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Pubblicato il 14/06/2019

NAPOLI- LA CASERMA DI BATTISTI DIVENTA UN CARCERE PER DETENUTE MADRI

La caserma “Cesare Battisti” nel rione Cavalleggeri d’Aosta a Napoli diventa un carcere
di Nunzio De Pinto
Redazione Sud

La caserma “Cesare Battisti” nel rione Cavalleggeri d’Aosta, adiacente all’area delle ex acciaierie di Bagnoli a Napoli, in disuso da una decina d’anni, diventerà un istituto di custodia attenuata per detenute madri, potenziando quello già esistente a Pozzuoli o, in alternativa, un istituto penitenziario per minori in supporto a quello di Nisida. È quanto prevede il protocollo quadro firmato dai ministri della Difesa Elisabetta TRENTA e della Giustizia Alfonso BONAFEDE per la razionalizzazione di immobili militari presenti sul territorio nazionale ai fini della realizzazione di strutture carcerarie. La firma è stata apposta giovedì, 13 giugno 2019, a Palazzo Salerno, sede del Comando forze operative Sud dell’Esercito Italiano. Il protocollo, ha spiegato il ministro Trenta, “è stato concertato tra le parti per individuare aree militari non più utili ai fini istituzionali della Difesa, utilizzabili per realizzare nuovi istituti penitenziari, così da offrire una concreta soluzione alla nota problematica relativa al sovraffollamento delle carceri italiane e consentire l’attuazione del piano di riequilibrio territoriale del sistema penitenziario nazionale”. Trenta ha ricordato gli accordi di cessione siglati nei mesi scorsi relativi all’ex Idroscalo di Cagnano Varano e ad un’aliquota della Scuola volontari dell’Aeronautica militare di Taranto. Bonafede ha parlato di “protocollo importante e firmandolo stiamo sottoscrivendo pagina importante della storia dell’esecuzione della pena e della giustizia in generale di questo paese”. Bonafede ha aggiunto: “Si è portati a pensare all’esecuzione della pena come parte marginale, quasi non presente nel percorso che fa la giustizia, dimenticando che la giustizia fa valere i propri principi e valori nella misura in cui riesce a far percorrere alle persone condannate un percorso di rieducazione vero, reale. L’esecuzione della pena, se fatta come dev’essere fatta, se incanalata in un percorso di rieducazione, riabilitazione e reinserimento sociale, è esecuzione della pena a beneficio della sicurezza dei cittadini”. Per la riconversione della struttura di Napoli, ha sottolineato il ministro Bonafede, “…. sono già stati investiti 5 milioni di euro e ne verranno stanziati altri 10”. “Abbiamo ereditato una situazione carceraria drammatica invece di fare indulti e leggi svuota carceri che non servono a nulla abbiamo deciso di investire risorse nell’edilizia penitenziaria. Dobbiamo puntare sulla rieducazione e sull’edilizia penitenziaria perché non esistono depenalizzazioni che permettano di risolvere il problema penitenziario” ha detto il ministro della Giustizia Bonafede. Per ora, le strutture che saranno trasformate in istituti di pena sono quattro, ma ne sono state individuate altre quattro, come ha precisato il ministro della Difesa Trenta. Lo Stato si mobilita quindi per l’edilizia penitenziaria e per incrementare il patrimonio immobiliare carcerario e fornire spazi utili ad alleviare la situazione di affollamento degli istituti, mettendo a disposizione complessi demaniali dismessi, in particolare, caserme da riconvertire in strutture penitenziarie. Il Protocollo rappresenta un esempio di proficua e virtuosa collaborazione istituzionale che soddisfa, massimizzandone il risultato, le diverse esigenze dei firmatari: da una parte, la volontà del Ministero della Difesa di dismettere parte del suo patrimonio immobiliare, anche in considerazione delle attività di razionalizzazione delle infrastrutture militari dovute alla riorganizzazione delle Forze Armate; dall’altra, la necessità del Ministero della Giustizia di reperire sul territorio nazionale nuovi spazi, già strutturati, da riconvertire a istituti penitenziari, senza dover affrontare i tempi e le spese propri di una nuova opera.

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