ha riferito che in Agosto ci sono stati combattimenti proprio sotto la loro sede, in pieno centro e in quel caso i militari non hanno esitato a falciare con raffiche di mitra coloro che minacciavano di assaltare gli edifici ministeriali e consolari di quell'area. Ci hanno pure raccontato di una intera settimana in cui hanno dormito in ambasciata, a causa delle frequenti manifestazioni violente nel centro città.


IN AUMENTO FURTI E RAPINE
La crisi ha moltplicato la povertà. In una metropoli con 25 milioni di abitanti, le pesone sotto la soglia di sopravvivenza sono un esercito.
Per motivi di sicurezza , l nostro staff, ad esempio, ha preferito passare da Alessandria, su strade più trafficate, anzichè usare la superstrada diretta verso El Alamein, in questo periodo semideserta: ci raccontavano che hanno avuto due episodi di tentativo di "abbordaggio" per rapina.

Frequenti i posti di blocco misti, di polizia ed esercito, tutti superati in pochi minuti, senza alcun atteggiamento ostile,anzi. Erano in uniforme e in borghese e controllavano i documenti degli autisti verificando solo visivamente i passeggeri, nel nostro caso.

ANCHE FUORI CITTA' LA VITA SCORRE TRANQUILLA
Nelle due soste, una al solito grande autogrill lungo la superstrada e l'altra all'interno di un grosso centro commerciale, la vita scorreva tranquilla ed il personale del bar ci ha accolto assai cordialmente. Ancora una volta eravamo gli unici europei.

Giunti a El Alamein siamo "scomparsi" nel deserto, dove i rari incontri con i beduini si limitano a saluti e strombazzate di clacson. Nessuno ci ha fermato nè disturbato.

La "pista dell'acqua" che di solito percorriamo per "entrare", sempre trafficata da decine di camion, pick up e mezzi pesanti che vanno ai pozzi petroliferi, era stranamente semideserta: un segno della crisi oppure della giornata di preghiera, il venerdì.

MARINA DI EL ALAMEIN SEMIDESERTA
El Alamein mi è apparsa spettrale, con le sue decine e decine di costruzioni in fila, molte non terminate, tutte deserte, a giudicare dalle pochissime luci accese dei locali. Bassa stagione e recessione hanno reso quell'area una specie di villaggio fantasma, perlomeno nel momento in cui siamo transitati.


INCONTRI RAVVICINATI NEL DESERTO
Durante la corsa, il gruppo ha perso il contatto visivo con un Tedoforo. Resosi conto che poteva prendere una direzione sbagliata, ha raggiunto un campo di trivellazione per chiedere conferma del luogo. Il personale è stato molto cordiale, disponibile e cortese (foto sopra). Una volta "riagganciato" il gruppo e salutati gli operai , questi si sono accorti che il tedoforo aveva dimenticato gli occhiali da sole: hanno inforcato la macchina per riportarli, aggiungendo altri saluti e sorrisi.

A circa 13 chilometri dal Sacrario il gruppo,. come tradizione, ha percorso insieme l'ultima tratta, "tagliando" per il deserto che inziava ad essere abitato , con rare casupole abitate. Nessuno ci ha infastidito.

I BEDUINI NON SONO OSTILI CON GLI ITALIANI, NONOSTANTE UN MALINTESO
A meno di un chilometro dal Sacrario, sbucando dalla lunga distesa di sabbia, abbiamo dovuto attraversare un gruppo di case illuminate che ci dividevano dalla litoranea. C'erano, all'esterno, buio fitto e silenzio. Da un chiosco aperto giungeva musica e si sentivano alcune persone all'interno. Pensando di far bene, li abbiamo aggirati da lontano senza dare nell'occhio. Errore: siamo stati notati da alcuni abitanti che, telefonandosi,hanno formato un gruppo che ci ha raggiunto correndo e urlando minacciosamente: pensavano fossimo ladri, come ce ne sono tanti in questo periodo di crisi. Appena capito che eravamo italiani, il loro comportamento è diventato immediatamente amichevole e ci hanno accompagnato sino all'uscita del loro villaggio, con saluti e sorrisi e la immancabile richiesta di denaro, che non avevamo.

Sulla strada del ritorno,a fine cerimonia e dopo il sopralluogo ai cippi nord, siamo entrati al Cairo per cenare insieme allo staff e al titolare della APPLE TOUR, in un quartiere residenziale ed "elegante". Vetrine illuminate e traffico impazzito mi hanno dato l'impressione del solito "ordinario" caos della città, anche se il famoso ristorante di pesce era semideserto e aveva solo avventori egiziani.I camerieri sono stati cortesi e sorridenti. Gli avventori ci guardavano con simpatia oppure con indifferenza. Mai con ostilità.

PROBABILE PERICOLO FUTURO: IL TERRORISMO ISOLATO ED IMPREVEDIBILE
Il personale dell'ambasciata ci ha confermato che il vero timore del governo egiziano è il gesto isolato terroristico, tipico di certe frange islamiche violente. Anche Domenica sera, 27 Ottobre, c'è stato un attentato con auto bomba al delta del Nilo. Il pugno di ferro delle forze armate, unito ad un efficiente controllo del territorio hanno, sino ad oggi, contenuto gli episodi a pochi casi, di cui solo un paio al Cairo.

LA MAGGIORANZA DEGLI EGIZIANI NON VUOLE LA ISLAMIZZAZIONE DELL'EGITTO
La sensazione, confermata da molti colloqui con citadini egiziani avuti durante questo ed altri viaggi precedenti, è che sia la popolazione stessa a volere l'Esercito per le strade e i Fratelli Musulmani fuori dai palazzi del potere.
L'Egitto, come sappiamo, è sempre stato "laico" anche grazie ai militari.

FORZE ARMATE COME RIMEDIO AL CAOS
Al Cairo e ad Alessandria regnano un incredibile grande caos e la totale anarchia sulle strade e grande disordine edilizio e ammnistrativo. Secondo i miei colloqui, questo marasma sarebbe notevolmente aumentato sotto la guida dei Fratelli Musiulmani. Ora i giornali parlano di una maggioranza che vuole dall'esercito e dalla polizia più rigidità e severità con i tanti, tantissimi indisciplinati, proliferati con un governo di Morsi "distratto" dalla politica e dalla islamizzazione strisciante del paese, ottenuta anche attraverso un allentamento delle briglie.

CONCLUSIONI

Le missioni del Progetto continueranno, con qualche accorgimento di più.

I segnali sinora registrati dimostrano che la situazione si è "stabilizzata", sebbene rimanga il pericolo nelle grandi città di atti di terrorismo islamico da parte delle frange che non hanno accettato l'intervento dei militari. Non sono un analista di geopolitica, quindi non cerco di identificare le forze "esterne" all'Egitto che certamente agiranno, come è avvenuto in altri paesi della "primavera araba". Libia e Siria docent.



Mario Locatelli col figlio Alain, dopo la cena con lo staff egiziano , pochi minuti prima di partire verso l'aereoporto, per rientrare in Italia. Il trasbordo tra jeep e pulmino-taxi è avvenuto lle 22 circa. volutamente in zona presidiata e sicura, a scanso di inconvenienti.





 
 
 
 
 
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LA XVI MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN CONCLUDE LA POSA DEGLI 82 CIPPI DEL PROGETTO
Mercoledì, 1 Maggio 2013
by webmaster


PARMA- XVI MISIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Dal 21 al 24 Aprile i geologi del SIGGMI Aldino Bondesan e Petrella hanno effettuato sul Fronte di El Aamein un accurato sopralluogo a tutti i 60 cippi già posati sino a quella data, mentre dal 24 al 28 tre volontari giunti dall'Italia si sono aggregati per completare il Parco storico, posizionando a mano e con fatica gli ultimi 24 cippi, in soli tre giorni.
Per un malfunzionamento del software, la precedente raccolta di immagini della XVI MISSIONE del PROGETTO EL ALAMEIN, che aveva il compito di concludere la posa del parco e farne manutenzione, era consultabile solo parzialmente. La ripetiamo:




LE IMMAGINI DELLA XVI MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN






EL ALAMEIN- 27 Aprile 2013
POSATO L'ULTIMO CIPPO DEL PARCO MUSEALE


Con la posa dell'ottantaduesimo cippo nell'area nord del Fronte , si è conclusa oggi la lunga e faticosa operazione di allestimento del parco storico dedicato alle Battaglie di El Alamein.Il gruppo di posa ha osservato un minuto di silenzio davanti al cippo posizionato sulle postazioni del primo battaglione, 61mo Reggimento della divisione Trento. Quasi al tramonto i cinque partecipanti alla XVI missione del Progetto El Alamein, hanno così salutato idealmente tutti i Caduti a cui il Parco è dedicato.

Ottantadue cippi su nove itinerari indicheranno da oggi altrettanti percorsi tematici per ricostruire le fasi salienti dei combattimenti sostenuti dalle truppe italiane.

Il lungo lavoro iniziato nel 2011 ha visto coinvolte decine di partecipanti alle missioni e oltre cento donatori.

Tutte le missioni di posa sono state completamente autofinanziate, ;una impresa nobile che fa onore ai paracadutisti e a tutti coloro che, provenendo da altre armi e specialità, hanno condiviso con il PROGETTO EL ALAMEIN questa avventura.

Durante i giorni precedenti l'arrivo della squadra di posa , Aldino Bondesan e Nicola Petrella, geologi dirigenti del SIGGMI, hanno effettuato un accurato sopralluogo di manutenzione e rilievo di ogni singolo cippo già posato. Dal 25 al 28 aprile gli ultimi 22 manufatti sono stati collocati in altrettante postazioni significative da nord a sud. Le jeep hanno percorso in tre giorni centinaia di chilometri , dalle prime luci dell'alba sino ad oltre il tramonto.
Il progetto El Alamein ringrazia tutti i partecipanti a questa impresa "storica", dando appuntamento alle prossime missioni di manutenzione , rilievo e scavo all'interno del Parco e ai gruppi che saranno lieti di accompagnare in visite didattiche all'intera zona del fronte.

 
 
 
 
 
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PARTECIPA ALLE MISSIONI DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Martedì, 26 Marzo 2013
by webmaster


Partecipa alle missioni di rilevamento e ripristino delle postazioni militari italiane nel deserto egiziano.





Testimonianza di un partecipante alle missioni


Ad una settimana circa dal nostro ritorno, devo ammettere che la mia testa e soprattutto il mio cuore,sono spesso nel deserto. Abbiamo vissuto insieme un’esperienza indimenticabile che rimarrà indelebile in ognuno di noi, difficile raccontare le emozioni che ho provato, respirare l’aria frizzante e carica di energia del deserto, tornare nei luoghi dove si sono compiute le epiche gesta dei nostri ragazzi lette tante volte sui libri . e questa volta viste con i miei occhi; poter accarezzare e calpestare la sabbia all’interno delle loro buche, è stata davvero un emozione travolgente.
Ti incantano l’alba e il tramonto che colorano l’orizzonte, la luna pronta a illuminare le nostre serate passate in allegria e il nostro tricolore che svettava sul nostro campo base e sventolando ci indicava la strada del ritorno durante le nostre escursioni
(par. Lorenzo Ruggeri, 6a missione)


Chi può partecipare?

Chiunque può aderire al progetto e partecipare ad una missione di rilevamento. Ad oggi il più giovane partecipante aveva 16 anni, il più anziano 86! Non serve una preparazione fisica particolare, basta solo un po’ di spirito di adattamento.
Si può partecipare anche individualmente, anche se sono incoraggiate le sezioni Anpdi, o di altre associazioni, che vogliano organizzare una propria missione dedicata. Il numero minimo dei partecipanti è 12.
Il personale sarà istruito preventivamente sulle modalità operative di rilevamento e seguito in campo dai geologi della Siggmi e dell’Università di Padova.

Quanto dura una missione?

Una missione dura in tutto 4 o 5 giorni, compreso il fine settimana (il rientro avviene alla domenica sera). Vi sono mediamente da 3 a 5 missioni all’anno.

E’ un viaggio organizzato da un tour operator?

Il Progetto El Alamein non è un tour operator e non trae profitto dalle missioni. I viaggi si svolgono allo scopo di rilevare e ripristinare le postazioni, secondo gli scopi istituzionali del progetto. Ciascun partecipante provvede autonomamente al proprio biglietto aereo, mentre i trasferimenti in Egitto sono effettuati da un’agenzia del Cairo esperta di viaggi in fuoristrada. Il progetto non gode di finanziamenti pubblici ed è interamente autofinanziato.



Il Parco Storico del Campo di Battaglia di El Alamein è un progetto che prevede il posizionamento di una serie di segnali fissi a basso impatto nei luoghi principali dello svolgimento della battaglia. Il Progetto sarà attuato in due fasi distinte per il fronte meridionale e quello settentrionale. Saranno posizionati al termine del progetto circa 80 CIPPI sull’intero campo di battaglia.

Ciascun segnale, oltre alle indicazioni geografiche delle località e al numero identificativo, riporta i nominativi di chi ha contribuito alla sua realizzazione ed eventuali dediche.
Il posizionamento dei segnali favorisce anche oggi, come allora, l’orientamento lungo il campo di battaglia. Utilizzando software gratuiti come Google Earth e tecnologia GPS sarà possibile ai visitatori eseguite tour virtuali o visitare direttamente i luoghi degli scontri.

Il progetto è frutto dell’attività organizzativa di Siggmi, www.congedatifolgore.com e Anpdi con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Padova. I cippi sono posati durante le missioni di rilevamento che vengono periodicamente condotte con la partecipazione di volontari da tutta Italia.
Per informazioni:
CONGEDATIFOLGORE - capofila logistico ed organizzativo
SIGGMI -capofila scientifico



PERCHE' PARTECIPARE

Sembra un controsenso, quello di proteggere e recuperare buche nel deserto, ma i Paracadutisti sanno che non è così. In quelle sabbie riposano ancora molti dispersi della Divisione Folgore. Lì hanno sofferto e si sono immolati eroicamente i nostri Leoni. Lì sono morti combattendo i carristi della Ariete, i Fanti della Pavia e della Trieste, i Bersaglieri, i Paracadutisti della Ramke.

Il luogo è SACRO.

OBBIETTIVI SCIENTIFICI INTERNAZIONALI ( EL ALAMEIN PROJECT) E RIPRISTINO DEL FRONTE A CURA DEI PARACADUTISTI DEL NOSTRO SITO E DELL'ANPDI (PROGETTO EL ALAMEIN )

Le Missioni della OPERAZIONE EL ALAMEIN del nostro sito e dell'ANPDI non si limitano esclusivamente alla rilevazione, censimento e catalogazione delle postazioni, in assistenza ai ricercatori universitari, ma si dedicano per la metà del tempo anche al restauro dei centri di fuoco più importanti.

Rubando ore al sonno ( per cominciare all'alba e avere più ore a disposizione), diversi momenti della giornata vengono sempre dedicati, alla fine del lavoro ,allo studio di tutto il teatro di battaglia, , che viene percorso -anche in jeep, con tappe frequenti- per localizzare gli episodi, libri e mappe alla mano.

LAVORO, STORIA, DIVULGAZIONE

Con il sacrificio fisico dei partecipanti si riesce sempre a dedicare, infatti, alcune ore dei pomeriggi di Venerdì e Sabato alla parte del ricordo, della commemorazione, della perlustrazione del fronte e dell'arricchimento storico.
Conoscendo meglio luoghi, date ed episodi e camminando sui percorsi dei nostri Leoni, si diventa ambasciatori naturali dell'El Alamein Project e del PROGETTO EL ALAMEIN dei Paracadutisti.

La differenza dei due titoli ( inglese ed italiano) dell'impresa ciclopica che stiamo facendo, sta nella dimensione del teatro di operazione: SIGGMI e Università e organismi internazionali e Italiani lavorano su scala internazionale, tessendo relazioni scientifiche e politiche estere di altissimo profilo in Egitto, Germania, Inghilterra, Francia.

I paracadutisti del nostro sito e dell'ANPDI si sono assunti il compito di "proteggere" -anche col badile- l'area della Folgore e si sono impegnati a fare da ambasciatori presso le autorità militari e politiche italiane dove ci sono paracadutisti (anche parlamentari) che che dimostrano affetto, spirito di Corpo, stima e amicizia per ANPDI e per il sito congedatifolgore

Inutile dire che usiamo solo goliardicamente la parola "sbadilatori" e che il nostro lavoro ha -ed avrà- un altissimo significato scientifico, etico e storico.

IL PROFESSOR ALDINO BONDESAN
Le missioni fanno capo alla supervisione scientifica generale del professor Aldino Bondesan - Istituto di Geografia e Geologia della Università di Padova e Presidente del SIGGMI ( Società di Geografia e Geologia Militare, ndr), di emanazione universitaria. A lui spetta il coordinamento dell'attività di alcuni ricercatori di staff. Bondesan era con noi alla Terza Missione(APRILE 2010), insieme al suo neo-assistente dr Stefano Furlani, che, grazie ad un assegno di ricerca biennale, sarà dedicato esclusivamente al Progetto.

La cultura e la conoscenza di El Alamein e della materia militare che Aldino Bondesan e i Suoi assistenti dimostrano, unita alla capacità didattica ( sono tutti insegnanti universitari), rendono il viaggio indimenticabile per coloro che vi hanno partecipato.

La missione "Munassib" ,(giugno 2010) condotta da un altro capacissimo geologo, storico appassionato e grande amico della Folgore, PARACADUTISTA Lamberto Fabbrucci, ha avuto analogo risultato.

Ogni missione -leggendo i commenti "a caldo" dei partecipanti- fa tornare in Italia stanchi ma arricchiti e soddisfatti.

La Missione è anche il modo di fare un sacrificio nel nome di quei Leoni che ci guardano mentre rimettiamo a posto le loro buche per proteggerle dal saccheggio di mercanti (molti sono ITALIANI)senza scrupoli , veri ladri di Storia, ma anche - e soprattutto- dall'avanzata petrolifera e turistica.

L'AVANZATA DELLE RUSPE
Il fronte è in pericolo: con dispiacere abbiamo notato scavi e piste di caterpillar proprio al Munassib, nei pressi delle postazioni della 11ma compagnia. Le compagnie petrolifere "saggiano" continuamente il terreno per misurare la vastità e il consumo dei giacimenti e la opportunità di prelievo. Dopo lo sminamento dell'Esercito egiziano, pagato fior di quattrini e fatto in maniera non invasiva e facilmente ripristinabile, arrivano enormi camion attrezzati per generare onde sismiche,che necessitano di "piste" parallele lunghe anche 1000 metri cadauna, spianate da enormi caterpillar, per propagare, con enormi presse ,le vibrazioni nel sottosuolo.- Dalla risposta degli strumenti, capiscono se l'area è "consumata" oppure se il giacimento è nuovo. Non si fermano davanti a una buca.

I turisti andranno organizzati da un ente ( il SIGGMI) che potrebbe diventare un interlocutore istituzionale di "ONORCADUTI" e del ministero egiziano che controlla le attività culturali.

RELAZIONI E..... BADILE
L'Università di Padova e il SIGGMI hanno già sviluppato molti contatti e ottenuto molti patrocinii delle massime autorità scientifiche egiziane, e diverse italiane.


CIPPI PER RIQUADRARE L'AREA
A tutto il 30 settembre 2012 sono già 62 i cippi posati. Gesto simbolico,una sorta di "qui ci sono i paracadutisti" che significa come El Alamein sia "anche" nostra. Informatevi negli articoli sottostanti, in questo rullo.

IL RICORDO DEI CADUTI
Ogni missione si arricchisce sempre di momenti toccanti, quando i si calcano le stesse sabbie di un Leone vivente, oppure di un Caduto. Vengono ricordati talvolta con la posa di oggetti particolari, come hanno fatto i Paracadutisti di Lazise della terza missione: una piccola lapide di marmo azzurrato posata e "battuta" col GPS e, in un altro luogo di quota 105, un libro. Cerimonie commoventi, private, emozionanti, che VOLUTAMENTE non descriviamo nè con immagini nè con parole, perchè saranno i partecipanti a decidere di farlo.

Tutti ci si ritrova sempre il Venerdì sera sulla cima dell'Himeimat per lasciare il segno del passaggio e poi al Sacrario, la Domenica, prima di partire, per urlare Folgore , salutre e ottenere risposta dai nostri Leoni.


NESSUN "RITOCCO", NESSUN PRELIEVO
L'approccio alle buche è quello di chi, in un Cimitero, trovando la Tomba dei suoi Cari sporca e in disordine, la rende dignitosa e pulita. Nulla verrà aggiunto, nulla verrà tolto, ma solo rimesso in sesto.Poi ci si sofferma a pregare o a "vivere" insieme a Loro qualche momento, qualche notte stellata, qualche lacrima all'alba, qualche Preghiera.Cose nostre.



COSTI
- biglietto aereo: a seconda del preavviso di acquisto,
da 300€ fino a 400 a seconda dell'anticipo di acquisto . Ognuno compera il proprio direttamente dalla ALITALIA, privatamente, seguendo le nostre istruzioni sul numero e data dei voli

- assistenza in loco ( jeep, pasti etc)
CIRCA € 475 (4 GIORNI DA GIOVEDI A DOMENICA )
(comprende una ripartizione della quota dell'accompagnatore scientifico. Quello ANPDI si paga il viaggio di tasca propria.

- mance allo staff(in Egitto sono "obbligatorie")
€ 20 ( 4 giorni) 25 ( 4 giorni)

- marca egiziana di ingresso
€ 13

- eventuale assicurazione ( facoltativa)
da € 16 a € 20 a seconda del numero di partecipanti


COME PARTECIPARE
Segnalarlo alla Sezione di appartenenza ( è obbligatorio essere soci ANPDI. I non iscritti non sono ammessi. Si può non essere paracadutisti, ma soci simpatizzanti o aggregati), oppure
scriveteci
Riceverete informazioni e requisiti vincolanti da controfirmare, per essere dei nostri.

UN SEVERO CODICE ETICO
I paracadutisti che si recano in missione non vanno in gita, ma devono sottoscrivere un impegno d'Onore, che è il regolamento della Missione: abbigliamento e comportamenti adeguati, niente schiamazzi, rispetto delle decisione del capogruppo scientifico e tanto altro. Scriveteci e ve lo invieremo


PROSSIME MISSIONI 2012
OTTOBRE dal 18 al 21 - chiusa.
NOVEMBRE 2012 da stabilire



SCRIVETECI !!!!!


 
 
 
 
 
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UNIVERSITA DI PADOVA: ASSEGNATA TESI DI LAUREA SULLE POSTAZIONI DI EL ALAMEIN
Lunedì, 11 Marzo 2013
by webmaster


PARMA-Per mantenere costantemente il ricordo del Fronte di El Alamein anche dal punto di vista documentale, storico, geologico e geografico, il Professor Aldino Bondesan, titolare della cattedra di Scienze della Terra presso la università di Padova, ha assegnato una tesi di laurea ad un suo studente, per ricostruire documentalmente le postazioni del V bersaglieri, IX battaglione carri Ariete e III/20 Brescia a nord di Qaret El Abd, lungo la Tonnen Piste.
La Università di Padova è patrocinatrice e co-fondatrice del Progetto El Alamein, a beneficio del quale mette a disposizione svariati strumenti anche tencici. Uno di questi è il sistema informatico ARCGIS, cui si può attingere per acquisire foto satellitari di studio con definizioni eccellenti.
Da una recente ricerca svolta tra i documenti in ersso digitalizzati, il Professor Bondesan ha acquisito quattro eccezionali foto satellitari , scoprendo che sono disponibili quelle di quasi tutto il fronte nord. Per un inspiegabile "buco" del sistema, la cui proprietà è esterna alla Università, mancano ,prurtroppo, i rilevamenti fotografici della parte sud.

Le quattro fotografie sotto riportano l'intero settore della ARIETE, a nord del Fronte. Noterete la eccellente definizione dei luoghi che consente di distinguere piste e postazioni a difesa.







 
 
 
 
 
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RICORDI DI MISSIONE DI UN PARACADUTISTA IN SERVIZIO
Martedì, 26 Febbraio 2013
by webmaster


Ho incontrato gli eroi di El Alamein



di Alessandro Betro'


Ho partecipato alla terza missione del Progetto El Alamein, dal 28 aprile al 2 maggio del 2010. Avevo sentito parlare di questa località dal nome esotico oltre venticinque anni fa, a parlarmene fu un veterano d'Africa che frequentava la sezione del ANPd'I locale.

Io avevo quindici anni, il mio anziano amico tanti di più. Mi recavo in sezione la domenica mattina per incontrare l'anziano combattente, mi piaceva ascoltare le sue storie di guerra. A onor del vero lui a El Alamein non ci aveva mai messo piede perché era stato preso prigioniero durante l'assedio di Tobruk e subito spedito in un campo di prigionia. Di El Alamein si parlava nel libro che mi aveva regalato, un libro che a suo dire rendeva il giusto onore al valore del soldato italiano.

Si trattava della prima edizione di "Alamein 1932-1962" edito da Loganesi nel 1962. Un libro che un ragazzo di quindici anni non avrebbe mai letto se non fosse stato per l'ardore e l'entusiasmo profuso dal veterano nel riassumere i contenuti di quel bellissimo volume che narrava i fatti eroici e memorabili di cui si resero protagonisti i soldati italiani e in particolar modo gli uomini della Divisione Folgore.




La bandiera della 14^ Paracadutisti sventola per la prima volta su Qaret El Himeimat. Foto A. Betrò.


Qualche anno più tardi decisi di arruolarmi determinato a far parte del 5º Battaglione El Alamein e in particolar modo della 14^ Compagnia paracadutisti Pantere Indomite, l'Unità che, durante la seconda battaglia di El Alamein, occupava il famoso rilievo di Qaret El Himeimat.

La carretta dj bei matt come la chiamavano i paracadutisti lombardi, è un secco "montarozzo" che in passato è stato una rigogliosa barriera corallina in una mare ormai perduto. Ci sono salito nel tardo pomeriggio del 29 aprile del 2010, al seguito avevo il mio basco e soprattutto la bandiera delle Pantere Indomite che ho fatto sventolare per qualche ora al vento del deserto, rioccupando idealmente quel caposaldo tenuto sessantotto anni prima dai folgorini della mia stessa Compagnia. Dopo il doveroso minuto di silenzio, seguito dal grido "Pantere-Folgore" urlato per tre volte come vuole la tradizione, ho posizionato in una buca quattordici bastoncini luminosi di emergenza tipo "cyalume©" di colore rosso (il colore della Quattordicesima) che ho acceso all'imbrunire per farli brillare a ricordo di tutti i caduti in guerra.

Al mattino successivo il professore Aldino Bondesan, ha assegnato i compiti e le zone dove effettuare rilievi delle postazioni tenute dai ragazzi della Folgore nell' area di Naqb Rala. mentre l'atteso incontro con gli eroi di El Alamein c'è stato il 2 maggio, quando il gruppo capitanato da Walter Amatobene si è recato in visita alla base italiana di Quota 33 e al magnifico sacrario militare progettato e costruito dal conte e barone Paolo Caccia Dominioni tra il 1954 e 1958. Una volta nel sacrario mi sono trovato di fronte a pareti di marmo bianco divise in celle dove riposano 5200 caduti italiani, I ad incontrare sono stati i fratelli Costantino e Marescotti Ruspoli principi di Poggio Suasa, entrambi medaglie d'oro al valor militare, di seguito ho visto il Caporal Maggiore Antonio Andriolo, il Tenente Roberto Bandini, il Sergente Maggiore Dario Pirlone, il Sottotenente Giovanni Gambaudo, il sergente Mauro Giaretto, il Tenente Marco Gola….

Poi è stata la volta dei pluri-decorati eroi come l'immenso Maggiore paracadutista Aurelio Rossi, decorato con una medaglia d'oro, tre d'argento e una di bronzo, e il suo pari grado, il Maggiore Giovanni Bergonzi decorato con ben quattro medaglie d'argento al valor militare.

Prima di lasciare anche il sacrario mi sono staccato dagli altri protagonisti della missione per raccogliermi davanti al loculo di un soldato semplice, l'artigliere Sergio Bresciani. Del giovane soldato avevo letto tutto quello che c'era da leggere e sono convinto che lo si possa definire eroe senza temere di esagerare. Sergio Bresciani è la più giovane medaglia d'oro concessa concessa durante la Seconda Guerra Mondiale. Ecco la sua storia che ho voluto riassumere nell'articolo di seguito.

LA STORIA DELL'ARTIGLIERE MOVM SERGIO BRESCIANI




L’elenco dei soldati italiani decorati con la M.O.V.M. tumulati nel sacrario di El Alamein. Quinto da sinistra si legge il nome di Sergio Bresciani. Foto di A. Betrò, 2010.







3° MISSIONE FOLGORE 28 aprile 2 maggio 2010
Aldino Bondesan Accompagnatore
Stefano Furlani Accompagnatore
Walter Amatobene Accompagnatore
Marchesini Marcello
Bovo Giuseppe
Marchese Stefano
Gorrieri Leonardo
Maddinelli Paolo
Rizzi Michelangelo
Bertrand Claudio
Meneghini Roberto
Pezzo Tiziano
Cappai Raffaele
D’Agostino Alessandro
Graziotti Giovanni
Pollini Enrico
Provenzale Franco
Sbaraglia Sergio
Betrò Alessandro
Mezzina Alessandro
Rizzi Marcello
Volpi Maurizio


 
 
 
 
 
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PROGETTO EL ALAMEIN : DUE ANNI DI DURO LAVORO.
Martedì, 29 Gennaio 2013
by webmaster


PARMA- L'Albo d'Oro delle Missioni del Progetto El Alamein parla chiaro: molte decine di Paracadutisti si sono avvicendati nel deserto per dare il poprio contributo fisico, economico e morale al progetto di creazione del Parco Storico della Battaglia.


I NOMI DI CHI HA PARTECIPATO ALLE XV MISSIONI 2010-2012

 
 
 
 
 
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IN QUEL DESERTO NON SONO SOLO
Sabato, 8 Dicembre 2012
by webmaster



di Luca Fanetti

Nella mia città, nella mia Nazione mi sento solo.
Camminando vedo cose che non vorrei vedere, leggendo i giornali di oggi leggo la smentita ai fatti di ieri e la giustificazione alle azioni di domani.
Tutto è proibito e tutto è permesso, in questa falsissima democrazia di internet e in questo incredibile e immenso inganno che è la rete.
Marx diceva che la religione era l’ oppio dei popoli, forse nell’ 800 poteva avere un senso : oggi la religione è l’ Iphone, lo Smartphone, il Tablet, il social network, il Tweet, Facebook e via discorrendo.
Questa non è religione, è una metastasi che prende il cervello, i nostri gangli vitali e li intorpidisce fino a che li anestetizza del tutto e allora basta che tu chatti con chi è lontano e tutto è bello, tutto riluce.
Si chiama dipendenza, esattamente come l’ eroina, con la differenza che questa droga è benedetta da tutti : dai politici, dai ragazzini, dai genitori e dagli educatori.
Si nella mia città mi sento solo.
Solo.
Quando vedo che concetti elementari come senso civico, educazione, buon senso, rispetto delle più basilari regole di convivenza vengono sistematicamente calpestati da miliardi di informazioni e controinformazioni in questo immenso bailamme che è il buco nero delle nostre coscienze chiamato internet & c.

E allora mi ritrovo sulla cima dell’ Himeimat, nel silenzio più profondo di un mondo che non c’è più, di un mondo dove tutto era si più feroce ma non subdolo : dove vivevi o morivi.
Chiudendo gli occhi con la mia mente posso vedere il sole che tramonta dietro le alture del Nabq Rala e alle mie spalle il sorger del manto stellato che con immensa pietà andrà a coprire questo deserto che sento mio, che sento vicino a me più, molto più che questa inutile e giullarescamente triste Italia.
I nostri morti oltre che ad esser persone che han creduto in parole come Lealtà, Onore, Sacrificio adesso so che sono state anche persone fortunate : morte nel fiore della gioventù si sono risparmiate di vedere lo stato miserrimo e straccionesco in cui versa questo moribondo paese.

Nella solitudine di quel deserto non sono solo.



 
 
 
 
 
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L ' OTTAVA MERAVIGLIA
Martedì, 13 Novembre 2012
by webmaster



di Gaetano Canetti
carrista
XIII Missione del Progetto El Alamein


Il Faro di Alessandia di Egitto.
Situato sulla nuda roccia, indifferente ai marosi, abitato da custodi-eremiti, ultima risorsa dei naviganti.

Il primo faro fu eretto nel 300 a.C. circa sull’isola di Pharos all’imboccatura del porto di Alessandria, collegato alla terra da un sottile istmo l’Eptastadio.

La città fu fondata, il fido Dinocrate esecutore, dal più grande condottiero della storia, Alessandro il Grande, e divenne luogo della sua ultima sepoltura. Il generale e suo amico Tolomeo, scelto l’Egitto come regno, trafugò il feretro e depose le spoglie in un mausoleo al centro dell’abitato come simbolo del proprio potere e della propria dinastia che stava per incominciare. ( ndr: Del faro si perdono le tracce all'inizio del 1300, presumibilmente danneggiato e poi crollato in seguito a due terremoti)

Alessandria d’Egitto km.111, il sogno dei nostri soldati.

Proprio lì vicino, più di duemiladuecento anni dopo, un uomo percorre quelle sabbie calpestate dal Faraone Macedone di ritorno dall’oasi di Siwa, riconosciuto definitivamente dall’oracolo figlio di Amon Zeus.

Le percorre col rischio di saltare su una mina, ma è stato comandante di un Battaglione di Guastatori e sa quello che fa. Cerca corpi di soldati senza vita, dopo la immane battaglia: non bada alla razza o alla nazionalità o al credo religioso, lui si occupa di tutti indifferentemente ed instancabilmente.

E’ artista Italiano, nonchè esperto ignegnere, e si incarica di edificare un Sacrario che accolga i poveri resti dei nostri Combattenti.


Il Faro di Alessandria era alto 134 m., all’interno salivano, tramite opportune scale, muli carichi di legna per alimentare il fuoco che, riflesso da specchi bronzei, illuminava il cammino dei naviganti fino a 50 Km di distanza. La luce che irradiava, la luce dell’occhio azzurro di Alessandro, nella notte del Mediterraneo era speranza di buon approdo, meta sicura e occasione di unione tra Oriente e Occidente.

Ed era bello, bellissimo, una delle Sette Meraviglie del mondo, caratterizzato da quella sommità ove svettava una torre a forma ottagonale.

E’ notte, il vascello della nostra esistenza procede stancamente senza meta. Stiamo scappando, al buio. La prua fende l’acqua onda dopo onda, senza un perché, senza un dove, senza una meta. Il rumore dei flutti è coperto dalle nostre urla e strepiti, dalle nostre richieste al vento del diritto alla luce, all’approdo sicuro, alle ricchezze che abbiamo accumulato in fretta nella stiva prima di salpare.




Mi piace pensare che la Torre Ottagonale di Quota 33, sia l’Ottava Meraviglia, costruita per gli Italiani di oggi e che il fuoco Sacro delle anime dei nostri Alessandro, scintillante nella fitta oscurità, ci possa ricondurre a Loro nel sicuro porto della pace con se stessi, ove attraccano i battelli di coloro che hanno compiuto, in silenzio e fino in fondo, il prorio dovere.



“Nume custode e vindice,

di questa Sacra terra,

la mano tua distendi

sovra l’Egizio suol.



Nume che duce ed arbitro

sei d’ogni umana guerra,

proteggi, tu difendi,

d’Egitto il Sacro suol.”



AIDA, G. Verdi, Il Cairo lì 24 Dicembre1871.ù

***NOTE DI WALTER AMATOBENE






PARMA- La XIII Missione del progetto El Alamein si è riunita domenica scorsa sulle colline parmensi, ospitata da uno di loro, Gaetano Canetti, carrista, appassionato di storia e -da qualche mese- uno della "banda di Fratelli" di missione.

Non c'è retorica nella definizione, perchè continuano a rimanere in contatto, a ritrovarsi a casa di uno o dell'altro o nelle Sezioni ANPDI dove si sono iscritti per partire, oppure a scambiarsi impressioni e fare nuove esperienze: cerimonie, incontri culturali, presentazioni del Progetto e .... cene insieme. Immancabili.

253 "apostoli" in maggioranza paracadutisti, che in 23 mesi hanno compiuto ben XV Missioni nel deserto per ripristinare, mappare e censire le postazioni e posare 62 Cippi Memoriali.

"Chi va ad El Alamein non torna più lo stesso", ci scriveva Andrea Brunetti, uno di loro, tempo fa. Vero. La sera prima, Sabato 10 Ottobre, un' altra missione, la IX, si era ritrovata in Lombardia con lo stesso spirito, con le stesse motivazioni: stare insieme da Paracadutisti, o aspiranti tali.

Tutti sono coscienti di avere fatto qualcosa di "normale" ma straordinario: avere creduto in una impresa difficile,quasi impossibile ma GIUSTA. Il 27 Ottobre, a Pisa, erano diverse decine qualli che indossavano la tenuta "desertica". Prove generali. Presto saranno più visibili e cominceranno a "rompere le scatole" ai più pigri. Cellule staminali, per il nostro ambiente alla ricerca dei nostri solidi IDEALI.

Ci voleva, questa lunga premessa, per farVi leggere le riflessioni storiche sulla "Ottava Meraviglia" di Gaetano Canetti.

Non aggiungiamo altro. Leggerete. GAETANO si è rivelato una persona di spessore, un esperto e appassionato studioso di fatti storici e un anfitrione attento ai dettagli. Durante la Missione ha intrattenuto gli altri con aneddoti e stralci di eventi storici, rendendoli appassionanti al punto che, ricevuto l'invito a mangiare insieme, nessuno è mancato, facendo centinaia di chilometri per esserci, nonostante il diluvio. Stima e affetto. In onore dei componenti della missione , Gaetano ha aperto la sua casa, con Mamma e Zia ai fornelli e ci ha fatto trascorrere una giornata in Famiglia, che ci ha ricordato ,a Lui e noi, tempi lontani, nonni e parenti al tavolo, infanzie felici, Domeniche e feste Sante. Il sottofondo musicale era l'AIDA, in onore della nostra provenienza dalla stessa terra che ne aveva vista la "prima", nel 1871 ( Cairo). A tavola, per ricordare l'Egitto, scherzosamente, una ottima Faraona, che meno nobilmente ha fatto il suo dovere nei piatti, insieme a pregiati salumi e i famosi "cappelletti". Quello che a Parma si mangia con i propri Familiari a Natale, lì c'era. Non era Natale ma ci siamo sentiti a casa nostra.

 
 
 
 
 
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IV STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE. CI SCRIVE LA FOTOGRAFA UFFICIALE
Lunedì, 12 Novembre 2012
by webmaster

PARMA- Chi ne ha seguito i resoconti sa che al seguito della IV Staffetta per i Leoni della Folgore c'era una ventunenne universitaria ( scienze delle comunicazioni a Milano): Ilaria , figlia di un Tedoforo della prima ora. E' stata per 4 giorni la fotografa e la "video" ufficiale, svolgendo il suo compito con diligenza, qualche sacrificio e senza distrarsi.Un ragazza tosta, con l'unico neo di temere i serpenti. Strano. A giudicare dal carattere, è una debolezza che perderà presto.



IV^Staffetta per i Leoni della Folgore - El Alamein – 18/21 Ottobre2012

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo in modo oggettivo, dal mio punto di vista di ventunenne che, a detta di chi me l'ha commissionato, sarebbe stato di sicuro critico nei confronti di "vecchi pazzi nostalgici". Credo che dovrò disattendere le aspettative...

Il ritrovo dei partecipanti alla IV Staffetta per i Leoni della Folgore è stato prima dell'alba del 18 ottobre all'aeroporto di Malpensa: arrivavamo tutti da posti diversi d'Italia, ma nessuno ha tardato. Due gli accompagnatori: chi vi scrive , figlia di un Tedoforo e Domenico, figlio del Colonnello Camosso Comandante del 187° Reggimento ad El Alamein ).

Si è sentito subito che c'era "carica" e voglia di partire, nessuno aveva dormito un granchè e nessuno l'ha fatto pesare nè quella stessa mattina, nè per tutta la durata del viaggio.
Il gruppo si è formato subito con molta facilità, tra veterani della Staffetta e nuovi arrivati. E' stato durante il viaggio d'andata che mi è stato chiesto se mi andasse di scrivere questo articolo; all'inizio non sapevo bene se sarei stata in grado di farlo, ma col passare dei giorni la richiesta mi ha esaltata.
La prima tappa del nostro viaggio (dopo l'arrivo in aeroporto, l'attraversamento del Cairo e svariate ore di jeep) é stata il Cimitero Inglese di El Alamein. Al momento di arrivare, il gruppo era già formato e compatto. Siamo entrati tutti con serietà e rispetto, ci siamo divisi fra le lapidi e abbiamo letto le dediche, lì riportate, di amici e parenti con il sole che scendeva.
Io appartengo a una generazione che la guerra la conosce solo perchè l'ha studiata a scuola, una generazione in cui accostarsi all'Esercito è diventata una scelta e non più un obbligo, a volte un affare di nicchia; perciò è stato commovente vedere persone che ne capiscono e che ne sanno che hanno calpestato il suolo del cimitero "nemico" con estremo rispetto e a fatica hanno trattenuto la commozione.
Finita la visita, siamo ripartiti alla volta del deserto (altre ore di jeep spacca-schiena), dove avremmo montato il nostro accampamento.
Verso le 22.00, dopo aver montato tende e pennone per la bandiera nel buio più totale (ma eravamo particolarmente bravi), è giunto il momento della cena sui tappeti, con i beduini, gli staffettisti e la gioia di essere lì.
Inutile dire che non si va nel deserto per dormire e che, come Walter non mancava mai di ricordarci, si è sempre in ritardo; insomma tutte le mattine all'alba o prima eravamo in piedi, attivi e svegli. Tutti facevano, per sè e per gli altri e non ricordo di aver mai sentito una lamentela o una dichiarazioen di stanchezza (parevano dei vecchi duri nostalgici, più che dei vecchi pazzi nostalgici).
Venerdì,dopo una colazione con pane arabo e marmellata, era arrivato il momento di partire per la Staffetta. La Staffetta è partita intorno alle nove di mattina dal Passo del Cammello,raggiunto dopo altre ore di jeep e dove mio padre e Walter hanno dato il via al primo turno di corsa. Lascio immaginare come gli staffettisti fossero alla fine di ogni turno, ma oltre a non dormire, nel deserto non ci si va nemmeno per lavarsi. Tutti incuranti della fatica e degli stati fisici da highlander raggiunti dopo solo un giorno di deserto, gli staffettisti hanno corso, alternandosi, per almeno 14 ore, fino a raggiungere il Sacrario.
La fiaccola ha toccato nell'arco di una giornata, tutti i punti nevralgici della battaglia che 70 anni fa ha deciso le sorti della guerra.
Mio padre mi ha cresciuta dicendomi che i Parà sono dei duri, lì ho capito che punti estremi potesse raggiungere "l'essere duri". In tutto ciò, ci tengo a sottolineare, che il deserto non è piatto, ma presenta numerossissimi dislivelli, più che significativi, che rendono il correre sulla sabbia ancora più arduo.
Durante la Staffetta, oltre ad aver fatto tappa ai vari cippi, abbiamo incontrato il professor Bondesan,del S.I.G.G.Mi, che ci ha accompagnati per tutto il resto del viaggio.
La notte al Sacrario è stata paragonabile a una notte in un hotel a 5 stelle (zanzare a parte): avevamo persino i bagni! La gioia degli staffettisti nel trovare una canna dell'acqua con cui farsi "la doccia" non è capibile fino in fondo se non si è stati nel bel mezzo del deserto senz'acqua corrente e con la sabbia che ti si infila dapperttutto.
La mattina dopo, eravamo tutti tirati a lucido, con le divise pulite per la cerimonia che si sarebbe tenuta al Sacrario.
Io e il mitico Domenico Camosso (degno figlio di un Reduce di El Alamein) ci siamo anticipatamente recati sulle gradinate del Sacrario, aspettando l'arrivo degli staffettisti che portavano la fiaccola.
Gli staffettisti, una volta giunti al Sacrario si sono scherati di fronte alle autorità e sono stati salutati dall'entourage dell'ambasciata che era venuto a conoscerli la sera prima e dal Reduce Santo Pelliccia.
Sono rimastri schierati fino alla fine della cerimonia e, dopo aver acceso la fiamma del Sacrario con la fiaccola che avevano portato fino lì con fatica, hanno atteso la fine della messa (a cui non hanno preso parte per non doversi togliere il basco entrando nel Sacrario, come richiesto dal Cerimoniale)).
Terminata la messa, gli staffettisti si sono messi a correre fino al cippo della Pista Bresciani (e io e Camosso, reattivo 82enne, dietro di loro, rispettivamente con macchine fotografiche e videocamera), dove sono stati raggiunti dal Presidente della Camera Fini, dal CSMD Gen.Abrate, dal C.te di Onorcaduti Gen. CC Barbato e dalla MOVM Par.Paglia e salutati tutti personalmente con una stretta di mano (cosa che la macchina fotografica si è rifiutata di documentare).
Al termine della cerimonia siamo rimontati tutti sulle jeep e siamo partiti per compiere l'atto più significativo, a mio parere, di tutto il viaggio: la dispersione delle ceneri del reduce Emilio Camozzi.
Abbiamo corso con le jeep, volevamo arrivare a salutarlo un'ultima volta in concomitanza al calar del sole e ce l'abbiamo fatta.
Spero che abbiate visto il video e spero che sia riuscito a trasmettervi la sacralità di un momento così unico. Abbiamo riportato Camozzi alla "sua buca", abbiamo lasciato che il vento del deserto gli facesse toccare un'ultima volta la sabbia che tanto doveva averlo colpito per esserci voluto tornare in modo così assoluto, abbiamo letto la lettera che i figli hanno indirizzato agli staffettisti e ci siamo commossi, perchè (permettetemi la citazione) "bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza".
Camozzi è stato un'ultima volta fra i paracadutisti, PRESENTE un'ultima volta all'appello del suo nome, poi è diventato parte di quel paradiso/incubo che è il deserto.
La sera eravamo di nuovo al nostro accampamento, provati ma fieri di ciò che avevamo portato a termine in una sola giornata, che era riuscita al meglio e che era stata coronata da una conclusione a dir poco meravigliosa.
Abbiamo brindato un'ultima volta a Emilio, abbiamo chiaccherato col professore della battaglia, abbiamo ascoltato i racconti di Camosso su suo padre e abbiamo riso.
Sono andata a letto un'ultima volta controllando che non ci fossero vipere cornute in giro, tirando dentro la tenda le scarpe e lanciando un ultimo sguardo al cielo notturno più limpido che si possa vedere.
La mattina seguente, come al solito ci siamo svegliati prima dell'alba, ma comunque in ritardo. Abbiamo smontato e pulito tutto e siamo andati a far visita alle due “montagne” dell'Himeimat. Le abbiamo scalate e siamo stati padroni del deserto per un'oretta, ci siamo presi in giro e ci siamo concessi un po' d'ironia, dato che le tensioni (del deserto) erano passate e tutto era andato per il meglio.
E' stato difficilissimo lasciare il deserto, anche se ci abbiamo passato solo 4 giorni, ci ha rapiti, isolati dal mondo e uniti gli uni con gli altri. Tornare a casa era un ritorno a un'altra realtà.
Siamo comunque tornati o non sarei qui a scrivere. Per tutto il volo di ritorno fino a Roma, abbiamo fatto finta di nulla, come se fosse parte integrante del viaggio, come se non stesse per finire nulla. Anche all'aeroporto quando i primi di noi iniziavano a separarsi dal gruppo per tornare a casa i saluti erano affettuosi, ma sobri, come se ci fossimo dovuti rivedere l'indomani.
Atterrati a Milano ci siamo salutati anche noi che eravamo rimasti e siamo andati a riprendere le nostre macchine, per tornare a casa, farci una doccia e dormire in un letto. Peccato però...nel deserto tutto sommato non si stava così male.
Non ho citato volontariamente i nomi degli staffettisti oltre a quello dell'organizzatore, di Camosso e del professor Bondesan perchè quello che ho capito da questo viaggio è che l'importante era l'idea che ci muoveva, quello che stavamo andando a fare, la nostra coesione e la nostra totale disponibilità nell'accettare ciò che ci veniva chiesto e gli eventuali cambiamenti proposti. L'importante non eravamo noi come individui, ma quello che stavamo andando a rappresentare. Noi prendevamo parte a un'avventura che è cominciata 70 anni fa ed è questa avventura il soggetto, ciò che andava commemorato, non noi singoli che commemoravamo.
I Parà poi sono tutti dei duri,indipendentemente dalla loro età; nessuno dei miei compagni di viaggio ha disatteso quest'aspettativa, quindi è inutile citarli uno per uno.
Se siete disposti a sopportare qualche giorno di sabbia, sudore e sacrificio per tornare poi a casa e sentire di aver fatto e partecipato a qualcosa d'importante allora, se ne avete l'occasione, partecipate; se invece credete che non faccia per voi … tranquilli, noi recensiremo il tutto anche l'anno prossimo. Folgore!
Ilaria MAGARINI

Roberto e Ilaria Magarini.




 
 
 
 
 
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QUATTRO AMICHE AD EL ALAMEIN ACCOAMPGNATE SUI LUOGHI DELLA BATTAGLIA
Venerdì, 2 Novembre 2012
by webmaster



PARMA- Quattro amiche hanno deciso di fare un viaggio in Egitto e di dedicare un paio di giorni alla visita dei Luoghi della Battaglia.
Il presidente ANPDI di Monza Le ha informate della possibilità di visitare la zona della Battaglia con le guide del Progetto, e così è stato.

Ecco il resoconto della organizzatrice del viaggio, che , per essere stato compiuto in autonomia da quattro donne sole e "di carattere", merita attenzione:





Sulle stesse piste di sabbia, tutta la sabbia di quel deserto


Appena rientrata, nel cuore della notte, da un Egitto "sgarrupato", ma affascinante anche per questo, l'ora è tarda e la stanchezza è enorme....ma guardo la bottiglia di plastica con la sabbia e qualche sasso del deserto di El Alamein che spunta fuori dalla valigia e sento nostalgia.

Non posso non buttar giù subito uno scritto, che poi rielaborerò, almeno un veloce pensiero dedicato a tutti voi, a Gabriele Stefanoni, il mio primo contatto con la Folgore sempre carico di entusiasmo e generosità, al presidente Francesco Crippa, per il suo puntuale e disponibile supporto operativo e di sentimento, alle mie care amiche di viaggio Luisa, Ornella e la giovane Matilde per aver condiviso con me questa esperienza.

Non c'è libro, non c'è documentario, non c'è racconto e testimonianza che possano rendere giustizia a quanto è successo laggiù. Ora che anch'io ci sono stata, capisco.
Davvero, il valore non mancò!

Lo si può capire, almeno questo è il mio pensiero e il mio vissuto, solo seguendo quelle piste di sabbia ancora impregnate di sangue, solo entrando in quegli ospedali sotterranei e in quelle trincee, solo visitando e onorando ogni cippo, solo entrando nei sacrari, tutti, solo leggendo quei nomi sui loculi, corpi identificati o ignoti, ma anime ancora vive, anche grazie a voi parà e al vostro Progetto El Alamein in cui siete impegnati.

Solo dormendo su quella sabbia nella notte al chiaro di luna.
Anche il mio tricolore, portato apposta dall'Italia, ha attraversato per due giorni il campo di battaglia sventolando sulla Land Rover, sulle nostre spalle, sulla tenda da campo nella notte, ma soprattutto sul Qaret el Himeimat, dove ci siamo arrampicate, pur stravolte da caldo e stanchezza essendo l'ultima tappa della "due giorni nel deserto", come gazzelle...che non per niente erano animali sacri nell'antico Egitto!

Svolgo la mia attività professionale come psicologa in una residenza protetta per anziani non autosufficienti. I mie utenti sono persone la cui vita ha attraversato tutto il secolo scorso, ha seguito e si è adeguata ai mutamenti storici, sociali, di costume, scientifici e tecnologici. E ha attraversato due guerre, si perché all’inizio del mio incarico, quasi 15 anni fa, ho conosciuto persone che si ricordavano ancora della prima grande guerra, vissuta da bambini, con i padri, gli zii, i fratelli maggiori partiti per il fronte e spesso non più rivisti.

Chi rimasto tra i ghiacciai dell’Adamello, chi lungo le rive del Piave e dell’Isonzo. Tra i miei utenti, tanti ex combattenti della seconda guerra, tante vedove e fidanzate che non hanno più rivisto il loro caro, ma la cui foto di giovane graduato si mostra orgogliosa sul comodino accanto al letto. Ho incontrato anche reduci della Guerra d’Africa, che hanno combattuto sul fronte a Tobruk, Marsa Matrouth ed El Alamein.

Ascoltavo i loro racconti pieni di orrore e di sofferenza, ma anche di forti ideali, di valore e di spirito cameratesco, che crea quella coesione e supporto reciproco che ti permette di sopravvivere in condizioni impensabili e insostenibili per un essere umano, introvabile in altri contesti. Interessata per motivi turistici e culturali ai viaggi nei paesi arabi, sentivo nascere il desiderio di mettere il mio piede in quei luoghi. La vicina chiesa di Santa Gemma, intitolata alla co-patrona dei paracadutisti, mi ha poi permesso di incontrare i “ragazzi” della sezione locale dell’ Associazione Nazionale Paracadutisti d’ Italia nell’ambito di iniziative e celebrazioni comuni.

E a chi potevo rivolgermi se non a loro per intraprendere il mio viaggio nel deserto? Per vivere anch’io, seppur attraverso un’esperienza soft, il caldo del deserto e le piste insidiose che sono state la tomba di molti dei nostri soldati. I nostri caduti di El Alamein, che appartenevano all'esercito regolare ed erano stati inviati sul fronte africano, giovani figli d'Italia che hanno dato la vita in nome della Patria meritavano il nostro rispetto e il nostro omaggio. Parto con la fotografia di un ufficiale, consegnatami da una vedova il cui marito è stato inviato là due mesi dopo il matrimonio e là un mese dopo l’arrivo è saltato su una mina. Mi chiede di viaggiare nel deserto e su quelle piste con quella fotografia, e con quella di entrare nel sacrario.

Ho viaggiato per due giorni nel deserto con un squarcio nella maglietta e nei pantaloni, probabilmente mi ero avvicinata troppo a qualche rete di recinzione, al rientro l’emozione mi ha impedito di buttarli. Sono ricorsa allora all’aiuto di una mia anziana ospite, sarta d’eccellenza, a cui ho chiesto come salvare quegli indumenti ancora intrisi di sabbia. Lei ha avuto una brillante idea, dettata dall’esperienza, per salvare maglia e pantaloni. A quel punto le dico che prima di lasciarglieli li lavo, per rispetto nei suoi confronti, sa signora sono sporchi di sabbia e sudore….ma dove è stata? chiede lei, nel deserto di El Alamein rispondo io…sul campo di battaglia dove i nostri soldati….No me li lasci così, risponde subito la signora, di origine marchigiana. E mi racconta dei suoi coetanei partiti per il fronte africano….si commuove…e mi dice “su questi indumenti voglio lavorare così come sono, con la sabbia dei nostri caduti, e per ogni punto di rammendo che farò dirò una preghiera per loro, stringendo forte questa stoffa che ha attraversato quei luoghi”.

Mentre li rammenda, la signora viene notata da una coppia che chiede a cosa di così importante stia lavorando…lo sbrego sembra infatti incurabile a un occhio poco esperto. La signora risponde che sono i vestiti che la dottoressa indossava nel deserto di El Alamein e riporta a loro la mia esperienza ascoltata il giorno prima. La coppia ha un sussulto e appena mi incontra mi riferisce subito “anche noi siamo stati là…nel 1977 per l’anniversario della morte di Re Vittorio Emanuele, si ufficiava una messa nella chiesa di Alessandria d’Egitto e poi siamo andati tutti a vistare il sacrario”. Chiedo a loro delle foto, sono le stesse che ho scattato io allo stesso sacrario 35 anni dopo. Emozionati, ci scambiamo ricordi e racconti.

Il rammendo fatto con ago e cuore è riuscito alla perfezione, i vestiti sono pronti per una nuova avventura, ma io non ho ancora trovato il coraggio di lavarli.
GRAZIE FOLGORE!
Cristina Villa Monza, 27 ottobre 2012



 
 
 
 
 
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TRADUZIONE DI UN LAVORO DEL PROFESSOR BONDESAN SCRITTO IN LINGUA INGLESE SULLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN :LA RICOGNIZONE AEREA DELL'ASSE NELLA BATTAGLIA DI HALAM ALFA AGOSTO-SETTEMBRE 1942
Domenica, 30 Settembre 2012
by webmaster


TRADUZIONE DI UN LAVORO DEL PROFESSOR BONDESAN SCRITTO IN LINGUA INGLESE SULLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN :LA RICOGNIZONE AEREA DELL'ASSE NELLA BATTAGLIA DI HALAM ALFA AGOSTO-SETTEMBRE 1942

Il 31 agosto Rommel aveva iniziato un secondo tentativo di spezzare le difese nemiche (conosciuto anche come la battaglia di Alam
Halfa), con la spinta principale svolta dalle divisioni corazzate italiane e tedesche, cercando di nuovo di accerchiare a sud delle linee inglesi.

