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Pubblicato il 04/09/2017

ROMA: SEI STRUTTURE DA CASERME PER GIOVANI O EDIFICI PER I CITTADINI A CENTRI PER IMMIGRATI?

Sei ex-caserme sono nella disponibilità del Campidoglio e si parla di un loro utilizzo come centri per immigrati . Il protocollo d’intesa siglato ad agosto del 2014 dall’amministrazione di Ignazio Marino con il ministro della Difesa Roberta Pinotti, per la dismissione e valorizzazione di sei ex caserme inutilizzate, potrebbe diventare il protocollo per la declassazione di questi immobili, quasi tutti centrali e posizionati in aree di pregio, in centri per immigrati.

Forte Boccea ( foto sotto), le caserme Ulivelli (Trionfale- foto sopra), Ruffo (Tiburtina) e Donato (Trullo), lo stabilimento trasmissioni di viale Angelico e la direzione Magazzini del commissariato di via del Porto Fluviale. Un pacchetto di beni immobili, del valore complessivo stimato in circa 200 milioni di euro,
L’intesa era nata dall’intenzione, da parte del ministro Pinotti di avviare la cessione delle caserme non più idonee alle Forze armate professionali, per essere messe a disposizione delle comunità locali.

La riconversione di questi immobili era inizialmente legata a progetti di sviluppo dei quartieri interessati. Le prime ipotesi ventilate dal Campidoglio, tre anni fa, prevedevano per esempio due nuovi sedi, quella del XIV municipio e quella della Protezione Civile nazionale, nell’ex caserma Ulivelli. Per il Forte Boccea si pensava invece all’apertura di un nuovo parco urbano. A Prati, nell’area dello stabilimento trasmissioni, l’idea era di realizzare un polo museale, legato ai vicini Musei Vaticani e alberghi, mentre nella caserma Donato, al Trullo, si pensava a destinare spazi ai laboratori per gli artigiani. Solo per il Porto Fluviale c’era fra le ipotesi in ballo un progetto di recupero, con l’ok della Regione, con la successiva realizzazione di
alloggi sociali.

Ora si parla sempre più insistentemente di usare questi immobili per l’emergenza alloggiativa : non precisamente per immigrati, fa sapere Luca Montuori , superando le prevedibili riserve dei Municipi (e dei residenti) delle zone interessate. «Utilizzare le caserme per i rifugiati è una follia – sottolinea Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini in assemblea capitolina – Lo sviluppo di quei siti è utile a portare servizi ai quartieri, non certo ulteriore emergenza sociale».

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