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Pubblicato il 30/01/2018

LIBIA: I SOLDATI ITALIANI APPOGGIANO LA “EMERGENZA SORRISI ONLUS”

“Emergenza Sorrisi Onlus”, è stata protetta in Libia dai soldai italiani durante la sua missione sotto l’egida dello Stato Maggiore della Difesa. La ONLUS – è un’organizzazione non governativa che, si occupa di bambini affetti da labbro leporino, palatoschisi, malformazioni del volto, esiti di ustioni, traumi di guerra, cataratte e altre patologie invalidanti, nei Paesi in via di sviluppo o caratterizzati da crisi interne,.

370 medici e infermieri volontari, realizzano missioni chirurgiche in 18 Paesi nel mondo, dove fino ad ora 4.084 bambini sono stati operati ritrovando il sorriso. “Emergenza Sorrisi” ha provveduto ad abilitare 573 professionisti dei Paesi che ospitano le sue missioni. In Libia, la loro equipe è stata ospitata presso l’Ospedale militare da campo italiano, coinvolgendo anche i chirurghi e i medici dell’Ospedale civile di Misurata. In particolare, l’equipe di specialisti era guidata dal presidente, Fabio Massimo Abenavoli (chirurgo plastico e maxillofacciale), e composta da Sandro Pelo, chirurgo plastico e docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Stefano Morelli, anestesista intensivista presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, e Salvatore Errico, strumentista presso l’azienda ospedaliera dei Colli di Napoli. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, gentrale Claudio Graziano, nel commentare l’attività, ha voluto sottolineare come “lo Stato Maggiore della Difesa abbia messo volentieri a disposizione di ‘Emergenza Sorrisi’ mezzi, tecnologie e professionalità delle Forze Armate, caratterizzate da capacità duale, per contribuire a ridare il sorriso a quei bimbi libici più sfortunati. Questa attività – ha proseguito Graziano – testimonia ulteriormente il carattere umanitario e di supporto della missione italiana bilaterale in Libia”.

Siamo orgogliosi e profondamente grati che tutto questo sia avvenuto con il sostegno delle Forze Armate: per questo desidero ringraziare lo Stato Maggiore della Difesa e il Generale Graziano per aver condiviso, fin dall’inizio, il nostro progetto. Speriamo di aver contribuito non solo ad alleviare le sofferenze dei piccoli che abbiamo operato ma anche contribuito a formare i medici locali su questa specifica tipologia di interventi”.