OPINIONI

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Pubblicato il 03/08/2019

AFGANISTAN: I TALEBANI RIPRENDERANNO IL POTERE. GUERRA PERSA. MORTI INUTILI?

di Walter Amatobene

Dallo scorso anno americani e talebani stanno trattando la resa delle forze USA in afganizstan. Dietro ci siamo anche noi , con i morti el i costi sostenuti. Come sapete,le e trattative sono in corso in catar da ottobre del 2018, in Qatar.
Mike Pompeo , e con lui il presidente Trump sono convinti che un accordo ci sarà entro settembre 2019.
Tra 18 mesi le truppe statunitensi potrebbero essersi completamente ritirate dall’Afghanistan, e contemporaneamente il governo di Kabul – dati attuali- ha perso il controllo di oltre il 30% del proprio territorio .

La guerra contro un nemico più debole ma scaltro è persa ingloriosamente. I talebani concederanno un “rispettabile intervallo” di tempo (per usare espressione di Henry Kissinger) tra il momento in cui le truppe se ne andranno e quello in cui festeggeranno la vittoria riprendendosi il resto del paese. Gli analisti parlano di tre anni. Accadde anche in Vietnam del Nord e accadde ai sovietici nel 1989, quando si ritirarono da quella vischiosa guerriglia , perchè i talebani si riprendessero Kabul nel 1992.
Succederà anche stavolta? Trump vuole andare via prima delle elezioni negli Stati Uniti. Prevedo che sarà il 2023 l’anno in cui i talebani si insedieranno nuovamente nel parlamento di kabul , spazzando (uccidendo?) i moderati.

Attualmente la sicurezza nel paese è già in pericolo: la triste contabilità degli attentati ci parla di venti civili uccisi o feriti ogni giorno, con almeno il doppio di soldati. Vero che muoiono anche molti talebani, ma per questi ultimi un prezzo “utile” da pagare e dispongono di unma rete di parentele tribali che sostituiscono i caduti in pochi giorni.
Dal 2014 ad oggi Kabul ha perso il controllo di un terzo dell’Afghanistan, mentre altro terzo è controllato di giorno dal governo e dai taliban di notte.

Il presidente Ashrad Ghani a capo del fragile governo tenuto in piedi dagli USA durerà assai poco, dopo l’uscita delle truppe della coalizione. Gli Stati Uniti lo sanno , ed ecco perchè alle trattative con i talebani partecipano solo alcuni funzionari del governo ufficiale afgano , ma , specificano, “a titolo personale”, senza poter negoziare. Il governo di Ghani dovrà accettare qualunque accordo stringeranno gli Stati Uniti e sa che sta per essere scaricato. Dopodiché lui e i suoi non avranno altre opzioni che quella di rubare quanto più potranno e di andarsene prima che la situazione precipiti.

Kissinger, per trovare una strada “onorevole” di abbandono del Vietnam , disse a Nixon: andiamocene e facciamoci lasciare un ragionevole tasso di tempo affinchè la ripresa del potere da parte dei nord vientnamiti sarà valutata come incapacità di quello del sud e non nostra.

Ha funzionato per Nixon e Kissinger e può funzionare anche per Trump e Pompeo; sebbene non siano altrettanto altrettanto intelligenti e furbi, sono calcolatori a volte spietati. Il ritiro non costituirebbe peraltro, per loro, un danno politico, perché i talebani non sono mai stati interessati ad attaccare gli Stati Uniti, come lo era Al Quaeda.

Gli afgani, quindi, dovranno vivere ancora una volta sotto il controllo dei tagliagole talebani.
I Caduti italiani e gli enormi sforzi del nostro paese per collaborare alla ripresa della vita civile in Afganistan sembra siano stati vani.
Non voglio ragionare col senno di poi: ero d’accordo nell’andare a stanare Al Quaeda a casa propria, quindi mi assumo la responsabilità di quando scritto e pensato.
Rimane il dolore profondo delle Madri, dei Padri, dei Pareti dei 57 Caduti in quella terra severa ed ostile alla civiltà occidentale.