OPINIONI

Condividi:

Pubblicato il 19/09/2006

Civiltà africana

 


Civiltà africana

Il Dente Avvelenato

Dopo tremila anni, dice Roversi di TURISTI PER CASO, la “grande e misteriosa cultura” dei popoli africani ci stupisce. Il suo faccione burroso, con ingenuità sospetta, si sovrapponeva alle immagini di quattro o cinque uomini e donne ( indistinguibili) , colorati con la creta, anche se dal colore si poteva immaginare un materiale ben più odoroso, deformati da orribili mutilazioni al labbro, dove sin da piccoli inseriscono un piattino di legno, allargandolo sino a farli diventare mostri o caricature.

La telecamera li inquadra impietosamente: scalzi, seminudi, in mezzo alla sporcizia, in un cortile invaso da rifiuti di ogni tipo; sullo sfondo capanne malmesse. Insetti dappertutto, anche nelle narici, da dove nessuno li scaccia. La pelle butterata dalle loro punture mal curate. Uomini e donne giovanissimi, sdentati, che con gesti primitivi e ripetitivi ( che Roversi chiamava “antiche danze tribali”) , si agitano davanti alla telecamera. Dappertutto bambini, tantissimi, in evidente stato di denutrizione, nonostante quella terra sia ricca e fertile, se solo qualcuno la coltivasse. Roversi ricorda che gli abitanti vogliono scappare per “inseguire i miraggi occidentali”.

Hanno forse il televisore? Sono forse anche loro plagiati da Mike Buongiorno?. Non si vedevano antenne. Strano. Avranno il satellitare in tenda. Chi li avrà plagiati? Vuoi vedere che sono fatti così?

Insomma: RAITRE ci parla dei “Tremila anni di storia africana” , come recita la didascalia del programma TURISTI A VOSTRE SPESE, ooòps TURISTI PER CASO. In dieci minuti, però, vediamo solo sassi, capanne di fango, e bambini abbandonati al loro destino.

Ogni tanto qualche auto incendiata. Dovunque folla brulicante che invade le strade disordinatamente e minacciosamente, al punto che persino Roversi se la fa sotto. Tremila anni di storia? Tutto qui? Gli indigeni ( vocabolo tratto dal Vocabolario della Lingua italiana Zingarelli 1996) , vorrebbero fuggire da un posto ricchissimo per arrivare in Europa e regalarci i loro standard culturali, “da cui avremmo molto da imparare”, ripete ossessivamente il faccione burroso. Penso, al contrario, che vogliano trovare la civiltà già pronta e cotta, evidentemente, a giudicare da come non sono progrediti in oltre tremila anni di “storia africana”.

Quando arrivano in europa raccattano avanzi di civiltà, nelle stamberghe, nelle discariche e nelle periferie dove la maggioranza si adatta a vivere per sempre, senza ambizione. “Avremmo molto da imparare da questi popoli dignitosi” , dice l’inviato speciale che si fa ogni anno le vacanze a spese del contribuente. La moglie, tale Susy vattelapesca, dice, da un altro scenario, tra sporcizia, degrado insopportabile, animalesche cerimonie e assoluta mancanza di legalità, civiltà e amor proprio: “bisogna dire a chi scappa, che qui in Costa d’Avorio ci sarebbe molto da fare”. Ma vah!!!??? Verrà licenziata.

“Una civiltà affascinante e misteriosa, che noi occidentali stiamo violando”- incalza il marito mentre si accarezza il pizzetto, pensieroso.

Su un altro canale vanno in onda le immagini di Carthagena, in Colombia. Splendida. Immersa nel bello delle case costruite con amore. Storia millenaria, che seicento anni fa ha raggiunto il massimo splendore. Tutta la città è quasi impreziosita da solide fortificazioni che la rendono misteriosa e quieta. Gente ospitale e cordiale. Il Museo degli Indios mostra monili d’oro fabbricati duemilacinquecento anni prima, così perfetti da sembrare usciti dalle mani di un orafo di Cartier.

Ferro battuto e fiori dappertutto, come da antica tradizione. Progresso inarrestabile di un popolo fiero, intelligente e creativo. Un tempio che risale a duemilacinquecento anni prima mostra alcune ciotole con splendidi attrezzi medici, ritrovati dagli archeologi, erano poggiate su tuniche di canapa coloratissime, da fare invidia agli egiziani e ai latini. Un chirurgo che esercitava nel suo studio. Gli strumenti ‘ d’oro, sembrano fatti ieri, ancora utilizzabili per forma e utilità.

Durante uno spot, salto sul canale dei due comunisti per caso, e vedo un bambino seminudo con la pancia gonfia, che rotola una ruota di motorino , aiutato dalla mamma che con un manico di ombrello rotto la fa girare. Tremila anni di storia….. Sullo sfondo alcuni militari-caricatura, che si pavoneggiano davanti alla telecamera, mostrando le loro arm, sporche e tenute come bastoni.

“Una civiltà da ammirare”, ripete più tardi Roversi “che l’Europa ha depredato per secoli”. Penso che la vera razzìa sia cominciata da qualche anno. Le colonie hanno perlomeno lasciato uno straccio di organizzazione amministrativa, qualche strada, qualche aeroporto e qualche edificio pubblico, ora fatiscenti e depredati. Le mille associazioni internazionali, al contrario, campano sulla miseria di questi paesi e non hanno alcun interesse ad insegnargli a pescare.

Meglio portargli il pesce a domicilio, in business class e jeep con aria condizionata. Ogni tanto qualche pozzo, alimentato con pompe a cui nessuno collegherà mai l’energia elettrica. E poi… vuoi mettere come fa “fico” raccontare queste avventure personali ,spacciandole per beneficenza?.