Il Gen. Montgomery (che aveva sostituito il generale Auchinleck come comandante in capo della VIII Armata britannica) ha immediatamente reagito.

Ne seguì una battaglia forte per il resto della giornata, senza una parte prevalente sull' altra. Nei giorni successivi, la lotta continuò, ma il fronte era sempre più frammentato in diversi settori. La forte reazione inglese e la mancanza di risultati (e di combustibile), ed anche una visione incerta della situazione,
costrinsero Rommel a ritirarsi sulle posizioni di partenza.

La seconda battaglia di El Alamein è stata l'ultima possibilità di Rommel - anche se durata pochissimo - che finì con perdite importanti e l'indebolimento definitivo delle Forze dell'Asse.

Un volo di ricognizione militare fu eseguito il 24 agosto 1942 dalla Aeronautica Militare italiana al fine di ottenere nuove
informazioni sulla concentrazione di truppe e veicoli e la distribuzione dei campi minati inglesi, prima dell'inizio del
l'Asse anticipato in precedenza prevista per il 26.

Il volo rscattò 210 fotografie aeree scattate da una speciale
dispositivo fotografico composto da tre camere separate, ottenendo una striscia tripla antenna lungo la linea di volo.

La missione è stata compiuta da un aereo speciale, un Cant Z 107bis appartenenti al 191 mq. B.T., 86a Gruppo B.T.,35o Stormo. Probabilmente era un aereo speciale dell'Istituto Luce / Reparto Fotocinematografico.
Gli scatti sono iniziati da El Moghra Laghi in direzione nord: purtroppo, la mancanza di strumenti di navigazione e la bassa
visibilità hanno indotto in inganno il pilotache si è diretto a nord-est. Manca quindi una parte del fronte britannico. Più tardi, dopo aver raggiunto il Mediterraneo, virò a sud, coprendo la parte settentrionale e centrale del fronte, dalla finestra di El Alamein a Deir El Munnassib.

La parte meridionale non è stata presa perchè aveva ormai consumato tutta la pellicola
L'area mancante era quella attraversata dalle divisioni italiana e tedesca durante il " raid dei 6 giorni", dove l'Asse ha incontrato le forze inglesi che aspettavano l'avanzata e dove ottengono si sono imbattuti in campi minati solo parzialmente conosciuti.
Le foto aeree sono state scannerizzate presso l'Ufficio Storico del Comando Generale dell'Aeronautica Militare italiana (USSMA), poi georeferenziate e collimata con punti di controllo e incrociando i dati con quelli del "quickbird". Le fotografie mostrano migliaia di veicoli, postazioni di artiglieria, depositi, campi minati e filo spinato, le trace dei veicoli e i depositi dei famosi manichini usati per ingannare il nemico.

Questa raccolta rappresenta un documento unico del campo di Battaglia di El Alamein e dà nuova luce sulle cause della sconfitta di Rommel, dimostrando la mancanza di una corretta informazione sul
terreno battaglia prima dello scontro di Alam Halfa. Fattori che, uniti alla penutria di carburante, la superiorità aerea e della intelligence britannica (Decription Enigma), è stata una delle cause principali del fallimento.

Inoltre, il mosaico aereo ci ha offerto l'opportunità di ricostruire l'ambiente costiero e del deserto e territorializzazione evidenziando i cambiamenti avvenuti negli ultimi 67 anni.

Sotto:dall'alto vero il basso

Foto 1: Stazione di El Alamein con depositi inglesi e veicoli sparsi (sono i "puntini" neri)
Foto 2: Batterie di artigilieria inglesi e raggruppamento di veicoli
Foto 3: Battierie di artiglieria inglesi, piste e campi minati
Foto 4: Batterie di artiglieria inglesi e piste






 
 
 
 
 
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XIV MISSIONE 20-23 SETTEMBRE: IL RACCONTO DEL LUOGOTENENTE MARESCIALLO DI CORPO DEL 187MO REGGIMENTO
Giovedì, 27 Settembre 2012
by webmaster

da sinistra: il Lt Tognetti, il Ten Zippari e il 1° Mar. Pagliassino davanti alla postazione dove è stato posizionato uno dei tre cippi donati dagli uomini del 187mo Reggimento



Testimonianza del Sottufficiale di Corpo del 187° rgt. Par. “FOLGORE” in rientro da EL ALAMEIN
(19 – 23 sett. 2012 )


Finalmente si parte, il tempo è cupo e piove, anzi per strada un vero diluvio, ma noi siamo contenti, sta iniziando a realizzarsi un sogno di sempre, Andare ad EL ALAMEIN.
Siamo in tre del 187° Reggimento, anche se speravo in una partecipazione più ampia, il Ten. ZIPPARI, il 1° Mar. PAGLIASSINO ed io il1° Mar. Lt. TOGNETTI.
Il viaggio, diviso in due tratte: ROMA – ISTANBUL il 19 sett. e ISTAnBUL – IL CAIRO il giorno successivo, qui ci uniremo al resto del gruppo proveniente da MILANO ( 8 persone, compreso uno degli organizzatori e sponsor del progetto, Walter AMATOBENE ).
Dall’aeroporto alla cittadina di EL ALAMEIN, 2 ore e mezza su un pulmino, non proprio di ultima generazione, dopo le presentazioni di rito veniamo brevemente inquadrati sulle attività che andremo ad effettuare, i luoghi che visiteremo ed altre notizie utili, cosi arriviamo al cimitero di guerra Inglese, che visitiamo velocemente. Impressionante; qui incontriamo il Prof. BONDESAN, presidente della SIGGMI * ( società che conduce le attività di ricerca nella zona e cofondatore con Università di Padova del progetto scientifico), il professore, geologo e profondo conoscitore delle battaglie del 1942. Pensate: talmente coinvolto dall’essersi brevettato con l’ANPd’I per poter stare con i paracadutisti ed indossare il basco nelle cerimonie.
Carichiamo i bagagli e ci accomodiamo su 4 fuoristrada Toyota e partiamo addentrandoci nel deserto e dopo 2 ore di sobbalzi, scossoni e interminabili scambi di convenevoli a colpi di clacson con chiunque incrociassimo (strade molto trafficate da cisterne a causa delle estrazioni petrolifere in zona) arriviamo, ormai al buio, al campo: 8 tendine biposto, una tenda 4x4 circa la cucina e una tenda berbera con tanto di tappeti e tavoli bassi, dove si entra rigorosamente scalzi, sarà la nostra mensa e “sala briefing” per i prossimi 3 giorni, e l’immancabile pennone della bandiera, organizzazione spartana ma efficace ed efficiente.
Il mattino successivo sveglia alle 5.30 colazione con uova sode, formaggini, pane, thè caldo e caffè,
alzabandiera e via inizio attività, caricare i cippi (300 kg circa) ed arrivare sui punti già ricogniti e censiti, qui le prime emozioni vedendo le postazioni ancora intatte o quasi, un cerchio, un ovale, una U rovesciata collegata ad altre da camminamenti ad altre piccole buche vicine, tutte visibilissime, solo l’interno colmo di sabbia fine e compatta portata dal vento in settanta anni.
Iniziamo a pulire, riposizionando le pietre e sistemando qualche sacchetto a terra e infine la posa dei cippi. Dopo i primi due, dove ci siamo un po’ intralciati siamo riusciti ad organizzarci, da li in poi siamo diventati una squadra affiatata, ognuno sapeva come muoversi e cosa fare.
Scenari immensi, spazi infiniti costellati di buche, in particolare quando siamo saliti sull’HIMEIMAT abbiamo avuto modo di riflettere ed immaginare quali sofferenze e privazioni devono aver provato quegli uomini prima dell’estremo sacrificio, quei luoghi, ancora oggi parlano e raccontano le loro gesta.
Passa cosi il secondo giorno, intenso stancante, ma alla sera guardando il cielo affollato di stelle torni a pensare a dove ti trovi, a quanto sia sacro quel posto e importante il lavoro di posa dei cippi a perenne memoria, si, sono convinto che come paracadutisti e come soldati abbiamo fatto una bella cosa donandone tre, uno per ogni Battaglione che formava il 187° Reggimento ( 2° - 4° - 9° ).
Cosi arriva il giorno della visita al Sacrario militare, non penso di riuscire ad esprimere cosa ho provato nel recitare la preghiera del paracadutista di fronte a quell’infinità di piccoli loculi che contengono i resti di quegli uomini e il grido “FOLGORE” che per un gioco di risonanza echeggia a lungo facendoti accapponare la pelle; sembra che migliaia di voci ripetano quel grido allontanandosi piano piano verso l’alto; qualcuno mi suggerisce a bassa voce che quello è l’unico posto dove un paracadutista è autorizzato a piangere, non so se è vero ma l’emozione è fortissima.
Ed ora il ritorno a casa, al lavoro, alla nostra vita di sempre ma con la consapevolezza che ciò che abbiamo fatto, anche se poco, ma abbiamo fatto qualcosa per non dimenticare e per rendere omaggio a chi ci ha indicato la via dell’onore e del sacrificio.

1° Mar. Lt. TOGNETTI Gian Battista

 
 
 
 
 
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LE MOSCHE A EL ALAMEIN
Mercoledì, 12 Settembre 2012
by webmaster


PARMA- Chi va ad El Alamein torna cambiato. Lo sappiamo. Ogni giorno ne riceviamo la prova da coloro che hanno condiviso per qualche giorno la sabbia, il caldo e.... le mosche di El Alamein.

Proprio di mosche ci parla il paracadutista Francesco crippa, capomissione di alcune spedizioni e attualmente ufficiale di collegamento" tra ANPDI e Progetto.




Le mosche di El Alamein


Non fatevi ingannare, non è il titolo di una delle trasmissioni che parlano di animali tipo NatGeo o Animal Planet, ma più semplicemente un mio pensiero che ho voluto esprimere.
Durante l' ultima Missione del Progetto El Alamein, la XIV, abbiamo fatto la conoscenza delle mosche ed e stato un incontro molto.....ravvicinato.
Il mio pensiero parte da lontano ovvero dalle letture su El Alamein che i nostri reduci ci hanno lasciato in eredità.
Sono molti i riferimenti che i "folgorini" fanno sulle mosche ed in particolare nel libro "I ragazzi della Folgore" l' autore racconta: "......in una sera di bivacco ci siamo presi la pena di
elencare e catalogare le "Sette piaghe d' Egitto" che affliggono il nostro combattente d' Africa."
In ordine di importanza: il caldo, la dissenteria, le MOSCHE, la sete, la fame e l' artiglieria. La settima scrivono di non poterla nominare perchè verrebbe censurata ma la possiamo immaginare.......
Come possiamo vedere i nostri "ragazzi" sopportavano più volentieri i morsi della fame, gli stenti per la sete e addirittura le bombe nemiche delle mosche.
Non nascondo che essendo a conoscenza di questo da tempo (lessi questo libro circa 20 anni fa) mi sembrò alquanto strana se non addirittura esagerata questa valutazione e in cuor
mio pensavo che tutto sommato ci fosse, negli scritti dei reduci, una buona dose di umorismo.
Be, l' ultima Missione a cui ho partecipato, mi ha fatto capire che non c'era niente di esagerato o di umoristico in quegli scritti: era la pura e semplice verità.
Sono passati ormai 70 anni da quell' autunno del 1942 ma ora posso dire che anche sotto questo punto di vista niente è cambiato ad El Alamein. Neppure le mosche!
Per la prima volta abbiamo conosciuto quello che i nostri soldati definirono appunto una "delle sette piaghe d' Egitto" e abbiamo capito il perché.
Ce le siamo ritrovate addosso fin dalla prima mattina a colazione, comparse all' improvviso dal nulla. Pensavamo si trattasse di un "caso isolato" e invece non ci hanno più
abbandonato.
Sono state una pessima ma costante compagnia. A colazione, pranzo, in tenda e in ogni luogo del deserto in cui ci spostassimo erano lì. Proprio come scriveva il Ten. Col. Alberto
Bechi Luserna) ".......pareva ci seguissero".
Il pranzo era il momento migliore per "ammirarle" in tutta la loro vitalità. Erano già li pronte, nella tenda beduina, prima ancora che noi ci sedessimo al tavolo e prima di noi si
"servivano" delle pietanze.
A manciate si tuffavano letteralmente nei piatti e cercare di scacciarle era una battaglia persa, alcune addirittura rimanevano appiccicate al cibo e dovevi essere veloce nel tragitto
tra il piatto e la bocca per evitare di ingoiarne qualcuna. Non nego che, molto probabilmente alcune di esse siano diventate parte del mio pasto, ma tant'è..........così era.
Come dicevo prima, dopo qualche minuto di agitazione dove tutti si cercava di scacciarle, non restava altro da fare che "ignorarle", mangiare velocemente e abbandonare così la
tenda.
Solo uno di noi aveva deciso di dargli la caccia "senza tregua".
Armato di una bottiglia di plastica la "mascotte" del gruppo, il piccolo Italo, si muoveva da una parte all' altra del tavolo nel tentativo di porre fine all' invasione degli insetti, sorrido ancora, a volte, al pensiero di Italo impegnato "nell' impari lotta".
Aldilà del tono scherzoso che ho voluto dare esprimendo questo mio pensiero c'è comunque la consapevolezza di aver provato, per la prima volta, a vivere a contatto con le mosche di El Alamein che tanto tormento portarono ai nostri combattenti in Africa settentrionale e tutto sommato, alla fine, è stata un' esperienza utile anche questa.
Ci mancava e ne avremmo fatto volentieri a meno, ma per lo meno abbiamo finalmente capito perchè un giorno di quel lontano ottobre del 1942 un sottufficiale della Folgore prese a tirare pistolettate nella sua buca per cercare di ucciderle. Accorsero allora i suoi commilitoni e lo sentirono urlare: "....non ne posso più! Tutto quello che volete, cannonate, fame, malattie, ma liberatemi da questo tormento!".
Lungi da me il voler augurare alle prossime Missioni di incontrarle, ma se dovesse capitarvi non state a tormentarvi sul come eliminarle.
Non esiste un modo e non sarebbe giusto esistesse perchè anche loro sono parte della storia dei nostri combattenti di El Alamein.
Comunque se volete saperne di più vi consiglio di leggere pagina 80 del libro "I ragazzi della Folgore".


par. Francesco Crippa

 
 
 
 
 
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PRONTA LA XIV MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Giovedì, 19 Luglio 2012
by webmaster

PARMA- E' quasi pronta la XIV Missione del Progetto El Alamein che si svolgerà dal 20 al 23 Settembre.
Tra i partecipanti anche sei tra Ufficiali e sottufficiali della Folgore (a titolo personale in periodo di licenza), che si occuperanno anche della posa di tre cippi donati da paracadutisti del 187mo Reggimento, oltre che delle manutenzioni del Parco museale, in previsione della grande affluenza di paracadutisti per il Pellegrinaggio dell'ANPDI ,stimata in oltre 550 unità.

Tra i "missionari" anche il Figlio e il Nipote del Colonnello Zingales e qualche altro nome "illustre" che sta per confermare e di cui Vi daremo notizia.

La XVI Missione giungerà ad El Alamein dando il cambio ad un gruppo della regione Veneto, accompagnato da Aldino Bondesan, che farà una visita al Fronte , bivaccando nel campo che sarà allestito a Naqb Rala per due notti. Il Giovedì 20 , all'arrivo della missione, il gruppo veneto si sposterà sulla costa per concludere il viaggio con le visite ai Musei e ai Sacrario, mentre il professor Bondesan prenderà in carico la conduzione scientifica dei neo-arrivati.

Ci sono ancora due posti liberi. Scriveteci per chiedere informazioni


IL PROGRAMMA DI OTTOBRE
Per tutto il mese di Ottobre il SGGMI, il sito CONGEDATIFOLGORE e l'ANPDI si occuperanno di dare assistenza ai numerosi visitatori del Pellegrinaggio, conducendolia gruppi nel deserto, per una visita al Parco appena terminato.


Seguono altri aggiornamenti

 
 
 
 
 
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LA FOTO DA AQUILONE DELLA POSTAZIONE DEL TENENTE GOLA
Lunedì, 2 Luglio 2012
by webmaster



NOTIZIE DAL PROGETTO EL ALAMEIN - NEWSLETTER SIGGMI
Nuovo rilievo aereo da aquilone nel corso della XIII missione

Nel corso della XIII missione sul campo di battaglia di El Alamein sono stati condotti rilievi aerei nell’area di Naqb Rala.

Nella foto si vede uno dei cippi del Parco Storico del Campo di Battaglia di El Alamein posato nei pressi dell’Osservatorio del Ten. Gola a Naqb Rala.


clicca qui per iscriverti alle newsletter dal Fronte di El Alamein



 
 
 
 
 
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XIII MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN DAL 24 AL 28 MARZO: LE RIFLESSIONI DEI PARTECIPANTI
Lunedì, 18 Giugno 2012
by webmaster

foto: Vona Salvatore - partecipante della X Missione


XIII MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN : PARLANO I PROTAGONISI


LAMBERTO FABBRUCCI
FRANCESCO CRIPPA
GAETANO CANETTI
MASSIMO CHIODINI
LUIGI EDOSSI
STEFANO PIETRANGELO
FUSAR POLI
ANDREA CAVALLARO
LORENZO RUGGERI
ALBERTO RUGGERI
FULVIO EGIZI
GIORGIO MANASSERO





PENSIERI DEI PARTECIPANTI ALLA XIII MISSIONE DEL “PROGETTO EL ALAMEIN” 24/27 MAGGIO 2012


La XIII Missione del Progetto El Alamein ha fatto rientro in perfetto orario nella tarda serata di ieri sera a Malpensa.
Negli abbracci e nei saluti finali c'è stata l' essenza di questa Missione: fratellanza, cameratismo e il dispiacere di doversi dividere.
Seppur per 2/3 formata da soci della sezione di Monza (che dunque già si conoscevano) per molti era la prima partecipazione al Progetto  El Alamenin, con tutti i dubbi sulla creazione o meno di un' amalgama e una "chimica" di gruppo.
Ma anche questo volta le emozioni, le fatiche e lo spirito di tutti ha fatto si che l' amalgama stesso diventasse la "forza" di questo gruppo.
Nessuno screzio, nessuna discussione, nessun dissenso. Tutti a testa bassa quando si trattava di lavorare e tutti con il bicchiere in alto per brindare al termine della giornata.
Tutti, fin dall' inizio, hanno accettato le disposizioni e posto in atto le direttive dei responsabili.
Fin dalla prima sera quando ci siamo inquadrati "alla luce delle stelle" davanti al cippo che ricorda il Cap. Costantino Ruspoli, con la Preghiera del Paracadutista e la nostra canzone, abbiamo sentito tutti lo stesso richiamo e l' urlo "FOLGORE" a chiusura della piccola cerimonia è uscito spontaneo dalla gola di tutti i presenti, anche i non paracadutisti.
E' stato questo il primo segnale importante di questa Missione e quando la mattina seguente all' alba ci siamo inquadrati davanti al pennone issato la sera precedente e poi alle 06,30 stavamo scavando le buche della VI Cp a quota 105 è scattata la scintilla che ha fatto si che che 15 persone diventassero un' anima sola.
E' sempre questo, a mio parere e al di la di tutti i risultati che si raggiungono, la cosa veramente importante e che lascia un segno indelebile in ogni partecipante. 
In questo senso va dunque il mio saluto finale a tutti i componenti la Missione.
Lascio alla competenza degli amici del SIGGMI la valutazione sui risultati scientifici di questa Missione e mi limito a dei doverosi quanto sinceri ringraziamenti.
In primis proprio al SIGGMI che, nelle persone di Aldino, Lamberto e Walter mi ha, ancora una volta voluto onorare del coordinamento di questa Missione, la mia speranza è quella di essere stato all' altezza e di conseguenza di essere stato un "buon soldato".
Poi all' ANPd'I che, troppe volte svilita e corrosa da personaggi che ne vogliono infangare l' immagine e metterne in dubbio le certezze,  mantiene quella peculiarità di essere l' UNICA associazione che ci permette di vivere situazioni come queste e che mette SEMPRE il ricordo e la commemorazione dei nostri caduti al 1° posto. Sono onorato di far parte, da 30 anni, di questa Associazione.
Ai "fratelli" con i quali ho condiviso l' ennesima esperienza. 
TUTTI. 
Dai Camerati della sezione di Monza fino a coloro che (ancora una volta mi è capitato ieri) conosciuti tre giorni prima hanno pianto abbracciandomi nel Sacrario Italiano.
All' ormai inseparabile Lamberto con il quale l' intesa umana e collaborativa sorge ormai spontanea.
Ma il mio più grande e sincero ringraziamento va a Italo. Da subito considerato uno del Gruppo ed eletto a "mascotte" non si è perso un solo minuto di questa Missione.
Ha scavato, camminato (fino sulle due cime dell' Himeimat) condiviso con noi ogni momento e sopratutto ha cantato le nostre canzoni e pregato con noi.
A lui ho voluto donare l' emozione della lettura della Preghiera dei Caduti d' oltremare nel Sacrario e lui, con visibile emozione, ci ha regalato un' altro brivido.
Il sentire recitare quei versi, con passione e semplicità, da un bambino di 9 anni, ci ha toccato il cuore e credo abbia segnato il cuore di Italo.
Probabilmente si ricorderà di noi (di questo gruppo di matti) e di questa "avventura" per tutta la vita.
Basta questo per poter dire ................. XIII Missione...................MISSIONE COMPIUTA.
FOLGORE !
Par. Francesco Crippa



Duemila anni fa, un uomo, si ritira nel deserto. Il cibo, l’acqua, le necessità prime del Suo corpo sono l’ostacolo alla comprensione profonda della Sua anima.
Viene tentato dai beni effimeri e dalle voluttà della città a fare ritorno, a scappare dal caldo dalla fame dalla sete che gli martoriano i sensi. 
Lì, nel deserto, trova se stesso e sceglie.
Sceglie liberamente di donare la Sua vita agli altri, sceglie liberamente di donare il Suo corpo ai carnefici e sceglie liberamente di affrontare il Suo Calvario.
Risorge.
Alcuni uomini, ieri, nel deserto, subiscono le stesse vessazioni fisiche: la fame, la sete, le mosche, le bombe, le schegge, la paura.
Sono tentati di mollare tutto, darsi malati, accettare le licenze per gli esami universitari, la raccomandazione di un generale onde fuggire da quell’inferno in terra.
Lì, nel deserto, alcuni uomini trovano se stessi e scelgono.
Scelgono liberamente di non mollare e di donare la propria vita ai  propri compagni, ai i  propri cari, alla propria Patria, l’Himeimat come il Calvario.
Risorgono.
Risorgono a Squadre, risorgono a Plotoni, risorgono a Compagnie, risorgono a Battaglioni, risorgono a Reggimenti inquadrati, novelli angeli, nelle Legioni Celesti di San Michele Arcangelo.
Nel  deserto morale pieno di tentazioni materiali che sono le nostre vite, ogni uomo si confronta con la propria anima ed è chiamato a decidere: scappare, schiavo delle proprie paure, o rispondere, da uomo libero,  a quel  grido che arriva da Quota 33:
FOLGORE!
Simp. Gaetano Canetti




Camerati,
Nella precedente missione a cui ho partecipato,ero stato sopraffatto dai luoghi in cui avevano combattuto i Leoni della Folgore,immaginando,o forse è meglio dire cercando di immaginare,cosa avevano provato vedendo dalle loro misere e scarsamente protette buche,arrivare il nemico superiore in uomini,mezzi ed armamento.
In questa missione la razionalità ha vinto sull'emozione.Con l'aiuto essenziale di Lamberto,preparatissimo sulla battaglia e sul suo evolversi nelle varie giornate,ho apprezzato la disposizione tattica delle difese,allestite in tempi brevi,conscarsa disponibilità di attrezzature e con la cronica mancanza di carte topografiche adeguate.Ho capito che la Folgore ha avuto degli impareggiabili soldati,comandati da grandi ufficiali che sono riusciti ad infrangere la superiorità del nemico ed a ridimensionare le loro esaltate capacità.Sono state dunque due missioni che si sono complementate e che hanno impresso nella mia mente e nel mio animo il senso di gratitudine verso quei Leoni che oggi mi permettono di essere orgoglioso di portare sul basco le loro insegne.Nella precedente missione avevo scritto sul registro del Sacrario che non li avrei mai dimenticati.Questa volta ho mantenuto e rinnovato la promessa.
Tutto questo è avvenuto in ottima compagnia,ne4lla quale era rappresentata l'Italia dal nord al sud,dall'est all'ovest.
Il comandante Francesco,personaggio indispensabile in queste missioni,ottimo organizzatore e coordinatore.
I veterani Alberto e Lorenzo,sempre disponibili e pimpanti.Andrea C. potente e buono .
I giovani della sezione di Monza: Massimo,Alessandro ed Eros,che contagiano con la loro allegria ed eseguono le "punizioni" prontamente e senza fiatare.
Fulvio che mi ha aiutato a perfezionare il mio dialetto lombardo e sempre disponibile nell'aiuto.
Gaetano,bravo ragazzo,che ci faceva partecipi della sua immensa cultura storica.
Stefano,il marinaio che ha subito le mie stesse emozioni che ho avuto nella prima missione.
Andrea d.g.,Che con il suo tipico e colorito accento siculo ci ha illustrto le problematiche della sua terra.
Infine l'impareggiabile Lamberto con la sua grande professionalità e disponibilità nello spiegare la funzione di ogni asperità del terreno,da lui perfettamente conosciuto, al fine difensivo.Molto umano anche nelle incazzature che fanno di lui un Professore con i piedi per terra.
Non si può dimenticare il piccolo grande uomo Italo,onnipresente e sempre attivo,Quante volte mi ha educatamente chiesto se avevo bisogno di aiuto! Gli sono molto riconoscente.
Per ultimo devo denunciare la mia incapacità e la mia intima umiliazione nel non riuscire a stare al pari di tutti voi nei vari lavori che abbiamo fatto,nelle varie incombenze e nei disagi climatici ed ambientali che abbiamo subito.
Nel ringraziarvi tutti per la vostra sensibilità e comprensione nel non avermelo fatto pesare ,vi abbraccio fraternamente con l'augurio di ritrovarci un giorno.
FOLGORE !
Par. Giorgio Manassero





Cari Camerati,
finalmente trovo il tempo e la pace per potermi riavvicinare a voi inviandovi alcune delle foto  da me scattate e che ho pensato possano essere di interesse per tutti..comprese quelle del topo del deserto!
Per non caricare troppo la mail, mi limito in questa occasione a postare quelle fatte nella parte operativa della missione.
Seguiranno poi altre, fatte nei trasferimenti e al Sacrario, e alcune che invierò singolarmente ai soggetti diretti interessati.
Di solito ogni viaggio quando giunge al termine ci regala sempre un pò di malinconia.
Ancora oggi invece trovo in me la gioia e la fierezza di aver partecipato a questa XIII Missione, nella certezza che questo sentimento non mi abbandonerà mai.
Voglio ringraziare ancora Francesco e Lamberto per avermi guidato con le loro preziose parole, un grazie a tutti voi per avermi fatto sentire parte di una famiglia.
Infine, un grazie particolare al più "giovane" di tutti... sempre presente, spirito altissimo, un vero esempio...grazie camerata Giorgio!!!
A presto!!
Sergente nocchiere Stefano Pietrangelo


Ringrazio Walter Amatobene, Lamberto e Francesco per avermi
dato nuovamente  l'opportunità di una nuova esperienza nel deserto, dove i nostri
ragazzi  si sono coperti di Onore.
 E' e la nostra  III MISSIONE, ma l'emozione e la pelle d'oca che ti prende in attesa della partenza,
e  durante la missione, è la stessa della I MISSIONE.
Come sempre Lamberto è stato chiarissimo nelle sue spiegazioni e con
il nostro Comandante Francesco si può fare tutto e di più.
Grazie anche a Italo la nostra mascotte, veramente un ragazzo in gamba e
con le idee chiare, sempre presente ha partecipato a tutto e sempre disponibile ad
aiutare gli altri.
Come sempre dopo pochi minuti il gruppo è già unito e pronto per imbarcarsi a
Malpensa, arrivo al Cairo, traffico caotico, raggiungiamo il luogo dove ci aspettano
i fuoristrada e finalmente direzione El-Alamain, si entra nel deserto e sento  vivo
emozioni come fosse sempre la prima volta.
Arriviamo al campo, il gruppo già unito, monta le tende, chi è già capace aiuta
gli altri,poi issiamo il pennone con il nostro tricolore e sappiamo che i prossimi
giorni saranno intensi e fantastici.
Abbiamo percorso in lungo e in largo  tutto il  nfronte per verificare  le condizioni
dei nostri ceppi ed è stata veramente  una esperienza unica.
Grazie a tutti per l'esperienza vissuta con Voi, siamo un griuppo eccezzionale!
è la trza missione che  condivido con mio figlio Lorenzo , figlio  e mio grande amico !
Siamo appena tornati, ma stiamo già pensando alla nostra quarta missione.
Ciao a tutti e grazie della bella esperienza passata insieme.
Simp. Alberto Ruggeri
Rientrato dalla XIII  missione  ,  devo dire che ogni volta è un'esperienza nuova, diversa. Si riescono a cogliere attimi, frammenti che rimangono scalfiti nella propria  anima.Come ho già detto il deserto come lo abbiamo vissuto noi per 4 splendidi giorni, ti segna! Lo si capisce lì, quando si viene rapiti da forti emozioni causate da un paesaggio, da una situazione vissuta con persone che il giorno prima conoscevi magari solo via mail e il giorno dopo sono la tua squadra. Nasce un alchimia che ti spinge a lavorare, sudare ,faticare con la voglia di raggiungere l'obbiettivo comune....Compiere la nostra missione!....e lo capisci a casa quando ripensando ai giorni passati ti sorge spontaneo un quesito: quando si riparte?
Passando agli aspetti pratici , anche questa volta tutto è andato bene! Arrivati in perfetto orario al campo base ci siamo subito organizzati per il montaggio delle tende e del pennone su cui svettava il nostro splendido tricolore! Prima di cena e dopo la prima adunata siamo stati informati sulle attività del giorno dopo. Da qui è partita tecnicamente la missione.Durante questi 4 giorni abbiamo ripristinato postazioni riposizionando anche i sacchetti di sabbia, censito e controllato i cippi già posati,eseguito le dovute cerimonie di commemorazione.Comandati egregiamente dal nostro grande presidente Francesco Crippa, coordinatore di missione  e dal grande Lamberto,  geologo e responsabile SIGGMI ci siamo impegnati per portare a termine i compiti assegnati.
Abbiamo tutti dato il meglio ,non sono mancati momenti di stanchezza causati dal caldo e dalla piaga delle mosche che in alcuni momenti della giornata diventavano assillanti, ma questo ci è servito per capire ancora meglio, anche se in piccolissima parte , che cosa hanno sofferto i ''nostri ragazzi'' costretti a sopportare tutto ciò rintanati nelle buche senza acqua , cibo e sotto minaccia del fuoco nemico!! 
Da subito si è creata un atmosfera di orgoglio e raccoglimento che ci ha accompagnato dall' Himeimat fino a sfociare nella emozionante cerimonia svolta nel nostro sacrario, dove il grido Folgore é salito alto al cielo! Questi ricordi li porterò sempre con me,ma un posto speciale va a Italo,''piccolo grande uomo'' di nove anni che ha passato e vissuto con noi tutti i momenti, gioia fatica e divertimento senza mai tirarsi indietro e con grande disponibilità. Grazie Italo!
Grazie a tutti ragazzi, grazie al SIGGMI che ci ha permesso di vivere questa fantastica avventura, grazie al presidente Crippa grande comandante e organizzatore, Lamberto Fabbrucci che nei suoi racconti e resoconti storici riesce a trasmettere tutta la sua passione per i fatti qui accaduti, grazie a mio papà Alberto siamo alla nostra terza missione insieme e grazie a tutti i componenti della XIII missione. Con la speranza di rivederci magari in una nuova missione, mando a tutti un cameratesco abbraccio! FOLGORE!
Par. Lorenzo Ruggeri


Ciao a tutti,
innanzi tutto spero che nessuno di voi, sia stato coinvolto direttamente ho indirettamente nel sisma dell' Emilia Romagna.
Cosa dire, è stato un "viaggio" diverso,un esperienza che mi ha fatto molto riflettere,
i luoghi della battaglia,sempre letti nei vari libri di storia e vederli di persona,il deserto,le preghiere  e poi quella fatta al sacrario che a tutt' ora pensandoci mi si accappona ancora la pelle, e poi tutti Voi,con i quali anche se per pochi giorni abbiamo condiviso tutto e soprattutto con gli stessi ideali.
Si mi sento di avere fatto una cosa che desideravo da tempo, 
di avere eseguito un dovere civico e morale di buon Italiano,anche se molti nostri connazionali ci deridono o neanche sanno che 70 anni fa degli Italiani pur di compiere il loro dovere si immolarono contro delle forze nemiche preponderanti;
Grazie a tutti voi amici camerati,
VIVA L' ITALIA 
FOLGORE !
Par. Andrea Di Giovanna





  Mi chiamo Russo Eros faccio parte da quasi 10 anni della sezione di Monza dell' Associazione Nazionale Paracadutisti d Italia e ho partecipato alla XIII Missione del Progetto El Alamein dal 24 al 27 di maggio.
Sono un simpatizzante paracadutista e ho prestato servizio nell artiglieria pesante campale e contraerea leggera. Le mie sensazioni di quei giorni nel deserto sono indescrivibili. Vivere come hanno fatto i nostri Ragazzi della Folgore é davvero inimmaginabile.
Nei giorni trascorsi nel deserto abbiamo ripristinato un postazione e mentre scavavo continuavo a chiedermi di chi fosse, chi ci a combattuto e ho avuto la senzazzione che loro fossero li in quel momento e mi dicessero come sistemarla. Ad un certo punto ho avuto anche l' impressione di usurpare il loro sonno.
Quello che hanno fatto questi ragazzi non si puo descrivere lo si puç solo rispettare ed ammirare.
Come ho gia detto ero in artiglieria ho sparato con i carri semoventi M109 con cannone da 155\53 e carri semoventi Sidam e non mi posso permettere di dire di aver veramente sparato. Sento che il mio è stato solo un gioco perché trovarsi davanti a una formazzione di 350 carri e il resto che ne segue e tu in una buca con un pezzo da 47\32 e pochi proiettili e poi metterli in fuga non si puo paragonare.
Sentivo il dovere di essere in quei posti e ripristinare le postazioni ma sopratutto il popolo italiano dovrebbe farlo. I nostri giovani dovrebbero andare ad El Alamein perché lì non è solo Egitto ma é anche suolo italiano in quanto intriso del sangue dei nostri "ragazzi" e bisognerebbe difenderlo e custodirlo in quanto parte della nostra storia.
Onore ai "Ragazzi della Folgore" e a tutti i caduti di El Alamein.
Art. Eros Russo


 

 
 
 
 
 
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DIARIO DELLA XII MISSIONE
Mercoledì, 9 Maggio 2012
by webmaster

PARMA- Luca Fanetti ha partecipato alla XII Missione del Progetto El Alamein, dal 28 Marzo al 1 Aprile. La sera, prima di mangiare, annotava, seduto sui tappeti della tenda-ritrovo, le sue impressioni. Ha accettato, con qualche ritrosia, di riassumercele:


cliccate qui per ingrandirla


29/03/12 Malpensa ore 04:40
Con gran fatica mi sono addormentato tre ore fa e con altrettanta fatica mi sveglio adesso.
Arrivo col bus dell’ albergo alle partenze internazionali mentre gli altri sono già lì.
Non conosco, ovviamente, nessuno e un uomo dall’ aria decisa mi viene incontro stringendomi la mano ‘’ ciao sono Walter ‘’ mi dice ‘’ immagino tu sia Luca e questa spilla è per te ‘’ e mi porge una spilla a forma di bandiera con doppia punta raffigurante un ala col gladio: il simbolo della Folgore nel ‘42.
Mi sento un po’ spaesato in mezzo a tutte queste persone a me nuove, infatti capisco subito che ci sono 3 – 4 macrogruppi fra cui uno più numeroso di Piacenza, uno di Vicenza, un altro di romani e in ordine sparso da Parma, Catanzaro e ovviamente io dalla Toscana.
Fatto il check-in e saliti in aereo inizio a capire che sono partito e che la mia avventura è iniziata.
Davvero singolare: un marinaio radiotelescriventista come me che, dopo aver preso il brevetto di lancio vincolato con il figlio di un Leone della Folgore, Marco Talerico,si ritrova su un aereo con 26 ex folgorini in viaggio per El Alamein ; una terra per me lontana ma importantissima nel mio cuore di piccolo e dilettante storico del secolo scorso.
Non so dire esattamente cosa ha determinato la mia scelta: forse è solo una sfida a me stesso, forse voglio calcare la sabbia imbevuta del sangue dei miei padri che non hanno retrocesso di fronte ad un nemico superiore in numero di uomini e mezzi, forse voglio vedere le stelle del deserto, forse voglio dare a me e agli altri un’ immagine nuova o forse voglio solo staccare da un lavoro monotono e disumanizzante come il mio.
O, più semplicemente, tutte queste cose insieme.

Ore 17:50 deserto di El Alamein
Dopo un viaggio da incubo nella bolgia del Cairo le nostre 8 jeep, lasciata una nuova autostrada han messo decise il muso verso Ovest : il sole è davanti a noi e lentamente si fa arancione.
Il panorama è mozzafiato : l’oro del sole si sta appoggiando dietro le alture di Naqb Rala e colora col sangue il mio deserto sassoso, disegnando tenui contrasti di profili indistinti nella sabbia.
Ma non ho tempo di gioire con gli occhi, infatti appena arrivati subito un’ attività frenetica ci contagia.
Gli egiziani montano le loro tende e la tenda che farà da nostra sala riunioni, da mensa e da riparo dal sole; noi paracadutisti montiamo le nostre tende a due e mettiamo a posto l’ attrezzatura, poi viene issata l’ asta con le bandiere : quella Italiana, quella Egiziana, quella della Folgore e quella del progetto El Alamein.
E’ ormai buio e un freddo vento del nord mi fa battere i denti; non pensavo di avere così freddo ma il mio soffrire è ricompensato dal cielo : le stelle brillano su di me e la via lattea è nitida come mai avevo visto.
Ora sono in comunione con gli uomini che 70 anni fa abitarono per breve periodo queste sabbie e vedo lo stesso cielo che colpì, certamente, i loro occhi.
Qua sotto, e non è retorica spicciola, ti senti veramente piccolo e nello stesso tempo parte di qualcosa, senti forte in te il ricordo ancestrale del divino.
Entro in tenda senza mangiare e crollo miseramente nel sacco a pelo, in un sonno agitato dal turbinio del vento che sembra strappar la tenda.

Ore 04:40 30/03 Naqb Rala
Il silenzio che la notte ci ha lasciato in eredità dopo il soffiare impetuoso di una tramontana lascia pian piano spazio al risveglio degli uomini, velocemente ci prepariamo e un forte caffè arabo ci viene portato dagli Egizi.
Nella vita civile sono abbastanza schizzinoso, ma ho messo da parte ogni remora proponendomi di mangiare e bere tutto ciò che mi sarà servito e, ho scoperto poi, è stata una regola felice.
Pensando sempre a chi non aveva di questi lussi nel ‘42 tutto ciò che adesso ho è benedetto e sono contento di fare questi insignificanti sacrifici : lamentarsi sarebbe da ragazzino viziatello e non ho nessuna intenzione di mollare.
Farò tutto ciò che mi verrà richiesto senza mai tirarmi indietro.
Walter mi regala una felpa color sabbia dei Tedofori della Folgore e il mio cuore si riempie di orgoglio: da ora sarà la “mia felpa” e farò di tutto per non macchiarne l’ onore.
Alzabandiera con l’ Inno di Mameli cantato da noi 27 uomini: nel silenzio assoluto del deserto le nostre voci come una preghiera volano in cielo e il tricolore viene baciato dal sole dell’ alba, appena sorto.
Colazione e ripartizione dei compiti : i posatori dei cippi partono prima e li rivedremo fra qualche ora, io assieme a Walter, Nicola e un autista apriamo la strada ad altre due jeep, direzione Nord.
Passiamo vicino ad una trivella petrolifera e attorno ad essa, come un cancro inarrestabile, migliaia di sacchetti e bottiglie di plastica si spargono nel deserto circostante : tante cose mi vengono in mente ma alla fine rimane solo un senso di frustrazione e di impotenza perché il petrolio comanda, da noi occidentali e in questi territori estremi. . . che tristezza.
Per fortuna ci lasciamo questa orrenda trivella alle spalle e ci fermiamo su di un basso altipiano : El Munassib.
Attorno a noi la sabbia e le pietre si perdono all’ infinito, solo a sud si staglia tremolante l’ altopiano del Taqua con, alla sua sinistra, le cime solitarie di El Heimeimat.
Attorno a noi e si capisce dai sassi messi o in parallelo o in cerchio, ci sono delle postazioni da sistemare.
Cammino per qualche minuto nel silenzio della Storia. Il silenzio è “ presente “ , fisico, palpabile.
Qua i nostri han versato con onore e coraggio il loro sangue.
E’ una pietraia sabbiosa e non so come i Leoni della Folgore possano esserci vissuti fin da agosto, in condizioni estreme, con pochissima acqua e con un misero apparato logistico a sostenerli.
Subito mi riprendo dai miei pensieri, raccolgo dei sacchetti di juta e assieme ad altri uomini inizio a fare ciò che i soldati di tutti gli eserciti han sempre fatto : riempire sacchi di sabbia e poggiarli sul perimetro della trincea.
Inizio a sudare e a respirare sabbia che si alza dalle pale ma continuo, senza fermarmi.
Il resto della mattinata è scandito da brevi viaggi in jeep, riempimento di sacchi, posizionamento degli stessi, raccolta di piccoli reperti quali molle di mitragliatrici, bossoli , bottoni, borracce.
E’ un turbine frenetico che confonde ma sto tenendo abbastanza bene.
Per pranzo si torna alla base e il bel vento teso fa garrire il tricolore : una bella nota di colore in questo mare di roccia e sabbia
Dopo pranzo abbiamo ripristinato due o tre buche ma non ne sono certo, ho perso completamente il conto.
Mi sembrano tutte uguali e tutte diverse; ho riempito e tenuto i sacchi innumerevoli volte, ho respirato sabbia come fosse aria e la mia schiena domani mi farà pagare tutto con gli interessi ma sono fiero del mio lavoro.
La sera, nella tenda comune, leggo la stessa stanchezza negli occhi degli altri, mangio con avidità tutto ciò che mi vien portato e tutto mi sembra squisito.
Mi fermo ad osservare Walter, il capo spedizione : lui è una persona ‘’ speciale ‘’ che ha in sè ancora un’ Idea Pura e per questa Fede non ha esitazione e non accetta compromessi : ognuno ha certamente le sue ragioni per essere ad El Alamein ma quella di Walter è una vera e propria Missione. Mi piace molto – e allo stesso tempo mi terrorizza - come persona anche se ha una personalità fortissima ma in me sento forte la volontà di non deluderlo anche se non mi ha chiesto nulla.
Fumo una sigaretta con gli altri e di nuovo crollo in tenda in un sonno senza sogni.

05:00 31/03 Naqb Rala
Ho dormito molto bene e i dolori ci sono ma non così lancinanti come pensavo.
Dopo l’ alzabandiera ci dividiamo in tre gruppi : io assieme ad altri tre paracadutisti ci incamminiamo verso sud con un aquilone da dove farà le foto una macchina fotografica per la mappatura dall’ alto : Nicola del SIGGMI ci ha ben istruito ed è piacevolmente faticoso spingersi fino all’ estremo sud della rampa di Naqb Rala.
E, in lontananza, scura, cattiva, inospitale ci appare la depressione di Al Qattara : è un paesaggio lunare, un paesaggio che i miei sensi fan fatica a capire ma fan presto ad amare.
Il sole picchia forte e nel girare in senso antiorario, il nostro peregrinare ci porta sul ‘’ balcone ‘’ che si affaccia sui due rilievi solitari di El Himeimat.
Il silenzio ci avvolge e, senza proferir parola, sostiamo, con devozione, davanti a questo spettacolo divino e, nello stesso tempo, infernale.
Torniamo al campo, arrivano anche gli altri, pranziamo velocemente saltiamo sulle jeep e dopo aver sistemato alcune trincee ci dirigiamo verso El Himeimat.
Raramente i miei sensi han registrato un paesaggio così mistico, così vicino a Dio, così simile ad una cattedrale.
Saliamo sul picco più alto quando il sole sta per morire alle nostre spalle, ci mettiamo i baschi amaranto e, sull’ attenti con i labari spiegati, ascoltiamo una voce che recita la preghiera del paracadutista.
Dio e i nostri Leoni sono attorno a noi, li sento chiaramente e non sono il solo a sentirli.
Qualche lacrima bagna la cima del El Himeimat, stasera i nostri morti sono stati onorati.
Torniamo al campo a piedi , di notte, sotto la guida delle stelle : è la mia ultima notte del deserto, spero che i nostri Leoni siano contenti che una piccola parte d’ Italia sia venuta fin qui a rendere omaggio al loro estremo sacrificio.

01/04/2012 Sacrario di El Alamein
Sono al sacrario, la mattina è passata veloce a rimettere il campo in ordine e a trasferirci fin sul mare per rendere l’ ultimo omaggio ai nostri soldati; a tutti i soldati dalla Folgore, all’ Ariete, alla Pavia, ai Bersaglieri.
Entrati nella cappella, al cospetto delle targhe degli oltre 4000 caduti, dopo la preghiera del paracadutista è esploso il grido FOLGORE ! e l’ eco non finiva mai, perché i nostri ragazzi caduti per noi tanti anni fa rispondevano al nostro grido.
Emozione, lacrime.

Questo è il mio resoconto sui giorni di El Alamein e lo finirò davanti al mare blu cobalto in cui si specchia il mausoleo di coloro che dettero la vita per noi.
Senza retorica tronfia, con semplicità, guardarono la Morte in faccia e divennero immortali nel ricordo dei discendenti.

Luca Fanetti

 
 
 
 
 
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IL NOBILE GESTO DEI PARACADUTISTI ITALIANI DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Martedì, 10 Aprile 2012
by webmaster



PARMA-Tra i 18 cippi posati durante la XII Missione del progetto El Alamein ve ne sono 5 che contrassegnano le postazioni dei Bersaglieri a Bab El Qattara, della Divisione Pavia a Munassib, della Divisione Brescia a El Taqa e della Brigata paracadutisti Ramke ( Munassib). Brescia, Pavia e Ramke hanno combattuto fianco a fianco con la Folgore. Più defilati, verso nord, i Bersaglieri, che hanno anch'essi pagato col sangue. Davanti ad ognuno di quei simboli , la Missione si è fermata in raccoglimento, dedicando ai Combattenti di quelle Divisioni e del Reggimento Bersaglieri , un minuto di silenzio e una preghiera, in segno di cameratesco rispetto. Si è trattato di momenti commoventi, di alto profilo etico. I Paracadutisti, che si erano distinti sul Fronte di El Alamein per ardimento, combattività e capacità militare fino all'eroismo, attraverso i loro "Figli" del Progetto El Alamein, hanno rinnovato l'omaggio agli sfortunati Camerati che hanno condiviso con loro - onorevolmente- quell'inferno.

Nella foto vedete il saluto al cippo dei Bersaglieri, donato dalla loro associazione, ed il cui "cippo gemello" a breve sarà consegnato in Friuli, dove ha sede il Reggimento.








EMOZIONI di un Paracadutista a El Alamein


E’ passata oramai una settimana dal mio rientro dal Campo di Battaglia di El Alamein e le sensazioni provate nei quattro giorni di permanenza non sono svanite, anzi sono vive e mi mancano più che mai.
Provo a chiedermi cosa mi manca.
Mi manca l’aria che si respirava, mi mancano i 27 fratelli che componevano la missione, mi mancano gli egiziani che ci hanno guidato per centinaia di chilometri nelle distese di sabbia e roccia con i loro fuoristrada, mi mancano le stelle e la luna che illuminavano il deserto, mi manca il perfetto stato di forma, che come per un incanto, è scomparso al mio rientro a Roma, mi manca il silenzio dei luoghi dove sono stati posati i cippi rotto solo dalle nostre preghiere e dai nostri Folgore, mi manca la presenza palpabile di tutti quei Leoni della Folgore che hanno donato la loro giovane vita per un ideale, ma più di ogni altra cosa è viva in me la sensazione di tristezza nel vedere nel Sacrario di El Alamein le centinaia di lapidi dei morti che ancora oggi hanno sopraindicato IGNOTO.
Si, nonostante la tecnologia abbia fatto passi da gigante, in quell’angolo di terra abbiamo ancora dei soldati ignoti per i quali nessun parente, se non le persone che giornalmente visitano il Sacrario, potrà mai dire una preghiera.
Il 27 ottobre del 2007 in occasione della festa di specialità, il gen. Palumbo disse “Ordino a tutti i miei Paracadutisti che almeno una volta nella loro vita si rechino al Sacrario di El Alamein e non dimentichino chi è caduto per la Patria”.
Mai un ordine fu più appropriato.
Gli immensi spazi, i tramonti e i silenzi ti avvolgono come una coperta in un letto in una giornata fredda.
Non è facile dare una risposta su quale sia stata l’emozione più forte di tutta la missione.
Potrebbe essere il luogo dove era ubicato l’ospedale, potrebbero essere tutte le postazioni che abbiamo visitato (ognuna carica di storia), potrebbero essere tutti i reperti che abbiamo visti (mine anticarro, pallottole, bombe, bottiglie, scatolette, filo spinato) che gli uomini, che nel deserto anno combattuto hanno lasciato, potrebbe essere il momento nel quale sulla cima dell’Himeimat raccolti in silenzio abbiamo intonato Come Folgore dal Cielo e recitata la Preghiera del Paracadutista, ma personalmente il momento più intenso è stato sicuramente quando una volta reso i dovuti onori ai caduti dalla cima dell’Himeimat, abbiamo fatto ritorno, al buio, al nostro campo base illuminati da un cielo stellato e da un quarto di luna.
I chilometri, almeno cinque (qualcuno diceva addirittura sette), non sono pesati, anzi, è come se camminassimo sul velluto. Ognuno assorto nelle sue meditazioni ma sicuramente con un pensiero comune…..Grazie ragazzi………avete donato la vostra giovane vita per noi.
E come si dice nel momento della cerimonia del passaggio del paracadute dai Paracadutisti agli Allievi Paracadutisti…..speriamo di esserne degni……...FOLGORE !!!

Forgione Patrizio
Caporal Maggiore Paracadutista in congedo




 
 
 
 
 
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LE IMMAGINI DELLA POSA DEI 18 CIPPI DELLA XII MISSIONE
Lunedì, 9 Aprile 2012
by webmaster


PARMA- Abbiamo selezionato alcune decine di foto scattate da Eugenio Quartieri, paracadutista coordinatore del nucleo di missione dell'ANPDI di Piacenza, insieme al Presidente Cardinali.

Uno dei compiti di Quartieri era quello di scattare le foto ai cippi appena posati, subito dopo l' abbandono della zona da parte della squadra, per avere campo libero.
Per la migliore comprensione delle foto, pubblichiamo qui sotto l'elenco delle località dove sono stati posati. Come leggerete, i Paracadutisti italiani hanno nobilmente donato un cippo anche per le postazioni del Fronte sud occupate dalla divisione Brescia e Pavia e dal 9° Reggimento Bersaglieri a Bab El Qattara. Non è mancato anche un cippo in una postazione dei Paracadutiti tedeschi della Brigata Ramke. Si tratta di reparti che hanno combattuto con onore a fianco della Folgore.




CLICCATE SULLA FOTO PER GUARDARE LA FOTOGALLERY

 
 
 
 
 
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UN ELABORATO TOPOGRAFICO DI GIULIO PRESUTTI-GEOMETRA- TOPOGRAFO DELLA X MISSIONE - OTTOBRE 2011
Domenica, 8 Aprile 2012
by webmaster


PARMA-Non poteva farci regalo più gradito Giuseppe Presutti, geometra viterbese, padre di Giulio Presutti, tenente dei Carabinieri, entrambi partecipanti alla X Missione di Ottobre 2011. Giuseppe ha svolto un accurato rilievo topografico, portando gli strumenti dall'Italia, e offrendo una documentazione di alto profilo scientifico all'Università di Padova e ai nostri Lettori.



cliccate qui per evidenziare il documento (attendete qualche minuto perchè sono 51mb)


 
 
 
 
 
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LA XII MISSIONE DEL PROGETTO E' RIENTRATA
Giovedì, 5 Aprile 2012
by webmaster

foto Amatobene: 31 Marzo 2012- El Alamein i componenti della XII MIssione assegnati alla collocazione dei cippi, posano davanti ad un cippo a El Taqa, nelle stesse ore in cui l'ANPDI partecipava a Roma alla manifestazione a supporto dei due fucilieri di Marina detenuti illegalmente in India. Sia nell'aereoporto di partenza che al ritorno, un nastrino giallo era appuntato sulla felpa dei partecipanti in segno di solidarietà.Sotto: l'ingresso al Sacrario dell'intera missione e il cippo numero UNO, posizionato davanti al Museo del Sacrario Italiano.








PARMA-Sono tutti rientrati alle loro abitazioni i 27 partecipanti alla XII Missione del progetto El Alamein. Dalla Calabria al Veneto, anche questa volta il viaggio è stato condiviso da paracadutisti provenienti da tutta Italia.

I Paracadutisti italiani hanno dimostrato la loro nobiltà posando alcuni cippi anche nelle aree che furono occupate da altre divisioni e Reggimenti : Brescia, Pavia, Trieste e Bersaglieri.
Dopo 70 anni, davanti alle loro buche ci siamo messi sull'attenti e abbiamo reso onore con un minuto di silenzio, rotto solo dal vento del deserto che rendeva la cerimonia ancora più commovente, se ce ne fosse stato bisogno. Al termine, la Preghiera del Paracadutista e il triplo urlo FOLGORE, sotto gli occhi ammirati della nostra scorta e dello staff beduino di APPLETOURS.

Con la posa dei 18 cippi assegnati ala XII Missione, il Parco storico del fronte SUD è quasi completo, con 50 cippi donati, trasportati e posati nel Deserto.

Oltre alla posa, le squadre si sono occupate della manutenzione ad una decina di cippi ai quali sono state sostituite le targhe oppure apposti i segnali di riconoscimento del nord.

Importante è stato anche il lavoro di rilievo con aquilone, che ha interessato l'area di Naqb Rala, e di cui parleremo con un articolo a parte.

Per i Leoni della Folgore è stata tenuta Sabato sera una cerimonia sulla cima dell'HIMEIMAT, a cui è seguito il ritorno a piedi al campo in piena notte.
Il gruppo di Piacenza era il più numeroso, con 15 elementi, che si sono occupati della navigazione GPS e delle fotografie alle operazioni di posa, assolvendo in modo eccellente il loro compito.

Le postazioni sono state ripristinate svuotandole dalla sabbia e circondandole con un giro di sacchetti di juta, che hanno reso il lavoro più visibile.

Stiamo organizzando il materiale fotografico. a breve pubblicheremo numerose fotogallery e i "rapporti" e le impressioni di alcuni dei partecipanti. Ecco il primo scritto di Luca Fanetti, Paracadutista di Firenze


Cima di Qaret el Himeimat, un leggero vento accarezza i labari e le bandiere tenute dai 27 paracadutisti schierati sull’ attenti attorno al cerchio di una buca che fu dei nostri soldati durante i concitati, drammatici ed eroici giorni nell’ ottobre del 1942 quando si fermarono le lancette della Storia.
Il sole, rosso e palpabile come il sangue versato da qui al Mediterraneo dalle nostre divisioni, inferiori al nemico di numero e di equipaggiamento ma superiori nel coraggio, cala lentamente dietro i rilievi di Naqb Rala.
Mentre una voce ferma ma commossa recita con devozione la Preghiera del paracadutista, dal silenzio del deserto sottostante sembra che le voci dei nostri caduti sussurrino ai cuori ebbri di emozione dei folgorini schierati.
Infine, quando l’ ultimo raggio del sole morente, si riflette con una scintilla dorata sulla punta di ottone di un labaro schierato, per tre volte il grido ‘’ Folgore ! ‘’si irradia dalla cima di Qaret el Himeimat e, come un eco immortale rimbalza fino al mare, segno indelebile dell’ estremo sacrificio dei nostri ragazzi.
Poi, la sera e il silenzio, inghiottono i 27 paracadutisti avvolgendoli nell’ emozione del ricordo.

