OPINIONI

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Pubblicato il 01/10/2019

I MUSULMANI IN ITALIA CHIEDONO LA CARNE MACELLATA CON LE LORO REGOLE.

di Corrado Corradi

Leggo sui giornali che le comunità musulmane in Italia iniziano a chiedere la distribuzione di carne halal ai loro pargoli nelle scuole.
Attenzione, la questione del cibo halal non é una sfumatura da nulla.
Procedo a una breve specifica utile a capire quali possono essere le possibili ricadute qualora una tale richiesta trovasse accoglienza:
• il termine Halal indica cio’ che é lecito ed é contrapposto a Haram che è un divieto dalla marcata connotazione religiosa sancito dall’etica scaturita dal Corano ed è equivalente al nostro “sacrilegio”.
• E’ haram (sacrilego) bere vino, mangiare carne di maiale, riprodurre fattezze umane, introdursi nell’area dedicata alle donne, mangiare/bere/fumare/fare sesso durante il giorno nel mese di Ramadan.
• È halal (lecito) mangiare carne di animali uccisi solo secondo la ritualità islamica non vietati dall’interdetto coranico.
Cosi’, di primo acchito la questione «haram»/«halal» puo’ sembrare banale, tuttavia non é scevra da complicazioni e ricadute sociali se si tiene presente che per il musulmano é «haram» consumare carne non macellata secondo il rito islamico, il solo che la rende halal inquanto purificata sia in forza di un’abbondante evacuazione di sangue, sia grazie ad una precisa ritualità.
La consumazione di carne di bestie da macello (bovini, ovini, caprini) e di bestie da cortile (conigli e pollame) è lecita soltanto se la macellazione sia stata eseguita secondo le seguenti regole:
• il macellaio deve essere musulmano;
• l’animale da macellare, esclusivamente tramite sgozzamento, deve essere orientato in direzione della Mecca;
• il taglio della gola deve essere eseguito con la mano destra a mezzo di una lama affilatissima che permetta di recidere i vasi del collo con un solo taglio che deve avvenire alla base del collo se il collo è lungo (cammello, giraffa, struzzo, oca, etc) e nella parte più alta del collo se esso non è lungo (bovini, ovini, caprini);
• durante la preparazione dello scannamento l’animale deve essere trattato con rispetto accarezzandolo per tranquillizzarlo, deve essere fatto adagiare sul fianco sinistro, (teoricamente) in un luogo dove non ci siano tracce di sangue o bestie macellate in precedenza, onde evitare che l’odore del sangue lo agiti; le sue zampe devono essere legate ad eccezione di quella destra posteriore che deve essere lasciata libera per permettergli di muoverla, attività che secondo tali prescrizioni sarebbe suscettibile di tranquillizzarlo;
• il taglio, che deve avvenire profferendo la formula «bismillàh irrahmani irrahim – Allàhu-akbar!» non deve essere preceduto da stordimento dell’animale ;
• Nel caso in cui una di queste regole non fosse rispettata, la carne dell’animale macellato è da considerarsi «haram».

Quanto precede lascia intravedere non solo una non piccola complicazione nell’organizzazione dei macelli pubblici ma apre la porta ad una questione religiosa che, in forza della maggiore «determinazione» spirituale delle genti musulmane, é suscettibile di prendere il sopravvento; infatti, per certi aspetti il sopravvento é già stato preso se si conta che al fine di non urtare la suscettibilità delle comunità musulmana ed ebraica ci si premura di non servire carne di maiale nelle mense scolastiche, nelle fabbriche e nei pasti dei voli aerei.