OPINIONI

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Pubblicato il 28/11/2019

BRINDISI FAMILIARE CON MORTE ANNUNCIATA E SORRISI

La famiglia Schemm , dagli USA, ha pubblicato sui siti sociali la foto nell’ultima ora di vita del papà Norbert, 87 anni.
Con lui hanno brindato sorridenti alla sua morte. Norbert – malato terminale che si è spento i poche ore dopo quello scatto- non sembra triste, nessuno piange e non c’ è dolore: nel momento in cui la famiglia Schemm si spezza, tutti sorridono. Eccetto una donna: l’ unica senza una birra in mano. La moglie, l’unica con ricordi antichi di cosa è la morte di un Caro. Sapevano che stava per morire? Forse si, se sono accorsi tutti al capezzale .
L’ immagine l’ ha postata Adam dagli USA, nipote del signore di Milwaukee, con un messaggio: «L’unico desiderio del nonno è stata un’ ultima birra coi suoi figli».
L’ultimo desiderio, quindi si aspettava di morire.

In molti cercano di spiegare questa voglia di condividere perfino il lutto. Esiste un limite? E’ pur vero che da quando l’ uomo esprime il culto dei morti il peso dell’ addio ha bisogno di essere sopportato insieme, ma erano la Tribù, la Famiglia, il quartiere, il condominio, gli amici più stretti. Tutto era condito di contatto fisico, di abbracci di belle parole di canzoni. E di lacrime. Norbert ha il sorriso di chi ha accettato la fine e «parte per l’ altro mondo come gli scolaretti».
Il mio problema? Non certo la sdrammatizzazione del momento da parte del signor Norbert. La trovo poetica. Mi fa rabbrividire che la famiglia abbia usato la foto per pubblicarla sui “soscial”.
Il lato di sè, quello migliore sperabilmente, ma non ne sono sicuro, lo dimostrano quasi tutti proprio usandoli come cura psichiatrica, come like-cocaina o come esibizione di ciò che (non) sono. Appunto. Erano davvero felici? Spero di no. Per loro. La lacrima ha un peso specifico e la morte non è un gioco.
aw