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Pubblicato il 11/01/2019

LA STAMPA VICENTINA RICORDA IL PARACADUTISTA ALPINO DON CLAUDIO GIOPPO

Il Giornale di Vicenza
sezione: PROVINCIA data: 11 gennaio 2019 – pag: 27

IL LUTTO. L’Alto vicentino e il mondo delle stellette piangono don Gioppo, il sacerdote alpino scomparso improvvisamente all’età di 81 anni

Addio Claudio, prete paracadutista

S’è sentito male mentre era al funerale di un parente Inutili le prime cure in ospedale. Congedato nel ’99 era ancora punto di riferimento per tante parrocchie

La comunità dell’Alto vicentino e il mondo delle stellette piangono la scomparsa di don Claudio Gioppo, il prete alpino paracadutista morto improvvisamente mercoledì mattina. Il sacerdote di Chiuppano aveva 81 anni, 52 dei quali trascorsi tra terra, cielo e mare al servizio degli altri: prima in favore dei giovani nelle Case Salesiane, poi dei militari alpini, paracadutisti e marinai, e in questi ultimi anni delle parrocchie del vicariato di Thiene. Mercoledì don Claudio si trovava a San Martino di Lupari assieme al nipote Paolo per presenziare al funerale di un familiare quando è stato colto da un malore.«È successo tutto in pochi istanti – racconta il nipote – era appena terminata la funzione e avevamo deciso di fermarci a pranzo da alcuni parenti quando improvvisamente mio zio si è sentito male. Gli ho prestato i primi soccorsi in attesa che arrivasse l’ambulanza; è stato quindi trasportato al vicino ospedale ma la situazione si è aggravata velocemente e intorno a mezzogiorno è morto. Ancora non riusciamo a credere a quanto è accaduto: mio zio stava bene, non aveva mai dato alcun segno che potesse far pensare ad un epilogo simile. Anzi, era più attivo che mai, sempre disponibile a prestare servizio nelle parrocchie in cui c’era bisogno di lui». In questi anni don Claudio era in effetti diventato un punto di riferimento per molte parrocchie dell’Alto vicentino che potevano contare sulla sua disponibilità e instancabile dedizione: quando arrivava la telefonata partiva dalla sua abitazione di Chiuppano e, a bordo della sua vecchia utilitaria, macinava chilometri per raggiungere le comunità di Calvene, Mortisa di Lugo, Valli di Sopra di Lusiana e le frazioni thienesi di Santo e Rozzampia.Ordinato prete nel 1967, don Claudio Gioppo aveva trascorso i primi nove anni da Salesiano prima di diventare cappellano militare del 4° Corpo d’Armata Alpino di Bolzano. Lì aveva iniziato a dedicarsi ai giovani in divisa e, dopo aver frequentato il corso di paracadutismo per civili, era diventato egli stesso un provetto parà arrivando ad accumulare nella sua carriera oltre 600 lanci, fino all’ultimo datato luglio 1998.Un cappellano sportivo e dal cuore grande: nel 1991 aveva partecipato con la “Folgore” alla missione umanitaria in Kurdistan, meritando infine la croce di bronzo al merito dell’Esercito.Dopo una parentesi di tre anni come cappellano militare per la Marina, nel novembre 1999 si era congedato con il grado di tenente colonnello mettendosi a disposizione del vescovo di Padova.Il funerale di don Claudio Gioppo si terrà sabato alle 10 nella chiesa di arcipretale di Chiuppano
Il Giornale di Vicenza
sezione: PROVINCIA data: 11 gennaio 2019 – pag: 27

Ha scritto una preghiera speciale

Nel 1985 don Claudio Gioppo, prendendo spunto dalla “Preghiera del paracadutista”, ne ha fatto una versione dedicata agli alpini paracadutisti: «Eterno, Immenso Iddio che creasti gli Infiniti spazi e ne misuraste le misteriose profondità, guarda benigno a noi, Alpini Paracadutisti, che nell’adempimento del dovere, balzando dai nostri apparecchi ci lanciamo sulle nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza ove la Provvidenza ci ha posto a baluardo della Patria, della Bandiera. Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della tormenta, dall’impeto della valanga. Proteggici nell’ardimentoso volo. La nostra giovane vita è Tua o Signore! Se è scritto che cadiamo, sia. Ma da ogni goccia del nostro sangue sorgano gagliardi figli e fratelli in numeri: orgogliosi del nostro passato, sempre degni del nostro immancabile avvenire. E Tu, Madre di Dio, candida più della neve, Tu che hai conosciuto le sofferenze e i sacrifici degli Alpini caduti, Tu che raccogli gli aneliti dei Paracadutisti vivi ed in armi, Tu benedici e sorridi al nostro Battaglione. Così sia».