Marzo 2012, El Alamein, XII missione, chi scrive ha avuto l’ onore di essere fra i 27 paracadutisti che armati di fede, dedizione e volontà hanno scelto di posare 18 cippi commemorativi e di ripristinare alcune buche dove i ragazzi della Folgore persero la vita colorando con il loro sangue il rosso della nostra bandiera.
Solo superficialmente è stato possibile rendersi conto delle grandissime privazioni e sofferenze che le nostre divisioni dovettero sopportare in quel deserto roccioso che è El Alamein.
Male armate, assetate, torturate dagli insetti, provate dal freddo delle notti stellate e arse dalle giornate di sole implacabile esse, per giorni, resistettero con abnegazione alle successive ondate di marea del nemico che, ottimamente equipaggiato e numericamente superiore si infrangeva sui cuori immensi degli uomini che le componevano.
In più ho avuto l’ altissimo onore di esserci stato assieme ad altre 26 paracadutisti che, come le dita di una mano, hanno lavorato spalla contro spalla a riempire sacchi di sabbia, scavando il terreno all’ interno delle buche, raccogliendo sassi per rifare il confine ai camminamenti senza mai risparmiarsi, senza un lamento.
Tutti noi lo abbiam fatto con la consapevolezza che il nostro piccolo e insignificante sforzo ci avvicinasse, anche di un solo gradino all’ inarrivabile vetta della loro gloriosa morte.
Quando la schiena chiedeva riposo l’ ho sferzata ancor di più per non essere indegno, con un lamento, di coloro che con abnegazione sono morti laggiù e nessuno di coloro che erano con me ha mai mollato.
E quando poi all’ interno del bianco sacrario, sul mare di El Alamein, 27 cuori hanno gridato ‘’ Folgore ! ‘’ e i nostri morti hanno risposto dal loro angolo di cielo mi sono profondamente commosso fino alle lacrime.
E non ero solo.


sotto: il decollo dell'aquilone sul Naqb Rala e l'apparecchiatura fotografica temporizzata che viene portata in volo. Il cielo è stato nuvoloso per pochi minuti, per poi "riscaldarsi" in poche ore, fino a raggiungere i 28 gradi.


I nomi dei partecipanti

Nicola PETRELLA , responsabile scientifico
Walter AMATOBENE , responsabile operativo

Cardinali Antonio, presidente ANPDI Piacenza
Spadavecchia Vincenzo
Quartieri Eugenio
Devoti Frabrizio
Burgazzi Stefano
Gruppi Marco
Odoni Robertino
Cutuli Francesco
Matteo Scanu
Lavelli Gianfranco
Cigolini Carlo
Dovani Guerriero
Pagani Lugi
Maurizio Cazzulli
Mattei Roberto
Aloi Domenico
Usardi Graziano
Forgione Patrizio
Guido Barbierato Presidente Anpd'I Vicenza
Peruzzo Gabriele
Adolfo Procopi
Trevisiol Flavio
Sidoli Marco
Luca Fanetti
Sirosi Valter CineForum



PARTECIPANTI 27. Il più giovane ha 23 anni, il più anziano 68

NUMERO DI CIPPI POSATI: 18, tra Munassib ( Folgore e Pavia) , Deir Alinda ( Bersaglieri) ed El Taqa ( Brescia) , Naqb Rala ( Folgore)

TARGHE RIPRISTINATE : 6
CIPPI MANUTENUTI: 7
NUMERO DI JEEP IMPIEGATE : 8
RILEVAZIONI AEREE: 180 FOTO
SACCHETTI POSATI: 400



FOTO GALLERY


sotto: squadra ripristino al lavoro, dopo che i posatori hanno posizionato il cippo secondo il piano di posa studiato dal coordinatore scientifico



 
 
 
 
 
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PRONTA A PARTIRE LA XII MISSIONE DEL PROGETTO DAL 28 MARZO AL 1 APRILE
Venerdì, 24 Febbraio 2012
by webmaster



PARMA- La XII Missione del Progetto El Alamein è pronta a partire. Sono 28 i Paracadutisti che si recheranno dal 29 Marzo al 1° Aprile nel deserto di El Alamein, con un programma ambizioso ed impegnativo, che metterà a dura prova la loro resistenza fisica.

Coordinatore scientifico : Nicola Petrella, geologo del SIGGMI
Coordinatore logistico ed operativo :Walter Amatobene

Fondamentale sarà il contributo della sezione ANDPI di Piacenza, che parte con 15 elementi , a cui sarà affidata la responsabilità della navigazione topografica (hanno fatto corsi preparatòri di utilizzo appropriato dei navigatori satellitari, ndr) e si occuperà di mantenere il ritmo di lavoro delle squadre.

Contemporaneamente è partito nei giorni scorsi il container contenente i 18 cippi ( foto sopra) completo di alcuni materiali necessari per la loro posa. L'arrivo è previsto ad Alessandria nei primi giorni di Marzo. Dopo le complesse operazioni doganali, sarà trasportato nel deserto e lì scaricato a mano dai nostri contatti sul posto. L'arrivo sul sito di Missione avverrà intorno al 20 di Marzo. Inutile spiegare i mill eproblemi doganali, logistici, operativi e "fisici" che una operazione così folle comporta.


Obbiettivi primari di Missione
1.Posizionamento di 18 cippi, per chiudere la prima parte del Parco Museale che a fine della XII Missione saranno 50, distribuiti sul Fronte "Folgore" . Luoghi di posa:
Itinerario C” Deir El Munassib”
Itinerario “E” Deir Alinda
Itinerario “D” El Taqa/Passo del Cammello;

2.Sostituzione di 5 targhe dei cippi già posati in area Quota 105 e Deir El Munassib
3. Riparazione di un cippo nel settore Naqb Rala, che era stato lievemente danneggiato durante la posa



Obbiettivi secondari

4. Pulizia e ripristino delle postazioni dove si posa il cippo con riempimento e posa di sacchi a terra in juta ( foto sopra: XI Missione, primo esperimento), spediti insieme ai cippi; L'uso dei sacchi di juta -ne abbiamo caricati 800 nel container- servirà per ridare alle buche un aspetto più aderente alle foto d'epoca; si tratta di una sperimentazione che ci consentirà di produrre materiale fotografico per le celebrazioni del settantesimo anniversario della Battaglia grande.




5. Rilievo fotografico da aquilone e da terra delle aree dei punti di posa dei cippi; cliccate per vedere le foto della XI Missione

Il coordinamento scientifico ha introdotto una nuova modalità di rilievo che consente di accellerare le operazioni di mappatura e la individuazione delle aree più interessanti da ripristinare: l'uso di due aquiloni a cui saranno montate due fotocamere temporizzate che prenderanno immagini fotografiche e video. Si tratta di un ulteriore elemento qualificante che ne aumenterà lo spessore scientifico del lavoro dei paracadutisti che, come sapete, è stato citato nei molti lavori scientifici presentati a livello internazionali prodotti dal professor Bondesan.

6.Posizionamento del riferimento del nord nei cippi già posati (bussola);
In concomitanza cn la creazione dell'ATLANTE DELLA BATTAGLIA, in programma per quest'anno, il posizionamento della freccia nord" sulla testata dei cippi, consentirà a tutti i visitatori di migliorare la comprensione dei luoghi

7. Rilievo aereo dell’area di Nacq Rala.
La zona è stata oggetto del ripristino di molte postazioni, ed è ricca di piccole fortificazioni che talvolta sono invisibili a occhio nudo.

sotto: la postazione ARDIZZONE, quota 105, ripresa dall'aquilone ( 150 m) durante la XI Missione


 
 
 
 
 
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UN ARTICOLO DELLA UNIVERSITA' DI PADOVA
Lunedì, 23 Gennaio 2012
by webmaster



PARMA- La prestigiosa rivista di geologia SIGEA ha pubblicato un corposo lavoro del Professor Bondesan, titolare scientifico dell' EL ALAMEIN PROJECT , all'interno del quale opera il PROGETTO EL ALAMEIN dei Paracadutisti italiani coordinati dal nostro sito e patrocinati dall'ANPDI.Si tratta di due articoli che fanno parte della imponente mole di pubblicazioni che il Professor Bondesan sta inviando ai più importanti organismi scientifici nazionali ed internazionali.
E' di alcuni mesi orsono la presentazione negli USA del progetto al convegno internazionale dei geologi militari.

LEGGETE SUL SISTEMA GIS


LEGGETE SUL PARCO STORICO DI EL ALAMEIN

 
 
 
 
 
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L'ALBO D'ORO DEI PARTECIPANTI ALLE MISSIONI DEL PROGETTO EL ALAMEIN
Lunedì, 2 Gennaio 2012
by webmaster


PARMA- Pochi giorni prima di Natale si è riunito il consiglio direttivo del SIGGMI, per fare il consuntivo delle attività del 2011 e -soprattutto- programmare il 2012, anno nel quale cade il settantesimo della Battaglia di El Alamein. Vi daremo conto delle iniziative, che, come potete immaginare, avranno il loro baricentro sul Progetto del Parco Museale e sulla organizzazione di visite didattiche nei luoghi della battaglia.
Una delle decisioni prese è stata quella di dare maggior impulso alla attività del

sito ufficiale del SIGGMI

che è stato rinnovato graficamente ed aggiornato dal prof Bondesan(presidente SIGGMI).
Il sito è in cerca di un WEBMASTER da scegliere tra i soci.

Attendiamo candidature.

Si tratta di prestare volontariamente la propria opera per mantenere costanti gli aggiornamenti dei contenuti.-

Una della pagine più significative è l' ALBO D'ONORE quella dedicato ai 185 partecipanti, in larghissima maggioranza paracadutisti dell'ANPD'I reclutati attraverso il nostro sito e la rivista FOLGORE.
ALBO D'ORO DEL PROGETTO EL ALAMEIN


Nelle stesse pagine troverete anche i dettagli relativi alle prossime due missioni in fase avanzata di organizzazione.



L'ALBO D'ORO DELLE MISSIONI


I MISSIONE FOLGORE 12-14 febbraio 2010

1 1 Accompagnatore Siggmi Aldino Bondesan
2 2 Accompagnatore Anpdi Walter Amatobene
3 3 Aloi Domenico
4 4 Bionda Primo
5 5 Capoferro Raffaele
6 6 Cipollone Pietro
7 7 Iorio Ernesto
8 8 Mazzitelli Giovanni
9 9 Neri Giovanni
10 10 Poniciappi Gianluca
11 11 Villa Francesco
12 12 Sorrentino Luigi
13 13 Tomasicchio Emanuele

II MISSIONE FOLGORE 25-28 marzo 2010

1 14 Accompagnatore Siggmi Lamberto Fabbrucci
2 15 Accompagnatore Anpdi Francesco Crippa
3 16 Bambagiotti Luca
4 17 Spadi Filippo
5 18 Guidorzi Simone
6 19 Ronco Bruno
7 20 Fasolino Marco
8 21 Banchi Matteo
9 22 Bedento Alberto
10 23 Agostoni Alberto
11 24 Toso Alberto
12 25 Cuguttu Gianfranco
13 26 Saoner Francesco

III MISSIONE FOLGORE 28 aprile -2 maggio 2010

1 27 Accompagnatore Siggmi Aldino Bondesan
2 28 Assegnista Unipd Stefano Furlani
3 29 Accompagnatore Anpdi Walter Amatobene
4 30 Marchesini Marcello
5 31 Bovo Giuseppe
6 32 Marchese Stefano
7 33 Gorrieri Leonardo
8 34 Maddinelli Paolo
9 35 Rizzi Michelangelo
10 36 Bertrand Claudio
11 37 Meneghini Roberto
12 38 Pezzo Tiziano
13 39 Cappai Raffaele
14 40 D’Agostino Alessandro
15 41 Graziotti Giovanni
16 42 Pollini Enrico
17 43 Provenzale Franco
18 44 Sbaraglia Sergio
19 45 Betrò Alessandro
20 46 Mezzina Alessandro
21 47 Rizzi Marcello
22 48 Volpi Maurizio

IV MISSIONE FOLGORE 23-26 settembre 2010

1 49 Accompagnatore Siggmi Lamberto Fabbrucci
2 50 Accompagnatore Anpdi Francesco Crippa
3 51 Guercini Mario
4 52 Volpini Daniele
5 53 Grassi Jacopo
6 54 Romanelli Samuele
7 55 Zaramella Giancarlo
8 56 Alasia Mauro
9 57 Basile Claudio
10 58 Cotta Maurizio
11 59 Zavanella Luca
12 60 Carrino Raffaele
13 61 De Luca Errico
14 62 Aviani Fulvio Guido

V MISSIONE FOLGORE 21-24 ottobre 2010

1 63 Accompagnatore Aldino Bondesan
2 64 Accompagnatore Anpdi Walter Amatobene
3 65 Carmignani Fabio
4 66 Perrone Pino
5 67 Olivieri Massimo
6 68 Bartoli Luca
7 69 Magarini Roberto
8 70 Hauff Rodolfo
9 71 Del Grano Pietro
10 72 Conforti Giovanni
11 73 Raineri Maria Alberta
12 74 Aimi Claudio
13 75 Taiola Graziano
14 76 Pagliari Gian Marco
15 77 Perotti Giovanni
16 78 Nolledi Letizia
17 79 Bertolucci Simonetta
18 80 Landi Paolo
19 81 Nucera Antonio
20 82 Caruso Ferruccio Salvatore
21 83 Preite Pietro
22 84 Buratti Alberto
23 85 Locatelli Mario
24 86 Pastori Angelo
25 87 Camosso Domenico
26 88 Nappini Francesco

VI MISSIONE FOLGORE 20-23 gennaio 2011

1 89 Accompagnatore Siggmi Lamberto Fabbrucci
2 90 Accompagnatore Anpdi Francesco Crippa
3 91 Alberto Ruggeri
4 92 Lorenzo Ruggeri
5 93 Michelangelo Barbi
6 94 Enrico Ceci
7 95 Filippo Ceci
8 96 Eugenio Ciompi
9 97 Roberto Sbragia
10 98 Marco Cetoloni
11 99 Antonello Cinti
12 100 Stefano Carnevale
13 101 Carlo Cerli
14 102 Claudio Mengoni

VII/VIII MISSIONE FOLGORE 24-27 marzo 2011

1 103 Accompagnatore Siggmi Aldino Bondesan
2 104 Accompagnatore Siggmi Lamberto Fabbrucci
3 105 Accompagnatore Siggmi Nicola Petrella
4 106 Accompagnatore Anpdi Walter Amatobene
5 107 Angelo Pastori
6 108 Antonio Cardinali
7 109 Ascanio Salvatore Monreale
8 110 Federico Sbriccoli
9 111 Flavio Trevisiol
10 112 Alessandro Puzzilli
11 113 Claudio Lino
12 114 Dante La Corte
13 115 Vincenzo Spadavecchia
14 116 Andrea Brunetti
15 117 Roberto Raffa
16 118 Eugenio Quartieri
17 119 Alessandro Mantovani
18 120 Daniele Benzi
19 121 Emanuele Solari
20 122 Fabrizio Devoti
21 123 Luigi Pagani
22 124 Marco Gruppi
23 125 Stefano Burgazzi
24 126 Antonio Serra
25 127 Luigi Sorrentino

IX MISSIONE FOLGORE 22-25 settembre 2011

1 128 Accompagnatore Siggmi Nicola Petrella
2 129 Accompagnatore Anpdi Francesco Crippa
3 130 Manassero Giorgio
4 131 Garre’ Matteo
5 132 Manenti Massimo
6 133 Crippa Francesco
7 134 Cavallaio Andrea
8 135 Ruggeri Lorenzo
9 136 Ruggeri Alberto
10 137 Basilico Pierfrancesco
11 138 Usardi Graziano
12 139 Peruzzo Gabriele
13 140 Tomassoni Marco
14 141 Giombelli Daniele
15 142 Lanucara Pier Guido
16 143 Bordogna Giuseppe

X MISSIONE FOLGORE 20-24 ottobre 2011

1 144 Accompagnatore Siggmi Aldino Bondesan
2 145 Accompagnatore Anpdi Walter Amatobene
3 146 Aimi Claudio
4 147 Bartoli Luca
5 148 Basuino Antonio
6 149 Bencini Claudio
7 150 Buratti Alberto
8 151 Camignani Fabio
9 152 De Luca Danila
10 153 De Luca Giuseppe
11 154 Del Grano Pietro
12 155 Deplano Lorenzo
13 156 Fusaro Alfonso
14 157 Gallia Angelo
15 158 Gristina Sergio
16 159 Gulisano Massimo
17 160 Hauff Rudolf
18 161 Locatelli Mario
19 162 Magarini Roberto
20 163 Nappini Francesco
21 164 Nardozza Domenico
22 165 Panza Claudio
23 166 Pastori Angelo
24 167 Porcella Andrea
25 168 Presutti Giulio
26 169 Presutti Giuseppe
27 170 Sandri Riccardo
28 171 Savio Michele
29 172 Silvestri Fabrizio
30 173 Taiola Graziano
31 174 Tonus Lori
32 175 Venturini Stefano
33 176 Vona Salvatore

XI MISSIONE FOLGORE 19-27 novembre 2011

1 177 Accompagnatore Siggmi Aldino Bondesan
2 178 Accompagnatore Anpdi Lamberto Fabbrucci
3 179 Spadi Filippo
4 180 Faini Luca
5 181 Modesti Riccardo
6 182 Saccocci Emiliano
7 183 Bracci Antonio
8 184 Sarti Andrea
9 185 Frazzoni Alessandro


IL SIGGMI SU FACEBOOK

 
 
 
 
 
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LA RIVISTA DELLA SOCIETA' DI GEOLOGIA AMBIENTALE HA PUBBLICATO UN ARTICOLO SUL PROGETTO EL ALAMEIN
Mercoledì, 7 Dicembre 2011
by webmaster



PARMA- Il professor Bondesan ha pubblicato sulla prestigiosa rivista della Società di geologia ambientale un lavoro completo sul parco museale di El Alamein.

Completo, esaustivo e interessante.

Leggeteli:

IL PARCO STORICO DI EL ALAMEIN


clicca per vedere LA MAPPA DEL PARCO STORICO

 
 
 
 
 
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LETTERA AI DONATORI
Martedì, 6 Dicembre 2011
by webmaster



PARMA- La Segreteria del SIGGMI ha recentemente inviato a tutti i donatori una lettera riepilogativa dell'enorme lavoro svolto pe ril parco museale di El Alamein. La pubblichiamo ad uso di quelli che non hanno lasciato i loro indirizzi e-mail o postali.





clicca qui per ingrandire l'elenco AGGIORNATO E CORRETTO al 6.12.2011










 
 
 
 
 
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DIARIO DELLA XI MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN DAL 20 AL 28 NOVEMBRE 2011
Giovedì, 24 Novembre 2011
by webmaster



PARMA- Nota della Redazione- La XI Missione si divide in due tronconi: i componenti della associazione Gotica Toscana, che sono giunti in zona di operazione il 20 Ottobre e un nucleo di Paracadutisti che si uniranno da domani 23 Ottobre, dando luogo ad una task force per la posa dei 18 cippi giunti la scorsa settimana e in attesa di esere collocati. I componenti della Gotica Toscana si sono offerti di collaborare gratuitamente al Progetto mettendo a disposizione le loro competenze e ricerche approfondite per dare luogo alla ricostruzione di postazioni a titolo sperimentale con materiali d'epoca o perfettamente identici. Le immagini serviranno per divulgare gli scopi del Progetto El Alamein



USATA UNA VIDEOCAMERA "VOLANTE" PER RILEVARE LE POSTAZIONI
di Aldino Bondesan

Naqb Rala (El Alamein), 23 novembre 2011
Sono proseguiti i lavori di scavo e ripristino della postazione dello S.Ten. Ardizzone a Q.105. Dopo aver completamente svuotato i camminamenti e iniziato il ripristino della piazzola del pezzo da 47/32, si è dato corso ai rilevamenti delle postazioni limitrofe, con particolare attenzione alla ricostruzione degli eventi che hanno interessato il sito durante la Battaglia Grande. Lo screening effettuato ha consentito di riconoscere quali siano stati i caposaldi investiti dal fuoco dei carri e di artiglieria. Questi ultimi mostravano segni di evidente dissesto e numerosi sono i frammenti di spolette e altro materiale bellico proiettato.
Molti i ritrovamenti di oggetti legati alla vita quotidiana dei soldati, tra i quali di particolare interesse un cucchiaio regolamentare in alluminio,personalizzato con le iniziali del soldato che l’aveva posseduto (L.C.T.)
La postazione è stata rilevata dall’alto attraverso l’impiego di una fotocamera sollevata da un aquilone.
Nel mattino sono stati effettuati sopralluoghi approfonditi nell’area della 13a e 15a cp/V Folgore, identificando molti delle postazioni di Breda 30, Breda 37 e 47/32. Inoltre è’ stata eseguita la manutenzione dei cippi dell’itinerario B a Quota 105.
Poco dopo le 20 è giunto al campo il secondo gruppo, con i paracadutisti Anpdi. Si è proceduto come di consueto ad innalzare il pennone con il tricolore e le bandiere del progetto. Dopo cena è stata fatta la programmazione della seconda fase della missione ed un inquadramento storico della battaglia e dello scontro sul Naqb Rala.
La sistemazione in questa missione è particolarmente confortevole grazie alla disponibilità di una tenda per ciascuno dei volontari. L’affiatamento e lo spirito di collaborazione tra tutti i partecipanti è come sempre molto alto.
LE FOTO DELLA GIORNATA



El Alamein- Quota 105- 22 Novembre 2011- Prime immagini della realizzazione sperimentale di ripristino integrale del caposaldo di Breda 37 "ARDIZZONE", con aggiunta di sacchetti di sabbia. Il lavoro è a cura della associazione Gotica Toscana, che si è offerta di collaborare al Progetto. Alcuni di loro sono Paracadutisti, altri lo diventeranno. La seconda parte della missione giungerà il 23 Ottobre e si occuperà della posa di 18 cippi



sotto: una postazione di Breda 37 nel 1942 a El Alamein




del Prof Aldino Bondesan

SCAVI SULLE POSTAZIONI DELLA MOVM ART PAR SERG. MAGG PIRLONE E DEL TEN ART PAR MASSONI

Naqb Rala (El Alamein) , 22 novembre 2011
Si è conclusa positivamente anche la seconda giornata di rilievi. Dopo le perlustrazioni eseguite nel settore nord e a Deir El Munassib, l’attenzione si è concentrata sul settore di Quota 105 occupata dalla 6 cp e dal 1° gruppo del 185° Folgore. Sono stati riconosciuti i caposaldi dei pezzi di Pirlone e tutti e quattro quelli della Batteria Massoni. Nel tardo pomeriggio è iniziato il rilievo delle postazioni sul Naqb Rala, identificando anche qui le principali postazioni dei 47 e delle Breda poste a difesa del settore della 15 Cp del V Folgore.

Sono proseguiti alacremente gli scavi condotti da Gotica Toscana Onlus, legata al Progetto El Alamein attraverso uno specifico protocollo di collaborazione. Il risultato del secondo giorno di lavoro è estremamente incoraggiante. Sono stati posati un centinaio di sacchetti a terra ridonando alla postazione l’aspetto originario. E’ stata messa in luce la postazione della mitragliatrice pesante Breda 37 ed una parte del camminamento a zig-zag. La postazione da 47/32 distante circa 20 m dalla precedente è in fase di restauro ed ha restituito alcuni bossoli da 47, la cui posizione permette di ricostruire gli eventi della notte del 23 ottobre 1942 (il pezzo sparò a tergo a causa dello sfondamento britannico della linea di sicurezza). Particolarmente affascinante il ritrovamento dello scovolo in legno con ancora le setole ben conservate per la pulizia della canna del pezzo da 47. Il camminamento a zig-zag verrà ripristinato assieme a due crateri generati dall’impatto dei colpi avversari (probabilmente i corazzati che avevano superato il varco n.1 attraverso la prima linea di campi minati italiani).

LE FOTO DELLA PRIMA GIORNATA - SCATTATE IL 22 NOVEMBRE 2011 A EL ALAMEIN

 
 
 
 
 
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ELENCO DEI DONATORI DEI CIPPI DEL PARCO MUSEALE - AGGIORNAMENTO AL 10 NOVEMBRE 2011
Lunedì, 21 Novembre 2011
by webmaster



PARMA - I DONATORI DEI PRIMI 34 CIPPI DEL PARCO MUSEALE DI EL ALAMEIN

La nobile donazione di un cippo ,o di una sua quota, ha coinvolto i Paracadutisti dell’ANPD’ I e moltissime delle sue sezioni sparse su tutto il territorio nazionale, da nord a sud.

COSTI
Conteggi, ricevute e fatture dei lavori e dei costi sono disponibili presso il SIGGMI ( info@siggmi.it).Ogni socio o donatore ha diritto a consultarli con semplice richiesta.
Le donazioni sono state di € 400 a cippo fino a Settembre 2011 ed € 500 successivamente ( per esigenze di copertura dei costi)

PERCHE' SPEDIRE DALL'ITALIA
Dopo una indagine svolta dal SIGGMI e dalla APPLE TOURS e sentito anche mr AHMED, il suo titolare, abbiamo scartato la possibilità di produrre i cippi a El Alamein o altrove in Egitto, per il timore di ritardi, spese di controllo ma -soprattutto- dubbi circa la qualità. I tempi erano stretti.
Per ottenere il prodotto con la giusta estetica e che fosse prodotto a regola d'arte,infatti, sarebbero stati necessari soggiorni prolungati in loco con il rischio di non ottenere il risultato sperato.
L'obbiettivo del progetto è quello di terminare la posa dei primi 50 cippi entro OTTOBRE 2012, settantesimo anniversario della Batttaglia. Ecco il motivo per cui abbiamo dovuto scegliere di procedere senza esitazioni iniziando a spedire sin dal Luglio 2011 per rispettare l'impegno preso.

PROMESSA DI DONAZIONE DA PARTE DELL'ENTE SCUOLA EDILE DI PIACENZA
L'Ente scuola edile di Piacenza ha promesso,sin dal giugno 2011, di donare la produzione fisica dei cippi, che sarà eseguita dai loro allievi. I contatti sono stati tenuti dalla attivissima sezione ANPDI di quella città, ,diventata "avamposto SIGGMI", che ha partecipato anche alla fase progettuale del cippo ed alla creazione del prototipo.
Da pochi giorni -Ottobre 2011- hanno ottenuto una donazione di due casseri in ferro oltre al contributo della Cementi Rossi, che fornirà una speciale miscela cementizia: materiali necessari per l'Ente Scuola Edile. Attendiamo di conoscere le date di costruzione.

La necessità è di spedire entro il 5 Febbraio 2012, in tempo per la missione di Marzo. Se non avremo i cippi per quella data, li ordineremo al produttore sinora utilizzato, Marmografica srl, che ha contenuto il prezzo al puro costo, lavorando senza operai, levigandoli a mano(non era previsto nel prezzo)anche Sabato e Domenica, con la moglie, per consegnare nei tempi previsti.
Gli altri cippi eventualmente prodotti gratuitamente dall'Ente serviranno per l'OPERAZIONE CIPPO GEMELLO, di cui troverete notizia in queste colonne.

NORD E SUD, PARACADUTISTI DELL'ANPDI ED EREDI DEI LEONI ACCOMUNATI DALLA "FOLLIA" DI UN PARCO MUSEALE DI EL ALAMEIN
Tra i donatori noterete che figurano anche diversi eredi dei Leoni di El Alamein. Ognuno di loro riceverà la documentazione del cippo a cui hanno contribuito. Il progetto del parco ne prevede almeno 50. Gli importi sinora ricevuti superano i quindicimila euro, con una media di 445 € a cippo, tra donazioni vecchie e nuove: una splendida dimostrazione di attaccamento ai nostri valori e di capacità di sposare una giusta causa in onore dei nostri Leoni della Folgore. Ecco i sostenitori del Progetto


-SEZIONE ANPd'I PIACENZA "M.A.V.M. PIERO PROVINI"

-DON COSTANTINO LOUIS RUSPOLI

-TEN. F PAR. MARESCOTTI CARLO RUSPOLI

-WALTER AMATOBENE-LUCA BARTOLI - FABIO CAMIGNANI - GIOVANNI CONFORTI PIETRO DEL GRANO - RODOLFO HAUFF - MARIO LOCATELLI - ROBERTO MAGARINI -FRANCESCO NAPPINI - GIAN MARCO PAGLIARI

-GIUSEPPE IZZO

-EDIZIONI LIBRERIA MILITARE. EDITORI DE "I RAGAZZI DELLA FOLGORE" DI ALBERTO BECHI LUSERNA E ---PAOLO CACCIA DOMINIONI

-FRANCESCO NAPPINI, GIOVANNI PEROTTI E SEZIONE ANPd'I DI LUCCA

-PARACADUTISTI SEZ. VICENZA

-ANPd'I DI COSENZA E DI REGGIO CALABRIA

-MARIO TEDESCO (IL MURATORE) E SEZIONE ANPd'I DI PONTEGAGNANO (SALERNO)

-SEZIONI APPARTENENTI AL 5° GRUPPO REGIONALE MARCHE ABRUZZO. SEZIONI ANPd'I DI ANCONA, ASCOLI PICENO, AVEZZANO, FERMO, MATELICA, PESCARA, SAN GINESIO

-TEN. PAR. ROLANDO GIAMPAOLO e TEN. PAR. CESARE ANDREOLLI PAOLINI RICCARDO

-CHIANESE PAOLO - CHIARI MASSIMO- FRANCESCO SAONER - CUGUTTU GIANFRANCO -IORIO ERNESTO MANGINI MARIELLA -RAGUSA GIANCARLO- TORCHIANI ANDREA- TOSO ALBERTO -BATTISTELLA BRUNO

-ANPDI VITERBO referente SBRICCOLI FEDERICO

-FAMIGLIARI E PARACADUTISTI ANPd'I CAGLIARI referente: Marras Antonio

-VERGA DAVIDE-VERGA GIORGIO-CAMERINI ANTONIO-CAMPANERUT IGINO-GUIDORZI SIMONE – PAOLO-DIOSONO LUCA-COMPAGNONI GINO

-TALARICO ANGELA E FRANCO

-RAMBELLI FULVIO

-CITTA' DI TRANI

- CITTA' DI BISCEGLIE

-Provincia Barletta - Andria - Trani

-CITTA' DI ANDRIA

(Nota: il promotore e attivissimo avamposto SIGGMI in Puglia è il paracadutista ( avv) Emanuele Tomasicchio, motore anche della neo-nata sezione ANPD'I di Trani )


-SEZIONE ANPd'I SIENA "M.O.V.M. ROBERTO BANDINI" referente: FUCITO SERGIO

-ASSOC. NAZ. PARAC. MONZA

-SEZIONE ANPd'I BOLOTANA

-86° CLUB FRECCE TRICOLORI GALLARATE referente Tomassoni Marco

-MARFISI ADRIANO

-SEZIONE ANPd'I VARESE

-MASSIMO E MAURIZIO MASSONI

-ROTARY CLUB CASTIGLIONCELLO E COLLINE PISANO LIVORNESI. DISTRETTO 2070

-SEZIONE ANPd'I VENEZIA

-BAMBAGIOTTI LUCA-SPADI FILIPPO-LIVERANI ENRICO-AGOSTI GIUSEPPE-BALDUCCI PAOLO-BEDIN GUGLIELMO-TABELLI FERNANDO (referente Asaro Franca ved. Tabelli )-GALLI ALBERTO

-SEZIONE ANPd'I LIVORNO

-SEZIONE ANPd'I FIRENZE

-ANPD'I VELLETRI (referente Marco Bernardi )

-ANPD'I SEZIONE MONTE ROSA DI VARALLO - VALSESIA (VC) (referente Brambilla Maurizio )

-Ten. Garbolo Franco, Alberici Davide, Sig.ra Manzoni Gorini Carmela, Cap.le Usardi Graziano, Schinelli Franca, Cap.le Usardi Christian
GIORDANO MARIO -BUSINARO SERGIO-SARRI GIANLUCA -CAVA LORIS

-SALVATORE E GIOVANNI ONANO


Per donare rivolgersi a: Presidenza Nazionale Anpd’I oppure a info@siggmi.it e webmaster@congedatifolgore.com
oppure compilkare e spedire LA SCHEDA ALLEGATA ( cliccate qui)





 
 
 
 
 
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DOCUMENTI DELLA X MISSIONE
Venerdì, 18 Novembre 2011
by webmaster

PARMA- Il nostro canale Youtube ha pubblicato un contributo del paracadutista Fabio Camignani, che ha partecipato a due missioni -l'ultima è stata la DECIMA - e due staffette per i Leoni della Folgore.


GUARDATE IL FILMATO
LA X MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN


clicca per ingrandire


I COMPONENTI DELLA X MISSIONE

Aldino Bondesan
Lori Tonus
Claudio Aimi

Squadra A

Giuseppe De Luca
Danila De Luca
Massimo Gulisano

Squadra B

Fabio Camignani
Andrea Porcella
Basuino Antonio
Deplano Lorenzo

Squadra C – TOPOGRAFI

Alberto Buratti
Mario Locatelli
Claudio Panza

Squadra D - TOPOGRAFI

Giulio Presutti
Giuseppe Presutti
Vona ciro

Squadra E

Gallia Angelo
Graziano Taiola
Savio Michele
Alfonso Fusaro

 
 
 
 
 
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PARTECIPA AL PROGETTO EL ALAMEIN. VIENI CON NOI IN MISSIONE
Martedì, 8 Novembre 2011
by webmaster


Partecipa alle missioni di rilevamento e ripristino delle postazioni militari italiane nel deserto egiziano.






Il Progetto El Alamein nasce nel 2008 con l’intento di studiare, documentare e preservare il Campo di Battaglia di El Alamein.
Uno degli scopi del progetto è la realizzazione di un Sistema Informativo Geografico (GIS) che contenga tutta la documentazione storica, cartografica e fotografica disponibile, integrata con rilievi di campagna delle postazioni ancora presenti.
Per questo scopo, nel 2010 è stato siglato un protocollo di intesa tra la Società Italiana di Geografia e Geologia Militare (SIGGMI), il Progetto El Alamein -The El Alamein Project (Università di Padova), la Testata Telematica www.CongedatiFolgore.coml’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia (ANPdI) , con la finalità di organizzare periodiche missioni di rilevamento e ripristino delle postazioni italiane nel deserto egiziano.
Tutte le attività vengono svolte da squadre di volontari, paracadutisti, che operano sotto il coordinamento di un responsabile scientifico Siggmi e di uno operativo di un paracadutista del sito congedatifolgore o dell'ANPDOI. I volontari raggiungono il campo di battaglia per mezzo di fuoristrada e vivono alcuni giorni nel deserto in un attendamento che viene montato di volta in volta in prossimità dei luoghi da rilevare.
Essi provvedono anche alla raccolta e catalogazione dei cimeli che vengono recuperati durante le operazioni di scavo.


Testimonianza di un partecipante alle missioni


Ad una settimana circa dal nostro ritorno, devo ammettere che la mia testa e soprattutto il mio cuore,sono spesso nel deserto. Abbiamo vissuto insieme un’esperienza indimenticabile che rimarrà indelebile in ognuno di noi, difficile raccontare le emozioni che ho provato, respirare l’aria frizzante e carica di energia del deserto, tornare nei luoghi dove si sono compiute le epiche gesta dei nostri ragazzi lette tante volte sui libri . e questa volta viste con i miei occhi; poter accarezzare e calpestare la sabbia all’interno delle loro buche, è stata davvero un emozione travolgente.
Ti incantano l’alba e il tramonto che colorano l’orizzonte, la luna pronta a illuminare le nostre serate passate in allegria e il nostro tricolore che svettava sul nostro campo base e sventolando ci indicava la strada del ritorno durante le nostre escursioni
(par. Lorenzo Ruggeri, 6a missione)

Chi può partecipare?

Chiunque può aderire al progetto e partecipare ad una missione di rilevamento. Ad oggi il più giovane partecipante aveva 16 anni, il più anziano 86! Non serve una preparazione fisica particolare, basta solo un po’ di spirito di adattamento.
Si può partecipare anche individualmente, anche se sono incoraggiate le sezioni Anpdi, o di altre associazioni, che vogliano organizzare una propria missione dedicata. Il numero minimo dei partecipanti è 12.
Il personale sarà istruito preventivamente sulle modalità operative di rilevamento e seguito in campo dai geologi della Siggmi e dell’Università di Padova.

Quanto dura una missione?

Una missione dura in tutto 4 o 5 giorni, compreso il fine settimana (il rientro avviene alla domenica sera). Vi sono mediamente da 3 a 5 missioni all’anno.

E’ un viaggio organizzato da un tour operator?

Il Progetto El Alamein non è un tour operator e non trae profitto dalle missioni. I viaggi si svolgono allo scopo di rilevare e ripristinare le postazioni, secondo gli scopi istituzionali del progetto. Ciascun partecipante provvede autonomamente al proprio biglietto aereo, mentre i trasferimenti in Egitto sono effettuati da un’agenzia del Cairo esperta di viaggi in fuoristrada. Il progetto non gode di finanziamenti pubblici ed è interamente autofinanziato.



Il Parco Storico del Campo di Battaglia di El Alamein è un progetto che prevede il posizionamento di una serie di segnali fissi a basso impatto nei luoghi principali dello svolgimento della battaglia. Il Progetto sarà attuato in due fasi distinte per il fronte meridionale e quello settentrionale. Saranno posizionati al termine del progetto circa 60 segnali sull’intero campo di battaglia.
I segnali sono stati costruiti a imitazione dei cartelli indicatori della posizione dei reparti e delle piste presenti all’epoca, che avevano lo scopo di favorire l’orientamento in un’area quasi del tutto priva di riferimenti topografici.
Ciascun segnale, oltre alle indicazioni geografiche delle località e al numero identificativo, riporta i nominativi di chi ha contribuito alla sua realizzazione ed eventuali dediche.
Il posizionamento dei segnali favorisce anche oggi, come allora, l’orientamento lungo il campo di battaglia. Utilizzando software gratuiti come Google Earth e tecnologia GPS sarà possibile ai visitatori eseguite tour virtuali o visitare direttamente i luoghi degli scontri.
Il progetto è frutto dell’attività organizzativa di Siggmi, www.congedatifolgore.com e Anpdi con il coordinamento scientifico dell’Università degli Studi di Padova. I cippi sono posati durante le missioni di rilevamento che vengono periodicamente condotte con la partecipazione di volontari da tutta Italia.
Per informazioni:
SIGGMI -capofila scientifico

CONGEDATIFOLGORE - capofila logistico ed organizzativo




COME SI PARTECIPA- QUANTO COSTA

PARMA- Da tre anni è in corso l'EL ALAMEIN PROJECT, ideato e coordinato dalla Università di Padova e dalla Società Italiana di Geografia e geologia militare ( SIGGMI) e da due anni assistito anche dai Paracadutisti del nostro sito e del'ANPDI. Si tratta di una iniziativa di caratura internazionale che coinvolge anche importanti organismi diplomatici italiani ed egiziani. Ultimi in ordine di tempo: Camera dei Deputati e Senato italiano, Ministero del turismo e agenzia spaziale egiziani.

DEPLIANT 1

DEPLIANT 2




Dal 2009 si è inserito il supporto operativo dei Paracadutisti italiani che partecipano con un protocollo di intesa e che è stata chiamata "PROGETTO EL ALAMEIN", mentre quello internazionale conserva il titolo di EL ALAMEIN PROJECT.


L'obbiettivo dell'intera operazione è la creazione, nei luoghi della Battaglia, di un parco museale riservato e protetto, per consentire di visitare luoghi non violati -ora a rischio di scomparsa- e , grazie ai Paracadutisti, con le postazioni della Folgore riportate alla visibilità. Contatti internazionali e protocolli di intesa sono già stati firmati con
Ministeri ed enti egiziani e con Ministeri ed enti italiani. Ultimo in ordine di tempo (Settembre 2010) -come segnalato sopra- è il patrocinio della Camera dei Deputati.

Sembra un controsenso, quello di proteggere e recuperare buche nel deserto, ma i Paracadutisti sanno che non è così. In quelle sabbie riposano ancora molti dispersi della Divisione Folgore. Lì hanno sofferto e si sono immolati eroicamente i nostri Leoni. Lì sono morti combattendo i carristi della Ariete, i Fanti della Pavia e della Trieste, i Bersaglieri, i Paracadutisti della Ramke.

Il luogo è SACRO.

OBBIETTIVI SCIENTIFICI INTERNAZIONALI ( EL ALAMEIN PROJECT) E RIPRISTINO DEL FRONTE A CURA DEI PARACADUTISTI DEL NOSTRO SITO E DELL'ANPDI (PROGETTO EL ALAMEIN )

Le Missioni della OPERAZIONE EL ALAMEIN 2010 del nostro sito e dell'ANPDI non si limitano esclusivamente alla rilevazione, censimento e catalogazione delle postazioni, in assistenza ai ricercatori universitari, ma si dedicano per la metà del tempo anche al restauro dei centri di fuoco più importanti.

Rubando ore al sonno ( per cominciare all'alba e avere più ore a disposizione), diversi momenti della giornata vengono sempre dedicati, alla fine del lavoro ,allo studio di tutto il teatro di battaglia, , che viene percorso -anche in jeep, con tappe frequenti- per localizzare gli episodi, libri e mappe alla mano.

LAVORO, STORIA, DIVULGAZIONE

Con il sacrificio fisico dei partecipanti si riesce sempre a dedicare, infatti, alcune ore dei pomeriggi di Venerdì e Sabato alla parte del ricordo, della commemorazione, della perlustrazione del fronte e dell'arricchimento storico.
Conoscendo meglio luoghi, date ed episodi e camminando sui percorsi dei nostri Leoni, si diventa ambasciatori naturali dell'El Alamein Project e del PROGETTO EL ALAMEIN dei Paracadutisti.

La differenza dei due titoli ( inglese ed italiano) dell'impresa ciclopica che stiamo facendo, sta nella dimensione del teatro di operazione: SIGGMI e Università e organismi internazionali e Italiani lavorano su scala internazionale, tessendo relazioni scientifiche e politiche estere di altissimo profilo in Egitto, Germania, Inghilterra, Francia.

I paracadutisti del nostro sito e dell'ANPDI si sono assunti il compito di "proteggere" -anche col badile- l'area della Folgore e si sono impegnati a fare da ambasciatori presso le autorità militari e politiche italiane dove ci sono paracadutisti (anche parlamentari) che che dimostrano affetto, spirito di Corpo, stima e amicizia per ANPDI e per il sito congedatifolgore

Inutile dire che usiamo solo goliardicamente la parola "sbadilatori" e che il nostro lavoro ha -ed avrà- un altissimo significato scientifico, etico e storico.

IL PROFESSOR ALDINO BONDESAN

Le missioni fanno capo alla supervisione scientifica generale del professor Aldino Bondesan - Istituto di Geografia e Geologia della Università di Padova e Presidente del SIGGMI ( Società di Geografia e Geologia Militare, ndr), di emanazione universitaria. A lui spetta il coordinamento dell'attività di alcuni ricercatori di staff. Bondesan era con noi alla Terza Missione(APRILE 2010), insieme al suo neo-assistente dr Stefano Furlani, che, grazie ad un assegno di ricerca biennale, sarà dedicato esclusivamente al Progetto.

La cultura e la conoscenza di El Alamein e della materia militare che Aldino Bondesan e i Suoi assistenti dimostrano, unita alla capacità didattica ( sono tutti insegnanti universitari), rendono il viaggio indimenticabile per coloro che vi hanno partecipato.

La missione "Munassib" ,(giugno 2010) condotta da un altro capacissimo geologo, storico appassionato e grande amico della Folgore, Lamberto Fabbrucci, ha avuto analogo risultato.

Ogni missione -leggendo i commenti "a caldo" dei partecipanti- fa tornare in Italia stanchi ma arricchiti e soddisfatti.

La Missione è anche il modo di fare un sacrificio nel nome di quei Leoni che ci guardano mentre rimettiamo a posto le loro buche per proteggerle dal saccheggio di mercanti (molti sono ITALIANI)senza scrupoli , veri ladri di Storia, ma anche - e soprattutto- dall'avanzata petrolifera e turistica.

L'AVANZATA DELLE RUSPE

Il fronte è in pericolo: con dispiacere abbiamo notato scavi e piste di caterpillar proprio al Munassib, nei pressi delle postazioni della 11ma compagnia. Le compagnie petrolifere "saggiano" continuamente il terreno per misurare la vastità e il consumo dei giacimenti e la opportunità di prelievo. Dopo lo sminamento dell'Esercito egiziano, pagato fior di quattrini e fatto in maniera non invasiva e facilmente ripristinabile, arrivano enormi camion attrezzati per generare onde sismiche,che necessitano di "piste" parallele lunghe anche 1000 metri cadauna, spianate da enormi caterpillar, per propagare, con enormi presse ,le vibrazioni nel sottosuolo.- Dalla risposta degli strumenti, capiscono se l'area è "consumata" oppure se il giacimento è nuovo. Non si fermano davanti a una buca.

I turisti andranno organizzati da un ente ( il SIGGMI) che potrebbe diventare un interlocutore istituzionale di "ONORCADUTI" e del ministero egiziano che controlla le attività culturali.

RELAZIONI E BADILE

L'Università di Padova e il SIGGMI hanno già sviluppato molti contatti e ottenuto molti patrocinii delle massime autorità scientifiche egiziane, e diverse italiane.

Proprio stamane Aldino Bondesan, che è rimasto al Cairo , sottoscriverà un accordo con una una scrittrice inglese molto influente, che insegna alla Università del Cairo e che sta preparando un grande evento su El Alamein, dove saremo/saranno invitati per la prima volta.
Bisogna far presto, quindi, per produrre più lavoro e presentarlo
Obbiettivo minimo: ottenere la riquadratura di quell'area come Museo storico all'aperto.


CIPPI PER RIQUADRARE L'AREA

Inizierà presto la posa di cippi. Gesto simbolico,una sorta di "qui ci sono i paracadutisti" che significa come El Alamein sia "anche" nostra. Informatevi negli articoli sottostanti, in questo rullo.

IL RICORDO DEI CADUTI

Ogni missione si arricchisce sempre di momenti toccanti, quando i si calcano le stesse sabbie di un Leone vivente, oppure di un Caduto. Vengono ricordati talvolta con la posa di oggetti particolari, come hanno fatto i Paracadutisti di Lazise della terza missione: una piccola lapide di marmo azzurrato posata e "battuta" col GPS e, in un altro luogo di quota 105, un libro. Cerimonie commoventi, private, emozionanti, che VOLUTAMENTE non descriviamo nè con immagini nè con parole, perchè saranno i partecipanti a decidere di farlo.

Tutti ci si ritrova sempre il Venerdì sera sulla cima dell'Himeimat per lasciare il segno del passaggio e poi al Sacrario, la Domenica, prima di partire, per urlare Folgore , salutre e ottenere risposta dai nostri Leoni.

IL SITO CONGEDATIFOLGORE E L'ANPDI
La sensibilità del Presidente dell'ANPDI, della rivista Folgore e della segreteria di Presidenza, hanno consentito di unire le forze per questo sacrificio, anche economico, che consente di "riappropriarsi" anche fisicamente della nostra Storia. Non ci spaventa l'enormità dell'impresa. Men che meno se pensiamo a quello che un pugno di Arditi hanno fatto proprio lì, prima di noi. L'obiettivo entro 12 mesi è di avere censito, fotografato e reso disponibile la mappa interattiva della zona della Folgore. Ci vorranno mesi, o anni, per le buche, che saranno ripulite e rese visibili.

NESSUN "RITOCCO", NESSUN PRELIEVO
L'approccio alle buche è quello di chi, in un Cimitero, trovando la Tomba dei suoi Cari sporca e in disordine, la rende dignitosa e pulita. Nulla verrà aggiunto, nulla verrà tolto, ma solo rimesso in sesto.Poi ci si sofferma a pregare o a "vivere" insieme a Loro qualche momento, qualche notte stellata, qualche lacrima all'alba, qualche Preghiera.Cose nostre.



COSTI
- biglietto aereo: a seconda del preavviso di acquisto,
da 270€ in su . Ognuno compera il proprio direttamente dalla ALITALIA, prIvatamente , seguendo le nostre istruzioni sul numero e data dei voli

- assistenza in loco ( jeep, pasti etc)
DA € 395 ( MISSIONE GIOV DOM) a 500€ ( MERC - DOM )
(nota: la quota comprende una ripartizione della quota dell'accompagnatore scientifico. Quello ANPDI si paga il viaggio di tasca propria).

- mance allo staff(in Egitto sono "obbligatorie")
€ 20 ( 4 giorni ) € 25 ( 5 giorni)

- visto di ingresso in aereoporto Cairo
€ 13

- eventuale assicurazione ( facoltativa)
da € 16 a € 20 a seconda del numero di partecipanti


COME PARTECIPARE
Segnalarlo alla Sezione di appartenenza ( è obbligatorio essere soci ANPDI. I non iscritti non sono ammessi. Si può non essere paracadutisti, ma soci simpatizzanti o aggregati), oppure
scriveteci
Riceverete informazioni e requisiti vincolanti da controfirmare, per essere dei nostri.

UN SEVERO CODICE ETICO
I paracadutisti che si recano in missione non vanno in gita, ma devono sottoscrivere un impegno d'Onore, che è il regolamento della Missione: abbigliamento e comportamenti adeguati, niente schiamazzi, rispetto delle decisione del capogruppo scientifico e tanto altro. Scriveteci e ve lo invieremo


PROSSIME MISSIONI
MARZO 2012
MAGGIO 2012
LUGLIO 2012
SETTEMBRE 2012
OTTOBRE 2012



SCRIVETECI !!!!!


 
 
 
 
 
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UIL VIDEO DELLA TERZA STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE DI EL ALAMEIN
Lunedì, 7 Novembre 2011
by webmaster


PARMA- Angelo Pastori ci ha fornito una versione del filmato ufficiale della Terza staffetta per i Loeni della Folgore. Lo ringraziamo per l'enorme lavoro fatto e per i continui miglioramenti che ha promesso di apportare.


 
 
 
 
 
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ALCUNE IMMAGINI DELLA STAFFETTA
Giovedì, 3 Novembre 2011
by webmaster



PARMA- La Staffetta per i Leoni della Folgore - 21- Ottobre 2011- vista da Walter Amatobene.

PER UN ISGUIDO NON E' CITATO TRA I TEDOFORI IL PARACADUTISTA ALFONSO FUSARO , CE NE SCUSIAMO





 
 
 
 
 
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Lunedì, 31 Ottobre 2011
by webmaster


PARMA- Ecco una raccolta di immagini della X MISSIONE, storica e irripetibile:


LE IMMAGINI DELLA X MISSIONE OFFERTE DA FABIO CAMIGNANI


LE IMMAGINI PIU' SIGNIFICATIVE DELLA STAFFETTA - DELLA CERIMONIA INTERNAZIONALE E DI QUELLA PRIVATA DELLA MISSIONE


LE IMMAGINI DELLA X MISSIONE DI AUTORI VARI




I TEDOFORI AL LAVORO NEL DESERTO DI EL ALAMEIN LA MATTINA DEL 23 OTTOBRE



 
 
 
 
 
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LE X MISSIONI A EL ALAMEIN HANNO CONSENTITO DI AVERE UNA IDEA DEL NUMERO DI POSTAZIONI
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster

++++++++++++++++++++++++++++++ ESCLUSIVO +++++++++++++++++++++++



PARMA- La foto dal satellite che pubblichiamo evidenzia il sistema difensivo della Folgore a El Alamein, con il risultato dell'incrocio di mappe storiche, foto aeree del 1942 e perlustrazioni sul terreno.
Il dato fornisce di per sè la misura della vastità del progetto e del lavoro che attende le prossime missioni.

Ogni puntino verde rappresenta una postazione o un insieme di buche risalenti alla battaglia di El Alamein.

Sono circa 2500 le principali postazioni rilevate dal satellite nel settore meridionale del fronte occupato dalla Folgore e in parte dalla Pavia e dalle divisioni britanniche della 7a divisione corazzata (i famosi "Desert rats") e della 44a Divisione.

Poichè sono numerose le postazioni che non sono direttamente visibili dall'alto, i ricercatori del Progetto ritengono che il sistema di buche, caposaldi, trincee e centri di fuoco ammonti a circa il doppio di quelle rilevate e rappresentate in figura.

Nell'intero fronte di El Alamein potrebbero essere presenti un numero variabile tra 15.000 e 20.000 postazioni appartenenti ad entrambi gli schieramenti.

Sono stati proprio i rilevamenti condotti durante le missioni dell'El Alamein Project che hanno consentito di rilevare le caratteristiche geometriche e la disposizione degli approntamenti difensivi, raggiungendo un buon grado di comprensione del sistema di difesa statica e delle conseguenti tattiche di combattimento che hanno portato la Folgore a respingere tutti gli attacchi sul fronte meridionale.




 
 
 
 
 
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35 AMBASCIATORI HANNO ASSISTITO ALL'ARRIVO DELLA STAFFETTA DI EL ALAMEIN
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster



PARMA- Erano trentacinque gli ambasciatori - e altrettanti gli addetti militari- presenti al Sacrario il 22 Ottobre, quando i Tedofori della Staffetta in Onore dei Leoni della Folgore si sono schierati dietro l'Altare e -dopo- sul Sagrato, inseriti organicamente nel cerimoniale.

( ndr: La foto sopra mostra la disposizione degli Ospiti d'Onore e le nazioni invitate).

Di fianco al Braciere , all'esterno, due paracadutisti hanno vegliato la Fiamma: un veterano ed un diciottenne, entrambi tedofori.

Il primo -bresciano- proveniente dai ranghi della Folgore, il secondo -savonese- in partenza per il servizio VFP1 con intenzione di chiedere il VFP4 da cui transiterà alla Folgore, come da suo desiderio che gli auguriano di realizzare.-

Dopo avere posato il cippo numero 1 donato al Sacrario (ne parleremo più diffusamente, ndr), i tedofori si sono schierati inquadrati insieme al resto della X MISSIONE sul sagrato, davanti al braciere che ardeva dalla notte precedente, quando la Fiaccola è giunta dopo 118 chilometri. 32 Paracadutisti, di cui due donne, altrettanto ordinatamente,sono entrati all'interno del Sacrario, prendendo posto dietro l'Altare, di fianco al coro, occupando due appositi spazi a loro riservati.
Lo speacker ha lungamente spiegato in inglese ai presenti il motivo della nostra presenza, acennando anche al Progetto El Alamein.

Gli sguardi di tutti gli ospiti internazionali si sono lungamente soffermati sul gruppo che si presentava compatto, uniforme e.... BELLO. Scusate l'immodestia.


A pochi minuti dalla fine, come da cerimoniale, i Tedofori e la Missione hanno sfilato ordinatamente fuori e si sono riordinati sul Sagrato per dare luogo alla seconda parte della cerimonia, la più importante e baricentrica, di cui Vi abbiamo dato conto nelle notizie sottostanti.

Prima di sfilare, terminata la CERIMONIA, il capo drappello ha ordinato: "ONORE AGLI OSPITI E ALLE AUTORITA'" , cui è seguito un FOLGORE davvero tonante.

Gli applausi e la commozione dei visi di molti sono stati il premio per ognuno di noi.


LE IMMAGINI PIU' SIGNIFICATIVE DELLA STAFFETTA - DELLA CERIMONIA INTERNAZIONALE E DI QUELLA PRIVATA DELLA MISSIONE

I NUMERI E I COMPONENTI DELLA III STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE





PARMA-Il tracciato della Staffetta per i Leoni della Folgore, come risulta dal navigatore di Luca Bartoli, uno dei Tedofori, si attesta a 112 chilometri, prudenzialmente. Le stime sono ancora in corso, incrociando i dati dei tre navigatori in possesso di altrettanti tedofori- Chi scrive ne ha stimati 116, considerando alcuni tratti dove le jeep hanno accorciato , tagliando le piste, oppure per superare punti dove non potevano entrare.

I luoghi toccati sono TUTTI quelli del Fronte sud e della Folgore : Passo del Cammello, Naqb Rala, Qaret El Himeimat, Quota 105, Deir El Munassib, Deir Alinda, Bab El Qattara, Pista dell'Acqua, Sacrario Italiano. Sul percorso la fiaccola ha sfiorato le postazioni contraddistinte da due cippi della zona della sesta grifi e del caposaldo della 24ma Compagnia, a quota 105.

Il resto della cronaca, dal momento dell'arrivo alle 23 del 21 Ottobre al Sacrario, fino alla fine della ccerimonia, lo troverete più sotto



UN PRIVILEGIO RARO QUELLO DI AVERE CONOSCIUTO I COMPONENTI DELLA X MISSIONE


Ho avuto il piacere e l'onore di dividere questi giorni nel deserto con i Tedofori e i componenti della X MISSIONE. Ognuno di loro,senza alcuna eccezione, ha dimostrato di essere nobile d'animo, motivato e rispettoso degli scopi e della organizzazione (severa) che ci eravamo preposti. Il caldo, la fatica, il poco sonno, lo stress delle giornate "al galoppo" per rispettare le tabelle di marcia scientifiche, non hanno modificato di un millimetro il buonumore e il cameratismo che si è immediatamente creato tra noi. Gli alzabandiera, il saluto serale prima di andare in tenda, il buonumore che si percepiva dal brusio di chi si preparava a dormire, l'allegria del mattino, le colazioni fatte di corsa per rispettare la partenza dei lavori alle 7: tutto mi ha fatto tornare indietro nel tempo, al Reggimento. Alcuni dei componenti non erano paracadutisti "tecnicamente", ma il loro comportamento è stato all'altezza. E mentre lo scrivo, capisco che è poco definirlo così: c'era amore e rispetto per la Folgore di ieri e per i congedati che tengono in piedi le missioni.

