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Pubblicato il 09/11/2017

ESERCITO SVIZZERO: RINNOVO DELLA FLOTTA AEREA DA COMBATTIMENTO

recensione a cura di Burno Horn

Il giorno 8 novembre 2017 il Consiglio federale ha preso delle decisioni di principio concernenti il rinnovo dei mezzi per la protezione dello spazio aereo svizzero. La Svizzera intende acquistare nuovi aerei da combattimento e un nuovo sistema per la difesa terra-aria. L’investimento ammonterà a 8 miliardi di franchi al massimo. Per questo e altri investimenti, dal 2021 il budget dell’esercito aumenterà annualmente dell’1,4 per cento.

Il processo d’acquisto durerà vari anni
Secondo la pianificazione attuale per l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento, la scelta del modello avrà luogo nel 2020, il corrispondente credito d’acquisto sarà proposto al Parlamento nel 2022 e i nuovi aerei saranno forniti dal 2025 al 2030. Anche la proposta d’acquisto di mezzi di difesa terra-aria figurerà prevedibilmente nel programma d’armamento sottoposto al Parlamento nel 2022.

Verso un referendum?
la sinistra è contraria, la destra approva, il centro è scettico riguardo ai modi del progetto.Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) è pronto a chiamare in causa il popolo: a questo scopo l’organizzazione esige che il governo presenti una decisione contro cui sia possibile lanciare il referendum. Senza procedere a una valutazione preliminare di quanti e di quali aerei da combattimento la Svizzera abbia effettivamente bisogno, il Consiglio federale propone alla carlona un budget miliardario, scrive GSsE in un comunicato odierno. Secondo l’associazione la cifra esorbitante di 8 miliardi di franchi è un affronto nei confronti dei votanti, che nel maggio 2014 aveva respinto alle urne l’acquisto dei Gripen, per un valore di 3,1 miliardi.

Il segretario del GSsE Lewin Lempert si dice indignato. “Il Consiglio federale intende dare al Dipartimento della difesa un assegno miliardario in bianco senza nemmeno sapere cosa farà con i soldi”, afferma Lempert, citato nella nota. “Concedere un credito di miliardi senza imporre vincoli a un dipartimento che fa riparare vecchi camion al doppio del prezzo di acquisto è segno di negligenza e rappresenta una schiaffo in faccia ai contribuenti onesti.”

PS: “no a progetti sovradimensionati”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il PS: dopo che la popolazione ha respinto i Gripen perché troppo cari, sicuramente ora una soluzione che costa il triplo non entra in considerazione, fa sapere il partito. Secondo la formazione di Christian Levrat i piani di Parmelin, che punta ad acquistare fino a 40 jet, sono largamente sovradimensionati: l’Austria, che ha una superficie doppia rispetto alla Confederazione, dispone della metà degli aerei.

Inoltre il PS dubita fortemente che il Dipartimento della difesa e Armasuisse siano in grado di portare a termine una commessa del genere senza incorrere in panne: “tenuto conto del caos che da 20 anni regna nel dipartimento in mano all’UDC non ci può attendere che nuovi scandali”.

Verdi: “nessuna necessità di acquisto”

Per i Verdi non vi è nessuna necessità di lanciarsi nell’acquisto di un nuovo velivolo da combattimento senza definire prima le minacce reali cui dovranno far fronte. Il partito ecologista esige che la popolazione svizzera possa esprimersi su un progetto preciso, come avvenuto con il voto sui Gripen, dice la vicepresidente Lisa Mazzone. A suo avviso la Svizzera, piccolo paese neutrale e circondato da Paesi amici, deve smettere di spendere miliardi per guerre fantasiose del passato: deve invece investire nelle reali esigenze di sicurezza di oggi e di domani, quali la protezione dell’ambiente, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la sicurezza cibernetica.

PPD: “necessario dare la parola al popolo”

Da parte sua il PPD si dice a favore di un esercito forte, con un’adeguata aeronautica. Un ulteriore eventuale incremento del budget dell’esercito a poca distanza dall’aumento deciso dal parlamento a 5 miliardi viene però visto con scetticismo. Il PPD invita il Consiglio federale a operare gli acquisti nel quadro del budget normale delle forze armate, fissando di conseguenza le priorità.

La maggioranza del gruppo parlamentare popolare democratico ritiene inoltre che dopo il no alle urne per i Gripen sia necessario dare la parola al popolo anche in questa occasione.