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Pubblicato il 17/01/2020

ALLOGGI DELLA DIFESA OCCUPATI ABUSIVAMENTE: SE NE OCCUPERA’ ANCHE LA MAGISTRATURA

La procura di Roma si sta occupando insieme alla Difesa degli occupanti di alloggi di servizio senza alcun titolo per alloggiarvi: congedati, parenti di militare deceduto e conviventi. 4190 sarebbero quelle da liberare su 16812 in totale e quasi tutte sono nei migliori quartieri di tante città italiane.

La maggior parte degli occupanti senza titolo sfrutta i ritardi nei controlli.
Sono stati Angelo Tofalo (M5S) e Raffaele Volpi (Lega) , da sottosegretari alla difesa, che hanno censito gli immobili per Regioni rilevando gravi abusi. Si trattava di oprendere conoscenza delle case vendibili I canoni di affitto sono inferiori a quelli di mercato e anche numerose spese non vengono conteggiate. L’esempio ce lo dà l’appartamento della Trenta, dove , per 180 metri quadri con posto auto nel centro di Roma, l’affitto pagato era di a 141,76 euro mensili e un contributo di 173,19 euro per l’utilizzo del mobilio: totale 314,95 euro. NOn tutti sono così “regalati”,, ma tutti gli alloggi della difesa hanno costi per l’assegnatario nettamente inferiori alla media delle case che si trovano nelle stesse zone.

Molti occupanti «abusivi» sono militari che si sono congedati oppure sono andati in pensione. Moltissimi sono anche i figli dei soldati deceduti o le vedove. Alcuni di loro non avrebbero effettuato la comunicazione agli uffici competenti, fornendo come giustificazione che si attendevano che dovesse essere la difesa a farlo.

Molti sono anche i dipendenti civili trasferiti in altri ministeri o non più al servizio dello Stato che contano sulla totale assenza di verifiche
Diversi sono stati i casi scoperti dai controlli più recenti, di attestazioni false.
La Corte dei Conti nel 2015 aveva messo in guardia i Ministeri competenti.
Un capitolo a parte è rappresentato dai 5000 alloggi che vrsano in stato di degrado per carenza di fondi. Tutti gli alloggi occupati senza titolo dovrebbero essere destinati a soldati fuori sede . Sarà la magistratura ordinaria assistita da quella amministrativa, a quantificare il danno erariale provocato sia dai militari assegnatari, sia dai responsabili degli uffici che non hanno effettuato i necessari controlli.