Poi i saluti commossi in aereoporto a Malpensa, alla fine dell'avventura, come se fossimo fratelli, come se ci conoscessimo da chissà quanto. Ci rivedremo presto, con tutti. Mentre lo dicevo so che lo farò. Non è stato un semplice "viaggio" insieme. C'è molto di più. Altrimenti non ci saremmo commossi, abbracciandoci. Sono alla mia sesta missione e ognuna mi ha insegnato come El Alamein ,con la nobiltà della sua storia e l'enormità del sacrificio dei nostri Leoni e dei Soldati italiani, sia un vero e proprio laboratorio di Valori che cementa amicizie già vive e ne fa crescere di nuove, che diventeranno indissolubili.

Chiudo con un messaggio da un componente dela V missione, assistente di volo Alitalia,che diceva, il 23 mattina: NON SI E' PIU' GLI STESSI, TORNATI DA EL ALAMEIN. FOLGORE!

Ha ragione.
A presto, fratelli di missione!

walter amatobene


TEDOFORI

LUCA BARTOLI
STEFANO VENTURINI - MEDICO E TEDOFORO
RODOLFO HAUFF
WALTER AMATOBENE
PIETRO DEL GRANO
ANGELO PASTORI - FOTO VIDEO
FRANCESCO NAPPINI - Comandante del Drappello durante tutte le cerimonie

MAGGIORE MUSTAFA AHMED- ESERCITO EGIZIANO DI CONFINE- PARACADUTISTA
( ha chiesto l'onore di partecipare, che gli è stato concesso)
- MARIO LOCATELLI
- ALBERTO BURATTI
- FABIO CAMIGNANI
- LORI TONUS
- PORCELLA ANDREA
-BASUINO ANTONIO
-DE PLANO LORENZO
- GALLIA ANGELO
- GRAZIANO TAJOLA
- SAVIO MICHELE

NOTA DI SERVIZIO

Gli ultimi tre tedofori sono stati nominati:
ADDETTI AL MORALE DELLA TRUPPA ( SQUADRA "ZELIG")INCARICO 00A: simpatici, attivi e molto ginnici. Parlano una lingua sconosciuta, bresciano-celtico-bergamasca. Ogni sera studiavano qualche sketch per il piacere della loro confinante di tenda, la geologa Toni Larus, che si rotolava dalle risate. Forse conosce le lingue morte. Grazie al trio zelig il Comandante del volo AIR ONE di ritorno, ha suonato "COME FOLGORE DAL CIELO" durante le fasi di rullaggio dopo avere toccato terra.

Uno di loro proviene da otto anni di 185RAO ed è pilota di jet "vips".Tanta , tantissima lana.

 
 
 
 
 
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IL BILANCIO DELLA XMISSIONE A EL ALAMEIN 20-23 OTTOBRE 2011
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster



IL CAIRO- I componenti della X MIssione stanno rientrando in Italia con un bottino di tutto rispetto:

118 postazioni multiple rilevate
5 approfondimenti topografici fatti da paracadutisti specializzati con attrezzatura al seguito dall'Italia

ripristinato 1 caposaldo composto di 12 postazioni, compresa quella di artiglieria del 185mo

La Staffetta per i Leoni della Folgore,
è stata il VERO EVENTO della cerimonia internazionale. I Tedofori hanno sfilato tra due ali di folla che applaudiva commossa

4 cippi posati a quota 105, più uno donato ( e posato) al Sacrario.


La soddisfazione supera di cento volte la stanchezza e il disagio generato dal caldo e dalle tante ore di lavoro sul campo.

Il gruppo si è immediatamente amalgamato, e la X MISSIONE ha vissuto momenti indimenticabili fatti di sveglie al chiarore del sole, di alzabandiera con le lacrime agli occhi, di perlustrazione sulle buche piene di storia.

Il Maggiore Mustafa Ahmed -la nostra scorta- ci ha ripetutamente fatto i complimenti per l'attaccamento alle nostre tradizioni. Indossava l' uniforme con il brevetto di paracadutista acquisito in accademia, e ci ha promesso appoggio. Diventerà tenente colonnello il prossimo anno. Ci ha pregato di salutare tutti i componenti con stima e ammirazione.

Durante la Staffetta ha voluto correre cinque chilometri insieme al webmaster, nonostante l'arma che indossava e calzature ginniche non adeguate. Grazie.

il Maggiore Mustafa segue il webmaster dopo il cambio con il paracadutista Del Grano, a 10 kmt ad est dal passo del cammello,





LE IMMAGINI DELLA X MISSIONE




 
 
 
 
 
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LE CERIMONIE DEI PARACADUTISTI A LIVORNO ED EL ALAMEIN
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster


LIVORNO-22 ottobre 2011- Il gran numero di eventi legati alla celebrazione del 69mo della Battaglia di El Alamein richiederà qualche giorno per essere raccontato. Pubblicheremo tante immagini, raccolte dai nostri inviati allo Stadio, all'Ardenza e sulle strade dove hanno corso i paracadutisti delle Staffette degli Ideali. Ma le foto da sole non bastano per spiegare a chi legge la grande partecipazione dei paracadutisti in congedo e dell'ANPD'I. Il grande sforzo organizzativo di tutti ha consentito di dimostrare come la "famiglia" dei baschi amaranto sia unita e presente.
Dello stadio di Livorno pieno abbiamo già parlato, pubblicando anche alcuni articoli di rassegna stampa. In questi giorni parleremo dei singoli eventi

LA TENDA CONGEDATIFOLGORE
Migliaia di visitatori all'ARDENZA hanno visto, e tanti di loro visitato la nostra tenda, che aveva un angolo dedicato al progetto El Alamein e un punto di incontro per i tantissimi lettori.
Perfino il Ministro Larussa ha speso un'oretta a parlare con lo staff e si è informato più approfonditamente del Progetto El Alamein. Speriamo che possa aiutarci in futuro. Glielo chiediamo da queste pagine.

LE STAFFETTE DEGLI IDEALI PROTAGONISTE A LIVORNO ED EL ALAMEIN
Per il decimo anno consecutivo le Fiaccole partite da Tradate e Tarquinia hanno dato inizio alla solenne cerimonia di Livorno, davanti al Ministro della DIFESA, del sottosegretario e dei capi di Stato Maggiore della Difesa e dell'Esercito e del sottosegretario Difesa. Uno sforzo poderoso, che ha prodotto l'arrivo delle "anime" dei Caduti , simbolicamente rappresentate durante le cerimonie ,dal Braciere acceso. Il Generale di Brigata Francesco Merlino, che incentivò fortemente questo sforzo,sarà contento di vedere come le Staffette siano diventate una colla che tiebe uniti i migliori paracadutisti italiani: quelli che si ricordano che un paracadutista è "un atleta con lo zaino e il fucile", intraprendente e nobile d'animo.

LANCI SULLA ROTONDA E IN MARE

I campionissimi del CSE, gli incursori e i Carabineri hanno regalato lanci splendidi sia sulla rotonda che in mare. Questi ultimi per simulare l'inizio di una operazione anfibia, riuscita perfettamente, con l'allestimento di un gommone lanciato da un CH 47. Spettacolari e bravissimi.


 
 
 
 
 
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IL 23 OTTOBRE TRA LE SABBIE DI EL ALAMEIN. I TEDOFORI POSANO I CIPPI DEL PARCO MUSEALE
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster


DEIR EL MUNASSIB-DESERTO DI EL ALAMEIN - A Livorno le celebrazioni del 69mo della Battaglia di El Alamein si sono concluse con una eccezionale affluenza di paracadutisti e visitatori e un successo della FOLGORE, mentre a El Alamein la "X MISSIONE" dell' El Alamein Project è ancora in pieno svolgimento. Le sette squadre sono sul terreno a ripristinare le postazioni di quota 105 e a rilevare alcuni grossi posti comando, mentre i tedofori sono impegnati nella posa di 4 cippi.

Nella giornata di ieri un cippo -il numero 1- è stato posizionato all'interno del Sacrario, di fianco al Museo della corte d'onore. Un grande risultato che attende la inaugurazione ufficiale, sbrigate le necessarie pratiche burocratiche per farlo diventare patrimonio del Sacrario.


I TEDOFORI AL LAVORO NEL DESERTO DI EL ALAMEIN LA MATTINA DEL 23 OTTOBRE



 
 
 
 
 
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CRONACA DA EL ALAMEIN - LA X MISSIONE AL SACRARIO
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster


EL ALAMEIN- 22 Ottobre 2011- La solenne cerimonia internazionale che si è celebrata al Sacrario italiano ha avuto un toccante momento in più in onore dei Caduti : i paracadutisti del PROGETTO EL ALAMEIN, che hanno dato esempio di sobrietà, dedizione e rispetto, suscitando ammirazione e complimenti e un lungo applauso da parte della platea internazionale che seguiva l'evento.
DOPO AVERE CORSO PER 118 CHILOMETRI il giorno precedente, dal Passo del Cammello lungo tutta la linea del Fronte (Naqb Rala, Himeimat, quota 105, El Munassib, Deir Alinda, Bab El Qattara) e dopo avere acceso il braciere davanti alla torre di Paolo Caccia Dominioni alle 23 circa del 21 ottobre, hanno pernottato all'interno delle mura.
Ad attenderli c'era il Tenente colonnello FRANCO MERLINO, assistente dell'addetto militare del Cairo, che ha dato loro il benvenuto.

La mattina del 22 si sono schierati sul Sagrato. Sotto gli sguardi ammirati di centinaia di visitatori stranieri, sono entrati nel Sacrario mentre lo speacker spiegava le ragioni della loro presenza e il significato della Staffetta per i Leoni della Folgore.

Il drappello dei tedofori si è riunito a quello della X MISSIONE, componendo un plotone di 3o uomini e due donne perfettamente ordinati. Alla fine della cerimonia a cui erano presenti 25 ambasciatori e decine di visitatori di ogni nazionalità, la Missione e i TEDOFORI sono usciti ordinatamente dalla Cappella nel silenzio generale, riordinandosi sul sagrato.

L'ambasciatore italiano e l'addetto militare hanno accompagnato davanti al braciere, a fianco del quale erano rimasti due Tedofori, il Leone della Sesta Grifi Gino Compagnoni. Il tedoforo è uscito dal drappello e gli ha porto la fiaccola. Insieme l'hanno riaccesa. Rientrando nel drappello, la Fiamma ha assunto il significato della continuità degli ideali che da El Alamein i Paracadutisti si sono impegnati a onorare e diffondere. La Staffetta per i Leoni della Folgore si è conclusa uscendo ordinatamente dalla zona Sacra. Commozione e orgoglio, per i "fratelli" che hanno avuto l'onore e il privilegio di percorrere le stesse sabbie che la MAVM Raoul di Gennaro, dal Camel Pass a Naqb Rala e che tutti gli altri "Ragazzi" della Folgore sul Fronte hanno calcato sessantanove anni orsono. Ognuno dei Tedofori ha preso un impegno, correndo su quelle sabbie. Le lacrime di commozione l'hanno sugellato davanti ai Leoni Caduti , quando , scemata la folla, i paracadutisti e la Missione si sono riuniti per un minuto di silenzio. La preghiera del Paracadutista e un Folgore tonante, a cui i nostri Leoni hanno risposto, come sempre ha rinnovato la promessa. Sono proprio Loro che ci suggeriscono come rimanere Paracadutisti. Chi è stato in Missione del Progetto lo sa: segreti da paracadutisti.

DONATO IL CIPPO NUMERO UNO DEL PARCO MUSEALE AL SACRARIO DI EL ALAMEIN

Un cippo è stato donato al Sacrario e posto nella zona del Museo. Parleremo diffusamente dell'evento non appena sarà fissata la data della "inaugurazione".

Questo articolo è stato scritto davanti al cippo B6, quota 105, area della Sesta Grifi, 23 ottobre. Sono i Tedofori ad avere il compito di posarne 4.

segue: è IMPOSSIBILE SCRIVERE MENTRE LA JEEP E' IN MOVIMENTO....
foto seguono



IL RESTO DEL CARLINO - LA NAZIONE- 23 OTTOBRE 2011 QN

Andrea Fiori

LE HANNO ritrovate intatte. Dopo sessantanove anni. Le due bottiglie molotov...


LE HANNO ritrovate intatte. Dopo sessantanove anni. Le due bottiglie molotov erano esattamente là dove aveva indicato l'inossidabile reduce della Folgore: sepolte in un angolo della sua postazione, una nicchia strappata al deserto. Di fianco, le bombe a mano. Una trappola incendiaria. «Se un carro inglese fosse entrato nella mia buca, eh beh, almeno andava arrosto!». Nelle sabbie di El Alamein c'è ancora gente che scava. Con rispetto. «Con la devozione che si deve ai nostri morti», precisa Walter Amatobene, 52 anni, un imprenditore di Parma che dai tempi del servizio militare ha consegnato il suo cuore alla brigata paracadutisti. «Per questo spiega quando andiamo a El Alamein ci vestiamo allo stesso modo, con sobrietà. Lavoriamo insieme agli studiosi dell'Università di Padova. Vogliamo creare un parco della memoria condiviso con le nazioni allora nemiche. Tutto quello che troviamo lo cataloghiamo e lo portiamo al sacrario. In Italia riflette gli oggetti diventerebbero fermacarte. Qui invece raccontano la dignità e il sacrificio dei nostri ragazzi». Già 170 italiani hanno partecipato alle missioni in questo lembo d'Egitto che fu campo di battaglia eppoi cimitero. Pala in mano, lavorano per ore sotto il sole, nella luce abbacinante. Scaricano dai camion i cippi di marmo del peso di 300 chili che un carabiniere in congedo, Stefano Selmi, leviga nella sua azienda di Castelvetro, in provincia di Modena. Per essere qui si paga. Circa settecento euro. Eppure la lista delle prenotazioni è lunga. Sono operai, artigiani, professionisti, in gran parte ex militari di leva. Di notte dormono nelle stesse buche in cui, il 23 ottobre del 1942, sotto il diluvio delle granate esplose da duemila cannoni, i loro antenati in armi, fiaccati dall'arsura e dalla dissenteria, senza mezzi, senza artiglieria, senza aviazione, senza speranza, non si arresero. Come i trecento di Leonida. Assaltavano i carri armati con le bottiglie incendiarie, i pugnali e le bombe a mano, giocando a rimpiattino con la morte, sfatando la credenza degli italiani imbelli e piagnoni. Il nemico li vinse ma ne rimase conquistato. «Dobbiamo inchinarci di fronte ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore», disse Churchill, ammirato. Il deserto oggi restituisce scarpe, pugnali, piatti, apparecchi radio, brandelli di lettere: frammenti della quotidianità di quei giovani un po' pazzi e un po' poeti, come recita una loro canzone. IL PRIMO a tornare qui, nel deserto egiziano, fu l'ingegnere Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo, decorato da Rommel con la Croce di ferro prima di guadagnarsi la medaglia di bronzo con la Brigata Garibaldi. A guerra finita, all'età di 52 anni, il nobile milanese non riuscì a resistere al richiamo. Passò altri 14 anni tra dune e campi minati, in questo orizzonte sconvolto dall'uomo e pietosamente ricoperto dalla natura, per dare degna sepoltura ai suoi coetanei inghiottiti dalle sabbie nella disfatta dell'Asse. Scrisse le sue impressioni in un libro, e vinse il Bancarella. Nel sacrario di Quota 33, progettato da Caccia Dominioni, riposano 5200 italiani. C'è quasi tutta la Folgore. Figli del popolo come il campione dei pesi piuma Leandro Franchi, aristocratici come i fratelli Costantino e Carlo Marescotti Ruspoli di Poggio Suasa. Duemila ignoti. Tutti morti dalla parte sbagliata, ricordati con doloroso affetto, per la prima volta, dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, pellegrino nel 2000 e nel 2002. Oggi i volontari sembrano seguire le orme di Caccia Dominioni. Riportano in superficie la linea di fuoco e con essa la memoria di questi caduti, negletta per anni e oggi minacciata dagli appetiti delle compagnie petrolifere. «L'obiettivo spiega Aldino Bondesan, 49 anni, presidente della Società italiana di geologia militare, docente all'Ateneo di Padova è molteplice: creare un centro di documentazione universitario, diffondere all'estero gli esiti delle ricerche, creare nel deserto un parco storico, posando i cippi e creando degli itinerari». Una sorta di museo all'aperto. Come in Normandia. Niente a che vedere col reducismo. L'"El Alamein project" patrocinato da Camera e Senato e dall'Associazione paracadutisti ha tutt'altro respiro. «SIAMO stati in Australia, negli Stati Uniti, all'Università americana del Cairo per incontrare i ricercatori degli altri Paesi coinvolti nel conflitto», spiega il professore. Sugli italiani e i tedeschi si abbatté il maglio di una vera multinazionale: inglesi, certo, ma anche neozelandesi, indiani, sudafricani, africani, francesi, greci, congolesi, e americani, presenti al fronte con piccole aliquote nella sanità e nell'aviazione. La speranza è che questi Paesi oggi possano collaborare alla creazione di un grande memoriale. L'Egitto ci sta. Concede una scorta armata ai volontari. Scommette sul turismo. «Oggi spiega Bondesan per le ricerche possiamo contare sulle immagini del satellite. Con le coordinate Gps abbiamo censito, in loco, centinaia di postazioni. Ma utilizziamo anche le carte storiche, i documenti d'archivio, i libri scritti da reduci come Gaetano Pinna o Raffaele Doronzo, i loro schizzi, il materiale donato dalle famiglie». A mettere le ali all'idea è stato l'incontro con Walter Amatobene, l'imprenditore-paracadutista, il braccio operativo. «Partivo da El Alamein per fare il tedoforo racconta dovevo portare il fuoco del braciere di Quota 33 a Livorno, in caserma, nel giorno in cui i parà celebrano la battaglia di ottobre. Correvo, vedevo le postazioni ormai scomparse, e pensavo al sacrificio di quei ragazzi». Oggi il panorama è cambiato. Ti sembra di vederli ancora, acquattati, neri di polvere; e che il vento del deserto porti l'eco delle loro voci baldanzose, e della gioventù perduta.

 
 
 
 
 
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UNO "SPECIALE" SULLA IX MISSIONE - LA PATTUGLIA DEI BEI MAT
Giovedì, 27 Ottobre 2011
by webmaster


PARMA- Il paracadutista Marco Tomassoni , dell'ANPDI di Varese, chiude la carrellata degli scritti sulla IX MISSIONE , chiamata "la pattuglia dei bei mat" in onore al modo che avevano di chiamare l'HIMEIMAT i paracadutisti di El Alamein provenienti dalla Lombardia.Lo fa con uno splendido articolo, che Vi preghiamo di leggere.

LEGGETELO SULL'INSERTO


 
 
 
 
 
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PROGETTO EL ALAMEIN: I PENSIERI DEI COMPONENTI LA IX MISSIONE DAL 22 AL 25 SETTEMBRE
Giovedì, 6 Ottobre 2011
by webmaster


IX° Missione “Progetto El Alamein”
22 / 25 settembre 2011
La pattuglia “di bèi matt”


Paracadutisti, Camerati,
voglio iniziare con quella che fino a qualche tempo fa era solo una mia considerazione ma che ora è diventata una convinzione.

NESSUNO TORNA UGUALE A PRIMA DAL DESERTO EL ALAMEIN.

Quelle sabbie, quel vento che costantemente giorno e notte ti scuote il viso, quei meravigliosi cieli stellati,
quel sole caldissimo ti segnano.
Quei ricordi, quei pensieri, quelle emozioni, quelle sensazioni di essere così vicini ai nostri "ragazzi della
Folgore", penetrano nell' anima e non l' abbandonano più.
Anche questa volta è successo.
Anche questa volta siamo partiti in 14 e siamo tornati ........una sola cosa.
Tutti hanno fatto la loro parte nello stesso identico modo. Nessuno si è tirato indietro anche nel faticoso lavoro della posa dei nuovi cippi. Pensavo di "dosare" le forze di chi meno giovane avrebbe potuto avere delle difficoltà e per risposta mi sono
preso "quasi" delle parolacce.

IO VOGLIO FARE QUELLO CHE HANNO FATTO GLI ALTRI.

Questa la risposta dei più anziani.
Anche questa volta abbiamo vissuto giornate intensissime con poco riposo e tantissime emozioni e quando la fatica e la stanchezza sembravano prendere il sopravvento ecco che qualcuno pronunciava una frase diventata un leit-motiv di queste Missioni:
MA DAVVERO POSSIAMO SENTIRCI STANCHI PENSANDO A QUELLO CHE QUI HANNO FATTO I NOSTRI "RAGAZZI" ?

E' vero carissimi Camerati di questa IX° Missione, se ben ci pensiamo non abbiamo fatto niente rapportato ad allora, eppure se pensiamo a come, in soli quattro giorni un gruppo così eterogeneo si è compattato allora possiamo immaginare quali legami possano svilupparsi in mesi di guerra, sofferenza, pericolo.
Ecco dunque che, aldilà dell' ottimo lavoro materiale svolto, la cosa più importante che portiamo a casa, il risultato più grande è proprio questo, l' aver capito (ancora una volta) che sono la fatica, il sudore, i sacrifici, le privazioni (piccolissime nel nostro caso) a sviluppare quel senso di
Cameratismo che ancora può esistere in questo mondo piatto e superficiale. Sono io a dover ringraziare voi per la disponibilità e la "volontà" da voi dimostrata, fin dal primo giorno di
contatto, nel voler seguire le indicazione mie e degli altri responsabili dell' organizzazione. Io, da parte mia, mi auguro solo di aver saputo fare il mio "dovere" e portato a termine la Missione
affidatami. Questo sarebbe il riconoscimento migliore per me.
Nulla più. Anche io voglio ringraziare Nicola.
Preparato, generoso, umile (potrebbe essere un buon paracadutista........) Vorrei ringraziarvi ad uno a uno ma sarebbe troppo lunga (fate conto che lo abbia fatto) , ma un ringraziamento particolare permettetemi di farlo a
Giorgio (Manassero) .
Orgoglioso Basco Verde sempre all' erta (anche di notte.......), sempre impeccabile nella divisa, sempre in prima fila. Ancora una volta, oltre ai ricordi e alle emozioni che custodisco di me, dalle sabbie di El Alamein, porto a casa un carico di energia che mi accompagnerà nei prossimi mesi (fino alla prossima volta.....) e un nuovo gruppo di Camerati su cui poter contare.

GRAZIE !

FOLGORE !!
Par. Francesco Crippa
Coordinatore ANPd'I IX° Missione "Progetto El Alamein"



I PENSIERI DEI COMPONENTI LA IX MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN



Paracadutisti, Camerati, Amici, Fratelli...


Appena rientrato a casa non ho resistito alla tentazione di sfogliare velocemente le foto dell'indimenticabile
esperienza vissuta insieme e ho sentito il bisogno di scrivere queste poche righe, innanzitutto per fissare in mente qualcosa che fino a pochi giorni fa credevo irrealizzabile, in secondo luogo per esprimere la mia più sincera gratitudine a Francesco per come ci ha guidato e coordinato in quest'avventura, senza mai perdere la
priorità delle cose e con il giusto spirito di sagace e simpatica ironia, ed a Nicola, una vera enciclopedia
vivente, sempre disponibile ad una spiegazione, un chiarimento, un suggerimento. Vorrei anche ringraziare tutti voi, cari Fratelli Paracadutisti, per avermi fatto ritrovare quello spirito
Paracadutista che da tanti anni riposava indomito dentro di me, senza avere la possibilità di esprimersi in questo mondo volgare, effimero e senza regole.
Ho ritrovato quei veri Camerati d'Armi con cui dividere la fatica, le emozioni, la commozione, le risate, la goliardia che solo chi porta dentro certi Valori può capire e condividere.
Abbiamo sudato insieme, mangiato sabbia insieme, imprecato insieme eppure non ho sentito il minimo sforzo.
Abbiamo scherzato insieme, riso a crepapelle e vissuto insieme indimenticabili esperienze che già mi mancano.
Ho visto Paracadutisti stanchi risalire l'Himeimat per aiutare l'amico in difficoltà, ho visto Paracadutisti sudati
contendersi il badile per sostituire l'amico nello scavo della buca sotto il sole africano, ho visto Paracadutisti assetati cedere la bottiglia all'amico e pronti a dividere una barretta, ho visto Paracadutisti trattenere a stento la commozione al triplo FOLGORE dentro al Sacrario...
Non sono cose che si possono descrivere a parole. Probabilmente è vero che quei luoghi hanno qualcosa di speciale, qualcosa di magico che solo gente come noi può capire, qualcosa che ti contagia e che ti rende migliore.
Credo, anzi, ho la presunzione di essere sicuro, che se ci fossimo stati noi in quelle buche 70 anni fa, avremmo fatto come i nostri Leoni: ci saremmo fatti massacrare piuttosto che ritirarsi dalla posizione o abbandonare un Camerata ferito.
E' per questo che mi mancano così tanto le sabbie di El Alamein.

FOLGORE!!!
Paracadutista Marco Tomassoni


Paracadutisti, Amici, e oramai Fratelli

Ho poco da aggiungere alle bellissime righe di Tomassoni, che condivido in pieno e le quali leggendo mi hanno fatto tremare l'anima e mosso alla commozione più viva sino alle lacrime, i momenti che abbiamo condiviso hanno lasciato un segno indelebile per il resto della mia vita. Rimpiangendo di non
essere stato purtroppo un "basco amaranto", da domani rientro in quella vacua quotidianità. Spero di rivedervi tutti al più' presto, e con tutti voi in fermissimo quadrato urlo:
FOLGORE!
Dragone di Nizza, par. Matteo Garre'



Il sole, la sabbia e quel cielo infinito sono tornati lontani.
Ma quegli anni, tremendi ma ugualmente splendenti e indimenticabili, anche grazie a tutti voi, Francesco e Nicola per primi, sono ora più vicini e più vicini mi rimarranno.Grazie di cuore a tutti. A voi per come siete, e soprattutto a Loro per come hanno saputo essere: contro ogni calcolo, contro ogni ostacolo e umana paura, contro il tempo che passa ma che non potrà e non dovrà mai cancellare il loro straordinario vivere e, per moltissimi, morire.
FOLGORE!
Massimo Manenti


Grazie per le vostre parole,grazie per la vostra fortissima carica umana.

E' quantomeno straordinaria l'alchimia di valori che ci ha uniti in questi giorni, incredibile come dopo pochi minuti in vostra compagnia mi sentissi parte integrante di un gruppo cementato da tempo. Era da molto che desideravo realizzare un pellegrinaggio a El Alamein, farlo con tutti voi è stato magnifico. Nemmeno le traversie del viaggio di ritorno hanno potuto intaccare minimamente la soddisfazione che provo nell'aver realizzato un sogno. Se é vero che esiste un'angolo di cielo riservato ai martiri ed eroi della Folgore, questi da lassu' ci benedicono e ci ringraziano per non averli dimenticati. GRAZIE!!!
FOLGORE !!
Alpino Paracadutista Peruzzo Gabriele.

Ciao camerati tutti,
non posso non condividere e sottoscrivere quanto scritto da Marco sulla missione.
Ha interpretato egregiamente il mio pensiero,ma che sicuramente non sarei stato capace di esprimere così bene. Questa mattina, al nostro arrivo alla Malpensa mentre aspettavo l’ arrivo del pulman per Torino, seduto sulla panchina,sono andato con la mente sul campo di battaglia che tutti abbiamo visto e toccato con mano e siamo rimasti per un attimo senza parole. Non mi vergogno nel dirvi che ho pianto senza ritegno. Ho anche pensato che lo spirito che ha animato quei ragazzi,quella solidarietà,quel sostegno reciproco,quella determinazione e grinta con le quali hanno sconfitto l'impossibile ci ha contagiato. Siamo stati un gruppo di persone che per la maggior parte non si conosceva ,eppure ci siamo aiutati reciprocamente anche nelle
piccole necessità.
Con i nostri piccoli o grandi difetti o pregi, siamo stati a mio parere una cosa sola. Siamo stati dei veri Folgorini.
Sono tornato alla mia routine di vita con un altro spirito ,sicuramente migliore ,più determinato di prima.
Vi ringrazio tutti infinitamente. Un saluto particolare al nostro comandante Francesco ed a Nicola per la loro
disponibilità ,competenza e generosità.

FOLGORE !
Par. Basco Verde Giorgio Manassero



Da qualche anno, Marco ed io, ci avventuriamo in quelli che furono i luoghi delle battaglie di quell'immane tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale.
Spesso ci siamo "fermati" ad osservare in rispettoso silenzio l'orizzonte dove migliaia di uomini soffrirono, lottarono e morirono, spesso sacrificando la loro giovane vita,
con l'unico intento di lottare per i propri fratelli in armi. Non vi nascondo che nella maggior parte delle volte ci siamo ritrovati con gli occhi lucidi, perchè al di la della semplice passione per la storia militare, per i mezzi e le armi, abbiamo la consapevolezza di "calpestare" terra intrisa di sangue. Solo chi ha la consapevolezza di questa "semplice" verità, sa che queste non sono parole retoriche; sono sicuro che questa consapevolezza sia presente in tutti Voi.
In questi anni però, mai avevo provato sensazioni così forti: osservare l'orizzonte desolante del deserto, dove Italiani (...quelli con la "I" maiuscola) loro malgrado, si ritrovarono a combattere e a scrivere pagine gloriose della nostra storia, mi ha in qualche modo segnato. Anche se i disagi che abbiamo affrontato sono nulli rispetto a quelli che afflissero i nostri soldati all'epoca, ha fatto emergere in Noi una cameratesca sensazione di appartenenza ad un gruppo: uomini che per fortuna riescono ancora ad emozionarsi davanti ad una piastrina di riconoscimento, consapevoli che il nome inciso sopra rappresenta il sacrificio di migliaia di "Zecchi Pietro" senza volto . Voglio ringraziavi, siete persone fantastiche.
FOLGORE!!
Geniere Giombelli Daniele


Camerati e Fratelli

Avete anticipato tutti ciò che io stesso ho provato, sentimenti profondi di Amicizia, Fratellanza,Emozione e Rispetto per ciò che i nostri LEONI hanno compiuto in mezzo a quelle sabbie. Non appena ci siamo incontrati mi è parso di conoscere ognuno di Voi da sempre, strana Alchimia che lega noi Paracadutisti depositari di quella verità che rappresentano Onore,Patria e Fratellanza.
Ho condiviso pochi giorni con Voi ed al ritorno il fatto di separarci mi ha lasciato un vuoto profondo nel cuore mi mancate perché rappresentate il senso del valore che ogni uomo dovrebbe avere sono felice di sapere che Voi esistiate perché insieme raccoglieremo l’energia che i LEONI della FOLGORE ci hanno voluto
donare, noi non li dimenticheremo mai come non dimenticherò mai tutti Voi. Sono stato Onorato di condividere con Voi un tratto del mio viaggio in questa vita. Nicola complimenti per la tua preparazione e per la passione che poni in ciò che fai Francesco in quanto a te, conosci l’affetto che nutro nei tuoi confronti e ti ringrazio per l’opportunità che ci
hai dato. Per noi “ Tutti per uno ed uno per Tutti “ non è un motto ma un modo di essere.

FOLGORE!!!

Serg. Par. Andrea Cavallaro


In questa mia seconda fantastica missione del Progetto El Alamein,
ho percepito ancora di più la forza che questo deserto ha con i suoi ricordi , di unire , cementare, creare in un gruppo lo stesso modo di pensare, di agire, di aiutarsi e orienta tutti verso il medesimo obbiettivo. Vivere momenti di sacralità per rendere onore ai nostri eroi, questi ragazzi caduti nel difendere i valori del nostro paese; e ricevendo dal nemico l'onore delle armi. Dal mio profondo del cuore ringrazio tutti voi di avermi fatto rivivere momenti bellissimi, di goliardia, di raccoglimento, di unione, di sacralità, un caloroso abbraccio a tutti ed in particolare al mio Presidente ed amico Francesco Crippa. Al gentilissimo e sempre disponibile amico Nicola, ed a mio figlio Lorenzo che con me ha vissuto questa seconda missione, vivendo insieme tutte le emozioni provate.

Grazie a tutti!

FOLGORE!!

Alberto Ruggeri


Tornato da poco dalle sabbie di El Alamein,il mio pensiero ritorna nostalgicamente a quei 4 fantastici giorni passati insieme nel deserto.
Abbiamo fatto una cosa grande: siamo partiti come 14
singoli e siamo diventati, nel giro di pochissimo, un solo gruppo, una sola 'pattuglia affiatata e decisa! Decisa a dare il massimo in tutto e per tutto, seguendo i nostri valori e le nostre convinzioni
con il solo obbiettivo di onorare nel modo giusto i 'Leoni della Folgore' che lì si sono sacrificati fino alla morte per mantenere fede alle proprie idee. Le stesse idee che sono state per noi la linfa vitale e che ci hanno guidato! Abbiamo svolto un ottimo lavoro e un ringraziamento particolare va al nostro grande comandante Francesco Crippa che ha organizzato e coordinato in maniera impeccabile tutte le fasi di questa IX missione e al nostro geologo, anzi, Dott. Geologo Nicola Petrella sempre pronto e disponibile a rispondere a qualsiasi domanda. Porto a casa ricordi e sensazioni che rimarranno con me per sempre e sono stato molto felice di averle vissute insieme a tutti voi e a fianco di mio papà Alberto. Questo renderà l'esperienza ancora più indimenticabile. Quello che mi rimarrà dentro mi da la forza per andare avanti nel nostro paese
dove gesti come i nostri non vengono da tutti capiti e valorizzati, ma spesso sminuiti e forse derisi. Le gesta dei nostri caduti tanti anni fa hanno acceso un fuoco, e noi lo stiamo tenendo acceso e questo mi fa sentire orgoglioso di essere italiano e paracadutista! Grazie a tutti voi per la vostra compagnia e per le parole che avete scritto, mi hanno davvero commosso!
Un cameratesco abbraccio a tutti, e per sempre FOLGORE!!!
Par. Ruggeri Lorenzo


Ciao a tutti eccomi qui a mettere giù le mie impressioni di quanto abbiamo vissuto insieme.
Ho lasciato passare alcuni giorni in modo che la violenza delle mie emozioni si stemperassero nei problemi
della quotidianità. Quanto ognuno di voi ha scritto fa parte dei miei sentimenti, non saprei come meglio descrivere le stesse
emozioni , ho vissuto giorni che mai dimenticherò . Io che nella vita quotidiana non divido la mia camera da letto neanche con mia moglie ho dormito, meglio dire : contato le ore, in 2 metri quadrati con Andrea, io che sono schizzinoso nel mangiare , sono iper igienista e non vado oltre, devo dire che mi sono trovato
benissimo . Non lo so il perchè, merito del vostro cameratismo, o forse perchè il grande Sacrario del deserto impregnato del sangue dei nostri eroi ammutoliva le mie esigenti abitudini. Andare nel deserto di El Alamein è sempre stato un mio desiderio anzi un mio dovere e grazie a tutti voi è stata un esperienza bellissima .
FOLGORE!!
Par. Giuseppe Bordogna


Ho aspettato a scrivere queste righe, perchè non avevo la volontà.
Ero sotto un influsso strano non riuscivo ad essere a casa.
Ero e sono ancora "LA" il cielo la sabbia e noi con i ragazzi , migliaia che urlavano FOLGOREfolgorefolgorefolgorefolgore infinite volte, sentivo le loro parole, udivo i passi vicino alle buche , ecco il perchè mi allontanavo a volte. Volevo tenerle per me . Al ritorno come detto ho portato il materiale al museo della casa di riposo di TRADATE ed era appena iniziato il ricevimento con tanto di personaggi che dicevano parole al vento, non al vento AFRICANO ma
quello politichese e li mi sono detto “ma che cazzo ci stò a fare qui?”. Poi ho guardato le foto dei cimeli dei nostri RAGAZZI e ho detto “devo far conoscere cosa ha fatto la IX° missione del Progetto El Alamein. HO parlato con il presidente della Casa: mi dice dopo ti presento. Arriva il momento
mi chiama e dice"UN PARACADUTISTA E’ TORNATO DA POCO DA EL ALAMEIN. Mi sono detto: "cazzo io sono tornato non le migliaia di uomini, di giovani di ITALIANI”. Vi giuro razazzi non cè lo fatta ho pianto , di certo , non mi devo vergognare di questo , ci sono altre cose di cui bisogna vergognarsi. Ho lasciato il materiale fotografico e me ne sono andato senza dire una parola . Volevo dire molte cose , volevo dire che ho trovato in 13 persone che hanno lavorato a un progetto immenso come è immenso il deserto e il cielo in quei posti che noi abbiamo visto Volevo dire che i paracadutisti, anzi, gli ITALIANI (non tutti sono paracadutisti) che sono stati con me sono immensi nel cuore e nella volontà di dire ancora una volta non
siamo mafia spaghetti mandolino ma un popolo di : esploratori , lavoratori , inventori.......................martiri ed
eroi. FOLGORE !
Cap. Magg. Par. Graziano Usardi


Ciao ragazzi,

arrivo molto probabilmente da buon ultimo, dopo aver letto tutte le vostre mail, le parole, le emozioni ed i ricordi. Siamo partiti da sconosciuti, siamo tornati come un sol uomo, un plotone unito, coriaceo ed affiatato, tutti per uno. In questi giorni ho raccontato a tutti, ogni occasione era buona, la nostra Missione e soprattutto quel momento magico, altissimo e coinvolgente della cerimonia al Sacrario. Le voci dei nostri camerati caduti in quelle sabbie che ripetevano con noi, uno ad uno, per un
tempo infinito, il nostro FOLGORE urlato a squarciagola.
Mi piace pensare che con noi in quel grido ci fossero anche Alessandro e Mariano, volati in cielo la sera prima a Reggio.
E adesso GRAZIE, senza retorica e spero senza banalità, ma con il cuore.

FOLGORE!
Par. (Ten.) Pierfrancesco Basilico
NOTA DELL AREDAZIONE: IL TESTO CON LE ULTIME RIGHE RISULTA DANNEGGIATO. LO AGGIUNGEREMO A BREVISSIMO



 
 
 
 
 
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Lunedì, 3 Ottobre 2011
by webmaster

SCARICA IL MODULO PER DONARE UN CIPPO

 
 
 
 
 
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IX MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN: RISULTATI ECCELLENTI
Giovedì, 29 Settembre 2011
by webmaster


IX MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN: DAL 22 AL 25 SETTEMBRE


PARMA- Dopo la cernita del materiale fotografico che ci è pervenuto molto abbondante dai componenti della IX MISSIONE del PROGETTO EL ALAMEIN appena rientrata, pubblicheremo -come sempre- una intera galleria fotografica della missione.

Nel frattempo abbiamo scelto le immagini degli otto cippi posati dalla IX MISSIONE e di dei dei reperti casualmente ritrovati, che saranno riconsegnati al Sacrario.


Le zone interessate dalla Missione sono state quelle di quota 105, delle posizioni della sesta grifi e di Deir Alinda, raggruppamento Ruspoli.

cliccate sulla immagine per ingrandire il programma del SIGGMI ed individuare le aree di posa


NOTA DEL SIGGMI:
Le targhe apposte, in caso di errori di posizionamento oppure di stampa, potranno essere modificate, su segnalazione dei donatori, che riceveranno la comunicazione ufficiale.




LE FOTO

 
 
 
 
 
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CADUTI E DISPERSI ITALIANI DI EL ALAMEIN
Domenica, 25 Settembre 2011
by webmaster



PARMA- La nostra sezione EL ALAMEIN PROJECT si arricchisce di due documenti unici e commoventi: quello dei Caduti e dei Dispersi che riposano rispettivamente nel Sacrario e nelle sabbie di El Alamein, come risulta da documenti ufficiali

Impressionante il numero dei paracadutisti dispersi.


avviso ai lettori: si prega di citare le fonti


CADUTI

DISPERSI DI TUTTI I CORPI

DISPERSI DELLA FOLGORE


Nota: la raccolta dei Corpi fatta da Caccia Dominioni e da successive spedizioni ha incontrato difficoltà nella identificazione dei corpi, perchè non tutti i Soldati Italiani erano muniti di piastrina, e non tutti i paracadutisti erano riconoscibili dall'abbigliamento.
Ecco perchè nell'elenco dei sepolti al Sacrario, sembrerebbe che i Paracadutisti siano inferiori al loro numero effettivo.

 
 
 
 
 
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I PRIMI 12 CIPPI SONO GIUNTI A EL ALAMEIN
Venerdì, 9 Settembre 2011
by webmaster

L'immagine dei 12 Cippi partiti il 16 Agosto da Parma sono giunti il 7 settembre 2011 nel Deserto di El Alamein in attesa di essere posati dalla IX Missione del Progetto che sarà in area il 22 Settembre pv



PARMA- Il Progetto El Alamein , ovvero l'operazione di censimento, mappatura del Fronte della Battaglia, ripristino delle postazioni della Folgore più significative e la creazione di un parco museale all'aperto, prosegue con successo.

A tutt'oggi sono pervenute donazioni equivalenti a 25 cippi, dei 50 previsti dal nostro piano. Si tratta di una eccezionale e nobile risposta che la dice lunga sulla scala di valori che hanno i baschi amaranto in servizio e in congedo e i soci dell'ANPDI. El Alamein, insieme a Tarquinia, sono le sorgenti della Folgore e la Battaglia di El Alamein, più delle altre, ha segnato la storia e creato la leggenda dei Paracadutisti italiani.
AUMENTO DEI COSTI
Per evitare sciacallaggio e danneggiamenti ( già avvenuti), abbiamo deciso di modificare il cippo, originariamente ricavato usando fusti e paline in stile seconda guerra mondiale, facendone produrre uno in cemento armato del peso di 320 kg.

Il costo del cippo "blindato", rispetto al FUSTO è lievitato a causa dei problemi di logistica e doganali in Egitto, portando a € 500 la richiesta di donazione.
Alcuni paracadutisti hanno già generosamente aderito.
Chi ha già versato 400 non deve aggiungere nulla.


In futuro sarebbe prevista la produzione in Egitto, per ridurre drasticamente i costi. Non appena avremo gli stampi donati dall'ente scuola edile individueremo un produttore a El Alamein, se la qualità sarà accettabile.

Qui sotto:

-una delle targhe in resina pesante resistente agli HUV , spessore 10 mm, stampata per sublimazione , che saranno apposte nel retro di ogni cippo.





-l'elenco donatori aggiornato al 31.08.2011
In caso di omissioni, Vi preghiamo di segnalarle urgentemente a
:
SEGRETERIA SIGGMI



 
 
 
 
 
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NOTIZIE SUI CIPPI IN VIAGGIO VERSO EL ALAMEIN
Mercoledì, 7 Settembre 2011
by webmaster




PARMA- I 12 cippi "blindati" spediti via mare il 16 di Agosto da Parma , sono stati liberati questa mattina dalla dogana egiziana di Alessandria port.

LA COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE TARROS DI LA SPEZIA HA DONATO IL TRASPORTO MARITTIMO


La compagnia di Navigazione Tarros, che già nel 2007 aveva trasportato la fiaccola accesa a El Alamein fino a La Spezia con la nave VENTO DI MAESTRALE, ha abbuonato al SIGGMI il nolo marittimo ( 450 €), alleggerendo le pesanti spese di logistica che il nostro sito e il SIGGMI stanno sopportando. Le spese più costose sono i trasporti in Italia (1 container € 760) verso il porto e quelli in Egitto, compresa la dogana ( € 1850)



La prima tranche di donazioni di € 400 per cippo è stata aumentata ad € 500 per i futuri donatori, per meglio coprire tutte le spese, essendo impossibile produrre i cippi sul posto almeno fino a quando non riceveremo gli stampi dalla scuola edile di Piacenza e fatto un sopralluogo.

Il viaggio via mare ha impiegato 8 giorni. Il container è giunto al porto di Alessandria il 26, in pieno Ramadan che è terminato solo il 3 Settembre.

Le operazioni doganali di importazione sono state più "costose" del previsto, a causa di alcuni intoppi burocratici e soste del container ( l'Egitto è sempre una sorpresa..), ma siamo riusciti ad avere il nulla osta.

Il container verrà svuotato in porto domani mattina e i cippi saranno trasferiti via camion a El Alamein, dove Ahmed della Apple Tours provvederà ad individuare un luogo idoneo per depositarli in attesa dell'arrivo della IX MISSIONE, che ne posizionerà alcuni.

seguiranno le foto dell'arrivo ad El Alamein




Ottobre 2007: *il lancio in onore della Tarros che la Brigata Folgore -grazie all'interessamento del Maggiore Pellegrin che produsse la Bandiera e organizzò l'evento- offrì all'Ingegner Musso, ora scomparso, "patron" della compagnia, in segno di amicizia.La compagnia Tarros accolse la fiaccola con grande rispetto e riguardo grazie al direttore della Filiale di Alessandria, Riccardo Bonamino. Da lì fu trasferita a bordo della nave VENTO DI TRAMONTANA e raggiunse il porto di La Spezia, dove un picchetto ANPDI-Folgore la prelevò , portandola a Tarquinia, da dove ripartì per terminare il suo lungo viaggio davanti al monumento ai caduti della Vannucci.

LA AMICIZIA DELLA TARROS INIZIA NEL 2007
altre immagini del 2007: consegna della fiaccola all'ufficio Tarros di Alessandria ( il dr Bonamino è a sinistra) e successivamente al capitano della nave VENTO DI TRAMONTANA della Tarros e poi alla rappresentanza ANPDI- FOLGORE che l'ha accolta a La Spezia




 
 
 
 
 
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IL LAVORO DEI PARACADUTISTI A DISPOSZIONE DI TUTTI I VISITATORI DEL SACRARIO
Martedì, 9 Agosto 2011
by webmaster


Il Progetto El Alamein organizza escursioni sul campo di battaglia a disposizione delle Sezioni che si recano in visita al Sacrario



Dopo la fase iniziale di esplorazione e ricerca sul campo, il Progetto El Alamein, in accordo con Anpd’I e Siggmi, organizza escursioni sul campo di battaglia della durata da 2 a 4 giorni per tutti coloro i quali intendano visitare i luoghi che furono teatro degli scontri durante l’estate del 1942.

Si tratta di un’occasione unica per osservare postazioni e trincee, con le diverse fasi della battaglia illustrate da ricercatori della Società italiana di Geografia e Geologia Militare.

ESCURSIONI APERTE A TUTTI
Le escursioni sono aperte a tutti, ai paracadutisti, ai famigliari e ai simpatizzanti. Il viaggio avviene con mezzi fuoristrada moderni e si è accompagnati da guide molto esperte dei luoghi.

Non vi sono particolari difficoltà di spostamento. La maggior parte dei tragitti viene percorsa in fuoristrada ed è previsto almeno un pernottamento nel deserto in tenda.

ACCOMPAGNATORI ITALIANI ED ORGANIZZAZIONE ANCHE PER CHI E' IN ALBERGO

Per i gruppi più numerosi che intendano recarsi in pellegrinaggio a El Alamein è possibile organizzare rapide escursioni anche di un solo giorno nel deserto, con rientro in albergo in serata.

Con le visite contribuirete a finanziare le Missioni.


Per informazioni scrivere a
info@siggmi.it
o

webmaster@congedatifolgore.com


 
 
 
 
 
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NOTIZIE DAL PROGETTO EL ALAMEIN
Giovedì, 28 Luglio 2011
by webmaster




PARMA- E' pronta a partire la IX Missione del progetto El Alamein , prevista dal 22 al 25 Settembre.

14 paracadutisti, il capogruppo ANPDI Francesco Crippa e l'accompagnatore geologo Nicola Petrella del SIGGMI raggiungeranno l'area di quota 105, sul fronte sud della Battaglia, per proseguire le rilevazioni e il ripristino delle postazioni della Folgore.

Una seconda missione, composta di 40 unità è in avanzata fase di organizzazione per il periodo 20-24 Ottobre.


A differenza delle altre, la X Missione durerà un giorno in più
(rientro Lunedì, anzichè domenica) per consentire una adeguata e prolungata partecipazione alle celebrazioni internazionali della Battaglia che si terranno al Sacrario proprio Domenica 23 Ottobre e che spettano -per quest'anno- all'Italia, con la presenza delle delegazioni delle altre nazioni.

22-23 OTTOBRE 2011: III STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE
Da Camel Pass al Sacrario- 100 chilometri


Il gruppo della X MISSIONE comprende anche i 14 paracadutisti della "III STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE", che quest'anno partirà dal Passo del Cammello, ovvero dal primo punto di inserimento della Folgore al fronte.
I primi 35 chilometri saranno gli stessi percorsi a piedi dai Minatori Artieri Paracadutisti, allora comandanti dal Tenente Raoul di Gennaro - MAVM, che risiede a Civitavecchia. A loro fi affidato il compito di sminare una striscia per far passare il resto degli uomini.

I paracadutisti correranno senza assistenza su ruote, in parte anche nella impraticabile depressione di El Qattara, raggiungendo l'area dell'Himeimat, Naqb Rala, Quota 105 e Munassib, fino al Sacrario, dove giungeranno la mattina del 23 Ottobre, ricongiungendosi al resto del gruppo. La staffetta arricchirà la celebrazione internazionale affidata all'Italia per il 2011. Come sapete, il settantesimo anniversario, invece, sarà organizzato dagli Inglesi, come prevede la rotazione quadriennale dell'incarico.


LA POSA DEI CIPPI ANTIVANDALO


Sono in avanzata produzione 12 cippi "blindati", che rappresentano una evoluzione, sia artistica che di sicurezza, del progetto. Il materiale usato sarà un cemento speciale e saranno arricchiti da un gladio in rilievo. La spedizione avverrà tramite container marittimo entro la prima decade di Agosto, mentre la posa sarà effettuata da un nucleo della IX Missione, dal 22 al 25 Settembre.

Il monolite di cemento di 100 x 100 x 50 centimetri arricchirà le zone più visitate della Battaglia dove riterremo non conveniente posizionare il fusto e ci aiuterà ad evitare furti o danneggiamenti. Una targa affogata nel manufatto descriverà l'area con il relativo fatto d'arme e citerà il donatore.

GUARDALI IN DETTAGLIO

Sui monoliti potranno essere anche apposti i fregi degli altri reparti che hanno combattuto su quel Fronte, spalla a spalla con i paracadutisti: Ariete, Pavia, Brescia, Ramke.Un doveroso gesto di affetto ed amicizia nei confronti di quei soldati che insieme alla Folgore si sono immolati in quell'inferno.

Sono contemporaneamente disponibili anche un numero adeguato di fusti che intendiamo posizionare in aree lontane dalle piste. Ogni missione si occuperà di verificare lo stato di conservazione e di effettuare la manutenzione dei fusti esistenti e dei cippi.


OBBIETTIVO FINALE: CENSIMENTO, MAPPATURA E CREAZIONE DI UN PARCO MUSEALE DI EL ALAMEIN
Il PROGETTO EL ALAMEIN dei paracadutisti italiani -cui è affidata l'area della Folgore- insieme all'EL ALAMEIN PROJECT, che si occupa dell'intera zona della battaglia, si sono dati l'ambizioso obbiettivo di posizionare almeno 50 cippi che formeranno un percorso storico-museale, che chiederemo venga riconosciuto dalla autorità egiziane, teminate le tempeste. La nostra strategia è quella dell' "assalto preventivo" , come facevano i nostri Leoni: prima i risultati, poi le parole. Posizionandoli e dimostrando il respiro del nostro lavoro, otterremo maggiore aiuto anche dalle autorità egiziane con le quali siamo in contatto. Oltre ai cippi e al ripristino delle postazioni, il risultato scientifico più importante sarà costituito dal database che l'Università di Padova sta creando grazie al censimento, mappatura e presa di immagini fatto dai paracadutisti. Il Fronte sud, minacciato da industria petrolifera e turismo, sarà defintivamente ricostruito elettronicamente e reso disponibile a tutti, mentre le postazioni più importanti della Folgore saranno nuovamente visibili, con l'impegno di ripulirle periodicamente.


AUTOFINANZIAMENTO
Grazie alla commovente e generosa risposta dei paracadutisti, abbiamo ricevuto sino ad oggi donazioni per 20 Cippi (ndr: leggete l'elenco e segnalate eventuali errori), sia da gruppi che hanno partecipato con quote personali, che da sezioni ANPDI o singoli che hanno contribuito con un intero manufatto. Ognuno di loro sarà citato sulla targa che apporremo sui cippi o sui fusti.

A causa dei maggiori costi di produzione, chiediamo a tutti i futuri donatori di partecipare con almeno 500€ per il cippo singolo.

Rimane LIBERA la partecipazione ad una singola quota, senza limite di importo-

Tutte le spese di comunicazioni, telefoniche e quelle per i viaggi dei posatori sono a carico degli organizzatori e non intaccheranno i fondi della donazione. Quanto versato andrà ESCLUSIVAMENTE a coprire i costi vivi di produzione.


Compilate il modulo pe rfare una donazione


RISULTATI DELLE PRIME OTTO MISSIONI
I risultati fino ad oggi sono eccezionali: grazie all'azione dei paracadutisti attivati dal nostro sito e dall'ANPDI, sono 585 le buche censite, mappate e fotografate, e 136 quelle ripristinate.
Due sono state le Staffette per i Leoni della Folgore, per le quali ci giunge ogni giorno il gradimento e l'apprezzamento delle autorità italiane ed egiziane , civili, diplomatiche e militari.
La nostra intenzione è di far diventare la STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGRE di El Alamein parte integrante delle celebrazioni, così come quelle di Tarquinia e Tradate lo sono diventate in Italia.

SCRIVETE PER PRENOTARVI ALLE PROSSIME MISSIONI


 
 
 
 
 
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AGGIORNAMENTO SUI CIPPI ANTIVANDALO
Venerdì, 24 Giugno 2011
by webmaster


PIACENZA- Nella giornata di Venerdì 17 Giugno stato compiuto un altro passo avanti nella realizzazione dei "cippi blindati" da posizionare nella zone del Fronte della Folgore di El Alamein dove maggiore è il passaggio di beduini e più alto il rischio di furti o danneggiamenti.

Pressp l’ESE ( Ente Scuola Edile ) sono stati prodotti tre prototipi per verificarne le problematiche legate alla realizzazione in serie ed i costi.L'ente scuola edile addebiterà soilo i materiali, donando la manod'opera dei carpentierie dei mastri muratori, che sono il principale capitolo di spesa.
Grazie alle donazioni ricevute saremo in grado di scegliere tra due tipi di versi di cippo, e produrre oggetti durevoli e adeguati alla sacralità del luogo.
Grazie all'eccezionale lavoro di "marketing" del Team dell’ avamposto SIGGMI E ANPDI di Piacenza c'è stato un produttivo incontro fra la direzione dell’Ente e Walter Amatobene ( in rappresentazna del SIGGMI e del sito www.congedatifolgore.com ).
Durante la riunione sono emerse diverse opportunità di collaborazione futura. Grazie alla dirigenza della scuola che si è dimostrata ricca di idee e di finalità etiche, si svilupperanno alcuni progetti che riguarderanno da vicino i paracadutisti.

(n.d.r.: nelle foto piccola il prototipo in scala. seguiranno le foto del prodotto finito martedì 21 giugno)



L’avamposto di Piacenza ha donato alla Direttrice dell’Ente Arch. Cristina Bianchi una pergamena ed una ampolla con la sabbia del deserto mentre Walter Amatobene ha consegnato i primi due orologi del PROGETTO EL ALAMEIN, uno dei quali andrà al polso dell'ingegner Rodriguez, altro entusiasta sostenitore del progetto.

Entro il 20 di Luglio saranno prodotti i 20 cippi previsti dal progetto, che verranno spediti in tempo per metterli a disposzione delle due missioni di Settembre ed Ottobre. L'obbiettivo è di posarli prima della Staffetta per i Leoni della Folgore, affinchè diventino i punti di riferimento dei Tedofori

Ancora una volta la nostra "pazza idea" dimostra di avere molte persone "savie" disposte a sposarla.


AGGIORNAMENTO SUI CIPPI "ANTIVANDALO"

 
 
 
 
 
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AGGIORNAMENTO SUL PROGETTO EL ALAMEIN
Venerdì, 24 Giugno 2011
by webmaster


13 Giugno 2011

PRONTA LA IX MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN

PARMA- La IX MIssione del progetto El Alamein è quasi pronta. 14 paracadutisti, provenienti da Veneto, Emilia, Toscana,Lombardia e Piemonte, più i due accompagnatori, il paracadutista Francesco Crippa per l'ANPDI e il paracadutista geologo Lamberto Fabbrucci per il SIGGMI partiranno il 22 Settembre.
Sono stati esclusi i mesi caldissimi, viste le tre missioni già compiute ( a Marzo ne abbiamo accorpate due per i noti fatti egiziani), e avendo rimandato quella di Maggio per alcune disdette di chi aveva paura delle sommosse.

