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Pubblicato il 10/04/2018

IL GENERALE BERTOLINI AL MATTINO: GLI USA POTREBBERO INNESCARE UNA DEFLAGRAZIONE SIRIANA


IL MATTINO del 10 Aprile 2018
«Spero che gli Usa non prendano decisioni sciagurate»

Il generale Bertolini teme che un attacco statunitense possa innescare la miccia

Escalation Se i russi capiscono che Assad è all’angolo interverranno a loro volta

di Ebe Pierini
Entro poche ore Donald Trump deciderà se intervenire militarmente in Siria. Un’opzione che potrebbe cambiare ed aggravare l’attuale scenario. Il generale Marco Bertolini, che è stato al vertice del Comando operativo interforze italiano, analizza la delicata situazione e quelle che potrebbero essere le conseguenze dell’attacco.
Come verrebbe condotto un eventuale intervento militare americano?
«Quello che possono fare gli Stati Uniti è lanciare dei missili Cruise dalle loro portaerei come fecero a Baghdad nel 2001. Oppure possono effettuare degli interventi aerei con caccia o con droni. Non credo assolutamente che prevederebbero il dispiegamento di ulteriori truppe sul terreno. Impiegare militari a terra richiede un’organizzazione non indifferente. Occorre possedere basi di partenza, basi intermedie e una logistica importante. Pensiamo a quanto accadde in Iraq allorché misero in campo un dispositivo enorme in Arabia Saudita prima di iniziare l’intervento. Secondo quanto riportato dai turchi in Siria i soldati americani sono già presenti. Non possiamo stabilire il loro numero preciso ma vi sarebbero una dozzina di basi statunitensi nel Kurdistan siriano e una base a sud, al confine con la Giordania. Il loro obiettivo è quello di controllare gli itinerari che arrivano dall’Iraq per isolare la Siria dall’Iran».
Quali sarebbero gli obiettivi principali di possibili bombardamenti americani?
«Interverrebbero contro strutture militari, aeroporti, sistemi di comando e controllo per fiaccare Assad e per cercare di impedire alla difesa aerea siriana di rispondere. Non credo però che bombarderebbero la città di Damasco».
Quali le insidie maggiori per gli americani in caso di attacco?
«Oggi la difesa aerea siriana può contare sui missili S400 di fabbricazione russa. Gli stessi che sono stati venduti ai turchi. Questo rappresenta un serio pericolo per l’aviazione americana. Se la difesa aerea di Assad non può coprire l’intero territorio siriano di sicuro può farlo per quanto riguarda le aree principali. Quindi qualche aereo americano potrebbe essere abbattuto dai siriani».
Nel caso di un’escalation e di un intervento americano quale potrebbe essere il ruolo dell’Italia?
«Non ci sono dubbi sul fatto che l’Italia offrirebbe le proprie basi. D’altronde lo si è visto già in altre occasioni. Poi, dopo un eventuale attacco, andremmo a fare le cosiddette missioni di pace».
Generale cosa accadrebbe se Trump decidesse di agire in Siria?
«Spero che Trump non prenda una decisione così sciagurata perché Assad è colui che finora ci ha salvato dall’Isis facendoci da argine al terrorismo jihadista e perché, se cadesse la Siria, poi sarebbe la volta del Libano. Un intervento americano sarebbe la miccia di un conflitto pericolosissimo in quanto coinvolgerebbe di sicuro anche la Russia e sarebbe una cosa davvero spaventosa. Spero che quello di Trump sia soltanto un abbaiare per non mordere. Sarebbe davvero una mossa sciagurata intervenire. Di sicuro ci stiamo avvicinando ad un momento critico per la storia del Mediterraneo. Se i russi capiscono che Assad è a rischio si sentiranno spinti ad intervenire a loro volta. Se succedesse una cosa del genere lo scenario sarebbe completamente differente e ci troveremmo di fronte alla terza guerra mondiale che vedrebbe il coinvolgimento di numerosi attori. Inoltre questo comporterebbe il rischio di un’escalation nucleare».

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