OPINIONI

Condividi:

Pubblicato il 09/07/2019

IL BLOCCO DEI BARCONI NON PIACE ALLA MARINA

Il Dente Avvelenato

L’8 luglio , dopo un vertice con il ministro SALVINI , è stata annunciata la «presenza delle navi della Marina e della Guardia di Finanza per difendere i porti italiani». Subito gli ammiragli hanno ricordato la corvetta «Sibilla»che nel 1997 impedì ad un peschereccio albanese nelle mani degli scafisti di Valona. Una fregata ed una corvetta tentarono «manovre dissuasive» . Il peschereccio urtò contro l’imbarcazione militare e affondò.Sembra diffusa la opinione tra i marinai che era più pagante prendere a bordo i clandestini che respongerli. Troppo pericoloso. Più della scabbia, della tubercolosi e dello scafismo che porta in italia il 90% di nullafacenti. O meglio : di facenti crimine.

Il comandante della «Sibilla», Fabrizio Laudadio, fu condannato in Cassazione a 2 anni, perchè il peschereccio non si fermò dopo l’ordine di spegnere i motori. Per Lampedusa Salvini aveva dichiarato che era stato un errore mandare una piccola motovedetta a dare l’alt alla «Sea Watch 3» se si vogliono evitare pericoli per gli equipaggi. «Altro è mettere una grossa nave militare all’imboccatura dei porti – dice Salvini-». Il Viminale ha chiesto anche il monitoraggio delle rotte nautiche con radar, mezzi a erei e navali, per ridurre le partenze. Occorre, secondo il Viminale, raddoppiare con forze nazionali la missione «Mare Sicuro», che ha compiti antiterrorismo e antitratta.