OPINIONI

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Pubblicato il 29/01/2009

IL MALUMORE DI CHI SERVE LO STATO IN PRIMA LINEA


PARMA- Il nome di un privato cittadino sotto le armi , ma che non cita nè mansioni, nè grado, nè incarico, appare tra le lettere al Corriere della Sera di oggi. Autore: MARCO BERTOLINI.

Ecco il testo, che dimostra come non ci siamo sbagliati sul Suo conto: gli unici compromessi che può avere accettato in questi anni sono quelli legati al suo grado e all’amore per l’ Esercito e per la Folgore, ma non altri.




ESERCITO ITALIANO
Le parole del premier

L’affermazione attribuita al presidente del Consiglio secondo cui l’Esercito farebbe la guardia al deserto dei Tartari, avvilisce i soldati che, come me, operano fuori area, nonché quanti in patria, senza munizioni, senza carburante e senza parti di ricambio per i mezzi si preparano a sostituirci. Le scrivo, amareggiato, dall’avamposto della Fortezza Bastiani in Afghanistan.
Marco Bertolini




CI SCRIVE DI NUNZIO DE PINTO


Ho avuto modo di leggere le parole espresse da un vero italiano: Marco Bertolini, al quale mi legano, lo dico subito di modo che non possa essere frainteso, sentimenti di profonda stima. Quanto dice, purtroppo, è vero. Anche se ammiro molto il Premier, non posso sottacere il fatto che a volte, anzia sarebbe meglio lo facesse sempre, tenesse la bocca chiusa. Sono molti i commenti “al di sopra delle righe” che non fanno altro che renderlo “antipatico” a chi non la pensa come lui. Ad esempio, l’aver fatto scendere in strada i nostri ragazzi nell’operazione “Strade Sicure” va bene solo nel breve termine. Poi, visto che tutti sappiamo che mancano migliaia di forze dell’ordine, perché il premier (che vuole ridurre l’organico delle nostre FF.AA.) non chiede ai giovani militari di transitare nei ruoli dei Carabinieri, Polizia, G.d.F., Corpo Forestale, cos’ da ottenere un duplice scopo: diminuire il numero dei “soldati” e fare transitare gli stessi nelle FF.OO.. E’ indubbio che con pochi mesi presso le relative scuole sarebbero già pronti per scendere in strada e combattere la criminalità, senza stravolgere il ruolo dei militari e, soprattutto, senza aumento di costi aggiuntivi, visto che già ora percepiscono lo stipendio dall’Esercito. Comunque vada a finire, un sincero augurio a Marco Bertolini ed a tutti i nostri militari che attualmente sono fuori area e rendono onore all’Italia.
Nunzio De Pinto, umile scribacchino


INTERVIENE WALTER AMATOBENE

Trasgredisco alla regola che ci siamo dati di separare nettamente OPINIONI da NOTIZIE, vista l’importanza del personaggio che ha scritto al Corriere della Sera. Sarà l’unica eccezione.

Ho ricevuto ieri un messaggio da Dario Macchi che mi esprimeva delusione sull’azione di Governo. Ho sottoscritto ieri e sottoscrivo oggi anche le parole di Bertolini, che scrive da cittadino con le stellette.

Sono profondamente imbarazzato dalle parole e dai comportamenti del Premier e di alcuni Ministri. Non sono abituato al suo linguaggio così paternalista.

Mi fermo qui. Rinnovo la mia adesione totale a quanto scritto da Marco Bertolini. Ometto volutamente il Suo grado perchè esprime esclusivamente il sentimento di molti cittadini con le stellette, dal Militare di truppa in su.

PARMA- Il Generale Merlino ha inviato una lettera all’ambasciatore Romano, autorevole opinionista del Corriere:



Caro Romano,
leggo nella sua rubrica l’amara riflessione di un certo Marco Bertolini, militare in sevizio in Afghanistan, a proposito delle affermazioni del Premier relative …al deserto dei Tartari che, a mio parere, meritava un suo gradito commento.

Le scrivo per evidenziare non tanto la mia ovvia condivisione con quanto scrive Bertolini, ma soprattutto per evidenziare che ( a meno di un caso improbabile di omonimia ) pochi altri avrebbero avuto il suo ” coraggio ” considerato che si tratta del Generale Paracadutista in servizio in Afghanistan quale Capo di Stato Maggiore del Comando internazionale, proprio per decisione del nostro Governo.

Bravo Marco, ad ognuno il suo!

