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Pubblicato il 17/06/2017

L’INCURSORE CORRADO CORRADI: PIU’ DEL TERRORISMO ISLAMICO DOBBIAMO TEMERNE LA INVASIONE CULTURALE

TRAVERSETOLO. PARMA- L’Agriturismo Montefiascone, Venerdì sera è stato il centro di un incontro sull’Islam organizzato da Pietro Del Grano, Team Folgore, col supporto informativo di Walter Amatobene.

L’occasione era la conferenza di Corrado Corradi, ufficiale incursore delle forze speciali dell’Esercito e agente dei servizi segreti italiani per molti anni in medio oriente, ed ora in congedo. Corradi ha parlato dei segnali che il mondo islamico ci manda. Analizzare ciò che accadeva da quelle parti, d’altronde, era il suo lavoro “anche se i politici di turno avevano già opinioni proprie, talvolta miopi”, ammette.

SALA PIENA – MOLTE DOMANDE
Di fronte ad una sala affollata -ha partecipato anche il Sindaco- e con pubblico in piedi, il relatore ha affrontato l’argomento in modo disincantato e senza pregiudizi, parlando anche del loro “vocabolario” e descrivendo la pericolosa “deriva” di alcuni paesi arabi, che hanno lentamente virato verso l’integralismo diffuso e accettato, sotto gli occhi dell’occidente.
Alcune foto da lui scattate in Tunisia, Algeria e Marocco, raggelanti, lo hanno spiegato assai bene.
Diversi aspetti della società musulmana, come la soggiogazione di donne e uomini in paesi “amici” come l’Arabia Saudita, erano già noti al pubblico, ma finalmente molti hanno conosciuto le ragioni della conflittuale differenza tra sunniti e sciiti e hanno potuto interrogarsi sulla inspiegabile ostilità del mondo nei confronti dell’Iran sciita e della altrettanto inspiegabile (o spiegabilissima?) amicizia verso stati, sunniti, che finanziano il terrorismo, come l’Arabia Saudita.
L’Iran è l’unico tra i paesi di quello scacchiere bollente a non avere mire di conversione del mondo e di invasione dei confinanti, ma viene dipinto come il grande nemico, nonostante le molte affinità culturali con noi.
Sono state diverse le domande cui ha dovuto rispondere il relatore, che crede nella possibilità di un Islam non conflittuale, ma che va aiutato e fatto emergere.


I PILASTRI DELLA RELIGIONE ISLAMICA

Corradi ha spiegato i cinque precetti islamici fondamentali (testimononianza di fede che mira ad ottenere conversione -anche forzata dell'”infedele”, preghiera, digiuno, visita alla Mecca, carità rituale), usati per il “controllo” sociale.
Il singolo non esiste, tra i musulmani, perchè sono tutti appartenenti alla “Umma”, la comunità islamica indistinta. L’Islam è comunità e infedele è chiunque non vi appartenga, quindi nemico.
La loro religione impone anche molti precetti fisici (circoncisione, cambio del nome e tanto altro), cadenzando ritualmente le loro giornate, con assai poca ricerca metafisica e introspettiva, come ci si attenderebbe da una religione. Il digiuno diurno del ramadam, con notti passate a mangiare a crepapelle, ad esempio, ha poco a che fare con la ricerca della purificazione, non solo fisica, che l’astensione dal cibo potrebbe aiutare.

I SUNNITI UCCIDONO PIU’VOLENTIERI UNO SCIITA CHE UN OCCIDENTALE

Dopo il Corano, la Sunna costituisce la seconda fonte della Legge islamica e col testo sacro costituisce la Sharīa. Il termine “sunnita”, cioè “seguace della tradizione del Profeta e della comunità islamica” è usato per indicare la maggioranza dei musulmani che dette vita al sunnismo, corrente principale dell’Islam, in opposizione ai kharigiti e agli sciiti.
La “sunna” tradizionalista uccide più volentieri e di sicuro PRIMA uno sciita che un occidentale.
La prova della miopia del nostro mondo è proprio il non riconoscere il contenuto eversivo di certi dettami coranici. Gli sciiti (dall’arabo scissione, ndr), che si rifugiarono in quella parte ora corrispondente all’Iran e che coltivarono una religione che lascia maggiori libertà individuali, sono considerati grandi nemici da uccidere. Lo dimostrano le migliaia di morti in attentati operati dai sunniti, come il daesh.

INVASIONE CULTURALE
Corradi ha spiegato la pericolosa infiltrazione dei Fratelli musulmani, che sotto spoglie “civili” si stanno insinuando “senza fretta”, all’interno della società italiana; godono di un ampio diritto di parola anche televisivo, come certi imam in Italia. Ha parlato della predicazione aggressiva che le TV arabe in lingua occidentale propinano ogni giorno. Noi stessi accettiamo e diffondiamo precetti che i musulmani nemmeno ci chiedono (togliere i crocefissi, ad esempio, ndr) per paura di essere accusati di “islamofobia”, parola che noi stessi abbiamo creato.
I fratelli musulmani hanno come obbiettivo la lenta conquista del potere, come hanno tentato di fare in Egitto e come stanno ottenendo in molti paesi europei, come in Inghilterra, dove esistono già zone franche con la pratica approvata perfino dai giudici, della sharia, ovvero la legge coranica. Il loro stile di vita ed i loro precetti sono molto spesso contrari alle nostre leggi, a cominciare dalla poligamia, la pedofilia, con bambine date in spose a maggiorenni, con l’atto sessuale sul cadavere della moglie (ma entro trenta minuti, però…), con la macellazione casalinga e tanto altro.

I PAESI ARABI LAICI INASCOLTATI
Al contrario di quanto avveniva in paesi “laici” come il Marocco, tutt’ora antagonista dichiarato dell’integralismo, alla ricerca di laicità, ma inascoltato dall’occidente, le nazioni costiere del mediterraneo sono ricche di segnali di integralismo aggressivo che inneggia alle battaglie contro l’occidente e glorifica gli sciiti e i tagliagole dell’ISIS.
Il Marocco, ad esempio, ha sempre segnalato ai servizi europei gli elementi ostili in viaggio verso i nostri Paesi. Quasi tutte erano centrate, tant’è vero che molti dei segnalati si sono rivelati autori di attentati. Alcune foto scattate dal relatore hanno inequivocabilmente dimostrato i nostri errori di sottovalutazione: la Tunisia è uno di quei paesi “infiltrati” di violenza.
I musulmani che giungono in Italia – dice Corradi- ci disprezzano, ci considerano “sgallettati”, (ha usato un termine militare che identifica chi ha poca moralità,ndr), corrotti. Per sua diretta conoscenza, quelli che arrivano dal Marocco sono veri delinquenti, che scappano dalle severe leggi penali del loro paese.

IN ATTESA DI UNA PUBBLICAZIONE DEI CONTENUTI DELLA CONFERENZA
Corradi seguiva un canovaccio che diventerà presto una pubblicazione che “apre gli occhi” sulla infiltrazione culturale ormai evidente, che è il vero pericolo per noi occidentali. I sensi di colpa da ex colonialisti e una sociologia ed una multiculturalità perdente e la mancanza di riferimenti etici per i nostri giovani, sono il vero vulnus per il futuro. Altro che terrorismo, dice Corradi: quello è un fenomeno che un esercito mediamente efficiente potrebbe sradicare con una relativa facilità, sempre che non lo si lasci attecchire con i cortocircuiti culturali fuorvianti di cui talvolta gli americani sono consapevoli diffusori e l’occidente il supino vassallo.

corradiprimopiano