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Pubblicato il 28/08/2019

REGGIO CALABRIA: LA X ZONA ANPDI ORGANIZZA CERIMONIA E MARCIA RIEVOCATIVA IN ASPROMONTE PER IL 76mo DELLA BATTAGLIA DELLO ZILASTRO

PARMA- Come ogni anno, caparbiamente, i paracadutisti della X Zona, coordinati da quelli di Reggio Calabria, ci invitano sui sentieri che i paracadutisti del Nembo , nel 1943, percorsero fino alla piana dello Zillastro, dove il 10 combatterono contro gli angloamericani, ignari che nel frattempo il re era scappato al sud, lasciando le forze armate senza ordini.
Ecco il loro invito:

MARCIA RIEVOCATIVA 76° Anniversario della Battaglia dello Zìllastro
8 SETTEMBRE 1943 – 8 SETTEMBRE 2019
Bagaladi — Zìllastro
Programma

Nell’ambito della Commemorazione della Battaglia dello Zìllastro, è consuetudine organizzare una marcia rievocativa che ripercorre il tragitto effettuato dai Paracadutisti dell’Vlll Btg del 185 0 Rgt Nembo che nei giorni precedenti la battaglia, ripiegavano da Melito Porto Salvo per ricongiungersi con il Comando del Reggimento attestato a Platì.

Il percorso della marcia si snoda per buona parte su sentieri appena accennati e con notevole pendenza. Si attraverserà il cuore dell’Aspromonte, dove lo sguardo del paracadutista spazierà tra due mari, bianche fiumare, scoscesi pendii della montagna. Le cime sono coperte da boschi di querce, lecci, pini, faggi e abeti che ombreggiano la via.
Considerando la tipologia del percorso, molto impegnativo per lunghezza e dislivelli da colmare, si consiglia la partecipazione a persone che siano ben allenate in ambiente montano.

Dislivello: mt. 1.500 in salita, 900 in discesa; lunghezza percorso: Km. 55 circa Tempi di percorrenza: 18 ore circa in due gg

Itinerario:
6 settembre: partenza ore 7.30 da Bagaladi mt 500 s.l.m.; Nucarelle mt. 1.100 (approvv. Acqua); Croce Romeo mt. 1.370 (colazione a sacco a cura dei partecipanti); Caccia Diavoli mt. 1.680; lago artificiale sul fiume Menta mt. 1.440; rifugio Menta Cavaliere mt. 1.750 (arrivo — bivacco).
7 Settembre: partenza dal rifugio Menta Cavaliere mt. 1.750 s.l.m.; Materazzelle mt. 1.820; Montalto mt.1.956; Tabaccari 1.720; Pietra Tagliata mt. 1.700; Portella Cannavi mt. 1.580; Portella Mastrangelo — Fontanelle mt. 1.440 (approvv. Acqua); Monte Fistocchìo mt. 1.570 (colazione a sacco); Passo della Cerasara mt. 1.400; Monte Scordia mt. 1.570; Monte Misafumera mt. 1.390; Zervò mt. 1.190 (fontana dell’Abete — approvv. Acqua); Zìllastro mt. 1.050 — Monumento alla Nembo(arrivo). Cena e pernottamento.
Cerimonia 8 Settembre:
ore 9.00 ritrovo dei partecipanti presso Crocifisso di Zervò, ore 9.30 deposizione fiori presso le croci dei Caduti e deposizione corona al Monumento ai Caduti della Nembo, ore 10.30 Santa Messa, ore 11.30 saluto alle autorità, interventi e allocuzioni, ore 12.30 fine cerimonia.
Equipaggiamento obbligatorio: sacco a pelo, pantaloni lunghi, indumenti di ricambio, cappello per proteggersi dal sole, telo antipioggia, scarponcini da trekking o militari, borraccia capacità It. 1.
Per motivi organizzativi è gradita la conferma entro il 28 Agosto.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Pino Perrone 338 8692587 Nunzio Mileto 346 3135444 Antonio Nucera 329 2061228
E’ richiesto un contributo di 30 euro per le spese di logistica
Per chi arriva la sera di giovedì 5 c’è la possibilità di cenare e pernottare a costi contenuti.



COSA ACCADDE NEL SETTEMBRE 1943 IN ASPROMONTE

L’armistizio fu sottoscritto in segreto a Cassabile il 3 settembre 1943, tuttavia la notizia venne divulgata cinque giorni dopo. Non vi è traccia sui libri di storia, ma all’alba dell’8 settembre del 1943, ad armistizio già concluso e tuttavia non ancora noto ai nostri militari, in Aspromonte si svolse una violenta battaglia fra 400 Paracadutisti italiani e
5.000 anglocanadesi. I Paracadutisti del 185° Reggimento della Divisione “Nembo”, composto da tre Battaglioni (III , VIII e XI) ripiegando dalla Sicilia, provati dai precedenti
scontri, affaticati, senza viveri e con scarse munizioni, stavano risalendo verso nord, mentre i tedeschi avevano già da tempo abbandonato le loro posizioni.
L’VIII Btg., cercando di raggiungere Platì, dove vi era il Comando di Reggimento, si trovò a marciare di retroguardia e la sera del 7 settembre, sotto una fitta pioggia, si accampò sotto un faggeto sito sull’altopiano dello Zìllastro. Esausti per la lunga marcia , la fame e gli scontri sostenuti, i nostri Paracadutisti, inzuppati dalla piaggia, si abbandonarono ad un sonno
ristoratore senza avvedersi di essere stati circondati da ogni lato dall’esercito Anglo-Canadese. Fu così che, all’alba del successivo giorno 8 settembre, avvenne lo scontro:
furono quattrocento contro cinquemila. La lotta fu impari e proseguì, dopo l’esaurimento delle poche munizioni, con un corpo a corpo. Cinque furono i caduti italiani finora accertati, ma l’esatto numero non è ancora dato saperlo. Fu questa l’ultima battaglia combattuta tra il Regio Esercito Italiano e le truppe nemiche, pur divenute cinque giorni prima segretamente alleate, a seguito della firma dell’armistizio a Cassabile; col rischio di essere poi tutti passati per le
armi… Tutto ciò non è scritto nei libri di storia, ma i Paracadutisti non dimenticano.