Il compito della IX MISSIONE sarà ANCHE quello di continuare la posa dei cippi.

E proprio sui cippi cui sono alcune ottime novità:

STUDIATO UN CIPPO ANTIVANDALO
In seguito al danneggiamento di due dei sei cippi posati in Marzo 2011, (quello dell'HIMEIMAT e della postazione del TENENTE GOLA, che saranno rimpiazzati), è stato studiato un cippo "blindato", grazie alla consulenza dalla SCUOLA EDILE DI PIACENZA, attivata dalla preziosa e fattiva collaborazione dei paracadutisi Anpd'I dell' "AVAMPOSTO SIGGMI DI PIACENZA", che sta diventando un pilastro del Progetto.


I MASTRI MURATORI PIACENTINI DELLA SCUOLA EDILE SARANNO I NOSTRI PARTNER TECNICI
Grazie alla consulenza gratuita dei mastri muratori piacentini , docenti della Scuola Edile, potremo contare su un manufatto che, sebbene esteticamente pregiato e consono alla sacralità dei luoghi, sarà abbastanza pesante (stimiano intorno ai 250/300 kg) , in cemento speciale estetico, e robusto al punto da non suscitare gli appetiti di vandali o ladri. Il super-cippo (cmt 110 x 110 x 60) riporterà anche una targa ceramica affogata nel cemento con le indicazioni a rosa dei venti delle aree circostanti e il nome del donatore, con la dedica. Pubblicheremo entro pochi giorni la versione definitiva. Nessuna spesa in più è prevista per i donatori, grazie alla collaborazione dell'Ente Scuola Edile.

SETTEMBRE E OTTOBRE 2011: IN PROGRAMMA LA POSA DEI PRIMI 20 CIPPI SINORA DONATI
Durante il mese di Luglio, Walter Amatobene andrà a proprie spese in loco per organizzare la logistica e individuare punti critici per consentire alle squadre di Settembre ed Ottobre di concludere il programa 2011, che prevede la posta di 20 cippi e due rimpiazzi.
Come sapete, presso il Sacrario avevamo depositato già 3 fusti completi di paline come "ricambi".Anche il "super-cippo" avrà i supporti per posizionare tricolore e lume quando ci sarà la missione in corso.

UN SOGNO CHE SI AVVERA: IL "PARCO" MUSEALE DEL FRONTE DELLA FOLGORE SI AVVICINA
Entro il 23 Ottobre 2011 il progetto si sta impegnando per posizionare tutti i cippi sinora donati e consentire alla Staffetta 2011 per i Leoni della Folgore e ai visitatori che porteremo con noi, di godere per primi di questo ambizioso risultato.
Nelle zone a maggior rischio -come segnalato- saranno utilizzati quelli in cemento, mentre nelle aree meno battute, rimarrà quello prodotto con fusto e paline.

SPLENDIDA RISPOSTA DEI PARACADUTISTI DI TUTTA ITALIA
E' commovente vedere come le donazioni continuano ad affluire al SIGGMI, nonostante il periodo di crisi economica. L'ANPD'I e i paracadutisti in genere dimostrano un grande attaccamento alle proprie tradizioni. Pubblichiamo qui sotto l'elenco aggiornato al 12 Giugno 2011.
Segnalateci eventuali omissioni. L'indicazione dei nomi del donatore è quella che la banca trascrive sugli accrediti al SIGGMI. La dicitura sul cippo sarà come ci verrà segnalata: i donatori riceveranno sempre un messaggio per approvare o modificare quanto sarà scritto.

LEGGETE LE DONAZIONI SINORA RICEVUTE



Sotto: foto "TOP SECRET" rubata al mastro carpentiere della scuola edile di Piacenza. Si tratta del primo studio ( in scala), ora notevolmente pefezionato, di cassero per la produzione del cippo antivandalo, che sarà posizionato nelle aree dove è maggiore il rischio di danneggiamenti. Il cippo sarà in cemento estetico speciale, rinforzato al suo interno e con alloggiamento per una piastra recante le indicazioni dei luoghi, le indicazioni per le alre postazioni e la dedica del donatore. Noterete che sullo stesso tavolo c'è anche una versione della scritta "a impronta", mentre il cippo a destra è in rilievo. Venerdì 17 Giugno incontreremo i docenti della scuola edile e sceglieremo quello più idoneo. Anzi: il più bello.




 
 
 
 
 
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IL PUNTO SULLE DONAZIONI
Lunedì, 23 Maggio 2011
by webmaster
il cippo posato nel Marzo 2011 sulla postazione del tenente Gola, MOVM,NAQB RALA, donato dalla Libreria Militare di Milano


PARMA- L'impresa storica dei Paracadutisti continua col vento in poppa.
Le donazioni per finanziare la posa dei cippi perimetrali nel costituendo parco museale del fronte di El Alamein continuano ad affluire al SIGGMI. La generosità delle sezioni ANPDI'I e dei singoli paracadutisti ha consentito di mettere in cantiere ben 18 Cippi, comprendendo anche l'ultima donazione proveniente dall'ANPDI di Siena che ha raccolto fondi tra i partecipanti al primo raduno della compagnia SORCI VERDI del 186mo Reggimento di Siena.

ENTRO LA CERIMONIA DEL 23 OTTOBRE 2011 AL SACRARIO DI EL ALAMEIN SARANNO POSIZIONATI ALMENO 18 CIPPI
La IX Missione in partenza dal 22 al 25 settembre e la X dal 21 al 24 Ottobre termineranno la posa di tutti i cippi che saranno finanziati entro il 31 Agosto.

IN CANTIERE UN CIPPO "ANTIVANDALO"
In alcune zone più "battute" da turisti e beduini, dove abbiamo avuto segnalazione di intenso traffico, verrà posizionato un cippo più basso e più robusto, concepito con una armatura di cemento e ferro ed una targa fatta a rosa dei venti in materiale speciale affogato nell'armatura, per scoraggiare eventuali vandali. Il progetto del manufatto è in fase di elaborazione e sarà pubblicato a breve. I costi del cippo "blindato" per i donatori non cambierano, sebbene richiedano un intervento più importante. L'effetto estetico sarà ugualmente adeguato ai luoghi.

ELENCO DEI DONATORI

Pubblichiamo l'elenco dei donatori.
Come noterete, è possibile fare donazioni di qualunque importo. Al raggiungimento della somma di 400€ verrà posato un cippo che riporterà su una targa i nomi di coloro che hanno contribuito alla spesa.

Preghiamo coloro che non compaiono nella lista, di comunicarlo urgentemente alla redazione, per i controlli del caso. Alleghiamo anche una scheda che chiediamo ANCHE A CHI HA GIA' DONATO di compilare e spedire via mail alla redazione oppure al numero fax 0521244708.

SCARICA L'ELENCO

SCHEDA DEL DONATORE



LE IMMAGINI
DEI PRIMI SEI CIPPI


 
 
 
 
 
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DOCUMENTI
Giovedì, 12 Maggio 2011
by webmaster


PARMA- La collaborazione con l'Università di Padova ci consente di approfondire gli argomenti che riguardano la Battaglia di EL Alamein anche seguendo tracce documentali internazionali.

Riceviammo oggi, infatti, uno dei tanti importanti documenti internazionali che arricchiscono l'archivio del professor Bondesan e del suo istituto e da oggi anche della nostra sezione:


a cura del professor Aldino Bondesan


Sir Basil Henry Liddell Hart (Parigi, 31 ottobre 1895 – Londra, 29 gennaio 1970) è stato uno storico, militare e giornalista britannico. Le sue opere rappresentano un punto di transito obbligatorio per tutti gli studi sulla seconda guerra mondiale e sulla strategia militare. Pubblicò nel 1953, tra i suoi numerosi studi, la raccolta dei documenti di Rommel (The Rommel Papers).
Pubblichiamo di seguito un suo famoso studio sulla battaglia di Alam Halfa (cliccate per consultarlo)

 
 
 
 
 
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LA SEZIONE DI MONZA A EL ALAMEIN
Giovedì, 21 Aprile 2011
by webmaster

La sezione di Monza davanti al Sacrario. Noterete l'alta percentuale di giovani che si sono recati a El Alamein




di Francesco Crippa

20 soci della sezione di Monza hanno partecipato all'ormai tradizionale pellegrinaggio che ogni 2 anni li porta ad El Alamein.
Guidati dal presidente Francesco Crippa, dal Par. Lino Banfi (basco verde brevettato nel 1964) e dal M.llo in riserva dei Carabinieri e socio benemerito Gaetano Galbiati il gruppo ha toccato i luoghi più significativi.

Quest'anno il pellegrinaggio è stato arricchito dalla visita ai luoghi della battaglia ben evidenziati dai lavori che il Progetto El Alamein sta portando avanti da più di un anno.
Alcuni di questi luoghi sono ora segnati anche dai bellissimi Cippi perimetrali posati durante l' ultima Missione del Progetto.
Proprio uno di questi luoghi è stato oggetto della Cerimonia più importante (insieme a quella sull' Himeimat e quella al Sacrario) del pellegrinaggio in terra d' Egitto.
A Deir Alinda i paracadutisti monzesi hanno posto la targa e inaugurato il Cippo dedicato alla M.O.V.M. Magg. Aurelio Rossi e a tutti i caduti di El Alamein che la sezione ha adottato.
Proprio a Deir Alinda e proprio nella buca comando del IX° Btg trovò la morte, all' alba del 4 Settembre del 1942 (durante la battaglia di Alam El Alfa) il Magg. Aurelio Rossi comandante dello stesso.
Affissa la targa e inquadrati è stata letta la motivazione della M.O.V.M. ed è salito al cielo il primo dei tanti "FOLGORE!!" che hanno segnato le tappe del pellegrinaggio.

Durante i due giorni e la notte passati tra le postazione sono state visitati tutti i luoghi più importanti: da Dier El Munassib, all' Himeimat, da Naqb Rala (dove era posto il campo) a Quota 105, dal Passo del Cammello al Passo del Carro, dall' Ospedale della Brescia alla piana dell' Ariete; e in ogni luogo c'è stato un momento di riflessione con una preghiera, un canto o la lettura di un brano che ricordasse i nostri "Ragazzi" ivi rimasti.
Come sempre efficiente, disponiblie e puntuale l' organizzazione della Apple Tour con Ahmed e Samer a guidarci lungo le Piste (quasi 250 i km percorsi in due giorni).
Una grande emozione per tutti vedere e toccare con mani luoghi e cose di cui avevano solo sentito parlare e letto sui libri.
Un vero e proprio percorso nella storia e che rappresenta il percorso ideale per ogni paracadutista o persona a noi idealmente vicina. Percorso che si e' completato con la giornata dedicata alla visita dei Sacrari e del Museo di El Alamein.
Dopo aver reso omaggio, con un minuto di raccoglimento, sia al Sacrario dell' alleato tedesco e dell' allora nemico inglese il gruppo si e' recato al Sacrario Italiano dove una toccante cerimonia ha sancito la fine di questa ennesima, emozionante esperienza. Per l' ennesima volta dunque il labaro della sezione di Monza ha sventolato ad El Alamein per rendere ancora un volta omaggio a tutti i caduti in terra d' Africa.
Da sottolineare che questa volta era presente (con il labaro) anche una rappresentanza, guidata dal Presidente Pietro Cerlienco del Comitato di Monza-Brianza dell' Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia che hanno voluto così ricordare anche tutti i caduti giuliano istriano dalmati sacrificatisi per la nostra
Patria. L' appuntamento è ora per 2013 !!


El Alamein 10 / 17 aprile 2011


FOLGORE!!


Paracadutisti Monza.

NOTA DEL DIRETTORE



PARMA- La Sezione di Monza ha inaugurato questo mese una consuetudine che è nei desideri del progetto El Alamein: la visita guidata alle postazioni della Folgore fatta da quei soci delle sezioni che per motivi di salute, o impegni di lavoro, non possono partecipare alle Missioni di ricerca, ma vogliono lo stesso, almeno una volta, visitare i luoghi della Folgore conoscendone nel dettaglio anche la storia.

Il progetto EL ALAMEIN METTERA' A DISPOSIZIONE DEI GRUPPI UNA GUIDA DEL SIGGMI E LA ORGANIZZAZIONE LOGISTICA SUL POSTO ( jeep, tende, cibo) affinchè il viaggio turistico possa anche ospitare due giorni di visita, con pernottamento sulle postazioni.
Nel caso di Monza, il presidente della sezione , Francesco Crippa, è stato capo missione di Progetto per tre volte ed è un esperto conoscitore dell'area. Ha quindi potuto svolgere egregiamente anche la mansione di esperto dei Luoghi sacri...


L'assistenza storica dell'accompagnatore consentirà di rievocare le battaglia direttamente sui luoghi, dove ci sono già numerose postazioni ripristinate, seguendo il percorso ideale tracciato dai cippi che vengono posati dal Progetto.

Chi volesse contare sulla nostra assistenza sul posto , ci contatti
scrivendo al responsabile logistico delle missioni:
webmaster@congedatifolgore.com


 
 
 
 
 
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PARACADUTISTI A EL ALAMEIN : LE ULTIME RIFLESSIONI SULLA VII MISSIONE DAL 24 AL 27 MARZO 2011
Martedì, 12 Aprile 2011
by webmaster
I COMPONENTI DELLA MISSIONE: generale di Br. (ris) Alessandro Puzzilli, Antonio Cardinali, Vincenzo Spadavecchia , Daniele Benzi,Emanuele Solari,Fabrizio Devoti,Luigi Pagani,Marco Gruppi,Stefano Burgazzi,Roberto Serra,Lino Claudio,Sorrentino Luigi,Serra Antonio Quartieri Eugenio,Angelo Pastori,Alessandro MANTOVANI, ,ASCANIO Monreale,DANTE LA CORTE,Federico Sbricoli,Flavio Trevisiol,Massimo Ferro,Brunetti Andrea,Roberto Raffa,Bondesan Aldino,Fabbrucci Lamberto, Petrella Nicola

LE FOTO PIU' SIGNIFICATIVE





PARMA- Come alla fine di ogni Missione, abbiamo chiesto ai Paracadutisti che hanno partecipato alla VII spedizione a El Alamein di riassumere il loro impegno.


PROGETTO EL ALAMEIN
Effetti collaterali


A.W.

Spesso ci si chiede cosa vuol dire essere paracadutisti e quando lo si diventa davvero. Ci sono poche risposte e pochi luoghi dove questa domanda ha un significato. El Alamein è uno di questi.

Ci si sente paracadutisti quando si lascia la pista dell’acqua e si inizia a solcare la sabbia. Il tramonto incendia l’orizzonte, il tuo volto diventa improvvisamente pensieroso e il cuore ha un tonfo perché ti sembra di vedere qualcosa lontano, all'orizzonte.
Ci si sente paracadutisti quando si alza il pennone della bandiera, al campo, di notte, dividendosi il lavoro con la squadra, felici e orgogliosi di farlo. Al diavolo la cena, se prima non c'è la nostra Bandiera.
Ci si sente paracadutisti a Naqb Rala, basco calzato, sguardo verso il cielo, quando il silenzio del primo saluto al tricolore, a notte fonda, è rotto dal vento che accarezza le bandiere, che non aspettavano altro che stagliarsi di nuovo contro il cielo che inizia a stellare.
Ci si sente paracadutisti quando l’Inno d’Italia riesci solo a sussurrarlo per non disturbare il sonno della Folgore.
Ci si sente paracadutisti quando urli il primo Folgore, lì, dove hai sempre desiderato essere. Ed è un urlo forte e guerriero come non sei mai riuscito a fare prima.
Ci si sente paracadutisti camminando al buio, tra le alture dei nostri Leoni e ne avverti la presenza.
Ci si sente paracadutisti quando si dorme in una della buche dove la Folgore ha speso il suo sangue e, prima di stenderti, ti raccogli a pregare per chi in quel luogo ha combattuto con tanto onore.
Ci si sente paracadutisti quando è qui che avresti voluto essere, settant'anni fa, per metterti alla prova.
Ci si sente paracadutisti quando cammini nel deserto con la tua squadra e l’occhio cade su una scheggia, una mina, una bomba a mano , un cratere. Ancora una volta il respiro si ferma. Il tuo cuore e la tua mente si concentrano. La squadra agisce silenziosamente, con rispetto, a bassa voce. I frammenti diventano preziosi e ti parlano. Li riponi con cura.
Ci si sente paracadutisti quando un generale di brigata cammina davanti a Te a schiena dritta e sei orgoglioso di avere Ufficiali così.
Ci si sente paracadutisti quando stai insieme alla tua squadra per amore di quello che stai facendo.
Ci si sente paracadutisti quando basta un cenno di intesa e il Tuo compagno di Missione ti cede l’acqua, un frutto, un pezzo di pane.
Ci si sente paracadutisti quando ci si riordina all’ingresso del Sacrario e si marcia inquadrati verso la Torre e il cuore batte forte, mentre il rumore dei passi ti riporta indietro negli anni e ti senti di nuovo in un quadrato fermissimo.
Ci si sente paracadutisti pregando insieme, a semicerchio, davanti all’Altare, con i Nostri Caduti intorno.
Ci si sente paracadutisti quando al Tuo urlo Folgore, Loro ti rispondono per interi secondi , e sai che non è semplice acustica del luogo.
Ci si sente paracadutisti se piangi a El Alamein, unico posto dove ti è consentito farlo.


Par FEDERICO SBRICCOLI


Quattro giorni passati nelle sabbie non più deserte sono stati veramente straordinari, in tempo "ZERO" abbiamo instaurato un affiatamento incredibile che solo noi paracadutisti possiamo creare!
Trovarmi li, dove tutto ha avuto inizio, al solo pensiero sento un brivido lungo la schiena.
Abbiamo capito benissimo lo scopo della missione, con tutti gli eserciti che hanno combattuto in quei luoghi, noi siamo gli unici al mondo che si sono mobilitati per far si che tutto quello che è stato creato 69 anni fa come trincee, avamposti e posti di comando, da ragazzi di vent'anni che sono partiti dalle proprie case e che non vi hanno fatto più ritorno, neanche da morti, non vada perduto, e questo glie lo dobbiamo, ed impedire al deserto di riprenderselo!
Un elogio va in particolare a tutti voi che avete reso possibile il conseguimento di questa missione in maniera veramente egregia, professionale,entusiasmante e veramente appagante in tutte le sue fasi!
Spero vivamente di rivedervi al più presto!!
Un saluto, un unico urlo, ora e sempre FOLGORE!!!!


Da Andrea Brunetti, detto "ifone", perchè con un aggeggio elettronico che assomigliava ad un telefono riusciva a friggerci le uova

Tokyo 12/4/2011
Sono lontano piu' di 110000 kilometri da El Alamein, ma la mia mente continua a ripensare al deserto, alle sensazioni che vibravano sulla mia pelle mentre guardavo i promontori,le dune,i caposaldi scavati in quel terreno cosi inospitale.
E' stata un'esperienza irripetibile.
Ripartirei subito.
Le sveglie quando ancora era buio,la fatica per scavare,la scalata all'Himeimat la posa dei cippi sin dopo il calar del sole, i pranzi e le cene consumati velocemente intorno a dei tavoli seduti per terra ormai fanno parte della mia vita.
Le persone che ho incontrato fanno parte di me.
Persone da tutta Italia con la stessa passione:essere ad El Alamein per vedere e toccare i luoghi ormai tanto familiari sui libri quanto sconosciuti alla vista.
Onorare i Leoni e camminare sul deserto ancora intriso del loro sangue.
Grazie Walter per il tuo immenso impegno in tutto,sei stato sicuramente il volano di questa missione e grazie al prof.Bondesan che con la sua immensa cultura ci ha raccontato i fatti d'arme sui luoghi dove si sono svolti con cosi tanti particolari che sembrava che fossero appena accaduti.
Grazie a tutti per aver condiviso con me questa stupenda esperienza.
Sono orgoglioso di averla condivisa con voi.
Un saluto anche dal mio I-Phone 4!
Andrea Brunetti

Tenente Paracadutista Alessandro Mantovani

Caro Valter,

ti ringrazio dell'opportunità che mi hai dato nel partecipare alla VII missione dell' El Alamein Project.
E' il sogno di ogni paracadutista militare quello di visitare il Sacro Suolo della battaglia e il Sacrario dei Caduti, personalmente coltivato da più di 30 anni e cioè da quando mi sono avvicinato, grazie alla sezione ANPd'I di Roma, al paracadutismo e poi successivamente avendo prestato servizio militare come ufficiale di complemento nel 5° Btg. El Alamein 14° Cp. Pantere Indomite. E' il compimento di un percorso voluto da quando da giovane mi affacciavo alla vita, condividendo i valori che mi hanno insegnato e che mi hanno aiutato e, spero, distinto nella mia esistenza. Valori che ho avuto il privilegio di condividere con Voi in questa splendida esperienza e con il mio Comandante di Compagnia di allora Gen. Alessandro Puzzilli.
In un mondo, come quello che affrontiamo giornalmente dove i disvalori sono diventati il modus vivendi di una larga maggioranza degli italiani, trovare persone che pagando di tasca propria un viaggio per andare a lavorare nel deserto affinchè si realizzazi un un progetto nobile come il nostro (ormai me ne considero parte), mi rincuora nelle piccole battaglie quotidiane e mi dà fiducia e consapevolezza che ci sono dei FRATELLI che interpretano la vita come noi! Questo è quello che ho sentito nel deserto e che credo unisca le generazioni di paracadutisti, dai Caduti di El Alamein ai giovani che oggi rischiano la vita in Afghanistan.
Non mi voglio dilungare sui particolari del viaggio. Credo che le tue puntuali cronache siano più precise dei miei ricordi.
Ci tenevo a scriverti queste poche ma, per me, significative parole.
Un cameratesco abbraccio!
FOLGORE!!!!!!!

GLI ARTICOLI PRECEDENTI

PARMA- 31 Marzo 2011- L'attentato alla Folgore che ha colpito oggi il nostro collega in servizio , tenente colonnello paracadutista Alessandro Albamonte, ha suscitato reazioni in ogni ambiente, anche il più "lontano". Una bellissima lettera che parla dei paracaduisti e di come viviamo la fratellanza e il legame, ci arriva stamane dal dr Nicola Petrella, geologo del SIGGMI, nostro accompagnatore della VII Missione. Dalle sue parole capiamo che ha compreso come ci sentiamo stamattina con un "fratello" colpito:




Caro Valter,
dopo aver appreso dell'attentato di Livorno ho scritto alcune righe di ringraziamento per i paracadutisti e i ragazzi della missione ( del progetto El Alamein, ndr). Ti chiedo di fargliele avere se possibile.

N.

Sono passati un po’ di giorni dal nostro ritorno e solo ora riesco a riordinare un po’ i ricordi di questa breve missione, spinto anche dalle notizie dell’attentato di Livorno (stupido, vile, inutile…).

Nel deserto di Alamein sono stato in molte occasioni, ma questa è la prima volta che ho accompagnato un gruppo di persone. E che gruppo. Non avendo esperienza di vita militare ero abbastanza perplesso, non dico preoccupato, ma temevo di avere a che fare con un gruppo di “alieni” un po’ esaltati, che magari avrebbero potuto disturbare la mia percezione di un luogo interessante sia dal punto di vista storico che “professionale” (sono sempre un geologo).

Ho invece trovato un gruppo di persone affiatate e allegre, ma pronte a diventare serie al cospetto della sacralità dei luoghi e desiderose di conoscere le cause e lo svolgimento di una battaglia che ha così tanto influenzato il Corpo da cui provengono. Non facendo parte del mondo universitario non sono abituato a parlare di fronte a un pubblico e mi sono stupito dell’attenzione che mi veniva dedicata e delle domande mai banali che mi venivano poste di continuo.

Sono rimasto colpito dalla fratellanza (non trovo una parola diversa) che mostrano questi ragazzi, alcuni più che cinquantenni, che non si sono mai incontrati prima ma che si parlano e si confrontano come se si conoscessero da una vita. Di fronte a questo sentimento, che accomuna il generale al semplice paracadutista che ha servito per 12 mesi soltanto, non si può che provare una certa invidia.

Ringrazio tutti i partecipanti alla missione che è filata in maniera impeccabile anche e soprattutto grazie a loro.

Nicola




di Flavio Trevisiol, Vicenza


Sono appena tornato da questa missione ma il mio cuore e’ancora nel deserto,sento ancora il vento della sera,vedo ancora i colori bellissimi e le stellate da fiaba,percepisco il brivido lungo la schiena nel calpestare quelle sabbie dove valorosi ragazzi hanno versato il loro sangue e donato la loro gioventu’per tener fede ad un’ideale.
La storia si ripete,pochi valorosi contro i numeri,contro ogni regola dettata dal buon senso,contro le leggi che governano questo mondo,armati di coraggio e dalla spregiudicatezza dettata dai vent’anni,si gettarono fieri ed invincibili in battaglia, sicuri di essere i migliori...e lo erano!
Come Leonida con i suoi trecento spartani sfido’l’immenso esercito persiano comandato da Serse alle Termopili,anche i nostri Leoni non si curavano dei numeri e non erano li per resistere ,erano li per vincere!!!
Questa esperienza l’ho vissuta come un dono ,con un sentimento di riconoscenza nei confronti di chi con le sue gesta mi ha trasmesso dei valori su cui ho fondato la mia vita.
Ripulire una buca era come entrare in un microcosmo dove un ragazzo della Folgore ha vissuto,ha sofferto la sete,il caldo,il freddo ,la fame,la frustrazione per essere in grado di vincere ma non essere messo nelle condizioni di farlo.
Ho vissuto con un padre paracadutista che mi ha cresciuto raccontandomi le gesta di questi ragazzi e io ero li che condividevo senza nessun merito un piccolo tempio dove un leone della Folgore magari ha dato la vita e mio padre che l’avrebbe sempre desiderato non ce l’ha fatta a vivere abbastanza per sperimentare questo momento.
La foto di mio padre a vent’anni con la divisa del Nembo l’ho seppellita in una buca a quota 105..ho desiderato fargli questo ultimo regalo perche’se avesse potuto scegliere un posto dove morire sono sicuro che avrebbe scelto questo!
Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno vissuto questa esperienza con me a partire dalla mia squadra,dal Comandante Paracadutista Generale Puzzilli un soldato tosto con tanta esperienza e cicatrici,con le qualita’ di chi sa comandare ma che ha a cuore i suoi soldati piu’ di se stesso!Dal tenente paracadutista Mantovani Alessandro che ho conosciuto in aereo ma e’diventato come un fratello per me e mi sembra di conoscere da sempre.
Un grazie a Walter per la sua dedizione al progetto,per la sua professionalita’,per il suo modo di relazionare da” caporal maggiore”nel dettare i tempi ,ma con sensibilita’ e rispetto con tutti noi in ogni momento.
Grazie per tutte le mail,per tutte le informazioni sempre esaustive e tempestive e per il suo amore per la Folgore di ieri oggi e domani.
Grazie a tutti i ragazzi di Piacenza,di Catania ,di Viterbo,della Lombardia,del loro modo di essere guasconi ma con un cuore grande come la vela di un paracadute!
Ragazzi capaci di scherzare ma quando c’e’stato da operare si sono rivelati soldati di prima scelta.
Come diceva dei “ragazzi” Rommel:”con questi uomini si va in capo al mondo!”
Un grazie infinito al fotografo cineoperatore Angelo che ha fatto le acrobazie per starci sempre dietro a documentare ,e infine un grazie carico di riconoscenza allo staff del SIGGMI,ad Aldino n per la sua competenza perche’ ,dopo le sue spiegazioni sempre ricche di particolari ,ho capitoc he di quello che e’successo sul fronte difeso dalla Folgore non ne sapevo proprio niente!Grazie Di cuore per essere stato professore,paracadutista e amico. Grazie al tenente carrista-paracadutista Lamberto per la sua conoscenza dei fatti,dei luoghi,per la sua operativita’anche nei lavori manuali(senza di lui non avrei mai chiuso quel c…aspita di tenda!!)Grazie a Nicola per la sua competenza e per essere diverso da tutti noi sempre agitati:faceva le stesse cose ma con una tranquillita’e controllo disarmante!
Grazie per la preghiera e quei Folgore sull’Himeimat al buio che mi rimbombano nel cuore e lo faranno tutta la vita.
Grazie del momento al sacrario dove quei ragazzi con i nomi incisi sulle lapidi avrei voluto abbracciarli tutti!
Infine un grazie particolare a quell’ometto piccolo piccolo che ci ha rubato il libro dei ricordi sull’Himeimat perche’mi ha ricordato che in un mondo cosi’brutto e privo di valori noi siamo diversi : SIAMO PARACADUTISTI!!!! FOLGORE
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di Ascanio Morreale, Arezzo

EL ALAMEIN
A volte il voler ottenere qualcosa vince su di noi e come essere stregati da una voglia di conoscere e sapere e nel mio caso,nel voler vedere in prima persona.
Ritrovarmi in quei posti e vedere lo stesso orizzonte dei "nostri ragazzi" è stato emozionante.
E come se il tempo si fosse fermato per un'attimo e tutto la!Le collinette le trincee e gli stessi sassi sono ancora ladove i "nostri ragazzi" li hanno lasciati.L'Himeimat regna come un re lo vedi in qualsiasi punto non per nulla fungeva da punto di riferimento.
E poi lo stesso cielo e le stesse stelle..
Ho avuto la sensazione ch ein mezzo a quel deserto noi non eravamo da soli..i "nostri ragazzi" erano la uno ad uno nelle loro trincee che noi rileviamo e puliamo con molta cura e miticolosità,ragazzi che hanno perso la vita senza rimpiando e in silenzio,ma noi siamo qua solo per loro per non dimenticarli mai.
Mentre ero la a pulire qualche buca mi chiedevo chissà quante volte avranno pregato il buon Dio..è tutto strano,il silenzio del deserto a volte fa tanto rumore e intanto scende la notte e il vento ci accoglie nel nostro campo base.Le bandiere appese al pennone si agitano c'è il tricolore che sventola..l'atmosfera è quella giusta.
Ho visto in tutti noi il massimo rispetto dei posti dove ci hanno portato,avevamo anche timore nel camminare la dove i "nostri ragazzi" si sono battuti senza ripensamenti.
Il clima tra di noi è giusto l'atmosfera è quella di una squadra che ha tanta voglia di sapere e vedere,c'è l'entusiasmoin tutti ,tutti vogliono fare qualcosa ed è giusto così nessuno sta con le mani in mano.
Ascoltiamo con attenzione la spiegazione del nostro professore che spiega talmente bene che se provi a chiudere gli occhi solo per un'istante,ti ritrovi in quella sanguinosa e assurda battaglia.La sua voce fa da colonna sonora di uno scenario da film ma ti rendi conto che per i "nostri ragazzi"non è stato un regista a volerli la per una scena o qualche fotografo per uno scatto fotografico no,no i nostri si sono ritrovati in un posto che non perdona,il deserto di El Alamein.Un posto inospitale per qualsiasi forma di vita solo chi ci nasce può riuscire a beffarlo,i "nostri ragazzi" ci sono riusciti costruendo trincee e buche per ripararsi dal nemico che non perdonava nessunissimo errore.Sfidando la sete la fame la paura la dissenteria e tutto quello che noi non possiamo nemmeno immaginare.Scavando abbiamo ritrovato dei veri momenti di vita quotidiana la mangiavano e la combattevano quindi in una buca si trova dai proiettili a barattoli di latta.E la che la mente ti porta a settanta anni fa e ti immagini che in quella buca c'è il soldato che inbraccia il suo fucile.
La lontano dalle loro famiglie lantano dalle loro case,lontano,il deserto di El Alamein è lontano,lontano da tutti credo scordato da Dio.Ogni tanto si vede una piantina qualche specie di uccello che sembra avere le corna in testa però è bello colorato e mentre scaviamo si avvicina senza aver paura e io di istinto tiro fuori dalla mia tasca un pezzettino di biscotto e glie e lo do,lo ha beccato ed è volato via.Anche questa è stata un'emozione.
Mi sento parte di tutto ciò che mi circonda ho la polvere addosso in qualsiasi parte anche in tasca..bene così me la porto per ricordo!Non sento la stanchezza o la fatica forse è l'atmosfera che si è creata fra di noi,persone venute da ogni parte d'Italia a rendere onore ai posti che i "nostri ragazzi" hanno lasciato incustoditi,noi siamo la,mettiamo a posto anche una pietra che per tanti può essere insignificante ma per noi è molto importante.Visi allegri e faccie di chio non molla mai..sti paracadutisti!!
Siamo una bella squadra tutti per tutti ci si scambia due chiacchiere opinioni si discute mi sento veramente bene,persone che non ho mai visto ma la sensazione che si respira è come quella di persone che si conoscono da una vita.Tutti vogliamo fare un buon lavoro anche perchè siamo la apposta ed è una missione che non possiamo fallire e non abbiamo fallito..credetemi.
Non abbiamo paura del sole che picchia non abbiamo paura della polvere non abbiamo paura della fatica e del sacrificio per essere li..no!Il lavora va avanti e tutti noi siamo entusiasti.Il nostro compito è semplice,dobbiamo rilevare e pulire le nostre postazioni dove i "nostri ragazzi"per primo li hanno costruiti e poi ci hanno vissuto fino alla morte,per questo è importante la nostra presenza ed è per questo che è emozionante.Intanto il tempo passa.Quel posto così aspro e inospitale ci sta cullando e ci canta la ninna nanna a modo suo.La sera ci regala un cielo così stellato che se contano a migliaia e poi sembrano così vicini che quasi quasi ti viene di toccarli.
Io ho una mia spiegazione,secondo me sono i "nostri ragazzi" che in quell'angolo di cielo riservato agli eroi ci guardano e con i loro sorrisi anche il vento pare essersi calmato.Sono tutti la a scrutare ogni angolo a presidiare una terra che non era la loro,ci seguono in ogni posto e ci additano quando facciamo qualcosa di sbagliato,ma essendo paracadutisti,facciamo pochissime cose male.è sera sono seduto in una collinetta vicino al nostro campo,ho una vista mozzafiato c'è anche una luna che timidamente illumina il paesaggio chiudo gli occhi per sentire lo loro voci quali potevano essere i loro discorsi i loro timori e le loro speranze..ho i brividi e non mi sento solo anche se so che in quel posto ci sono solo io..forse sono un pazzo o un poeta bè daltronte per essere qui un po pazzi lo siamo tutti.
Il tempo è una variante in tutto quello che facciamo quindi vado a letto perchè domani ci toccherà salutare questo posto incantato che io personalmente rispettotanto così arido ma nello stesso tempo così affascinante.
è l'ultima sera recito la mia preghiera,ringrazio il buon Dio di avermi dato un'altra giornata stupenda,saluto i "nostri ragazzi" che nella mia fantasia ci stanno attorno e vado a letto.
Domani sarà una giornata lunga e faticosa.
L'alba arriva in fretta a El Alamein e vi assicuro che un'alba in mezzo al deserto è bellissima.Andiamo..
Il viaggio è lungo siamo diretti al sacrario.Vi ho detto tutto..
Dalla strada si vede il mare una bella vista direi,case nuove una città in movimento,traffico intenso ma con uno sguardo più attento in una collina si vede quella torre che è il sacrario dei caduti italiani in terra egiziana.è tuto suggestivo pieno di emozioni che ti prendono dritto al cuore.
Eccoci qui davanti alla porta i caduti ci danno il benvenuto e tutti noi ci facciamo stregare ,le gambe iniziano a muoversi verso l'entrata in silenzio e con occhi lucidi.Incredibile varchiamo la soglia e ci ritroviamo all'interno del sacrario..le sue pareti pieni di nomi e cognomi e in tanti casi compare la scritta ignoto!Triste.Ormai lo sappiamo ci hanno seguito fino la per testimoniare quello che stiamo vedendo infatti la loro persenza si sente nel momento in cui la voce del paracadutista che recita ad alta voce la preghiera,viene per qualche secondo spezzata dall'emozione ma poi con una voce lieve e sottile gli sussurrano di andare avanti e lui va avanti.Ho gli occhi lucidi e un nodo alla gola.Questa son persone che io non ho mai conosciuto ma è come se fossero i miei amici.Ragazzi più o meno ventenni morti per un'ideale senza battere ciglio e senza ripensamenti.Folgore e si moriva!!
Arriviamo alla fine della preghiera c'è silenzio nessuno ha voglia di parlare ma all'improvviso si sente uno di noi che urla PARà...e tutti noi rispondiamo FOLGORE!!L'eco è agghiacciante e come se tutti i caduti si fossero aggregati assieme a noi in un'unico urlo..PARà..FOLGORE!!Ancora l'eco ancora emozioni,pelle d'oca e qualche lacrima..ma si facciamola scendere perchè non farsi tracinare da questa magica atmosfera..PARà..FOLGORE!!Stavolta siamo abbracciati da tutti i caduti che con la mia immaginazione me li vedo attorno a noi sorridenti.Guarda sono tutti la,belli come la vita,sorridenti,che ci guardano e ci ringraziano,invece io ringrazio loro che mi hanno delle emozioni grandi e che non riesco a scriverle a parole.."ragazzi" non vi scorderemo mai!!
Usciamo e siamo diretti a Q33 una bella passeggiata per riflettere un po..intanto è pronta la colazione..
Si parte per casa e dopo un lungo viaggio sono arrivato a casa mia.Doccia e a letto.
L'indomani mi sono svegliato ho preparato la colazione come faccio sempre ma aveva un sapore diverso..
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Raffa Roberto ,Pavia
Carissimo Walter (non ho ancora capito se con W o con V),
la missione l'ho vissuta intensamente (anche il mio basco, sempre in tensione come ben ricordi), ma in maniera diversa rispetto a quella in Libano.
Ho condiviso l'esperienza con un gruppo di persone eterogenee ma che con il passare del tempo ho sentito sempre più vicino, quasi dei fratelli.
Indimenticabile rimarrà la nottata passata fuori tenda - causa il russare - in cui ho avuto modo di percepire - sia pure brevemente - il tremendo silenzio del deserto, il suo respiro, unitamente ai miei pensieri, sempre convulsi e frenetici, ora finalmente divenuti quieti. Guardando l'immensa stellata, per un attimo, ho colto una dimensione di altri tempi; la singolarità incombente è stata sopravvanzata dalla presenza di una moltitudine di spiriti affini. Allora ho pianto, è stato un pianto di commozione ma soprattutto di riconoscenza verso il passato, la Storia con la S maiuscola.
Ancora grazie Eroi !

CM par Roberto Raffa






 
 
 
 
 
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IL PROGETTO EL ALAMEIN SU FACEBOOK
Giovedì, 31 Marzo 2011
by webmaster



PARMA- Il paracadutista Primo Bionda, che ha partecipato alla prima missione del Progetto El Alamein è l'amministratore del sito ufficiale su FACEBOOK del progetto El Alamein.

Siete tutti pregati di iscriverVi tra gli amici del progetto per venire informati su ogni iniziativa e per lasciare i Vostri commenti

http://www.facebook.com/pages/El-Alamein-Projet/201797823168392


 
 
 
 
 
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ALLA VIGILIA DELLA VII MISSIONE, IL DIARIO DELLA VI
Venerdì, 25 Febbraio 2011
by webmaster



PARMA- A completamento del servizio sulla VI MIssione, ci è giunto il "diario" del capogruppo.
Alla vigilia della partenza per la VII, lo pubblichiamo come utile indicazione a coloro che vogliono conoscere nel dettaglio cosa avviene in quei giorni:

DIARIO DELLA VI° MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN




GIOVEDI' 20 GENNAIO 2011


Come tutte le altre anche questa Missione (io scrivo sempre in maiuscolo questa parola perchè ritengo così facendo di darle l' importanza che merita) era iniziata due mesi prima con i contatti per l' acquisto dei materiali, la formalizzazione di documenti e informazioni, i primi incarichi assegnati, le prime conoscenze
e anche (assolutamente necessari per il buon funzionamento del gruppo) le indicazioni su doveri e comportamenti da tenere (incluse le gerarchie all' interno della Missione stessa).

Siamo tutti puntuali nel ritrovarci alle 05,15 davanti al check-in Alitalia della Malpensa, la nebbia non ha creato problemi e così, dopo i primi saluti, effettuiamo il controllo bagagli e poi tutti insieme si va a fare colazione.
Parte in ritardo di 40 minuti l' aereo e conseguentemente in ritardo atterra ma sinceramente nessuno ci fa caso perchè siamo tutti già troppo impegnati a "recepire" i primi concetti che Lamberto Fabbrucci, il responsabile operativo del SIGGMI ora anche paracadutista, dispensa a tutti. In particolare ai capi-squadra vengono consegnate le cartelline con mappe, schede trincea, schede reperti. Viene spiegato loro il corretto uso e anche la procedura da seguire nel rilevamento delle postazioni.
Atterrati al Cairo questa volta il passaggio alla dogana è davvero velocissimo (evidentemente il basso profilo richiesto funziona bene) e in pochi minuti siamo già sul pulmino che ci porterà fuori dalla città. Il solito caos e i soliti commenti durante questo percorso. Per chi non ha mai attraversato il Cairo tutto risulta incredibile, dal traffico al modo di guidare ai quartieri della parte vecchia della città e molte altre cose che solo qui si possono notare. Dopo circa 90 minuti troviamo le jeep della Apple con Samer che questa volta sarà lui a guidarci nel deserto. Un breve pasto e via.
Siamo in ritardo e non possiamo perdere altro tempo e di conseguenza nessuna sosta fino ad El Alamein. Ci penserà comunque la solita attesa per l' ufficiale che deve seguirci in Missione a farci perdere tempo.......più di un' ora!!
E' dunque già buio quando partiamo da El Alamein e prendiamo la "Pista dell' acqua" ma i ragazzi sono già visibilmente eccitati dal loro primo contatto con l' ambiente.
Si inizia a respirare l' aria del deserto e si entra nella fase operativa della Missione. Sono già le 21 passate quando arriviamo a Naqb Rala per approntare il campo. Il luogo è lo stesso dove era accampata la Missione di ottobre e infatti se ne notano le evidenti tracce. Immediatamente si iniziano i lavori con il montaggio delle tende che danno qualche problema ma alla fine tutto si sistema e lo spirito di adattamento fa si che anche qualche (comunque prevedibile) inconveniente si risolva velocemente.
La temperatura non è particolarmente bassa (8 / 9°) ma è l' umidità che si fa sentire (90 %) e così viene molto apprezzata la cena a base di minestra calda che alle 23 circa consumiamo frugalmente ma velocemente perchè dobbiamo ancora montare il pennone.
Prima della mezzanotte il nostro Tricolore, la bandiera della Folgore, la bandiera egiziana e il vessillo del SIGGMI sventolano a Naqb Rala. Siamo tornati ancora. Non mi sembra vero.
Io e Lamberto prendiamo accordi con Samer per il giorno dopo e come sempre riceviamo la massima disponibilità.
E' l'ora del silenzio e tutti vanno a riposare, domani si comincia.


VENERDI' 21 GENNAIO


Alle 05,30 suona la sveglia e alle 06,00 siamo inquadrati sotto il pennone per l' alzabandiera. Si vede che qualcuno non è più abituato a questi cerimoniali ma la disponibilità è massima ed è quello che conta. l' inno di Mameli saluta l' alba e dà inzio alla nostra giornata. Le disposizioni impartite da me e Lamberto vengono seguite con la massima attenzione e alle 06,30 (dopo una ricchissima colazione) le squadre sono sulle jeep destinazione Quota 105.
Così suddivise le squadre iniziano il lavoro di rilevamento e censimento delle postazioni:
SQUADRA 1:
I° M.llo Antonello Cinti
I° Cap/le Stefano Carnevale
Par. Marco Cetoloni
Par. Eugenio Ciompi


SQUADRA 2:
Par. Francesco Crippa
Simp. Alberto Ruggeri
Par. Lorenzo Ruggeri


SQUADRA 3:
Par. Michelangelo Barbi
Par. Claudio Mengoni
Par. Roberto Sbragia


SQUADRA 4:
Par. Cerli Carlo
Par. Ceci Enrico
Simp. Ceci Filippo


L' area che ci vede impegnati è quella che fu presidio della 19° Compagnia del VII° Battaglione che subì (insieme alla 6° compagnia) il primo e forse il più furioso attaccato della III° battaglia di El Alamein. Alle 23 del 23 ottobre 1942 più di 3.500 uomini appoggiati da una brigata corazzata (circa 80 carri armati) e altre unità specializzate tra cui un reparto di carri antimine Skorpion attacca le postazioni di quota 105 difese da poco più di 350 uomini con una batteria di controcarro da 47 / 32 e due plotoni mortai.
Le due compagnie, già flagellate precedentemente da 2 ore ti intenso tiro di artiglieria resistono sopra ogni possibilità ma all' alba la 19° Cp viene completamente sommersa e i pochi superstiti (una quindicina) riescono a sganciarsi e ripararsi sulla cosiddetta "linea di resistenza").
Ecco in poche parole quella che fu la storia della 19° Cp che vide compiersi nel corso di una sola notte la sua breve ma leggendaria esistenza. Il settore in cui lavoriamo ha un' ampiezza di circa 1,5 km ma le postazioni sono tantissime e ogni squadra lavora con attenzione affinchè niente venga tralasciato. Alla fine della mattinata saranno circa 110 le postazioni rilevate tra cui tre interessanti caposaldi. Al rientro al campo (ore 12,30) la soddisfazione di tutti è palpabile, l' emozione ancora più viva e c'è voglia di continuare senza pause questa giornata. Nel frattempo la temperatura è salita fino a 25° grazie ad un sole limpidissimo.
Il pranzo è il primo vero momento di aggregazione e cominciano anche le prime divertenti "scaramucce" verbali e proverbiali tra i toscani e tutti gli altri. D' altronde si sa che i toscani sono unici nel tenere banco. Ma le discussioni sono per la maggior parte incentrate sulle sensazioni che ognuno ha vissuto in questa prima mattinata nel deserto e per molti ancora sembra ...un sogno che si sta avverando.
Dopo il pranzo alle 14,00 ci avviamo verso l' Himeimat, sarà la prima tappa delle nostre visite ai luoghi più importanti del fronte.
Saliamo prima sulla cima piccola e purtroppo la prima cosa che salta all' occhio è un insediamento petrolifero installato da poche settimane a circa 2 km e questo è molto negativo....... Riportiamo alla luce la cassetta che contiene il "LIbro delle presenze" e tutti, con calma come in un cerimoniale, lasciano il loro nome scritto qui a testimonianza perenne.
Scendiamo e risaliamo questa volta sulla vetta grande.
Qui ci inquadriamo, con i labari al vento, e teniamo la cerimonia per i nostri caduti. Prima la Preghiera del Paracadutista, poi la lettura delle motivazioni delle M.O.V.M. del Serg. Andriolo e del par. Cappelletto entrambi caduti a Quota 125 a pochi metri dall' Himeimat. Il grido di FOLGORE!! si perde nel deserto e il silenzio che ne segue è sinonimo di raccoglimento..............
Certamente la cerimonia sull' Himeimat è, per molti versi, forse la più bella e sentita. Dopo le foto e i tanti commenti mentre si osserva quell' orizzonte che la sera del 23 ottobre di illuminò del fuoco di 1.000 cannoni, ordinatamente ridiscendiamo e torniamo al campo perchè da li partiremo per l' escursione alle postazioni di Naqb Rala. D' altronde il campo si trova a poco meno di 500 mt. da quello che fu il comando del V° Btg. e dopo pochi minuti siamo già li dove il Magg. Izzo e il Cap. Zingales partirono per andare a fronteggiare i legionari francesi che volevano aggirare le linee e incunearsi così alle nostre spalle. Ci pensa Lamberto a spiegare in maniera efficiente e chiara tutto quello che successe e tutti seguono con interesse, ma c'è chi vive questo momento con
un sentimento particolare. Il I° M.llo antonello Cinti del 187° da tutta la vita desiderava ritrovarsi in questo luogo. Qui suo padre "folgorino" combattè e qui ora lui può finalmente respirare a stessa aria e toccare la stessa sabbia. E' visibilmente commosso e tutti noi rispettiamo questo suo momento. Arriviamo fino alla postazione dei mortai del Ten. Gola e poi da li, discendendo il crinale, rifacciamo il percorso che fecero gli alleati durante l' attacco. Immaginarsi tutto sembra impossbilie, ma in questi frangenti sembra di avere davanti quelle immagini viste solo sui libri e rivisitate attraverso i racconti dei nostri "ragazzi".
Alle 18 siamo di ritorno al campo e alle 19 siamo già seduti per la cena. E' stata una giornata intensa ed emozionante, ma il bello verrà domani e ne siamo tutti consepevoli. Il convitto viene impreziosito da un buon bicchiere di vino portato dall' Italia e alla fine anche un dito di grappa scalda il cuore.
Dopo cena qualcuno risale uno dei tanti crinali che circondano il campo per "vivere" così la notte desertica, qualcun altro invece, sopraffatto dalla stanchezza si prepara per la notte, ma prima di mezzanotte tutti sono nelle tende.


SABATO 22 GENNAIO


Alle 06,00 siamo inquadrati accanto al tricolore e il gruppo ha ormai assunto quelle sembianze di uniformità tanto desiderate.
Evidentemente il concetto di "pattuglia" è stato assimilato e tutto questo a vantaggio della coesione del gruppo. Sono le 06,30 e siamo tornati a Quota 105 per riprendere il lavoro. Lamberto ha individuato in un articolato caposaldo il luogo da ripristinare. Le squadre del giorno precedente vengono sostituite da gruppi di due persone o anche singoli, dipende dall' ampiezza della buca da scavare. A Cerli e Mengoni assegno la postazione del 47 / 32; Barbi e Sbragia lavorano sulla buca della Breda, Ceci padre e figlio due buche singole, così come Ciompi con Carnevale. Cinti, Cetoloni e Alberto Ruggeri lavorano singolarmente mentre io e Lorenzo Ruggeri ci occupiamo di ridisegnare il camminamento che collega tutte queste buche e ripristinare due piccole buche probabilmente adibite a uso di riservetta. Lamberto sovraintende ai lavori ed è instancabile nel passare da una postazione all' altra ovunque venga richiesto il suo aiuto e il suo consiglio. Allo stesso modo instancabile è il lavoro di tutti i ragazzi che, non appena finiscono il loro compito, vanno ad aiutare gli altri. Così facendo alla fine della mattinata saranno 10 le buche ripristinate e il caposaldo ritorna visibile e ben delineato. Lamberto è soddisfatto.
La maggior parte delle buche sono state scavate a fondo fino allo stato di quell' ottobre del 1942.Tutti pensavamo a questo mentre scavavamo......a quei giorni di morte e gloria..........a quei ragazzi diventati eroi ...e non per "caso".
Lavorando non ci si rende conto, ma è quando ti fermi e osservi che la mente vola, quando scavando trovi un lembo di divisa o una bottiglia senti di toccare con mano la storia. Se poi, come nel nostro caso, trovi addirittura uno sgabello ricavato nella roccia ancora ricoperto da una tavola di legno senti il cuore battere forte ed immagini un "ragazzo della folgore" li seduto a riposare. Siamo stanchi ma caricatissimi e malvolentieri torniamo al campo per il pranzo ma il tempo corre e pomeriggio ci aspettano altri luoghi.
Il pranzo è come sempre ricco e riusciamo a concederci anche una piccola pausa di 30 minuti prima di partire per Deir El Munassib.
E' li, dove con la IV° Missione ripristinammo le buche della 11° Cp che facciamo la prima tappa. "A poche centinaia di metri, con la 10° Cp c'era mio nonno artigliere paracadutista" questo ci racconta il I° C/le Stefano Carnevale anche luicome Cinti in servizio presso il 185° Rgt della Brigata Folgore.
Anche per lui questo è un momento particolare.
Inquadrati davanti al "trincerone" rendiamo onore al Cap. Costantino Ruspoli e tutti i suoi ragazzi caduti, leggendone la motivazione della M.O.V.M. La tappa successiva è Deir Alinda e il comando del IX° Battaglione. Sempre una grande emozione per me tornare dove morì il Magg. Rossi che con i suoi uomini frenò quella che gli inglesi chiamarono "Operazione Beresford" e che doveva chiudere in una sacca i reparti dell' Asse che tentarono lo sfondamento nella II° battaglia di El Alamein. Anche qui, doverosamente, rendiamo omaggio inquadrati all' interno della buca comando con la motivazione della M.O.V.M. conferita al Magg. Rossi. Devo dire che la sabbia ha già parzialmente coperto i lavori di ripristino sia al Munassib che a Deir Alinda, mentre a Naqb Rala il lavoro è ancora
praticamente intatto. Questo è spiegabile con il fatto che le zone a nord hanno un fondo più sabbioso e di conseguenza il vento muove molta più sabbia. Ultima visita all' Ospedale della "Brescia".
"sulla strada per Munassib abbiamo sostato qualche minuto sulle postazioni della 21° Compagnia, in località Quota 105, dove i ragazzi di Siena hanno voluto rendere omaggio alla figura del Ten.Roberto Bandini M.O.V.M. li caduto e a cui è intitolata la loro sezione.
Qui la situazione sta diventando alquanto degradante sia all' interno ma sopratutto all' esterno, dove l' insediamento petrolifero vicino porta rifiuti e traffico di mezzi pesanti. E' buio quando rientriamo al campo e prima del "rompete del righe" c'è il briefing che io e Lamberto teniamo per le istruzioni relative ad orari e disposizioni per la giornata successiva. La cena è veramente un momento piacevole anche se adombrata dal pensiero che l' indomani si torna a casa e lasceremo questo luogo sacro. Tutti insieme decidiamo di fare una breve "pattuglia notturna" e ci incamminiamo sui saliscendi di questa caratteristica zona. Chiaccheriamo e pensiamo a queste giornate letteralmente volate ma che già hanno scavato un solco nel nostro cuore. Tornando mi soffermo ad osservare il tricolore sventolare alla luce della luna piena e mi domando: "Ma esiste un posto più magico ove questo tricolore può sventolare??"
Non trovo risposta ma il mio cuore è pieno di orgoglio perchè le anime dei nostri "ragazzi" possono vederlo ancora una volta sventolare qui. A mezzanotte c'è il Silenzio e anche se non tutti vanno a dormire sul campo cala un pace "lunare".

DOMENICA 23 GENNAIO
Sveglia anticipata alle ore 05,00, bisogna smontare il campo, ci aspetta il Sacrario.Tutti operativi e alle 06,15 si parte.
L' alba è fredda ma bellissima e accompagna il nostro ultimo saluto alle bandiere. Come previsto alle 08,00 siamo al Sacrario Italiano ma abbiamo solo poco meno di 2 ore perciò anche qui non abbiamo tempo da perdere.....bisogna correre.
Per quasi tutti, tranne noi di Monza e Lamberto, è la prima visita qui e noto che qualcuno è quasi in soggezione davanti all' imponenza della torre del Sacrario. Inquadrati, labari in testa con il M.llo Cinti e cantando percorriamo tutto il vialone e una volta entrati ci schieriamo fronte all' altare. La Cerimonia qui deve sempre essere breve ma intensa. Le parole sono quelle tratte dai libri scritti dagli stessi "folgorini": Bechi Luserna, Migliavacca, Izzo e il grande Paolo Caccia Dominioni (al quale dobbiamo questa meraviglia) sono coloro a cui faccio riferimento. La preghiera del Paracadutista e poi una richiesta del M.llo Cinti: 5 minuti di silenzio.
Questo facciamo e proprio durante questi minuti le lacrime segnano i volti. Ma è al termine quando salutiamo i nostri caduti con il triplice FOLGORE dall' infinito eco che esplode l' emozione del M.llo Cinti. Mi abbraccia e in quell' abbraccio sincero e fraterno trovo il calore di un "fratello" conosciuto da pochi giorni ma ormai legato a me per la vita. Tutte queste emozioni sono frutto di giornate vissute con passione e trasporto, in quell' immenso Sacrario che per noi è il deserto di El Alamein.
Quando mi chiedono perchè io partecipi a queste Missioni rispondo: "perchè quei "ragazzi" caduti per la nostra Patria non debbano sentirsi MAI abbandonati, perchè il loro ricordo rimanga vivo nel tempo e anche un po....... per me. Perchè il mio "essere paracadutista non sia solo lanciarmi da un aereo, marciare, portare il basco. Perchè qui il mio percorso di paracadutista ha trovato
il suo naturale compimento. Perchè ogni volta che torno da El Alamein faccio una promessa.......ritornerò."
Purtroppo i ragazzi hanno poco tempo per visitare il museo e Q33 e alle 10 prendiamo la strada per il Cairo concedendoci però una sosta al cippo dei Bersaglieri al km 111 per Alessandria.

