OPINIONI

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Pubblicato il 19/12/2006

INVESTIRE NELLA SICUREZZA

PARMA- Pubblichiamo un articolo apparso sulla rivista Fiamme D’Argento, organo ufficiale della associazione nazionale Carabinieri in congedo. Con le sue 210mila copie rappresenta un formidabile strumento di divulgazione.ù

INVESTIRE NELLA SICUREZZA

Francesco MERLINO

Quello delle risorse – dice l’Ammiraglio Di Paola – è un “problema chiave”, che non può essere risolto tirando a campare. La questione sollevata dal Capo

di Stato Maggiore della Difesa é la stessa che ormai da diverso tempo tutti i vertici militari citano: non si può pensare di tagliare i fondi a disposizione, pena la impossibilità di tenere fede a tutti gli impieghi in corso. Per fare tutto servono i soldi. La saggezza popolare dice: non si possono fare le nozze con i fichi secchi! C’é la necessità che la politica dica con chiarezza quali sono gli obiettivi delle Forze Armate e quante risorse vuole ad esse destinare. E’ una questione di coerenza strutturale, dalla quale non si può prescindere. Molto importante perché sull’assolvimento dei compiti sono proprio le risorse che incidono pesantemente, in particolare,sulla sicurezza del Personale perché è proprio su questa che, volendo ridurre le spese è, più apparentemente, facile intervenire. Risponde Severino Galante, capogruppo del Pdci nella Commissione difesa della Camera: “il Capo di Stato Maggiore della Difesa, continua immotivatamente e quindi inspiegabilmente a lamentare una carenza di fondi per la difesa, il cui bilancio – replica Galante – beneficia di un consistente aumento rispetto al 2006. Tale incremento risulta anche eccessivo – prosegue Galante – se confrontato con le emergenze sociali presenti nel Paese

, e non ha senso appellarsi ai molti impegni all’estero dell’Italia, ed alla necessità di soddisfare rivoluzioni culturali basate sulla integrazione delle Forze Armate tra di loro e con quelle di altri Paesi”. Posizioni molto lontane, come si evince, sulle quali non ci si può esimere dal considerare che gli impegni all’estero sono in atto nel pieno rispetto delle decisioni del Parlamento comunemente note ed anche delle “ missioni “ che il Vertice politico del Ministero della Difesa ha assegnato alle sue Forze Armate. Ed è proprio su queste che, facendo riferimento a documenti ufficiali dello stesso Stato Maggiore, cercheremo, a seguire, di fare chiarezza.

La Direttiva Ministeriale 2004-2005 e il Concetto Strategico 2005 hanno rappresentato i principali documenti di riferimento per la pianificazione dello sviluppo dello strumento militare futuro. Tali documenti, in particolare, riconoscono che le grandi sfide della sicurezza nel 21° secolo sono costituite dall’instabilità regionale, dalla minaccia globale del terrorismo, dal potenziale utilizzo di armi di distruzione di massa e dalla possibile compromissione degli interessi vitali nazionali, anche al di fuori del territorio dello Stato. I “contenuti” della missione fondamentale delle Forze Armate – quella di garantire la difesa del Paese – sono in progressiva evoluzione, di fronte all’elevata dinamicità dello scenario internazionale e al sorgere di nuove minacce alla sicurezza. Tali cambiamenti richiedono lo sviluppo di nuove capacità operative e l’instaurazione di un processo di adattamento continuo e progressivo delle Forze Armate alle mutate esigenze, salvaguardando contestualmente la capacità di far fronte agli impegni sottoscritti nei confronti degli Alleati, dell’Unione Europea e delle Organizzazioni internazionali. I nuovi e i futuri scenari di sicurezza richiedono di trasformare la struttura delle Forze nella direzione di una sempre più spinta flessibilità e di una spiccata caratterizzazione interforze e di proiettabilità. Lo strumento militare dovrà essere in grado di operare in misura predominante in contesti multinazionali in cui, coerentemente al consolidarsi di sviluppi dottrinali ed operativi nuovi, dovrà potersi inserire con capacità efficaci e pienamente interoperabili con quelle degli alleati europei e transatlantici. Gli elementi chiave del processo di trasformazione riguardano l’integrazione interforze e internazionale; la capacità di intervenire con tempestività e di operare, se necessario, anche per lunghi periodi di tempo e a grandi distanze dalla madrepatria; lo sviluppo

di un corretto bilanciamento di capacità per operazioni di natura di proiettabilità ; lo sfruttamento delle possibilità offerte dalle capacità informatiche e dallo sviluppo di nuovi concetti operativi e di pianificazione basati sui risultati. Lo strumento militare deve rispondere alle esigenze di operazioni concomitanti di piccola o media scala, anche protratte nel tempo, a sviluppare la capacità di condurre operazioni di coalizione e ad assicurare nel contempo la capacità di effettuare interventi limitati nel tempo di natura “combat”, nel contesto di coalizioni internazionali ad hoc guidate da una Nazione Leader. Persiste la necessità

di mantenere un livello di flessibilità adeguato per poter riconfigurare lo strumento militare in caso di meno probabili operazioni a larga scala. In tale evenienza, dal momento che la partecipazione italiana a tali operazioni è concepibile esclusivamente nel quadro di una più larga coalizione a guida NATO o UE, non è altresì necessario dotarsi dell’intero spettro di capacità richieste. In risposta alle sfide del nuovo contesto strategico, lo strumento militare dovrà conseguentemente adottare un approccio inteso a sviluppare, in ambiti multidisciplinari, interforze e multinazionali, capacità operative fortemente sinergiche e idonee ad assolvere un ampio spettro di missioni, che spaziano dalle operazioni umanitarie alla prevenzione e gestione delle crisi, fino ai conflitti ad alta intensità. Come si vede un quadro molto complesso e fortemente impegnativo all’interno del quale è ben difficile destinare le risorse che ogni anno vengono messe a disposizione e che non sono sufficienti a rispondere a tutte le esigenze. Occorre sempre operare delle scelte non facili, tenuto presente che gli investimenti per la Difesa sono sempre a lunga scadenza ed eventuali errori commessi oggi saranno pagati pesantemente in futuro.