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Pubblicato il 30/03/2014

IL TIRRENO DI LIVORNO PARLA DELLA 46ma BRIGATA AEREA DI PISA

IL TIRRENO del 30 MARZO 2014

NEL GIORNO DEGLI ONORI NON DIMENTICHIAMO KINDU

PISA Rientrato da Pratica di Mare, dove ha ricevuto la Medaglia d’Oro al merito per la 46ª Brigata da parte della Croce Rossa, il generale Roberto Boi ha esteso il riconoscimento conseguito alle famiglie dei suoi uomini, che sopportano continue e prolungate assenze da casa.

Una delle ultime missioni dello scorso anno di cui è stato protagonista un C130J ha consentito il reimpatrio di una sessantina di connazionali dal Sud Sudan, in seguito ad una crisi dello stato africano. Generale Boi, sebbene sia ancora vivo il ricordo dell’ultima imponente missione nelle Filippine, qual è a suo avviso la “madre” di tutte le missioni?

Il pensiero più commosso non puo’ non andare a quella prima sfortunata missione in Congo, in cui tredici militari dell’Aeronautica, tra ufficiali e sottufficiali della Brigata , trovarono una morte atroce. Fu tra le prime missioni Onu in assoluto, in quanto il C119 era stato da poco consegnato alla forza armata. E come prima volta , c’erano tutti i rischi connessi ad un’attività mai effettuata. Molto è cambiato da allora ma – il binomio 46ª-Kindu resta imprescindibile». Come si fa in un momento di continue riduzioni del budget ad assicurare un livello di operatività cosi’ elevato? «Sebbene il budget a disposizione sia costantemente in calo, il nostro ruolo resta essenziale non solo per l’Aeronautica ma per tutte le Forze Armate. Il nostro target principale è l’operatività e per garantirla le risorse vengono concentrate al meglio per non risentirne. La nostra attività logistica operativa è la base , senza di lei nessun impiego in territorio straniero può avvenire». Negli anni scorsi si era molto discusso sulla possibilità che la 46ª divenisse un Hub militare, un collettore logistico per tutte le forze armate impegnate nei diversi teatri internazionali. Il progetto è ancora in piedi? «Stiamo valutando. Da allora la situazione economica generale è molto cambiata e nessun lavoro inerente alla realizzazione del progetto è stato intrapreso. Oltre al trasporto d’urgenza, i compiti svolti dalla 46ª Brigata Aerea prevedono il trasporto di uomini, mezzi ed equipaggiamenti, organi da trapiantare, di personale biocontaminato, di ambulanze e ed apparecchiature mediche. I C130J decollano da Pisa ogni giorno dell’anno in supporto del gruppo di Chirurgia d’urgenza dell’ospedale di Pisa, della Protezione Civile del Ministero degli Interni e Esteri e sono partner indispensabili per il rifornimento in volo degli altri velivoli».