ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 13/10/2018

ENTRO IL 2019 TUTTI I COMPONENTI DEL TEAM FOLGORE PROTEZIONE CIVILE SARANNO QUALIFICATI TCCC

PARMA- I componenti del Team Folgore si qualificheranno entro il primo semestre del 2019 come assistenti qualificati in caso di emergenza sanitaria ( TCCC) . La modalità di impiego operativo del Team deve necessariamente prevedere la presenza nella squadre aviolanciate in zone isolate o nelle pattuglie guida che per prime raggiungeranno le località sotto evento,uno o più operatori in grado di stabilizzare eventuali feriti. In assenza di soccorsi ed in attesa della evacuazione, è necessario intervenire con manovre codificate e sicure, per contenere i danni ai cittadini feriti. Le foto riportano il primo modulo di addestramento per arrestare le emorragie, tenuto dall’Istruttore di “B-” accreditato presso l’ American College of surgeons Dr Daniele Valsecchi, dell’ANPDI di Varese.
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CORTESIA NURSE 24. IT – AUTRICE LA INFERMIERA LUDOVUCA RUSSO
TACTICAL COMBAT CASUALIITY CARE – CURA DELLE EMERGENZE DA COMBATTIMENTO ( E DA CATASTROFE)
L’acronimo TCCC sta ad indicare il Tactical Combat Casualty Care, ovvero la medicina tattica da combattimento. Si tratta di un corso progettato per il personale sanitario che opera nelle forze armate della coalizione NATO, riconosciuto dal Comando unificato delle forze armate americane (USSOCOM).

Il Tactical Combat Casualty Care nacque negli anni ’90, grazie alle forze speciali americane impegnate in guerra in Iraq e Afghanistan, in cerca del miglior metodo di approccio al trauma in campo tattico.
Durante questi anni il TCCC ha dimostrato efficacia sul campo, nella diminuzione delle complicanze delle ferite insorte in battaglia, migliorando le cure date sul campo, gli strumenti e le metodologie di evacuazione dal teatro operativo. Grazie a queste novità in campo militare il tasso di mortalità dei soldati è diminuito notevolmente.


Principali cause di morte in battaglia

Le principali cause di morte in campo di battaglia sono:
per trauma cranico acuto
trauma al tronco non correggibile chirurgicamente
trauma potenzialmente correggibile chirurgicamente
emorragia
trauma da mutilato per esplosione
pneumotorace
ferite o ostruzione delle vie aeree
morti per infezioni e stato di shock.
La conoscenza dei fattori che influenzano la cura delle vittime da combattimento è necessaria per la gestione dei feriti.

Il TCCC gestisce in questo ordine l’approccio al militare ferito:
1.presa in carico durante uno scontro a fuoco (gestione di base del Care Under Fire)
2.procedure e tecniche da utilizzare direttamente sul campo (gestione di base del Tactical Field Care)
3.gestione dell’evacuazione (gestione di base del Tactical Evacuation Care).

Care Under Fire

Le linee guida definiscono passo per passo ciò che si dovrebbe fare in ognuno di questi tre punti; si tratta di raccomandazioni che non vanno però a sostituire una valutazione medica accurata.

Per quanto riguarda la gestione di base del Care Under Fire le linee guida suggeriscono che il ferito debba continuare a combattere rispondendo al fuoco nemico e cercando riparo, nel caso ci riesca potrà quindi prendersi cura delle sue ferite con i presidi di primo soccorso che ogni soldato ha a disposizione.

Il soccorritore che giunge deve assicurarsi che ogni sua azione sia compatibile con la situazione che si trova davanti, cercando di portare fuori eventuali feriti dai veicoli o strutture in fiamme evitando ustioni. Qualora si presentasse un’emorragia massiva cercare di controllarla con l’utilizzo del tourniquet.


Tactical Field Care

Durante la fase del Tactical Field Care dopo aver stabilito un perimetro di sicurezza si effettua il triage dei feriti. Se il ferito presenta alterazione mentale andrà disarmato e requisito ogni mezzo di comunicazione che ha in possesso.

In questa fase andranno gestite:
Eventuali emorragie massive

Supportate le vie aeree, con apposita ossigenazione/ventilazione. Importante monitorare il ferito per un possibile pneumotorace iperteso, in tal caso intervenire con una decompressione con ago. Nel frattempo va monitorato mediante saturimetria
Controllare la circolazione e reperire un accesso vascolare endovenoso o intraosseo; somministrare acido Tranexamico secondo le linee guida in caso di shock emorragico, se presente uno o più arti amputati, nel trauma penetrante al torace e con emorragia massiva. Successivamente proseguire con la rianimazione volemica (es. con plasma, emazie concentrate e concentrato piastrinico)
Prestare attenzione alla prevenzione dell’ipotermia
Controllare un’eventuale trauma penetrante degli occhi, medicando con una medicazione rigida e non compressiva
Si procede quindi con l’analgesia in base al tipo di dolore: lieve/moderato, moderato/severo e moderato/severo con ferito emodinamicamente instabile
Si somministrano antibiotici
Controllare altre ferite e ustioni (con la “regola del nove” per calcolare la superficie corporea colpita)
Si steccano le fratture e si valuta il polso periferico
Importante la comunicazione sempre attiva col ferito per incoraggiarlo, spiegandogli ogni procedura che gli verrà fatta
Essere in comunicazione con il sistema di evacuazione tattica (TACEVAC)
Annotare tutto ciò che è stato fatto nella documentazione sanitaria del TCCC Casualty Card
Preparare il ferito per l’evacuazione.


Tactical Evacuation Care

Nell’ultima fase e cioè nella gestione di base del Tactical Evacuation Care avviene la consegna del malato per evacuarlo dalla zona. Tutto il personale operativo mantiene la sicurezza durante tutto il momento dell’evacuazione.

Le informazioni da riferire al TACEVAC riguardo il ferito sono: la valutazione dello stato emodinamico, la stabilità del paziente, la presenza di eventuali lesioni e i trattamenti eseguiti. I feriti vanno organizzati nel punto di evacuazione secondo il metodo che suggerisce l’unità operativa e secondo la configurazione del punto di evacuazione, garantendo la sicurezza.

Una volta consegnato il ferito al TACEVAC sarà compito del personale che ha preso in carico il paziente ricontrollare il ferito e i risultati degli interventi precedenti.



Tourniquet

Un’importante evoluzione del sistema sanitario in ambiente militare è stato il tourniquet, un dispositivo medico che serve per fermare il flusso sanguigno, come un laccio emostatico.

Il termine tourniquet vuol dire avvitamento, infatti questo presidio garantisce un arresto del flusso sanguigno arterioso grazie ad una leva mantenuta avvitata da un gancio. Indispensabile in caso di lesioni massive di un’arteria, di arti o in caso di amputazione degli stessi.

Inoltre il tourniquet è facilmente utilizzabile dal singolo soldato ferito, garantendo un’emostasi immediata ed efficace a prevenire eventuali complicanze. È possibile applicarlo direttamente sopra l’uniforme in corrispondenza dell’arto ferito il più prossimalmente possibile.

In ogni caso questo presidio non va tenuto in sede per un periodo superiore alle 2 ore, perché può portare conseguenze irreversibili ai tessuti che, non venendo irrorati, vanno incontro a degenerazione ischemica.