ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 25/04/2018

POGGIO RUSCO: RICORDO DEI 31 CADUTI DELLA OPERAZIONE HERRING – CITTADINANZA ONORARIA AL 185mo RRAO e 183mo NEMBO. PATTUGLIA GUIDA DEL TEAM FOLGORE

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foto in volo lgt inc.par ( ris)Salvatore Morrocco

foto a terra: par Pier Luigi Armani e Sìgnora 

POGGIO RUSCO- Mantova- I Comune di Poggio Rusco ha organizzato una solenne manifestazione in ricordo dei paracadutisti caduti durante le incursioni della Operazione Herring, del 20 Aprile 1945.
I combattenti italiani erano inquadrati nello SQUADRONE F e nella CENTURIA NEMBO.

IL RICORDO DEI CADUTI IN DUE CERIMONIE
Ci sono state due cerimonie, entrambe con la presenza di due plotoni, uno del 185mo RRAO e l’altro del 183mo Nembo; la prima al monumento di Dragoncello e la seconda nella piazza del centro storico di Poggio Rusco, alla presenza dei due comandanti, i colonnelli Grassano ( 185mo) e Bianchi (183mo). Sul palco delle autorità , oltre al Sindaco di Poggio ed il vicario del sindaco di Filottrano ( cittadina marchigiana dove il Nembo ha combattuto corpo a corpo per impedire il bombardamento americano),c’erano il comandante del Comfose, generale Caruso, il Presidente ed il Vicepresidente nazionale dell’ANPDI , generali Bertolini e Iubini- quest’ultimo figlio dell’indimenticabile aiutante Abelardo Iubini,a quel tempo paracadutista impiegato nel lancio Herring, il generale artigliere paracadutista Giovanni Giostra, storico della Operazione, che ha ricordato le vicende di un paracadutista Medaglia d’oro al valor militare , diciotto anni appena compiuti, Amelio DeJuliis , prima partigiano, poi arruolato. Ferito, tornò a cercare i suoi due mentori, che lo avevano protetto sino a quel momento.
A Dragoncello, la Santa Messa è stata concelebrata da Don Marco Minin, paracadutista militare, giovane cappellano della Folgore, che è rientrato da poche settimane dopo 11 mesi a Baghdad

IL SENSO DELLA PRESENZA DEI MILITARI IN QUELLA PIAZZA NEL DISCORSO DEL GENERALE BERTOLINI
Dopo i saluti , il Sindaco ha ricordato tutti i Reduci, sia in vita che scomparsi anno dopo anno. Dopo un secondo intervento di uno studioso della storia della resistenza, è stato il generale Bertolini a riassumere in pochi minuti il senso della presenza militare in quella piazza e più in generale nella vita della nazione: la affermazione della propria sovranità. Sentimento che ha attraversato la storia d’Italia ben prima della seconda guerra mondiale. I Soldati sono la incarnazione della sovranità nazionale; ne sono la espressione più nobile e coraggiosa e ne difendono le Famiglia, la cultura e la religione.Una sovranità, una italianità, che molti vorrebbero far virare verso un globalismo che non tiene conto come quei soldati e i paracadutisti della Repubblica Sociale, si sono battuti per affermare la presenza e la esistenza dell’Italia, della sua sovranità.


IL 183mo nembo ed il 185MO RRAO “CITTADINI” DI POGGIO RUSCO
Alla fine, la consegna delle chiavi della città ai due Comandanti di Reggimento , custodi delle tradizioni e della storia dei paracadutisti della Herring per rinsaldare i già intensi rapporti tra Poggio Rusco e la Folgore. Nelle campagne intonro a Poggio Rusco si addestra al lancio anche l’ottavo Reggimento Paracadutisti che ha sede a Legnago.



IL TEAM FOLGORE INVITATO PER LA PATTUGLIA GUIDA E L’ASSISTENZA AL LANCIO DEL TRICOLORE DA 1000 METRI DRAGONCELLO
Una parte importante della mattinata è stata dedicata al lancio della bandiera da 1000 metri quadrati , che ha richiamato qualche centinaia di spettatori. A terra era stata richiesta la presenza del Team Folgore, che ha recentemente specializzato tre squadre nelle operazioni di Pattuglia guida. Il posto comando del Team disponeva  delle  attrezzature necessarie per fornire al colonnello Filippini ( membro del Team Folgore) le indispensabili informazioni sulle  condizioni del vento a 300 700 e 1000 metri di quota per ripetere il lancio appena compiuto a Cecina il 22 Aprile  col tricolore da 1000 metri quadrati.

A bordo , ospiti degli organizzatori,c’erano 3 paracadutisti con le insegne del Team Folgore.
Tutto è andato benissimo. Il Team è stato successivamente inquadrato a fianco dei plotoni in armi e a fianco del palco delle autorità, nella seconda parte cerimoniale.
Ad assistere il Colonnello Filippini nella difficile impresa c’era l’espertissimo Morrocco, già del Nono
Reggimento, istruttore di paracadutismo ed autore delle foto in volo.