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Pubblicato il 19/01/2018

NIGER: I SOLDATI DI QUEL PAESE CAMPANO CON I TRAFFICI DI ESSERI UMANI

Un articolo di Italia Oggi, pubblicato il 19 Gennaio 2018 ci informa che Paolo Gentiloni – su twitter- ha ribadito che la missione in Niger è «contro terrorismo e traffico di esseri umani». Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, prima del voto, ha precisato che si tratta di una missione che non prevederà scontri a fuoco con i delinquenti schiavisti, bensì di addestramento dei militari del Niger. Lavoreranno nelle retrovie, ben lontani dal deserto battuto dai trafficanti di migranti. Al contrasto, una volta addestrati, ci penseranno i soldati nigerini. Un risultato ancora non raggiunto nè dalle forze locali nè dai militari francesi

Tino Oldani, autore dellì’articolo di Italia Oggi segnala che il web racconta cose brutte sui soldati nigerini, che il nostro contingente dovrebbe addestrare a contrastare il terrorismo e i trafficanti di esseri umani.
Tra i raccondi- scrive Oldani- vi è quello di Un giornalista che si è mescolato a un gruppo di migranti africani, fuggiti da vari paesi (Ghana, Nigeria, Camerun, Togo, Benin, Costa d’Avorio), e con loro ha percorso cinquemila chilometri (da Dakar, in Senegal, alla Libia), passando per il Niger, . «Un mese e mezzo in cui il cronista è stato testimone di come i soldati nigerini proteggano i trafficanti e derubino le carovane.
L’Autore dichiara di avere letto parte delle notizie sul sito flore de mentula .
Il giornalista del reportage al seguito della carovana: «Il traffico dei clandestini verso l’Italia è il più grande affare di polizia, gendarmeria e forze armate del Niger. E dei reparti libici che pattugliano il valico di Temù e il confine meridionale. A ogni posto di blocco, ogni immigrato deve sborsare una tangente. Militari e agenti nigerini chiedono 10 mila franchi (moneta locale), pari a 15 euro. Spesso si accontentano di 5 mila franchi. Ma se nelle perquisizioni e nei pestaggi trovano di più, si tengono tutto: a volte sono rotoli di 800, mille dollari, messi da parte per pagare il viaggio finale in barca verso l’Italia. Superare i 2.040 chilometri tra Niamey e la Libia può costare tra i 60 mila e 100 mila franchi (da 90 a 100 euro)».
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Più avanti: «I dodici posti di controllo, dalla capitale del Niger al fortino di Madama, rendono all’esercito e alla polizia nigerini tra il milione e mezzo e i due milioni di euro al mese. Fino a 20 milioni l’anno. Con queste cifre, da queste parti, si armano squadroni speciali, si comprano campagne elettorali, si organizzano colpi di Stato».

L’autore, alla fine del suo articolo si chiede: “Sono ancora questi i metodi dei soldati nigerini? Ne sono stati mai informati i comandi militari italiani? L’addestramento da impartire a cosa servirà? Forse a porre fine anche ai taglieggiamenti? Se così fosse, siamo proprio sicuri che i nostri soldati non finiranno per trovarsi nella scomoda posizione di chi, oltre ai nemici dichiarati (i terroristi e i trafficanti di uomini), ne avrà anche alle spalle?