Generale ( r ) paracadutista Francesco Merlino

DARIO MACCHI ESPRIME IL SUO PENSIERO

Caro Jonghi, innazitutto grazie della tua ospitalità e della tua sensibilità su problemi scottanti, che appartengono alla nostra area e vanno discussi, per quei principi di fedeltà e correttezza che impongono, anche nei confronti di persone amiche, di dire la nostra. Il cameratismo significa anche dire le cose in faccia anche se non gradite. Meglio persone sincere che i soliti yes men?

Vedremo. Innanzitutto vorrei fare una precisazione: le mie osservazioni non vanno certo a persone di cui ho la massima stima come il signor Ministro della Difesa, che non ho mai citato..

Altro è cercare di capire dove va la politica di questo Governo, soprattutto nei confronti di chi veste una divisa e di chi è custode di valori antichi ma ben radicati, perchè ha solo tolto le stellette dalla divisa.

Proprio oggi sul Corriere della sera ,nelle lettere al direttore, compare una lettera del Generale Marco Bertolini. Precisiamo… Marco Bertolini è di fatto il militare più qualificato, per le sue doti militari (cosa rara oggi nell’Esercito): tutta la sua carriera negli Incursori paracadutisti del 9° Col Moschin, fino a diventarne il Comandante, Comandante del Centro Addestramento paracadutisti, Comandante della Brigata Paracadutisti Folgore, primo Comandante delle Forze speciali italiane.

Dove è ora? da dove scrive?…dal Ministero romano della Difesa di via XX settembre, da qualche bel posto da imboscato come addetto militare del Ministro o del Presidente del Consiglio? da qualche scranno di Montecitorio come il suo collega Generale Del Vecchio (deputato del PD!)? No. dalla “Fortezza Bastiani” , ovvero da una prima linea lontana, in Afghanistan, a combattere con i suoi uomini insieme alle forze speciali dei paesi alleati (grazie ministro La Russa di avercelo finalmente detto chiaramente e con una punta di orgoglio).

Ora se un generale combattente di questo rango scrive tutto il suo malaessere ad una giornale, rischiando quello che probabilmente i grandi strateghi delllo Stato Maggiore difesa gli rinfaccerannoo, vale la pena che ne leggiamo il contenuto…si commenta da solo : “L’affermazione attribuita al Presidente del Consiglio secondo cui l’Esercito farebbe la guardia al deserto dei Tartari, avviliscei soldati che come me operano fuori area, nonchè quanti in Patria, senza munizioni, senza carburante e senza parti di ricambio per i mezzi si preparano a sostituirci. Le scrivo, amareggiato, dall’avamposto della Fortezza Bastiani in Afghanistan”.

Quindi abbiamo ragione a chiederci qual è la politica del Governo per i militari?Non possiano dimenticare che nei precedenti Governi di pseudo centro destra nulla è stato fatto per adeguare la vita militare nel suo insieme alle nuove e più moderne realtà. A dire il vero del Ministro Martino non c’è traccia, ci ricordianao solo del Presidente Ciampi e della sua giusta volontà di dare onore e decoro al mondo militare, volendo inoltre il ricordo in forma solenne del 60 della Battaglia di El Alamein.

La riforma con l’introduzione dei cosidddetti volontari è del centrosinistra.Tutta da rifare: non premia ne valorizza il personale. Una legge per istituire la Riserva, come in tutti Paesi del Mondo e che permetterrebe di non disperdere un patrimonio prezioso che è quello del vero volontario a servizio della Patria sembra un tabù.

Cosa cambia quindi….niente, oppure ce lo dicano, ponderando le parole, perchè molti di questi ragazzi ci hanno lasciato la vita e il conto con il loro destino non è ancora saldato… C’è però tanta ottima propaganda, che va bene, ma i contenuti e le aspettative che abbiano riposto nel nuovo Governo dove sono?

O ci dimentichiamno della vile campagna per distruggere e ridimensionare la Folgore? Dalle pagine di Libero lanciammo il nostro grido di allarme. Ebbene hanno fatto carne da porco di signori ufficiali e sottufficiali (vedi il Col. Carlini) accusatti delle più brutte infamie, di aver torturato e seviziato innocenti somali ecc..ve le ricordate le copertine di Panorama giornale della berlusconiana Mondadori diretto da quel sant’uomo di Giuliano Ferrara?

Ebbene sono riusciti nel loro intento, hanno ridimensionato la Folgore, che soppravvive perchè, come diceva Tolkien “le radici profonde non gelano”. E oggi che quei signori che ci accusavano e che mandavano sotto processo i loro colleghi sono ancora li, allo stato maggiore, protetti dal motto che un militare non fa politica ma…segue la legge del cocomero: fuori verde e dentro rosso. Quindi è stato fatto uno spoil system di questi signori?

