ADDESTRAMENTO

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Pubblicato il 19/02/2007

SMINAMENTO UMANITARIO : IL RACCONTO DI UN PARACADUTISTA CHE LO HA FATTO

di Giulio Savina

LO SMINAMENTO UMANITARIO

Roma- Nel 2002 mentre visitavo il sito internet www.intersos.org mi sono appassionato all’attività di Intersos che stava cercando in quel periodo adesioni per tenere un prossimo corso di formazione per operatori di interventi di sminamento umanitario.

Per iscriversi veniva richiesto il possesso di un attestato da “fochino” che la questura di Roma, ufficio sostanze esplodenti ed infiammabili, mi ha rilasciato dopo aver superato un esame orale, presso la questura stessa, e le visite medico specialistiche richieste dalla legge.

Mi sono quindi immediatamente iscritto al corso, desideroso di ricevere un nuovo “addestramento”, per completare la mia formazione di ufficiale della Riserva e per dare una mano a chi è costretto a convivere con gli UXOs(Unexploded Ordnances).

Il corso, cui partecipavano anche altri militari (molti i parà come me) in congedo, è stato tenuto dal capo della Mine Action Unit di Intersos, Gen. del Genio Termentini.F. e da altri collaboratori.

E’ durato due settimane e si è incentrato per la prima parte sulla conoscenza del Trattato di Ottawa del 1998 sul bando delle mine antiuomo, della Mine Action Italiana ed Internazionale, dei documenti standard(SOP).

Gli Stati aderenti al trattato di Ottawa (tra cui l’Italia) devono esercitare pressioni perché vi aderiscano anche quei governi(USA, Russia, Cina, Iran, Pakistan, India) che continuano a produrre e commerciare mine a/u(anti uomo).

Storicamente le mine terrestri a/u vennero introdotte durante il primo conflitto mondiale per ostacolare l’avanzata del nemico. Nei conflitti seguenti il rivestimento metallico cedette il passo a plastiche stabili e durevoli rendendole così difficilmente rilevabili.

Ma è stato il proliferare dei conflitti c.d. minori che ha portato all’abuso nell’impiego di questi economici(pochi euro) ordigni da parte di gruppi militari o paramilitari o guerriglieri che le hanno disseminate senza la prescritta registrazione aggiungendo al danno umanitario e sociale della loro presenza quello economico della loro difficile e pericolosa bonifica.

La seconda parte verteva sulle generalità degli esplosivi e degli ordigni (mine, cluster bombs, UXOs), dei dei progetti e delle tecniche dei materiali di bonifica, della struttura di un’unità di sminamento, delle norme di sicurezza sulle procedure di distruzione degli UXOs).

Tutti gli ordigni esplosivi (UXOs), mine comprese, hanno come parti essenziali una carica esplosiva ed un congegno di accensione comprendente l’insieme accenditore-detonatore che entra in funzione sotto l’azione della c.d.”adatta causa esterna” (i termini tecnici sono percussione, pressione, rilascio di pressione, tensione, rilascio di tensione, trazione, urto,) cioè il piede di un pastore che segue il gregge, quello di una donna che si reca alla fonte d’acqua, di un contadino col suo aratro o di un bambino che insegue la palla in un prato.

Questi ordigni vengono spesso trappolati (booby traps) e collocati lungo vie di passaggio, ponti, trincee,capisaldi militari abbandonati, vicino aeroporti, magazzini,opifici, fabbriche, centrali elettriche, frutteti, pozzi d’acqua.

L’impatto socio-economico di questi ordigni è enorme:colture agricole inibite, ritardo nel ritorno a casa di sfollati e rifugiati, limitazione della libertà di circolazione. La risposta umanitaria a tale dramma vissuto da milioni di persone in Afghanistan, Angola, Eritrea, Mozambico, Bosnia, Kosovo, Cambogia, è rivolto in primo luogo a sostenere le strutture chirurgiche per salvare la vita dei feriti, spesso a costo dell’amputazione di uno o più arti, a fornire le protesi, la rieducazione fisica, il sostegno psicologico e talvolta economico per il loro reinserimento sociale e produttivo.

In secondo luogo l’aiuto umanitario è diretto allo sminamento umanitario, un’azione lenta, costosa, pericolosa che permette di rendere accessibili alle famiglie le loro case, le loro terre. Servono a questo scopo sostegni economici,(bastano 0,75 Euro, per sminare un metro quadrato) ad Organizzazioni Non Governative e senza fini di lucro come INTERSOS che propongono i loro progetti di sminamento , sostegni che provengono dai privati direttamente o indirettamente tramite Governi ed Organizzazioni Internazionali (IRC, UN, UE, OSCE).

Alla parte teorica del corso si è poi aggiunta quella teorico-pratica molto stimolante e motivante. Abbiamo indossato un elmetto, un pesante giubbotto anti esplosione ed “armati” di un metal detector e di un prodder (sonda non metallica acuminata da conficcare nel terreno per individuare l’oggetto rilevato dal metal detector) abbiamo cominciato ad operare sul terreno. Una volta trovato l’UXO(inerte), col GPS prendevamo le coordinate geografiche del punto e delimitavamo la zona e compilavamo rapporti scritti.

Quindi si avviavano le procedure(simulate) per la distruzione in situ. dell’UXO o in “fornello” se rimovibili. Dopo l’addestramento individuale siamo passati al lavoro di gruppo: la progettazione operativa di una bonifica umanitaria. La progettazione prevede la valutazione del task, l’individuazione degli obiettivi, delle procedure, dei soggetti, delle attività.

Le attività consistevano nell’analisi dei documenti del task ( mappe, rapporti, survey precedenti) e la loro verifica sul terreno, la redazione di un progetto di massima che individuasse il datum point, la start line, le linee di penetrazione di un BAC(battle area clearance), l’organizzazione della struttura operativa e logistica(teams team leaders,,platoon leaders,supervisor), le survey (ricognizioni tecnico operative topografiche) di 1° e 2° livello per individuare sul terreno le aree da bonificare, e, infine, la redazione del progetto esecutivo contenente i disegni delle linee, dei corridoi da seguire durante la bonifica e i tempi di esecuzione. Poi l’ultimo giorno del corso i quiz di valutazione ed infine il rilascio del tanto agognato attestato di Supervisore tecnico di Sminamento Umanitario.

Tre mesi più tardi sono partito per l’Afghanistan con un volo UN per completare la mia formazione con un addestramento tecnico pratico durato circa due mesi, trascorsi con Intersos a Kabul e dintorni a conoscere realtà locali e a distruggere ordigni pericolosi per le popolazioni civili. Le foto sono eloquenti dell’impegno che tutti mettevano nel distruggere gli ordigni e prevenire così dolori fisici e psicologici per i civili.

Il volontariato è un medicinale naturale che produce energia positiva, soddisfacendo le motivazioni solidali e nobili dell’uomo, allontanandolo da falsi modelli subculturali e devianti (lotta per l’ideologia, violenza negli stadi di calcio, nelle scuole) o da forme di annichilimento personale (uso di stupefacenti, dipendenza da videogiochi, pedopornografia). Dare il proprio contributo ad una ONG dedicata allo sminamento umanitario è da militari-gentiluomini.

SAVINA Giulio