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Pubblicato il 01/11/2014

72MO DELLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN : FOLGORE E ANPDI ONORANO SOLENNEMENTE I CADUTI DI EL ALAMEIN.

LIVORNO- L’appuntamento di ieri a Livorno presso la Caserma “Vannucci” per la celebrazione del 72mo di El Alamein è stato un esempio di entusiasmo e partecipazione dei paracadutisti dell’ANPDI giunti da tutta Italia, che hanno riempito le tribune insieme a molti simpatizzanti, nonostante la giornata lavorativa. Lo stesso vale per la presenza di ben 119 Labari, che ha dimostrato ancora una volta. se mai ci fosse bisogno di ricordarlo, come la nostra Associazione sia vicina alla Folgore.

massiccia presenza del nostro giornale, Molti i giornalisti ed i fotografi. Il nostro giornale era presente con ben tre inviati: il Colonnello (ris) Alfio Pellegrini, ed i paracadutisti Antonio Serra, Paolo Robuschi e Gianmarco Pagliari, per cogliere ogni dettaglio della giornata. Le loro “fotocronache” verranno pubblicata a partire da oggi per l’intera settimana.

IL GENERALE D’ADDARIO SALUTA I PARTECIPANTI CON “BENVENUTI A CASA”
Pochi minuti prima dell’inizio ufficiale, il Generale D’Addario ha preso il microfono per un saluto “fuori ordinanza”: ha esordito con “benvenuti a casa, benvenuti nella Vostra Folgore” generando il lungo applauso degli oltre duemila partecipanti che gremivano e coloravano di amaranto le tribune.
Entusiasmo contagioso, quello del generale comandante Lorenzo D’Addario, che ha trovato le parole giuste per sottolineare questi importanti momenti di ricordo e unità di intenti. La cerimonia – ha detto – testimonia i nostri valori: l’onore, il sacrificio e la fedeltà propria dei Paracadutisti e che hanno contribuito a rendere grande il nostro Paese

DUEMILA PERSONE INTONANO INSIEME “CON LA MORTE A PARO A PARO”
Il Comandante della Folgore sa come motivare i suoi Uomini e ieri lo ha fatto anche con i duemila presenti sulla tribuna: terminato il saluto alle autorità e ai convenuti, ha iniziato ad intonare “CON LAMORTE A PARO A PARO”; tutti i reggimenti schierati hanno iniziato a cantare e subito dopo l’intera Caserma, insieme a loro. Commovente, unificante, ravvivante. Non a caso le Canzoni della Folgore erano, e sono, un motivo di grande identità per noi Paracadutisti. Interpretando il pensiero di tutti, invio da questa pagina al Comandante un “Grazie di averlo fatto”. “Vorrei che tornaste a casa con l’orgoglio di avere diviso con noi una giornata speciale fatta di ricordo ed orgoglio di essere Italiani e Paracadutisti”, ha detto all’inizio. Così è stato.

I VERTICI MILITARI RENDONO OMAGGIO AI CADUTI DI EL ALAMEIN
Schierate le Bandiere di Guerra, entrate le Fiaccole, sono giunti il Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Binelli Mantelli e del Capo di Stato Maggiore dell’ Esercito Generale di Corpo d’ Armata Claudio Graziano, oltre che le massime autorità civili e religiose della Città ed il comandante del COI, generale Marco Bertolini. Ospite d’onore nella Tribuna Autorità, il Presidente Nazionale dell’ANPDI, co-protgonista della giornata.
Imponente e quasi invisibile il dispositivo messo in atto per garantire il sereno svolgimento della cerimonia del mattino e l’incontro dei congedati con la Folgore in servizio e gli sponsor nel pomeriggio, nell’area espositiva presso la rotonda dell’Ardenza


LE FIACCOLE PROVENIENTI DA TARQUINIA E TRADATE “DANNO INIZIO” ALLA CERIMONIA

La ricorrenza della Battaglia di El Alamein è scandita da un preciso protocollo militare, di cui la Staffetta degli Ideali è diventata parte integrante dal 2003, quando il Generale Bertolini ne autorizzò per la prima volta l’ingresso in forma ufficiale: dopo l’ammassamento dei Reparti, l’intera platea militare e civile ha salutato sull’attenti le Bandiere di Guerra, che hanno fatto il loro ingresso accompagnate dalle note Banda Musicale della Folgore.