Il traffico è veramente intenso e arriviamo all' aeroporto alle 15.
Qualcuno si concede una birra al bar, qualcun altro fa un po di shopping e alle 17,20 siamo imbarcati e si parte in perfetto orario.
All' arrivo a Roma ci dividiamo, c'è chi va a Venezia, chi a Firenze, chi a Milano e anche chi (Claudio) è già arrivato. E' un saluto malinconico ma non un addio, ci ritroveremo sicuramente alle nostre adunate e da ora abbiamo nel cuore tanti amici in più che non potremo dimenticare perchè indimenticabile è quello che abbiamo vissuto. Siamo gli ultimi noi alla Malpensa ad arrivare e alle 22,50 la Pattuglia "Quota 105" è rientrata.

MISSIONE COMPIUTA !!
FOLGORE!!

par. Francesco Crippa
Coordinatore VI° Missione
Progetto El Alamein



 
 
 
 
 
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FEBBRAIO 2010 - FEBBRAIO 2011: IL PROGETTO EL ALAMEIN DEI PARACADUTISTI COMPIE UN ANNO
Mercoledì, 23 Febbraio 2011
by webmaster



Nota del direttore:
In occasione del primo anniversario del Progetto El Alamein,
abbiamo ripescato l'articolo che parlava della I Missione in terra egiziana e lo abbiamo rimesso in testa al rullo della sezione dedicata ad EL ALAMEIN.
Lettura interessante anche per coloro che -prodighi di buoni consigli- si sono defilati alle prime difficoltà.




MISSIONE EL ALAMEIN 2010: IL SITO WWW.CONGEDATIFOLGORE DIVENTA PROTAGONISTA DI UNA IMPRESA STORICA


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12 Paracadutisti dell’ANPD’I accompagnati da un ricercatore dell’Università di Padova a El Alamein per censire e restaurare il Fronte della Folgore.
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E’ nata una “alleanza” tra Università di Padova, Società Italiana di GEOGRAFIA E Geologia Militare , ANPDI e sito www.congedatifolgore.com, per collaborare al progetto di ricerca universitario che nasce a Padova ma che è diventato internazionale, chiamato “EL ALAMEIN PROJECT” .

El Alamein Project si occupa del censimento e della mappatura geografica e GPS dell’intera zona di Battaglia, con missioni sui luoghi dei combattimenti. L’amizioso obbiettivo è la creazione di un parco storico museale all’aperto, che protegga quei luoghi dall’avanzata petrolifera e dalla sabbia che sta cancellando le postazioni, soprattutto quelle della Folgore.

L’intervento dei paracadutisti è stato codificato in un protocollo di intesa che l’ Università di Padova e la Società Italiana di Geologia e Geografia Militare hanno sottoscritto con la presidenza dell’ANPD’I e la direzione del sito www.congedatifolgore.com . Saranno i Paracadutisti a farsi carico del censimento secondo la metodologia scientifica universitaria e del restauro del Fronte della Folgore.


I NUMERI DELLA PRIMA MISSIONE

12 Paracadutisti
1 Accompagnatore del SIGGMI
42 postazioni censite
6 postazioni importanti restaurate e rese nuovamente visibili
18 buste di reperti ( circa 70 in tutto) di interesse storico consegnati al Museo di El Alamein: dal bossolo alla scatola di cerini perfettamente conservata, al boccetto con pastiglie di chinino, sino all'ogiva inerte di artiglieria (ndr: non era di 47/32, perchè il calibro non corrispondeva e perchè ritrovato contro le postazioni italiane)
80 KMT complessivamente percorsi a piedi dalle varie pattuglie


PRIMO INTERVENTO ALLE RAMPE DI NAQB RALA – LUOGO DEL COMBATTIMENTO DEL 23 Ottobre 1942 CONTRO LEGIONARI FRANCESI E GLI INGLESI


La prima missione, dall’11 al 14 Febbraio è rientrata dopo avere passato tre notti e quattro giorni nel deserto in vista dell’ Himeimat, sulle rampe del NAQB RALA.
I Paracadutisti, divisi in 4 squadre, hanno percorso svariati chilometri a piedi, svolgendo contemporaneamente le rilevazioni e i restauri. Il professor Bondesan ha programmato Il censimento nel quadrante che includeva le postazioni del Tenente Gola ( MOVM) e del Colonnello Izzo appoggiato dal Capitano Zingales. Ogni centimetro di sabbia raccontava quei momenti terribili dei nostri Leoni, che contrattaccavano con bombe a mano e pistola, e a volte col pugnale. Sul campo è ancora altissimo il numero di bossoli, caricatori e cuffie di SRCM, le bombe a mano italiane chiamate “balilla”.


FATICA FISICA SUI LUOGHI DELLA BATTAGLIA
AI PARACADUTISTI SPETTA LA PARTE "MANUALE" DEL RESTAURO

Rilevazione e ripristino con badile, attrezzatura minuta e carriole.
Un lavoro stancante, sotto un sole a picco che sfiorava i 36 gradi a metà giornata, che ha richiesto diversi chilometri di "pattuglie" . A volte la squadra non ha individuato la buca prefissata, perchè già scomparsa sotto la sabbia.
A fine giornata è seguito un primo esame dei dati da parte del coordinatore scientifico e si è interpretata la importanza della buca, con ricostruzioni fatte sulla base di mappe storiche, testi e testimonianze dei nostri Leoni. Scelte le postazioni più importanti, sono entrate in azione le squadre di lavoro: il comando del V Battaglione e tre buche dello schieramento sul ciglio ovest della rampa sono state completamente restaurate. La più importante ha restituito numerosi piccoli reperti, dalla scatola di fiammiferi sino ad un grande frammento di lettera battuta a macchina, con frasi scherzose inviate a un paracadutista di qual comando. Ognuno di quei pezzi di storia è stato catalogato e fotografato, per la successiva consegna al Museo del Sacrario.
I paracadutisti aggiungeranno sempre alla rilevazione scientifica il ripristino della visibilità delle postazioni con un duro lavoro manuale . Si restaureranno a secco i muretti e le difese pietrose, tramite un intervento non invasivo e l’asportazione di materiale che le ostruisce. A Nabq Rala sono riusciti addirittura a restituire l'aspetto originale al comando del V Battaglione, mentre in altri, le postazioni sono tornate ordinate e visibili.

OGNI MISSIONE SARA’ COORDINATA DA UN RICERCATORE
LA PRIMA MISSIONE E’ STATA GUIDATA DAL PROFESSOR ALDINO BONDESAN, TITOLARE DEL PROGETTO

Una funzione fondamentale, quella dell'assistenza scientifica ai paracadutisti, che il professor Aldino Bondesan -ricercatore universitario, ispiratore e presidente della Società di Geografia e Geologia Militare- ha voluto ricoprire personalmente per il primo importante viaggio. Ogni missione dell’ANPDI vedrà impegnato un esperto geologo del SIGGMI o dell'Università.
Ogni paracadutista aveva ricevuto per posta una brochure illustrativa del progetto -in qualità di neo-socio del SIGGMI- e una illustrazione dell'area di studio che si sarebbe raggiunta, ricca di approfonditi riferimenti storici, per meglio inquadrare l'operazione. Semplicemente preziose le relazioni, le cartine, le foto degli armamenti in campo e le mappe storiche allegate.
Una serie di briefing -uno dei quali addirittura in volo e l'altro poco prima di andare in tenda la sera dell'arrivo- hanno illustrato ai partecipanti le modalità di approccio alle postazioni.
Ogni squadra ha ricevuto in dotazione una cartella di lavoro con schede da compilare per ogni singola buca, più alcuni oggetti necessari ai rilevamenti ( un "nord" plastificato da mostrare in ogni foto, i rapportatori a centimetri da collocare di fianco ai reperti da fotografare e classificare pure loro). Nella stessa busta hanno trovato anche la stampa plastificata della numerazione progressiva in formato gigante che da quel momento diventava il "nome" della postazione nel software anagrafico del progetto . Le squadre devono dotarsi di GPS e mauto per la compilazione (pennarello, scheda porta documenti, sacchetti trasparenti per imbustare i reperti). In ogni buca censita è stato lasciato il numero plastificato, nascosto opportunamente, perchè sia ritrovato in futuro. Da quel momento la buca esiste e sarà periodicamente visitata per verificarne lo stato.

SICUREZZA

Una particolare maniacale attenzione è stata prestata alla sicurezza dell'operazione: i movimenti dei mezzi avvenivano su piste ufficiali oppure in zone notoriamente sicure. Le operazioni di pulizia sono state sospese in alcuni casi, avendo rilevato la presenza di oggetti metallici affioranti, di grandezza sospetta e non identificabili oppure riconducibili a materiale bellico.

PIANO DI LAVORO PRECISO PER DARE SUCCESSO ALLA NOSTRA AZIONE

Ogni futura missione avverrà seguendo la scaletta e la metodologia del coordinamento scientifico. I paracadutisti svolgeranno il doppio ruolo, uno più "amministrativo" ma ugualmente faticoso ed essenziale, e l’altro “ricostruttivo”. Ecco in breve la sequanza di lavoro:
- pattuglie a piedi di individuazione, riconoscimento e classificazione delle postazioni
- compilazione dei documenti ufficiali dell'EL ALAMEIN PROJECT
- pulizia e riordino delle buche con precedenza ai Comandi. Intervento riordinativo-ricostruttivo sulle barriere di pietre poste a difesa.
- blanda o energica asportazione di materiale ( a secondo della presenza di materiali metallici) per ridare l'aspetto alla postazione, ottenuta "scopando" la base della buca, con scelta di attrezzi adeguati, livellandola e asportando sabbia e materiali non sospetti, dove possibile .
- ricognizione a piedi o con jeep di più ampi settori del fronte,al di fuori dell'area assegnata, con ricostruzione dei fatti storici sulla base dei documenti d'epoca (carte e scritti), in possesso del SIGGMI e dell'UNIVERSITA, e percorso a terra che ricalchi gli eventi.

COORDINAMENTO OPERATIVO

Ogni squadra avrà un paracadutista che diventerà "interfaccia" operativo di quello scientifico.
Al geologo ricercatore del SIGGMI o dell'università spetterà il compito di pianificare il lavoro, mentre al paracadutista quello di verificare il rispetto delle tabelle di marcia ( sveglia, lavoro, appuntamenti)controllare gli equipaggiamenti, distribuire sul terreno e controllare le squadre per far rispettare le procedure scientifiche e le norme di sicurezza inderogabili e tassative. Dovrà anche coadiuvare il capogruppo scientifico nella gestione delle importantissime schede di rilevazione di buche e reperti e aiutarlo nella loro classificazione.
Uno degli incarichi è anche quello di verificare il rispetto dei luoghi e il grado di collaborazione e capacità delle squadre, fornendo un rapporto preciso alla Presidenza ANPDI e al SITO sull'esito della missione. Non saranno gite, ma –al contrario- operazioni stancanti e con i minuti contati, dove ogni partecipante dovrà integrarsi rapidamente per non ritardare il gruppo. I giorni di missione sono stati volutamente contenuti e concentrati in GIOVEDI-VENERDI-SABATO E DOMENICA per consentire anche ai più impegnati in Patria di non rubare troppo tempo al lavoro. Niente Alberghi e niente doccia. Si tratta di una missione di studio che ha arricchito e arricchirà chi la compie, ma che deve contribuire in maniera fondamentale alla rilevazione e al censimento della "nostra" zona del Fronte, affinchè venga tramandata alle generazioni future una visibilità geografica, storica e fisica, interrompendo l'azione della sabbia e –speriamo- dei caterpillar.

PROSSIME MISSIONI :25-26-27-28 MARZO e 29-30 APRILE/1 E 2 MAGGIO

La prossima missione si svolgerà nella piana di QUOTA 105, con un paio di distaccamenti sul NAQB RALA per terminare le rilevazioni, mentre quella di Aprile sarà al MUNASSIB.
Continuano ad arrivare prenotazioni di paracadutisti lombardi, sardi, veneti, friulani, romani, umbri, abruzzesi: una sorta di "unità d'Italia paracadutistica" che l'ANPDI realizza dalla data della sua costituzione e che il sito www.congedatifolgore.com , con la diffusione capillare, ha moltiplicato.

COSTI

Biglietto aereo alitalia acquistato direttamente dal partecipante: se prenotato con almeno 60 giorni di anticipo: € 200 circa. Oltre: prezzo massimo 380€


Spese al Cairo: da 350 a 370€max, a seconda del costo del biglietto dell'accompagnatore scientifico, che viene ripatrtito tra tutti

Mance: circa 20€ da dare allo staff che ci accompagnerà nel deserto
PRENOTA LA TUA MISSIONE
COMMENTI
Uno per tutti:
Mi ha detto uno dei partecipanti alla prima missione:
"Essere venuto in questo luoghi, avere visto lo stesso orizzonte dei Leoni della FOLGORE , averne toccato le postazioni e trovato i segni della loro presenza, avere riordinato la buca facendo le stesse valutazioni di chi l’ha occupata per combattere è già stato un risultato entusiasmante. Camminare nel loro deserto, anche con tutta la fatica sopportata e ridare “vita” alle buche, è stato un atto di rispetto nei loro confronti".



LE FOTO DI LUIGI SORRENTINO


LE FOTO DEL WEBMASTER 14 FEBBRAIO

LE FOTO DI PRIMO BIONDA

 
 
 
 
 
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IL PROGETTO EL ALAMEIN INIZIA A POSARE I CIPPI PERIMETRALI DEL PARCO STORICO. APERTE LE DONAZIONI
Giovedì, 10 Febbraio 2011
by webmaster




PARMA- Il progetto El Alamein si arricchisce di un ulteriore passo avanti verso la creazione di un parco museale all'aperto sulle sabbie di El Alamein.
Grazie alla infaticabile attività del Professor Aldino Bondesan e alla stretta collaborazione richiesta ai Paracadutisti del sito e dell'ANPDI, il 2011 ha in programma di iniziare la realizzazione di un percorso vero e proprio contrassegnando con cippi appositamente costruiti le aree di interesse storico dei Paracadutisti.

Il Progetto chiede ai nostri lettori di sponsorizzare la realizzazione dei cippi (benvenute le sezioni ANPDI, le Aziende o gli enti ).

Ecco i lineamenti dell'operazione:


Parco Storico del Campo di Battaglia di El Alamein
PROGRAMMA DELLA POSA DEI CIPPI PERIMETRALI



Il progetto si realizza nelle seguenti fasi:

1) Materializzazione di cippi con cartelli nei punti salienti del campo di battaglia (per ora 12, ma potenzialmente circa 30 per la Folgore, altrettanti per il fronte nord)
2) Preparazione di schede informative storico-topografiche per ciascun punto
3) Realizzazione di una guida al campo di battaglia


I punti di interesse


1) Naqb Rala - Comando V Btg Folgore
2) Naqb Rala – Qaret El Himeimat, collina piccola
3) Naqb Rala – Osservatorio Tenente Gola
4) Naqb Rala – Comando V Btg/186 Rgt. Folgore (trincerone)
5) Q. 105 – Caposaldo 6a- II Btg/
6) Q. 105 - Caposaldo 19° cp /VII Btg/Raggruppamento Ruspoli (Folgore)
7) Q. 105 - Comando 20° cp / VII Btg/Raggruppamento Ruspoli (Folgore)
8) Deir El Munassib - Comando 11° cp /IV Btg/187° Rgt. Folgore
9) Deir El Munassib - Postazioni 10° cp /IV Btg/187° Rgt. Folgore
10) Deir El Munassib - Comando IV Btg/187° Rgt. Folgore
11) Deir Alinda - (Comandi di battaglione IX e X?)
Comando di Reggimento col Camosso
Numero di CIPPI: 30

cliccate qui per ingradire il disegno fatto dall'artigliere paracadutista Leone di El Alamein Gaetano Pinna



PREVENTIVO DI SPESA (€): 400 cadauno


La produzione dei cippi sarà in Italia ( paline e parti mobili) mentre in Egitto saranno acquistati e verniciati i bidoni, cercando di riprodurre quanto più fedelmente possibile lo stole del periodo di riferimento, attraverso la attenta consultazione delle foto d'epoca.

La posa dei primi tre cippi è prevista a partire da Marzo.
Nel corpo del manufatto sarà chiaramente indicato il nome di colui/coloro che lo hanno finanziato.
DONAZIONI SINGOLE O DI SEZIONE O DI GRUPPO
Sarà possibile fare donazioni di gruppo oppure singole. Per i singoli, ogni volta che si raggiungerà la copertura del costo di un cippo, questo recherà i nomi dei donatori.
I fondi verranno raccolti direttamente dal SIGGMI:


SEGNALATE LA ADOZIONE DI GRUPPO O SEZIONE O FINANZIATE IL CIPPO NELL'AREA DEL FRONTE DELLA FOLGORE A EL ALAMEIN




 
 
 
 
 
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CHE COS'E IL PROGETTO EL ALAMEIN- COME SI PARTECIPA - I COSTI
Domenica, 6 Febbraio 2011
by webmaster




PARMA- Da tre anni è in corso l'EL ALAMEIN PROJECT, ideato e coordinato dalla Università di Padova e dalla Società Italiana di Geografia e geologia militare ( SIGGMI) e da due anni assistito anche dai Paracadutisti del nostro sito e del'ANPDI. Si tratta di una iniziativa di caratura internazionale che coinvolge anche importanti organismi diplomatici italiani ed egiziani. Ultimi in ordine di tempo: Camera dei Deputati e Senato italiano, Ministero del turismo e agenzia spaziale egiziani.

DEPLIANT 1

DEPLIANT 2




Dal 2009 si è inserito il supporto operativo dei Paracadutisti italiani che partecipano con un protocollo di intesa e che è stata chiamata "PROGETTO EL ALAMEIN", mentre quello internazionale conserva il titolo di EL ALAMEIN PROJECT.


L'obbiettivo dell'intera operazione è la creazione, nei luoghi della Battaglia, di un parco museale riservato e protetto, per consentire di visitare luoghi non violati -ora a rischio di scomparsa- e , grazie ai Paracadutisti, con le postazioni della Folgore riportate alla visibilità. Contatti internazionali e protocolli di intesa sono già stati firmati con
Ministeri ed enti egiziani e con Ministeri ed enti italiani. Ultimo in ordine di tempo (Settembre 2010) -come segnalato sopra- è il patrocinio della Camera dei Deputati.

Sembra un controsenso, quello di proteggere e recuperare buche nel deserto, ma i Paracadutisti sanno che non è così. In quelle sabbie riposano ancora molti dispersi della Divisione Folgore. Lì hanno sofferto e si sono immolati eroicamente i nostri Leoni. Lì sono morti combattendo i carristi della Ariete, i Fanti della Pavia e della Trieste, i Bersaglieri, i Paracadutisti della Ramke.

Il luogo è SACRO.

OBBIETTIVI SCIENTIFICI INTERNAZIONALI ( EL ALAMEIN PROJECT) E RIPRISTINO DEL FRONTE A CURA DEI PARACADUTSTI DEL NOSTRO SITO E DELL'ANPDI (PROGETTO EL ALAMEIN )

Le Missioni della OPERAZIONE EL ALAMEIN 2010 del nostro sito e dell'ANPDI non si limitano esclusivamente alla rilevazione, censimento e catalogazione delle postazioni, in assistenza ai ricercatori universitari, ma si dedicano per la metà del tempo anche al restauro dei centri di fuoco più importanti.

Rubando ore al sonno ( per cominciare all'alba e avere più ore a disposizione), diversi momenti della giornata vengono sempre dedicati, alla fine del lavoro ,allo studio di tutto il teatro di battaglia, , che viene percorso -anche in jeep, con tappe frequenti- per localizzare gli episodi, libri e mappe alla mano.

LAVORO, STORIA, DIVULGAZIONE

Con il sacrificio fisico dei partecipanti si riesce sempre a dedicare, infatti, alcune ore dei pomeriggi di Venerdì e Sabato alla parte del ricordo, della commemorazione, della perlustrazione del fronte e dell'arricchimento storico.
Conoscendo meglio luoghi, date ed episodi e camminando sui percorsi dei nostri Leoni, si diventa ambasciatori naturali dell'El Alamein Project e del PROGETTO EL ALAMEIN dei Paracadutisti.

La differenza dei due titoli ( inglese ed italiano) dell'impresa ciclopica che stiamo facendo, sta nella dimensione del teatro di operazione: SIGGMI e Università e organismi internazionali e Italiani lavorano su scala internazionale, tessendo relazioni scientifiche e politiche estere di altissimo profilo in Egitto, Germania, Inghilterra, Francia.

I paracadutisti del nostro sito e dell'ANPDI si sono assunti il compito di "proteggere" -anche col badile- l'area della Folgore e si sono impegnati a fare da ambasciatori presso le autorità militari e politiche italiane dove ci sono paracadutisti (anche parlamentari) che che dimostrano affetto, spirito di Corpo, stima e amicizia per ANPDI e per il sito congedatifolgore

Inutile dire che usiamo solo goliardicamente la parola "sbadilatori" e che il nostro lavoro ha -ed avrà- un altissimo significato scientifico, etico e storico.

IL PROFESSOR ALDINO BONDESAN

Le missioni fanno capo alla supervisione scientifica generale del professor Aldino Bondesan - Istituto di Geografia e Geologia della Università di Padova e Presidente del SIGGMI ( Società di Geografia e Geologia Militare, ndr), di emanazione universitaria. A lui spetta il coordinamento dell'attività di alcuni ricercatori di staff. Bondesan era con noi alla Terza Missione(APRILE 2010), insieme al suo neo-assistente dr Stefano Furlani, che, grazie ad un assegno di ricerca biennale, sarà dedicato esclusivamente al Progetto.

La cultura e la conoscenza di El Alamein e della materia militare che Aldino Bondesan e i Suoi assistenti dimostrano, unita alla capacità didattica ( sono tutti insegnanti universitari), rendono il viaggio indimenticabile per coloro che vi hanno partecipato.

La missione "Munassib" ,(giugno 2010) condotta da un altro capacissimo geologo, storico appassionato e grande amico della Folgore, Lamberto Fabbrucci, ha avuto analogo risultato.

Ogni missione -leggendo i commenti "a caldo" dei partecipanti- fa tornare in Italia stanchi ma arricchiti e soddisfatti.

La Missione è anche il modo di fare un sacrificio nel nome di quei Leoni che ci guardano mentre rimettiamo a posto le loro buche per proteggerle dal saccheggio di mercanti (molti sono ITALIANI)senza scrupoli , veri ladri di Storia, ma anche - e soprattutto- dall'avanzata petrolifera e turistica.

L'AVANZATA DELLE RUSPE

Il fronte è in pericolo: con dispiacere abbiamo notato scavi e piste di caterpillar proprio al Munassib, nei pressi delle postazioni della 11ma compagnia. Le compagnie petrolifere "saggiano" continuamente il terreno per misurare la vastità e il consumo dei giacimenti e la opportunità di prelievo. Dopo lo sminamento dell'Esercito egiziano, pagato fior di quattrini e fatto in maniera non invasiva e facilmente ripristinabile, arrivano enormi camion attrezzati per generare onde sismiche,che necessitano di "piste" parallele lunghe anche 1000 metri cadauna, spianate da enormi caterpillar, per propagare, con enormi presse ,le vibrazioni nel sottosuolo.- Dalla risposta degli strumenti, capiscono se l'area è "consumata" oppure se il giacimento è nuovo. Non si fermano davanti a una buca.

I turisti andranno organizzati da un ente ( il SIGGMI) che potrebbe diventare un interlocutore istituzionale di "ONORCADUTI" e del ministero egiziano che controlla le attività culturali.

RELAZIONI E BADILE

L'Università di Padova e il SIGGMI hanno già sviluppato molti contatti e ottenuto molti patrocinii delle massime autorità scientifiche egiziane, e diverse italiane.

Proprio stamane Aldino Bondesan, che è rimasto al Cairo , sottoscriverà un accordo con una una scrittrice inglese molto influente, che insegna alla Università del Cairo e che sta preparando un grande evento su El Alamein, dove saremo/saranno invitati per la prima volta.
Bisogna far presto, quindi, per produrre più lavoro e presentarlo
Obbiettivo minimo: ottenere la riquadratura di quell'area come Museo storico all'aperto.


CIPPI PER RIQUADRARE L'AREA

Inizierà presto la posa di cippi. Gesto simbolico,una sorta di "qui ci sono i paracadutisti" che significa come El Alamein sia "anche" nostra. Informatevi negli articoli sottostanti, in questo rullo.

IL RICORDO DEI CADUTI

Ogni missione si arricchisce sempre di momenti toccanti, quando i si calcano le stesse sabbie di un Leone vivente, oppure di un Caduto. Vengono ricordati talvolta con la posa di oggetti particolari, come hanno fatto i Paracadutisti di Lazise della terza missione: una piccola lapide di marmo azzurrato posata e "battuta" col GPS e, in un altro luogo di quota 105, un libro. Cerimonie commoventi, private, emozionanti, che VOLUTAMENTE non descriviamo nè con immagini nè con parole, perchè saranno i partecipanti a decidere di farlo.

Tutti ci si ritrova sempre il Venerdì sera sulla cima dell'Himeimat per lasciare il segno del passaggio e poi al Sacrario, la Domenica, prima di partire, per urlare Folgore , salutre e ottenere risposta dai nostri Leoni.

IL SITO CONGEDATIFOLGORE E L'ANPDI
La sensibilità del Presidente dell'ANPDI, della rivista Folgore e della segreteria di Presidenza, hanno consentito di unire le forze per questo sacrificio, anche economico, che consente di "riappropriarsi" anche fisicamente della nostra Storia. Non ci spaventa l'enormità dell'impresa. Men che meno se pensiamo a quello che un pugno di Arditi hanno fatto proprio lì, prima di noi. L'obiettivo entro 12 mesi è di avere censito, fotografato e reso disponibile la mappa interattiva della zona della Folgore. Ci vorranno mesi, o anni, per le buche, che saranno ripulite e rese visibili.

NESSUN "RITOCCO", NESSUN PRELIEVO
L'approccio alle buche è quello di chi, in un Cimitero, trovando la Tomba dei suoi Cari sporca e in disordine, la rende dignitosa e pulita. Nulla verrà aggiunto, nulla verrà tolto, ma solo rimesso in sesto.Poi ci si sofferma a pregare o a "vivere" insieme a Loro qualche momento, qualche notte stellata, qualche lacrima all'alba, qualche Preghiera.Cose nostre.



COSTI
- biglietto aereo: a seconda del preavviso di acquisto,
da 270€ in su . Ognuno compera il proprio direttamente dalla ALITALIA, provatamente seguendo le nostre istruzioni sul numero e data dei voli

- assistenza in loco ( jeep, pasti etc)
€ 395
(comprende una ripartizione della quota dell'accompagnatore scientifico. Quello ANPDI si paga il viaggio di tasca propria.

- mance allo staff(in Egitto sono "obbligatorie")
€ 20

- visto di ingresso
€ 13

- eventuale assicurazione ( facoltativa)
da € 16 a € 20 a seconda del numero di partecipanti


COME PARTECIPARE
Segnalarlo alla Sezione di appartenenza ( è obbligatorio essere soci ANPDI. I non iscritti non sono ammessi. Si può non essere paracadutisti, ma soci simpatizzanti o aggregati), oppure
scriveteci
Riceverete informazioni e requisiti vincolanti da controfirmare, per essere dei nostri.

UN SEVERO CODICE ETICO
I paracadutisti che si recano in missione non vanno in gita, ma devono sottoscrivere un impegno d'Onore, che è il regolamento della Missione: abbigliamento e comportamenti adeguati, niente schiamazzi, rispetto delle decisione del capogruppo scientifico e tanto altro. Scriveteci e ve lo invieremo


PROSSIME MISSIONI

- 20-23 GENNAIO 2011 - CONCLUSA
- 24-27 MARZO 2011 - CHIUSA
- MAGGIO 2011 - IN FORMAZIONE
- SETTEMBRE 2011
- OTTOBRE 2011
- NOV-DIC 2011


SCRIVETECI !!!!!


 
 
 
 
 
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VI MISSIONE EL ALAMEN -
Sabato, 29 Gennaio 2011
by webmaster

Le bandiere italiana, egiziana, della Folgore e del progetto sventolano sul pennone del campo della VI MIsione. Località Naqb Rala



VI° Missione "Progetto El Alamein"
dal 20 al 23 Gennaio 2011
QUOTA 105


di Francesco Crippa

Domenica 23 gennaio i componenti la VI° missione del Progetto El Alamein hanno fatto rientro alle rispettive abitazioni.
La pattuglia "Quota 105", così denominata per la zona di operazioni che ci ha visto impegnati, ha portato a termine il
compito assegnatoli e può orgogliosamente dire: Missione compiuta!

Con il responsabile operativo del SIGGMI il par. Lamberto Fabbrucci e il coordinatore ANPd'I par. Francesco Crippa ecco gli altri componenti il gruppo:
I° Maresciallo Antonello Cinti 185° RAO Batteria Comando Supporti Logistici Sezione ANPd'I di Siena

I° Caporale Stefano Carnevale 185° RAO Batteria Comando Supporti Logistici Sezione ANPd'I di Siena

Par. Cerli Carlo Sezione ANPd'I Valsesia
Par. Ceci Enrico Sezione Anod'I Varese
Par. Claudio Mengoni Sezione ANPd'I Monza
Par. Michelangelo Barbi Sezione ANPd'I Siena
Par. Marco Cetoloni Sezione ANPd'I Siena
Par. Roberto Sbragia Sezione ANPd'I Siena
Par. Lorenzo Ruggeri Sezione ANPd'I Monza
Par. Eugenio Ciompi Sezione ANPd'I Siena
Simp. Alberto Ruggeri Sezione ANPd'I Monza
Simp. Filippo Ceci Sezione ANPd'I Varese

Un gruppo eterogeneo che fin dal primo momento, il ritrovo alla Malpensa, ha cercato l' amalgama e la condivisione degli
intenti.
Il primo breafing effettuato sul volo da Lamberto con l' assegnazione dei primi compiti ai capi squadra ha avuto l' effetto
"avvicinare materialmete" tutti noi alla Missione che ci aspettava.

Il fuoco di fila di domande a cui viene sottoposto Lamberto dimostra la grande curiosità e sete di conoscenza dei ragazzi ed è questo un grande segno di disponibilità.

Il lungo viaggio, prima in pulmino nel traffico del Cairo e poi in jeep fino ad El Alamein viene vissuto dal gruppo con serenità
e pazienza e anche la lunga attesa per l' arrivo dell' ufficiale che ci scorterà nel deserto non crea problemi.
D' altronde per tutti è la prima volta e anche questi momenti vengono vissuti serenamente, così come serenamente ed entusiasticamente verranno vissuti tutti i minuti della Missione.
Anche in questo gruppo l' entusiasmo e l' emozione sono stati i fattori trascinanti e coagulanti tra persone provenienti da
diverse regioni e diverse realtà.
La presenza del figlio di un "Folgorino" del V° btg (il M.llo Cinti) e di un nipote di un altro "folgorino" (il C/le Carnevale) ci ha consentito, attraverso i loro racconti, di arricchire ulteriormente le nostre giornate. Giornate intense, quasi senza pause emotive e fisiche, ma che sono trascorse troppo velocemente. Non è mai la stanchezza la compagna delle poche ore di sonno, ma bensì la malinconia per il sentirsi avvicinare il giorno del ritorno.

Eppure sono sicuro che tutte le emozioni vissute ed accumulate verranno ripercorse nella mente e nei discorsi di ognuno
dei ragazzi per tutta la vita.
E se per noi anziani tutto questo può considerarsi il completamento di un percorso nella nostra vita da paracadutisti, la speranza più grande è che per i più giovani sia il punto di partenza per continuare a portare avanti i Valori e lo spirito di corpo dei "Ragazzi della Folgore".
Uomini di ceti sociali, realtà e provenienze diverse ma accomunati da sentimenti comuni e indivisibili : la patria e la bandiera.
Ecco dove sta la forza di queste Missioni: far sentire le persone veramente unite tra loro, affratellate dagli stessi sentimenti e
così vicine ai nostri "eroi" da sentirne le voci.
Ma la "voce" che nessuno dimenticherà sarà quell' eco interminabile nel Sacrario Italiano che ha messo i brividi e provocato una commozione visibile, non solo negli occhi, di ognuno di noi.
Abbiamo percorso i medesimi sentieri, scavato e sostato nelle medesime buche, immaginato gli orizzonti di fuoco che hanno riempito
le giornate dei nostri "folgorini"; abbiamo provato il calore del sole e il freddo della notte desertica; abbiamo recitato le nostre preghiere e gridato la nostra eterna riconoscenza.

Ed ora non dobbiamo chiederci se potevamo fare di più perchè la risposta sarebbe, senza ombra di dubbio, una sola: SI.
Dobbiamo invece domandarci se tutto questo sarebbe stato possibile senza le idee e l' impegno di alcune persone che con costanza e
caparbietà hanno superato -e continuano a farlo ogni giorno- tutte le difficoltà che un Progetto come questo include.
Ringrazio l' Università di Padova, Il SIGGMI, l' ANPd'I, il sito CONGEDATIFOLGORE per aver concesso, a me personalmente, l' onore
di coordinare questa ennesima Missione e a tutti noi di averci permesso di vivere questa fantastica avventura che molti non esitano a definire un "sogno".
A tutti i ragazzi, che mi hanno sopportato e seguito fin dai primi contatti via mail, un ringraziamento sincero perchè da ognuno di loro ho potuto imparare qualcosa e sopratutto ne ho potuto ammirare l' entusiasmo e il genuino impegno. Per Lamberto, impareggiabile ed infaticabile esperto, credo che il miglior ringraziamento sia un fraterno e Cameratesco abbraccio.

FOLGORE!!
L'ALBUM FOTOGRAFICO DELLA MISSIONE




LE RIFLESSIONI DI ALCUNI DEI COMPONENTI
Un saluto a voi tutti da claudio(castelli romani)sono 4 giorni che siamo rientrati nelle nostre vite quotidiane,di sempre,

ma il mio pensiero e' ancora rivolto a quei magnifici giorni passati insieme nel nostro (solo nostro)deserto,dove in silenzio

e in punta di piedi, per non disturbare la sacralita', siamo entrati. Dove i nostri ragazzi hanno combattuto , non solo ,con un nemico di un altra nazione,

ma con la natura, caldo, vento, mosche, umidita'(e noi ne siamo acconoscenza..vero?).

Be' si ho nostalgia di quei giorni, nel vivere insiemi, nel lavorare e tutto cio' che ne' e' conseguito.

Vorrei ringraziare: Congedatifolgore nella persona di Walter (dei castelli anche lui.....ps ti aspetto per un caffe') che con la sua devozione,

dedizione e inteliggenza ci ha permesso di entrare in quei luoghi.

Franco Crippa, vero condottiero della missione, responsabile di noi tutti, vero mattatore. Autore di magnifiche cerimonie suisiti dei nostri eroi.

A Lamberto grande conoscitore dei combattimenti della FOLGORE. Con dedizione,pazienza (con me sopratutto.......quante cose che ti ho chiesto...vero?)

ci ha fatto rivivere le gesta eroiche , di Ruspoli, Gola, Rossi e gli altri "eroi" come in un film, dove noi eravamo protagonisti......ancora un grazie.

Purtroppo, io sono un po' lontanuccio da voi...., pero' come vi ho detto e scritto, fatemi sapere tutte l'iniziative che prenderete perche' io saro' con voi.

Ancora mi risuona nelle orecchie il grido FOLGORE nel deserto, ma sopratutto l'emozione del triplice grido nel SACRARIO, un' esperienza unica.
Credo che in quei pochi giorni passati insieme sia nato un qualcosa di piu' di un'amicizia, racchiusa nell'ala ferita dei nostri ragazzi.
Scusate se mi sono dilungato....ma permettetemi cio' in quanto come gia' detto ho nostalgia di voi tutti e dei luoghi che abbiamo indegnamentecalpestato.
Di nuovo un saluto fraterno a tutti voi.......FOLGORE !!

par. Claudio Mengoni

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E' davvero difficile descrivere le emozioni provate nel vivere questa meravigliosa esperienza!
Calpestare i campi di battaglia di El Alamein è stato per me un costante susseguirsi di entusiasmo e di commozione.
Il deserto ha lasciato ancora inalterate le tracce degli epici scontri che le nostre truppe sostennero in quei drammatici giorni dell’autunno 1942 e questo mi ha colpito profondamente.
Non potrò mai dimenticare la cerimonia al sacrario militare: l’eco del grido “FOLGORE” continua a rimbalzare nella mia mente. In quel momento ho avuto la sensazione che i “ragazzi della Folgore” ci stessero rispondendo!!! …è stata solo una sensazione ma a me piace pensare che questo sia stato vero!

Impossibile trattenere il pianto davanti alle lapidi dei nostri caduti.

Una riflessione:
Non sta certo a noi valutare se quegli uomini furono vittime di una consapevole ed annunciata tragedia o protagonisti di un’avventura militare a cui la sorte fu avversa però sappiamo sicuramente che quegli uomini compirono, senza alcuna esitazione, il proprio dovere di “soldati” (PARACADUTISTI) sino al sacrificio più estremo - QUESTA E’ LA SOLA MORALE DEL MILITARE (vi rammentate? …vitam pro patria exponimus!) – e per tale ragione i caduti di El Alamein meritano e devono essere ricordati ed onorati da TUTTI gli Italiani!

Particolare commozione mi ha suscitato muovermi a Deir El Munassib, nel settore presidiato dall 11^ Compagnia! …non poteva essere diversamente, ho prestato il mio servizio per tre anni in “Undicesima”!

Un grazie di cuore a tutta l’organizzazione ed ai partecipanti alla VI missione del Progetto El Alamein. Voi siete i depositari di quello spirito che animò i “ragazzi della Folgore”: persone STRAORDINARIE!

GRAZIE!
FOLGORE!

(Ten. f. Par.) MICHELANGELO BARBI
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non saprei come scrivere quello che ho provato in quei giorni fantastici...
Di sicuro però posso dire di aver vissuto un' ottima esperienza con un gruppo di ragazzi altrettanto ottimi.
Mi sembrava di vivere in un mondo parallelo dove tutto è rimasto come hanno lasciato i Ragazzi. Guardavo letteralmente dove mettevo i piedi per paura di rovinare qualcosa che avrebbe potuto raccontarci qualcosa, mi dava anche fastidio lasciar le mie impronte sulla sabbia, non volevo mancar di rispetto "calpestando" quelle sabbie.
E' certo che non dobbiamo lasciar che il tempo faccia dimenticare quello che è accaduto, dobbiamo continuare a raccontare quelle gesta che hanno scritto una pagina di azioni eroiche nei libri di storia.

COME FOLGORE...SEMPRE ED OVUNQUE !!

par. Stefano Carnevale
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Descrivere tutte le emozioni provate in quei giorni è davvero difficile, dato che sono emozioni che provengono dal più profondo del cuore.
Subito si è creata un'amalgama di legami molto forti tra tutti noi, cosa che a noi paracadutisti ci distingue da tutti gli altri.
Abbiamo avuto l'onore di toccare con mano la sabbia di quei luoghi, intrisa del sangue dei nostri eroi.
Le emozioni, sono state forti e sentite ad ogni cerimonia, a partire dalla simbolica firma del registro posto sull'altura di Qaret el Himeimat, alla cerimonia al nostro meraviglioso sacrario dove ognuno aveva mostrato la sua sua sincera commozione. Una cosa che mi ha colpito è stata la cerimonia e la lettura della motivazione alla M.O.V.M alla Q.105 dove il TEN.BANDINI ha segnato indissolubilmente un pezzo della storia della III° battaglia di EL ALAMEIN!
Come non ricordare i magnifici momenti passati in compagnia di persone fantastiche, le passeggiate di notte nel deserto che, con quella luna e con quel cielo stellato, mi "costringono" a dover tornare in quei luoghi al più presto!!
Racchiuso nel mio cuore sarà per sempre il triplice grido di FOLGORE! all'interno del sacrario, dal quale i nostri leoni ci rispondono al grido dalle loro buche nel deserto dove si sono ricoperti di gloria e dove non entreranno mai nella storia, perchè sono leggenda!
Un grazie di cuore al nostro comandante Francesco che ci ha saputi guidare nel migliore dei modi e un grazie particolare a Lamberto inimitabile conoscitore di quei luoghi e di quei giorni che segnarono le sorti del II conflitto mondiale e un grazie a tutti i fratelli paracadutisti che mi hanno reso partecipe a questi giorni meravigliosi che spero, in giorni non troppo lontani, di poter rivivere assieme a tutti voi nella indescrivibile cornice del deserto egiziano.
Una magnifica epserienza .........grazie di cuore!

FOLGORE!

par. Eugenio Ciompi

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Amici della VI Missione
permettetemi di chiamarvi così perche' questo e' il sentimento che sento aleggiare dai vostri commenti.
Il momento del cordoglio e' terminato, rimane solo l'assoluto ed incrollabile orgoglio ed onore di aver partecipato ad una missione alla quale nessuno ci ha costretto ne tantomeno consigliato a svolgere.
Ma perche siete andati mi e' stato chiesto!
La mia risposta e' stata ...perche' lo sento come un mio dovere.

Questo e' quanto e che ti basti!

Personalmente sono tornato molto arricchito dall'esperienza che corona un sogno che avevo fin da piccolo ovvero di portare il mio piccolo contributo al fine che i" Ragazzi della Folgore" ed i loro camerati non venissero dimenticati .


Non consiglio a tutti questa esperienza in quanto questo trasporto "CE L'HAI O NON CE L'HAI" e chi non lo possiede che resti a casa!

Chiudo il mio scarso e conciso commento salutandovi calorosamente e sempre .......FOLGORE!


ten f. mec. Roberto Sbragia


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Finalmente siamo pronti per imbarcarci alla Malpensa per il Cairo,
già mi sento fremere e l’emozione monta, quando arriviamo ad
El Alamein ed aspettiamo l’Ufficiale Egiziano che ci accompagnerà.
Già sento l’aria ed il profumo del deserto, essendoci già stato, non vedo l’ora di esserci di nuovo, arriviamo e al campo base con sacralità montiamo le tende e ci godiamo il panorama illuminato dalla lucemagica della luna.

Al mattino sveglia alle 5 e fuori dalla tenda mi sento un nodo alla gola, osservando l’altura di Naq -Rala in cui siamo immersi, ci dirigiamo verso quota 105, dove iniziamo a registrare le buche dei nostri ragazzi, ilgiorno dopo nel pulire la sabbia delle buche, usavo la pala con moltadelicatezza per rispetto di chi c’era stato……
Vedere e toccare alcuni cimeli ritrovati mi ha riempito il cuore di emozione.Quando abbiamo lasciato il deserto la mia tristezza era bilanciata dal fatto che ad Aprile ci ritorneremo.
La visita al Sacrario e la cerimonia con il nostro saluto “ FOLGORE “ che sale altissimo verso i nostri ragazzi in cielo; ha emozionato e commosso tutti noi.
Indimenticabile è stata questa esperienza che lascerà nei nostri cuori un sigillo indelebile, anche perché l’ho vissuta con mio figlio Lorenzo !
Ringrazio con tutto il cuore il Prof. Lamberto per la fantastica preparazione,il mio Presidente Francesco Crippa per l’ottima organizzazione, e tutti i ragazzi del nostro gruppo.

Folgore !!

Alberto Ruggeri
-------------------

Ad una settimana circa dal nostro ritorno, devo ammettere che la mia testa e soprattutto il mio cuore , sono spesso nel deserto.

Abbiamo vissuto insieme un’esperienza indimenticabile che rimarrà indelebile in ognuno di noi….. difficile raccontare le emozioni che ho provato.Respirare l’aria frizzante e carica di energia del deserto, tornare nei luoghi dove si sono compiute le epiche gesta dei nostri ragazzi lette tante volte sui libri . e questa volta viste con i miei occhi; poter accarezzare e calpestare la sabbia all’interno delle loro buche, è stata davvero un emozione travolgente.
Senza nulla togliere alla bellezza magnetica dei panorami desertici:
ti incantano l’alba e il tramonto che colorano l’orizzonte, la luna prontaa illuminare le nostre serate passate in allegria e il nostro tricolore che svettava sul nostro campo base e sventolando ci indicava la strada del ritorno durante le nostre escursioni.

Mi sento tra i pochi eletti perché ho avuto l’opportunità di partecipare a questa missione e ho potuto assaporare se pur in piccolissima parte la vita poco agiata del deserto; l’umido della notte, la sabbia oche si infila dappertutto, la mancanza di acqua possono solo farti capire, ripeto, in piccolissima parte, cosa possono aver passato i nostri Soldati nel deserto: noi almeno eravamo super attrezzati, loro purtroppo no!!!!
Per questo ringrazio chi ha permesso lo svolgersi di questa missione, e un ringraziamento particolare va a chi ci ha guidati, il nostro Prof. Lambertosempre pronto a rispondere alle nostre domande e preparatissimo sui fatti d’armi accaduti nei vari teatri di battaglia, e il nostro capo spedizione
Francesco Crippa che ha organizzato tutto in maniera ottima e ha
contribuito a creare l’amalgama giusta nel nostro gruppo, coinvolgendoci e guidandoci nelle cerimonie.
Come dimenticare quella sull’ Himemat e soprattutto quella svolta ne nostro Sacrario: il nostro grido “ FOLGORE “ che salendo sembrava entrare in risonanza con quello dei nostri Folgorini lì tumulati…….difficile trattenere l’emozione !
Se aggiungiamo il fatto che ho avuto l’onore di tenere il labaro della mia Sezione di Monza durante queste cerimonie,è difficile raccontare come mi sentivo fiero , orgoglioso ed emozionato..
E’ un’esperienza che mi ha lasciato tanto e che mi ha fatto crescere. Ancora piu bella perché l’ho vissuta insieme a mio papà. Era da tempo che volevamo andarci insieme.
Inutile dire che è stata esperienza che sono pronto a rifare: non tanto per me, ma per onorare i nostri caduti !!!!
Per questo spero che queste missioni possano proseguire, nonostante i problemi recenti Egiziani.
Colgo l’occasione per salutare tutti, a presto …….. e sempre.......

Folgore!!!!



par. Lorenzo Ruggeri

 
 
 
 
 
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UN FILMATO SULLA BATTAGLIA PRODOTTO DA UN PARACADUTISTA
Sabato, 18 Dicembre 2010
by webmaster


PARMA- Il paracadutista Francesco Saoner, corrispondente del nostro giornale per l'alto veneto, ha partecipato alla III Missione "Munassib" del Progetto El Alamein e ha prodotto un bellissimo filmato in due tempi che inquadra la Battaglia (primo tempo) e descrive la Missione nel secondo ( IN ARRIVO)



MISSIONE A EL ALAMEIN - PRIMO TEMPO- LA BATTAGLIA

 
 
 
 
 
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II STAFFETTA PER I LEONI DELLA FOLGORE
Mercoledì, 27 Ottobre 2010
by webmaster


PARMA- La seconda Staffetta per i Leoni della Folgore è partita alle ore 20 e 42 del 23 Ottobre 2010 dall'Himeimat, dove la Fiaccola era stata accesa il pomeriggio ed è stata portata fino al Sacrario Italiano di El Alamein, dove è giunta alle 05.30 del mattino.

Il percorso ha attraversato tutte le postazioni della Folgore e si è sviluppata su 76 chilometri, lasciando le linee dei Leoni al 45mo chilometro, poco prima di Bab El Qattara,nell'area di Munassib. Dopo pochi chilometri inizia della pista dell'acqua che porta con un lungo e dissestato rettilineo asfaltato a El Alamein.

La distanza prebista è stata ridotta grazie ad un taglio nell'ultima tratta "asfaltata" (per modo di dire, visti i crateri, ndr),per evitare il traffico pesante, assai intenso nonostante l'orario notturno.

Un manipolo di paracadutisti ha infatti sperimentato, come nel 2009, negli ultimi 16 chilometri un taglio nel deserto per evitare il rumore, l'inquinamento luminoso e il traffico delle aziende petrolifere e delle cave, i cui camion percorrono la pista in maniera disinvolta e molto spesso contromano per evitare le buche.

I Tedofori del 2009 hanno percorso l'intera tratta desertica, lasciando agli "aspiranti tedofori" ( scavatori e rilevatori della V Missione) la tratta più riconoscibile. Sono state effettuate rotazioni veloci per i meno allenati. a Bab El Qattara, infatti, hanno iniziato ad alternarsi per tratte di circa 3 chilometri.
Una citazione particolare va fatta ai paracadutsti calabresi, fortemente motivati e organizzati, che hanno corso per oltre 10 chilometri dopo due giorni di scavi e rilevazioni sotto il sole desertico.

GLI STAFFETTISTI

in ordine alfabetico:
(l'asterisco individua quelli del 2009)

- Amatobene Walter * - Parma
- Bartoli Luca* - Varese
- Bondesan Aldino - Venezia
- Buratti Alberto - Milano
- Camignani Fabio - Savona
- Caruso Ferruccio - Reggio Calabria
- Conforti Giovanni* - Parma
- Del Grano Pietro* - Parma
- Magarini Roberto* - Cremona
- Nucera Antonio - Reggio Calabria
- Nappini Francesco* - Lucca
- Olivieri Massimo - Cosenza
- Preite Piero - Cosenza
- Perrone Pino - Reggio Calabria
- Pagliari Gianmarco - Parma
- Rodolfo Hauff*- Cinisello B.
- Locatelli Mario - Como

Gli altri componenti della Missione

Domenico camosso-Piemonte
Alberta Conforti-Parma
Letizia Rolledi-Lucca
Simonetta Bertolucci-Lucca
Aimi Claudio-Parma
Taiola Graziano-Brescia
Perotti Giovanni-Lucca
Landi Paolo-Firenze
Pastori Angelo-Parma
Nicola Pedde-Roma
Andrea Carlini-Bologna

La deviazione finale col rientro nel deserto è stata compiuta da Aldino Bondesan, Giovanni Conforti, Pietro Del Grano, Rodolfo Hauff, Amatobene Valter, dopo che Hauff, Magarini, Amatobene avevano scortato Aldino Bondesan per il tratto di circa 3 chilometri a lui assegnato. Quei pochi fortunati hanno fatto una lunga sgroppata nel silenzio, illuminati dalla luna piena, con la Torre bianca che faceva da stella polare.
Raggiunto il resto del gruppo, senza enfasi, ognuno di loro ha iniziato a ricompattare il bagaglio e prepararsi alla Cerimonia, rivestendosi con l'abito di Missione.L'ermozione e la stenchezza hanno penalizzato la voglia di fare foto.Guardate la gallery:

LE IMMAGINI DELLA STAFFETTA: ACCENSIONE DEL 23 OTTOBRE, PARTENZA NOTTE E ARRIVO IL 24 OTTOBRE MATTINA

IL VIDEO DELL'ACCENSIONE FATTA NEL POMERIGGIO DEL 23 OTTOBRE SULLA SOMMITA' DELL'HIMEIMAT




 
 
 
 
 
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24 OTTOBRE 2010 - SACRARIO DI EL ALAMEIN
Mercoledì, 27 Ottobre 2010
by webmaster


PARMA- La V Missione del Progetto El Alamein, come tutte le altre da noi organizzate, è terminata al Sacrario Italiano, dopo che 12 dei componenti hanno corso durante la notte del 23, dall'Himeimat fino al Sacrario. E' stato il modo dei Paracadutisti in Egitto di celebrare la ricorrenza della Battaglia, correndo nelle stesse terribili ore del 23 ottobre 1942 e portando ai Leoni caduti nel Deserto le nostre preghiere.

Al Sacrario i Paracadutisti impegnati nell' EL ALAMEIN PROJECT (e nel PROGETTO EL ALAMEIN, ovvero la parte che riguarda la Folgore) rendono l'omaggio ai Caduti prima di ripartire.

Vogliamo trasmettervi l'emozione dell'urlo FOLGORE da noi lanciato: sentirete l'eco di risposta dei nostri Ragazzi che si è propagato per interi secondi. Erano lì a guardarci.


FOLGORE!!


 
 
 
 
 
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V MISSIONE PROGETTO EL ALAMEIN 21- 24 OTTOBRE 2010 - CRONACA
Martedì, 26 Ottobre 2010
by webmaster

IL SALUTO DEL CAPO SCIENTIFICO DEL PROGETTO EL ALAMEIN , PROF ALDINO BONDESAN

PARMA- Il professor Aldino Bondesan, Università di Padova, ha accompagnato insieme ad Amatobene la V Missione ( EL ALAMEIN DAL 21 AL 24 OTTOBRE -CAPO A NAQB RALA- OPERAZIONI A QUOTA 105 ) e ha condiviso anche un pezzetto della Staffetta per i Leoni, ottenendo la promozione sul campo ad aspirante paracadutista e quindi anche ad aspirante "Basco Amaranto", con la promessa di fare un corso di paracadutismo entro l'anno 2011. Ha dimostrato di amare, rispettare e divulgare la Storia della Folgore in maniera appassionata ed estremamente efficace, sia quella storica che quella ideale. Rispetta e ammira il nostro sito e l'ANPDI e ci ha incluso con entusiasmo nel Progetto consentendoci un salto di qualità che è sotto gli occhi di tutti.

Grazie a Lui e ai suoi collaboratori le missioni realizzano due obbiettivi: rilevazioni e scavi ma anche conoscenza approfondita dei Luoghi e della storia della Battaglia, con lunghe perlustrazioni, libri alla mano, che arricchiscono i partecipanti.Chi torna sarà un divulgatore entusiasta. Ecco cosa scrive in chiusura della Missione che lo ha visto capo scientifico:






Padova 26 Ottobre 2010

Cari amici,
al termine della breve, ma intensa, missione in terra d'Africa desidero ringraziare tutti indistintamente per la collaborazione prestata e per il buon esito delle molte attività che in quattro giorni si sono alternate e sovrapposte. I dati ottenuti ci consentiranno di chiudere la carta geologica del fronte meridionale tenuto dalla Folgore (un grazie particolare ai rilevatori "fotografici", che hanno sacrificato il rilevamento delle trincee e lo scavo per l'acquisizione dei dati di controllo del satellite) e di aggiungere un ulteriore importante tassello per la ricostruzione del fronte e, speriamo, la creazione del parco storico di El Alamein.
Vi ringrazio per la pazienza e per aver sopportato senza batter ciglio gli inevitabili disagi legati alla missione. D'altronde era esattamente questo che ci si poteva aspettare dai paracadutisti,
Sono molto grato al Presidente Preite per avermi donato il basco amaranto. Lo considero un grande onore, sproporzionato rispetto ai miei modestissimi meriti, che mi impegna a fare di più e meglio nel futuro.
Un grazie a Walter Amatobene, spinta propulsiva e motore dell'organizzazione, instancabile e disinteressato, come sempre ha dato tutto se stesso.
Bravi i tedofori che credono nella staffetta e negli ideali che ad essa si accompagnano. Anche chi purtroppo non era in piena forma a causa di qualche problema di salute non ha saputo sottrarsi e ha corso come tutti gli altri. Credo che questo significhi qualcosa.
Mi hanno commosso gli staffettisti dell'ultimo tratto, Walter, Rudy, Roberto Giovanni e Pietro che rallentando il passo e facendomi da "scorta" mi hanno permesso di correre e mi hanno concesso di reggere la fiaccola, nonostante la mia scarsa preparazione fisica. L'ho molto apprezzato.
Domenico Camosso ha condiviso ogni momento ed ogni attività, anche la più dura; Rudy si è prodigato per la preparazione di magliette e felpe: il suo lavoro ha consentito l'uniformità del gruppo che, altri che hanno visto le foto al rientro in Italia, hanno subito notato. Angelo ha svolto con dedizione il suo estemporaneo incarico di operatore video e fotografico.
Nei giorni del rientro conservo una piacevole sensazione legata al fatto di aver condiviso un'esperienza importante con uomini e donne che esprimono il meglio di questa nostra povera società italiana. Ogni tanto fa bene.
Infine, è doveroso ricordare che molto lavoro è stato svolto dai colleghi del Progetto El Alamein: Lamberto Fabbrucci, Nicola Petrella, Stefano Furlani e Daniele Moretto e che l'esito finale è il risultato di un buon gioco di squadra.
Con la speranza di rivedervi tutti presto,
un cordialissimo saluto da Aldino






sotto: il Professor Bondesan mentre riceve la Fiaccola da Rodolfo Hauff, all'altezza di Bab El Qattara, a sette chilometri dopo la fine del Fronte e 18 dal Sacrario. La Fiaccola veniva di tanto in tanto sostituita con un simulacro per consentire di caricare combustibile. Ecco perchè nelle varie foto se ne distinguono due: una alimentata a pile grazie all'inventiva di Angelo Pastori e Pietro Del Grano, e l'altra, quella "classica", che ha all'attivo sei staffette in Italia e due nel Deserto ed è diventata quella che rappresenterà sempre El Alamein Project



FIACCOLA E LABARO DA EL ALAMEIN AL CONVEGNO DI MILANO COL MINISTRO LARUSSA




PARMA- Rodolfo Hauff, tedoforo e componente della V Missione Naqb Rala-Quota 105, ha rappresentato sul palco a Milano il Progetto El Alamein, esponendo il Labaro "EL ALAMEIN PROJECT" recante i simboli degli organizztaori ( SIGGMI-ANPDI-CONGEDATIFOLGORE) e della Fiaccola appena rientrate dal Deserto dei nostri Leoni . Indossava la felpa e la tshirt di cui Lui stesso ha seguito la distribuzione ai componenti della missione.
Ha consegnato al Ministro una Tshirt della Staffetta in omaggio, unitamente alla brochure che Aldino Bondesan gli aveva predisposto.
Seguirà un appuntamento per illustrargli nel dettaglio i nostri risultati e gli obbiettivi futuri.Moderatore della serata il paracadutista Dario Macchi.

