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Pubblicato il 05/02/2018

MISSIONE IN NIGER: SEMBRA CHE IL GOVERNO LOCALE NON SIA D’ACCORDO

Il 17 gennaio il parlamento italiano ha approvato il dispiegamento della missione “di supporto nella Repubblica del Niger” che prevede lo schieramento di un contingente di 120 uomini nel primo semestre di quest’anno per poi raggiungere il numero massimo di 470 militari entro fine anno, con il supporto 130 mezzi terrestri e due aerei, per una spesa complessiva totale di 49,5 milioni di euro per tutto il 2018.

Secondo Radio France International che cita vari esponenti politici. sembra che il Niger non gradisca la missione italiana. Motivo? Nessuno li ha informati ufficialmente e gli esponenti del Governo avrebbero appreso del dispiegamento del contingente italiano da un lancio dell’agenzia di stampa. Secondo la stessa fonte, sembra che le autorità del paese africano avrebbero informato il governo italiano di non essere d’accordo con tale missione. Anzi: Radio France afferma che la formazione dei militari e delle forze di sicurezza del Niger sia già affidata ad altre nazioni.
Il ministro degli Esteri Angelino Alfano aveva visitato il Niger all’inizio di gennaio incontrando il suo omologo nigerino, Ibrahim Yacouba, e il presidente del paese, Mahamadou Issoufoul, in occasione dell’inaugurazione della prima ambasciata d’Italia nel paese africano e nell’intera regione del Sahel.

In Africa è già attiva una missione Nato di supporto in Tunisia, una missione Onu per il Sahara occidentale e una missione dell’Unione europea di addestramento delle forze armate locali nella Repubblica Centrafricana.

Alfano aveva annunciato come l’Italia destinerà al Niger il 40 per cento dei fondi governativi di assistenza per l’Africa: l’Unione europea nel 2017 aveva stanziato più di 50 milioni di euro per finanziare una missione militare congiunta dei governi del Sahel contro la minaccia jihadista, che ha ricevuto finanziamenti anche da Francia, Stati Uniti, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.