EL ALAMEIN

Condividi:

Pubblicato il 19/04/2014

19 APRILE 1945 : INIZIA LA OPERAZIONE HERRING DEI PARACADUTISTI ITALIANI AL COMANDO DEGLI INGLESI

tutte le foto: cortesia Simone Guidorzi- la rappresentativa della Brigata Folgore schierata davanti al Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po di Felonica accanto al veicolo anfibio Dukw simbolo dell’attraversamento del grande fiume nell’Aprile 1945.

PARMA- Avevamo dato notizia giovedì scorso di un “battlefield tour”, (letteralmente visita guidata al campo di battaglia, ndr) che la Brigata Folgore ha fatto sui luoghi della Operazione Herring, nella bassa mantovana, dove furono lanciati nell’aprile del 1945 i paracadutisti della Centuria Nembo, dello Squadrone F e del gruppo di combattimento Folgore. Il generale D’Addario ha invitato a partecipare tutti i comandanti di reggimento della Folgore per esaminare quell’operazione dal punto di vista storico documentale e attraverso la ricostruzione direttamente sui luoghi dei combattimenti. L’obbiettivo era quello di approfondire le cause di alcuni episodi relativi alle operazioni delle pattuglie lanciate nell’area, che hanno causato la perdita di ben 33 paracadutisti.
“Padrone di casa”.il primo giorno, è stato il direttore del Museo della seconda guerra mondiale sul fiume Po, dr Simone Guidorzi, socio del Progetto El Alamein e attivissimo creatore e curatore di quella struttura, che ha svolto una visita guidata al Museo ed inquadrato gli eventi basandosi anche su documenti inediti ed originali di recente ritrovamento e filmati dell’epoca di fonte angloamericana.
Al seminario è stata invitata anche l’ANPD’I, nella persona del consigliere regionale Aldo Falciglia, che ha tenuto una relazione storica, analizzando documenti e rapporti delle autorità militari del tempo; del susseguirsi cronologico degli eventi e circa le tattiche utilizzate che portarono alla perdita di un così alto numero di paracadutisti , leggeremo nel prossimo numero della rivista Folgore, con la possibilità di leggere conclusioni innovative, con particolare riferimento alle due pattuglie che atterrarono nell’area del tour,nelle località Mondine e Cà Bruciata, che ebbero molte perdite e svolsero attacchi non previsti dall’ordine di operazioni.
Venerdì 18 I paracadutisti della Folgore insieme a quelli dell’ANPDI di Poggio Rusco hanno reso omaggio ai Caduti presso il monumento a loro dedicato , nella località di Dragoncello.


OPERAZIONE “HERRING n.1″
20-23 aprile 1945

L’Operazione Herring n.1 fu ideata dal comando Anglo-Americano alla vigila dello sfondamento della line gotica, quando si propose di ritardare la ritirata delle forze tedesche per indebolirle prima che queste varcassero il Po, dove avrebbero potuto assestarsi . Il secondo obiettivo era quello di facilitare l’avanzata delle forze angloamericane rendendo sicure le maggiori arterie stradali e tentando di salvare alcuni ponti già minati dalle truppe tedesche. Per ottenere questi risultati era necessario l’utilizzo di truppe di paracadutisti da lanciare nelle retrovie del nemico per creare panico e confusione. Poiché gli Alleati non disponevano di queste forze sul territorio nazionale, furono scelte aliquote di paracadutisti italiani che , alle dipendenze del XIII° Corpo d’Armata Britannico , combattevano già come truppe di fanteria sia nel Reggimento “Nembo” del Gruppo di combattimento Folgore sia nello Squadrone F.

Questi reparti appartenevano inizialmente alla divisione paracadutisti Nembo, che, dopo l’8 settembre 1943, si era trovata divisa su fronti opposti: una parte si era rifiutata di cambiare alleato e combattà sul fronte alpino occidentale, ad Anzio e in Russia mentre l’altra parte si era posta alle dipendenze dei reggimenti angloamericani . Gli nglesi scelsero due centurie comprensive di 226 paracadutisti di cui 117 dello Squadrone F e 109 della Centuria Nembo comandata dal Ten. Guerrino Ceiner la composizione delle pattuglie. . Gli uomini furono divisi in 26 pattuglie e ad ognuna fu assegnata una zona di lancio nel triangolo che aveva per vertici Mirandola (Modena), Ostiglia (Mantova) e Ferrara , con epicentro nel paese di Poggio Rusco (nella bassa pianura mantovana).

Tutti i militari, prima di prendere parte all’Operazione Herring frequentarono un breve corso di paracadutismo a Gioia del Colle (Bari) e furono addestrati all’uso del paracadute inglese (non va dimenticato il fatto che questi paracadutisti non si lanciavano più da prima dell’8 settembre 1943 ); finito il corso a Bari frequentarono un corso per sabotatori tenuto da esperti dell’ISAS.