Poco dopo, il Vice Comandante della Folgore Colonnello Mazza ha presentato la Forza al Comandante d’Addario, che ha passato in rassegna i reparti schierati, ovvero tutti i Reggimenti della Folgore, il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania e i Plotoni in rappresentanza delle Forze Speciali, passate sotto il COMFOSE, al vertice del quale c’ è Generale Zanelli.

Poi è stata la volta dei due Tedofori dell’ANPDI, che sono entrati correndo, con le Fiaccole che avevano percorso centinaia di chilometri, accese a Tarquinia e Tradate 48 ore prima e portate correndo, senza sosta giorno e notte, da decine di Paracadutisti, come simbolo di continuità degli Ideali, di sacrificio , di spirito di Corpo e il tributo degli Onori a coloro che hanno creato combattendo da Leoni, la “leggenda Folgore”.

LE FRASI DI BECHI LUSERNA LETTE DAL LEONE DI EL ALAMEIN GINO COMPAGNONI- LA PREGHIERA DEL PARACADUTISTA LETTA DAL SERG. PAR SIMONE CAREDDU
Due toccanti momenti della Cerimonia si sono succeduti all’apertura: dapprima il Leone della Folgore Gino Compagnoni ha letto le frasi scolpite all’ingresso del Sacrario di El Alamein, che Alberto Bechi Luserna concluse con “VIANDANTE ARRESTATI E RIVERISCI”. Dopo alcuni secondi di silenzio assoluto, un lungo applauso a chi, come Compagnoni, ben conosceva il dramma di quella Battaglia, per averla combattuta da Paracadutista. Alla deposizione della corona per i Caduti, il sergente paracadutista Simone Careddu, che nel 2011 perse l’uso delle gambe durante un attentato ed il successivo combattimento che vide coinvolta la sua squadra, ha letto con la voce rotta dall’emozione la Preghiera del Paracadutista. I suoi toni hanno trasmesso ai presenti ammirazione e commozione per un Soldato che ha servito la Patria pagandone il prezzo e dichiarando di avere soltanto fatto il proprio dovere, conducendo con dignità e coraggio la sua nuova vita. Subito dopo Don Vincenzo ha benedetto i Caduti, le Famiglie e tutti i presenti a quel momento così intenso.
Le note del silenzio hanno scavato ancora una volta nel cuore e nelle menti. Come sempre, si è creata una speciale atmosfera di soeisione, che è continuata sino alla fine della Cerimonia.

LA STIMA DEL CAPO DI SME E DELL’AMMIRAGLIO BONELLI PER I PARACADUTISTI IN SERVIZIO E IN CONGEDO
Nel corso dell’ evento il Capo di Stato Maggiore dell’ Esercito ha sottolineato ripetutamente come la “Folgore”, sin dalla sua costituzione, ha dimostrato, in addestramento come in operazioni, in Patria e all’ Estero, l’ altissimo livello di efficienza e di motivazione che ne fanno una indiscutibile punto di riferimento nell’ intero panorama della Difesa Italiana. In apertura aveva già sottolineato la sua ammirazione per la forte coesione e l’orgoglio di appartenenza che ogni volta vede nei volti dei paracadutisti di ogni tempo.
” I paracadutisti sono importanti negli eserciti di tutte le Forze Armate. Rappresentano coesione, spirito italiano di altruismo e di coraggio. Tantissimi giovani vogliono entrare nella “Folgore” e questo è un messaggio di ottimismo per il Paese, di forza, di coraggio e di coesione” , ha detto, in chiusura.
La Brigata – ha ricordato Graziano- ha partecipato negli ultimi anni a tutte le operazioni fuori area che hanno visto interessato l’Esercito Italiano e sono stati più volte chiamati ad operare con i propri nuclei di specialisti, nel soccorso della popolazione colpita da calamità naturali, non ultima l’ emergenza maltempo che ha colpito il nord Italia a metà ottobre di quest’anno.

