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Pubblicato il 17/04/2019

AMMIRAGLIO COL VIZIO DI VIOLARE LA LEGGE

CATANIA – l’ex ammiraglio della Marina militare italiana Giovanni Di Guardo già arrestato e sotto processo per tangenti, viene inquisito dal pubblico ministero Fabio Saponara, della Procura della Repubblica etnea, per bancarotta fraudolenta. L’ex ammiraglio fu prima degradato e poi espulso dalla Marina
Di Guardo fu arrestato nel corso dell’operazione “Backhander” insieme a provvedimenti giudiziari di varia entità per altre 12 persone , tra le quali il commissario di Marina Francesca Mola, prima donna militare italiana ad essere ammanettata.

Di Guardo sfruttò a suo vantaggio la presenza di una missione della Marina militare italiana a Malta per architettare una “frode carosello” comunitaria costituendo una società in Italia e un’altra a Malta: la prima comprava capi di abbigliamento di marca chiedendo dilazioni di pagamento in virtù del fatto che godeva di credito per il suo status di ufficiale della Marina militare italiana; poi li spediva alla società maltese (sempre di proprietà del Di Guardo) che ometteva di pagarli e lki faceva “scomparire”.
I magistrati della Procura di Catania, dopo la dichiarazione di fallimento della società italiana di cui l’ex marinaio era socio, hanno indagato sulla mole di credito concessa ad una società giovane e amministrata da un impiegato palesemente inadeguato e ai comandi di Di Guardo.

Allo stato Di Guardo, che dopo una lunga detenzione in attesa di giudizio è stato liberato e risiede in Toscana, è stato raggiunto da un avviso di conclusione delle indagini preliminari che lo vede indagato per bancarotta fraudolenta con la recidiva e con l’aggravante di aver causato ai creditori un ingente danno economico.

All’ex alto ufficiale della Marina militare vengono contestati anche l’occultamento e la distruzione delle scritture contabili, al fine di impedire la ricostruzione della destinazione della merce sottratta. Circostanza, questa, su cui presumibilmente si sta ancora indagando.