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Pubblicato il 13/03/2017

RISTORATORE DEL LODIGIANO SPARA COL FUCILE DA CACCIA DURANTE UNA COLLUTTAZIONE CON I LADRI. INDAGATO PER OMICIDIO VOLONTARIO

PARMA- La foto è di Mario Cattaneo, Il ristoratore del lodigiano che è stato aggredito nella notte tra venerdì e sabato da tre ladri e che ha sparato colpendo uno di loro. Sono assai visibili i segni della colluttazione avuta per non farsi disarmare e durante la quale è partito il colpo. Il romeno colpito è stato abbandonato dagli altri due.
Nel frattempo la magistratura sembra lo abbia indagato per omicidio volontario.
Mario Cattaneo ha ricevuto la solidarietà dei concittadini. Ha deciso di riaprire il locale per distogliere la mente dai pensieri negativi sul futuro giudiziario che lo aspetta.

“Ricordo che la porta era bloccata da alcuni mobili accatastati. L’ho aperta con un calcio e ho sentito qualcuno che dall’altra parte mi tirava verso il basso per la canna della doppietta. Mentre cadevo è partito il colpo, ricordo che mi trovavo sul fianco quando è partita l’esplosione. Poi sono volato a terra, lui mi ha trascinato per almeno 5-6 metri. Se ho ferito qualcuno? Non mi sono accorto di nulla, era buio pesto”, spiega al Corriere. Poi parla della sua attività e del difficile ritorno alla vita normale: “Volevo aprire a ogni costo – dice lui -. Cucinare mi aiuta a non pensare a quello che è successo. A scaricare la tensione”. A questo punto parla di quando ha saputo di aver ucciso uno dei ladri:”Non sentivo tanto male… gli operatori del 118 hanno insistito per portarmi in ospedale. Mentre mi trovavo al pronto soccorso, non so, saranno state le 5 o le 6 del mattino, improvvisamente sono arrivati quattro carabinieri e da allora non mi hanno più mollato. Dicevo a me stesso: sono io la vittima, cosa ci fanno qui da me”. Infine precisa la dinamica della sparatoria e ai carabinieri che gli chiedevano se avesse esploso più di un colpo ha risposto: “Uno, uno, sono sicurissimo, l’altro era in canna, proprio per questo cercavo di non farmi strappare la doppietta di mano”.