EL ALAMEIN

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Pubblicato il 27/12/2016

BATTAGLIA DI EL ALAMEIN : SPLENDIDO DIORAMA A CURA DI “AFRIKANEER”

Parma- Il progetto El Alamein aveva ricevuto   dal gestore di uno splendido sito  storico,  la richiesta di documentazione fotografica per ricostruire un “diorama” ( Insieme di vedute dipinte che, per effetto di prospettiva e giochi di luce, danno allo spettatore l’illusione di un panorama naturale nelle varie ore del giorno, ndr)  della Battaglia.  Il risultato è sorprendente!

PRIMA PUBBLICAZIONE DI   TRE 

“Ex alto fulgor!”, Come Folgore dal cielo!

El Alamein, quota 105, notte del 23/24 ottobre 1942

in prossimità della linea di sicurezza, fra la 19° e 6° compagnia, raggruppamento Ruspoli.

L’inizio dell’inferno… e della leggenda.

…”Si giunse così tra combattimenti, scontri e scaramucce, alla fine di ottobre. Il nemico, forte di una schiacciante superiorità numerica, sferrò la sera del 23 ottobre l’offensiva contro le nostre linee. E con chi se la prende? Ancora inizialmente con la Folgore, schierata all’ala destra del fronte, in pieno deserto. Forse perché aveva i denti avvelenati coi Ragazzi, certo è che si scagliava con tre divisioni di fanteria, una divisione corazzata, una brigata d’assalto, ed un putiferio d’artiglieria, contro le posizioni della Folgore.

Fallito l’attacco di sorpresa, il nemico tenta di schiacciarli col peso del suo potenziale.

Ma la Folgore combatte durissimamente dal 26 al 30. Nuove ondate di carri armati tentarono sopravanzare quelli stroncati dal fuoco della difesa. Non passano. Le artiglierie nemiche rovesciano rabbiosamente tonnellate di esplosivo e le nostre linee ribollivano di scoppi.

Cadono i fratelli Ruspoli, Simoni e tanti altri, non vi è uomo in linea che non sia pesto e malconcio. Ma il nemico, vivaddio, non passa. Ogni volta che tenta un attacco conclusivo, si vede contrassaltato e respinto da manipoli di diavoli scalmanati, urlanti a squarciagola “Folgore”. Così per sette giorni.

Alla fine il nemico, esausto e scoraggiato, rinunciava alla partita. Aveva lasciato oltre 500 morti da seppellire, una ottantina di carri sforacchiati e fumiganti e se n’era andato a tentar miglior fortuna verso la costa. La storia della Folgore riunirà un giorno altre mirabili cose sul conto di quei Ragazzi.

Tagliati fuori da ogni comunicazione, isolati nel cuore del deserto, senza acqua né viveri né speranza di scampo, essi resistettero ancora per giorni e giorni, sbattuti come uno schiaffo sul volto del nemico. Ad ogni nuovo attacco “Arrendetevi” gridavan loro gli altoparlanti. “Folgore” rispondevano i Ragazzi.

Il nemico era costretto ad ammettere nella radio trasmissione della Reuter del giorno 31 novembre, che la resistenza opposta dai resti della Divisione Folgore, era veramente ammirevole. Ad essa si associava la radio del Cairo nell’ammettere che la Divisione Folgore aveva resistito oltre ogni possibile speranza.

I ragazzi della Folgore di Alberto Bechi Luserna

“Nelle posizioni da essi (i cannonieri della Folgore, n.d.r.) occupate la resistenza all’avanzata dei corazzati britannici fu, dappertutto, risoluta e senza cedimenti.”

James Lucas

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