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Pubblicato il 14/11/2017

23 PAESI SI SONO IMPEGNATI A CREARE LA “DIFESA EUROPEA”

PARMA- Ieri a Bruxelles ventitré paesi dell’Ue hanno firmato l’impegno a partecipare alla «Cooperazione permanente per la sicurezza» prevista dal Trattato di Lisbona, primo passo verso un sistema integrato di difesa comune. L’alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, assistista dal ministro degli esteri Alfano, hanno chiamato «una giornata storica» per l’Europa, ciò che hanno firmato.

Il capo di gabinetto di Jean Claude Juncker via Twitter: «La bella addormentata si è svegliata». La firma della cosiddetta «notifica congiunta», consegnata nelle mani di Mogherini, è solo il primo passo formale per la costruzione di una difesa comune. Il Consiglio Esteri dell’11 dicembre dovrebbe formalizzare la costituzione della Pesco ( così l’acronimo della intesa, ndr) , che dovrà essere approvata a maggioranza qualificata rafforzata.

Cinque Paesi e non hanno aderito: Gran Bretagna in uscita (che però ha dato il via libera politico, assicurando che non si opporrà) Danimarca ,Irlanda, Malta e Portogallo. La nascita della Pesco porterà ad un «esercito europeo», anche se la sovranità sulle forze armate resta ai singoli paesi. L’obiettivo principale è aumentare l’efficienza dello strumento militare europeo, ridurre il numero dei diversi sistemi d’arma, facilitare il movimento delle truppe entro i confini Ue e stimolare gli investimenti su progetti comuni. Sarà creato il Fondo europeo per la Difesa, lanciato dalla Commissione europea e che, quando sarà a pieno regime dopo il 2020, sarà dotato di almeno 5,5 miliardi di euro l’anno per gli investimenti nella ricerca e lo sviluppo per l’industria militare.
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