OPINIONI

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Pubblicato il 10/10/2018

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: NON E’ UN DESTINO. SI PUO’ FERMARE

di Corrado Corradi


Su una testata giornalistica che mi sembra affrontare con una logica più realistica la questione dell’immigrazione di clandestini in Italia leggo: «Dall’inizio dell’anno l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha rimpatriato dalla Libia 12.500 persone, grazie ad accordi con i singoli paesi di origine. Intanto in Italia il blocco dei porti dà i suoi effetti: il flusso di immigrati illegali è crollato. Facendo i conti, in 5 anni, il business dell’accoglienza è costato allo Stato oltre 17 miliardi di euro, l’equivalente di una manovra per finanziare il reddito di cittadinanza e l’abrogazione della Legge Fornero»…. Finalmente qualcuno che innesca un discorso di realtà.

L’immigrazione clandestina verso l’Europa non é un fatto epocale come sostengono i professionisti dell’accoglienza e del vuoto quanto finto piagnisteo umanitario, la ragione è sperticatamente economica e riguarda la volontà di lucrare non pochi «sghéi» senza sudare da parte di:
• giovani tra i 25 e i 35 anni i quali sanno che dopo aver sopportato sofferenze e angherie per qualche mese approderanno nel paese del bengodi dove rubare, spacciare e far battere una scuderia di negre (absint iniuria verbis) é sostanzialmente autorizzato ;
gli stati africani i quali, non paghi degli aiuti umanitari (la maggior parte dei quali serve ad abbellire le case-regge dei democratici, antirazzisti e piagnucoloni leader di quei paesi) lucrano sia sulla valuta pregiata che in maniera lecita o illecita i clandestini atterrati sulle nostre coste riescono ad inviare alle loro famiglie (e che che vengono subito cambiate in montagne di valuta locale), sia sui sostanziosi aiuti economici che riescono a scucire in cambio dell’accettazione del rimpatrio dei loro concittadini emigrati illegalmente.

Chi giunge clandestinamente da noi non fugge un bel nulla, persegue solo la malsana volontà di guadagnare senza sgobbare e molti stati africani sono coinvolti in questo malsano spostamento di persone.
Apriamo gli occhi e smontiamo le teorie di un piagnisteo idiota che racconta di persone cosi’ disperate che accettano di sopportare, fatica del viaggio, angherie e torture senza aver la certezza che il loro investimento di 4-5.000 dollari vada a buon fine.

Un blocco navale davanti alle coste libiche interromperebbe questo flusso che é alimentato più da un tornaconto economico che da emergenza umanitaria.