Ecco il comunicato che la Provincia di Milano ha diramato per commentare la serata:

IL MINISTRO LA RUSSA A MILANO PER ONORARE I LEONI DELLA FOLGORE
E I RAGAZZI DELLE MISSIONI DI PACE



La Provincia di Milano e Assoarma Milano hanno celebrato il 68° della Battaglia di El Alamein lunedì 25 ottobre allo spazio Oberdan di Milano con una composta cerimonia e con la mostra intitolata “ Dalla Battaglia di El Alamein alle Missioni di Pace”.

Erano presenti il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, il Presidente della Provincia On.le Guido Podestà, l’Assessore alla Cultura Umberto Maerna . Tra le autorità militari il gen. Nello Barale Comandante1° Regione Aerea, il Gen. Camillo de Milato Comandante Esercito Lombardia, il Col. Par. Aldo Zizzo già Comandate del 5 Btg. El Alamein e del 186° Rgt. Paracadutisti della Folgore, il Ten. Col. CC Gianni Davide, il Col. Patanè Comandante della Scuola Militare Teulliè, il Col. Calati Comandate dello SMOM, il Gen. CC Basilio Viola ASSOARMA, il Gen.Sciuto Presidente UNUCI, il Gen. Cassano Presidente del Nastro azzurro e il gen. Paolo Mearini Presidente Emerito dell’ANPd’I e i presidenti delle Associazioni d’Arma di Milano.

Cinque veterani della battaglia di El Alamein, tra cui 2 leoni della Folgore erano in sala, accompagnati dai paracadutisti e dai militi dello SMOM.

Sullo schermo alcuni spezzoni di un filmato rievocativo della Battaglia di El Alamein e poi l’inno nazionale cantato coralmente hanno dato inizio alle celebrazioni.

La parola al Ministro La Russa, che ha ricordato il sacrificio dei nostri ragazzi quelli di ieri e quelli di oggi e ha voluto proiettare lo spot del Ministero della Difesa per i 150 anni dell’Unità d’Italia.


La targa della Provincia di Milano “ai veterani della Battaglia” l’ha consegnata personalmente nelle mani del Sten. Giovanni Peroncini del 136° rgt. XVI Cp della Divisione Folgore classe 1920 ! Poi le autorità presenti hanno consegnato le targhe agli altri protagonisti della serata: il paracadutista Silvio Rebellato, ad El Alamein agli ordini del Sten. Peroncini nello stesso plotone e l’Autiere della Brescia Giuseppe Penè, 5 anni prigioniero a Suez campo 310 gabbia 4 ha voluto precisare…il carrista Aleardo Cittella dell’Ariete, il caporale carrista Carlo Volontà sempre dell’Ariete.

Momenti magici, di affetto e di riconoscenza per questi straordinari uomini, che hanno emozionato il folto pubblico. Poi il ricordo dei caduti con il silenzio della tromba della fanfara dei bersaglieri di Milano sezione Manara, gloriosissima, e il grido di battaglia FOLGORE! del picchetto di rappresentanza della sezione di Milano dell’ANPd’I.

A seguire il racconto di chi ha partecipato alle Missioni di Pace, il Ten.della riserva selezionata Roberto Nera e il giornalista inviato di guerra del Giornale e della RAI Gian Micalessin. Un racconto per immagini sulla loro esperienza e su quanto i nostri “ragazzi” stanno facendo in Afghanistan per tenere il terrorismo lontano dalle nostre case e dalle nostre città, ad un prezzo altissimo. Nel corso della serata è stato presentato al Ministro il progetto El Alamein per la salvaguardia e il recupero dei luoghi storici della Battaglia, presente il labaro e la fiaccola che da El Alamein è arrivata a Livorno .

Le celebrazioni continuano con la Mostra “Dalla Battaglia di El Alamein alle Missioni di Pace presso lo spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2 a Milano , aperta al pubblico fino a 30 ottobre.








 
 
 
 
 
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V MISSIONE PROGETTO EL ALAMEIN 21- 24 OTTOBRE 2010 - CRONACA
Martedì, 26 Ottobre 2010
by webmaster



EL ALAMEIN - NAQB RALA- 23 Ottobre 2010 la giornata operativa appena terminata ( h 1800 mentre scrivo )è stata intensissima , con tre gruppi al lavoro per rilevazione e scavi.

Tra i componenti il figlio del Generale Camosso.

Le squadre di scavo hanno operato a quota 105, in zona occupata dalla SESTA COMPAGNIA GRIFI. L'obbiettivo di ripristinare una postazione difensiva composta di 10 buche di varia grandezzza è stato raggiunto. Le postazioni erano ricchissime di reperti, incluso UN PUGNALE DI PARACADUTISTA e tanto altro. Ogni ritrovamento è stato classificato e riseppellito in attesa di avere in consenso alla consegna al Sacrario.

Nel pomeriggio è avvenuta l' accensione della Fiaccola che partirà tra meno di tre ore.

La linea del satellite e quella internet sono debolissime. L'area è di pertinenza militare, quindi "protetta" elettronicamente.
Durante la corsa notturna aggiorneremo il sito ( il satellite e internet lavorano speditamente solo di notte).

Domani, domenica 24 Ottobre, si giungerà all'alba al Sacrario per l'ultimo saluto ai caduti.

Sotto: i primi metri della Fiaccola dall'Himeimat, alle 20.42 del 23 ottobre , all'inizio della staffetta.




LE FOTO DELLA GIORNATA




 
 
 
 
 
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RESTAURATO UN REPERTO DELLA PRIMA MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN : LA LETTERA TROVATA SULLE POSTAZIONI DEL V BATTAGLIONE
Lunedì, 18 Ottobre 2010
by webmaster

 
 
 
 
 
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CAMERA E SENATO DANNO IL LORO PATROCINIO AL PROGETTO
Lunedì, 11 Ottobre 2010
by webmaster


PARMA-
DA OGGI IL PROGETTO EL ALAMEIN SI PUO' FREGIARE ANCHE DEL PATROCINIO DEL SENATO DELLA REPUBBLICA




A pochi giorni dall'altro egualmente prestigioso consenso avuto dalla CAMERA DEI DEPUTATI, con l'interessamento personale del suo Presidente, l'Onorevole Gianfranco Fini, incassiamo un secondo risultato che premia le idealità e l'impegno del gruppo che ha lavorato in squadra sin dal primo giorno: UNIVERSITA' DI PADOVA, SIGGMI, PRESDENZA ANPD'I E TESTATA GIORNALISTICA WWW.CONGEDATIFOLGORE.COM.

IL PATROCINIO ARRIVA DA DUE CONOSCITORI DELLA STORIA DELLA FOLGORE E AMICI DEI PARACADUTISTI






Il Senatore Schifani è da tempo un caro amico della Folgore e lo ha ripetutamente dimostrato, nel 2009,anche visitando la Folgore in Afganistan, regalando al Comandante di quel tempo, il Generale Rosario Castellano, il giorno della assunzione del Comando ISAF WEST, una ampolla con la Sabbia di El Alamein che Lui stesso aveva raccolto.Un gesto che va oltre il protocollo. La stessa ampolla, il 14 Novembre 2009, allo Stadio Picchi di Livorno,quando è stato Ospite d'Onore sul Palco delle Autorità, era nuovamente nelle mani del Comandante della Folgore, al seguito dei Baschi Amaranto.

Stessa ammirazione ed apprezzamento le ha dimostrate da anni l'Onorevole Fini, che, come il suo Collega Schifani, dopo un colloquio informativo, ha formulato personalmente la richiesta al Suo staff,sollecitandolo e consentendoci di ottenere il Patrocinio della Camera in "tempo Folgore".
La foto sotto lo ritrae durante l'omaggio che ha voluto fare insieme agli incursori ai suoi lati,davanti alla stele calata da Paracadutisti in congedo della socetà di subacquei della IANTD e della Folgore nelle acque della Meloria.Sotto: il Suo intervento alla Commemorazione di El Alamein del 23 Ottobre 2008.







Concludiamo con due doverosi ringraziamenti:

al Dr Eli Benedetti,portavoce del Presidente Schifani. Da Ufficiale Riservista che ha lavorato a stretto contatto con la Folgore in Libano e da ammiratore dei Paracadutisti, ha consentito una rapidissima autorizzazione, fornendo referenze al Presidente Schifani.

al Dr Alberto Solia, della segreteria particolare della Presidenza della Camera, che ,come il Suo collega del Senato, ha fatto "atterrare" il Patrocinio con una personale attenzione e con una simpatia non formale.







PARMA- IL PROGETTO EL ALAMEIN HA OTTENUTO IL PATROCINIO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI


Un riconoscimento concesso grazie alconsenso del Presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Gianfranco Fini, sensibilizzato dall'Onorevole Gianfranco Paglia.


Il 2 Ottobre scorso il Professor Aldino Bondesan, in rappresentanza dell'Università di Padova -titolare dell' EL ALAMEIN PROJECT- e del SIGGMI (SOCIETA' ITALIANA DI GEOGRAFIA E GEOLOGIA MILITARE) insieme ai responsabili della parte di progetto che riguarda la Folgore: il Presidente dell'ANPDI, generale Gianni Fantini,accompagnato dal consigliere nazionale Aldo FALCIGLIA e il direttore della testata telematica www.congedatifolgore.com, Walter Amatobene, hanno presentato alla terza carica dello Stato finalità e risultati dell'impresa.

Nell'arco di pochi giorni è stata istruita la pratica, coordinata dal capo della Segreteria della Presidenza, dr Solia, ed è finalmente giunta la comunicazione:


IL PROGETTO PUO' FREGIARSI DEL PATROCINIO DELLA CAMERA DEI DEPUTATI ED APPORRE IL SUO SIMBOLO SUI DOCUMENTI UFFICIALI


Un prestigioso riconoscimento che ne precede altri in arrivo di cui Vi daremo notizia e che si somma a quelli esistenti,nazionali ed internazionali, di cui parlerà ampiamente il numero di Novembre di FOLGORE, grazie ad un intervento del professor Bondesan ed uno speciale del suo Direttore.

Con l'egida parlamentare sarà possibile facilitare le relazioni nazionali ed internazionali che l'Università di Padova , l'APDI e il nostro sito stanno sollecitando. Lo scopo da raggiungere -Paracadutisti, Università e SIGGMI- è quello di avere un grande parco museale all'aperto a El Alamein.

Vi rimandiamo alle pagine di Folgore Novembre per gli approfondimenti.





 
 
 
 
 
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RESTAURATO UN REPERTO DELLA PRIMA MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN : LA LETTERA TROVATA SULLE POSTAZIONI DEL V BATTAGLIONE
Domenica, 3 Ottobre 2010
by webmaster


PARMA- La prima missione del Progetto El Alamein, Febbraio 2010, ha operato sulle postazioni di Naqb Rala, V Battaglione.

Tra i tanti reperti trovati, uno ,scavato dal par Primo Bionda, ci ha particolarmente emozionato: un frammento di una lettera che si scrivevano due amici.
Si raccontano di un comune amico e scherzano. C'è anche un riferimento a "camionette". Impossibile riscostruire di più, ma per noi che l'abbiamo tenuto fra le mani, quel frammento rappresenta ben più di un semplice "reperto": è la lettera di un Padre, ritrovata tra la sabbia di un luogo dove è presumibilmente morto.
Nel retro del messaggio abbiamo rilevato la firma "Vincenzo".
Dall'esame dei ruolini del 186mo , ci risultano:

Compagnia comando, V btg: Roberto Vincenzo, MAVM

Ecco gli altri nomi che potrebbero essere autori della missiva:

par. ROBERTO VINCENZO, cc V btg MAVM
ten. DELLO RUSSO VINCENZO 14ma ( Himeimat)
par. MAIO VINCENZO 14ma ( Himeimat)
par. PANICCIA VINCANEZO 13ma
par. POLIFRONTI VINCENZO 15ma



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PRIMA MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN( guardate le foto )

PRIMA MISSIONE DEL PROGETTO EL ALAMEIN( altre foto )



 
 
 
 
 
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IV MISSIONE "DEI ALINDA" LE IMPRESSIONI DEI PARTECIPANTI
Domenica, 3 Ottobre 2010
by webmaster



di Francesco Crippa
coordinatore ANPD'I
della IV Missione 2010 - 25-28 Settembre

MONZA- Incominciamo dalla fine, ovvero dal quel triplice urlo di "FOLGORE" che ha scosso le anime lasciando un segno indelebile nel cuore di tutti i partecipanti alla Missione.

La Cerimonia al Sacrario di El Alamein è stata il suggello di una missione, la quarta di questo progetto, che ha visto 14 persone provenienti da tutta Italia recarsi nel deserto egiziano.

Quattro paracadutisti della sezione ANPd'I di Firenze, quattro della sezione di Monza (compreso il sottoscritto), uno da Padova, uno da Torino, due esperti di storia militare e il bravissimo e preparatissimo Lamberto Fabbrucci del SIGGMI.
Anche se nel mio caso non si tratta della prima missione o della prima visita ad El Alamein è sempre difficile riuscire a condensare in poche righe tutte quelle emozioni, tutti quei brividi e quelle sensazioni che nascono da un' esperienza come questa.

La prima cosa che mi viene in mente è di ringraziare tutti indistintamente per la collaborazione, la disponibilità e anche la capacità di immedesimarsi subito nel compito affidatoci.

Era molto importante riuscire subito a formare un gruppo unico, ompatto e che si muovesse nella stessa direzione. Si potrebbe pensare che possa essere semplice calarsi immediatamente in una realtà completamente diversa da quella che ogni giorno ci circonda, ma invece i fatti dicono che ci sono (come in questo caso) 14 teste,
14 anime che, non solo di regioni diverse, ma la cui vita, cultura e carattere sono profondamente diversi.
E non è assolutamente scontato che ogni volta si riesca a creare quel clima di coinvolgimento e (parola importante) Cameratismo senza i quali non sarebbe possibile lavorare ne tantomeno ottenere risultati.

Lascerò ad ogni singolo componente della Pattuglia Deir Alinda esprimere, se lo vorrà, i propri sentimenti e le sensazioni vissute, ma io come coordinatore mi sento di dire che anche questa ci siamo riusciti.
Anche stavolta il gruppo che ha lasciato El Alamein non porterà solo con se un tesoro interiore ma anche amicizie e legami che si protrarranno nel tempo e credo che anche questo sia uno degli scopi di queste missioni.

Ne tantomeno voglio valutare il risultato del lavoro sul campo perchè questo spetta a chi è competente in materia.
Dunque grazie.
Grazie a chi ha creato questo meraviglioso progetto permettendoci di sentirci protagonisti di una storia che per molti era solo scritta sui libri e vista in televisione, grazie a chi con impegno, determinazione e caparbietà ha superato le tante difficoltà incontrate per arrivare a questo punto.
In questo caso grazie a Lamberto che anche questa volta è stato per noi una guida instancabile, una fonte continua di informazioni e notizie (senza le quali ben poco avremmo capito), ma sopratutto è stato un amico con cui il rapporto di Cameratismo si stringe sempre più e come dicevo anche la scorsa volta: è uno di noi!
Grazie alla volontà di tutti i paracadutisti che hanno dato prova di serietà e senso del dovere nei momenti di lavoro, grande spirito di corpo improntato anche alla più sana goliardia e l' emozione che leggevo nei loro occhi quando ci si fermava per commemorare i nostri caduti.
Grazie all' Alpino Aviani e al suo fido collaboratore De Luca che con la loro conoscenza della storia e la loro simpatia ci hanno conquistato.
Tutto questo dimostrato nell' ultimo energico e sincero abbraccio che tutti si sono scambiato prima a Roma (visto che alcuni prendevano altre direzioni) e poi a Milano.
Per me è stata un' altra "pioggia di emozioni" accentuata dal fatto di aver prima ritrovato e poi ripristinato la buca comando del IV° Battaglione.

Buca che ha visto gli ultimi istanti di vita del Magg. Aurelio Rossi a cui è intitolata la nostra sezione di Monza

Una considerazione finale.

Ogni volta che torno da El Alamein penso di aver raggiunto il massimo delle sensazioni e che il mio cuore non possa ospitarne di più, invece la volta successiva e come se fosse la prima volta e al mio ritorno sento di aver lasciato qualcosa di me.
Tra tutto quello che potrei dirvi di quello che provo il pensiero più forte sono le preghiere che recito davanti all' altare del Sacrario.
Chi non sa non può capire cosa si provi in quel momento, io so solo che sento di dover ringraziare quei ragazzi che ad El Alamein, lontano dalla Patria, ci hanno donato, con il loro sacrifico, l' orgoglio di essere Italiani.



LA CRONACA

Operazione El Alamein, IV° Missione 26 / 29 Settembre 2010
Diaro del coordinatore ANPd'I par. Francesco Crippa

GIOVEDI' 26 SETTEMBRE
Sono le 05,15 e siamo tutti puntuali davanti al check-in Alitalia per Il Cairo.
Primo tra tutti Lamberto (Fabbrucci), responsabile operativo del SIGGMI con il quale farò coppia anche in questa Missione.
Un grandissimo piacere. Ci siamo intesi subito e anche questa volta bastano quattro parole per pianificare le operazioni.
In attesa dell' imbarco si comincia a fraternizzare, d' altronde sono così diverse le zone di provenienza dei partecipanti che
i vari dialetti la fanno da padrone.
Quattro sono gli iscritti della sezione di Monza, quattro di Firenze, uno da Padova (il più anziano), uno da Faenza, uno da Torino,
due friulani che sappiamo non essere paracadutisti ma esperti di storia militare e scrittori.
Ma proprio perchè non paracadutisti alla fine saranno stati particolarmente apprezzati da tutti per lo spirito, le conoscenze e
la simpatia.
Lamberto comincia a consegnare ai capi-gruppo la cartellette con mappe e coordinate gps e comincia a fornire le prima nozioni
fondamentali per portare a termine i lavori. Foto di gruppo e alle 07,30 si decolla. Puntuali.
Questa volta non si riesce ad effettuare il briefing sull' aereo in quanto è praticamente pieno e dunque tutto viene rinviato all' arrivo.
Ore 12.15 si arriva al Cairo, nessun problema con la dogana, Samer ci attende all' uscita e dopo neppure 30 minuti siamo già
sul pulman che ci porterà fuori dalla capitale egiziana.
Il clima è il tipico egiziano: sole, caldo (39°) che uniti allo smog e all' afa della grande città ci fa percepire una sensazione di caldo
molto maggiore.
Durante il tragitto impartisco le ultime raccomandazioni su comportamenti e atteggiamenti da tenere.
Pur consapevole del fatto che queste non fossero necessarie e avendo già sufficientemente indottrinato i partecipanti durante i mesi
precedenti, preferisco effettuare un' ultimo "rinfresco della memoria".
Alle 14 si cambia mezzo, Ahmed ci aspetta con le jepp e immediatamente si riparte.
Sosta ad un "autogrill" per un te caldo e poi via verso El Alamein.
Ci arriviamo alle 17,30 circa con ancora il sole abbastanza alto e nell' attesa (come sempre lunga) che l' ufficiale che accompagnerà
il nostro gruppo arrivi approfitto per invitare i ragazzi a visitare il cimitero di Guerra inglese e per accompagnarli a vedere (seppur solo dall' esterno) il museo militare di El Alamein.
Finalmente prendiamo la strada per El Alamein e la luce del sole ci accompagnerà fino alle 19,15.
In base a questo, con Lamberto, cominciamo a stabilire orari di sveglia e tempi lavorativi.
Poco prima delle 20,30 siamo a Deir Alinda. Si scaricano le jeep e si prepara il campo. Tende a semicerchio davanti al gruppo delle
jeep e il pennone che viene montato in mezzo alle tende.
Qualche problema con il pennone stesso ma alla fine le bandiera sventolano tutte: quella italiana, quella egiziana e quella della Folgore. Finito di approntare il campo, nell' attesa delle cena qualcuno pensa di fare una prima ricognizione e con grande stupore ed emozione
dopo qualche minuto fanno ritorno con un stupefacente ritrovamento: dentro una buca a 100 mt dal campo hanno rinventuto e prelevato
ben 2 molotov intatte, piene di liquido e con attaccati ancora gli inneschi. INCREDIBILE!!
Alle 23 la cena, impartiamo le direttive per la mattina (sveglia alle 05,00, alle 05,30 alzabandiera, alle 05,45 colazione, alle 06,00 partenza) e dopo immediatamente (quasi) tutti in branda.

VENERDI' 27 SETTEMBRE
La sveglia suona alle 05,00 e in mezz'ora siamo inquadrati per il nostro primo alzabandiera con tanto di Inno di Mameli.
Terminata la veloce ma frugale colazione le squadre sono pronte a partire, gli ultimi dettami e consigli di Lamberto e tutti ci mettiamo in marcia.
La giornata si preannuncia calda con un sole già limpido all' orizzonte e perciò il nostro uniforme abbigliamento è improntato verso una tenuta più estiva che autunnale.
Ci dividiamo tra le zone del IV° e del X° Btg e dentro di me sento che mi sto avvicinando a qualcosa di storico anche perchè Lamberto, durante il viaggio mi aveva dato delle anticipazioni interessanti.
Con Giancarlo Zaramella e Raffaele Carrino percorriamo i circa 600 mt che ci dividono dal primo punto GPS che dobbiamo mappare.
Rispetto alla scorsa missione il lavoro è più semplice e veloce perciò saranno sicuramente molte di più le postazioni che riusciremo ad individuare e mappare.
Dopo aver risolto qualche problema con il GPS il lavoro prosegue spedito e alla 10,45 abbiamo finito di individuare tutte le postazioni della nostra zona e Lamberto (che faceva da spola tra le varie squadre) ci raggiunge.
Giancarlo e Raffaele si sono immedesimati subito e non tralasciavano commenti e pensieri ad ogni rilevamento.
Avevo in squadra il più anziano del gruppo e un paracadutista che nella sua tranquillità dimostrava un interesse profondo e sentito per quello che stavamo facendo. Due ottimi colleghi di squadra.
Con Lamberto decidiamo che alle 11,30 le squadre dovranno fare ritorno al campo e lo comunichiamo via radio.
Tutti rispondono tranne la squadra 4, quella che aveva le postazioni più a nord da rilevare.
Lamberto mi dice: "seguimi devo farti vedere una cosa". Con la squadra percorriamo circa 300 mt e arrivati su una cresta indicando una grossa postazione e altre buche più piccole vicine mi dice: " con ogni probabilità questo è il comando del IX° Btg".
Non riesco a spiegare quello che ho sentito dentro ma è stata un' emozione fortissima e irripetibile. Mi trovavo proprio dove il Maggiore Aurelio
Rossi era caduto all' alba del 4 settembre colpito da una raffica di mitragliatrice mentre dalla buca comando dirigeva il tiro dei suoi ragazzi.
Dopo anni e anni passati a parlare di lui, a ricordarlo in ogni momento associativo, a portarlo come esempio da seguire ora stavo calpestando la sabbia intrisa del suo sangue e di quello dei suoi soldati. IMPAREGGIABILE EMOZIONE.
Tutte le squadre fanno rientro al campo tranne la squadra 4 che non risponde alla radio, Ahmed e Lamberto partono per andare a recuperarla. Al rientro scopriamo il perchè del loro silenzio: la radio non funzionava.
Il pranzo è l' occasione per scambiarsi le impressioni e le emozioni di questa prima giornata, ma tra un piatto di riso e una minestra di verdure inizia a crearsi quel clima di allegria e goliardia che in seguito non abbandonerà mai i nostri momenti di relax.
Tutti si dicono già soddisfatti del cibo e a mancare è una cosa sola......un buon bicchiere di vino. Alle 13, 30 siamo già sulle jeep, destinazione Qaret El Himeimat e Naqb-Rala.
Sembra breve il traggito perchè il Qaret è all' orizzonte, ma ci vuole un' ora per arrivare e durante il tragitto transitiamo per Quota 105 dove si combattè una delle fasi più cruente della battaglia. Siamo alle pendici delle due cime dell' Himeimat e decidiamo di salire prima sulla cresta piccola per lasciare il segno della nostra visita firmando il "libro delle presenze".
La salita è veloce, c'è in tutti i ragazzi l' entusiasmo per risalire queste piccole storiche vette e anche Giancarlo (il vecio) non resta indietro anzi ...... Per chi sale la prima volta su queste cime lo stupore di vedere davanti a se tutto il deserto è palpabile, i discorsi corrono sull' immaginare cosa videro i Ragazzi della Folgore quella notte del 23 Ottobre 1942....
Dissotteriamo la scatola e Lamberto ci invita a lasciare tutti la nostra firma.
In pochi minuti discendiamo la cima piccola e dopo aver preso i labari risaliamo anche la cima grande.
E' venuto il momento di ricordare i nostri "Ragazzi" e tutti si inquadrano, i labari di Monza, Firenze e Padova sventolano e la Preghiera del Paracadutista rompe il silenzio.
Poi finalmente cantiamo, "cuori d' acciaio all' erta il cielo è una pedana........" e alla fine un triplice Folgore al quale risponde un' eco che da qui non è sempre facile sentire, ma probabilmente è merito anche di una giornata non particolarmente ventosa.
Prima di scendere un gesto che seguiamo sull' attenti e che tocca il cuore di tutti fino all' emozione; il Par. Alasia seppellisce il basco del fratello, anche lui Paracadutista della Folgore morto pochi anni fa in un tragico incidente. Un gesto che lascia tutti senza parole mentre una lacrima scorre sul viso di Mauro. Un gesto che pochi saprebbero fare perchè separarsi da un ricordo come può essere il basco ha un enorme e profondissimo
significato. Ripieghiamo i labari e scendiamo, ci aspetta il Naqb-Rala. Percorriamo una pista che, molto scherzosamente Ahmed ha ribattezzato Ahmed-piste in quanto la percorre quasi quotidianamente.
Fà caldo e la stanchezza comincia a farsi sentire ma si và verso quelle che furono le postazioni dei mortai del Ten. Gola e la famosa "rampa". Lamberto illustra passo passo, partendo dal comando del V° Btg, quelli che furono i movimenti del Magg. Izzo e del Cap. Zingales fino alla rampa dove avvenne il contrassalto che costrinse i francesi e gli inglesi a ritirarsi.
Percorriamo anche tutto il costone che dominava il fronte sud con le buche delle Breda e sopratutto ci fermiamo alle postazioni dei mortai
del Ten. Gola. Ancora inquadrati leggo la motivazione della MOVM di cui fu insignito. Si ritorna alle jeep, è ora di rientrare. Siamo stanchi ma troppo felici ed emozionati. Alle 18,45 siamo al campo.
Dopo una fantastica birra gelata (e anche una pompata di gruppo perchè "non si beve mai da soli") si consegnano a Lamberto le schede di rilevamento e con grande sorpresa e soddisfazione scopriamo che sono stato quasi 180 le postazioni censite.
Un opttimo risultato. Serata esilerante dove i "toscanacci" tengono banco ben supportati dai friulani e dal trevigiano Zavanella, è una piccola "guerra" dei dialetti dove non bisogna perdere una battuta.
A tavola non bisogna perdere neppure un piatto perchè tutto è veramente ottimo, fioccano i bis e anche i tris !
Alle 23 (come già comunicato) c'è il silenzio e chi non va in branda fa un giro nelle vicinanze senza mai perdere di vista (come da regola) il campo.
Una giornata importante lascia il posto ad una giornata che sarà indimenticabile.

SABATO 28 SETTEMBRE
Alle 05,15 uscendo dalle tende una sorpresa ci attende: la nebbia.
E' uno spettacolo insolito ma affascinante e tutti ne siamo favorevolmente impressionati, regala un' alone quasi mistico a quella che sarà la nostra giornata.
Alle 06,30 siamo già in marcia, zaini, badili, carriole e cantando ci avviamo verso quello che sarà il luogo del nostro lavoro.
Il Comando del IV° Btg ecco il luogo individuato da Lamberto su cui abbiamo deciso di operare. E' chiara l'impronta della buca comando e altrettanto chiaramente si notano altre 8 / 9 buche intorno ma guardando bene notiamo anche che si distingue il camminamento che le collega tra loro. Decidiamo che primo obbiettivo è il ripristino delle buche poi, se il tempo lo permetterà procederemo anche con il camminamento.
Divisi in squadre da tre ci mettiamo al lavoro ed è un lavoro ben coordinato ma quasi frenetico. L' entusiasmo e la voglia di portare a termine tutto quanto deciso prende il sopravvento su qualsiasi forma di stanchezza o rilassatezza.
Ogni tanto si sente una squadra cantare o un' altra fischiettare le canzoni...........che bello!
Non ci si ferma e verso le 10 il sole riesce a "bucare" la nebbia e ci restituisce gli orizzonti. La giornata è ideale per lavorare e ci sentiamo tutti in forma nonostante le ore di sonno siano state vermante poche in queste tre notti.
Alle 10,30 briefing per fare il punto della situazione.
Valutando che alle 11,30 bisognerà rientrare con Lamberto decidiamo che termineremo il lavoro nelle buche ma non sarà possibile (purtroppo) procedere anche allo scavo del camminamento.
Però tracceremo lo stesso con dei sassi in modo che sia visibile e possa così essere eventualmente obbiettivo di future missioni.
Mentre Lamberto si reca con Ahmed presso le postazioni più a nord del X° Btg noi riprendiamo il lavoro e alle 11,15 abbiamo finito.
Ci rimangono due cose da fare, la prima è sotterrare le due bombe molotv ritrovate al nostro arrivo (e lo facciamo dentro una delle
buche piccole) e rendere omaggio ai nostri caduti.
Ci inquadriamo all' interno della buca Comando e dopo aver dato lettura della motivazione della MOVM del Magg. Aurelio Rossi lanciamo il nostro Folgore ad onorare i nostri "Ragazzi" ivi caduti.
Sciogliamo le righe e zaini in spalla, soddisfatti, emozionati e anche tristi per non aver potuto terminare il lavoro riprendiamo il cammino verso il campo.
Bel lavoro ragazzi! Dopo pranzo, alle 13,15, siamo già in jeep con destinazione Passo del Cammello. Incrociando quella che era la Pista Rommel ci fermiamo all' altezza di una pietra miliare in frantumi ma su cui è ben visibile la scritta "50° km". Significa che siamo a circa 10 km dal Passo Cammello e dall' inizio delle depressioni di Qattara.
Per chi non ci è mai stato (dunque tutti tranne io e Lamberto) lo spettacolo è impressionante. Questi gradoni naturali che portano a scendere via via fino a raggiungere gli 80 / 100 sotto il livello del mare sono una vista persino un po inquietante ma tutti rimangono impressionati anche dallo stato di conservazione di quello che fu l' ospedale militare italiano (e prima ancora base inglese) che, se non fosse per le frane che ne ostruiscono ormai gran parte degli accessi sarebbe ancora in condizioni eccellenti.
Questo luogo rappresenta la sofferenza di centinaia di soldati tra cui ricordiano il Ten Col, Marescotti Ruspoli che qui morì in seguito alla ferite riportate negli scontri di Quota 105.
Dopo una sosta di 45 minuti si riparte e questa volta la destinazione sono le depressioni e per la precisione il lago del Mogra.
Attraversiamo anche una parte del classico deserto di sabbia e dune e ci ritroviamo di fronte a questo lago che, visto in questa stagione è quasi inisignificante perchè per la maggior parte asciutto, ma se visitato in primavera ricopre una vasta area e assume le proporzioni di una vera e propria oasi.
Entriamo nel bacino e raggiungiamo la pozza d' acqua notando come l' acqua sgorghi proprio dal sottosuolo e notando anche tutti i depositi
di sale lasciati dalle acque evaporate.
Lamberto ci spiega che questo lago, in stagione di secca, era usato come pista per i ricognitori e dunque questo smentisce in parte il
fatto che queste depressioni non fossero transitabili ai mezzi.
Probabilmente era più una questione di sicurezza che di effettiva pericolosità il fatto che fossero state catalogate come intransitabili.
Siamo pronti per il rientro e dopo 90 minuti siamo al campo. anche questa giornata è passata e domani è già ora di tornare.
La cena passa tra canti e risate e il brindisi per il compleanno di un paracadutista fiorentino.
Siamo ormai un gruppo e lo si vede anche in questi momenti.
Questa è una soddisfazione.

DOMENICA 29 SETTEMBRE
E' si il giorno del rientro ma sopratutto è il giorno della visita al Sacrario Italiano.
Come sempre sveglia alle 05,00, ammaina bandiera, ultimo Inno di Mameli cantato al deserto, e alle 06,30 si parte.
Puntualissimi alle 08,30 (dopo sosta per i "terribili" falafel) siamo davanti al Sacrario.
Inquadrati, uniformi, labari in testa ci incamminiamo cantando verso il Sacrario. Nessuno dei ragazzi è stato mai qui e mi dispiace che la
visita dovrà essere forzatamente veloce ma il tempo è poco.
Dispongo che entrando nel Sacrario ci si inquadri davanti all' altare. Entrare qui è sempre da brividi e i ragazzi sono quasi in soggezzione. Non c'è una parola, sembra persino che nessuno respiri.
Porgo il saluto e il ringraziamento del Presidente Nazionale Gen. Giovanni Fantini e poi inizio la cerimonia con la recita della Preghiera del Paracadutista.
Questa volta è la motivazione della MOVM del Ten. Bandini che leggo per rappresentare TUTTI i caduti di El Alamein, fanti, avieri, carristi, artiglieri, alpini, marinai, paracadutisti. Nessuno escluso. Tutti abbiamo sempre ricordato e tutti sempre ricorderemo.
Una poesia del Serg. Nicola Pistillo e un brano tratto da "I Ragazzi della Folgore" sono la chiusura di questa breve ma sentitissima
cerimonia.
Poi c'è il momento del triplice urlo e qui preparo i ragazzi a quello che sarà un brivido che mai dimenticheranno. Scandiamo quegli urli e per ognuno di essi aspettiamo che l' eco termini.Non voglio che si perda neppure una lettera delle nostre urla.
Sono tutti commossi e quando dò il "rompete le righe" nessuno si muove, sembrano tutti attoniti.
Avviso che abbiamo 45 minuti di tempo e li lascio liberi di visitare tutto quello che possono.
C'è chi va a Q33, c'è chi va al Museo c'è, chi (di corsa) riesce a fare entrambe le cose.
Io mi soffermo qualche minuto in Preghiera davanti all' altare e poi mi avvio all' uscita.
Mentre cammino penso che anche questa è andata e mi auguro di aver fatto tutto quanto era in mio dovere per assolvere al compito
affidatomi, mi auguro di essere stato un buon "comandante" (come qualcuno mi chiamava) e mi auguro che quanto fatto rimanga perenne
nel cuore di tutti. Anche le amicizie createsi.
E' l'ora del veloce pasto (..............falafel...non dico altro) e via veloci sulle jeep.
Ahmed e gli altri autisti sono bravissimi e alle 14,30 siamo all' aeroporto del Cairo. Li ringraziamo e abbracciamo, anche questa volta ci hanno assistiti e coadiuvati in maniera impeccabile e in più ci hanno fatto anche un bel regalo: i falafel appunto..di cui ci ricorderemo a casa!!
Tutto puntuale. Partenza e arrivo a Roma con momenti di grande allegria e goliardia in un bar di Fiumicino.
Gli abbracci fraterni ai Paracadutisti fiorentini e a Zavanella che prenderanno altri voli e poi il rientro a Milano.
Tutto è già finito. La Pattuglia Deir Alinda è rientrata.Tutto è già finito.
Alla prossima "Ragazzi della Folgore".. ci rivedremo!!



I PARTECIPANTI

Operazione El Alamein Missione di Settembre
Deserto di El Alamein 23 / 26 Settembre 2010

Ten. Carrista Fabbrucci Lamberto Responsabile Operativo SIGGMI
Par. Zaramella Carlo
Par. Guercini Mario
Par. Volpini Daniele
Par. Grassi Jacopo
Par. Romanelli Samuele
Par. Alasia Mauro
Par. Cotta Maurizio
Par. Zavanella Luca
Par. Carrino Raffaele
Aviere Scelto Basile Claudio
Ten Alpino Aviani Fulvio Guido
De Luca Enrico

GRAZIE RAGAZZI!!

FOLGORE!!

LE PRIME FOTO DELLA MISSIONE




IL PENSIERO DI MAURO ALASIA


FOLGORE!!


Ho imparato il grido di battagia della mia Brigata.
Ero stupito.

Ho insegnato il grido di battaglia della mia Brigata.
Ero emozionato.

Ho ascoltato negli addestramenti il grido di battaglia della mia Brigata.
Ero perdutamente innamorato.

Ho lanciato il grido di battaglia della mia Brigata nel Sacrario di El Alamein.
Mi hanno risposto, in un eco infinito, mille e mille voci dei Leoni della FOLGORE.
Un fremito mi ha percosso l’anima.
Una lacrima mi ha scavato il cuore.


Mauro Alasia
3° Btg. Par. “Poggio Rusco”

El Alamein, 26 Settembre 2010


IL COMMENTO DI ERRICO DE LUCA

Cari Amici,
Quattro giornate che sembrano anni a ricordarle che rimarranno indelebili in tutti noi.
Il gruppo, Folgore ma non solo, i toscani, i monzesi, Raffaele, Guido,
Francesco, Lamberto, Zavanella, Mauro, tutti e tutto ma ricordiamoci di aggiungere anche gli occhi ed il pensiero di tutte le persone o parenti che con lo spirito erano presenti o abbiamo portato insieme a noi ....vero Max Ursini?.......vero zio Luigi?....
....e poi tutti i nostri fratelli, a partire da Aurelio Rossi, tutti, che uno strano destino volle con se in quello che ,come ci dice il valente Lamberto, anni anni or sono era un fantastico e vivo mare di acqua cristallina......destino incomprensibile per chi votato alle praterie del cielo si trovò a vivere queste magnifiche
quanto arduissime distese di sete sole e sabbia......destino.....
Alla partenza alla Malpensa non ricordo da chi ma sentii dire " ma ci stiamo rendendo conto di dove stiamo andando, di cosa stiamo facendo".......destino che penso al ritorno ci ha riportati alla Malpensa con le risposte a tutto e forse oltre.

Il destino che ci ha fatto vivere e dormire in compagnia della sabbia intrisa di vita dei nostri fratelli e camerati dispersi o morti.....all'oasi verde tra le infinite sabbie dove si andavano a rifornirsi di acqua salmastra. La sete il sole.....

Penso al destino e ad un emozionante sacrario sullo sfondo cremisi di buganville contrapposto ad uno magnifico mare azzurro come il cielo.
Il cielo: proprio quello che fece crescere i nostri eroi e li portò a vivere e ad immolare la vita nei luoghi da noi vissuti....ed ad insegnare e dimostrare che il destino è plasmato sempre da cielo mare e natura ma soprattutto dall'esempio di uomini veri !

Un grazie ancora a tutti e

FOLGORE !!!!!!

Errico de Luca



SAMUELE ROMANELLI

I cuori sono sempre alti.
Con l' occasione vi voglio salutare e
ringraziare tutti...ho ancora dentro le emozioni di quella splendida avventura..
Ricominciando la solita vita di sempre........vi posso dire che mi manca quel deserto....un particolare grazie a Lamberto per per come ci descriveva i momenti della battaglia..e al paracadutista Crippa per averci guidato in questa stupenda missione.......e grazie per la pazienza che avete avuto con i maledetti
toscani.
o alpinooo..e mi sò sciorto nella c*** anchio!

FOLGORE!!

Par. Samuele Romanelli


IL MESSAGGIO DI JACOPO GRASSI

E SIAMO AI RINGRAZIAMENTI" COME ALLA FINE DI UN FILM.
TRISTEZZA.


IO VORREI RINGRAZIARE PRIMA DI TUTTI ALITALIA, ANCHE SE CI HA AVVELENATO CON IL CIBO, MA SOPRATUTTO IL COMANDANTE DELL'AEREO CHE CI HA RIPORTATO A CASA SANI E SALVI.
POI I CUCINIERI BEDUINI CHE CI HANNO SFAMATO CON MOLTO SUCCESSO
AI BEDUNI DEL DESERTO UN GRAZIE DI CUORE.

AGLI UFO PER AVERCI FATTO DORMIRE TRANQUILLI NELLE TENDE...

JACK

DA DANIELE VOLPINI

BUONGIORNO,
Scrivo queste poche righe per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla IV MISSION 2010 - DIR ALINDA - ad EL ALAMEIN.
Ringrazio l' alpino Aviani, dall' eloquenza torrenziale ma simpatica e competente.
Ringrazio il VECIO Zaramella incontenibile nel suo dialetto veneto.
Ringrazio Fabbrucci, competente e preparato, nonchè mio conterraneo che ha aumentato la conoscenza storica di tutti.
Ringrazio Crippa che ha guidato questo etereogeneo gruppo in maniera sicura e tranquilla e per aver dovuto sopportare qualche mia intemperanza finale.
Ringrazio il silenzioso ma attento Carrino, generoso romagnolo.
Ringrazio tutti gli altri,paracadutisti e non, per l' impegno, la disponibilità, l'umiltà e la pazienza dimostrata
Sono orgoglioso, nel mio piccolo, di aver contribuito a far si che
la memoria di quei fatti non vada persa o rimossa. Quello che racconto a mio figlio tredicenne oggi spero contribuirà a formare,
un pò, l'uomo di domani. Sono altresi' orgoglioso di aver potuto
gridare e sentire " FOLGORE" in quei luoghi...chi c'è stato mi capisce... Di nuovo GRAZIE a tutti..... .....e sempre FOLGORE!!!

PAR. DANIELE VOLPINI

da LUCA ZARAMELLA
Grazie a te Daniele, e a tutti gli altri.
Missione indimenticabile per merito di tutti i partecipanti e dei conduttori.
Anche se sono l'ambientazione ed il contesto storico, per noialtri, il fondamento del viaggio e del lavoro.

A proposito, mi continua a chiamare una hostess sarda lamentandosi che non le hai più telefonato...

COTTA MAURIZIO

Che dire di queste bellissime giornate passate assieme a questo fantastico
gruppo in quei luoghi così magici,
così distanti ma mai così vicini come adesso nei nostri cuori.
Forse magico non è un termine così inappropriato,
come si può definire altrimenti un luogo capace di suscitare in tutti, o
almeno sono sicuro in buona parte di noi un tale stato d'animo ed una tale
elevazione dello spirito ?
Forse è stato il sacrificio di tanti uomini, le gesta eroiche conosciute e
non, forse per il sangue versato in nome di sacri valori quali Onore, Patria, Fedeltà, od anche per più il semplice ma altrettanto nobile Cameratismo,sangue… che versato eroicamente ha sacralizzato ritualmente quei luoghi, rinnovando la comunione mistica tra sangue e suolo.
In un breve ma densissimo scritto Yukio Mishima, scrittore che
incarnava pochi decenni orsono il più puro spirito militare nipponico descriveva il contatto avuto mediante un medium con
“ la voce degli spiriti eroici ” gli spiriti degli ufficiali che nel 1936 immolarono la loro vita nel tentativo di restaurare il potere tradizionale dell’Imperatore e poi con gli spiriti degli eroi votati al sacrum facere, al sacrificio del suicidio, i kami-kaze, il vento-divino. E’ quello scritto che mi è venuto in mente,
quando la sera, momento della vita umana che predispone l’Essere maggiormente all’introspezione, al chiarore di una splendente luna, vagando solitario tra le postazioni oramai sepolte dal tempo e dalla sabbia, quel leggero vento che innalzava le nostre bandiere sembrava rendere ancora più vicina la presenza di “coloro che ci hanno preceduto”, una presenza tanto silenziosa ed invisibile quanto percepibile.
Percezione che ha raggiunto il culmine nei momenti di raccoglimento avuti allo Himeimat, a Naqb Rala, al Sacrario,
momenti in cui morti e vivi marciano assieme,
momenti che ritengo rimarranno impressi indelebilmente in ognuno di noi.
Un grazie a tutti voi, un gruppo formidabile, che pur nella diversità
dei singoli componenti ha avuto un Qualcosa che lo ha caratterizzato, uno Spirito nobile Spirito nobile che lo ha guidato con sobrietà e compostezza in questa ricerca e conferma di se stesso lontano dalle meschinità che ci circondano.


In alto i cuori

Par. Cotta Maurizio

PAR. CARRINO RAFFAELE

Paracadutisti, Alpini, Carristi, Avieri, Camerati,


Ho ancora nella mente l'eco del grido "Folgore" che risuona dalle postazioni di Deir Alinda del IX BTG del 187°, dalle alture dell'Himeimat, dal sacrario di Alamein. Rimarrà per sempre scolpito nella mia mente e niente e nessuno potrà mai cancellarlo. Era sicuramente la risposta di tutti i soldati d'Italia che si sono immolati in quei luoghi, per me diventati indimenticabili, per la nostra amata bandiera, purtroppo ai nostri giorni esposta solo per le partite dalla nazionale.
Volevo ringraziare TUTTI i partecipanti per le splendide ore passate assieme, rimarrete per sempre nel mio cuore e spero presto di riabbraccirVi.
Purtroppo non sono mai stato bravo a scrivere e mi risulta estremamente difficile descrivere le emozioni vissute assieme a tutti Voi, spero comunque con queste poche righe di aver in minima parte contribuito a raccontare le senzazioni da me vissute e, ne sono sicuro, da tutti i partecipanti nessuno escluso.

Ciao Camerati
FOLGORE per sempre
par. Raffaele Carrino


Alpino AVIANI FULVIO

Un saluto a tutti da Guido "L'alpino".
Sono stato veramente felice di avervi conosciuto e di aver compreso,
visitando il campo di battaglia, il valore ed il sacrificio dei
paracadutisti della Folgore.
Grazie per quanto mi avete dato e comunicato con la vostra marzialità,
professionalità e competenza storica, attaccamento al corpo e alla Patria e,
soprattutto, in simpatia (Zaramella in special modo).

Ciao e sempre...... FOLGORE!!

Ten. Alpino Aviani fulvio Guido


CLAUDIO BASILE

Amici,

Per quanto riguarda il deserto il fatto di essere stato più volte in questo ambiente non ha per niente diminuito l'emozione dell'esperienza vissuta.
Anzi, non c'è mai stata una volta nei miei giri precedenti in zone diverse che non abbia pensato ai ragazzi di El Alamein, come ben sanno Cotta e Zavanella è "tutta la vita" che volevo andare ad ElAlamein ! Vedere quei luoghi che da anni conoscevo soltanto attraverso gli scritti dei reduci è stato impressionante.
L'organizzazione l'ho trovata impeccabile tanto da non riuscire a formulare nessuna critica costruttiva.
Molto del merito va anche ai partecipanti, tutti veramente in gamba, nessun lamentoso nessun rognoso e nessun rompic., tutti hanno seguito le regole imposte non creando problemi di sorta, inoltre si sono rivelati simpatici e goliardici tanto da rendere la convivenza ancor più piacevole.
Ho molto apprezzato anche il fuoriprogramma nella depressione, un altra meta che da anni solleticava la mia fantasia.

FOLGORE!!

Aviere scelto Claudio Basile


PAR ZAVANELLA LUCA

Paracadutisti, Amici,

Ritengo stia a noi ringraziare te per la guida garbata ma ferma, e sopratutto per l'opportunità di cui abbiamo fruito.
Forse qualcuno di noi può aver scorrazzato nel deserto prima d'ora, ma questo aspetto è stato del tutto secondario rispetto al contesto in cui siamo stati
immersi (anche se sono stati molto piacevoli le escursioni coi fuoristrada).
Contesto storico, qualità dei partecipanti e atmosfera complessiva, formale quanto basta, operativa quanto basta, toccante quanto serve,
sono stati perfetti.
Lamberto in particolare ha avuto un ruolo non appariscente ma fondamentale per competenza e padronanza di luoghi e cronologie, sempre offerti con modestia.

Certamente a tutti è rimasta dentro la tripla eco di Folgore! nel Sacrario.

Il Grazie è quindi certamente da parte nostra.

Un saluto e per sempre.....FOLGORE!!

Par. Zavanella Luca



 
 
 
 
 
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LE ATTIVITA' PROMOZIONALI DEL GRUPPO DI LAVORO PROGETTO EL ALAMEIN
Domenica, 3 Ottobre 2010
by webmaster

Roma- Il Generale Torre nel suo studio di Consigliere in Via Barberini a Roma, con il professor Bondesan, il Presidente Nazionale Anpdi e il Direttore di Folgore . Foto scattata da walter amatobene, presente all'incontro


PARMA- Progetto El Alamein vuol dire anche promozione e organizzazione di eventi divulgativi che riguardano la Battaglia.
L'obbiettivo più importante dell' impresa, che procede insieme alle rilevazioni sul campo di Battaglia, è la creazione in Egitto di un grande parco museale all'aperto, coordinato e gestito da SIGGMI e ANPDI. Solo così riusciremo a conservare e preservareper il futuro l'area desertica a sud di El Alamein, minacciata da indistrie petrolifere e da un programma che prevede l'insediamento nell'area di un milione di abitanti per farla diventare una Sharm el Sheik numero due.

Per farlo è necessario continuare a sviluppare in Italia e in Egitto, il coinvolgimento di enti e personalità politiche, economiche e ministeriali ad ogni livello; sono già numerose, ma devono aumentare di numero.

Per questo motivo, mentre i paracadutisti continuano le proprie Missioni e l'Università procede nel completamento dell'enorme database raccolto sui Luoghi della Battaglia e che sarà il cardine geografico-storico dell'iniziativa, continuano le missioni "di rappresentanza".
Proprio per analizzare questi aspetti, c'è stata Lunedì scorso una riunione a Roma tra il Presidente Nazionale ANPDI, Gianni Fantini, il professor Bondesan dell'Università di Padova, Walter Amatobene per CONGEDATIFOLGORE.COM e il direttore della Rivista FOLGORE, il Consigliere Nazionale ANPDI Aldo Falciglia.

L'ordine del giorno è stato quello della ricerca di patrocinii - e finanziamenti, si spera- che possano aumentare la operatività, la visibilità e il peso specifico del Progetto e dare luogo all'organizzazione di eventi mediatici a livello nazionale.

Ci sono stati una serie di prestigiosi incontri nella Capitale di cui vi daremo conto prestissimo. Tra questi, uno è stato particolarmente produttivo e darà risultati immediati: quello con l'onorevole Antonino Torre, consigliere del Comune di Roma,generale dei Granatieri, paracadutista, già segretario nazionale ANPDI, ora delegato dal Comune ai rapporti con Forze Armate e associazioi d'arma.

Grazie alla sua fraterna amicizia, l'ANPDI e il Progetto potranno contare su un appoggio di vertice per un evento che avrà luogo nella Capitale e di cui Vi daremo conto.


Vi terremo al corrente anche di prestigiosi patrocinii in corso di ottenimento.


 
 
 
 
 
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IL CAMPO DI BATTAGLIA DI EL ALAMEIN IN GRAVE PERICOLO ANCHE A CAUSA DEI SACCHEGGIATORI ITALIANI
Domenica, 3 Ottobre 2010
by webmaster




PARMA- L'EL ALAMEIN PROJECT della Università di Padova e il PROGETTO EL ALAMEIN dei Paracadutisti del nostro sito e dell'ANPDI, hanno come obbiettivo la creazione di un parco museale riservato e protetto, per consentire di visitare luoghi non violati -ora a rischio di scomparsa- e con le postazioni della Folgore riportate alla visibilità.

Sembra un controsenso, quello di proteggere e recuperare buche nel deserto, ma i Paracadutisti sanno che non è così. In quelle sabbie riposano ancora circa 1600 dispersi della Divisione Folgore. Lì ne sono caduti altri 3000. Lì hanno sofferto e si sono immolati eroicamente i nostri Leoni, sono morti combattendo i carristi della Ariete, i Fanti della Pavia e della Trieste, i Bersaglieri, i Paracaduitisti della Ramke.

Il luogo è SACRO.

Come Vi abbiamo già raccontato, le postazioni della Folgore sono sfiorate dalle piste carrabili, alcune create recentemente dalle aziende petrolifere per i saggi di giacimento. Anche se non estrarranno in quei punti, le torri con la fiamma di sicurezza si intravedono in lontananza dal Munassib e sono a poche decine di metri da Bab El Qattara, alla estremità nord, vicino a El Alamein.

Le società priodicamente devono rilevare le estensioni dell'oro nero nel sottosuolo, per valutare la convenienza dell'estrazione, che avviene sempre vicino alle strade, ovviamente. Lo dimostra la pista dell'acqua, ormai devastata, attraversata com'è da centinaia di camion al giorno, tra cave di inerti e pozzi. Dove arrivano pozzi, petrolieri e cave, devastano: quota 105, ad esempio, riporta le ferite dei caterpillar, che tagliano in due alcuni dossi per rispettare una certa geometria del reticolo di rilievo necessaria ai geologi. Potrebbero scegliere di passare a centinaia di metri lontano, ma non esistendo limitazioni fanno ciò che vogliono. L'unico effetto positivo che lasciano è il preventivo sminamento operato dall'Esercito, ma rendere quelle zone accessibili comporta il rischio di agevolare troppo il passaggio e lo sciacallaggio anche dei singoli "esploratori".


Due bottiglie molotov perfettamente conservate, col liquido infiammabile ancora all'interno, sono state ritrovate dalla IV MISSIONE "Deir Alinda" .Venivano usate dai paracadutisti per assaltare i carri inglesi e far uscire allo scoperto l'equipaggio, per annientarlo. Sonorimaste nel luogo di ritrovamento, di cui sono state prese le coordinate GPS. Il responsabile scientifico di quella Missione, dr Lamberto Fabbrucci, le riconsegnerà al Museo del Sacrario non appena ultimate le pratiche necessarie.



Come da tempo scriviamo, dai numerosi viaggi fatti nei Luoghi a noi sacri, emerge che sono tanti i pericoli che minacciano le postazioni della Folgore. Ora se ne agguiunge un altro:

E' di oggi la notizia di un devastante rally a cui parteciperanno molti italiani, che batterà le piste nei dintorni del fronte. Si tratta delle prova conclusiva del mondiale cross country Fim e della Coppa del mondo cross country rally Fia, che prevede sei tappe, da lunedì 4 a sabato 9 ottobre, con partenza nella affollata, urbanizzata, caotica ed inquinatissima zona delle piramidi di Giza per arrivare a El Alamein. Gli equipaggi al via sono oltre 140.
Immaginatevi il livello di rispetto dei luoghi di questi signori.

Un'altro "cancro" che minaccia il Fronte della Folgore a El Alamein sono gli sciacalli ( italiani in gran parte), che scorrazzano tra le postazioni recuperando i reperti che vengono venduti senza vergogna nei mercatini specializzati. Al "Militaria" di Segrate, che è uno dei più frequentati , troverete molti oggetti dei Paracadutisti della Folgore di El Alamein. Li rubano dal Fronte, li Introducono illegalmentE e e li vendono incassando soldi in nero, trasformandoli in "oggetti" senza dignità, che finiranno nell'armadio o sulla scrivania di qualche complice acquirente.

EBAY è un'altra casbah a cielo aperto, dove è possibile incontrare molti saccheggiatori, tra cui un auto-blasonatissimo signore che scrive addirittura sul CORRIERE DELLA SERA articoli sulla Folgore e sulla Battaglia , vantandosi delle sue ruberie ( in Egitto è un reato) e vendendo il "tour" sul Fronte a 1800 euro a persona. Il suo tormentone è quello di spacciarsi per ufficiale in congedo di un prestigiosissimo reparto. Non cito il corpo per rispetto dei suoi colleghi e dell'Esercito, senza alcuna colpa essendo il personaggio assai discutibile.

Aggiungete a quanto scritto che il governo egiziano vuole trasformare El Alamein in una SHARM da un milione di abitanti, e capirete quanto è importante che i Paracadutisti italiani dicano la loro e facciano il LORO DOVERE.

Ecco perchè è importante proseguire nelle missioni e nei contatti di vertice politico ed economico, come stiamo facendo. Non so se riusciremo, ma DOBBIAMO PROVARCI. Qualche importante notizia dei giorni scorsi Ve la daremo appena si concretizzerà una promessa di un politico di rango italiano.


PRENOTATEVI PER LA MISSIONE DI NOVEMBRE E CONTRIBUIRETE AL PROGETTO DI SALVARE IL FRONTE DELLA FOLGORE







 
 
 
 
 
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COME PARTECIPARE- LE REGOLE DELLA MISSIONE
Giovedì, 16 Settembre 2010
by webmaster



PARMA- Le missioni del PROGETTO EL ALAMEIN sono regolate da un codice etico che ogni partecipante deve sottoscrivere ( pubblicato negli articoli più sotto), e che impegna a rispettare senza obiezioni i tempi, i programmi e le scelte operative e scientifiche.

