EL ALAMEIN

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Pubblicato il 29/06/2009

E’ MORTO IL LEONE DELLA FOLGORE BRUNO VETTORELLO MAVM

 

 

 

Lunedì, 29 Giugno 2009
by webmaster

VERCELLI- Si è spento serenamente il Leone della Folgore di El Alamein,

 

BRUNO VETTORELLO

88 anni , presidente onorario della Sezione ANDPI di Vercelli. Medaglia d’ argento al valor militare .
I funerali si sono tenuti Sabato mattina nella sua parrocchia, circondato dai suoi paracadutisti. Una tromba ha scandito i momenti più commoventi.

Lo avevo conosciuto in occasione del viaggio a El Alamein del 2002.

Simpatico, discreto umile. Con tante storie da raccontare, ma non lo faceva volentieri.

Nemmeno quella- tristissima- di un infermiere della sanità, prigioniero degli inglesi anche lui, che, avendolo visto colpito e sanguinante su una barella, lo voleva abbandonare al suo destino, ma i suoi Camerati lo impedirono

Nel suo paese -Gattinara- era molto apprezzato per l’attività di allenatore di calcio giovanile, con la base nell’oratorio parrocchiale. Ancora nei mesi scorsi i suoi “ragazzi” con qualche capello bianco, lo andavano a visitare.

IL RICORDO DE “LA STAMPA” pagina di Vercelli:

“Vettorello era una delle persone più generose e altruiste di Gattinara. In città tutti lo ricordano affaticato dal peso degli anni, darsi da fare in oratorio per avviare i bambini al gioco del calcio, procurare loro le magliette e i pantaloncini per le squadre o insegnare a nuotare ai bimbi più timorosi in piscina.
Una dedizione al prossimo che nel 2004 lo portò a vincere il premio solidarietà «Don Mauro Stragiotti», indetto dalle Acli.
Era un ventenne quando, con questo gesto eroico, si meritò la medaglia d’argento al valor militare. Nel 1946, al suo ritorno in Italia, continuò a dedicarsi agli altri, ai più piccoli, alla loro crescita sportiva e morale. La sua passione era vedere i bambini giocare a calcio e spesso all’impegno personale aggiungeva anche quello economico. Bruno era così, un «un ragazzo della Folgore» dal cuore grande.

LA MEDAGLIA D’ARGENTO 

 Bruno Vettorello, inquadrato nella Compagnia Mortai del 185° Reggimento Artiglieria Folgore;  il suo reparto, dislocato a quota  105  fu tra i primi ad essere investito dal poderoso attacco nemico, la sera del 23 ottobre 1942. Come tutti i suoi commilitoni, non si tirò indietro e, nonostante riportasse varie ferite, compì degli atti che gli valsero il conferimento della Medaglia d’Argento al Valor Militare. Questa la motivazione:

 

“Durante un attacco in forze del nemico, nonostante fosse ferito leggermente, usciva con un sottufficiale dalla postazione per attingere munizioni da una riservetta poco distante, rimanendo ancora ferito. Rientrato con le munizioni, benché la seconda ferita riportata gli avesse fratturato due costole, usciva per recuperare il suo caposquadra ferito. Nel generoso intento, riportava una terza ferita alla testa. El-Alamein (A.S.) 23-24 ottobre 1942”.

 

Bruno, nonostante non potesse rialzarsi da terra, costretto ad essere abbandonato dai suoi commilitoni presi prigionieri, rimasto solo per quasi tre giorni, mentre intorno continuavano gli scontri in quanto il nemico non riusciva a sfondare le difese italiane, fu infine soccorso dagli inglesi che trattarono i prigionieri feriti in modo molto dignitoso, ammirati dal loro comportamento in combattimento : immagine di una guerra che almeno fino ad allora aveva avuto un aspetto molto cavalleresco.

 

Poi la lunga prigionia nei campi di concentramento in Egitto ed infine nel 1946 il rientro in Italia.