OPINIONI

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Pubblicato il 15/11/2018

LE 43 VITTIME DEL CROLLO DI GENOVA E LA CAMPANA TIBETANA

di Corrado Corradi

Commemorazione delle vittime del crollo morandi… non voglio far polemica spicciola su un episodo tragico pero’ certe cose fanno venir l’urticaria: i nomi delle vittime sono stati scanditi con il tocco di una campanella tibetana.
Proprio per non allungare il brodo di una considerazione che puo’ sembrare polemica ma che in realtà non la é: che bisogno c’era di ricorrere al suono di una campanella tibetana? non si poteva ricorrere a una semplice campanella della tradizione cristiana magari anche suonata (transitivo) da un prete o da un chierichetto non foss’altro per rispetto di quelle vittime, in maggioranza italiane, avvezze al suono delle nostre campane?

La mia considerazione potrebbe anche sembrare una polemica fuori luogo ma il suono della campanella tibetana puzza di invasione di campo da parte di una moda culturale.
Don Camillo in uno dei suoi insuperabili film mentre suona la campana per la morte di un giovane, rosso «compagno», guardando verso il cielo diceva più o meno cosi’ : «mio Dio, é vero che era un ateo ma prima di morire ha chiesto di sentire il suono delle campane, é come se avesse chiesto di ascoltare la tua voce»… questo é il senso delle nostre campane; il senso di quelle tibetane francamente non lo conosco, ma so che i buddisti non credono in Dio e che quelle campane sono di moda.