Si tratta di una misura che serve a risparmiare tempo in ogni fase delle giornate di Missione, che hanno tempi strettissimi. Tanto stretti che alcuni briefings vengono tenuti in aereo, nel viaggio di andata, oppure -la prima sera- con gli occhi che si chiudono per la levataccia di partenza.


Oltre alla dichiarazione, ad ogni partecipante viene anche inviata PRIMA DELLA ADESIONE , una scheda riassuntiva che dà una idea dei tempi e dei contenuti. L'obbiettivo è che ognuno capisca che :

1) non è una gita

2) ci sarà tempo per una visita all'intero fronte solo se verranno rispettati rigidamente orari e programmi

3) i gruppi omogenei devono "scordare" di esserlo, e lavorare come operatori del Progetto, compresa l'uniformità richiesta.
La uniformità è uno dei requisiti che spesso i partecipanti rispettano malvolentieri per poter usare abbigliamento di sezione, o altro di proprio gradimento. Riteniamo che la uniformità sia un modo per rispettare quei luoghi, insieme a comportamenti e toni di voce sempre adeguati alla solennità del "Sacrario" rappresentato dalle Sabbie di El Alamein e dalla nobiltà degli scopi di Missione.

4) si lavorerà con una forte stanchezza accumulata dal viaggio, dalle scomodità e dalle sveglie alle 5 del mattino.


Preghiamo pertanto chi vorrà partecipare di acquisire per tempo le risposte ai propri dubbi, per evitare di intralciare le operazioni in missione con domande oppure obiezioni.

Visto l'altissimo numero di paracadutisti che chiedono di partecipare, saremo costretti a scegliere coloro che aderiranno senza riserve alle nostre regole.

Nel rullo troverete foto e resoconti delle precedenti missioni.
Dopo aver letto la documentazione che Vi offriamo,
PRENOTATE LA VOSTRA FUTURA MISSIONE- POSTI DISPONIBILI A NOVEMBRE 201O ( 25- 28-11-2010)




 
 
 
 
 
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UNA TESI SUL SACRARIO DI EL ALAMEIN
Sabato, 14 Agosto 2010
by webmaster


PARMA- Il Dottor Michele Conte, figlio di Antonio,luogotenente della Folgore ora in pensione, già direttore del Sacrario di El Alamein per cinque anni fino al 1995, si è laureato alcuni anni orsono con una tesi sul Sacrario italiano in terra d'Egitto.

Ha vissuto col papà tra Alexandria e Il Cairo, studiando alle scuole superiori locali e vivendo a stretto contatto anche con il personale beduino del Sacrario col quale ha seguito i lavori del nostro "tempio degli Eroi".
Abbiamo avuto il consenso esclusivo di pubblicare la sua Tesi che approfondisce aspetti sconosciuti anche ai più esperti.


cliccate qui

 
 
 
 
 
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TERZA MISSIONE A EL ALAMEIN- LA CRONOLOGIA E LE FOTO
Venerdì, 7 Maggio 2010
by webmaster


EL ALAMEIN-DOMENICA 2 MAGGIO Dall'auto che ci sta riportando all'aereoporto del Cairo, un breve resoconto della missione. Per motivi di linea non è stato possibile aggiornare la cronaca ma solo le foto ( che parlano da sole).

Le zone rilevate dai 20 paracadutisti sono state:

NAQB RALA
postazioni della 13ma comnpagnia ( V battaglione), in particolare l'osservatorio del tenente Gola ( MOVM)
Postazioni 15ma compagnia ( settore Nord) dove sono state ripristinate numerose postazioni complesse, con camminamenti e zone di recupero con riservette( vedi prima pagina).
Durante lo scavo sono stati ritrovati cavi telefonici e piastre anti insabbiamento con un oliatore.
Il gruppo del 186mo ha raggiunto a piedi l'Himeimat in solitaria per un ricordo della 15ma compagnia che presidiava l'area, visitanto la sommità e le cavernette posta in quota.
Un cyanalux acceso al crepuscolo ha ricordato i caduti di Kabul e il cap.Fabio Taranta

QUOTA 105
Sono stati effettuati sopralluoghi in corrispondenza del campo minato della fascia di sicurezza dove era attestata la 19ma Compagnia del VII battaglione.
Sono state censite decine di postazioni del sistema di capisaldi della 20ma/VII compagnia e di quello di compagnia che si trovava in posizione arretrata. E' stato ripristinato con scavi profondi sino l piano di battuta, uno dei centri di fuoco e l'intero comando di compagnia.
Il "bottino" è stato veramente cospicuo:il caposaldo conteneva almeno 20 buche. Altrettanto soddisfacente è stato il numero di postazioni rilevate e catalogate, 108, che consentiranno ai ricercatori che accompagnavano i Paracadutisti di El Alamein di aggiungere un fondamentale tassello alla ricostruzione fedele del campo di Battaglia, che è uno degli scopi dell'El Alamein project.


La mattina di domenica è stata dedicata al Saluto ai nostri CADUTI che riposano al Sacrario Italiano.

La missione si avvia al termine, dopo il ritmo di lavoro battente, il sole impietoso e il freddo notturno ( e le sveglie prima dell'alba).

L'aereo ci attende. Ora sono le 11.30 ora egiziana ( 1030 italiana)



LA PRIMA GALLERY






NAQB RALA- EL ALAMEIN - SABATO 1 MAGGIO La giornata di Venerdì è trascorsa sul campo, con la rilevazione di oltre 50 buche e la risistemazione anticipata di 2 caposaldi a quota 105. Nel pomeriggio, con circa 32 gradi e poco vento, le squadre hanno fatto una perlustrazione fino al passo del cammello. Al ritorno hanno ulteriormente saggiato il terreno in un'area posta dietro Naqb Rala.


Oggi, sabato, sono previste classificzione e restauro nelle stesse aree ( Naqb Rala e quota 105). La raccolta dei dati è stata imponente, anche se sono stati ritrovati pochissimi reperti.

Alle ore 06.00 in adunata verranno ricordati i Paracadutisti del lancio di Cefalonia.

Le squadre del 186mo hanno dedicato una parte della mattina alla ricerca delle postazioni "storiche" del V Battaglione e della 15ma compagnia, quasi sotto all'Himeimat.
Nel pomeriggio pubblicheremo I nomi delle compagnie e dei battaglioni di appartenenza.




NAQB RALA- EL ALAMEIN- ORE 06.00-VENERDI 30 APRILE

Sveglia alle 5.30. Le squadre si sono già formate. Dopo la colazione i primi paracadutisti andranno in marcia a piedi verso la zona sud di NAQB RALA ( il 186mo reggimento) , mentre le altre squadre sono in movimento verso quota 105.

Ore 07.00 omaggio alla bandiera, con i saluti della Presidenza nazionale e del sito congedatifolgore.com a tutti i partecipanti e allo staff di assistenza, portati da walter amatobene.

I materiali per le rilevazioni sono già stati distribuiti.

Il personale egiziano di supporto, presente il titolare della società APPLE TOUR , Mr AHMED, si rivela, come al solito, amichevole, efficiente e collaborativo.



NAQB RALA- EL ALAMEIN - GIOVEDI' NOTTE ore 00.15 del 29 Aprile 2010 .

Il campo base è stato allestito.
Dopo un briefing a cena tenuto dal prof Aldino Bondesan, i paracadutisti si sono riuniti sotto le bandiere per la preghiera del Paracadutista in onore dei caduti che riposano in questi luoghi.
Il gruppo in servizio ha ricordato i propri caduti, le cui immagini sono apposte sul loro drappo di Reggimento. Dopo cena , vista la luna piena, è stato fatto un sopralluogo alle postazioni che saranno oggetto di censimento e recupero sulle famose rampe del Colonnello Izzo.
Sveglia alle ore 05.30. Inizio lavori ore 07.00. Una parte di paracadutisti si recherà a quota 105, quelli del 186mo saranno sulle rampe di Naqb Rala.

L'assistende del dr Bnodesan, il dottor Furlani di Trieste - geologo- che per hobby suona la tromba-, ha chiuso la piccola cerimonia in onore ai caduti ed "inizio campo", intonando perfettamente IL SILENZIO.

Sul campo sventola , come ogni missione, la bandiera italiana, quella della Folgore e quella egiziana.










 
 
 
 
 
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IL FASCICOLO E LA DOCUMENTZIONE SCIENTIFICA DELLA TERZA MISSIONE 2010 A EL ALAMEIN : 29-30 APRILE - 1-2 MAGGIO
Giovedì, 22 Aprile 2010
by webmaster



PARMA- Ogni partecipante alle "cleaning mission" organizzate dal nostro sito e dall'ANPDI, riceve un fascicolo informativo con notizie storiche e scientifiche, le schede di repertazione e le carte topografiche e storiche dell'area dove andrà ad operare.

La prossima missione, composta da 22 elementi, dei quali 8 Paracadutisti in servizio al 186mo Reggimento Folgore di Siena , opererà nell'area di Naqb Rala.


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IL SITO CONGEDATI FOLGORE SI E' RESO PROTAGONISTA DI UNA IMPRESA STORICA!!
Giovedì, 1 Aprile 2010
by webmaster


MISSIONE EL ALAMEIN 2010: IL SITO WWW.CONGEDATIFOLGORE DIVENTA PROTAGONISTA DI UNA IMPRESA STORICA


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12 Paracadutisti dell’ANPD’I accompagnati da un ricercatore dell’Università di Padova a El Alamein per censire e restaurare il Fronte della Folgore.
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E’ nata una “alleanza” tra Università di Padova, Società Italiana di GEOGRAFIA E Geologia Militare , ANPDI e sito www.congedatifolgore.com, per collaborare al progetto di ricerca universitario che nasce a Padova ma che è diventato internazionale, chiamato “EL ALAMEIN PROJECT” .

El Alamein Project si occupa del censimento e della mappatura geografica e GPS dell’intera zona di Battaglia, con missioni sui luoghi dei combattimenti. L’amizioso obbiettivo è la creazione di un parco storico museale all’aperto, che protegga quei luoghi dall’avanzata petrolifera e dalla sabbia che sta cancellando le postazioni, soprattutto quelle della Folgore.

L’intervento dei paracadutisti è stato codificato in un protocollo di intesa che l’ Università di Padova e la Società Italiana di Geologia e Geografia Militare hanno sottoscritto con la presidenza dell’ANPD’I e la direzione del sito www.congedatifolgore.com . Saranno i Paracadutisti a farsi carico del censimento secondo la metodologia scientifica universitaria e del restauro del Fronte della Folgore.


I NUMERI DELLA PRIMA MISSIONE

12 Paracadutisti
1 Accompagnatore del SIGGMI
42 postazioni censite
6 postazioni importanti restaurate e rese nuovamente visibili
18 buste di reperti ( circa 70 in tutto) di interesse storico consegnati al Museo di El Alamein: dal bossolo alla scatola di cerini perfettamente conservata, al boccetto con pastiglie di chinino, sino all'ogiva inerte di artiglieria (ndr: non era di 47/32, perchè il calibro non corrispondeva e perchè ritrovato contro le postazioni italiane)
80 KMT complessivamente percorsi a piedi dalle varie pattuglie


PRIMO INTERVENTO ALLE RAMPE DI NAQB RALA – LUOGO DEL COMBATTIMENTO DEL 23 Ottobre 1942 CONTRO LEGIONARI FRANCESI E GLI INGLESI


La prima missione, dall’11 al 14 Febbraio è rientrata dopo avere passato tre notti e quattro giorni nel deserto in vista dell’ Himeimat, sulle rampe del NAQB RALA.
I Paracadutisti, divisi in 4 squadre, hanno percorso svariati chilometri a piedi, svolgendo contemporaneamente le rilevazioni e i restauri. Il professor Bondesan ha programmato Il censimento nel quadrante che includeva le postazioni del Tenente Gola ( MOVM) e del Colonnello Izzo appoggiato dal Capitano Zingales. Ogni centimetro di sabbia raccontava quei momenti terribili dei nostri Leoni, che contrattaccavano con bombe a mano e pistola, e a volte col pugnale. Sul campo è ancora altissimo il numero di bossoli, caricatori e cuffie di SRCM, le bombe a mano italiane chiamate “balilla”.


FATICA FISICA SUI LUOGHI DELLA BATTAGLIA
AI PARACADUTISTI SPETTA LA PARTE "MANUALE" DEL RESTAURO

Rilevazione e ripristino con badile, attrezzatura minuta e carriole.
Un lavoro stancante, sotto un sole a picco che sfiorava i 36 gradi a metà giornata, che ha richiesto diversi chilometri di "pattuglie" . A volte la squadra non ha individuato la buca prefissata, perchè già scomparsa sotto la sabbia.
A fine giornata è seguito un primo esame dei dati da parte del coordinatore scientifico e si è interpretata la importanza della buca, con ricostruzioni fatte sulla base di mappe storiche, testi e testimonianze dei nostri Leoni. Scelte le postazioni più importanti, sono entrate in azione le squadre di lavoro: il comando del V Battaglione e tre buche dello schieramento sul ciglio ovest della rampa sono state completamente restaurate. La più importante ha restituito numerosi piccoli reperti, dalla scatola di fiammiferi sino ad un grande frammento di lettera battuta a macchina, con frasi scherzose inviate a un paracadutista di qual comando. Ognuno di quei pezzi di storia è stato catalogato e fotografato, per la successiva consegna al Museo del Sacrario.
I paracadutisti aggiungeranno sempre alla rilevazione scientifica il ripristino della visibilità delle postazioni con un duro lavoro manuale . Si restaureranno a secco i muretti e le difese pietrose, tramite un intervento non invasivo e l’asportazione di materiale che le ostruisce. A Nabq Rala sono riusciti addirittura a restituire l'aspetto originale al comando del V Battaglione, mentre in altri, le postazioni sono tornate ordinate e visibili.

OGNI MISSIONE SARA’ COORDINATA DA UN RICERCATORE
LA PRIMA MISSIONE E’ STATA GUIDATA DAL PROFESSOR ALDINO BONDESAN, TITOLARE DEL PROGETTO

Una funzione fondamentale, quella dell'assistenza scientifica ai paracadutisti, che il professor Aldino Bondesan -ricercatore universitario, ispiratore e presidente della Società di Geografia e Geologia Militare- ha voluto ricoprire personalmente per il primo importante viaggio. Ogni missione dell’ANPDI vedrà impegnato un esperto geologo del SIGGMI o dell'Università.
Ogni paracadutista aveva ricevuto per posta una brochure illustrativa del progetto -in qualità di neo-socio del SIGGMI- e una illustrazione dell'area di studio che si sarebbe raggiunta, ricca di approfonditi riferimenti storici, per meglio inquadrare l'operazione. Semplicemente preziose le relazioni, le cartine, le foto degli armamenti in campo e le mappe storiche allegate.
Una serie di briefing -uno dei quali addirittura in volo e l'altro poco prima di andare in tenda la sera dell'arrivo- hanno illustrato ai partecipanti le modalità di approccio alle postazioni.
Ogni squadra ha ricevuto in dotazione una cartella di lavoro con schede da compilare per ogni singola buca, più alcuni oggetti necessari ai rilevamenti ( un "nord" plastificato da mostrare in ogni foto, i rapportatori a centimetri da collocare di fianco ai reperti da fotografare e classificare pure loro). Nella stessa busta hanno trovato anche la stampa plastificata della numerazione progressiva in formato gigante che da quel momento diventava il "nome" della postazione nel software anagrafico del progetto . Le squadre devono dotarsi di GPS e mauto per la compilazione (pennarello, scheda porta documenti, sacchetti trasparenti per imbustare i reperti). In ogni buca censita è stato lasciato il numero plastificato, nascosto opportunamente, perchè sia ritrovato in futuro. Da quel momento la buca esiste e sarà periodicamente visitata per verificarne lo stato.

SICUREZZA

Una particolare maniacale attenzione è stata prestata alla sicurezza dell'operazione: i movimenti dei mezzi avvenivano su piste ufficiali oppure in zone notoriamente sicure. Le operazioni di pulizia sono state sospese in alcuni casi, avendo rilevato la presenza di oggetti metallici affioranti, di grandezza sospetta e non identificabili oppure riconducibili a materiale bellico.

PIANO DI LAVORO PRECISO PER DARE SUCCESSO ALLA NOSTRA AZIONE

Ogni futura missione avverrà seguendo la scaletta e la metodologia del coordinamento scientifico. I paracadutisti svolgeranno il doppio ruolo, uno più "amministrativo" ma ugualmente faticoso ed essenziale, e l’altro “ricostruttivo”. Ecco in breve la sequanza di lavoro:
- pattuglie a piedi di individuazione, riconoscimento e classificazione delle postazioni
- compilazione dei documenti ufficiali dell'EL ALAMEIN PROJECT
- pulizia e riordino delle buche con precedenza ai Comandi. Intervento riordinativo-ricostruttivo sulle barriere di pietre poste a difesa.
- blanda o energica asportazione di materiale ( a secondo della presenza di materiali metallici) per ridare l'aspetto alla postazione, ottenuta "scopando" la base della buca, con scelta di attrezzi adeguati, livellandola e asportando sabbia e materiali non sospetti, dove possibile .
- ricognizione a piedi o con jeep di più ampi settori del fronte,al di fuori dell'area assegnata, con ricostruzione dei fatti storici sulla base dei documenti d'epoca (carte e scritti), in possesso del SIGGMI e dell'UNIVERSITA, e percorso a terra che ricalchi gli eventi.

COORDINAMENTO OPERATIVO

Ogni squadra avrà un paracadutista che diventerà "interfaccia" operativo di quello scientifico.
Al geologo ricercatore del SIGGMI o dell'università spetterà il compito di pianificare il lavoro, mentre al paracadutista quello di verificare il rispetto delle tabelle di marcia ( sveglia, lavoro, appuntamenti)controllare gli equipaggiamenti, distribuire sul terreno e controllare le squadre per far rispettare le procedure scientifiche e le norme di sicurezza inderogabili e tassative. Dovrà anche coadiuvare il capogruppo scientifico nella gestione delle importantissime schede di rilevazione di buche e reperti e aiutarlo nella loro classificazione.
Uno degli incarichi è anche quello di verificare il rispetto dei luoghi e il grado di collaborazione e capacità delle squadre, fornendo un rapporto preciso alla Presidenza ANPDI e al SITO sull'esito della missione. Non saranno gite, ma –al contrario- operazioni stancanti e con i minuti contati, dove ogni partecipante dovrà integrarsi rapidamente per non ritardare il gruppo. I giorni di missione sono stati volutamente contenuti e concentrati in GIOVEDI-VENERDI-SABATO E DOMENICA per consentire anche ai più impegnati in Patria di non rubare troppo tempo al lavoro. Niente Alberghi e niente doccia. Si tratta di una missione di studio che ha arricchito e arricchirà chi la compie, ma che deve contribuire in maniera fondamentale alla rilevazione e al censimento della "nostra" zona del Fronte, affinchè venga tramandata alle generazioni future una visibilità geografica, storica e fisica, interrompendo l'azione della sabbia e –speriamo- dei caterpillar.

PROSSIME MISSIONI :25-26-27-28 MARZO e 29-30 APRILE/1 E 2 MAGGIO

La prossima missione si svolgerà nella piana di QUOTA 105, con un paio di distaccamenti sul NAQB RALA per terminare le rilevazioni, mentre quella di Aprile sarà al MUNASSIB.
Continuano ad arrivare prenotazioni di paracadutisti lombardi, sardi, veneti, friulani, romani, umbri, abruzzesi: una sorta di "unità d'Italia paracadutistica" che l'ANPDI realizza dalla data della sua costituzione e che il sito www.congedatifolgore.com , con la diffusione capillare, ha moltiplicato.

COSTI

Biglietto aereo alitalia acquistato direttamente dal partecipante: se prenotato con almeno 60 giorni di anticipo: € 200 circa. Oltre: prezzo massimo 380€


Spese al Cairo: da 350 a 370€max, a seconda del costo del biglietto dell'accompagnatore scientifico, che viene ripatrtito tra tutti

Mance: circa 20€ da dare allo staff che ci accompagnerà nel deserto
PRENOTA LA TUA MISSIONE
COMMENTI
Uno per tutti:
Mi ha detto uno dei partecipanti alla prima missione:
"Essere venuto in questo luoghi, avere visto lo stesso orizzonte dei Leoni della FOLGORE , averne toccato le postazioni e trovato i segni della loro presenza, avere riordinato la buca facendo le stesse valutazioni di chi l’ha occupata per combattere è già stato un risultato entusiasmante. Camminare nel loro deserto, anche con tutta la fatica sopportata e ridare “vita” alle buche, è stato un atto di rispetto nei loro confronti".



LE FOTO DI LUIGI SORRENTINO


LE FOTO DEL WEBMASTER 14 FEBBRAIO

LE FOTO DI PRIMO BIONDA

 
 
 
 
 
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PATTUGLIA MUNASSIB DAL 25 AL 28 MARZO 2010 - EL ALAMEIN- RAPPORTO CRONOLOGICO DI FINE MISSIONE
Giovedì, 1 Aprile 2010
by webmaster


PROGETTO EL ALAMEIN - SECONDA MISSIONE
E' rientrata il 28 Marzo la Pattuglia Munassib. Nel rullo troverete le impressioni a caldo dei partecipanti e una raccolta di foto. Il Responsabile Operativo , Francesco Crippa, ha stilato un piccolo "rapporto-diario" che serve per inquadrare i tempi e i luoghi della missione.




GIOVEDI' 25 MARZO


Ore 06,00 tutti puntualmente presenti alla Malpensa, il giorno della partenza è arrivato.
Con il coordinamento di Lamberto Fabbrucci (non vuole essere chiamato nè Dottore nè Professore) geologo del SIGGMI, dieci paracadutisti dell' ANPd'I provenienti da 5 sezioni diverse e due storici fanno conoscenza e in un clima subito di grande cordialità inizia il nostro viaggio. Sull' aereo (mezzo vuoto) breefing in cui Lamberto oltre a darci le direttive sul lavoro che ci aspetta, distribuisce ai capi squadra i materiali didattici per la nostra Missione. Una lunga chiaccherata che si dimostrerà fondamentale per la buona riuscita del lavoro perchè le tante domande che tutti rivolgiamo a Lamberto ci aiutano a chiarire ogni dubbio.
Ora non abbiamo solo l' entusiasmo ma sappiamo anche cosa fare!
All' arrivo al Cairo qualche problema legato alle solite lungaggini burocratiche per cui gli egiziani sono famosi e di cui a volte sembrano andarne fieri. Tantissima polizia, in divisa e in borghese e probabilmente questi 13 italiani con zaini e valigie e vestiti da
avventurieri danno un pò nell' occhio. Ma dopo circa 50 minuti possiamo prendere il pulmino e dirigerci verso El Alamein. Ma prima bisogna attraversare il Cairo. Più di un' ora per uscire dal caos e dal traffico della megalopoli egiziana e poi la strada verso Alessandria. Quasi 5 ore con una media inferiore ai 70 km orari e raggiungiamo finalmente El Alamein dove l' appuntamento con Ahmed e Samer dell' agenzia Apple Tour e proprio davanti al Cimitero Inglese e a pochi metri dal Museo di El Alamein.
Si trasbordano i bagagli sulle tre jeep e si aggrega al gruppo anche un ufficiale dell 'esercito egiziano in veste di osservatore.
Subito si prende la pista (che ora chiamano "del Petrolio") costretti a fare delle gimcane tra enormi camion dell' azienda petrolifera e camion di costruzioni dopo una breve sosta vicino all' Ospedale di El Taqa (Fort Menton) alle ore 20,45 raggiungiamo l'area prevista per il campo. Siamo a Deir El Munassib!!!

Tutti immediatamente si mettono al lavoro, noi per montare le tende e il pennone per le bandiere, gli uomini della Apple approntano l'area della mensa e la tenda cucine. Alle 22,30 si mangia, una minestra calda e molto piccante ci riscalda e poi un dito di grappa (portato dall' Italia) con un buon caffè per chiudere questa prima giornata.


VENERDI' 26 MARZO

Sveglia ore 05,30, si montano le bandiere sul pennone (il tricolore, quella egiziana e quella della Brigata) e alle 06,00
inquadrati per l'alzabandiera. L' inno di Mameli è il nostro saluto alle anime dei caduti che presidiano questa parte del deserto egiziano. Colazione e alle ore 06,45 le squadre sono pronte per partire. Finalmente si comincia!

Squadra 1:
Lambertucci, Toso, Cuguttu, Saoner Zona Comando IV° Btg

Squadra 2:
Bambagiotti, Spadi, Guidorzi Zona caposaldo 10° CP

Squadra 3:
Crippa, Bedendo, Agostoni Zona 11° CP

Squadra 4:
Ronco, Fasolino, Banchi Zona 25° CP IX° Btg

GPS alla mano ci mettiamo in marcia e a poco più di 1500 mt troviamo la prima buca mappata, è probabilmente la più a ovest, quella che per prima è stata investita dal nemico.
Una buca a L proprio su un versante sulla quale (forse perchè la prima) ci soffermiamo molto. Cerchiamo di immaginare cosa vide chi c'era qui dentro, cosa potevano provare i nostri ragazzi vedendosi
arrivare addosso un nemico preponderante per mezzi e armi, ci sdraiamo all'interno della buca e guardiamo verso sud- est...........da lì arrivarono.
Brividi!
L' ultimo pensiero, prima di iniziare il lavoro é: "chissa se chi c'era qui ce l'ha fatta". Personalmente faccio un segno della croce.
Iniziamo dunque il lavoro di identificazione con fotografie e rilevamento delle misure. Così faremo per altre 9 buche e per ognuna di esse ci sarà un commento, un pensiero. Decine di altre ne vediamo alcune ancora ben visibili altre meno ma sono tante tantissime............. Ci teniamo in costante contatto radio con Lamberto che intorno alle 10 ci raggiunge e ci toglie qualche dubbio
sortoci in relazione al tipo di buca e alle sue caratteristiche.

Vediamo le altre Squadre in lontananza ma nessuno grida, non è una "caccia al tesoro", c'è grande rispetto in quello che stiamo facendo.
Alle 12 la chiamata di Lamberto: "rientrare al campo".
Un veloce rancio e poi alle 13,45 si parte, destinazione Qaret El Himeimat e Naqb Rala!! Transitiamo da quello che fu il fronte inglese potendo così notare come Quota 105 sia una zona assolutamente piatta dove ripararsi era un' impresa quasi impossibile per nostri ragazzi esposti al fuoco nemico.

Ai piedi dell' Himeimat decidiamo di salire prima sulla cima dove dobbiamo lasciare il segno del nostro passaggio: firmare il libro delle presenze!! Ma da quell' altezza il paesaggio è mozzafiato e ci soffermiamo un pò, sempre immaginando cosa videro i ragazzi
della Folgore e degli altri reparti quando la sera del 23 ottobre 1942 circa 1000 cannoni illuminarono l' orizzonte.

Ora saliamo sulla cima grande dove vediamo le buche dell'osservatorio ripristinate dalla missione di Febbraio...Che bel lavoro, complimenti Camerati!! E' il momento di ricordare i nostri caduti.
Abbiamo portato i labari, inquadrati lanciamo al vento le parole della Preghiera del Paracadutista e il triplice urlo FOLGORE sovrasta per un attimo anche il rumore di un fastidioso vento che ci ha accompagnato per tutta la missione, giorno e notte.

Scendiamo e risaliamo sulle jeep, 10 minuti e ora siamo a Naqb Rala.
Riviviamo il momento in cui il Ten. De Gennaro si presenta al Magg. Izzo con i suoi uomini chiedendo di poter partecipare alla battaglia.
E' il momento del contrassalto ai battaglione della Legione "Francia Libera". Seguiamo lo stesso percorso che quel pungo di uomini fece prima di arrivare alla famosa "rampa" e lì è va l'immagine dei "folgorini" che attaccano i francesi gridando "FOLGORE.....SAVOIA.....ZINGALES...."

Mamma mia!! Ci sembra di sentirli!!

Raggiungiamo poi le postazioni più avanzate del costone e ci soffermiamo sulla postazione della batteria mortai del Ten. Gola e
sulle buche dove le Breda facevano fuoco sui nemici che avanzavano. Troviamo anche dei caricatori di Breda e ritornando diverse
cuffie di SRCM, proiettili e bossoli. E' ora di rientrare, nel deserto fa buio presto e le guide ci chiamano.
I capi squadra consegnano a Lamberto le loro schede trincea le schede reperti e le foto scattate necessarie per l'identificazione. Alle 20,30 una frugale cena con cibi esclusivamente egiziani ma anche una bella sorpresa: una birra fresca!! E' il momento della goliardia e dei racconti. Tutti abbiamo qualcosa da dire su una giornata così ricca di emozioni ma il tempo corre e domani la sveglia è sempre all' alba. Ore 05,30. C'è chi va a fare una passeggiata, c'è chi si fuma una sigaretta chiaccherando e c'è chi va a dormire.

E' bello passeggiare nella notte desertica, la luna illumina tutto e ritornano i pensieri: "chissà cosa vedevano i nostri ragazzi nella notte.... e quando uscivano in pattuglia.....ma saranno mai riusciti a dormire una notte intera....."

SABATO 27 MARZO


Alle 06,45 siamo pronti.
Tutti insieme con badili, carriole, materiali per scavo, Partiamo e in marcia si canta "Sui monti e sui mar, per le strade del ciel........" Che bello cantare........che bello sapere che forse qualcuno ci ascolta....... Lamberto ha già individuato le buche da ripristinare e, divisi in due squadre, iniziamo il lavoro.
E' fantastico vedere come, man mano che scaviamo e ricostruiamo i muretti le postazioni cambino completamente aspetto. Ora sembrano vere e noi con la mente siamo ancora più "nel vivo degli eventi"
Lavorando non ci accorgiamo che il tempo passa probabilmente anche perchè nessuno accusa fatica o fame.

Alla fine saranno 10 le buche ripristinate ma voremo farne 20, 30, 50.
Voremmo fare anche il cosiddetto "trincerone" ma ci vorrebbe troppo tempo e pomeriggio abbiamo un' altro obbiettivo: Passo del Cammello
e Passo del Carro. Però davanti al "trincerone", commemoriamo la figura del Cap. Costantino Ruspoli ivi caduto trafitto da una raffica di mitragliatrice. Lettura della motivazione della M.O.V.M. e il grido FOLGORE!! per rendergli i dovuti onori. Un momento importante.
Si rientra al campo alle 12,30 e c'è tra noi grande euforia e soddisfazione.Cominciamo a renderci davvero conto di quello che
stiamo facendo!!

Alle 14 tutti sui mezzi e dopo più di un'ora si apre su di noi il fantastico ma inquietante spettacolo delle depressioni di El Qattara.
Una distesa infinita che non sembra avere fine e che non solletica la fantasia di nessuno anche perchè qui, al Passo del Cammello
c'è un Ospedale da visitare. Sembra il posto ideale per un luogo di sofferenza ma anche di speranza. Ancora si trovano tantissime cose e in particolare lembi di bende e divise. In questo luogo, quasi completamente sepolto dalla sabbia probabilmente molti uomini hanno trovato la morte e ancora vi giacciono. Un po diverso l' ambiente al Passo del Carro. Una strada, creata per il transito dei mezzi dell' azienda petrolifera, corre parallela al vecchio sentiero che porta alle depressioni e una grande trincea ancora in ottimo stato sono i fattori rilevanti di questo posto, oserei dire, dimenticato da Dio.
Al ritorno transitiamo per le depressioni e cominciamo a capire perchè si chiamino così!!! Al campo io e Lamberto diamo le disposizioni per il giorno successivo e poi ognuno pensa alla propria igiene con la raccomandazione di radersi, domani ci aspetta il Sacrario, la casa dei nostri eroi!
Cominciano a sentirsi i primi commenti: ".....ma domani si torna già.....è già quasi finita.....ma dobbiamo ritornara davvero?...."
Ma è l'allegria a farla da padrone e in grande atmosfera di Cameratismo commentiamo un' altra giornata memorabile.


DOMENICA 28 MARZO

Ore 05,00 sveglia!
Bisogna smontare le tende e il pennone.
Salutiamo le bandiere e per l'ultima volta cantiamo l' Inno di Mameli tra queste sabbie. Alle 08,20 all' orizzonte si staglia la torre del nostro Sacrario e chi non c'è mai stato inizia ad emozionarsi. Alle 08,30 siamo nel cortile d'onore. Nessuna perdita di tempo abbiamo solo 90' e perciò montati i labari delle sezioni di Monza, Goceano,
Nord Friuli e Firenze saliamo inquadrati verso il Sacrario.
Stavolta la canzone che ci accompagna è "Come folgore dal cielo" e in un attimo siamo sulla scalinata. Una volta dentro, inquadrati davanti all' altare gli occhi di chi non c'è mai stato (la maggior parte dei presenti) si perde nella meraviglia e nella maestosità dell' opera del Conte Paolo Caccia Dominioni. Devo scuoterli per avere attenzione e dare inizio alla Cerimonia. Una breve introduzione con la lettura di una poesia del Col. Antonino Troia "CHI SIAMO NOI" (tratta dal suo libro "Lassù....attimo per attimo"), e poi la Preghiera del Paracadutisti e le motivazioni delle M.O.V.M. dell' Art. Sergio Bresciani e del Magg. Aurelio Rossi per ricordare l' eroismo di
tutti i caduti in terra d' Africa. Poi il momento forse più emozionante al quale chiedo a tutti di prestare la massima attenzione: il triplice grido FOLGORE con quell'eco che,
non spegnendosi mai, sembra essere pronunciato da migliaia di voci.......INCREDIBILE!!

Al rompete le righe, dopo aver firmato tutti il libro delle visite, qualcuno corre (nel vero senso della parola perchè il tempo è tiranno) a Q33 per visitare quella che fu la dimora di Paolo Caccia Dominioni, qualcuno invece va al museo. Io invece mi soffermo davanti all' altare per recitare l'ennesima preghiera di quei giorni, per salutare ancora le anime dei nostri eroi e dargli appuntamento per il prossimo anno.
Con grande piacere, poco prima della partenza, riceviamo la visita del M.llo Portento custode del Sacrario. Una troppo veloce chiaccherata ma con la promessa di rivedersi presto e di tornare nel deserto con lui. Viaggio di ritorno simile all' andata nel pazzesco traffico del Cairo e puntuali partiamo. C'è tristezza ma tanta tanta soddisfazione e ora la completa consapevolezza di quello che abbiamo fatto: niente se riferito a quanto hanno fatto i nostri eroi e a quanto faranno altre persone, tanto per il nostro essere ITALIANI!!
A Roma ci congediamo da Francesco di Treviso e Alberto del Friuli.
Un' ultimo brindisi in attesa dell' imbarco per Milano e poi alla Malpensa l'ultima foto insieme per dire: MISSIONE COMPIUTA!!
Ragazzi della Folgore dateci sempre la forza e la volontà per continuare su questa strada. Passiamo il testimone alla prossima Pattuglia..
Buon lavoro Camerati!

Par Francesco Crippa
Coordinatore "Pattuglia Munassib"
El Alamein 25 / 28 Marzo 2010





IL PRIMO INVIO DI FOTO

LE FOTO DEL PAR.SAONER








 
 
 
 
 
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QUELLO CHE NON ANDIAMO A FARE A EL ALAMEIN
Mercoledì, 31 Marzo 2010
by webmaster







PARMA- Girano da tempo su You Tube - assai prima dell'inizio del Progetto El Alamein del nostro sito e dell' "El Alamein Project" internazionale- filmati di sedicenti esperti di storia, che fanno commercio di reperti trovati nelle sabbie di El Alamein. Un quotidiano nazionale ha addirittura pubbicato mesi orsono l'articolo di un "ricercatore" il cui lavoro è anche quello di vendere ciò che trova tra le buche dei nostri Folgorini. ( vedere sotto)

Il progetto El Alamein disapprova il trafugamento di reperti da quella zona così carica di Storia.

Quello che in Italia diventerebbe un "prodotto" da vendere e poi un soprammobile polveroso, nel Deserto conserva la Sua dignità: chi lo ruba trasportandolo in Italia li sottrrae ad ogni paracadutista che si recherà in quei luoghi per comprendere la Storia della FOLGORE.

El Alamein va conservata e preservata

Le aziende petrolifere e la imminente espansione immobiliare di quei posti, con l'inevuìitabile aumento della popolazione, non solo turistica, ci impongono di aumentare il ritmo delle Missioni per riquadrare e mappare l'area della Folgore e ottenere la creazione di un parco storico all'aperto.



Ogni reperto rinvenuto dalle Squadre del Progetto viene classificato e consegnato al Sacrario Militare oppure lasciato nelle buche, dopo averne rilevato la posizione e aver compilato una scheda di classificazione

Siamo orgogliosi di segnalare che i paracadutisti delle tre missioni sinora partite si sono scrupolosamente e volontariamente attenute al "codice etico" che ci siamo dati.-
Nessuno di loro ha riportato in Italia oggetti che solo a El Alamein hanno un valore e non si confonderanno tra i mille che circolano sulle bancarelle.

l'OBBIETTIVO è DI diventare ancora più scrupolosi nella salvaguardia anche dell'ultimo bossolo.

"Tra qualche anno mio Figlio e mio nipote , quando verranno al Munassib, troveranno la buca ripristinata dal Nonno e i reperti che abbiamo riposto in un punto preciso oppure al Sacrario, che ci tramanderemo in Famiglia". Così ha detto il Paracadutista F.S. , parlando del lavoro che ha svolto. Questo è il vero obbiettivo del nostro Progetto.


SCIACALLAGGIO PUBBLICIZZATO DAI QUOTIDIANI


Ci sono alcuni sedicenti paracadutisti che saccheggiano sistematicamente le postazioni della Folgore, portando in Italia reperti che successivamente vendono.

Oltre al costo di questi "tour" ( una settimana 1800-2000 €) che lascia grandi margini di guadagno, si aggiunge anche il ricavo che ottengono in Italia sulle bancarelle sei vai Militaria.


Ecco un articolo del Corriere della Sera del Giugno 2008 che incentiva al saccheggio, invogliando i lettori a contattare l'organizzatore.
Colpisce, alla fine, la frase sarcastica che quasi deride la Università di Padova per la sua ricerca autofinanziata, senza lucro e con obbiettivi di salvaguardia.




CORRIERE DELLA SERA DEL 25 GIUGNO 2008



La battaglia perduta: A caccia di ricordi fra buche e trincee
El Alamein, ultime lettere dal deserto
Due italiani nel luogo della disfatta del 1942: dalla sabbia emergono scritti e piccoli oggetti quotidiani



MILANO — Nel deserto di El Alamein, dove nel 1942 si scontrarono i soldati inglesi con quelli italiani e tedeschi, con la pace è tornato il silenzio rotto solo dallo scoppio accidentale di qualche mina, dalle voci dei beduini alla ricerca di rottami e, 60 anni fa, dal lavoro degli operai di Caccia Dominioni che recuperavano i resti dei caduti. Fino a poco tempo fa il governo egiziano ha impedito agli stranieri di andare nell'area della battaglia anche per le scaramucce che impegnano i soldati del Cairo contro i contrabbandieri. Ma Stefano Rossi, 48 anni, ex ufficiale degli alpini paracadutisti e ricercatore storico e Luigi Vittori, 60 anni, studioso di storia della seconda guerra mondiale, hanno convinto il governo a concedere a un piccolo gruppo di italiani il permesso di raggiungere l'antico campo di battaglia.

Nel corso delle ricognizioni fatte in questi mesi da Rossi e Vittori la sabbia ha restituito una serie di reperti che testimoniano la vita quotidiana dei soldati: la bottiglia di Gordon Gin di un militare di Sua Maestà britannica («Più in là — racconta Rossi — abbiamo trovato le bottiglie molotov dei nostri parà»), le scatole di fiammiferi con la pubblicità dell'aranciata San Pellegrino, le «Finest norwegian Brisling sardines» del menù di un fante della 44ª divisione, le sigarette «tipo esportazione » dei Regi monopoli o le più raffinate «numero 10 sigarette Macedonia», il coperchio di una gavetta con inciso il nome del proprietario: Dianna. M a nell'elenco dell'ex ufficiale degli alpini ci sono anche indumenti, buffetterie, suole e tomaie di scarpe cotte dal sole, occhiali, borracce, fogli di giornale. Il clima secco del deserto li aveva almeno parzialmente salvati: «Commovente il ritrovamento di frammenti di lettere e di piastrini di riconoscimento». Ecco la busta di una lettera indirizzata al soldato Vittorio Caldoguegno del 185˚ reggimento Folgore con tanto di francobolli da 5 e 10 centesimi. C'è il piastrino di Domenico Binello originario di Covone, in provincia di Cuneo, classe 1922.

«Abbiano fatto ricerche nella speranza di ritrovarlo — racconta Rossi —. Purtroppo è deceduto nel 1986. Stiamo anche cercando chi portava il piastrino con su scritto "Formichella Vincenzo di Luigi e Lombardi Caterina, nato a Montegiordano (Cosenza) nel 1920". Ne abbiamo trovato anche uno tedesco con su stampigliato "162 A, II/Art.Reg. 7", presumibilmente un artigliere paracadutista della brigata Ramke». La lettura dei libri di Paolo Caccia Dominioni, di Raffaele Doronzo e di Renato Migliavacca sugli italiani in Africa Settentrionale, la decifrazione di antiche e nuove mappe e l'uso del Gps hanno fatto ritrovare luoghi entrati nella storia della battaglia di El Alamein: il Passo del Carro, il Passo del Cammello, le alture di Naqb Rala dove combatterono vittoriosi i parà del 186˚ Folgore contro i legionari di France Libre e gli inglesi della 44ª divisione. Ma anche nicchie nel terreno come la buca da dove sparava con la mitragliatrice il parà di Saronno Cesare Lui, classe 1919: «Abbiamo rintracciato e fotografato la sua buca che aveva ancora sul fondo i bossoli della sua Breda».

C'è il rischio di ritrovare questi reperti in un mercatino? «Chi viene con noi può fotografare liberamente e per l'eventuale asportazione di materiali deve limitarsi a quelli che in Italia possono essere usati per mostre, per essere dati a musei o donati a chi li possedeva in quei giorni tragici o ai loro eredi. Impossibile esportare parti di armi e munizioni. Si avrebbero gravissime conseguenze penali». Luigi Vittori e Stefano Rossi sono scettici sulla possibilità di preservare a fini turistici il campo di battaglia di El Alamein come in Francia la Linea Maginot o da noi i forti delle Alpi. Ci sono rischi altissimi per la presenza di mine e ci sono, là sotto, giacimenti petroliferi che fanno gola. «Più ottimisti di noi — sostiene Rossi — sono i ricercatori dell'Università di Padova: se i loro progetti dovessero trovare realizzazione collaboreremo volentieri».

Giuseppe Ramazzotti
25 giugno 2008

 
 
 
 
 
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E' RIENTRATA LA SECONDA MISSIONE A EL ALAMEIN.
Lunedì, 29 Marzo 2010
by webmaster


PARMA- E' appena rientrata la SQUADRA MUNASSIB, seconda missione di mappatura e ripristino delle postazioni della Folgore.
Dal 25 al 28 Gli zaini sono ancora sul pavimento dell'ingresso di casa, ma il gruppo di Fratelli ha già nostalgia di ripartire.
Ecco gli scambi di corrispondenza tra loro.
Spero non mi denunceranno per violazione della privacy, se riporto alcune frasi che si stanno scambiando "a caldo". Il loro cameratismo è la prova che è EL ALAMEIN la nostra sorgente di Ideali ed è da El Alamein che -se vogliono- i paracadutisti e l'Associazione possono trarre nuove e preziose energie.

SCRIVE FRANCESCO CRIPPA, IL RESPONSABILE OPERATIVO, ALLA SQUADRA MUNASSIB

I destinatari sono :

Luca Bambagiotti Alberti
Filippo Spadi
Simone Guidorzi
Bruno Ronco
Marco Fasolino
Matteo Banchi
Alberto Bedendo
Toso Alberto
Gianfranco Cuguttu
Francesco Saoner
Responsabile Scientifico
dr LAMBERTO FABBRUCCI

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Paracadutisti,
potrei semplicemente ringraziarvi per la collaborazione e lo spirito che avete dimostrato in queste giornate, ma voglio andare oltre se me lo permettete.
Siamo partiti con tanto entusiasmo ma anche con la consapevolezza che "qualcosa di particolare" ci aspettava laggiù, con tutti i dubbi e le incertezze che potevano sorgere. Ma era tale la spinta emotiva che fin dal primo momento ognuno di noi ha preso coscienza delle proprie responsabilità e si è "gettato nella mischia" senza esitazione.
Io per primo, come resposabile operativo, avevo molti dubbi sulle mie capacità di poter gestire non tanto umanamente e "militarmente" la Missione quanto organizzativamente perchè era per me una assoluta novità. Ma si sa, noi Paracadutisti ci adattiamo in fretta e lo spirito e la capacita anche di improvvisare ci aiutano molto. Ma sopratutto mi avete aiutato molto voi. Con la vostra disponibilità, collaborazione, senso di adeguamento e spirito di corpo. Sì, perchè tali siamo stati................un corpo unico. Nessun problema, nessuna questione, niente si è mai frapposto tra noi.

Abbiamo lavorato in gruppi e tutti insieme, gli uni per gli altri.
E' vero che talvolta ho dovuto alzare la voce, ma era previsto, era tale e tanto l'entusiasmo di ognuno che contenersi è stato difficile
anche per me talvolta. Non nominerò nessuno di voi perchè, dal più giovane (17 anni) al più vecchio (62 anni), avete datto tutto di voi stessi senza risparmiarvi e tutti meritate un elogio.

Permettetemi però di nominare e ringraziare Lamberto (ovvero come scherzando lo chiamavo io "il Professor Fabbrucci) perchè è stato il miglior coordinatore che potevamo avere. Come noi motivato, come noi con spirito militare, come noi con senso del Cameratismo e della disciplina, ha condiviso con noi tutto ed alla fine possiamo dire che ormai è: UNO DI NOI!! Ci ha illuminato e aperto gli occhi su tante cose che molti di noi non conoscevano. In alcuni momenti ci sembrava di poter rivivere quei tragici ed eroici momenti mentre sul campo ci illustrava i le fasi della battaglia.

GRAZIE LAMBERTO!!

E GRAZIE dico anche a tutti voi Paracadutisti e Camerati!!
E' stato un Onore poter vivere insieme a tutti voi questa esperienza, è stato un Onore potervi inquadrare ogni mattina per l' alzabandiera e in quella breve ma sentitissima cerimomia al Sacrario Italiano, è stata una emozione indescrivibile recitare la Preghiera del Paracadutista sull' Himeimat e la motivazione della M.O.V.M. Cap. Costantino Ruspoli davanti alla trincea che lo ha visto cadere sotto il fuoco nemico. E' stato un piacere condividere ognuno dei momenti che abbiamo vissuto. Pur consapevole di avere dato tutto me stesso mi auguro di essere stato all' altezza del compito assegnatomi.

Grazie a Walter e al suo infinito entusiasmo e per la perfetta organizzazione, al SIGGMI per quanto sta facendo, all' Università di Padova e tutti coloro che in silenzio lavorano costantemente affinchè Missioni come queste siano possibili.

Un 'ultimo pensiero: non abbiamo fatto niente di eroico, ma quello che abbiamo fatto resterà nei nostri cuori e nella nostra mente per sempre. Incancellabile

I nostri eroi ci hanno guardato, ci hanno sentiti gridare quel "FOLGORE!!" nel deserto e nel Sacrario con quell' eco che non si spegneva mai.

Ricordi emotivi e flash fotografici ci accompagneranno nella nostra vita e in quei momenti diremo: GRAZIE "RAGAZZI DELLA FOLGORE" PER
AVERCI REGALATO L'ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI, SOLDATI, PARACADUTISTI.
FOLGORE!!
Par. Francesco Crippa


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Grazie a tutti ragazzi,

però stanotte senza la sinfonia di accompagnamento ho fatto fatica a prendere sonno.
Mi mancavano i tipici rumori del deserto e il suo insotituibile "profumo".
Folgore!
Saluti a tutti e che ******** ( ndr: imprecazioni tipiche di caserme toscane.)
Ciao.
Ronco.

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Francesco,

non potevi trovare modo migliore per esprimere lo stato d'animo che ha contraddistinto i nostri ultimi giorni passati assieme. Spero che il nostro apporto tecnico da non-paracadutisti possa essere servito alla causa come unità di intenti ed accrescimento storico culturale.
Sono appena rientrato nella ruotine e nei problemi quotidiani; fosse per me farei una lavatrice e prenderei il primo aereo per il Cairo. Per il sostentamento in loco mi sovvengono alcune idee:
1) Un cammellodromo a pagamento
2) Corsi di guida sicura al Cairo
3) Una catena di ristoranti italiani
4) Un pozzo petrolifero tutto nostro possibilmente a 300 metri dall'ospedale italiano al Passo del Cammello ove potrei prendere la residenza.
Scherzi a parte, sono veramente entusiasta della gratidutine e del rispetto che portate verso tutti i "ragazzi" che non ci sono più.
Filippo Spadi
Gotica Toscana Onlus

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MISSIONE COMPIUTA


Un grazie di cuore, da parte mia a tutti voi, per l’entusiasmo e la passione con cui avete affrontato questa breve ma intensa missione, Francesco nella sua e-mail ha già descritto in modo perfetto quelle che sono state le emozioni di “quel qualcosa di particolare” che quei luoghi ci trasmettono, la vostra presenza è stata per me fondamentale per rivivere con il giusto spirito i fatti d’arme del fronte di El Alamein.
Un grazie anche ai Ragazzi della Gotica per il loro prezioso contributo di conoscenza e simpatia
Un caro saluto a tutti VOI
Lamberto

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Sono appena rientrato a casa,
spero in tempo per rispondere alla
"chiamata di controllo" del Nostro D.L. CRIPPA.
Che vi devo dire, sono ancora in mezzo al deserto con la testa e con
il cuore.
Ringrazio tutti Voi per avermi fatto vivere questo momento memorabile
della mia vita.
Sono orgoglioso di quel poco che ho potuto fare, contribuendo ad
onorare i Nosri "LEONI", perpetuandone il ricordo.

Onore ai Caduti.

Un Cameratesco abbraccio a tutti Voi, paracadutisti e non.

F O L G O R E.................!!!!!!
par.
Gianfranco B. Cuguttu

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Per me questa è stata una delle prime esperienze del genere che io abbia vissuto.

Qualcosa di veramente incredibile, emozionante. Non saprei meglio esprimere di tutti voi quello che queste giornate sono state...Vi ringrazio tutti, perchè ognuno di voi ha saputo darmi e trasmettermi qualcosa, insegnarmi e farmi capire quanto quello che abbiamo vissuto insieme sia stato unico e irripetibile.
Vi ringrazio perchè assieme abbiamo condiviso tutto questo, tra camion impazziti, autisti folli, sabbia e ricordi.
Se fosse possibile ritornerei, con la mia pala in spalla e non mi fermerei fino ad avere fiato in gola, perchè ogni buca trovata, ripristina, ogni reperto recuperato e ogni passo fatto, mi è servito a capire ciò che noi dobbiamo essere. Paracadutisti d'Italia.

FOLGORE!!! Matteo Banchi

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C'è poco da aggiungere. E' stata un'esperienza stupenda, non solo per ciò che dovevamo fare e per il luogo in cui ci siamo trovati, ma anche grazie a tutti voi.

La collaborazione non è mai mancata, grazie anche a quello spirito di cameratismo unico e presente solo in chi anche oggi, dove principi come l'onore ed il rispetto del proprio Paese sono in minoranza rispetto alle peggiori forme di individualismo, ha la forza di andare avanti incurante dei commenti e giudizi della dilagante marmaglia.
Grazie a Lamberto che con le sue spiegazioni dettagliate ha fatto si che ci si sentisse presenti durante quei tragici ed eroici momenti.
Grazie ai ragazzi della Gotica Toscana/Museo di Felonica per il loro supporto più che specializzato!
Grazie, ragazzi della Folgore, di consentirci di poter stare a testa alta di fronte a chiunque.

Non nascondo che nel raccontare oggi l'esperienza fatta, provo un'emozione difficile da nascondere.

Grazie a tutti voi!

Marco

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IL MESSAGGIO DEL PIU' GIOVANE DEL GRUPPO: 17 ANNI.-



Un pò più in ritardo degli altri, forse ultimo (sarà che voglio provare anchio questa esperienza), ringrazio anche io tutti quanti per questa meravigliosa esperienza di vita. Perchè un conto è leggere e informarsi su ciò che è accaduto e un'altro è poter quasi toccare con mano (perchè solo chi ha vissuto quei momenti può conoscere) ciò che ho imparato con gli anni ad ammirare e rispettare: un'insieme di valori e tradizione tenuto saldo da quelli che furono i ragazzi della Folgore!
Questo ringraziamento è quindi rivolto a te Crippa che mi hai permesso di partecipare, a tutta la Pattuglia Munassib, a Lamberto in special modo e a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto e che tuttora lo portano avanti.

Grazie a tutti
FOLGOREEE!!!
par. Agostoni Paolo

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Potete immaginare come mi sento …….

Non so neanche perché sono andato a lavorare………sarei pronto per ripartire ora
Non posso aggiungere nient’altro a quello che avete già detto!!!
Posso solo ringraziarvi tutti per le emozioni che mi avete fatto vivere!!!!
A iniziare dal grandissimo esperto Lamberto Fabbrucci , dalla simpatia e grande conoscenza dei ragazzi della Gotica Toscana, al nostro comandante
Crippa e a tutta la squadra di paracadutisti un immenso GRAZIE!!!!
Ogni ITALIANO,paracadutista, carrista, bersagliere indistintamente tutti i soldati , dovrebbero almeno una volta nella vita andare dove siamo stati perché certe emozioni non possono essere raccontate. Nessuna fotografia e nessuna descrizione può farti sentire nel cuore e nell’animo quello che abbiamo vissuto laggiù.
E soprattutto il grido di FOLGORE nel sacrario……..
L’ eco riecheggiava nel tempo come l’urlo
Dei nostri LEONI !!!!!!
ONORI A TUTTI I CADUTI
FOLGORE
Spero che altre spedizioni possano continuare in futuro
Quello che noi abbiamo iniziato, per non dimenticare……..
Grazie ancora a CONGEDATI FOLGORE, SIGGMI, e università di PADOVA
per il lavoro che stanno facendo e per la possibilità che mi hanno concesso.
Alberto Toso

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Cari Fratelli,


trovo assai arduo sintetizzare in poche righe sentimenti ed emozioni tanto forti e incommensurabili come quelle che abbiamo vissuto in tre giorni che hanno valso una vita. Provo comunque, sicuro che vorrete perdonarmi se non vi riuscirò.
Sin dall'inizio, ben prima della partenza, ho percepito questa missione come la tappa finale di un percorso interiore. Un doveroso pellegrinaggio che mi elevasse nello spirito, rafforzandomi nella convinzione degli ideali che mi animano (non li elenco, sicuramente sono familiari anche a voi...), con la speranza di rivivere, anche solo per un attimo, la sensazione di quelle imperiture gesta e percepire la nobile devozione di tanti Italiani che non hanno mollato, nonostante tutto. Se ciò è successo è anche grazie a Voi; non potevo immaginare compagni di viaggio migliori.
Il richiamo del Deserto è stato grande.
Ora, scegliere tra i Ricordi è difficile, classificarli impossibile; sono li tutti insieme a urlar imperterriti Folgore!
Una confessione, invece, adesso posso farvela. Ho indossato la loro uniforme non per vezzo da appassionato ma con rispetto, umiltà e orgoglio, come fosse la necessaria "veste talare" di una particolare cerimonia di iniziazione; la mia iniziazione. Non potrò mai spiegarvi quanto diventasse stretta ad ogni passo della salita che mi avvicinava all'altare che ricorda il loro sacrificio e come, trattenendo a stento i singhiozzi, si sia fatta pesante quando tutti insieme mi hanno risposto, facendo riecheggiare il loro grido Folgore in una eco infinita che dal deserto si è propagata all'interno del Sacrario...
Vorrei concludere con un preghiera, ma non trovo invocazione migliore di quella che PCD ha lasciato impressa a Quota 33:

Benedici, Signore, nel canto del deserto e del mare, gli Italiani riuniti sopra la quota lontana.
Essi conobbero, prima del supremo mortale spasimo, tormento insonne di attesa, sete, sozzura, fatica, fuoco.
Seppero vicende disperate di battaglia, e talora, indifesi al facile insulto straniero, squallore di libertà perduta.

Perchè condotti non da vanità o bramosia di ventura, ma da obbedienza alla Patria, benedicili o Signore con tutti i caduti d'Africa e del Mondo, fratelli Soldati d'ogni sangue e bandiera purificati nell'ultima fiammata.


Con infinita Gratitudine verso ognuno di voi

Luca Bambagiotti Alberti
Gotica Toscana Onlus