ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 05/06/2017

IL PILOTA DEL TEAM FOLGORE E’ VICE CAMPIONE ITALIANO DI PARACADUTISMO

carlino2017
Con lui ai comandi, ( e Giuseppe Conti, il suo collega con cui alterna il pilotaggio) l’intero decollo “Team Folgore” è fatto di Congedati

PARMA- Nei lanci in zone impervie che fa il Team Folgore, il pilota dell’aereo è fondamentale, perchè oltre che volare in condizioni talvolta difficili deve anche condividerne le motivazioni, per abbandonare le comode sortite aeroportuali e cimentarsi con rotte da calcolare, turbolenze, cime di montagne a qualche decina di metri e una gestione della ricerca del punto di uscita fatta con gesti e sguardi tra lui ed il direttore di lancio affacciato alla porta dell’aereo, che richiedono capacità tecnica e affiatamento.
Sei paracadutisti della Folgore (in congedo) -cinque del Team ed uno ai comandi- insieme, in cerca di avventura.

Queste LE caratteristiche di Stefano Corradini, che è prima di tutto un paracadutista molto competitivo, che ha svolto il suo servizio come paracadutista della Folgore . Con lui ai comandi il Team ha fatto i lanci più difficili, ma nono solo: insieme a Corradini il Team qualche volta si lancia per gli allenamenti in aereoporto.
Stefano ha per pochi minuti abbandonato la sua proverbiale riservatezza ( parla sempre pochissimo), per spiegare al giornalista una parte della sua esperienza che lo ha portato al primo posto individuale alla Dolomiti Cup di Belluno , davanti ad Esercito e Carabinieri e al secondo a Montagnana, in compagnia dei plurititolati con le stellette.
Anni di pratica sportiva metodica ( e costosa, finanziata di tasca propria, ndr) lo hanno portato all’attuale livello, alla vigilia di altri appuntamenti internazionali.

LA “SCHEDA”
Stefano Corradini
Nato a Sassuolo il 01/05/1963
Sposato 2 figli.
Tecnico Elettronico Ceramiche Marazzi.
Inizio attività di paracadutismo a 17 anni.
All’attivo più di 6000 lanci.
Nel palmares più di 200 gare tra Nazionali ed Internazionali.
Tra i podi più importanti:
2 Titoli individuali ai Campionati Europei U.E.P.
2 Titoli individuali ai Campionati Italiani A.N.P.d’I.
4 secondi posti ai Campionati Italiani A.& C.
1 Titolo a squadra ai Campionati Italiani A.& C.
2 secondi posti a squadra nel circuito W.C.S. di coppa del mondo.
Svariate partecipazioni con la Nazionale Italiana a gare di coppa del Mondo con piazzamenti sul podio
In totale più di 50 podi tra vittorie e piazzamenti a squadra e individuale.
Attualmente nella rosa della Nazionale Italiana
Dal 2009 licenza di pilota PPL con circa 600 ore di volo all’attivo.


IL RESTO DEL CARLINO del 3 GIUGNO 2017

Una chiacchera con……
A tutto posso resistere tranne che alle passioni……
Penso nessuno possa spiegare perché quella e non l’altra, la mia probabilmente è nel DNA,

“Ma non hai paura….?” La classica domanda che mi viene fatta appena si sa che sport faccio, all’inizio c’era eccome, ora è un Timore reverenziale ad un elemento che non è il tuo, ed è quello che ti salva la vita, che ti fa fare tutte le cose con meticolosa attenzione, con concentrazione, disciplina senza lasciare mai nulla al caso, ripassando e ripassando mentalmente sempre tutte le variabili che ti possono accadere, per non farti prendere dal panico o alla sprovvista in caso di emergenza, il famoso piano B-C-D ecc… e con tutto questo riesci ad avere quella tranquillità che ti fa assaporare quegli attimi fantastici che ti regala questo sport, un condizionamento mentale che mi è utile anche nella vita di tutti i giorni… un ottima scuola di vita.
“Precisione in atterraggio”, la disciplina che preferisco fra tutte quelle del paracadutismo,
perché è una continua rincorsa alla cura maniacale del dettaglio più insignificante, alla concentrazione, alla preparazione mentale più che fisica, che comunque visto lo sport non va tralasciata, di tutti i miei 6000 e più lanci non ce né stato uno uguale all’altro, in ogni lancio devi combattere con il tuo stato fisico, mentale, tecnico e in più c’è l’aggravante della meteorologia dove noi con il nostro fazzolettino sulla testa diventiamo parte integrante.

