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Pubblicato il 04/11/2017

LA GIOVENTU’ DELLA FEDELTA’ – riflessioni di un Incursore sulla Patria

di Corrado Corradi

Mi ha molto colpito l’articolo sulle considerazioni di RAI 3 circa Caporetto e la liceità o meno di morire per la patria e non posso esimermi da riflettere ad alta voce su quello sconcio di considerazioni pero’, a mente fredda mi dico che non si puo’ pretendere di più da chi non ha idea di che cosa significhi «Patria», da chi ha in uggia il termine stesso perché la sua di patrie non prevede una terra, non prevede un popolo, non prevede una condivisione di storia, tradizione e cultura ma solo una malsana e non meglio definita idea il cui inno é « imagine» di quello spinellato per antonomasia che era Lennon, il quale cantava: «no religions to»

Quanto alla Patria, la penso esattamente come il « Re della Vandea», François Athanase de la contrie:



«La nostra Patria sono i nostri villaggi, i nostri altari,
le nostre tombe, tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi ,
la nostra Patria è la nostra fede, la nostra terra.
E’ vecchio come il diavolo il loro mondo
che dicono nuovo
e vogliono fondare sull’assenza di Dio.
Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni…fanno ridere!
Ma di fronte a questi demoni che rinascono di
secolo in secolo, noi siamo la gioventù,
signori, siamo la gioventù di Dio.

La gioventù della fedeltà!»




E non mi é difficile identificare nel paracadutista (e, stante la mia origine, nell’Incursore) la “gioventù della fedeltà”.
Tutto il resto é solo vaquo pensiero il cui scopo é dissolvere le nostre anime prima di dissolvere se stesso.

Quanto al Papa, condivido le parole di Monaldo Leopardi, circa il pericolo al quale sta andando incontro la Santa Chiesa dalla quale ci si aspetta la difesa a oltranza dei diritti non negoziabili ma in realtà, a volte sembra che si adatti al pensiero alla moda:
“Coloro che hanno immaginato di sconvolgere gli ordini della società e di rovesciare le instituzioni più utili e rispettate hanno incominciato dall’eguagliare il vestiario di tutti i ceti raccomandando la causa loro alla moda”.