ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 27/04/2007

HOT EXTRACTION –


Maura Alasia ci racconta di una missione in Sud Africa. Si tratta di un addestramento spettacolare denominato “HOT ESTRACTION”,ovvero il recupero in gruppo, appesi ad un canapo, di una squadra in difficoltà.

I Paracadutisti di tutto il mondo accolgono quelli italiani , mettendoli in condizione di addestrarsi insieme a loro senza sconti. A quando la stessa cosa nelle aree addestrative della Folgore?

Ecco l’articolo:

di C/le Par. Mauro Alasia

Bloemfontain – South Africa -Ospiti del 44° Reggimento Paracadutisti, siamo al secondo giorno di ricondizionamento al lancio, finalizzato ad apprendere le tecniche di lancio ed atterraggio, nonché a prendere confidenza con gli equipaggiamenti dei parà sudafricani,

Un addestramento particolarmente curato in special modo per quanto riguarda gli atterraggi, che in Sud Africa si eseguono normalmente con vento forte e su superfici particolarmente ricche di ostacoli. Non facevo tante capovolte dai tempi della SMIPAR.

L’istruttore, un massiccio e simpatico Capitano boero, ci comunica che, in aggiunta al programma previsto dall’operazione, ci potrebbe essere l’occasione per una discesa con canapo da elicottero.

I tempi sono stretti poiché l’attività è già in pieno svolgimento all’altro capo della base.
Riceviamo ciascuno un pesante paio di guanti di cuoio e di corsa raggiungiamo le false carlinghe, posizionate in nutrito numero a ridosso della parete di fondo dell’enorme hangar adibito a palestra.

Seduti in ordine di sbarco sul pavimento della falsa carlinga, riceviamo le istruzioni.

Un componente della nostra squadra, che il canapo lo usa per mestiere ci da qualche utilissimo suggerimento pratico per una corretta discesa ed un atterraggio sicuro.

In rapida successione afferriamo saldamente il canapo, usciamo dalla porta, una veloce discesa fino a metà del canapo, una brevissima fermata e poi di nuovo giù fino a toccare terra.

Siamo pronti

In furgone raggiungiamo la zona operazioni dove i Pathfinder si stanno addestrando.

Quello che vediamo arrivando non è certo la discesa dal canapo.
Un elicottero Puma è in volo a circa 200 metri. Dal gancio baricentrico scende una fune alla cui base ci pare di scorgere appeso un grappolo di uomini.

Il nostro istruttore che nel frattempo si era allontanato per pianificare la nostra attività con il responsabile dell’addestramento ritorna con le classiche due notizie, una bella e una brutta.

La brutta è che l’attività di discesa con il canapo è terminata….. quella bella è da non credere, parteciperemo all’esercitazione in corso al momento.

L’esercitazione alla quale abbiamo appena assistito prende il nome di Hot Extraction, una tecnica di esfiltrazione rapida con la quale possono essere recuperate in tempi brevissimi e su qualunque tipo di terreno le pattuglie di esploratori.

Adattiamo ed indossiamo le apposite imbracature ed inquadrati per due attendiamo inginocchiati il nostro turno.

Al comando ci avviamo di corsa verso il punto in cui l’elicottero in volo stazionario ci stà attendendo dopo aver depositato la squadra che ci ha preceduti. Il cavo di trasporto è per metà della sua lunghezza adagiato sul terreno.
Eseguendo le istruzioni ricevute in precedenza ci disponiamo a coppie, schiena contro schiena, e per il tramite di un moschettone veniamo agganciati alla fune di trasporto.

Completatata l’operazione di aggancio l’elicottero inizia lentamente a prendere quota, a coppie ci stacchiamo da terra. Quando anche gli ultimi due uomini sono in volo l’elicottero prende rapidamente quota e velocità ed in un attimo siamo fuori dalla zona.

Così appesi voliamo sopra la base per circa 10 minuti per fare poi ritorno al punto di partenza dove altri 10 Pathfinder sono a loro volta pronti per essere agganciati al posto nostro.

L’atterraggio è un po’ più complicato della partenza poiché sulla testa dei primi scendono i successivi ed il tempo per spostarsi non è senz’altro molto.

Riflettiamo sull’atto in contesto bellico e su quanto, in azione, una simile attività di recupero possa fare la differenza tra la vita e la morte.

Per tutti noi l’ennesima fantastica ed irripetibile esperienza.

C/le Par. Mauro Alasia
2°- I – 77

Milano, 27 aprile 2007