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Pubblicato il 04/09/2017

A R D I T I e … D i n t o r n i

Abbiamo chiesto all’artigliere paracadutista generale Giovanni Giostra*, una sintesi della storia degli Arditi dell’Esercito Italiano, dalla loro costituzione ai giorni nostri. Il suo articolo ci consente di ricostruire con maggior precisione il legame tra gli Arditi ed i moderni incursori. Il generale Giostra ( artigliere paracadutista) ,nel 1962,e Valdimiro Rossi ( Sabotatore ed incursore) nel 1963, seguirono a Fort Bragg i corsi Special Warfare Staff Officer e Special Forces Officer. Furono preceduti da Piero Mattei.

di Giovanni Giostra *

Gli Arditi ebbero origine all’inizio della 1^ guerra mondiale con gruppi di esploratori (“compagnie della
morte”) tratti dalla Fanteria e dal Genio,destinati a operare sui reticolati e sulle trincee avversarie per
agevolare il successivo intervento delle forze principali.

In seguito il progetto iniziale fu abbandonato e nel 1917 furono costituiti i Reparti d’Assalto al livello di Battaglione con il compito di iniziare e concludere gli attacchi occupando e mantenendo le posizioni. La compagnia ne costituiva unità elementare di impiego. Il IX Reparto d’Assalto del Magg. Messe fu protagonista di epici combattimenti sul Grappa,in particolare a Col Moschin. Anche la Marina Militare ebbe i suoi Arditi inseriti nei Reparti MAS(Motoscafo Armato Silurante e/o …“Memento Audere Semper”) che svilupparono una serie di missioni sulle coste Istriane e Dalmate.

Dopo la guerra,anche per le difficoltà di gestire disciplinarmente gli Arditi ormai privi di motivazioni operative, nel 1920 le loro formazioni furono disciolte. Verso la fine degli anni ‘30 furono costituiti i primi Reparti Paracadutisti dell’Esercito e la X Flottiglia MAS della Marina Militare. Nei primi anni ’40,mentre si ampliarono i Reparti Par., si affiancarono:
– il X Reggimento Arditi dell’Esercito;
– il Battaglione Arditi incursori (NP) della Marina Militare;
– il Battaglione Arditi Distruttori (ADRA) della Regia Aeronautica.

Si tratta di Unità proiettate alla condotta di incursioni in territorio avversario.
Il X Arditi assunse il numero romano(X) a memoria della”X Legio”, prediletta di Giulio Cesare.
La sua
articolazione prevedeva il Comando di Rgt. e 3 Btg. su 3 Cp.ciascuno(Paracadutisti,Nuotatori,Camionettisti).
Le Cp. erano ordinate su 10 Pattuglie di una decina di uomini ognuna.
Successivamente le Cp. Par. furono estratte dai Btg.e costituirono il IV Btg.,mentre i precedenti Btg. furono
completati con compagnie speciali composte da personale proveniente da Regioni cui i suddetti Btg. erano
orientativamente destinati (Sicilia,Sardegna,…).

Per le Cp.Speciali era prevista una infiltrazione cosiddetta statica: lasciarsi superare dal nemico avanzante per poi operare nelle sue retrovie.
Tutti gli aspiranti Arditi dovevano possedere particolari doti psicofisiche e morali,nonché precedenti di valore in combattimento. Al termine di un durissimo iter addestrativo i nuovi Arditi erano presentati al Cte del Rgt. in una riunione solenne.

Il Cte rivolgeva a ciascuno di loro queste parole:SEI DIVENTATO UN ARDITO.PRESTO PARTIRAI PER ANDARE A MORIRE PER LA PATRIA. ORA SCRIVI E FIRMA QUI LE TUE DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE.
Nel combattimento, gli Arditi e i Paracadutisti,prima e/o dopo l’armistizio del 8 set.’43,eseguirono azioni proprie della loro Specialità associandone la qualifica a quelle di sabotatori,incursori,guastatori, distruttori,pattugliatori. Tra questi ultimi sono inclusi a pieno titolo i Paracadutisti della Folgore di El Alamein e della Nembo,trasformata ufficialmente in Divisione d’Assalto,nella lotta per la libertà.

Volendo procedere a un bilancio delle attività condotte dagli Arditi prima dell’armistizio è inevitabile
riconoscere che i risultati non premiarono l’impegno,i sacrifici e le perdite,né le loro azioni ebbero valore
significativo nel conflitto in corso,ad eccezione di quelle degli incursori della Marina Militare sul porto di
Alessandria e nella baia di Suda.

E’ interessante seguire le vicende del 185°Rgt.Par.(ora 185°RRAO Folgore) e del I Btg. del X Arditi – non Par.
(ora 9°Rgt.Ass.Par.)
nel corso della campagna per la liberazione. Entrambe le Unità appartengono alle FOS.
Dopo i combattimenti di Montelungo (8 e 16 dic.’43) il nostro I Rgpt.Mot. entrò in crisi,a causa sia delle
perdite subite sia di una propaganda disfattista posta in atto da ambienti di sinistra del Comitato di
Liberazione Nazionale.