No. Sono tutti li, ossequiosi come buoni militari ai nuovi padroni, tanto loro passano e tant’è che la legge del cocomero premia sempre.
Dal mio piccolo avamposto sempre al servizio della Patria…in alto i cuori e abbiamo sempre il coraggio di dire quello che pensiamo.

SCRIVE PAOLO COMASTRI – GIORNALISTA PROFESSIONISTA

I veri Soldati e i Grandi Uomini si riconoscono SEMPRE. Quanto scritto al “Corriere” dal “lettore” Marco Bertolini vale ben di più di qualsiasi discorso.
Lo spessore di questo “lettore” è davvero senza uguali.Lo dice la Sua storia, il Suo vissuto ed il Suo presente.
Quando si è grandi lo si è sempre. E comunque.
Anche quando si maschera una profonda, e peraltro davvero legittima amarezza con una tagliente ironia che colpisce diritto al cuore.
Duole altresì avere ulteriore conferma del fatto che quando il nostro Premier comprenderà che a volte si ferisce con le sue stesse parole sarà comunque troppo tardi; e fin qui poco danno se non colpisse bravi e fedeli servitori della Patria che di tutto hanno bisogno fuorchè di queste improvvide e davvero poco felici uscite.
Il “lettore” Marco Bertolini mi ricorda una poesia di George L. Skipech


ESSERE SOLDATO
Sono stato quello che gli altri non volevano essere.
Sono andato dove gli altri non volevano andare.
Ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare.
Non ho preteso mai niente da quelli che non danno mai nulla.
Con rabbia ho accettato di essere emarginato come se avessi commesso uno sbaglio.
Ho visto il volto del terrore, ho sentito il freddo morso della paura, ho gioito per il dolce gusto di un momento d’amore.
Ho pianto, ho sofferto e ho sperato.
Ma più di tutto, ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare.
Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato,
UN SOLDATO.

E aggiungo, molto modestamente, io: UN GRANDE UOMO
Paolo Comastri

L’OPINIONE DI UN GENERALE DEI BERSAGLIERI

Una voce dal deserto

Un vecchio proverbio militare dice che “il miglior generale è colui
che si preoccupa dell’ultimo dei suoi soldati ” Io credo che tale
principio sia stato col tempo sostanzialmente travisato, attribuendogli
esclusivamente una versione di attenzione del cosiddetto benessere.
In altre parole: N.C.C. (nuclei controllo cucina), Cappellani ed
Aiutanti Maggiori trafelati nell’organizzazione della Befana del
soldato e quant’altro erano la regola delle nostre caserme popolate
dalla “naja” .
Successivamente, con l’avvento del catering e delle esternalizzazioni
a tutto campo è anche calata la “tensiopreoccupazione” dei comandanti
per “l’ottimo e abbondante”; calata… ma per un lasso di tempo
brevissimo: infatti, con il reclutamento femminile il problema si è
spostato dal rancio e dalla Befana allo studio di problemi strutturali,
nei quali predomina, oltre al terrore della promiscuità, la
collocazione di bidet e lo smantellamento dei cessi alla turca. Si è
scoperta l’acqua calda in tutti i sensi.
Questo per molti il senso della buona azione di comando. Per il
resto: attacca il ciuccio dove vuole il padrone e vivrai tranquillo,
anzi…farai anche carriera.
Poi è arrivato il tempo del “fuori area” e delle fucilate che non
sono tirate in un poligono, ci sono stati i Caduti ed i funerali di
Stato.
E tutti -vertici militari in testa- a gridare: “morti per la pace “,
e io preciso: ” morti in guerra “, con buona pace dell’art.11 della
nostra Costituzione, poiché un proiettile ed una mina non fanno questa
sottile o fondamentale distinzione legislativa.
Lo ridico con dolore e rabbia: vertici militari in testa, che
allineati e coperti all’ombra del politico di turno non hanno il
coraggio di dire che l’ambiguità non paga, che con le striminzite
risorse della Difesa sarebbe meglio rimanere a “far risparmio” nelle
caserme. Io aggiungo: anziché sprecarle a beneficio di una “grandeur”
inopportuna per un paese che ha un debito pubblico poco compatibile con
una politica estera che -stando al conosciuto- paga senza alcun
rientro, nemmeno di un barile di petrolio per renderci la vita meno
grama.
In questo contesto, simile a quello dell’Italietta post-
risorgimentale che mandò Tancredi Saletta a colonizzare -fuori tempo
massimo- l’Etiopia (e…si finì ad Adua), arriva anche lo schiaffo in
pieno viso a chi, prescindendo da tutto, nelle montagne dell’Afganistan
rischia la pelle.
L’Afganistan non è il deserto dei Tartari di Dino Buzzati ed i nostri
soldati non sono in attesa di una gloria improbabile come il tenente
Drogo. Chi cita il romanzo di Buzzati farebbe bene a rileggerlo.
In ogni caso, se col deserto dei Tartari si vuole trovare un’
attinenza essa c’è: consiste nel silenzio mediatico che riguarda l’
impegno dei nostri soldati in quell’angolo di mondo che non è via
Montenapoleone e neppure la Costa Smeralda.
Ma una voce dal deserto ci è giunta, una voce che difende la dignità
anche dell’ultimo dei suoi soldati, la voce di un Generale (questa
volta lo scrivo maiuscolo) la cui storia personale e la fedeltà alle
Istituzioni non possono essere messe in discussione.
Grazie Generale Marco Bertolini! Grazie a nome di tutti coloro che
hanno sempre rifiutato la nomea di “panciafichisti” e che la
Professione delle Armi l’hanno intesa come Lei l’intende.

