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Pubblicato il 05/12/2018

MANGUSTA 2018: IL NOSTRO INVIATO AL BRIEFING CONCLUSIVO

foto sopra: la emanazione degli ordini – –

IL CENTRO operativo dell’esercitazione è stato attivato all’alba all’interno della caserma ‘Bandini’ di Siena, che ospita il 186esimo Reggimento dei paracadutisti della Folgore. E’ in quella sede che è stata preparata anche dal punto di vista tecnico l’intera operazione, che poi si è svolta materialmente nell’area di Pian del Lago, con dimostrazioni pratiche di atti tattici, aviolancio ed eliassalto

di Giovanni Graziotti
SIENA- Briefing conclusivo, rigorosamente tutto in inglese, come si con-viene ad una moderna forza armata, dell’esercitazione “Mangu-sta 2018” presso la sala operativa del 186° reggimento paraca-dutisti di Siena.
La “Mangusta” ha visto impegnati sul territorio tra Siena e Grosseto più di mille uomini tra militari Italiani e Statunitensi.
L’esercitazione è un classico per la Folgore, detta anche “Il pane del paracadutista” prevede la contrapposizione sul campo di due unità avversarie per testare le capacità acquisite nella condu-zione delle operazioni a seguito di aviolancio.

Con un lancio con la tecnica HALO ( High Altitude Low Open )(Alta Altitudine Bassa Apertura) sull’ex aeroporto di Pian del Lago da parte di una unità esplorante del 186° reggimento, av-viene la presa dell’aeroporto di Moroto dello stato di Lakuta occupato dalle truppe di Kamon che per soddisfare la propria ambizione espansiva ha bisogno di avere accesso alla principale fonte d’acqua della regione.
Questo lo scenario immaginato dall’esercitazione iniziata il 27 novembre e terminata oggi, che simula l’immediato intervento della NATO con l’invio di un continente multinazionale per liberare un aeroporto occupato da forze ostili.

Dopo un lungo combattimento e messo in sicurezza l’aeroporto, avviene la seconda parte dell’operazione che vede l’inizio di una “Forcible Entry Operation” ovvero un’operazione Avioportata che ha lo scopo di “preparare” il terreno per l’entrata in teatro dei successivi scaglioni di forze, da un Chinook scortato da due Mangusta che hanno il compito di coprire la presa di terra delle unità elitrasportate, gli uomini scendono con la tecnica della “Fast “Rope” cioè una discesa rapida con la corda da elicottero in volo stazionario.

Preso il controllo dell’aeroporto le truppe liberano gli ostaggi in mano ai guerriglieri di Kamon, con quest’ultimo atto si conclude l’esercitazione, nella realtà le truppe continuerebbero il loro la-voro per allargare quella che viene definita la bolla di sicurezza fino a conquistare nuovamente tutto il territorio precedentemen-te occupato da Kamon.
All’esercitazione hanno partecipato anche unità della 173ma Airborne dell’esercito degli Stati Uniti, un’eccellente opportunità in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate italiane e straniere.