EL ALAMEIN

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Pubblicato il 17/02/2009

CI SCRIVE UN LEONE DELLA FOLGORE . COMBATTENTE FIERO ED ORGOGLIOSO

PARMA- Non poteva giungere messaggio più apprezzato dai nostri lettori : un “fiero ed orgoglioso” leone della Folgore sardo .-Giuseppe Ortu- ci scrive, grazie al Figlio Salvatore che frequenta il nostro sito.

Caro Walter ,

tramite mio figlio Salvatore ti mando qualche ricordo della mia vita da Paracadutista e di Combattente.

La mia prima Compagnia era inizialmente la C.C. del VI Battaglione.

Il mio caposquadra era il Serg. Maggiore Nicola Pistillo, il vice comandante il Ten. Boliano,Ten. Spadaro e il Sotto Ten. Stassi.

Altri camerati del periodo del corso di Paracadutista che frequentai a Tarquinia dal 02/08/1941 al 25/09/1941 che riesco a ricordare sono: Franchi Leandro, Maracchioni, Ferrara, Piero Pieri, Lustrissimi, Cantarale Franco, Mariano Mariani, Ventura, Barbon, Motta.

Dopo i primi 5 lanci il battaglione fu trasferito a Rovezzano (Firenze) dove effettuammo altri lanci.

Rientrato da una licenza non trovai più il mio battaglione, era stato sciolto e i componenti furono assegnati ad altri btg, io fui assegnato al V al comando del quale c’era il Maggiore Izzo.

Al V vennero trasferiti anche Ferrara, Ventura, Barbon, Mariani, Bartoli e altri che non ricordo, la mia specialità era il Lanciafiammista e il porta feriti.

Nei primi mesi del 1942 partimmo da Ostuni per l’Africa, sul posto il Maggiore Izzo mi volle alla Compagnia Comando assegnandomi l’ incarico di mantenere efficienti i collegamenti telefonici con gli altri Battaglioni
e le varie Divisioni assieme a Mariani e Ferrara, quest’ultimo rimase ferito da una granata mentre eravamo intenti a sistemare dei fili telefonici, io rimasi miracolosamente illeso, rimase ferito anche Mariani e restai da solo a sbrigare questo compito.

Tra i tanti episodi in cui ho rischiato di morire ne ricordo uno in particolare in cui dopo un terribile bombardamento, eravamo intenti a caricare i feriti su un camion e improvvisamente mentre l’autista si accingeva a partire iniziarono a cadere nuovamente le granate e fui l’unico a salvarsi.

Ricordo molto bene che il 23 o 24 Ottobre nel furioso combattimento che avvenne intorno alla Depressione di El Qattara ( non ricordo i nomi della località) il Maggiore Izzo rimase ferito ad una gamba, era svenuto, avendo qualche nozione di pronto soccorso riuscii con quello che si trovava a bloccargli l’ emorragia subito rinvenne e assieme al suo attendente lo trasportammo sulle spalle fino al più vicino accampamento (sono dispiaciuto perchè in un libro che mi ha regalato mio figlio: Takfir..si fa riferimento a questo episodio riportando solo il nome dell’attendente) sul posto mi chiese chi fossi e mi promise che una volta rientrato in Italia si sarebbe ricordato di me, così non è stato ma pazienza.

Ricordo che dopo il 24 di Ottobre le truppe Francesi con i Neozelandesi con i loro megafoni cercavano di convincerci ad arrenderci dicendo che i nostri comandanti ci avevano tradito e che si erano arresi, ma continuammo a resistere, difatti non riuscirono a sfondare le nostre postazioni.

Gli ultimi giorni, quei pochi di noi rimasti ebbero l’ordine di ritirarsi e io ebbi da parte dell’ ufficiale che sostituì il Maggiore Izzo (non ricordo il nome) di rimanere nelle retrovie per aspettare le altre truppe e informarle dove si stavano dirigendo e dopo alcuni giorni precisamente la mattina del 7 Novembre, ormai rimasto senza viveri e armi con cui difendermi venni catturato dagli Inglesi, che a bordo dei loro veicoli iniziarono a spararmi con le loro mitragliette.

Dopo 15 mesi di prigionia in un campo di concentramento (POW 310) vicino a Suez fui trasferito in Inghilterra, dove ho trascorso altri due anni e mezzo lavorando nei loro campi di lavoro, rientrai in patria sbarcando a Napoli il 9 Giugno del 1946.

Ho sempre partecipato ai vari incontri che ci sono stati in Sardegna da parte dell’A.N.P.I. assieme all’ Amico Pitzalis Antonino che ci ha lasciato circa un anno fa, manifestando l’ intenzione di andare in Africa per il 60° anniversario della Battaglia di El Alamein, purtroppo non ci sono riuscito chissà magari per il 70° !!!!!!!!!!!

Questi sono solo alcuni racconti della mia storia di Paracadutista, Combattente Fiero e Orgoglioso

Un Carissimo Abbraccio e tantissimi Auguri