OPINIONI

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Pubblicato il 27/09/2018

QUALE PENA PER CHI TAGLIA LE ORECCHIE AGLI ANZIANI?

di Corrado Corradi


Guardo il telegiornale e trasecolo, una banda di malviventi tortura un medico ottantenne e alla moglie di lui taglia un orecchio per farsi dire dove erano i soldi.

Cos’é la giustizia? In questa civiltà moderna dove molto é ormai definitivamente invertito,… parole, persone, concetti, etc… l’unica risposta che mi viene é il solito monosillabo BOOH! il quale più di tutte le considerazioni meglio rappresenta il senso di distaccato smarrimento che provo di fronte a certe situazioni caratterizzate da una marcata carenza di buonsenso e da un elevato tasso di idiozia.

I delitti e le pene… qual’é il rapporto più equilibrato affinché il delinquente paghi il fio delle sue malefatte e la vittima sia «risarcita» … lo so, i termini pagare e risarcire non sono del tutto adeguati ma ci siamo capiti.

Mi viene in mente un episodio di alcuni anni fa: due persone anziane (marito e moglie) in viaggio sulla loro Fiat Croma lungo un’autostrada spagnola vengono affiancati da un’auto con a bordo quattro giovani che si sbracciano indicando la ruota anteriore sinistra e inducono l’anziano autista ad accostare per controllare; l’auto con i quattro a bordo si ferma dietro, scendono in due e mentre uno impapocchia l’anziano, l’altro apre la porta posteriore destra e si impossessa di una borsa da donna, di un beauty-case e di un borsello, senza che l’anziana signora rimasta a bordo se ne accorgesse intenta com’era a guardare la parte anteriore sinistra dove il marito stava controllando la ruota mentre il ribaldo assieme al suo complice risalivano in macchina e se ne andavano.
Frutto del magro bottino :
• Nella borsa c’erano i documenti della signora e un paio di cento euro; nel beauty-case c’erano i gioielli della signora (di valore economico contenuto ma di impagabile valore sentimentale); nel borsello c’erano i documenti dell’anziano signore, le carte di credito e anche li’ un paio di cento euro;
• Sostanzialmente nulla, quei duecento euro se fossero stati chiesti gentilmente dimostrando di averne bisogno, quei vecchietti, avvezzi alla cristiana carità, li avrebbero anche offerti; quanto ai documenti, in fondo le carte di credito si bloccano e i passaporti si rifanno.
• Pero’ il frutto reale di quel bottino, fatta la tara dei soldi e dei documenti, é risultato devastante perché dentro l’auto, avviata verso il più vicino commissariato spagnolo vi erano due anziani in preda alla più funesta delle frustrazioni per essere stati gabbati e violentati moralmente… col senno del poi mi dico, tutto sommato é andata loro bene, solo frustrazione e mortificazione ma nessuna violenza fisica.
Non nascondo che in questa vicenda io ho un chiaro conflitto di interessi perché quei due anziani erano i miei genitori, ma del conflitto d’interessi me ne fotto perché di fronte alla sordida violenza di giovani nei confronti di vecchietti, siano essi tuo padre o tuo nonno o tuo bisnonno, conflitto d’interessi non c’é.
Per cui dico liberamente che secondo me nella società moderna il concetto di giustizia é invertito (come sono invertiti d’altronde molti altri concetti) perché la società moderna, condizionata dal pensiero dei «philosophes» del 1789, é arrivata a fottersene delle brave persone preferendo tutelare il delinquente attribendogli (come se il delinquente avesse comunque il diritto a delinquere) scusanti morali senza senso.
Il risultato é una situazione demenziale in cui le brave persone sono sovraesposte alle foie predatorie di quei ribaldi che in siffatta situazione invertita si rendono conto di quanto sia più economico dedicarsi all’attività predatoria, diretta e senza destrezza ma con maggior violenza, nei confronti delle persone oneste.
Questa situazione cosi’ ribaltata che vede i ribaldi prevalere, a norma di legge, sulle persone perbene ha potuto instaurarsi perché i padri dei sanculotti prima, e i sessantottardi poi, si sono inventati che se un assassino é assassino, la colpa é della società e non sua! E il bello é che la nostra costituzione ha recepito questo principio.

