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Pubblicato il 12/04/2017

LA SICUREZZA TI ASPETTA IN UFFICIO – COMMEDIA TRAGICOMICA IN TRE ATTI

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il Dente Avvelenato

Protagonisti
un “paracadutista” del nordest con merci da spedire , che sfoggia il basco in testa nel profilo aziendale
un paracadutista imprenditore erogatore di servizi in Emilia
due gendarmi ( forse di più) nel nord est
sei gendarmi in una città dell Emilia
una signorina-prestanome

PRIMO ATTO
Il “paracadutista” del nordest con merci da spedire chiama il paracadutista erogatore di servizi emiliano e gli promette decine di camion da caricare per l’estero via strada ed altrettante decine di spedizioni via mare. “Tra camerati anche se tu costassi di più li darei ad un paracadutista”
Il prezzo della prima spedizione, quantità esigua e ben lontana dal promesso e che si rivelerà assai laboriosa, viene “trattato” senza pietà fino all’osso .
L’erogatore del servizio esegue senza lamentarsi, per rispetto dell “amico camerata” così estroverso e disponibile. .
Il trasporto viene ben eseguito – come conferma al telefono il “paracadutista-amico-camerata”.-
La fattura emessa non viene pagata nei tempi.
La scadenza di Gennaio trascorre.
Passano altri 29 giorni.
Al 10 Marzo nessun preavviso di pagamento.
Le telefonate e le email di sollecito non hanno risposta.
A volte nessuno risponde al telefono cellulare., unico della “azienda” del paracadutista camerata amico.
Quando risponde, la signorina , dice: “ mi spiace mail signor “xyz paracadutista- camerata” è in riunione, è in viaggio, è malato, è all’estero
Il paracadutista erogatore di servizi alza la voce al telefono con la signorina e preannuncia che non può rimetterci i 3mila euro, a costo di venirsi a prendere mobili da ufficio o prodotti.
La signorina si arrampica sugli specchi. Si capisce che è’ abituata a ricevere telefonate così.
L’erogatore di servizi ben conosce queste situazioni e pretende ( a voce, dalla sua scrivania a 350 chilometri di distanza) di essere pagato.
Il “paracadutista-amico-camerata” improvvisamente riappare al telefono.
Abituato a non pagare ed essere minacciato, forse registra per vedere di trarne vantaggi. Deve campare pure lui.
Si offende, dichiara che alla fine si tratta solo di 90 giorni dalla esecuzione.
Poco importa se per avere lo sconto aveva promesso un pagamento breve.
Promette un bonifico immediato
Passano tre giorni.
Nessun bonifico
Ulteriore telefonata dell’erogatore di servizi.
Nuova telefonata
Il bonifico arriva otto giorni dalla data nella quale diceva di averlo fatto.
Sipario

SECONDO ATTO
09.00 del 12 aprile
Due gendarmi con la FIAT di servizio suonano al campanello aziendale dell’erogatore di servizi
Uniforme, berretto, pistola. Auto a filo della porta a vetri che dà sull’esterno, quasi a voler bloccare la uscita.
Un giovane maresciallo senza sorriso, addirittura con una espressione infastidita , appena aperta la porta incalza, senza buongiorno: “lei è il titolare della “xxx srl?”
“si”
“Favorisca un documento”.
Lo passa all’autista che non scende dell’auto, portiera aperta come nei posti di blocco, a filo della porta a vetri di ingresso.
Tutto avviene all’esterno, sotto gli occhi dei vicini .
Dice il maresciallo che lo fa “per la privacy”. Dentro c’era una persona nella sala di attesa aziendale, ma c’era tutto il resto della ditta dove andare.
Compilano un documento di convocazione “urgente” –aggiunge con la espressione dura, incolore, sgarbata.
Il maresciallo è paracadutista con brevetto militare più quello americano.
“ Sono paracadutista anche io. Di cosa si tratta? Può aiutarmi? Sa com’è : il cittadino perbene in queste situazioni diventa ansioso”
“Non posso rispondere. Sconosco.
Dice proprio così: “sconosco”!!!!!
Venga con urgenza oggi pomeriggio.
“Posso andare subito?”
“No, meglio oggi pomeriggio”, dopo le 14. Firmi qui”.
Nessun sorriso nemmeno per salutare, nemmeno per sbaglio.
Non so se una notifica di una semplice convocazione fatta ad un delinquente ha questi modi sbrigativi, freddi e imperiosi.