La Precisione in atterraggio è una delle più vecchie e classiche del paracadutismo, consiste nel lanciarsi generalmente in una squadra, composta da 5 elementi, con un unico passaggio dell’areo ad una quota di 1000 metri, uno alla volta, per poi distanziarsi in volo in modo da non ostacolarsi in atterraggio, atterrando, su un grosso materasso in gommapiuma di circa 4×4 mt. dove al centro c’è un bersaglio elettronico con un diametro di 30 cm il quale ha al suo centro un dischetto di 2 cm che è lo zero (il lancio perfetto), fino a 20 anni fa si atterrava sulla ghiaia con grosso piacere per le ossa…

Dallo zero in su viene misurato dove l’atleta atterrando colpisce, 1-2-3 cm ecc.. fino a 16, che è il punteggio massimo, si colpisce il bersaglio con il tacco della scarpa, normali scarpe da ginnastica con il tacco modificato (appuntito).

La somma in cm. dei 5 atleti determina il punteggio della squadra, dalla quale viene poi estrapolato anche l’individuale, le gare sono di 8 manches fatte in 2/3 gg. in base al num. di squadre, che possono arrivare fino a più di 50.

L’abilità sta nel condurre la vela, contrastando e considerando tutte le variabili in gioco, in modo tale che nel momento esatto dell’atterraggio la posizione del corpo sia sopra al bersaglio nel miglior modo possibile per colpire il famoso dischetto di 2 cm.

Il livello tecnico a oggi è altissimo, per vincere o piazzarsi in una gara di 8 lanci si deve stare sotto i 30 cm totali a squadra e 2/3 cm nell’individuale.
Quindi è capibile che soddisfazione immensa è per noi lavoratori e paracadutisti del WK, squadra di ultra cinquantenni, che da anni ci confrontiamo con i professionisti dei centri sportivi militari di tutte le Nazioni, e con la nostra passione , determinazione, ed esperienza, riusciamo a tenergli testa e a vincere, o entrare nella Nazionale Italiana.

Con il brevetto da Pilota mi capita anche di portare in volo per gli allenamenti i miei compagni di squadra, a volte porto sul campo di gara lo stesso aereo con cui poi facciamo la gara, e finita lo riporto alla base, (il Campo Volo di Reggio Emilia), un sogno che avevo nel cassetto era di arrivare in gara portando l’aereo, vincerla, e ritornare alla base in volo, il trittico perfetto….

e come dicono che i sogni si avverano solo se prima li hai sognati, questo si è avverato, e per giunta il giorno prima del mio compleanno.
Questa stagione 2017 è cominciata alla grande con un primo posto Individuale e a Squadra alla Dolomiti-Cup gara Internazionale tenutasi sull’aeroporto di Belluno a fine Aprile, e un secondo posto Individuale e a Squadra ai recenti Campionati Italiani fatti a Montagnana (PD), i prossimi impegni saranno con il circuito di Coppa del Mondo.
È uno sport fantastico ma costoso e purtroppo povero di sponsor, i media spesso parlano di noi solo in caso di incidenti, sono sacrifici sotto molti aspetti, di tempo, di denaro, e devi rinunciare a tante cose, ma ne vale la pena per la rincorsa di un sogno.
Per mia fortuna la mia famiglia, che amo, mi segue e supporta in questa mia avventura, e riesco a far combaciare il tutto con relativa serenità, (anche perché ho tanti altri interessi secondari…)
spero che questa mia sindrome di anonimo Peter-Pan duri ancora a lungo e che mi sveglino il più tardi possibile da questo sogno, alla ricerca della mia “Isola che non c’è”.