La sensazione é che la nostra civiltà stia spegnendosi… altro che «uno schianto non una lagna» … no, da un bel po’ ormai, dal 1789, una lunga scia di insipienza.
Vedere impiccati quei 4 ribaldi non l’avrebbero voluto nemmeno i miei genitori pero’ che un episodio simile possa avvenire con la premessa che quei ribaldi debbano aver diritto a una difesa che pescherà liberamente nelle pieghe del diritto (diritto!?) tutto quel che puo’ costituire scusante e attenuante… evidenzia chiaramente che c’é qualcosa che non va nel modo moderno di rapportarsi con il bene e il male (se del male abbiamo ancora coscienza.
Lo sbilanciamento a favore di ogni ribaldo é evidente a tutte le persone di buonsenso e costituisce un ulteriore indicatore della deriva che ha preso la nostra civiltà… «quando comandano i ladri le persone dabbene finiscono in galera»… ed é proprio quello che si sta verificando adesso dopo lustri di lavaggio del cervello per farci introitare l’etica dei ribaldi: il criminale é criminale per colpa degli altri non per sua scelta.
Ma, santissimo Iddio! Sulla base di quale legge morale puo’ essere concesso un diritto di difesa a tutto tondo a dei ribaldi che derubano dei vecchietti?
Sono personalmente contrario alla pena di morte per tante ragioni che non sto’ qui a spiegare ma sono totalmente favorevole ad un trattamento spietato per determinate categorie di criminali; saro’ anche moralmente ipocrita ma ritengo idiota ricorrere alle pantomime del rito connesso con la moderna pena di morte; nella Roma antica i ribaldi venivano rinchiusi in celle buie e umide (prefigurazione di quel sarebbe stato l’Ade) e sapevano che il loro carceriere poteva anche strangolarli in un accesso d’ira o in preda a una sbronza… questa é la pena adeguata per quei ribaldi che derubano i vecchietti, violentano bambini e donne, che si introducono nottetempo nelle case per rubare, orientati ad usare una violenza che spesso degenera in ferocia; tra questi ribaldi annovero anche chi truffa facendo sparire i risparmi di una vita.
Ebbene per questi: sia cella umida, pagliericcio, catena ai piedi perché chi arriva a commettere quei reati non si ravvede e se si ravvede non puo’ non voler scontare una dura pena perché quel che ha commesso é incolmabile… basta vedere le facce dei molti vecchietti derubati e spesso anche maltrattati, delle donne violentate, dei bimbi abusati, dei risparmiatori gabbati.
Chi commette reati simili, chi si introduce nottetempo in un appartamento per rubare quando il padrone di casa é esposto indifeso a qualsiasi tipo di offesa, non é solo un ladro, come non é solo un gabbatore colui il quale fa sparire i risparmi di una vita a un vecchietto… di assassini si tratta, di questo dobbiamo aver contezza, ed é giusto che espiino una pena scevra da qualsia ricerca di attenuatanti, scusanti, riduzioni.


La colpa di un crimine non é attribuibile alla società, la colpa di un crimine é personale, intimamente personale ed é frutto del peggior ragionamento che un uomo possa fare: «mors tua vita mea»… infatti, tra la necessità di mangiare o provvedere a far mangiare i propri cari e il furto, magari con violenza, come sembra essere la prassi che si sta affermando in questi tempi moderni e ribaltati, c’é, come estremo gesto, non il rubare ma l’andare a chiedere l’elemosina, per cui il furto non ha una sua intima giustificazione, meno ancora se commesso con violenza.
Chi ruba, uccide o violenta (fisicamente o moralmente) ha scientemente deciso di seguire quella prassi comportamentale degenerata dello spirito incattivito, magistralmente descritta nell’inferno dantesco per cui dall’incontinenza (comune all’animale e all’uomo) si passa alla malizia e poi alla fredda premeditazione.
Lo spirito incattivito per scelta comportamentale e non per necessità qualifica il delinquente per quel che é: un «omm e’mmerd», con tutte le aggravanti di questo mondo e nessuna attenuante.
In ultima analisi, é la paura della pena pesante e dolorosa che ferma la mano a quel romeno che ha tagliato l’orecchio a quell’anziana signora per fargli confessare dove lei e suo marito tenevano i soldi.