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Pubblicato il 17/04/2019

PORTI CHIUSI O PORTI CHI TI PARE?


di Corrado Corradi

Sembra, stando a stampa e TV, che i vertici delle nostre FF.AA. siano in polemica con il Viminale per via della politica dei porti chiusi, contro la quale il Ministro della Difesa ha gia fatto sentire il suo autorevole (ma vah !?) parere.

L’impressione che se ne ricava é che quei vertici siano un po’ troppo propensi al «signorsi’» di marca carrieristica nei confronti di un ministro che non sembra particolarmente esperto di questioni attinenti alla sicurezza.

Se da una parte, é difficile ipotizzare che un gruppo jihadista di ISIS (organizzazione jihadista ormai incistata a ridosso sud della Libia), AQMI e GSPC (ormai incistate nel ridosso sud dell’Algeria), o ANSAR (tra Libia e Tunisia), salga su un barcone di migranti per giungere in Italia ed organizzarvi il jihad armato, perché quei gruppi sono troppo impegnati a consolidarsi come forza militare nel sahelo-sahara.

Dall’altra, é ipotizzabile, e non é uno scenario tanto peregrino, che qualche aspirante clandestino già dedito alla militanza islamista, condizionato e addestrato al jihad durante la sua permanenza in Libia, possa costituire un gruppo di fuoco che, dopo aver fatto una gitarella in gommone al largo della Libia ed essersi fatto raccogliere da una nave di quegli scriteriati delle ONG del mare (o forse scellerati, perché non é credibile che non si rendano conto che cosi’ facendo reggono il bordone agli scafisti), tiri fuori i kalashnikov e occupi manu mulitari quella nave e si diriga verso le nostre coste per:
• menare il torrone davanti alle entrate di qualche porto minacciando di sgozzare qualcuno a bordo per ottenere l’autorizzazione all’approdo;
oppure,
• effettuare uno sbarco d’assalto su una spiaggia e accoppare un po’ di turisti in costume, bikini o top-less, come già avvenuto a Sousse in Tunisia qualche anno fa.

A fronte di una Libia dove la guerra civile in atto potrebbe spalancare le porte delle prigioni alla peggio feccia e dove insistono gruppi di jihadisti improvvisati (extra ISIS, AQMI, GSPC, ANSAR) tutti anelanti a raggiungere, costi quel che costi, le nostre coste, la prima cosa da fare é sigillarle le coste, altro che aprire i porti per favorire l’afflusso di chi fugge la guerra… intervenga l’ONU a fermarla quella guerra.