Pomeriggio

Ore 1430, dopo cinque ore di graticola pensando a chissà quale fatto grave, il paracadutista perbene ( il notificato) si reca presso la caserma in pieno centro pedonale.
La Caserma chiude da un lato una enorme piazza, una volta verde e molto elegante. Ora gremita di ambulanti ( neri), di tossici ( bianchi) ,di bande di ukraini, moldavi, romeni e marocchini, sparpagliati a capannelli, nei confini che si sono presi.
Tutte le panchine sono occupate da loro. Almeno centocinquanta sfaccendati e delinquenti.
I turisti vagano indifferenti, con cuffie e fissando il cellulare, forse per non vedere e non sentire.
Alcuni fortunati di loro si sono seduti di fianco ad un gruppo di neri, uno a torso nudo e tre scalzi, che espongono occhiali e borse.
Gente di colore sdraiata su quello che una volta era un bel prato verde ed ora un rinsecchito sterrato con qualche ciuffo giallo.

Entra nella Caserma dei gendarmi.
Uno risponde al citofono.
Un altro riceve e chiede, prima ancora di parlare “documenti”.
Un terzo ( il maresciallo sgarbato della mattina) è seduto in maniche di camicia in un ufficio.
Vede il notificato ma non saluta.
Un quarto sta arrivando.
Un quinto è in piedi dietro al Maresciallo.
Buongiorno! -dice il paracadutista notificato al gendarme maresciallo paracadutista-.
Sgarbatamente, senza sorriso, senza guardare chi lo saluta, risponde svogliatamente “buongiorno”-

“Si sieda” dice uno dei due piantoni
Passano circa 20 minuti.
Sala di attesa vuota e nessuno davanti a me.
Il maresciallo notificatore e paracadutista va via senza salutare.
Entra un graduato giovane che fa accomodare il notificato

“Lei ha ricevuto una querela per minacce dal signor xyz” (il “camerata paracadutista amico”, quello con merci da spedire)

Con cortesia spiega che si tratta di poca cosa.
Roba da giudice di pace.
Minacce non aggravate.
Il notificato, che ne sa di legge, mentalmente conta almeno 1500 euro di spese tra avvocato , multa ed atti.
Uno sfregio del “camerata-paracadutista-amico”.
Un infame che lo ha pugnalato alle spalle.
Uno dei tanti mezzi uomini ed infami -peccato avessero il basco amaranto. incontrati dal notificato.

“Vede, noi dobbiamo sempre dare corso ad ogni denuncia del cittadino.”
Il paracadutista notificato dice amareggiato “si è giusto” , riferendosi a pensieri suoi e non alle parole del graduato.

Compilazione rituale, nessuna possibilità di conoscere il contenuto della querela, di controbattere immediatamente.

Una occasione persa per risparmiare avvocati, futuri interrogatori, trasferte e carta e giri di notifica in due con macchina dello stato.
Un altro fascicolo che si aggiungerà alle decine di migliaia giacenti in ogni tribunale.

Un popolo di querelatori. Un mondo parallelo che i gendarmi possono facilmente raggiungere e punire.
Un mondo che gli dà soddisfazione perchè si intimidisce, sbianca. Là fuori no, a pochi metri li avrebbero presi a risate, sputi e coltellate, oppure per il fondoschiena.

Il paracadutista notificato riattraversa la piazza,spoglia di gendarmi, spoglia di vigili urbani, spoglia di città.Una casbah. Tutto senza controllo.
Giusto: lo Stato doveva aspettare il notificato in ufficio:
intorno ad una una querela presa per farsi pagare un servizio erogato ci hanno lavrato in dodici, tra nordest ed emilia.
Bisogna dimostrare che lo stato c’è, per i cittadini rintracciabili.
Il “colpevole” aveva chiesto il pagamento di servizi erogati ad un imbonitore spiantato che cercava di non pagare.
Lo stesso pezzo di carta, se notificato la mattina dal maresciallo scortese avrebbe “liberato” almeno quattro tutori del non si sa che, in Emilia, ma non sarebbe stata la stessa cosa.
In questo modo il cittadino è stato rosolato alla griglia per scelta dei gendarmi.
Diamogli soddisfazione. Perdoniamo il modo di trattare una persona visibilmente perbene come un delinquente.
Ne hanno così poche, di soddisfazioni, con i clandestini e i delinquenti veri.

TERZO ATTO
Tardo pomeriggio , in ufficio.
Il notificato è al telefono con un interlocutore che si capisce essere il commercialista: ci saranno fughe di gente perbene.
Ne parleremo.
Poi scrive una lettera al comando dei gendarmi.
La scena si chiude con il notificato che toglie i calendari dei gendarmi dal muro del suo ufficio e chiede alla sua agenzia di preparare un biglietto per un luogo fuori dall’Italia dove portare i suoi risparmi.
Il Commercialista gli ha dato buoni consigli su come cessare ogni attività.

Sipario

Nota dell’Autore
Non ci sono più i gendarmi di una volta!
OGNI RIFERIMENTO A FATTI, ISTITUZIONI E STATO ITALIANO E’ PURAMENTE CASUALE.