ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 12/06/2012

COME SI DIVENTA PARACADUTISTI DELLA FOLGORE – TERZA PUNTATA

COME SI DIVENTA PARACADUTISTI DELLA FOLGORE

TERZA PUNTATA
SETTIMA SETTIMANA

INCOMINCIA LA PARTE PIU’ DURA

Siamo quasi alla fine del corso. Mancano meno di 3 settimane: le più dure.

Alla fine della sesta-come avete letto nelle due puntate precedenti- tutti i frequentatori hanno già acquisito nozioni approfondite di combattimento, topografia, tiro, tecniche di sopravvivenza e tanto altro.
L’ultimo periodo servirà a mettere in pratica tutto, contemporaneamente, fino ad arrivare al test individuale di ogni argomento.

La nostra cronaca finora ha semplificato le descrizioni, per brevità, ma i frequentatori sono stati costantemente impegnati ogni giorno nelle attività aggiuntive di manutenzione, pulizia armi ed equipaggiamenti, preparazione delle zavorrate e de-briefing delle precedenti, a cui vengono aggiunti settimana per settimana gli argomenti didattici programmati per il periodo.

Insomma: non c’è un minuto libero di giorno e per la maggioranza delle notti. Pochissime le ore di sonno, da Lunedì a Venerdì, al 90% in bivacco, per giunta.
Le brandine della Lustrissimi non si consumano di certo.

ADDESTRAMENTO NBC

Molte ore sono state dedicate alle tecniche di protezione NBC:pericolo quanto mai esistente in tutti i teatri di operazione.

Le quattro sezioni sono state addestrate per una settimana intera ad operare con tutta l’attrezzatura indossata: tuta, maschera antigas, cuffie, calzascarpe. Pattuglie e interdizioni fatte con zaino e protezioni individuali, più bonifiche della svestizione e allarmi. Tutta l’attrezzatura è sempre nello zaino, dall’inizio del corso: adesso sanno usarla alla perfezione, compresa la prova in ambienti chiusi e bui, invasi dal fumo. Le temperature diurne non hanno facilitato, visto che la perfetta tenuta stagna degli indumenti faceva diventare gli esercizi una sauna.

Anche in questo caso, i frequentatori hanno sostenuto esami scritti e verbali ogni giorno con l’immancabile test finale, il giovedì sera ( e notte).

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DIFESA POSTAZIONI





La penultima settimana inizia con la solita, immancabile zavorrata notturna, dopo un Lunedì passato a programmarla. Chilometri, zaino, sudore, peso, tattiche di mimetizzazione, segnalazioni di squadra e poi, dopo una notte in marcia, si arriva in una ampia zona alberata di Valle Ugione. L’ordine è di presidiare e difendere le postazioni. I comandanti di sezione devono programmare gli angoli di copertura, effettuare un piano di scavo,disponendo le buche in modo da proteggere quelle vicine e articolarsi con le altre seguendo uno schema costruttivo che, come vedremo nelle foto , ricorda molto quello usato dei nostri Leoni di El Alamein.

Ad ogni capo sezione -e ogni singolo capo squadra- viene chiesto di riportare su un foglio la disposizione e la valutazione degli angoli di tiro, così come la scheda dell’intera zona circostante, buca per buca, con le coordinate.

La buca, in particolare, che di solito ospita quattro uomini, deve avere la classica forma ad “U”, dove la parte frontale è dedicata al fuoco di difesa e alla sicurezza e quella posteriore al riposo.
I frequentatori iniziano a scavare.Ne avranno per 24 ore.

E’ Martedì mattina inoltrata. Duro scavare dopo una notte in bianco. Il terreno è pieno di radici e in molti casi gli scavi si riempiono di acqua. Non ci si sposta: bisogna tamponare con rami e foglie e continuare a scavare con l’attrezzatura individuale. C’è solo un badile per sezione, che viene passato a turno buca per buca. Il resto si fa con la dotazione individuale. Lo scavo impiega il 50% della forza, il resto riposa. Poi, cambio. Ininterrottamente per tutta la giornata e tutta la notte, ora dopo ora, i 104 aspiranti paracadutisti “scompaiono” progressivamente nel terreno. Da lontano cominciano a diventare invisibili. Ottimo lavoro. La buca va presidiata: 50% della forza fa la sentinella e il resto che risposa.

Gli istruttori controlleranno, di notte e di giorno, che le buche siano ben fatte e in grado di restistere al fuoco nemico. I parapetti e i sostegni per le armi individuali devono tenere. La profondità deve anche consentire il ricovero di quattro uomini e la scomparsa dei materiali , e tutto a raso terra. Un lavoro ciclopico. Tute infangate, scarponi appesantiti e tanta fatica. Le due aspiranti paracadutiste lavorano come i loro colleghi. Nessun segno di cedimento. Complimenti.

Alla fine della fortificazione, dopo le prove valutative scritte, i frequentatori rimarranno in attesa di ordini. Tra questi ci sarà quello di abbandonare le postazioni, che saranno smantellate e ricoperte. Poi rientro alla Lustrissimi per una profonda opera di pulizia armi ed equipaggiamenti.

Oltre al fatto fisico, al disagio, la veglia e il lavoro di squadra fatto in situazione di stress, l’esercitazione fornisce ai frequentatori le nozioni base per gestire al meglio, in pochi, la “copertura” a difesa di un’area. I capi sezione devono accordarsi e lavorare coordinandosi. Requisito essenziale in missione.
Mercoledì notte, dopo alcune attivazioni civetta, arriva l’ordine di rientrare ( a piedi) alla Lustrissimi. Le sezioni sono pronte a muovere all’alba, dopo avere riempito e reso invisibili i lavori e bonificando l’intera area persino dalle cartine di caramelle.


ULTIMA SETTIMANA
PROVA RIASSUNTIVA FINALE – 72 ORE – la foto di fine corso

PARMA- Siamo gli ultimi quattro giorni dil corso, allo scadere della nona settimana.

Il “menu” è un riassunto di tutto quanto imparato sino a questo momento.

Ecco il piano di operazioni:

– Infiltrazione con aviolancio simulato
– zavorrata 30 chilometri a peso pieno ( 35kg)
– prove individuali ogni 3-5 ore incluso :
– Bivacco diurno e notturno invisibile
– smontaggio e rimontaggio armi al buio
– individuazione di luoghi con coordinate polari
– cambio di ordini, direzione, sentiero improvvisi
– cambio di comandante di squadra
– contatto con truppe amiche
– osservazione di territorio ostile
– condotta evasiva senza carta ma solo con schizzi a penna
– appuntamenti di controllo ( marcia forzata)
– controllo totale dell’equipaggiamneto ( zaino incluso)

Partenza Martedì notte, fine prova il Giovedì successivo alle 12.

Alla fine, recupero con autocarri e pulizia-ricondizionamento armi e materiali. Venerdì cerimonia di saluto ai corsisti.

Il 12mo Corso termina con 91 aspiranti paracadutisti che saranno inviati al CA.PAR per il corso palestra.

Un dato che conferma il livello qualitativo che raggiungono i corsisti: dopo le nove settimane di addestramento NON si sono mai registrati rifiuti al lancio o respinti al corso.
Gli aspiranti paracadutisti, incorporati nella Compagnia addestramento, avevano già sostenuto , prima del corso di specialità, l’addestramento alla torre, con falsa carlinga, per saggiarne la confidenza col vuoto.



LE FOTO PRIMA PARTE

LE FOTO SECONDA PARTE