OPINIONI

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Pubblicato il 10/05/2016

PAPA FRANCESCO RINNEGA LE RADICI CRISTIANE DELL’EUROPA E INNEGGIA AL METICCIATO MULTICULTURALE

Il Dente Avvelenato

El Che Francesco, ha ricevuto ad Acquisgrana -il 6 maggio- il premio Carlo Magno** . Glielo hanno consegnato i banchieri europei travestiti da politicanti che si battono contro il crocefisso, per i froci sposati e per l’Italia come enorme campo profughi.

Dice il giornalista e scrittore Antonio Socci : L’attribuzione del Premio Carlo Magno a papa Bergoglio induce all’ilarità. Sarebbe come attribuire un Premio San Tommaso d’Aquino a Eugenio Scalfari.

Com’era prevedibile il papa argentino – dopo aver cestinato le “radici cristiane dell’Europa” e i “principi non negoziabili” che sono alla base della civiltà europea – ha proclamato il suo unico “principio non negoziabile”: l’immigrazione. E, con essa, l’affondamento dell’Europa.
Del resto – in barba al titolo del premio – la fallimentare Europa tecnocratica e laicista (cioè a guida tedesca e francese) ha, già da tempo, rinnegato Carlo Magno e il Sacro Romano Impero, cioè la cultura cristiana che ha costruito l’Europa dei popoli.

Bergoglio ha invitato a far memoria del passato, ma lui è a digiuno di storia. Infatti ha ripetuto la solita solfa sul dovere di “costruire ponti e abbattere muri”, ignorando che l’Europa è nata letteralmente dalla costruzione di solide mura di confine, difese per millenni con la spada.

Il che Guevara di piazza san Pietro ha annunciato ufficialmente , per farsi benvolere e per paura di sostenere tesi politicamente non di moda in quelle sale , la fine della guerra per il riconoscimento delle radici cristiane e ha proclamato l’avvento di una nuova fase storica in cui l’identità fondante di una nuova Europa sia multiculturale e basata sull’integrazione, il confronto ed il compromesso.

La Chiesa ha combattuto e perso la battaglia affinchè nella Costituzione europea venisse fissato il riferimento alle radici giudaico-cristiane del Vecchio Continente ed ora, opportunisticamente, ha cambiato radicalmente la propria posizione.
La rinuncia alle radici cristiane e la scelta dell’identità meticcia multiculturale cancella in un colpo solo lo stesso Carlo Magno, Carlo Martello, la “reconquista”, Lepanto, Vienna, secoli di “mamma li turchi” ed anche parecchi secoli di feroce predominio coloniale cristiano su un Islam declinante ed addormentato.
Il passaggio da un’identità come la nostra ad una meticcia multiculturale è un processo storico tempestoso che sta portando e porterà l’incomunicabilità ed il conflitto.

Non esiste “multi-culturalità” ma bipolarismo conflittuale: da una parte gli islamici che per dettame coranico devono colonizzare ed annientare gli infedeli, e dall’altra noi, che con i barconi , inoculiamo nemici culturali, in un bagno di miseria, squallore, sottosviluppo che spinge ad odiarci anche i più moderati, Un esercito dormiente pronto ad assalirci alle spalle.

L’islam non accetta la separazione netta tra lo Stato e la religione. Chissà che El Che Francesco non sia davvero attratto , da buon gesuita , da chi è pronto ad immolarsi per imporre il predominio della propria religione.

NOTA DELLA REDAZIONE
**Il Premio Carlo Magno è un premio annuale conferito dalla città tedesca di Aquisgrana (in tedesco Aachen) a personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione e unione in Europa.
Insieme all’attestato viene consegnata una medaglia raffigurante l’immagine di Carlo Magno sul trono, immagine tratta dal più antico sigillo della città