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Pubblicato il 01/04/2018

GAZA: QUELLO CHE NON SI VEDE IN TV E CHE IO VEDO DAL 1983 di Corrado Corradi

Quotidiani e TG unanimi: Gaza 16 morti in due giorni. E la Marcia diventa una strage.

Pero’ nessuno ha il coraggio di dire il vero, quello che determina la reale situazione:

HAMAS vuole la strage per gridare allo scandalo, pur sapendo che nulla otterrà
Israele, come al solito, quando si tratta dei suoi interessi non esita a (uso un eufemismo) sconfinare per quanto attiene al rispetto dei diritti umani.
É sempre stato cosi’ fin da quando il movimento palestinese FATAH, ben sapendo che mai l’avrebbe spuntata militarmente contro Tsaal (l’Esercito israeliano) non esitava a esporre il proprio popolo al diritto di rappresaglia autosancito da Israele, e andava in giro per il mondo a compiere atti di terrorismo “per tenere alta l’attenzione sulla causa palestinese”.


A Beirut tra il 1982 e il 1983 ci ho passato due turni e ho visto come Arafat e combricola bella, ricchi sfondati degli aiuti finanziari che giungevano dai paesi arabi, tenevano il loro popolo in ghetti maleodoranti ma armati di tutto punto con le antiaeree ZSU/2 e 4 addossate a scuole e ospedali (cosi’ potevano esibire al mondo il loro popolo massacrato dai piloti israeliani ai quali, e i responsabili palestinesi lo sapevano benissimo, non gliene poteva fregà de meno dei “collateral damage”).


Un bel bailamme che dura da quasi 60 anni e nel quale é difficile orientarsi anche causa di contrapposizioni che risalgono agli albori della storia.

Il dato di fatto oggettivo é che il popolo palestinese ha sempre avuto due nemici feroci e contrapposti:

La sua leadership incapace di esprimere un progetto politico che vada oltre il trito e ritrito peana del sionista usurpatore e del povero palestinese usurpato (salvo poi armare la mano al povero palestinese e dirgli di andare a fare il terrorista magari all’aeroporto di Fiumicino); tale strategia, rivista al ribasso, é stata adottata da Hamas che promuove azioni demenziali ma almeno territorialmente limitate (attenzione pero’ alla vocazione jihadista del movimento Hamas, portato a ritenere sionisti tutti gli ebrei e crociati tutti i cristiani);
Israele che, ripeto, molto spesso per non dire sempre, non va giu’ per il sottile e in piu’ é in grado di mettere la sordina alla stampa internazionale quando questa si occupa troppo da vicino delle sofferenze di un popolo massacrato dalla sua rappresaglia.