LA PATTUGLIA DEL 186mo REGGIMENTO PARACADUTISTI RITIRA IL TROFEO FANTI DELL’ARIA
Come è tradizione, alla fine della Cerimonia, prima del lancio degli istruttori del Capar, è stata premiata la pattuglia che ha vinto il Trofeo Fanti dell’Aria. Per il secondo anno consecutivo la statua in bronzo del Fante Paracadutista di El Alamein sarà custodita a Siena, sede del 186ìmo Reggimento, che ha vinto.

LANCIO SPETTACOLARE E PERFETTO DEGLI ISTRUTTORI DEL CAPAR
Perfetto e spettacolare il lancio da elicottero degli istruttori del Capar: la Bandiera italiana e quella del capar sono state accompagnate da un tricolore creato con i fumogeni al traino di uno di loro. Dopo il riordinamwnto, schierati davanti al palco delle Autorità, sono stati salutati dall’ammiraglio Binelli e dal Generale Graziano.

IL DISCORSO DEL GENERALE D’ADDARIO
Prima del generale Graziano i saluti ai partecipanti erano stati fatti dal “padrone di casa”, il generale d’Addario, che ha , come sempre, strappato lunghi applausi sia durante che alla fine del suo intervento. Eccolo :

Signor Capo di Stato Maggiore della Difesa, Signor Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, autorità, paracadutisti ed amici della Folgore, siamo ancora una volta insieme davanti all’eroico esempio lasciatoci dai nostri Leoni. Uno di loro mi ha detto recentemente una frase che ho sentito più volte da uomini del suo pari: “Non abbiamo fatto niente di speciale, solo il nostro dovere!” Ma come fanno a pensare di non aver fatto niente di speciale questi eroi, che nel dilagare dei carri nemici tra le postazioni distrutte non vedevano altro che l’occasione di un’ulteriore contrattacco?
Al di la di una grande umiltà, in quelle parole sta il lascito d’onore dei Leoni della Folgore, degli eroi della Nembo, della Carica d’Isbushensky, sino alle più recenti operazioni. Semplici soldati, distrutti dalla fatica, sporchi, affamati. Si sono comportati da eroi perché erano talmente coerenti con la scelta che avevano fatto, quella dell’onore, del seguire la loro Bandiera, nelle piccole e nelle grandi cose, da non vedere scorciatoie.
Qui davanti a noi sono le gloriose insegne della Folgore. Ci sono poi le Bandiere di guerra del 9^ reggimento d’assalto e del 185^ reggimento ricognizione e acquisizione obiettivi, di cui mi considero ancora umile servitore, dei fratelli del 4^ alpini paracadutisti, oggi confluite nel COMFOSE conferendo unitarietà al settore delle Forze per Operazioni Speciali, e sempre con noi il 1^ Carabinieri paracadutisti. Questi vessilli custodiscono la nostra storia. Una storia di gloria e sacrificio scritta dai nostri predecessori, e di cui oggi tocca a noi vergare un capitolo… grande o piccola che sia, dobbiamo affrontare ogni sfida con la consapevolezza di avere questa storia dietro di noi, della quale ogni giorno dobbiamo essere all’altezza, sia in operazioni all’estero, che in patria per prestare assistenza a nostri concittadini, sia nella vita professionale che nella vita privata, perchè il paracadutista vuole essere il miglior soldato, ed il soldato deve essere il miglior cittadino. Abbiamo delle famiglie splendide che sono orgogliose di noi e supportano la nostra scelta nei fatti, con sacrifici e rinunce, con decoro e dignità, perchè vivono anch’esse il nostro sogno. Invece di chiedere, i paracadutisti, si chiedono cosa loro possano fare per la comunità; l’Italia ha bisogno di questo e noi paracadutisti dobbiamo dimostrare, come sempre, di essere degni di chi ci ha preceduto, nei fatti.
