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EL ALAMEIN

Gli inglesi in Libia Una pagina rimossa di eccidi e saccheggi Nel 1941 le truppe britanniche entrano a Bengasi e si dedicano a un'opera sistematica di violenza Le prove raccolte in un dossier del Minculpop Il 6 febbraio 1941, gli inglesi entrano a Bengasi, capitale della regione libica della Cirenaica. Ammainato il vessillo tricolore, le truppe di occupazione, composte in larga parte da australiani, si… continua a leggere
La stampa nella Repubblica Sociale Italiana. Autore: Massimo Zannoni professore di storia presso un istituto superiore di Parma, presidente del Circolo Culturale Filippo Corridoni, studioso di comunicazione nella storia della seconda Guerra mondiale, grande collezionista di riviste e poster del periodo 1920 - 1945 . Casa editrice: Edizioni Campo di Marte (Parma) Pagine: 288 Illustrazioni in bianco-nero e a colori su carta patinata. Formato: 24x17… continua a leggere
MESTRE - Una cartolina di guerra -sopra ne pubblichiamo una simile - intestata a Erminia Corò, di via Castellana a Zelarino è finalmente arrivata ai parenti della destinataria: era stata spedita dal figlio Vittorio Scantamburlo, caporal maggiore del dodicesimo reggimento bersaglieri, catturato e rinchiuso nel campo di prigionia 308, ad Amria, in Egitto. In 72 anni, prima di finire, poche settimane fa, nelle mani di… continua a leggere
GUASILA- CAGLIARI- Il Colonnello paracadutista Sciola col il gruppo spontaneo "Paracadutisti Folgore Sardegna" ha organizzato il 25 Settembre una commemorazione della Medaglia d'oro Raimondo Scintu, caporalmaggiore ciclista della prima guerra mondiale. Dopo la Messa la nipote Annarita ha deposto una corona ai piedi del monumento ai caduti, alla manifestazione hanno partecipato diverse associazioni con i loro labari. No ha , non ha voluto mancare il… continua a leggere
IL PICCOLO del 25 Settembre 2014 San Giusto”, l’eliografia ha 60 anni e cambia Valentino Bortoli, ex parà della “Folgore”, fondò l’azienda nel ’54: primi clienti gli americani del Gma di Andrea Di Matteo I suoi primi clienti sono stati gli ultimi militari in forza al Governo militare alleato (Gma) che poco tempo dopo, con il ritorno di Trieste all'Italia, sarebbero partiti. Perchè proprio in… continua a leggere
PARMA- Salvatore Onano, ingegnere sardo, figlio del Leone della Folgore di El Alamein Giovanni , ha finalmente concluso un prezioso lavoro di raccolta di una parte delle lettere che il sergente paracadutista Giovanni Onano , sottufficiale del 186° Rgt. e la madre Paola si scambiarono durante i lunghi anni del loro rapporto, da quando si conobbero nel 1938, alla quasi immediata separazione a causa della… continua a leggere
IL PICCOLO DI TRIESTE DEL 24 SETTEMBRE 2014 Morto a 99 anni Rovis reduce di El Alamein Nato a Pola nel 1915, dopo avere partecipato alla conquista dell’Impero comandò una compagnia di paracadutisti della Folgore: un ufficiale esemplare di Pier Paolo Garofalo «Lei vede davanti a sè solo un vecchio ma io, nel mio cuore, sono rimasto uno della “Folgore"!» aveva dichiarato con semplice orgoglio… continua a leggere
MUORE UN LEONE DELLA FOLGORE

Pubblicato il 23/09/2014

TRIESTE E' scomparso il Leone della Folgore, il Tenente Colonnello ( Riserva) Silvano Rovis Classe 1915, partecipo alla battaglia di El Alamein in qualità di Tenente paracadutista nella 27^ compagnia del X° battaglione di cui fu il V° comandante). Dal carattere schivo ed introverso è stato iscritto alla sezione di Trieste per moltissimi anni anche se la frequentazione della sede sociale si è con gli… continua a leggere
PARMA- Sono assai preoccupate le nostre fonti che lavorano negli ambienti della sicurezza nazionale italiana, per la inoculazione incontrollata di immigrati sul territorio italiano, su cui è impossibile fare accertamenti.  Si pensa che ogni barcone possa trasportare almeno una decina di combattenti, addestrati in Afganistan, Pakistan, Siria o Somalia.Il territorio italiano ospiterebbe già migliaia di cellule dormienti, secondo quanto ci hanno riferito. Si tratta di… continua a leggere
di NAZARENO GIUSTI Il capitano Julian Grenfell, autore del­la famosa poesia Into Battle , scrive­va nel suo diario che la guerra è «u­na battuta di caccia in cui le prede, anziché le solite volpi o anatre, sono esseri umani». Parole per lui profe­tiche (morirà, al fronte, nel 1915) ma che ben rendono l’atmosfera (e la mentalità) del tempo. Ha quindi fatto bene Lucio Fabi (storico… continua a leggere