Bersagliere Fulvio Capone

CI SCRIVE UNA GRANDE AMICA DELLE FORZE ARMATE E DELLA FOLGORE


Un’altra graditissima lettera ci giunge da una lettrice (poetessa) appassionata di cose militari:

Direttore,

le scrivo per ringraziarla perchè è dal vostro sito -che leggo quotidianamente- che ho saputo dell’infelice (per usare un eufemismo) uscita del Premier sul lavoro dei nostri militari in Afghanistan.

Sono risalita a quando scritto dal gen.Bertolini e ho così potuto scrivergli una mail che è quella che segue:

http://www.congedatifolgore.com/main.htm, dove in tanti, sicuramente più qualificati e competenti di me, la sostengono incondizionatamente, com’è giusto che sia.

Spulcio quotidianamente giornali e riviste specializzate alla ricerca di notizie complete sul vostro operato nei vari teatri che vi vedono impegnati. è sempre troppo poco quello che trapela e vien detto a noi, rispetto a quello che fate e state
facendo voi.

Purtroppo non ho potere politico né capitali ingenti altrimenti avrei dato tutto per sostenere la vostra causa, per aiutarvi a svolgere il vostro lavoro nelle condizioni ottimali, per finanziare qualsiasi vostra richiesta e per venire incontro a qualsiasi vostra esigenza. Mi limito a scrivere su di voi e per voi,
dandovi con le parole, che sono l’unica cosa che ho, il mio sostegno.

con stima e affetto

Chiara Zucconi

Borgo a Buggiano (PT)

ora leggo che l’ansa vi ha citato “tra i tanti”..ma se non ci foste stati voi non avrei saputo, non avrei scritto, non avrei fatto quel poco che mi è concesso in quanto civile e singolo individuo…informarmi e dire la mia.

Spesso mi sono rivolta a lei direttamente quando ero in preda a dubbi o venivo schiacciata da notizie lanciate a caso da sedicenti riviste specializzate. Lei mi ha sempre risposto subito e con la massima chiarezza, dote rara nel giornalismo e nell’informazione. g

Grazie a quello che avete riportato e ai commenti nella sezione Opinione, ho potuto farmi un’idea dell’obbrobrio di frase partorita dal Presidente del Consiglio e ho fatto due cose nell’ordine

– ho scritto appunto al generale per esprimergli la mia vicinanza
– ho scritto al ministero della difesa per avere chiarimenti

il primo, essendo un Signore nei gradi e nella persona, mi ha risposto stamani.

Gli altri …beh..in questi anni ho scritto spesso al governo e al ministero della difesa ma non ho ricevuto risposte.

fortuna che posso contare su di voi..”i primi tra i tanti”

chiara zucconi


Diam l’ali alla vittoria

IL PARERE DEL GEENERALE TORRE

DICHIARAZIONI DEL PREMIER SUI MILITARI DELL’ESERCITO

È veramente dura per i militari dell’Esercito. Gli fanno spazzare le strade, piantonare le discariche, spalare la neve, sostituire i poliziotti, senza neanche chiedere scusa alle loro Bandiere di Guerra (sottolineo Bandiere di Guerra). Ora li vogliono addestrare come Carabinieri disconoscendo il fatto che dovrebbero essere i Carabinieri, in alcuni casi, a essere addestrati come l’Esercito. Ogni riferimento a quanto avvenuto in Iraq è puramente voluto.
Per quanto riguarda Marco Bertolini, con il quale ho avuto l’onore di condividere momenti duri ed esaltanti della mia vita, bene ha fatto il collega Paolo Comastri che ha citato la poesia «Essere soldato» di George L. Skipech.
Se Marco fosse stato coetaneo del poeta, si poteva pensare che la poesia fosse stata scritta proprio pensando a lui.
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