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Pubblicato il 28/11/2013

LA CRISI COLPISCE ANCHE L’OCCUPAZIONE DEI DIPENDENTI DELLE BASI NATO

PARMA- Stato di agitazione degli oltre 4000 dipendenti civili italiani delle installazioni americane di Sigonella in Sicilia, delle Basi Camp Ederle di Vicenza e di Camp Darby di Pisa, della Base Usaf di Aviano e di Napoli Capodichino.
Il Governo Usa, rappresentato nelle installazioni italiane dalle forze armate statunitensi Navy, Army ed Air force, non farà fronte agli impegni assunti in sede negoziale sugli incrementi occupazionali derivanti dal piano di riorganizzazione e di ampliamento della installazione di Ederle di Vicenza,ed ha annunciato la riduzione del personale ed il trasferimento della Defense Logistics Agency di Camp Darby dove peraltro è stata comunicata anche la chiusura del servizio di mensa aziendale entro fine mese.

“Un vero e proprio dietrofront in una installazione che ha già subito in passato pesanti tagli occupazionali con tutte le conseguenze che si possono immaginare, soprattutto per quanti hanno creduto in un progetto di investimento e di raddoppio della caserma Ederle – spiega il segretario nazionale della Fisascat Rosetta Raso – Ora i dipendenti licenziati a Camp Darby non potranno neanche usufruire dell’indennità di mobilità in deroga a causa del mancato invio degli elenchi dei lavoratori licenziati al Ministero del Lavoro”.