ARMAMENTO ED EQUIPAGGIAMENTO INGLESE
A tutti i paracadutisti fu dato armamento sia collettivo – un mitra Bren e due Stern per ogni squadra- che individuale – pistola beretta o revolver smith & wesson, mitra beretta con 400 colpi, bombe a mano esplosive incendiarie e illuminanti, pistola very lanciarazzi, pugnale “F.S”, esplosivo al plastico congegni a strappo e a precisione , micce , pinze , coltello a serramanico , capsule, scatola di nerofumo, siringhe di morfina, bussola, viveri e generi di conforto per due giorni e mappe della zona in scala 1:50.000. – Le mappe furono consegnate ai militari la notte stessa del lancio, in quanto fino a prima non sapevano dove sarebbero stati aviolanciati. Unico preavviso dato ai paracadutisti fu che avrebbero dovuto agire nelle retrovie del nemico per un periodo di 36 ore e successivamente mimetizzarsi in attesa delle truppe Alleate; gli fu anche notificato che nelle zone di lancio non esistevano formazioni partigiane, informazione che poi non si rivelerà veritiera.

19 APRILE 1945 : ORDINE DI OPERAZIONE
Il 19 aprile 1945 il comando inglese diede l’ordine di movimento: era iniziata l’Operazione Herring n.1. La notte successiva, dalle ore 21 a poco oltre la mezzanotte, i paracadutisti si lanciarono da un’altezza variabile tra i 300 ed i 1000 metri, ma i lanci furono in parte errati a causa della forte reazione della contraerea tedesca che costrinse i piloti a cambiare rotta o ad aumentare la velocità facendo finire i militari spesso fuori obiettivo e disseminandoli in piccoli gruppi di 2-4 uomini .

Nel complesso i paracadutisti in tre giorni di aspri combattimenti portarono a temine la loro missione catturando 2000 nemici, attaccando colonne tedesche, minando 7 strade di grande traffico, distruggendo 77 linee telefoniche, salvando alcuni ponti utili agli alleati e comportando soprattutto grande panico nelle retrovie del nemico. Le perdite totali tra le pattuglie dello Squadrone F ammontarono a 14 feriti, 10 dispersi e 21 caduti , pari a circa 20% delle forze impiegate.

L’IMPIEGO DEI PARACADUTISTI SUI FRONTI DI GUERRA
Sui 20.000 paracadutisti addestrati fra Libia, Tarquinia e Viterbo soltanto una percentuale irrisoria partecipò a lanci di guerra: 80 unità furono impiegate a Cefalonia, 240 in Africa Settentrionale e Sicilia suddivise in pattuglie ed circa 50 con il ruolo di informatori S.I.M. (1,7 % circa del totale) . Contrapposti a questi vi sono 30.000 paracadutisti tedeschi, 48.000 americani e 16.000 britannici; 10.000 furono anche i russi lanciati contro i tedeschi con 1.800 polacchi, 1.200 francesi e i 400 tra belgi e olandesi del SAS.
UNICO AVIOLANCIO DI GUERRA IN ITALIA
Le scuole italiane avevano addestrato 18.500 militari del Regio Esercito fra Libici, Folgore, Nembo e Ciclone, oltre a 600 arditi del X Rgt. , 600 Marò NP ed 850 aviatori. Dopo cinque anni di guerra ci fu l’occasione di partecipare all’unico lancio di guerra sul territorio metropolitano: l’Operazione Herring n.1 costituì in realtà l’operazione di aviolancio più importante realizzata dalle truppe italiane durante tutto il secondo conflitto mondiale. Dopo l’Operazione Herring n.1 i militari dovevano essere impiegati in un secondo aviolancio, con destinazione Trieste, ma l’operazione non si svolse e lo Squadrone F venne sciolto.

foto sotto: cortesia Simone Guidorzi- Dall’alto verso il basso:

2) gli attendamenti predisposti per il pranzo dall’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago nel prato dinnanzi al Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po.

3) gli interventi di Mercoledì 16 da parte di Simone Guidorzi (inquadramento storico della situazione alla vigilia dell’Operazione Herring) e di Aldo Falciglia (analisi dell’Operazione Herring) nella sala audiovisivi del Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po.

4) la visita guidata al Museo della Seconda Guerra Mondiale del fiume Po da parte del Caporal Maggiore Scelto Paracadutista Ferrari Nicola effettivo all’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago e membro fondatore del museo. Il signore a destra della foto è un veterano dell’Operazione Herring, Paracadutista Finotto Ermes (Centuria Nembo).

5) visita a Ca’ Bruciata (Dragoncello di Poggio Rusco) con inquadramento storico mio e racconto delle vicende militari da parte del Caporal Maggiore Scelto Paracadutista Ferrari Nicola effettivo all’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago.

5) visita a Ca’ Bruciata (Dragoncello di Poggio Rusco) con inquadramento storico mio e racconto delle vicende militari da parte del Caporal Maggiore Scelto Paracadutista Ferrari Nicola effettivo all’8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago.