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Pubblicato il 03/12/2013

PAOLO NESPOLI AGLI STUDENTI DI MONZA: CREDETE SEMPRE NEI VOSTRI SOGNI


MONZA- Paolo Nespoli, l’astronauta incursore della Folgore ha incontrato ieri i ragazzi delle scuole medie superiori di Monza.

La forza di credere nei propri sogni è un carburante in grado di spingerti molto lontano, fino nello spazio. Questo, in sintesi, il tema della lunga mattinata che

Paolo Nespoli, astronauta in forza all’Esa, ha trascorso con i ragazzi della scuola primaria e superiore di primo e secondo livello del collegio «Villoresi». Nato a Verano Brianza nel 1957, ha regalato ai giovani spettatori, con grande disponibilità e simpatia, i racconti delle sue esperienze, «terrestri» ed «extraterrestri», insieme a preziosi consigli.

«L’unico modo perché non si realizzino di sicuro i nostri sogni è non provarci neanche – ha detto incoraggiando la platea – Io da bambino avevo il sogno di fare l’astronauta ma quanti bambini ce l’hanno? Mi dicevano “bravo bravo”.

Poi ho pensato ad altro: ho frequentato il liceo scientifico a Desio e poi, dopo il diploma, ho iniziato a studiare Ingegneria al Politecnico di Milano, ma non mi piaceva molto». Così Nespoli è partito per il militare e alla fine è rimasto nell’esercito. «A 26 anni ero un ufficiale, ero negli incursori del reggimento paracadutisti – ha proseguito Nespoli – Facevamo di tutto, ma qualcuno mi chiese: tu cosa vuoi fare da grande? E il sogno si è ripresentato». In nome di quel lontano sogno, maturato all’oratorio e «gettato in un cassetto come un semino che è lì e chissà cosa farà», Nespoli ha lasciato l’Italia, si è trasferito negli Stati Uniti, ha conseguito la laurea in Ingegneria Aerospaziale (per partecipare al bando per diventare astronauta è necessario avere conseguito una laurea tecnica ed avere una buona conoscenza dell’inglese) e ha poi vinto il concorso per diventare allievo astronauta alla Nasa.Le sue avventure spaziali, tra cui la permanenza record di 157 giorni in orbita, sono note a tutti, ma ciò che conta è lo spirito che ha animato queste imprese: «Guardare avanti, puntare sempre in alto: le stelle non sono poi così lontane», ha chiuso Nespoli.