Tale propaganda continuò fino al mag.’44 quando fu deciso di dedicarsi – tutti uniti –
alla liberazione della Patria rinviando al dopoguerra ogni diatriba di ordine politico-istituzionale.
Intanto il Cte del Rgpt.,Gen.Dapino comunicava agli Alleati che l’Unità non era in grado di tornare in linea.
Intervennero il Mar.Messe,Capo di SMD,e il Gen.Utili,nuovo Cte del Rgpt.,che individuarono nel 185°Par.(in
Puglia) e nel I/X Arditi(in Sardegna) due Unità in grado di imprimere al Rgpt. una nuova spinta combattiva.
Nel corso di una sua visita il Mar. Messe propose al 185°di assumere la denominazione di IX Rep. D’Ass. Il
185°rifiutò preferendo conservare il suo nominativo storico. Si giunse però a un compromesso: l’Unità
sarebbe divenuta 185° Reparto Paracadutisti Arditi(vds. Storia della 33^ Cp.”Leoni”, del Gen.T.Salmi).
Subito dopo,la proposta fu rivolta (e accolta) al I/X Arditi che divenne IX Reparto d’Assalto.

Il 185° Arditi Par.:

– entrò in linea per primo sui monti innevati di Abruzzo,in uniformi di tela,a fine gen.’44 e – unico –
a ranghi completi e compatti (vds. Ragazzi,in piedi!, del Gen. U.Utili);
– generò e alimentò lo Squadrone Folgore,1°Reparto Italiano a battersi per la libertà(dal 6 ott.’43), al
fianco degli Alleati;
– fornì pattuglie ed elementi vari ai Servizi Segreti per missioni nel territorio nazionale occupato;
– fu prescelto dagli Alleati per un aviosbarco di incursione sull’Appennino Modenese(operazione
Batepiste-ago.’44) , che fu annullato, essendo venuta a mancare la sorpresa, quando i Par. erano
pronti all’imbarco sull’aerobase di Gioia del Colle;
– operò nel Corpo Italiano di Liberazione (CIL), poi nel Gr. di Cbt. Folgore;
– partecipò all’operazione Herring nella Centuria Nembo (al fianco dello Squadrone F che inglobava
anche un gruppo di Arditi del X agli ordini del Cap. Bonciani ), un”classico”tra le incursioni;
– a conclusione delle operazioni una sua pattuglia raggiunse la sommità della Vetta d’Italia – q.2910 -,
il punto più settentrionale del territorio nazionale, issandovi il Tricolore.
Il IX d’Assalto:
– seguì in linea il 185° dopo circa una settimana;
– operò nel CIL e nel Gr. di Cbt. Legnano;
– si distinse nelle Marche (forzamento del f. Musone e conquista di Rustico),poi in Emilia (assalto a
Parrocchia di Vignale e a q. 459);
– entrò per primo a Bologna liberata;
– fu protagonista dell’ultimo combattimento, il 30 apr. ’45, a Monte Casale-Ponti sul Mincio-MN, ove
caddero gli ultimi 5 Arditi (vds. L’Ultimo Combattimento, del Prof. C. Benfatti).

Nel dopoguerra il 185° riebbe vita nel 1°Rgt.Par.,nel 3° Btg. Poggio Rusco e infine,nel 2000, nel 185°Rgt.RAO
per trasformazione del 185°Rgt. Art. Folgore.

Tale trasformazione non deve sorprendere. Gli Artiglieri Par. erano stati per decenni all’avanguardia nella
elaborazione e diffusione della dottrina in tema di forme particolari di lotta in territorio avversario
(interdizione di area,incursioni) sviluppando anche una intensa attività addestrativa specifica,spesso a
partiti contrapposti,con/contro altri Reparti della Specialità,inclusi i Sabotatori.

Il 9° fu ricostituito nel 1953 a Cesano,quale Compagnia Speciale Sabotatori che fu poi inserita nel Gruppo
Tattico Par. e nella Brigata Folgore,evolvendo al rango di Btg., a quello successivo di Rgt. ed entrando infine
nelle Forze Speciali.
Nella campagna per la liberazione il IX d’Assalto ebbe in consegna lo Stendardo del IX del Magg. Messe,già
decorato di MAVM nella Grande Guerra,e meritò 2 nuove MAVM. In seguito, al 9° fu concessa in custodia la
Bandiera del X Arditi che ora si fregia di tutte le decorazioni già citate oltre a quelle più recenti.
Il 9° e il 185° continuano a onorare la Patria,anche”fuori teatro”,nei rispettivi ruoli,incursori e acquisitori,
termini che non appaiono nel “Nomenclatore”.
In particolare:
– il primo,mutuato dalla Marina Militare(COMSUBIN),non è l’unica attività del 9°,né una sua
esclusività;
– il secondo,analogamente,non è né unico,né esclusivo del 185°.
Si tratta evidentemente di termini ritenuti “appaganti”.
L’auspicio è che tutti i Reparti Speciali,specie quelli di matrice Folgore,siano animati dalla massima
solidarietà reciproca,fino alla fratellanza,e mantengano…i piedi per terra,non omettendo,tra l’altro,
di programmare prove valutative almeno annuali per l’accertamento della efficienza /idoneità di ogni
singolo operatore.
° Il generale Giovanni Giostra, artigliere paracadutista, già comandante del  gruppo artiglieria Art. Par. è uno studioso dei fatti d’arme della seconda guerra mondiale e della storia dell’Esercito.A lui dsi devono diversepubbicazioni che riguardano la storia della Folgore prima e dopo l’armistizio, fino ai giorni nostri