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Pubblicato il 18/05/2017

INFERMIERE E CORPO MILITARE DELLA CROCE ROSSA SOTTO RIFLETTORI: NIENTE GRADI PER LE SORELLE E INQUADRAMENTO NEL MINISTERO DIFESA PER TUTTI

crocerossine
PARMA- Infermiere e Corpo militare della Croce Rossa saranno alle dipendenze del ministero della Difesa. Così recita un emendamento approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministero guidato da Roberta Pinotti. 5mila Crocerossine e 3.500 volontari del Corpo militare – i cosiddetti ‘corpi ausiliari’ – cambieranno catena di comando contro la volontà del presidente della Croce Rossa, Francesco Rocca, che ha parlato di “grave attacco all’indipendenza e all’unità” della società di soccorso e assistenza preannunciando che chiederà l’intervento di Sergio Mattarella e del premier Paolo Gentiloni.

Il ministero della Salute il giorno prima dell’approvazione ha inviato una lettera al dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio e agli uffici legislativi dei ministeri del Lavoro e della Difesa definendo “non condivisibile” e si avanza il dubbio che l’emendamento sia viziato “sotto il profilo dell’eccesso di delega”.
Il presidente del Comitato internazionale lo aveva scritto chiaramente alla Pinotti in una lettera datata 30 giugno 2016 nella quale trattava anche il tema della possibile “supervisione e controllo dei poteri pubblici” sulla Cri.

ISPETTRICE DIALUCE POLEMICA CON I VERTICI

Monica Dialuce, Ispettrice nazionale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Cri, riferendosi a “un recente atto presidenziale” che “dispone la rimozione dei distintivi di grado nelle attività civili delle Sorelle”, definisce poco ragionevole il provvedimento.
Il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca risponde: “Si tratta di “un semplice richiamo al rispetto dei regolamenti e delle normative vigenti, che si è purtroppo reso necessario perché qualcuno negli ultimi anni ha iniziato a usare in maniera impropria i gradi”.
“Non conosciamo la motivazione di questo provvedimento. In realtà – replica la Dialuce – non c’è un articolo specifico del regolamento che prevede che le ausiliarie non possano indossare i gradi quando non sono in attività ausiliaria alle forze armate”.

IL PRESIDENTE CRI: TROPPO MILITARIZZATE. CALO DI VOCAZIONI
“Siamo in presenza di attacchi strumentali alla Croce Rossa tutta, dettati dal personalismo dell’Ispettrice nazionale del Corpo e volti a deviare l’attenzione dalla sua inadeguata gestione e dalle critiche rivolte da più parti alla sua persona. Il tema all’ordine del giorno -aggiunge Rocca – è molto più complesso: negli ultimi anni c’è stato un fortissimo calo delle vocazioni e un eccesso di militarizzazione da parte dell’attuale Ispettrice che nulla ha a che vedere con le tradizione dell’ausiliarietà che da sempre vede in prima linea la Croce Rossa”.