Qui con noi, davanti alle Bandiere, sono schierati i caduti, i loro familiari ed i feriti. Ci sono coloro che sono oggi in operazioni. C’è una bella Italia che merita tutto da noi. Tutti siamo assaliti da timori, o da delusioni, ma il credo del paracadutista è andare avanti, in silenzio, con serenità ed ottimismo. Se siamo figli di quegli splendidi combattenti, non possiamo che fare ciò. La specialità dei paracadutisti cresce e si arricchisce, la Folgore è tornata una grande unità con tutte le componenti interarma che agisce in simbiosi con gli altri reparti delle aviotruppe nel COMFOSE. Il Centro d’Addestramento, fiore all’occhiello, è il punto di riferimento per i paracadutisti di tutta la Difesa ed ha incrementato l’addestramento. E’aumentata la sinergia con la nostra sorella 46^ Brigata Aerea, sempre con noi. Le recenti esercitazioni che ci hanno visto testare le nostre capacità in contesti multinazionali ad alto profilo, in Lettonia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, la cooperazione stretta con i paracadutisti di quest’ultimi due Paesi, particolarmente la 173^ Brigata di Vicenza, l’incremento delle capacità di comando e controllo ed il contributo alle forze in prontezza hanno consentito, nonostante le ristrettezze di bilancio, di addestrarci ad elevato livello e prepararci per ogni chiamata, confrontandoci con i paracadutisti degli eserciti alleati con risultati veramente lusignhieri.
Non c’erano dubbi miei cari paracadutisti: nei vostri occhi vedo il silenzioso impegno e la caparbia determinazione che ammiro e stimo da quando arrivai giovane tenente al battaglione. E lo stesso entusiasmo e lo stesso trasporto anima i paracadutisti dell’Associazione Nazionale, gelosi custodi del nostro passato e sempre, concretamente, nella Folgore. E’ qui che nasce la naturalezza del fare il prorpio dovere, da qui partiamo per affrontare ogni sfida vedendo in essa un’ulteriore opportunità. Portiamo nelle nostre comunità l’esempio sempre attuale dei Leoni della Folgore, siamo fieri di esserne i figli e ansiosi di meritarne l’approvazione, con il nostro comportamento di tutti i giorni, orgogliosi di essere Italiani: se c’è da risalire una china, se c’è crisi, facciamo la nostra parte. E nei momenti nei quali ci assale il dubbio di non essere all’altezza, di non farcela, ci mostreranno la strada quei ragazzi che non si mossero alla vista di un mare di carri contro le loro fragili postazioni. Essi uscirono dalle loro buche martoriate da tonnellate di granate e si lanciarono al contrattacco, fieri di quello che erano, senza neanche pensare che ci potesse essere altro comportamento.
Siamo fortunati, siamo paracadutisti, veniamo da una famiglia orgogliosa. Nei momenti del cimento questa consapevolezza diviene importante: quando potremmo trovare una scusa per svicolare, ricordiamoci di questi soldati meravigliosi, che ancora oggi si chiedono cosa abbiano fatto di tanto straordinario. Invito dunque tutti ad unirvi con me per affermare questa nostra identità in quell’urlo di battaglia e di fierezza, un urlo che squarci’oblio e risuoni fino a quell’angolo di cielo da dove i nostri eroi oggi ci guardano compiaciuti.
PARA’
Folgore! Viva l’Italia!

LE IMMAGINI UFFICIALI – CORTESIA SME

seguiranno fotoconache dei nostri inviati